Incidente a Bologna, camion in fiamme: lo scontro, poi il botto. Il ponte crollato. «Persone ustionate, fiamme fino alle case»

Bologna, un’autocisterna che trasporta gpl tampona un Tir. Primo bilancio: una vittima e 68 feriti. Migliaia di auto in coda

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Hcs, siamo ai titoli di coda

CIVITAVECCHIA – La vicenda Hcs dovrebbe essere finalmente ai titoli di coda, con un finale che si preannuncia triste, anzi tristissimo. Il tribunale di Civitavecchia ha fissato, infatti, la nuova adunanza dei creditori per la metà di ottobre. Ma la comunicazione del giudice è stata utile soprattutto per capire che di concordati “nuovi” se ne è presentato uno solo: quello di Hcs.

Argo, Ippocrate e Città pulita sembrerebbero quindi destinate invece al fallimento d’ufficio che dovrebbe essere dichiarato subito dopo la pausa estiva a seguito dell’iniziativa che dovrebbe assumere la Procura della Repubblica. Insomma, si va verso il più triste dei finali. Il sindaco Cozzolino, una settimana prima di essere eletto, aveva detto di avere la soluzione della questione in tasca. Al contrario, dopo aver speso 1,7 milioni di euro; dopo una serie infiniti di rinvii, di bocciature, di disfatte, non ne ha cavato un ragno dal buco, anzi. Tra qualche mese, bene che vada, il Comune avrà quattro società fallite (alle tre sot va aggiunta Infrastrutture) su cinque, con la quinta che dovrà verosimilmente conoscere un’agonia (liquidazione) di anni, prima di poter cessare ogni sofferenza. Questo lo scenario positivo. Se dovesse andar male anche l’ennesimo concordato di Hcs saremmo all’en plein (5 fallimenti su 5). E tutti a casa, con cinque curatori che saranno chiamati per gli anni a venire a disbrigare la matassa. Tutto con i soldi dei cittadini. Se non si tratta di un “disastro perfetto”, poco ci manca.

Intanto Micchi per Cozzolino è confermatissimo e continua ad incassare decine e decine di migliaia di euro all’anno, con tanto di rimborsi spese, come sottolineato anche recentemente dal capogruppo de La Svolta Massimiliano Grasso. Il Sindaco infatti, contravvenendo alle disposizioni del segretario generale, dopo un anno non ha ancora trovato nemmeno il coraggio di richiedergli indietro quei soldi che secondo il massimo dirigente comunale, Micchi non doveva avere. Ma la colpa non è di Micchi: se a Civitavecchia gli viene permesso tutto, dinnanzi a risultati devastanti, la responsabilità non deve essere certamente la sua. Il nuovo piano – secondo i bene informati – sembrerebbe essere di fatto il riconoscimento quasi totale di quanto la società Mad sosteneva fin dall’inizio circa le proprie spettanze. 

Contemporaneamente, però, si abbandonano al proprio destino decine di piccoli e medi fornitori (quasi tutti locali) che rimarranno a bocca asciutta così come i fornitori di Argo, Città Pulita, ecc. I primi a farne le spese sono i lavoratori che hanno avuto, con la busta paga, un altro “regalo” di cui avrebbero fatto volentieri a meno. La nuova Csp, infatti, ha confermato che Micchi & co., nell’atto di passaggio, si sono dimenticati di inserire il Tfr di gran parte dei lavoratori. C’è chi ha perso 32mila; chi 18 mila e chi 10mila euro di liquidazione. Un paio di stipendi dei grandi manager che li gestiscono, ma per molti i risparmi di una vita. Rimanendo alla gestione delle società comunali, una cosa è certa: siamo dinnanzi ad un disastro epocale. Civitavecchia per rialzarsi avrà bisogno di decenni e di gente seria e competente che abbia la forza e la voglia di recuperare una situazione divenuta drammatica. Altro che salvataggio delle società comunali e della Città.

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Moscherini: ''Un progetto articolato per rilanciare Tarquinia'' 

TARQUINIA – Riportare l’attività di pesca a Porto Clementino, ridando vigore all’antico molo. Tutelare le vasche delle Saline e riaprire una piccola fabbrica del sale, proprio come a Cervia, sfruttando la presenza dell’Università della Tuscia quale laboratorio scientifico di ricerca e controllo e ambìto polo culturale attrattivo per scuole ed altri Atenei. Inserire la talassoterapia per la cura della pelle. Coniugare, poi,  la scienza alla storia, grazie al vicino porto di Gravisca. Ma non solo. Costruire anche un porticciolo turistico per piccole navi da crociera, con tanto di oceanario. Un porto che funzioni, al contempo, da barriera protettiva per l’area delle Saline e da veicolo economico di alta qualità per il territorio. Infine, integrare la riqualificazione urbanistica di San Giorgio dentro questo contenitore globale di sviluppo. 
È questo l’ambizioso progetto illustrato dal consigliere comunale Gianni Moscherini mercoledì mattina alla stampa e già presentato ai cittadini di Tarquinia nel convegno dello scorso 13 luglio. Un obiettivo importante per il territorio che coniuga l’ambiente  al turismo, alla cultura e alla riqualificazione urbana. 
Il ‘’Cantiere della nuova politica’’ è in piena attività per portare a termine l’o0biettivo definito «molto importante per il futuro turistico, occupazionale ed urbano della città e del territorio di Tarquinia». Un progetto che punta ad essere discusso – con il disegno preliminare -, in consiglio comunale già a settembre e che, se non incontrerà intoppi nella stesura definitiva,  potrà essere cantierato già entro l’anno 2019. «Il lavoro di preparazione sta per essere concluso – ha spiegato Gianni Moscherini –  e nell’arco di 20 giorni il progetto preliminare, con le relative ed eventuali osservazioni, potrà essere presentato al sindaco Mencarini e portato al vaglio del consiglio comunale».
TRE DIRETTRICI SU CUI LAVORARE. «Il progetto – ha spiegato il leader del ‘‘Cantiere della nuova politica’’ – è articolato, anche se è unico, perché investe tutte le aree comprese tra Porto Clementino e San Giorgio, comprese le Saline. Un lavoro lungo, fatto già prima delle elezioni e ripartito successivamente con lo studio di Porto Clementino. Dal Porto Clementino ci siamo poi allargati, perché l’obiettivo è uno. La difesa ambientale della costa delle Saline dalle continue mareggiate è infatti un problema che può essere arginato anche attraverso la riqualificazione dell’intera area, fino a San Giorgio,  che preveda anche delle protezioni a mare che abbiano una duplice  funzione,  quella ambientale e quella di sviluppo turistico e urbanistico». 
PORTO CLEMENTINO.  «Abbiamo fatto verificare la possibilità di riportare Porto Clementino a svolgere quelle funzioni che aveva ai tempi di Clemente XIII riorganizzando la pesca. I pescatori amatoriali potranno vendere direttamente sul molo il pesce da loro pescato. Un’attività che si legherebbe anche alla storia del vicino porto di Gravisca.
SALINE. Vicino al Porto Clementino ci sono poi le Saline che richiedono un intervento di tutela. «Il progetto è quello di difendere le vasche – ha ricordato Moscherini –  e di questo una grande  lezione ce l’ha data il professor Nascetti che ha studiato la materia. Tutte le opere che saranno realizzate, dovranno garantire l’intoccabilità del fondale marino a partire dalla Posidonia. Poi si tratta di sfruttare il sale, utilizzando le strutture lasciate abbandonate dal sindaco Mazzola. Lì, l’unica parte ancora sfruttata è quella dedicata ai carabinieri Forestali e quella dell’Università della Tuscia con il professor Nascetti, per il resto è tutto in stato di abbandono. Alle Saline vogliamo fare quello che è stato fatto a Cervia: rifare una piccola fabbrica del sale con un investitore, già potenzialmente presente. Ma non solo, l’area si presterebbe a quello che già Luigi Daga, come ha ricordato il professor Nascetti aveva pensato, e cioè la talassoterapia, apportando le opportune modifiche alle strutture già esistenti.
IL PORTICCIOLO. Tra le Saline e San Giorgio viene poi ripensato il porto turistico che era già stato presentato in campagna elettorale. La location è infatti diversa, spostandosi dalla foce del Marta, al confine con San Giorgio. «Le numerose problematiche dell’area – ha spiegato Moscherini –  hanno portato il gruppo di professionisti che sta lavorando sul progetto, a ritenere più idonea l’area a ridosso di San Giorgio, integrando così il porticciolo con l’idea della ‘’città giardino’’ studiata per la riqualificazione urbanistica della zona». «Inserendo il porticciolo lì in quella zona, si attua una riorganizzazione globale dell’area dal punto di vista turistico e sanitario. – ha detto Moscherini – La struttura del porticciolo a forma di coda è anche studiata per proteggere l’area dalle mareggiate. La realizzazione del porticciolo a forma di ‘’nove’’ seguirà, in ogni caso le esigenze ambientali, a seconda dei pescaggi. Qui è previsto anche un oceanario, nei primi trecento e quattrocento metri dalla sabbia, fino ad arrivare a dopo quattrocento metri che si va sul pescaggio delle barche. Poi l’ attracco per piccole navi da crociera: la scelte è legata anche al fatto che le navi più piccole, oltre ad essere meno impattanti dal punto di vista ambientale trasportano turisti più ricchi, che forniscono maggiori garanzie economiche per il territorio ai quali viene offerto un contesto turistico- ambientale e culturale di assoluto interesse». 
IL PROFESSOR GUARASCIO. Il professor Massimo Guarascio, docente universitario della Sapienza di Roma, in  Ingegneria della sicurezza, ha già contribuito alla realizzazione del porto di Civitavecchia ed è stato per parecchi anni presidente della Rete mediterranea della Facoltà di Ingegneria che ha sede a Civitavecchia.  Attualmente è membro del consiglio della stessa rete. «Vorrei dare un contributo dal punto di vista identitario culturale – ha detto – coniugando l’identità del territorio con questo tipo di progetto». Le ragioni storiche del territorio, uniche e preziose, per il professore costituiscono infatti le basi su cui elaborare anche il progetto ambientale e naturalistico. “Quest’area rappresenta una ricchezza unica: a fianco a Roma ma diversa da Roma e prima di Roma. Un fatto importante da poter comunicare all’esterno. Omero ce lo ha raccontato: c'è un inno omerico a Dionisio e Bacco che cita per la prima volta  i Tirreni che hanno rapito Bacco in una delle prime incursioni nell'est del Mediterraneo. Nell'anno mille e un po' prima. Narra il mito che i Tirreni si sono spaventati dai fenomeni strani di Bacco che ha fatto nascere uva sui pali della nave e si sono buttati in mare e sono diventati delfini. I delfini sono la trasformazione degli Etruschi. Basti pensare che sono disegnati all’interno delle tombe etrusche. Andrebbe creato un progetto culturale con le scuole e con le Università per diffondere la storia Etrusca e del territorio. La parte storica della cultura etrusca andrebbe poi integrata con la parte scientifica e ambientale. Il professor Nascetti ad esempio ha lanciato l'allarme dicendo che bisogna intervenire subito su quest’area perché sta diventando mar morto. Rischia cioè di estinguersi la vita marina se non si interviene adeguatamente. Il contributo di Nascetti e del laboratorio di biologia marina della Tuscia costituiscono un polo unico che ha già creato un progetto europeo di elevata importanza scientifica. Nell'ambito residenziale del borgo delle Saline si può creare un'area universitaria per gli studenti per approfondimenti sia storico e culturali del territorio sia scientifici e ambientali per un polo culturale unico nel suo genere. Questo investimento – ha aggiunto il professore – sarebbe un grande attrattore”.

I VINCOLI . “Il vincolo paesaggistico  deve essere messo all'inizio – ha sottolineato il professore -: le scelte vanno calibrate sulla base delle eventuali limitazioni ambientali e sulla necessita di proteggere la riserva; in questo contesto poi vanno inserite le altre opere di balneazione, navigazione e altro. Il laboratorio dell’Università della Tuscia, in questo senso rappresenta il riferimento di punta di come si protegge la vita marina. Il vantaggio sta infatti anche nell'avere la struttura universitaria di controllo fissa sull’area”.

I COSTI. L'equilibrio dei conti  relativi ai costi del progetto nel suo complesso sarà presentato nel progetto preliminare, sottolineano all’unisono Moscherini e il professore. “In approvazione in consiglio – ha spiegato Moscherini – andrà l'approvazione del progetto con gli eventuali investimenti pubblici, che saranno consistenti, e investimenti privati. Una volta approvato il progetto preliminare in consiglio si faranno i vari capitoli di intervento concreto per ogni parte del progetto”. 

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Migranti, Salvini: �Erdogan non fa il suo dovere. I naufragi sono il colpo di coda degli scafisti�

Il vicepremier su Twitter: �Da inizio anno sono sbarcati in Italia 1.200 immigrati arrivati via mare dalla Turchia�

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Tamagnini nuova casa della roja

Si è definitivamente conclusa con esito positivo, nella serata di lunedì, la trattativa per il Tamagnini, nuova casa della Cpc2005. 
Alla presenza di Sergio e Patrizio Presutti, di Ivano Iacomelli e Antonio Sanfilippo si sono posti l definitivi titoli di coda sulla vicenda. 
«Con la presente – fanno sapere dalla Cpc2005 – si vuole rassicurare i nostri tifosi, atleti, staff e tutti quelli che avevano messo in dubbio che si arrivasse ad una conclusione positiva per i colori rosso portuali. Si ribadisce che tutte le attività agonistiche della prima squadra e delle giovanili portuali si svolgeranno al centro sportivo del Tamagnini. Un ringraziamento va al Civitavecchia Calcio per la sinergia messa nella trattativa, grazie alla quale si arrivati alla positività della cosa».

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Discarica, Cozzolino pronto ad impugnare la determina regionale

CIVITAVECCHIA – Il sindaco Antonio Cozzolino sta valutando l’ipotesi di impugnare la determina con la quale la Regione Lazio, attraverso il direttore Politiche ambientali e gestione dei Rifiuti, Flaminia Tosini, ha indicato la discarica di fosso Crepacuore 3 per lo smaltimento dei rifiuti del trattamento TMB di Aprilia. “Questo perché – ha spiegato – il carico ambientale è già abbastanza su questo territorio. Vanno individuati altri siti”. Il primo cittadino ha quindi bacchettato la Pisana criticandola di fatto di inerzia per non aver, in questi anni, proposto un nuovo piano rifiuti.

È l’ex sindaco Pietro Tidei, però, a puntare il dito contro Cozzolino che non avrebbe fatto nulla per opporsi all’individuazione dell’area “fatta oltre un anno fa, da parte della Città Metropolitana presieduta dalla sua collega di partito Virginia Raggi, senza alcun atto formale. Oggi possiamo piangere quanto volete – ha aggiunto Tidei – ma gli strumenti per evitare che questo accadesse c’erano tutti, bastava avere l’esperienza e la capacità per attivarli e questo non è successo”.  

Critiche da parte del circolo territoriale Giorgio Almirante di Fdi. “Per i civitavecchiesi – hanno spiegato –  oltre al danno anche la beffa: dal 2015, infatti, a causa della chiusura della discarica di Civitavecchia, i rifiuti della nostra città devono essere trasportati a Viterbo, dove vengono essere sottoposti a trattamento e conferiti successivamente in una discarica, con costi esorbitanti che vanno a gravare sulla “stellare” Tari pagata dai civitavecchiesi”. Riferendosi a M5S e Pd, il partito si chiede se siano proteste sincere o di facciata e strumentali quelle a cui si è assistito in questi giorni; e si dice pronto alla mobilitazione.

Così come lo è Potere al Popolo, disposto a mettere in campo “azioni forti a difesa di un territorio considerato da troppi avventurieri della politica il fanalino di coda di un'area metropolitana troppo distante dalle nostre necessità”. Definisce quindi “scandalosa” la determina della Regione “che spalanca le porte ai rifiuti di un intero territorio in una città alla quale – hanno aggiunto dal circolo territoriale – è stato già imposto negli anni quanto di più dannoso possa esistere in termini di inquinamento. Le colpe del sindaco capitolino Raggi in materia di rifiuti sono più che evidenti, come evidenti appaiono l'imbarazzo e i maldestri tentativi di evitare di affrontare concretamente il problema da parte di chi oggi governa insieme a Zingaretti. Ci opporremo con ogni mezzo a chi ancora  utilizza il termine "salute" solo come slogan elettorale, pronti se necessario a trascinare in piazza sindaco e amministrazione comunale affinché – hanno concluso – per una volta facciano concretamente il loro dovere”.

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Cacciatori: “No alla vendita della farmacia comunale”

SANTA MARINELLA – Sulla questione della farmacia comunale a rischio chiusura, sono intervenuti nei giorni scorsi diversi esponenti politici cittadini. Tutti concordano sul fatto che l’esercizio sanitario non deve essere chiuso e per riportare alla memoria le questioni che hanno portato alla situazione attuale, l’esponente grillino Stefano Cacciatori fa la cronostoria della vicenda. “La vecchia amministrazione acquisiva gli incassi della farmacia senza, per contro, pagare le fatture– dice Cacciatori – ricaricare di prodotti commerciali scaffali e magazzino, mettendo in carico gli stipendi di due dipendenti comunali sul bilancio della farmacia stessa, con il risultato che una attività commerciale di pubblica proprietà si trovò ad essere da una fonte di reddito a una voce negativa di un bilancio già disastrato.A quel tempo, mi trovai addirittura ad essere promotore di una colletta tra i cittadini, per poter fornire la farmacia almeno dei sacchetti, in plastica o in carta, per non dover consegnare prodotti e farmaci, di tipo anche imbarazzante, direttamente nelle mani dei pazienti. Se ad un albero da frutto, invece di raccogliere i frutti si strappano direttamente i rami per risparmiare sulla raccolta, quell'albero finirà di produrre reddito. E’ utile ricordare che un paio di estati fa, non veniva autorizzata la manutenzione periodica dei filtri del condizionatore, nonostante le norme di legge imponessero il contenimento della temperatura del locale al di sotto di certi valori, decisamente superati. Quando ci sono atteggiamenti o situazioni difficili da comprendere, un buon sistema, per venirne a capo, deve porsi la classica domanda che si ponevano gli antichi romani, a chi giova? Bisognerà mica risalire ai tentativi di quel periodo di portare in consiglio comunale una istanza per vendere o cedere la farmacia stessa ? Verrebbe anche da pensare che forse, qualcuno molto interessato, abbia convinto altri che la sola cosa da fare era venderla. A quanto pare, la responsabile comunale del servizio,sembra trascurare questa situazione. Sugli scaffali mancano i prodotti solari, importanti all'inizio della stagione balneare, il personale ha una lunga coda di ferie arretrate ancora da fare e nessuno firma per l'assunzione di personale estivo”. “Adesso vi chiedo – conclude Cacciatori – ma e' tollerabile questa situazione secondo voi? Dobbiamo ricorrere ad una manifestazione popolare di protesta? La dottoressa Caporale è consapevole di tutto questo oppure sarà necessario documentarla?”.

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SmacLiberty sempre più running e solidale

L’Asd SmacLiberty di Civitavecchia, con il Patrocinio del Comune di Civitavecchia, proseguendo nel progetto di running e solidarietà, arriva alla quinta edizione di questo appuntamento sportivo d’inizio estate, con una competizione agonistica e una corsa amatoriale non competitiva.
L’obiettivo è coinvolgere le più ampie fasce di atleti e amatori per raccogliere un elevato numero di adesioni, perché, come sempre, l’intero ricavato della manifestazione verra’ devoluto in beneficienza sul territorio. In particolare, quest’anno, i ricavati dalle iscrizioni saranno devoluti alla Croce Rossa Italiana (Comitato di Civitavecchia) per il progetto di creazione di un polo logistico per la distribuzione di pasti e alimenti a bisognosi sul territorio, ad asproha e all’associazione Avanti Tutta di L. Cenci, sostenuta dal Rotary Club Roma Ponte Milvio.
La partenza per tutti è domani  alle 18,30  presso il parco dell’Uliveto a civitavecchia, in via Adige 18. Quest’anno gli atleti saranno impegnati su un nuovo percorso competitivo, ondulato misto (asfalto e sterrato, salita andata, discesa ritorno). Partenza parco uliveto, si percorre via morandi, via adige e viadotto sandro pertini, per entrare nel quartiere campo dell’oro da via antonio de gasperi e salire la collina in via guastatori del genio, sottopasso autostrada sino al cancello, che sarà aperto permettendo di raggiungere i la zona ripetitori attraverso il percorso sterrato di circa 3.0 km; al termine dello sterrato si rientra verso il traguardo da via casaletto rosso, (passando davanti allo stadio del rugby/tirreno atletica), si imbocca viale lazio, viadotto sandro pertini, via adige e via morandi per concludere la gara nuovamente all’interno del parco uliveto, con un ristoro agli atleti offerto dall’organizzazione. Due rifornimenti previsti intorno al 3° km, in via guastatori del genio, al termine della salita e uno intorno al km 7 al termine dello sterrato all’inizio di via del casaletto rosso. tempo massimo per concludere la gara: 1h 45’, mentre la corsa agonistica con iscrizione 13 euro è riservata ai soli atleti iscritti a società sportive e, per chi vorrà, con un contributo solidale di 5 euro potrà partecipare alla corsa/camminata non competitiva che partirà in coda alla competizione agonistica, sull’anello asfaltato del parco uliveto. in testa ci saranno i partner storici di SmacLiberty: i ragazzi di asproha, le donne del gruppo andos, i soci adiciv e quest’anno i soci dell’associazione avanti tutta di L. Cenci, sostenuta dal rotary club Roma Ponte Milvio.
All’interno del parco Uliveto, a partire dalle ore 16 sarà aperto il villaggio sport e solidarietà con la musica, la dimostrazione di bicispinning del gruppo palestra horus (via dei poggi 1 a S. Gordiano con il trainer Patrizio Gigio, gli stand di adiciv (associazione diabetici civitavecchia), andos (associazione donne operate al seno), croce rossa italiana (comitato di cvitavecchia) e associazione Avanti Tutta/Rotary Club Roma Ponte Milvio, che illustreranno i loro programmi di assistenza e servizio sul nostro territorio.

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''Bisce d'acqua nei pressi del fosso, nessun pericolo: sono innocue''

LADISPOLI – Se in prossimità dei fossi si dovesse avvistare qualche "biscia d'acqua" o "biscia dal collare" nessuna paura. Sono innocue ed è un avvistamento del tutto normale. A rassicurare i ladispolani, è l'amministrazione comunale dopo le varie segnalazioni, arrivate nella serata di ieri, sull'avvistamento di serpi nei pressi del fosso Vaccina. "Le Guardie di FareAmbiente hanno monitorato quel tratto senza trovare nulla di singolare, per il momento. Vorremmo comunque tranquillizzare la popolazione del fatto che non c'è nulla di anomalo nel trovare presso i fossi le più comuni "bisce d'acqua" o "bisce dal collare", diffuse ovunque in Italia, di indole mansueta e per niente aggressiva. Si tratta di un comunissimo serpente "aglifo" (denti sprovvisti di scanalatura, anche per questo dal morso inoffensivo) della famiglia dei Colubridi. É lungo dagli 85 ai 110 cm, ma non sono rari gli individui di oltre 150 e 180 cm. In generale, le femmine hanno dimensioni maggiori dei maschi: dal capo grosso, muso arrotondato, collo sottile, tronco subcilindrico, coda breve e colorazione variabilissima".

"La biscia d'acqua – proseguono dall'amministrazione comunale – predilige i luoghi erbosi in vicinanza dell'acqua, striscia, si arrampica e nuota perfettamente. Passa molto tempo nell'acqua, dove dà la caccia ai pesci e agli anfibi, suo nutrimento quasi esclusivo, e che ingoia ancora vivi, dopo averli portati a terra. D'inverno va in letargo, ma per un periodo non molto lungo e variabile secondo i climi. Si accoppia generalmente nel mese di Maggio e depone le uova fra Giugno e Agosto, avendo sempre cura di scegliere località ben protette, calde e umide.  Le Guardie di FareAmbiente continueranno a monitorare l'area. Per ulteriori segnalazioni e informazioni vi invitiamo a contattarci al numero 3911191668 di FareAmbiente di Ladispoli".

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