Idrico, riparato il guasto: si attende l’acqua

CIVITAVECCHIA – “Il guasto è stato riparato e la situazione sta lentamente tornando alla normalità”. È questa la comunicazione ufficiale di Acea. Finalmente una buona notizia perché sono giorni difficili per molti civitavecchiesi, con diverse zone della città senz’acqua da mercoledì, con una situazione che è andata ad aggravarsi nel pomeriggio di venerdì, quando anche i rubinetti di via Buonarroti e del centro storico sono rimasti a secco.

Guasti in serie che hanno messo in ginocchio la cittadinanza. È partito tutto mercoledì quando con una comunicazione Acea ha avvisato il comune di Civitavecchia della sospensione del servizio idrico a causa di un guasto. I problemi si sono protratti fino a ieri quando, finalmente, un’altra comunicazione della Spa capitolina annunciava la riparazione del guasto e un lento ritorno alla normalità. Come non detto, nella tarda serata Acea ha spiegato di aver dovuto provvedere ad estendere il fermo idrico a causa di un’altra “rottura di uno sfiato sulla condotta a seguito della riparazione del guasto principale”, sempre sull’adduzione di via Montanucci, prevedendo uno stop all’erogazione dalle 21 alle 24.

Poi in mattinata arrivano una buona e una cattiva notizia, il guasto è stato sì riparato ma “Il fermo – hanno annunciato dalla Spa – che avrebbe dovuto essere dalle 21 alle 24, si è protratto per un'ulteriore rottura in zona ferrovia, anch'essa riparata. L'acqua è tornata ad essere erogata dalle 6 di questa mattina”.

Secondo Acea la situazione tornerà alla normalità nelle case in nottata. I cittadini non ci stanno. Anche perché in questi lunghi giorni di secca Acea ha messo a disposizione quattro autobotti stazionanti, in parole povere l’acqua i civitavecchiesi devono andarsela a prendere da soli. E così i cittadini si sono armati di taniche, secchi e pazienza ed è iniziata la processione verso le autobotti, un appuntamento che purtroppo si ripete troppo spesso ultimamente.

Se l’acqua ci fosse si potrebbe parlare della proverbiale goccia che fa traboccare il vaso, come nel caso di Martina Massa, proprietaria parrucchiera e proprietaria di ‘’F&M Hair studio’’ in via delle Azalee – San Gordiano – costretta addirittura a chiudere per un’intera giornata a causa del fermo idrico. “Siamo in questa situazione da giugno – ha spiegato – ma fino ad ora siamo riusciti a tamponare installando un serbatoio a nostre spese ovviamente. Siamo abbandonati a noi stessi, da Acea ci hanno detto che l’acqua ce la dobbiamo caricare da soli, ho fatto la richiesta per l’autobotte tramite fax ma non è arrivata. Sono stata costretta – ha aggiunto amareggiata – ad annullare tutti gli appuntamenti: un danno economico e di immagine oltre che un disagio molto grande. Rischiamo di perdere anche clientela. In questa zona – ha concluso Massa – ci sono molti esercizi commerciali, tra cui un bar e una lavanderia. Come possiamo lavorare così? Siamo amareggiati e delusi”.

Ora ai cittadini non resta che incrociare le dita e attendere che l’acqua torni come comunicato da Acea.      

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Idrico, riparato il guasto: si attende l’acqua

CIVITAVECCHIA – “Il guasto è stato riparato e la situazione sta lentamente tornando alla normalità”. È questa la comunicazione ufficiale di Acea. Finalmente una buona notizia perché sono giorni difficili per molti civitavecchiesi, con diverse zone della città senz’acqua da mercoledì, con una situazione che è andata ad aggravarsi nel pomeriggio di venerdì, quando anche i rubinetti di via Buonarroti e del centro storico sono rimasti a secco.

Guasti in serie che hanno messo in ginocchio la cittadinanza. È partito tutto mercoledì quando con una comunicazione Acea ha avvisato il comune di Civitavecchia della sospensione del servizio idrico a causa di un guasto. I problemi si sono protratti fino a ieri quando, finalmente, un’altra comunicazione della Spa capitolina annunciava la riparazione del guasto e un lento ritorno alla normalità. Come non detto, nella tarda serata Acea ha spiegato di aver dovuto provvedere ad estendere il fermo idrico a causa di un’altra “rottura di uno sfiato sulla condotta a seguito della riparazione del guasto principale”, sempre sull’adduzione di via Montanucci, prevedendo uno stop all’erogazione dalle 21 alle 24.

Poi in mattinata arrivano una buona e una cattiva notizia, il guasto è stato sì riparato ma “Il fermo – hanno annunciato dalla Spa – che avrebbe dovuto essere dalle 21 alle 24, si è protratto per un'ulteriore rottura in zona ferrovia, anch'essa riparata. L'acqua è tornata ad essere erogata dalle 6 di questa mattina”.

Secondo Acea la situazione tornerà alla normalità nelle case in nottata. I cittadini non ci stanno. Anche perché in questi lunghi giorni di secca Acea ha messo a disposizione quattro autobotti stazionanti, in parole povere l’acqua i civitavecchiesi devono andarsela a prendere da soli. E così i cittadini si sono armati di taniche, secchi e pazienza ed è iniziata la processione verso le autobotti, un appuntamento che purtroppo si ripete troppo spesso ultimamente.

Se l’acqua ci fosse si potrebbe parlare della proverbiale goccia che fa traboccare il vaso, come nel caso di Martina Massa, proprietaria parrucchiera e proprietaria di ‘’F&M Hair studio’’ in via delle Azalee – San Gordiano – costretta addirittura a chiudere per un’intera giornata a causa del fermo idrico. “Siamo in questa situazione da giugno – ha spiegato – ma fino ad ora siamo riusciti a tamponare installando un serbatoio a nostre spese ovviamente. Siamo abbandonati a noi stessi, da Acea ci hanno detto che l’acqua ce la dobbiamo caricare da soli, ho fatto la richiesta per l’autobotte tramite fax ma non è arrivata. Sono stata costretta – ha aggiunto amareggiata – ad annullare tutti gli appuntamenti: un danno economico e di immagine oltre che un disagio molto grande. Rischiamo di perdere anche clientela. In questa zona – ha concluso Massa – ci sono molti esercizi commerciali, tra cui un bar e una lavanderia. Come possiamo lavorare così? Siamo amareggiati e delusi”.

Ora ai cittadini non resta che incrociare le dita e attendere che l’acqua torni come comunicato da Acea.      

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Tidei: ''Non era necessario scomodare il prefetto''

SANTA MARINELLA – Immediata la risposta del sindaco Piertro Tidei, alle rimostranze fatte dall’associazione commercianti del Centro, all’ordinanza firmata dal primo cittadino che istituisce l’isola pedonale nella zona di piazza Trieste e piazza Civitavecchia fino al 30 agosto.

“Non era necessario – dice il sindaco – scomodare il Prefetto, i vigili del fuoco di Roma, la Questura e quanti in indirizzo, nell’esposto ricevuto dai commercianti di Piazza Trieste per un progetto, quello dell’isola pedonale, in fase sperimentale per soli tre week end. Tralasciando i dati che ci dicono che un’attività commerciale a Santa Marinella ha un ciclo vitale di circa dodici mesi, qualcosa in più per quelle di somministrazione, l’isola pedonale è un atto di civiltà e d’obbligo per una città che vuole essere a vocazione turistica. Quando a Civitavecchia ho introdotto lo stesso provvedimento, la novità non ha trovato immediato accoglimento, specialmente dalla categoria realmente beneficiaria, quella degli operatori commerciali che, a distanza di un anno, mi hanno chiesto di prolungare il periodo di chiusura al traffico”.

“Dobbiamo guardare in avanti – prosegue Tidei – ricordando che la civiltà si misura in passi e non con il numero delle automobili, per questo motivo siamo intenzionati a portare avanti a Santa Marinella il progetto delle isole pedonali da estendere possibilmente anche in altre aree cittadine. A Cerveteri, Ladispoli, Civitavecchia, Fiumicino sono solitamente i commercianti a dare ausilio al Comune durante la stagione estiva , specialmente nelle chiusure al traffico locale dove loro stessi installano dehors garantendo alla clientela la possibilità di degustare un buon prodotto senza smog e senza il rischio di poter essere investiti”.

“Ciò detto – conclude il primo cittadino – oltre alla mia disponibilità ad un incontro, posso confermare che la gestione della sicurezza in piazza Trieste sarà garantita dai volontari della Protezione Civile e dalla Polizia Locale, nonostante la carenza di organico e senza onere per i commercianti. Colgo l’occasione per richiamare la categoria al rispetto delle norme per l’occupazione di suolo pubblico nonché al pagamento dell’imposta Cosap dovuta, ricordando che si tratta di un beneficio e non di un diritto”.

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Indagine Pellet, il centro Benedetti  non è coinvolto

TARQUINIA – Indagine pellet, l’imprenditore Enrico Bendetti chiarisce che non si tratta della sua azienda: «Alla luce di alcune notizie di stampa circa una pretesa, colossale frode fiscale sulla distribuzione di pellet, che vedrebbe, tra gli altri, coinvolto un notissimo imprenditore locale, il «Centro Benedetti» di Tarquinia, nella persona del suo titolare , Cav. Enrico Benedetti, tiene a precisare di non essere assolutamente coinvolto nella vicenda , e che le relative indagini di polizia tributaria e giudiziaria non hanno neppure sfiorato l’azienda rappresentata». «Quanto sopra –  prosegue Benedetti – tenuto conto che l’azienda stessa è stata la prima, in ordine di tempo, a diffondere in città e dintorni la perfetta conoscenza del nuovo  combustibile e relative stufe, ed ad assicurarne la diffusa commercializzazione, nelle sue varie qualità. Pertanto, la nostra affezionata clientela locale, viterbese, romana e grossetana, continui pure, senza preoccupazioni di sorta, ad avvalersi dei nostri prodotti, come pure dell’assistenza tecnica qualificata che siamo in grado di offrire tempestivamente in materia». «Vogliamo sperare – conclude Benedetti ­ che le implicazioni cittadine nell’inchiesta penale in corso, vengano escluse dalla indagini , considerando che, in caso contrario, ne avrebbe a soffrire ulteriormente un settore che, non da ora, è afflitto da una gravissima crisi».
 

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BANCA AGRICOLA POPOLARE DI RAGUSA S.C.P.A.

Avviso di acquisto di attivita' e passivita' costituenti azienda
bancaria ai sensi degli articoli 90, comma 2, e 58, comma 2, del
D.Lgs. 1° settembre 1993, n. 385, corredato dall'informativa ai sensi
degli artt. 13-14 del Regolamento (UE) 2016/679 ("GDPR"), resa nelle
modalita' di cui all'articolo 3.6 delle Linee guida in materia di
trattamento di dati personali della clientela in ambito bancario
(Deliberazione n. 53 del 25 ottobre 2007 dell'Autorita' Garante per
la Protezione dei Dati Personali).

(TX18AAB7085 )

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Dal primo luglio la sostituzione dei contatori di E-distribuzione

TARQUINIA – L’amministrazione comunale annuncia alla cittadinanza che, a partire dal 1° luglio prossimo la Soc. E Distribuzione s.p.a., concessionaria del servizio di distribuzione dell’energia elettrica, attuerà il piano di sostituzione dei contatori di prima generazione con contatori più funzionali e conformi ai dettami della Direttiva Europea sull’efficienza energetica (D.Lgs.4 luglio 2014, n.102).
Per cui, nelle prossime settimane, a partire dal lido, proseguendo con i quartieri periferici per finire con il centro storico, passerà il personale della C.E.I.T srl, incaricata da E-distribuzione per effettuare tale sostituzione che avverrà secondo delle regole ben precise diffuse a tutela della clientela  per evitare incomprensioni e rischio raggiri.
L’avviso sarà recapitato tramite volantini . L’amministrazione comunale ricorda che il cliente non è tenuto a presenziare tranne nei casi in cui il contatore sia inaccessibile dall’esterno.
 Non si dovrà pagare nulla al personale che effettuerà la sostituzione che a sua volta sarà riconoscibile attraverso un tesserino identificativo.
Per identificare l’operatore incaricato della sostituzione è sufficiente chiedergli di generare un codice Pin da verificare chiamando il Numero Verde 800 085 577 (numero utile anche per ulteriori informazioni).
«Per cui, – affermano dall’amministrazione comunale –  si invitano gli utenti a diffidare di chiunque si presentasse per fini o scopi diversi, o non fosse identificabile come incaricato di E-Distribuzione, segnalando alla società eventuali comportamenti scorretti. Si ricorda che nessuna vendita di contratto è associata a tale operazione. Si ringraziano  i cittadini per la collaborazione».

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Firmato il contratto di servizio tra Regione e Trenitalia

ROMA – Sottoscritto oggi dal Presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti e dall’Amministratore Delegato e Direttore Generale di Trenitalia, Orazio Iacono il nuovo contratto di servizio della durata di quindici anni (2018-2032), in coerenza con il Regolamento Europeo 1370/2007, che prevede investimenti per 1,382 miliardi di euro. Presenti alla firma il Ministro delle Infrastrutture e Trasporti, Danilo Toninelli, l’Assessore ai Lavori Pubblici e Tutela del Territorio della Regione Lazio, Mauro Alessandri, l’Amministratore Delegato e Direttore Generale del Gruppo Ferrovie dello Stato Italiane, Renato Mazzoncini e il Presidente di Trenitalia, Tiziano Onesti. 

Il Piano degli investimenti a carico di Trenitalia, per complessivi 1,233 miliardi circa di euro, unitamente alle risorse regionali pari a 149,1 milioni di euro, comprensivi di 76,6 milioni di euro del Contratto precedente, consentirà il ringiovanimento totale della flotta che passerà già nel 2023 ad un’età di 6 anni rispetto ai 14 anni attuali, con manutenzione in impianti moderni ed efficienti. Previsti interventi di manutenzione ciclica e di “revamping”  (sui treni TAF per un importo complessivo di 110 milioni) e investimenti in impianti con lo sviluppo di un nuovo polo di manutenzione  – nel quale confluiranno parte delle attività attualmente svolte nell’impianto di Roma Smistamento, che rimarrà attivo – l’adeguamento infrastrutturale per l’immissione in esercizio di nuovo materiale rotabile, oltre a interventi straordinari per l’efficientamento dell’armamento negli impianti per complessivi 106 mln di euro e 10 mln in tecnologia e informatica. L’arrivo dei nuovi treni consentirà standard di qualità in progressivo miglioramento sui principali indicatori di performance come puntualità, regolarità, composizione e garantirà alla clientela le più innovative tecnologie di bordo, quali people counter, videosorveglianza live e wi-fi. Dal 2014 al 17 giugno 2018 si è registrato sulle linee regionali del Lazio un incremento di 11,4 punti percentuali della puntualità, una diminuzione del 33% dei guasti e del 63% delle cancellazioni. A maggio 2018 la customer satisfaction del viaggio nel complesso è del 73,5% dei viaggiatori soddisfatti. Inoltre, con il nuovo Contratto sarà migliorato il monitoraggio del servizio, la pulizia a bordo dei treni secondo un piano di intervento in 4 fasi a garanzia di maggior comfort e sicurezza dei passeggeri.

Nel dettaglio per gli utenti del trasporto regionale su ferro del Lazio saranno investiti 1,382 miliardi di cui:

907 milioni in nuovi treni, con co-finanziamento della Regione Lazio per 149,1 milioni di euro;

65 nuovi treni Rock, con maggiore capienza (700 posti a sedere per i treni a 6 casse e 500 posti in piedi), 18 porta bici per i viaggi intermodali bici/treno, 50 telecamere di videosorveglianza, diminuzione del 30% dei consumi energetici. I 65 nuovi treni Rock saranno divisi in 12 convogli a 5 casse e 53 a 6 casse che saranno utilizzati sulle linee metropolitane;

3 treni diesel bimodali;

4 treni regionali veloci (200 km/h).

110 milioni per “revamping” di treni già in esercizio;

106 milioni in impianti;

249 in manutenzione ciclica;

10 milioni in informatica e tecnologia.

Il nuovo contratto prevede ulteriori misure per l’incremento del servizio (inteso come treni/chilometri) nell’arco di validità del piano del 2,9 e l’ampliamento della rete di vendita del Lazio.

Già dal 2019, in attesa della consegna dei nuovi treni, sarà garantita una maggiore offerta negli orari di punta e su alcune delle linee più frequentate, ad esempio quelle da Frosinone, Cassino, Colleferro e per Fiumicino, di 9.418 posti seduti, nei giorni feriali.

Per quanto concerne le tariffe è bene sottolineare come gli abbonamenti regionali annuali sono fermi dal 1994 e quelli mensili insieme al BIT dal 2012. L’amministrazione regionale ha deciso di tenere ferme ancora le tariffe fino al 2022 pur in presenza di significativi investimenti per l’acquisto ed il rinnovo dei treni, in tecnologie e manutenzione. Inoltre, è prevista una clausola di salvaguardia per protrarre oltre, eventualmente, il blocco delle tariffe.

Grande attenzione verso la clientela più giovane del trasporto su ferro: per i giovani e gli studenti fino a 26 anni di età sono previsti alcuni sconti sugli abbonamenti annuali. In particolare, per la fascia urbana della Capitale, una riduzione di circa 10 euro (considerando gli abbonamenti in base all’Isee) e per tutti coloro che provengono dalle altre provincie del Lazio, a seconda delle zone di abbonamento, la riduzione del costo oscilla tra gli 11 euro e i 66 euro in meno rispetto alle tariffe attuali.

La strategia unitaria di governo regionale delle politiche sulla mobilità consentirà di destinare – per il finanziamento del Contratto di servizio con Trenitalia – parte degli utili (1,65 milioni di euro) realizzati dalla società regionale di trasporto su gomma Cotral Spa, realtà del trasporto pubblico laziale ormai completamente risanata e oggi capace di garantire efficienza gestionale e rilancio del servizio con l’assunzione di nuovi autisti e la sostituzione di oltre 400 vecchi autobus con nuovi mezzi ecologici. Tali risorse andranno a beneficio appunto dei costi del servizio contribuendo al blocco delle tariffe.

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L'avvocato Capitani: "Il bar non è una centrale dello spaccio"

SANTA MARINELLA – "Il mio assistito deteneva la sostanza temporaneamente nel bar e la stessa era per uso esclusivamente personale". L'avvocato Davide Capitani, difensore del barista arrestato nei giorni scorsi dalla Polizia per detenzione a fini di spaccio di sostanza stupefacente, interviene per chiarire la posizione del proprio assistito, all'indomani della sospensione per 45 giorni della licenza disposta dal Questore di Roma.  

"Nessuna attività di spaccio è stata mai posta in essere nell’esercizio pubblico, né vi è prova, neppure come indizio – ha spiegato l'avvocato Capitani – che la sostanza fosse destinata ad un uso diverso rispetto a quello personale. A riprova di quanto si va affermando vi è il provvedimento del giudice, che ha disposto la immediata scarcerazione del mio assistito. Il bar, oltre a non essere una "centrale dello spaccio", non può essere neppure con un’opera di fantasia definito luogo di ritrovo di pregiudicati, essendo frequentato da anni da persone di ogni genere, anziani, donne che fanno la spesa, villeggianti e giovani che giocano nei giardini vicini, senza che vi siano stati mai problemi di nessun genere – ha concluso – per la famiglia del gestore e la clientela tutta".

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'Non si chiuda la farmacia''

S. MARINELLA – Una sponda a favore della permanenza in città della farmacia comunale arriva dalla lista Il Paese che Vorrei. Il giovane candidato Daniele Renda interviene per difendere, da chi intende chiudere il presidio sanitario, un servizio importantissimo che questa città ha conquistato dopo anni di battaglie. «Il compito della farmacia comunale – dice Renda – non è quello di fare cassa, ma quello di svolgere servizi per i cittadini. Se poi riesce a farlo mantenendo in ordine il bilancio e riuscendo a investire gli utili in ulteriori servizi, meglio. Dal 2014, invece, non è così. La farmacia di via Valdambrini è stata inserita nei servizi a esclusiva valenza economica e la sua gestione assegnata al dirigente dell’area economico-finanziaria. Il significato di questa azione è uno solo, vogliono lucrare sulla salute delle persone. Dismetterla sarebbe una scelta dettata da un lento processo culturale, che ha svilito la percezione del ruolo sociale delle farmacie pubbliche. La farmacia comunale invece non fa solo parte dei beni patrimoniali di un Comune, ma fa parte del patrimonio della salute e soprattutto di quello sociale e culturale, un patrimonio fondato su valori come il vicinato, la conoscenza diretta dei cittadini e dei suoi problemi e il senso di appartenenza alla collettività. Utilizzata come presidio nel territorio, ovvero come elemento di prevenzione che, unito ai medici di base ed ai pronto soccorso, costituirebbe la migliore rete preventiva e il miglior sistema di sicurezza sanitario”. “Impariamo a sviluppare nuovi sistemi di prevenzione – avverte Renda – i compiti che dovrebbe svolgere la farmacia comunale sul territorio sono molteplici. Il più importante è quello di essere collocata nel quartiere più periferico, trascurato dalle farmacie private perché meno remunerativo. Non secondario è l’aiuto fornito agli anziani, ai disabili e ai pensionati, offrendo particolari sconti sui prodotti in vendita, la consegna a domicilio e la fornitura gratuita di particolari servizi quali la misurazione della pressione arteriosa e del peso. Molto importante anche il collegamento con gli ospedali del territorio per la prenotazione di esami e visite specialistiche e la consegna dei referti direttamente in farmacia ed il collegamento con la Asl per gli screening su particolari segmenti della popolazione. Inoltre, la farmacia comunale, dovrebbe avere anche un ruolo di calmiere dei prezzi sia sugli esami ematici, che potrebbero essere eseguiti tranquillamente nella farmacia, che sui prodotti in vendita perché, per non perdere clientela, i privati dovranno adeguarsi ai prezzi praticati dalla comunale. Il pubblico può essere sociale ma anche guadagnare, quindi funzionare bene».

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