Deleghe a valanga, Vergati sbotta e lascia la coalizione

SANTA MARINELLA – L’assegnazione ufficiale delle deleghe, sta creando evidenti problemi alla giunta Tidei. Nonostante siano stati dati una infinità di incarichi, c’è chi è rimasto scontento delle scelte fatte dal sindaco. A far sentire la sua voce, particolarmente irritata, è uno dei “grandi elettori” dell’ex parlamentare, che ieri mattina, nel corso di una conferenza stampa, ha detto a chiare lettere di abbandonare la coalizione di centro sinistra. «Non voglio più essere uno dei punti di riferimento della coalizione che ha sostenuto Pietro Tidei – dice Adalberto Vergati – ed il motivo è semplice.     Non condivido alcune scelte fatte dal sindaco in questi ultimi tempi». Vergati, non lo dice esplicitamente, ma per chi conosce le “cose politiche” di Santa Marinella sa benissimo che, sin dalla fase preelettorale, Vergati aveva chiesto a Tidei, in caso di vittoria, di poter avere la delega alla Polizia locale, proprio per poter essere uno dei punti di riferimento dei vigili urbani, verso l’amministrazione comunale. Evidentemente, Tidei non ha riconosciuto in lui una delle figure che potesse dare un supporto così importante come quello che dovrebbe dare l’ex comandante della Polizia locale di Cerveteri, Scarpellino, nominato delegato alla Polizia municipale. «Se il sindaco ha fatto le sue scelte, ben per lui – conclude Vergati – ciò vuol dire che non ha apprezzato il mio supporto alle elezioni. A questo punto mi prenderò il tempo necessario per riflettere ma certamente orienterò le mie scelte verso altri obiettivi». In pratica la stessa vicenda che ha coinvolto la lista civica Amici dello Sport, che dopo aver avuto tutte le assicurazioni da parte del sindaco che in caso di successo, sia la delega che l’assessorato allo sport sarebbero stati assegnati a loro, a  pochi giorni dalla vittoria al ballottaggio, Tidei ha preferito dare l’assessorato a Emanuele Minghella, ex delegato al bilancio della giunta Bacheca. 

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Lorenzo Barlattani è il nuovo segretario  di Art 1 Mdp al posto di  Ceccarelli  entrato in consiglio con la lista civica Abc

ALLUMIERE – Il gruppo politico di Allumiere Art.1-MDP dallo scorso 10 dicembre ha un nuovo segretario: al posto di Simone Ceccarelli c’è ora il giovane attivista Lorenzo Barlattani. L’ormai ex segretario della sezione di Art.1-Mdp, Simone Ceccarelli, ha rassegnato le dimissioni in seguito al suo accesso in consiglio comunale come consigliere della lista civica ABC al posto di Stefania Cammilletti. «Ricoprire il ruolo di segretario è per me – spiega il neo segretario, Lorenzo Barlattani – un onore e una grande responsabilità che accetto con volontà e determinazione. Ringrazio l’ex segretario Ceccarelli e tutto il direttivo per l’eccellente lavoro svolto finora. La mia segreteria seguirà il prezioso lavoro svolta da quella precedente». 
Ceccarelli ha sostenuto con entusiasmo il nome di Barlattani che ha incontrato il consenso totale degli iscritti. «Dato il carattere civico della lista ABC – ha evidenziato Simone Ceccarelli – ho ritenuto inopportuno mantenere contemporaneamente la carica di consigliere comunale e di segretario del partito. Sarò vicino al nuovo segretario con tutta la passione e l’impegno che ho profuso in questa organizzazione fin dalla sua nascita e gli porgo gli auguri di buon lavoro. Sono convinto che sarà all’altezza del ruolo che va a ricoprire. Colgo l’occasione per manifestare la mia stima e il mio ringraziamento a Stefania Cammilletti, che ha lasciato il seggio in consiglio permettendomi di entrare, in quanto primo dei non eletti. Un gesto che va nel senso del rinnovamento e che dimostra ancora una volta il suo senso civico e quello di tutto il gruppo di cui facciamo parte».

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Piazza De Michelis, discarica a cielo aperto

LADISPOLI – Carte, bottiglie, pezzi di vetro sparsi ovunque in un'area che dovrebbe invece ospitare nelle ore libere i più piccoli. Una situazione invivibile e per diversi aspetti indescrivibile, quella con cui si ritrovano a dover far i conti i residenti del quartiere Messico. Si tratta di Piazza De Michelis. Sull'area c'è un progetto di riqualificazione totale dell'area verde, con l'installazione di nuovi giochi, un sistema di videosorveglianza in grado di monitorare e rendere la zona (si spera) al riparo dagli incivili. Il progetto sarebbe quasi pronto, ma nel frattempo la zona è diventata praticamente un'area franca, dove incivili (grandi, piccoli, clochard o residenti che siano) la fanno da veri padroni. Da parco giochi a discarica il passo è stato breve, con una situazione che oltre che a deturpare il posto lo trasforma in una vera e propria trappola per i bambini che lo frequentano. Quei pezzi di vetro sparsi intorno a tutta l'area giochi la trasformano infatti in un vero e proprio campo minato per i bambini. Cadere per sbaglio mentre si corre per raggiungere lo scivolo piuttosto che l'altalena potrebbe trasformare il pomeriggio di svago in una vera e propria tragedia. Lo sanno bene i residenti della zona che a gran voce hanno denunciato, anche tramite social, la situazione di degrado. C'è anche chi si scoraggia. A nulla infatti serve ripulire la zona. Una volta tirata a lucido c'è chi in meno di 24 ore riesce a trasformarla nuovamente in un luogo infrequentabile. Tanto che si tornano a chiedere a gran voce maggiori controlli. Non solo telecamere, ma anche uomini delle Forze dell'ordine, a cominciare dalla municipale che costantemente effettuino un giro di controllo anche in periferia per assicurarsi che chi ama così tanto sporcare, possa desistere.
Una situazione quella di degrado che sembra non arrestarsi mai e che anzi, si sparge a macchia di leopardo in tutta la città. Periferia, pieno centro. Non fa differenza. L'importante è sporcare. Forse a mancare non è solo lo spirito di appartenenza a una comunità, ma è anche un po' di educazione civica, di quelle che si apprendeva tra i banchi di scuola fin da bambini. E se c'è chi si ostina a puntare il dito contro i giovani, ragazzi senza freni, senza regole, senza senso civico appunto; o contro i senza fissa dimora; c'è chi punta i riflettori anche su un'altra categoria di incivili: gli adulti. Dovrebbero dare il buon esempio ma in realtà sono i primi ad infischiarsene delle regole, mostrando ai più piccoli come si sporca una città. Perché se è pur vero che le bottiglie di birra vuote, i cartoni di pizza unti d'olio possono essere il “regalo” di qualche adolescente, dopo il divertimento serale; è pur vero che sedie, materassi, divani, mobili di qualsiasi misura sono invece il regalo di adulti, cittadini di Ladispoli, di quella stessa città che invece dovrebbero amare e a cui dovrebbero mostrare più rispetto.

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Pascucci: «Giù le mani dagli Enti locali»

di TONI MORETTI

CERVETERI – Lunedì scorso, Italia in comune,ha tenuto una conferenza stampa nella sala stampa di Montecitorio lanciando di fatto una sfida al governo Legastellato sul blocco dei fondi destinati al bando periferie. Quel partito dei sindaci nato ufficialmente lo scorso tre dicembre come rete di amministratori locali ma al quale si è lavorato già da tempo, quando l’iniziativa e l’intuizione era ancora esclusiva del sindaco di Cerveteri Alessio Pascucci che con eventi e un duro lavoro di promozione è riuscito ad affermare e a far crescere l’idea sulla scena della politica nazionale fino a farne oggi un partito del quale lui è il coordinatore nazionale, il cui presidente è il sindaco di Parma Federico Pizzarotti ed il vice presidente Damiano Coletta sindaco di latina.  Tante sono state le adesioni a questo nuovo partito, di sindaci e di amministratori d’Italia nonché di cittadini e associazioni civiche. A questa prima prima conferenza stampa del Partito a Montecitorio hanno partecipato i massimi dirigenti del movimento.  Federico Pizzarotti, Alessio Pascucci,  Damiano Coletta, e i deputati Alessandro Fusacchia, Segretario di Movimenta e Serse Soverini di Area Civica che a sostegno della loro battaglia, hanno presentato l’emendamento per sbloccare i fondi del bando periferie, fermato al senato per volontà della maggioranza.
Il taglio dei fondi al bando periferie consiste nello stralcio di tante opere con un grande valore dal punto di vista sociale: piazze, parchi, marciapiedi ma anche biblioteche e altri luoghi di rilevante interesse culturale. Per la prima volta nella storia di questo Paese si fa un investimento straordinario per intervenire nelle periferie e poi, con un tentativo furtivo e maldestro, il Governo propone un emendamento che taglia 1 miliardo e 600 milioni di euro destinati a interventi nei luoghi del degrado economico e sociale, in quartieri che sono stati costruiti negli anni per dare una risposta all’emergenza abitativa in cui però non sono stati realizzati né i servizi né gli spazi per la socializzazione e lo sviluppo culturale.
Per Pizzarotti «scippare più di un miliardo di euro alle periferie d’Italia vuol dire privare gli italiani di nuove piazze, nuove biblioteche, nuovi centri di aggregazione o di cultura che avrebbero rilanciato le zone grigie e povere delle città. Gli italiani ci chiedono da anni di non dimenticare le periferie, perché è proprio in quelle zone che aumenta il malcontento sociale.  Il disegno politico di questo Governo sembra chiaro: togliere qualità alle città e agli italiani per avere fondi freschi da utilizzare per strampalate promesse elettorali, flat tax e reddito di cittadinanza».
Alessio Pascucci, coordinatore nazionale di Italia in Comune, chiama all’azione i sindaci leghisti e grillini: «ogni sindaco, al di là della vicinanza politica o meno a questo Governo, ha il dovere di tutelare le comunità e i territori. Mi appello quindi in particolar modo a chi ha rappresentanti eletti in questa maggioranza  affinché  spingano per fermare l’ennesima scure sugli Enti locali ai quali negli ultimi dieci anni sono stati sottratti otto miliardi di fondi. Non possiamo più essere il bancomat dei governi».
Per Damiano Coletta, sindaco di Latina, «sarebbe grave colpire indiscriminatamente le città privandole di opere pubbliche che hanno un valore inestimabile per la crescita culturale e per l’aggregazione sociale delle comunità. Che credibilità può avere uno Stato che prima firma accordi e poi li cancella a sua completa discrezione?».
Di questa iniziativa sono stati informati con una lettera, tutti i sindaci d’Italia.

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Battilocchio lancia il progetto ''A scuola di Parlamento''

CIVITAVECCHIA- Il Parlamento nel territorio ed in territorio in Parlamento. Questo lo spirito alla base del progetto promosso dal parlamentare del collegio di Civitavecchia, Alessandro Battilocchio, che ha deciso di aprire le porte della Camera agli studenti del nostro comprensorio.Le scuole avranno la possibilità, entro il 7 Ottobre, di aderire all’iniziativa che prevede un percorso con una lezione presso gli istituti scolastici, alla presenza del parlamentare, in cui verranno approfonditi i temi legati al funzionamento del Parlamento ed all’organizzazione della Repubblica. Le classi partecipanti avranno poi la possibilità di effettuare una visita guidata a Montecitorio, nel cuore del Palazzo simbolo del nostro Stato e di assistere ad una seduta plenaria della Camera.Al termine della visita tutti i partecipanti riceveranno un diploma ufficiale di partecipazione dalla Camera dei Deputati. Inoltre, se vorranno, le classi coinvolte potranno raccontare la loro esperienza attraverso una lavoro originale a schema libero  gaf (testo, cortometraggio, power-point): i migliori tre (scelti da una commissione di docenti di scuole non partecipanti) saranno premiati con una cerimonia nel mese di Maggio presso la prestigiosa «Sala del Cenacolo» della Camera dei Deputati. «Da sempre lavoro con e nelle scuole e credo che questo semplice progetto, che verrà riproposto anche nei prossimi anni, possa contribuire ad avvicinare gli studenti alle Istituzioni, coinvolgendoli in un percorso di educazione civica. Ho già ricevuto molte richieste di collaborazione e confermo tutta la disponibilità come rappresentante di questo territorio che deve diventare sempre più protagonista» ha dichiarato il parlamentare. Per partecipare le scuole dovranno inviare una mail a: segreteria.battilocchio@camera.it

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Conferenza di Italia in comune sul blocco bando periferie

CERVETERI – La conferenza stampa dal titolo «Giù le mani dalle Città», indetta da Italia in comune il partito dei sindaci nato lo scorso 3 dicembre come rete di amministratori locali che si è velocemente allargata anche a cittadini e associazioni civiche sui territori, è convocata alla Camera dei Deputati,  presso la sala stampa e si terrà lunedì 10 settembre alle ore 12.  
Interverranno Federico Pizzarotti, sindaco di Parma e presidente di Italia in Comune, Alessio Pascucci, sindaco di Cerveteri e coordinatore nazionale di Itc, Damiano Coletta, sindaco di Latina e vice presidente di Itc. Interverranno con loro anche i deputati Alessandro Fusacchia, Segretario di Movimenta e Serse Soverini di Area Civica. 
L’oggetto della conferenza sarà denunciare il delitto perfetto del cosiddetto Governo del cambiamento  che intende operare tagli per un miliardo e seicento milioni di Euro destinati a interventi nei luoghi del degrado economico e sociale, in quartieri che sono stati costruiti negli anni per dare una risposta all’emergenza abitativa in cui però non sono stati realizzati né i servizi né gli spazi per la socializzazione e lo sviluppo culturale. 

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Daniele Manganaro è il nuovo dirigente del Commissariato di Tarquinia

TARQUINIA – Entra in servizio ufficialmente oggi il nuovo dirigente del Commissariato di Tarquinia, il vice questore aggiunto Daniele Manganaro che sostituisce il dottor Fabio Zampaglione trasferito a Viterbo per l'importante incarico a dirigere la Digos.

Daniele Manganaro, 42 anni, è il dirigente che nel 2016 sventó un agguato mafioso contro Giuseppe  Antoci.

L'altro ieri Manganaro è stato salutato da diciassette consigli comunali, quasi 200 consiglieri, circa 30 sindaci con fascia tricolore, convocati in seduta straordinaria a Santo Stefano di Camastra (Messina) per conferire al vice questore aggiunto, dirigente del Commissariato di Sant'Agata di Militello, l'attestato di civica benemerenza/medaglia d'oro e per ringraziarlo per "l'importante opera svolta sul territorio". 

Alla cerimonia svoltasi a Palazzo Trabia, tra gli altri erano presenti Tina Montinaro, vedova di Antonio Mortinaro ( il capo scorta di Giovanni Falcone ucciso nella strage di Capaci) e presidente dell'associazione Quarto Savona Quindici. Tra i presenti anche  il Prefetto di Messina Maria Carmela Librizzi, il Questore Mario Finocchiaro, l’assessore regionale alle autonomie locali Bernardette Grasso

e lo stesso Giuseppe Antoci, ex presidente del Parco dei Nebrodi e responsabile nazionale della Legalità del Pd scampato all'agguato armato.  Daniele Manganaro è proprio il poliziotto che nella notte tra il 17 e il 18 maggio 2016 salvò la vita ad Antoci nell'agguato mafioso.

 "E' grazie a Manganaro – ha detto l'ex presidente del Parco dei Nebrodi – che si è riusciti a scrivere una delle pagine più importanti nella lotta alla mafia, grazie alle sue indagini e ai suoi suggerimenti abbiamo prodotto una norma nazionale che sta mettendo in ginocchio gli affari milionari sui fondi europei delle mafie del Paese". 

Momenti di grande commozione nel ricordo di Giuseppe Antoci, anche in memoria di Tiziano Granata e Rino Todaro, agenti della squadra di Polizia santagatese prematuramente scomparsi.

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Daniele Manganaro, il poliziotto che sventó un agguato mafioso, è il nuovo dirigente del Commissariato di Tarquinia

TARQUINIA – Entra in servizio ufficialmente oggi il nuovo dirigente del Commissariato di Tarquinia, il vice questore aggiunto Daniele Manganaro che sostituisce il dottor Fabio Zampaglione trasferito a Viterbo per l'importante incarico a dirigere la Digos.

Daniele Manganaro, 42 anni, è il dirigente che nel 2016 sventó un agguato mafioso contro Giuseppe  Antoci.

L'altro ieri Manganaro è stato salutato da diciassette consigli comunali, quasi 200 consiglieri, circa 30 sindaci con fascia tricolore, convocati in seduta straordinaria a Santo Stefano di Camastra (Messina) per conferire al vice questore aggiunto, dirigente del Commissariato di Sant'Agata di Militello, l'attestato di civica benemerenza/medaglia d'oro e per ringraziarlo per "l'importante opera svolta sul territorio". 

Alla cerimonia svoltasi a Palazzo Trabia, tra gli altri erano presenti Tina Montinaro, vedova di Antonio Mortinaro ( il capo scorta di Giovanni Falcone ucciso nella strage di Capaci) e presidente dell'associazione Quarto Savona Quindici. Tra i presenti anche  il Prefetto di Messina Maria Carmela Librizzi, il Questore Mario Finocchiaro, l’assessore regionale alle autonomie locali Bernardette Grasso

e lo stesso Giuseppe Antoci, ex presidente del Parco dei Nebrodi e responsabile nazionale della Legalità del Pd scampato all'agguato armato.  Daniele Manganaro è proprio il poliziotto che nella notte tra il 17 e il 18 maggio 2016 salvò la vita ad Antoci nell'agguato mafioso.

 "E' grazie a Manganaro – ha detto l'ex presidente del Parco dei Nebrodi – che si è riusciti a scrivere una delle pagine più importanti nella lotta alla mafia, grazie alle sue indagini e ai suoi suggerimenti abbiamo prodotto una norma nazionale che sta mettendo in ginocchio gli affari milionari sui fondi europei delle mafie del Paese". 

Momenti di grande commozione nel ricordo di Giuseppe Antoci, anche in memoria di Tiziano Granata e Rino Todaro, agenti della squadra di Polizia santagatese prematuramente scomparsi.

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