Bellettieri ed Intergroup: joint venture per il rilancio dei traffici

CIVITAVECCHIA – Si chiama consorzio Tmc – Terminal Multipurpose Civitavecchia – ed è la nuova scommessa che vede una importante joint venture tra Interminal, impresa portuale di Intergroup (noto player logistico-portuale laziale, fondato da Nicola Di Sarno nel 1986, attivo in tutta Italia e con branch a Londra), e la storica agenzia marittima ed impresa portuale Ant. Bellettieri & C. che dal 1883 opera nel porto di Civitavecchia: lo scopo è quello di completare l’infrastrutturazione e sviluppare traffici sulla banchina 26 dello scalo. 

Tmc, di cui sono rispettivamente presidente Riccardo Sciolti (nella foto) e vicepresidente Massimo Soppelsa, ha già presentato all’AdSP del Mare Tirreno Centrosettentrionale istanza per la concessione ex-art.18 L.84/94 al fine di gestire un compendio banchine di circa 500ml con 15 metri di pescaggio, e di aree per circa 50.000mq, compresa l’area in corso di completamento ed originariamente destinata ad ospitare la delocalizzazione del precedente Terminal Granaglie (mai realizzata). Attività quest’ultima che Tmc per colmare la perdita del traffico ed il gap industriale creatosi sul porto, intende riprendere e rilanciare, avendo previsto investimenti per parecchie decine di milioni di euro volti alla realizzazione di magazzini e silos di stoccaggio per rinfuse e merci solide, assistiti da impianti tecnologicamente avanzati di movimentazione a circuito chiuso, lavorazioni, packaging e caricazione, il tutto coerente con la destinazione che il piano regolatore già dal 2004 aveva previsto per l’area in oggetto.

Tmc ha inoltre previsto ingenti investimenti in infrastrutture ed attrezzature di banchina, necessarie a realizzare un vero e proprio Terminal Multipurpose di nuova generazione in grado di competere a livello di rese e performance con i maggiori porti europei, dotando il porto di Civitavecchia di quell’anello portuale-logistico-intermodale mancante in grado di garantire in via continuativa servizi integrati ed evoluti al servizio dello sviluppo dello scalo laziale. Il terminal occuperà a regime, oltre al personale già impiegato dai due consorziati nelle rispettive attività storiche, decine di nuovi addetti fra personale diretto e ricorso all’art.17, anche per mansioni specialistiche.

“Sono convinto che un terminal multipurpose finalmente collocato esattamente laddove l’Autorità ne aveva previsto da anni la realizzazione – ha spiegato Sciolti – costituisca uno strumento importante per lo sviluppo dei traffici ad alto valore aggiunto ed occupazionale del Porto di Civitavecchia”.

“Questa iniziativa – ha aggiunto Soppelsa – è il logico sbocco di un’attività che ha visto la Bellettieri, fortemente legata alla tradizione di questo scalo, da 130 anni impegnata nei servizi di agenzia, spedizioniere e impresa in tutti o quasi tutti i settori di attività presenti sullo scalo dal 1883, simbolo indelebile di tradizione ed innovazione”.

Enrico Luciani, Presidente della Compagnia Portuale, recentemente rinnovato a capo dei 500 portuali dello scalo romano, ha osservato come “si tratta di una significativa inversione di tendenza, dopo un lungo periodo buio di stasi, disagi, chiusure e perdita di giornate di lavoro; il rilancio parte simbolicamente dagli stessi operatori che progettano, innovano ed investono in proprio senza assistenzialismo decine di milioni di euro, rappresentando inoltre una sana logistica locale, in sintonia con chi vuole la parte “terminalista” separata dalle proprietà armatoriali . Questo crea inoltre uno spartiacque tra chi crede e combatte per il nostro porto e chi erroneamente pensa di poter sopravvivere nel terzo millennio su rendite di posizione”.

Intergroup con questa iniziativa conferma il proprio piano di sviluppo e consolidamento della propria rete logistico-portuale nazionale, estesa recentemente anche ai porti della Sardegna attraverso l’acquisizione dei marchi Global Renewables rafforzando così la propria leadership nel settore delle biomasse legnose; mentre come TMT (Taranto Multipurpose Terminal) in partnership con un affermato operatore locale, è in lizza – come vari altri operatori – per l’assegnazione di un’area comprendente piazzali e banchine nell’ambito del Molo Polisettoriale di Taranto. Qui però la partita è diventata più intricata: con la discesa in campo dei turchi della Yilport Holding, la questione sarà certamente destinata a finire sul tavolo del Ministro.  

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Bellettieri ed Intergroup: joint venture per il rilancio dei traffici nello scalo

CIVITAVECCHIA – Si chiama consorzio Tmc – Terminal Multipurpose Civitavecchia – ed è la nuova scommessa che vede una importante joint venture tra Interminal, impresa portuale di Intergroup (noto player logistico-portuale laziale, fondato da Nicola Di Sarno nel 1986, attivo in tutta Italia e con branch a Londra), e la storica agenzia marittima ed impresa portuale Ant. Bellettieri & C. che dal 1883 opera nel porto di Civitavecchia: lo scopo è quello di completare l’infrastrutturazione e sviluppare traffici sulla banchina 26 dello scalo. 

Tmc, di cui sono rispettivamente presidente Riccardo Sciolti (nella foto) e vicepresidente Massimo Soppelsa, ha già presentato all’AdSP del Mare Tirreno Centrosettentrionale istanza per la concessione ex-art.18 L.84/94 al fine di gestire un compendio banchine di circa 500ml con 15 metri di pescaggio, e di aree per circa 50.000mq, compresa l’area in corso di completamento ed originariamente destinata ad ospitare la delocalizzazione del precedente Terminal Granaglie (mai realizzata). Attività quest’ultima che Tmc per colmare la perdita del traffico ed il gap industriale creatosi sul porto, intende riprendere e rilanciare, avendo previsto investimenti per parecchie decine di milioni di euro volti alla realizzazione di magazzini e silos di stoccaggio per rinfuse e merci solide, assistiti da impianti tecnologicamente avanzati di movimentazione a circuito chiuso, lavorazioni, packaging e caricazione, il tutto coerente con la destinazione che il piano regolatore già dal 2004 aveva previsto per l’area in oggetto.

Tmc ha inoltre previsto ingenti investimenti in infrastrutture ed attrezzature di banchina, necessarie a realizzare un vero e proprio Terminal Multipurpose di nuova generazione in grado di competere a livello di rese e performance con i maggiori porti europei, dotando il porto di Civitavecchia di quell’anello portuale-logistico-intermodale mancante in grado di garantire in via continuativa servizi integrati ed evoluti al servizio dello sviluppo dello scalo laziale. Il terminal occuperà a regime, oltre al personale già impiegato dai due consorziati nelle rispettive attività storiche, decine di nuovi addetti fra personale diretto e ricorso all’art.17, anche per mansioni specialistiche.

“Sono convinto che un terminal multipurpose finalmente collocato esattamente laddove l’Autorità ne aveva previsto da anni la realizzazione – ha spiegato Sciolti – costituisca uno strumento importante per lo sviluppo dei traffici ad alto valore aggiunto ed occupazionale del Porto di Civitavecchia”.

“Questa iniziativa – ha aggiunto Soppelsa – è il logico sbocco di un’attività che ha visto la Bellettieri, fortemente legata alla tradizione di questo scalo, da 130 anni impegnata nei servizi di agenzia, spedizioniere e impresa in tutti o quasi tutti i settori di attività presenti sullo scalo dal 1883, simbolo indelebile di tradizione ed innovazione”.

Enrico Luciani, Presidente della Compagnia Portuale, recentemente rinnovato a capo dei 500 portuali dello scalo romano, ha osservato come “si tratta di una significativa inversione di tendenza, dopo un lungo periodo buio di stasi, disagi, chiusure e perdita di giornate di lavoro; il rilancio parte simbolicamente dagli stessi operatori che progettano, innovano ed investono in proprio senza assistenzialismo decine di milioni di euro, rappresentando inoltre una sana logistica locale, in sintonia con chi vuole la parte “terminalista” separata dalle proprietà armatoriali . Questo crea inoltre uno spartiacque tra chi crede e combatte per il nostro porto e chi erroneamente pensa di poter sopravvivere nel terzo millennio su rendite di posizione”.

Intergroup con questa iniziativa conferma il proprio piano di sviluppo e consolidamento della propria rete logistico-portuale nazionale, estesa recentemente anche ai porti della Sardegna attraverso l’acquisizione dei marchi Global Renewables rafforzando così la propria leadership nel settore delle biomasse legnose; mentre come TMT (Taranto Multipurpose Terminal) in partnership con un affermato operatore locale, è in lizza – come vari altri operatori – per l’assegnazione di un’area comprendente piazzali e banchine nell’ambito del Molo Polisettoriale di Taranto. Qui però la partita è diventata più intricata: con la discesa in campo dei turchi della Yilport Holding, la questione sarà certamente destinata a finire sul tavolo del Ministro.  

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Pirgo: stagione 2018 senza stabilimento

CIVITAVECCHIA – Chissà come commenterà ora l’assessore Vincenzo D’Antò la notizia relativa alla morte del Pirgo? Il grillino spiritoso, quello convinto di poter colmare le lacune legate alla propria incapacità amministrativa con l’ironia partenopea o con la battuta fuori luogo, oggi deve prendere atto di una sola cosa: la stagione estiva 2018 per quanto riguarda la spiaggia del Pirgo non inizierà mai. 
E questo nonostante i tardivi tentativi dell’amministrazione comunale di correre ai ripari, promettendo chissà cosa per avere bagnini e pulizia della spiaggia praticamente gratis. 
Già l’iter amministrativo (anomalia tutta civitavecchiese che coincide con l’arrivo al Pincio del Movimento 5 Stelle) è partito ancora una volta con colpevole ritardo, poi il salvataggio in extremis con l’individuazione dei soggetti a cui poter affidare le spiagge risalente a otto giorni fa. Ora la triste notizia: la paesaggistica è scaduta e le strutture al Pirgo non potranno essere montate. Così Mario Benedetti, il gestore dell’area, ha caricato l’attrezzatura su un camion e l’ha portata indietro, scontrandosi anche con il rammarico dei frequentatori abituali di una spiaggia che per anni, tra alti e bassi, ha rappresentato il biglietto da visita della città e che oggi è diventata una fogna a cielo aperto. Se l’amministrazione si fosse mossa prima, probabilmente il problema del rinnovo della paesaggistica sarebbe stato superato con una nuova domanda e la relativa attesa di risposta. Ma presentare una richiesta il 16 luglio significherebbe nella migliore delle ipotesi aprire lo stabilimento dopo Ferragosto. Chissà se almeno questa volta l’assessore D’Antò avrà l’umiltà di chiedere scusa senza aggiungere le solite giustificazioni senza senso alle quali sempre meno persone credono? 
Il Pirgo è morto e gli assassini hanno nome e cognome.

 

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Farmacia, un’esposizione per oltre un milione di euro

SANTA MARINELLA – La paradossale situazione in cui versa la farmacia comunale sta creando grossi problemi alla nuova amministrazione. Una vicenda che il nostro giornale sta seguendo da oltre cinque anni, e che rischia di far chiudere o quantomeno cedere, una struttura sanitaria pubblica che ha sempre offerto servizi importanti ai cittadini. Per responsabilità che sono da addebitare solo al modo scriteriato con cui la vecchia amministrazione comunale ha gestito i proventi, la farmacia non è più in grado di offrire servizi primari, come le prenotazioni delle visite specialistiche, la consegna a domicilio dei farmaci, lo sconto sui medicinali salvavita, la disponibilità dei prodotti estivi e soprattutto il personale per mandare avanti l’esercizio pubblico al massimo della sua efficienza. Senza considerare inoltre che i ricavi della farmacia, la giunta Bacheca, li ha inseriti nel bilancio, mettendo a carico della stessa, oltre al personale presente nei locali, anche due dipendenti comunali stipendiati dal Comune, con il risultato che non pagando i fornitori, questi non consegnano più alla farmacia le medicine. 
I residenti del rione Valdambrini però si mobilitano e dicono chiaramente che la farmacia comunale va risanata e dunque non venduta. «Ogni giorno che passa esce fuori una novità – commenta il sindaco Pietro Tidei – di solito brutta, riguardo la disastrosa situazione finanziaria che dieci anni di amministrazione Bacheca ci ha lasciato sul tavolo. Oggi è arrivata una notizia riguardo al farmacia comunale di via Valdambrini. Pare che l’esposizione verso i fornitori, sia di oltre un milione di euro, e che questi non vogliano più rifornire la farmacia di medicinali a causa dell’ingente debito. Cosa fare di una farmacia che non può distribuire medicine non lo sappiamo ancora, certo sarebbe simpatico che chi si è fatto nominare delegato alla farmacia nella passata amministrazione e cioè Eugenio Fratturato, ci venga a raccontare come stanno le cose e perché si sia arrivati a questa vergognosa situazione. Perché la questione della farmacia è emblematica? Con i soldi si comprano i medicinali e quindi si riempie il magazzino. Se le medicine si vendono ci devono essere i soldi, anche per acquistarne altre e riempire di nuovo il magazzino. Se le medicine non si vendono, il magazzino deve essere pieno di farmaci. A Santa Marinella, e solo a Santa Marinella, abbiamo il magazzino vuoto come le casse sia della farmacia che del Comune. Qualcuno dovrà spiegarci cosa è successo e lo dovrà fare in fretta». Resta comunque il fatto che la farmacia va rilanciata subito, fornendo i magazzini delle medicine richieste, colmare gli scaffali dei prodotti per l’estate ed infine gestire la farmacia utilizzando le risorse che produce, senza coinvolgere il Comune nell’utilizzo dei ricavi, insomma una sorta di autogestione.

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Santa Marinella, Marongiu presidente del consiglio. Minghella assessore esterno

SANTA MARINELLA – Si è trasformato in una vera e propria requisitoria contro l’ex giunta Bacheca, il primo consiglio comunale dell’era Pietro Tidei. Di fronte ad oltre 500 persone, il neo sindaco ha attaccato duramente la vecchia maggioranza, tacciandola di aver mandato la città al disastro.
 La seduta non ha avuto il consueto inizio in quanto, il lettore Cd che avrebbe dovuto diffondere l’inno di Mameli, non ha funzionato per cui, dopo un primo momento di imbarazzo, a togliere le castagne dal fuoco alla neo amministrazione ci ha pensato il pubblico che in coro ha intonato l’inno nazionale.

Subito dopo la presentazione dei neo consiglieri, si è passati all’elezione, tra qualche mugugno e le proteste delle minoranze, del presidente del consiglio comunale che, secondo quanto dichiarato da Tidei ancor prima della vittoria, sarebbe stata ad appannaggio delle minoranze.

Sul nome di Roberto Marongiu, però, non tutti i membri delle opposizioni hanno condiviso questa scelta. «Apprezziamo la decisione del sindaco – ha commentato il rappresentante della lista Il Paese che Vorrei Casella – ma essendo questa minoranza alquanto composita, seppur riconosciamo che Marongiu ha esperienza, non lo votiamo perché la presidenza non può essere assegnata ad un ex consigliere della giunta Bacheca che ha portato questa città allo sfascio e poi perché crediamo giusto che venga dato ad una donna».

Casella però non aveva calcolato che in minoranza non c’è nessun rappresentante del gentil sesso e su questo Tidei ha ironizzato molto. «Noi abbiamo una maggioranza formata dal 50% di donne – ha affermato il sindaco – mentre voi non siete stati capaci di eleggerne nemmeno una». Dunque, si è passati all’elezione del presidente secondo le indicazioni della maggioranza dove Marongiu ha registrato dieci preferenze. Meglio è andata invece al vice presidente (sempre delle opposizioni e cioè Lorenzo Casella) che ha ottenuto 13 voti. All’atto di comunicare i nomi degli assessori, il sindaco ha voluto fare una panoramica su ciò che ha scoperto in queste due settimane da primo cittadino non risparmiando critiche alla vecchia amministrazione.

«Purtroppo siamo in pieno dissesto finanziario – ha annunciato il sindaco – e di questo dobbiamo ringraziare la giunta Bacheca. In cinque anni hanno creato un buco finanziario di 14 milioni di euro che noi dovremo colmare aumentando le tasse e abbassando i costi della macchina amministrativa». Dunque sono stati nominati assessori, Andrea Bianchi del Pd (oltre che vice sindaco), Stefania Nardangeli del Pd, Renzo Barbazza della lista Santa Marinella Bene Comune, Emanuele Minghella (assessore esterno ed ex delegato al bilancio della giunta Bacheca) e Ivana Della Portella (assessore alla Cultura), anch’essa assessore esterno e docente universitaria.   

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Marongiu presidente del consiglio. Minghella assessore esterno

SANTA MARINELLA – Si è trasformato in una vera e propria requisitoria contro l’ex giunta Bacheca, il primo consiglio comunale dell’era Pietro Tidei. Di fronte ad oltre 500 persone, il neo sindaco ha attaccato duramente la vecchia maggioranza, tacciandola di aver mandato la città al disastro.
 La seduta non ha avuto il consueto inizio in quanto, il lettore Cd che avrebbe dovuto diffondere l’inno di Mameli, non ha funzionato per cui, dopo un primo momento di imbarazzo, a togliere le castagne dal fuoco alla neo amministrazione ci ha pensato il pubblico che in coro ha intonato l’inno nazionale.

Subito dopo la presentazione dei neo consiglieri, si è passati all’elezione, tra qualche mugugno e le proteste delle minoranze, del presidente del consiglio comunale che, secondo quanto dichiarato da Tidei ancor prima della vittoria, sarebbe stata ad appannaggio delle minoranze.

Sul nome di Roberto Marongiu, però, non tutti i membri delle opposizioni hanno condiviso questa scelta. «Apprezziamo la decisione del sindaco – ha commentato il rappresentante della lista Il Paese che Vorrei Casella – ma essendo questa minoranza alquanto composita, seppur riconosciamo che Marongiu ha esperienza, non lo votiamo perché la presidenza non può essere assegnata ad un ex consigliere della giunta Bacheca che ha portato questa città allo sfascio e poi perché crediamo giusto che venga dato ad una donna».

Casella però non aveva calcolato che in minoranza non c’è nessun rappresentante del gentil sesso e su questo Tidei ha ironizzato molto. «Noi abbiamo una maggioranza formata dal 50% di donne – ha affermato il sindaco – mentre voi non siete stati capaci di eleggerne nemmeno una». Dunque, si è passati all’elezione del presidente secondo le indicazioni della maggioranza dove Marongiu ha registrato dieci preferenze. Meglio è andata invece al vice presidente (sempre delle opposizioni e cioè Lorenzo Casella) che ha ottenuto 13 voti. All’atto di comunicare i nomi degli assessori, il sindaco ha voluto fare una panoramica su ciò che ha scoperto in queste due settimane da primo cittadino non risparmiando critiche alla vecchia amministrazione.

«Purtroppo siamo in pieno dissesto finanziario – ha annunciato il sindaco – e di questo dobbiamo ringraziare la giunta Bacheca. In cinque anni hanno creato un buco finanziario di 14 milioni di euro che noi dovremo colmare aumentando le tasse e abbassando i costi della macchina amministrativa». Dunque sono stati nominati assessori, Andrea Bianchi del Pd (oltre che vice sindaco), Stefania Nardangeli del Pd, Renzo Barbazza della lista Santa Marinella Bene Comune, Emanuele Minghella (assessore esterno ed ex delegato al bilancio della giunta Bacheca) e Ivana Della Portella (assessore alla Cultura), anch’essa assessore esterno e docente universitaria.   

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Exploit Vecchia, ecco quattro colpi

di MATTEO CECCACCI

Il Civitavecchia Calcio 1920 con una sola mossa mette a segno ben quattro acquisti: calciatori esperti presentati nel pomeriggio di ieri presso il Vittorio Tamagnini dal patron Ivano Iacomelli e dal direttore sportivo Primo Petronilli. Un colpo di scena, quindi, tutto  nerazzurro che nessuno mai si sarebbe aspettato, soprattutto la città che in meno di 48 ore si era vista subire i definitivi saluti di De Santis e Forieri prima e di Nencione e Treccarichi dopo, ma la società di Via Bandiera con lo spirito ardimentoso e la grande voglia di fare che la contraddistingue dalle altre nonostante le mille difficoltà, ha saputo rialzarsi in un batter d’occhio ottenendo il sì di quattro pezzi importanti del calcio regionale che conta. Il primo innesto che balza all’occhio è sicuramente quello dell’estremo difensore classe ’93 ex Cynthia Andrea Tomarelli che al termine della stagione disputata in Abruzzo con l’Aminternina riguardante il campionato di serie D è stato svincolato; il suo compito sarà quello di andare a difendere i pali che fino a due settimane fa sembravano ancora essere la casa di Nencione. In difesa, invece, il club ha optato per il tuttofare Fabrizio Boriello: l’ex roja, infortunatosi a metà stagione, poi salito su in collina per giocare col Tolfa, andrà a colmare quel vuoto che Treccarichi ha lasciato ormai tre giorni fa per vestire la maglia portuale. Il bello, però, riguarda la zona offensiva, perché è qui che il team tirrenico ha saputo sorprendere tutti i tifosi, ovvero le firme stilate ieri dagli ex montaltesi Manuel Vittorini e il ventiduenne Gianluca Nuti reduci entrambi dalla vittoria di Coppa Italia d’Eccellenza hanno deciso di sposare felicemente il progetto fondato maggiormente sui giovani. Il primo vestirà nuovamente la maglia nerazzurra dopo averla indossata già quattro anni fa e con ogni probabilità si troverà a giocare insieme al fratello Miguel che dovrebbe con molte probabilità restare nella rosa. Il secondo, invece, è un under classe ‘97 con tanta qualità da vendere e la responsabilità nerazzurra sarà quella di farlo crescere il più possibile per spedirlo poi, se meriterà, come tutti gli altri giovani promettenti nel mondo del professionismo. Un poker d’assi, dunque, si spera vincente per la Vecchia, che comincia a fare veramente sul serio in vista del campionato d’Eccellenza ormai alle porte, per ambire a quella salvezza troppo ‘‘stretta’’. 
La città vuole la serie D e la sta aspettando da tanto, forse troppi anni.

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«Diversamente abili, città disastrata»

LADISPOLI – Marciapiedi troppo stretti e disconnessi, poche strutture pubbliche e private dotate di scivoli e bagni per i diversamente abili. La città di Ladispoli, ad oggi, non si può certamente dire inclusiva a 360 gradi soprattutto per coloro i quali, purtroppo, hanno una mobilità ridotta. Una città «disastrata», così l'ha definita il delegato alla disabilità del Comune, Emiliano Fiorini che ha avviato in questi giorni un sopralluogo in città, accompagnato da una diversamente abile, per toccare con mano le difficoltà che quotidianamente vengono affrontate. Non solo sono diverse ad oggi, le attività commerciali non dotate degli scivoli necessari all'ingresso di persone su sedie a rotelle o con mobilità ridotta, ma anche il tessuto urbano, sotto questo aspetto, è una vera e propria giungla. Sono diverse le zone in cui le strisce pedonali non conducono a scivoli che permettono l'accesso ai marciapiedi, proprio come ci sono marciapiedi che a causa della presenza della segnaletica stradale verticale e dei pali della luce, sono così stretti (in alcuni casi anche disconnessi a causa della presenza di radici d'albero o presenza di voragini) che non consentono il passaggio di carrozzine e passeggini. «Stiamo effettuando un censimento – ha detto Fiorini – per andare a stilare un elenco degli interventi da effettuare di concerto con l'assessore ai Lavori Pubblici Veronica De Santis». Per quanto riguarda poi le attività commerciali, Fiorini è pronto, congiuntamente all'assessore al Commercio Patrizio Falasca a incontrare i commercianti per «spiegare dove e come bisogna intervenire per rendere accessibili a tutti le attività». C'è poi un altro aspetto da tenere, però, in considerazione quando si parla di diversamente abili: l'inciviltà della gente (per fortuna non di tutti). Troppo spesso, le rampe di accesso ai marciapiedi sono ostruite da auto in sosta selvaggia. Una vera e propria piaga sociale che solo con un maggior senso civico da parte di tutti potrebbe trovare una fattiva soluzione.

Ma quanti diversamente abili ci sono in città? E da che tipo di patologia sono colpiti? Una domanda, questa, a cui ad oggi, l'amministrazione di palazzo Falcone, difficilmente sa dare una risposta a causa «della scarsa attenzione – ha spiegato l'assessore ai Servizi sociali Lucia Cordeschi – data al tema negli anni precedenti». Per colmare dunque la lacuna, proprio in queste settimane, la delegata alla disabilità Cendrella Diab ha avviato un censimento: i genitori di ragazzi diversamente abili potranno recarsi all'ufficio dell'assessorato ai Servizi sociali sito all'interno del palazzetto comunale di Piazza Falcone tutti i mercoledì dalle 9 alle 11. «Parallelamente – ha spiegato l'assessore Lucia Cordeschi, con la collega Diab, stiamo effettuando un censimento delle varie attività presenti sul territorio pronte a integrare all'interno delle loro attività giovani diversamente abili ancora capaci di lavorare. Si tratta di un progetto molto ampio – ha spiegato Cordeschi – che sarà presentato nei prossiertinmi giorni».

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Tra due settimane la decisione sul dissesto

S. MARINELLA – Bisognerà attendere quindici giorni, per sapere se il sindaco Tidei deciderà di procedere al dissesto finanziario o se tenterà una strada diversa. “Si è svolta ieri mattina, presso l’ufficio del Sindaco, la riunione del gruppo di esperti che hanno passato al setaccio la situazione finanziaria del Comune. Presenti, oltre al Sindaco Pietro Tidei, il segretario generale Cogliano, i responsabili degli uffici Peretti, Verzilli e Maia per il Comune, Lucidi, Venanzi, Angeloni, Minghella, Romano e Rapalli, il consigliere comunale Bianchi e il personale del Ministero e della Prefettura. Si è discusso sugli scenari ipotizzabili, considerato lo stato di degrado dei conti del Comune e la scarsezza delle risorse disponibili. Tutti i presenti sono stati concordi sulla necessità di preparare un intervento a livello ministeriale che possa colmare le sperequazioni esistenti tra amministrazioni comunali che hanno le medesime caratteristiche demografiche e territoriali in tema di utilizzo delle risorse fiscali e della loro disponibilità. In attesa di questo, si è convenuto anche sul fatto che ogni decisione in merito, circa l’avvio della procedura di dissesto o del tentativo di riequilibrio della situazione finanziaria, non può prescindere da una due diligence, quindi un’analisi approfondita dei fatti e dei dati contabili, che costituirà la base di partenza per ogni decisione. Ogni mossa poi dovrà essere sottoposta alla ratifica del Consiglio Comunale che necessita quasi dei medesimi tempi per la prima convocazione e la procedura di insediamento. Tra tutti quelli chiamati al capezzale di un’amministrazione sull’orlo della bancarotta, proprio gli esponenti del Ministero e della Prefettura si sono espressi per la dichiarazione di dissesto, come argomentato già dal Commissario straordinario Caporale, non appena ottenuta la relazione dell’8 giugno. Tuttavia, il Sindaco Tidei, ha ritenuto di dover prendere la via della verifica preventiva della situazione di pre dissesto istituendo una commissione incaricata della attività di due diligence e di reperire soluzioni immediate per evitare la paralisi dell’Ente. Di seguito cominceranno le attività del Consiglio Comunale e degli organi politici di gestione, quindi la riserva intorno alla quale si sono sciolti i lavori stamattina verrà definitivamente sostituita da un provvedimento entro due settimane.

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Piano di Salvamento, verifiche da parte della Capitaneria e Comune

LADISPOLI – C'è l'ok da parte del Comune e della Capitaneria di Porto di Civitavecchia al Piano di Salvamentpo messo a punto dalla rete di imprese del territorio che va a garantire sicurezza e pulizia lungo tutti gli arenili liberi di Ladispoli. Lo scorso fine settimana, infatti, il vicesindaco Pierpaolo Perretta, insieme al comandante della Polizia locale Sergio Blasi e ad alcuni uomini della Capitaneria di Porto hanno effettuato un sopralluogo in tutte le torrette di salvamento piazzate lungo la costa per verificare «la puntualità di questa impresa che si è aggiudicata il servizio». Durante la verifica non sono emersi problemi, anzi: nonostante sia la prima volta in assoluto che sul litorale viene attuato un piano di questa portata, tutto è risultato nella norma. Qualche limatura qua e là ma per il resto niente da eccepire. Soddisfatto il vicesindaco Perretta che è tornato a ribadire l'importanza del Piano di Salvamento collettivo avviato per la stagione balneare in corso, che va a colmare un vuoto e che grazie all'impegno di bagnani, moto d'acqua e competenze varie «mette finalmente apposto anche le spiagge libere». Intanto proprio nei giorni scorsi i vandali non hanno “graziato” nemmeno le torrette poste lungo gli arenili. Nella notte tra venerdì e sabato, ignoti ha buttato giù una delle strutture, per fortuna senza gravi danni. A denunciare il fatto proprio il vicesindaco che ha stigmatizzato questo tipo di comportamenti: «Questo – ha detto – ci fa capire che bisogna intervenire per una riconquista del senso civico. I cittadini devono comprendere quanti sforzi l'amministrazione stia facendo per dare decoro alla città. Il mare – ha proseguito Perretta – è un bene di tutti ed è nell'interesse di tutti garantire l'integrità delle strutture. Gli atti vandalici non devono far parte del nostro tessuto civico. E' come se facessimo del male a noi stessi compiendo tali azioni. Per quanto ci riguarda – ha concluso – è una cosa inaccettabile».

 

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