Errori giudiziari: a Civitavecchia un convegno per avvocati e cittadini

CIVITEVECCHIA – Errori giudiziari storie, testimonianze e riflessioni. 

È questo il tema del convegno di alta partecipazione contenutistica previsto per questo venerdì a Civitavecchia presso la sala meeting dell'Hotel San Giorgio.

Un appuntamento organizzato dalla Camera penale di Civitavecchia, presieduta dall'avvocato Andrea Miroli, che rientra anche nell'ambito degli incontri della Scuola per i difensori d'ufficio, coordinata dagli avvocati Paolo Pirani e Remigio Sicilia, rispettivamente della Camera penale di Civitavecchia e Viterbo.

Il convegno, aperto agli avvocati, ai quali viene richiesto l'accreditamento,  – con l'assegnazione da parte dell'ordine di 4 crediti formativi rilasciati a legali di qualunque foro – è inserito anche nel calendario del corso per difensori d'ufficio, ma soprattutto si estende anche alla partecipazione dei cittadini perché il tema, è un tema di tutti.

È giusto, infatti, che in un momento così caldo, in cui sostanzialmente c'è molta attenzione a quella che è la problematica giustizia, il cittadino inizi anche a sentire e toccare con mano le esperienze, soprattutto quelle dirette di persone che hanno vissuto da vicino questo tipo di problema, nell'obiettivo generale di riflettere e comprendere nei dettagli cosa può comportare la giustizia. 

Relatori di eccezione pertanto, per un incontro che punta alla  sensibilizzazione generale su un argomento sempre più attuale. 

Oltre al presidente della camera penale di Civitavecchia avvocato Miroli, interverrà anche il presidente dell'Ucpi, Unione delle Camere penali italiane, Giandomenico  Caiazza, il quale parlerà della "Vicenda Enzo Tortora, per non dimenticare".

Testimonianza illustre anche quella della moglie di Enzo Tortora, onorevole Francesca Scopelliti, presidente della Fondazione internazionale per la giustizia Enzo Tortora, che rappresenterà tutto l'iter e tutta la storia Tortora, esempio di errore giudiziario, storicamente più noto, che ha fatto maggiore scalpore.

Autorevole anche la relazione dei giornalisti Benedetto Lattanzi e Valentino Maimone, noti fondatori di Errorigiudiziari.com, primo archivio on line di errori giudiziari e ingiuste detenzioni, dal quale è stato creato anche 'Io sono innocente' il programma di Rai Tre dove si è parlato di vittime di errori giudiziari che sono statisticamente davvero numerosi. Un argomento, pertanto, sul quale esperti della materia e semplici cittadini devono interrogarsi e riflettere. I noti giornalisti focalizzeranno l'attenzione su cosa è cambiato da Tortora ad oggi.

Tra le testimonianze anche Giuseppe Gulotta, esempio storico di vittime di errori giudiziari, probabilmente emblema del più grave caso di errore giudiziario mai accaduto in Italia. Gulotta, che è  oggi presidente del Progetto innocenti della Fondazione che porta il suo nome, racconterà la sua vicenda, la sua esperienza e come si è reinserito in una società che lo aveva condannato. Non poteva mancare in questo contesto di alto profilo l'intervento dell'avvocato Enrico Delahaye che fino a dicembre 2016 era procuratore generale di Corte di Cassazione. Delahaye si occuperà della parte relativa al risarcimento del danno per le vittime di errori giudiziari costrette ad una ingiusta detenzione. L'ex giudice di sorveglianza interverrà con ogni probabilità anche sulla vicenda Tortora. 

L'appuntamento è per venerdì 23 novembre dalle 15,30 alle 19,30 presso la sala meeting dell'Hotel San Giorgio, viale Garibaldi 34 Civitavecchia.

 

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Porto, c'� preoccupazione tra le imprese

CIVITAVECCHIA – C'è preoccupazione nello scalo. È questo il sentore che si respira in banchina, soprattutto alla luce della riunione che si è svolta ieri pomeriggio tra tutte le imprese portuali articolo 16 che operano in porto. Una riunione nata dalla necessità di fare un punto alla luce della vertenza legata allo scarico dei container, esplosa a luglio con l'ordinanza del presidente Di Majo e non ancora risolta del tutto. 

Le imprese, presenti nella quasi totalità, hanno discusso di quanto sta avvenendo nello scalo, analizzando a 360 gradi la situazione attuale; e lo hanno fatto per diverse ore. Anche se al momento poco o nulla trapela dall'incontro, la cosa certa è che sia stata espressa preoccupazione per il futuro. Non è escluso che dall'incontro tra tutte le imprese possa scaturire una qualche iniziativa. 

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Aridatece l'antemurale tocca quota 2500 firme

CIVITAVECCHIA – Duemilacinquecento firme. Tanti sono i civitavecchiesi che hanno risposto all'appello, firmando la petizione promossa da Roberto Melchiorri di "Civitavecchia C'è" e Antonio Margioni. E ci sarà tempo fino a fine mese per aderire all'iniziativa. Poi le firme verranno consegnate alla Capitaneria di porto e, per conoscenza, anche all'Autorità di Sistema Portuale e al Comune. 

"Nel frattempo – hanno spiegato i promotori dell'iniziativa – abbiamo chiesto a chi ha emesso l'ordinanza di chiusura un incontro per discutere del problema e stiamo pensando anche ad organizzare una "scampagnata" con pranzo all'antemurale. In attesa poi che, come promesso, la questione venga discussa anche in consiglio comunale". 

L'obiettivo è far tornare alla città, e quindi nella piena fruibilità da parte dei civitavecchiesi, uno dei luoghi del cuore più cari. E per far questo il gruppo di cittadini che si è costituito spontaneamente nei mesi scorsi ha prima organizzato una passeggiata , il 31 agosto scorso, che ha visto una grande partecipazione di cittadini, ha poi inviato una lettera sia alla Capitaneria che al Pincio e Molo Vespucci, rimasta però senza alcuna risposta, e infine promosso la petizione ancora in corso. Si può firmare la mattina al mercato oppure mattina e pomeriggio presso al sede di Civitavecchia C'è al Ghetto. 

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Approvati due progetti per l’avvio di impresa

S. MARINELLA – Lunedì scorso, per il progetto Fami 940 “Idee da coltivare”, sono stati approvati i progetti di avvio d’impresa sviluppati da rifugiati e richiedenti asilo, ospitati nel progetto Sprar. Il progetto è dell’Arci nazionale e del Ministero dell’Interno, destinato ai soli titolari di protezione internazionale. La commissione di valutazione era composta dal dott. Andrea Mori per il Comune di Tolfa, dal presidente dell’Arci Comitato di Civitavecchia Roberto Sansolini e dal responsabile del progetto Fami per l’Arci nazionale Sergio Giovagnoli. I due progetti per l’avvio d’impresa approvati, riguardano la messa in opera di un’azienda di apicoltura e il recupero di una edicola per la vendita di giornali. Entrambi i progetti sono stati ritenuti sostenibili e capaci di inserirsi positivamente all’interno del contesto socio-economico, tra Santa Marinella e Viterbo. Il progetto Fami, nato nel 2017 e volto all’empowerment, al sostegno e allo sviluppo delle risorse di un gruppo di 40 titolari di protezione, rappresenta oggi anche un’opportunità concreta di sviluppo economico per questo territorio”.

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Evergreen al fianco del Centro Diurno Arcobaleno

L’Asd Evergreen calcio a 5 ha voluto ringraziare ufficialmente tutti i suoi sostenitori che hanno reso possibile una donazione di beneficenza verso l’As.s.pro.ha. Centro Diurno Arcobaleno attraverso un comunicato stampa. 
«Tutto ciò è stato reso possibile – dichiarano i rappresentanti della squadra – grazie ai nostri sostenitori e tesserati, che hanno deciso con un piccolo gesto non solo di sostenere la squadra di Civitavecchia nella serie D di calcio a 5, ma anche di aiutare chi è in difficoltà. Riteniamo che lo sport è anche sociale, è impegno tra realtà associative verso un mondo particolare, ma alquanto speciale, come molti esempi sportivi locali hanno dimostrato. Vogliamo quindi ringraziare quanti hanno deciso di aiutarci a realizzare il progetto sportivo, consapevoli che così facendo siamo riusciti a donare un sorriso a questa realtà locale, verso i ragazzi dell’As.s.pro.ha. e le loro famiglie».

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La Vecchia lavora a fari spenti

di MATTEO CECCACCI

Il calciomercato apre ufficialmente i battenti lunedì 3 dicembre, ma il Civitavecchia Calcio 1920 già ha messo a segno il primo colpo la scorsa settimana acquistando il pregiato attaccante classe 2000 Edoardo Filoia, svincolato dal club marchigiano della Sambenedettese, dove ha militato nella categoria Berretti vantando anche due presenze in Serie C con il tecnico Giorgio Roselli. Poi l’addio per motivi di studio, il ritorno nella capitale e poco dopo il trasferimento a Civitavecchia, dove già si è contraddistinto all’interno della rosa, soprattutto nell’amichevole giocata sabato scorso alla Cavaccia contro l’Allumiere di Nico Rogai, team militante in Prima Categoria, vinta all’inglese grazie ai sigilli di Filoia e del 2001 Daniele Belloni.
Un primo acquisto, dunque, azzeccato, ci verrebbe da dire, ma la prova del nove sarà vederlo giocare domenica sul manto erboso del Montespaccato, quando andrà in scena la 12^ giornata di campionato dopo la sosta causata dal fermo degli arbitri. Allo stesso tempo, però, la società nerazzurra di patron Ivano Iacomelli è a caccia di rinforzi, ma sui nomi per ora bocche assolutamente cucite, ma quel  che è certo, però, sono i ruoli che hanno bisogno di supporto, ovvero il reparto difensivo e il centrocampo. In difesa serve un esperto da affiancare a capitan Boriello, mentre in mezzo al campo un esterno, sempre over, che possa aiutare quel Gianluca Nuti che tanto bene sta facendo e in attacco dopo Filoia si attende solo il rientro di bomber Cerroni, perché quando avverrà sarà tutta un’altra storia, o meglio ancora, tutto un altro Civitavecchia Calcio 1920.

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Rifiuti, De Paolis: ''Bisogna responsabilizzare i Comuni''

CIVITAVECCHIA – «Saranno due i pilastri della nuova programmazione regionale». Lo dichiara il consigliere regionale della lista civica Zingaretti Gino De Paolis dopo la discussione di due giorni del consiglio regionale del Lazio «sul problema, anzi emergenza rifiuti.  Dopo la relazione iniziale – spiega De Paolis – dell’assessore Valeriani è stato chiaro il definitivo abbandono delle politiche di termovalorizzazione».

Una discussione positiva, secondo il consigliere regionale, che ha portato a tracciare la strada per il nuovo piano rifiuti regionale che prevede la dismissione dell’inceneritore di Colleferro. Il primo pilastro della programmazione «attiene all’autosufficienza del Lazio e quindi lo stop al trasferimento di rifiuti fuori Regione; il secondo – continua De Paolis – attiene al principio di equa distribuzione del peso impiantistico per lo smaltimento, accanto ad una economia circolare con un investimento massiccio e concreto per favorire la raccolta differenziata, riciclo dei rifiuti e riuso delle materie». Posizioni positive per De Paolis, ma resta vivo «il tema dell’individuazione dei siti per impianti e discariche necessari in attesa che la raccolta differenziata raggiunga, soprattutto a Roma, percentuali accettabili».

Per De Paolis è normale aspettarsi barricate in caso di imposizioni sull’arrivo nel proprio «territorio di migliaia di tonnellate di rifiuti di Roma. È chiaro ed evidente quindi che per uscire da una crisi come questa occorre senso di responsabilità. Ogni territorio deve assumersi la responsabilità del proprio ciclo dei rifiuti. Pensare che questo onere possa essere trasferito a qualcun altro è altamente ingiusto e anche diseducativo. L’unica seria politica – conclude duro – con uno sguardo lungo, priva di scorciatoie e di slogan e soprattutto risolutiva è chiamare ogni Comune alla gestione dei propri rifiuti. Roma, la Capitale, per prima».

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L’Ansi apre le porte alle prime due donne militari

CIVITAVECCHIA – Si sono iscritte alla sezione di Civitavecchia le prime due donne militari che hanno deciso di aderire all’Associazione nazionale sottufficiali d’Italia. Lo annuncia con orgoglio il presidente sezionale e dirigente nazionale Alviero Arezzini, che ha accolto con grande piacere nel sodalizio le due giovani colleghe. Si tratta di Federica Dionisio e Francesca Frau, entrambe rivestono il grado di sergente e prestano servizio al 7° Reggimento Nbc di Civitavecchia.

Federica Dionisio ha 32 anni, è nata a Roma ma risiede a Cerveteri. Non è impegnata sentimentalmente ed è a Civitavecchia da un anno. In precedenza ha prestato servizio a Rimini, Venezia, Bologna e Portogruaro.

“Mi sono arruolata perché volevo andare nella polizia di stato – confessa Federica – poi l’impegno nell’esercito mi ha assorbito completamente e mi sono convinta a restare. Sono sempre stata attratta dal fascino della divisa e dal fatto di far parte di una struttura ben organizzata ed efficiente come l’Esercito Italiano.Quando sono partita il babbo era molto emozionato, mentre la mamma diceva che non avrei resistito. Invece, sono militare da tredici anni, a maggio saranno quattordici. Mi sono trovata sempre bene in tutte le sedi dove ho prestato servizio. Certo, gli ostacoli ci sono, è inutile negarlo – prosegue Federica – ma le difficoltà sono una cosa normale, fanno parte della vita in generale e di quella professionale in particolare. Con Francesca Frau siamo molto amiche, ci siamo conosciute al corso e da lì abbiamo fatto tanta strada assieme. Sono la prima della famiglia a fare questa scelta professionale, ho due fratelli più piccoli ma non sono militari. È bello che noi giovani passiamo fare la conoscenza dell’associazione nazionale sottufficiali d’Italia – conclude Federica – farò pubblicità tra i miei colleghi, perché quella di Civitavecchia è una sezione viva e attiva, con un direttivo che si muove e fa tante cose. Sono orgogliosa di essermi iscritta all’Ansi".

Ugualmente orgogliosa di essersi iscritta all’associazione nazionale sottufficiali è Francesca Frau, che è nata a Cagliari ma risiede a Civitavecchia ed è sposata da cinque anni con un militare. Presta servizio al 7° reggimento da quattro anni e in precedenza era in forza al 152° reggimento fanteria Sassari.  “Inizialmente il mio sogno era quello di diventare poliziotta – confessa Francesca che attualmente è impegnata in una missione all’estero –  ma l’Esercito e la Brigata Sassari mi hanno fatto cambiare idea perché la tipologia di impiego e il lavoro che svolgevo erano quello che desideravo fare più di ogni altra cosa al mondo. La mia famiglia mi ha sempre appoggiata nelle mie scelte – racconta Francesca – anche se mia mamma diceva sempre che io e le regole viaggiavamo su binari paralleli. Invece, cara mamma, questa volta ti ho stupita. Penso che i miei siano orgogliosi di me e di tutto ciò che ho costruito nella mia vita privata e lavorativa. Non sono l’unica in famiglia che veste una divisa, ho un fratello maggiore che presta servizio nella polizia penitenziaria in Campania. Spero che tante colleghe e colleghi si iscrivano all’Ansi – conclude Francesca Frau – perché l’associazione è molto attiva e presente in tante cerimonie e iniziative sociali". 

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L’Ansi apre le porte alle prime due donne militari

CIVITAVECCHIA – Si sono iscritte alla sezione di Civitavecchia le prime due donne militari che hanno deciso di aderire all’Associazione nazionale sottufficiali d’Italia. Lo annuncia con orgoglio il presidente sezionale e dirigente nazionale Alviero Arezzini, che ha accolto con grande piacere nel sodalizio le due giovani colleghe. Si tratta di Federica Dionisio e Francesca Frau, entrambe rivestono il grado di sergente e prestano servizio al 7° Reggimento Nbc di Civitavecchia.

Federica Dionisio ha 32 anni, è nata a Roma ma risiede a Cerveteri. Non è impegnata sentimentalmente ed è a Civitavecchia da un anno. In precedenza ha prestato servizio a Rimini, Venezia, Bologna e Portogruaro.

“Mi sono arruolata perché volevo andare nella polizia di stato – confessa Federica – poi l’impegno nell’esercito mi ha assorbito completamente e mi sono convinta a restare. Sono sempre stata attratta dal fascino della divisa e dal fatto di far parte di una struttura ben organizzata ed efficiente come l’Esercito Italiano.Quando sono partita il babbo era molto emozionato, mentre la mamma diceva che non avrei resistito. Invece, sono militare da tredici anni, a maggio saranno quattordici. Mi sono trovata sempre bene in tutte le sedi dove ho prestato servizio. Certo, gli ostacoli ci sono, è inutile negarlo – prosegue Federica – ma le difficoltà sono una cosa normale, fanno parte della vita in generale e di quella professionale in particolare. Con Francesca Frau siamo molto amiche, ci siamo conosciute al corso e da lì abbiamo fatto tanta strada assieme. Sono la prima della famiglia a fare questa scelta professionale, ho due fratelli più piccoli ma non sono militari. È bello che noi giovani passiamo fare la conoscenza dell’associazione nazionale sottufficiali d’Italia – conclude Federica – farò pubblicità tra i miei colleghi, perché quella di Civitavecchia è una sezione viva e attiva, con un direttivo che si muove e fa tante cose. Sono orgogliosa di essermi iscritta all’Ansi".

Ugualmente orgogliosa di essersi iscritta all’associazione nazionale sottufficiali è Francesca Frau, che è nata a Cagliari ma risiede a Civitavecchia ed è sposata da cinque anni con un militare. Presta servizio al 7° reggimento da quattro anni e in precedenza era in forza al 152° reggimento fanteria Sassari.  “Inizialmente il mio sogno era quello di diventare poliziotta – confessa Francesca che attualmente è impegnata in una missione all’estero –  ma l’Esercito e la Brigata Sassari mi hanno fatto cambiare idea perché la tipologia di impiego e il lavoro che svolgevo erano quello che desideravo fare più di ogni altra cosa al mondo. La mia famiglia mi ha sempre appoggiata nelle mie scelte – racconta Francesca – anche se mia mamma diceva sempre che io e le regole viaggiavamo su binari paralleli. Invece, cara mamma, questa volta ti ho stupita. Penso che i miei siano orgogliosi di me e di tutto ciò che ho costruito nella mia vita privata e lavorativa. Non sono l’unica in famiglia che veste una divisa, ho un fratello maggiore che presta servizio nella polizia penitenziaria in Campania. Spero che tante colleghe e colleghi si iscrivano all’Ansi – conclude Francesca Frau – perché l’associazione è molto attiva e presente in tante cerimonie e iniziative sociali". 

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Maltempo: chiuso per ore il sottopasso di Fiumaretta

CIVITAVECCHIA – Disagi in diversi quartieri della città, dalla tarda mattinata e fino a metà pomeriggio, a causa della violenta pioggia che si è abbattutta attorno alle 12.30. 
Strade allagate, buche trasformate in piscine e problemi soprattutto per gli automobilisti che erano in strada a quell’ora; disagi che si sono amplificati in concomitanza con l’orario di uscita dalle scuole. 
Allagato il sottopasso di Fiumaretta, come spesso accade in questi casi, chiuso fino al pomeriggio, con i volontari della Protezione Civile che sono stati impegnati per diverse ore per ripristinare la sicurezza. 
Allagata via Terme di Traiano, specie nella parte alta, dove l’acqua mista a detriti provenienti dai campi ha creato non pochi problemi alla circolazione. 
Infine disagi a San Gordiano, specie all’altezza dell’ingresso sud, trasformato in un’enorme pozzanghera.

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