Massimo Freccia, pronto il bando

LADISPOLI – E' finalmente pronto il bando per l'affidamento a un privato dell'auditorium Massimo Freccia. La struttura, inaugurata diverse volte già dalla precedente amministrazione, era stata chiusa a causa dell'assenza dei requisiti di sicurezza necesari per legge. A mancare erano alcuni certificati, oltre che a opere necessarie per la fruizione dei locali, come ad esempio l'aria condizionata e il riscaldamento nella sala. E così nonostante le inuaugurazioni il teatro, all'interno del quale sarebbe dovuto sorgere anche il nuovo cinema di Ladispoli, dopo la chiusura dello storico “Lucciola” in pieno centro cittadino, è chiuso da due anni, con l'impossibilità di essere utilizzato anche dalle diverse compagnie teatrali e non presenti sul territorio. Già prima dell'estate l'amministrazione comunale, in particolare l'assessore alla Cultura Marco Milani, aveva annunciato la pubblicazione di un bando per reperire il privato interessato a farsi carico della strutture, del completamento delle opere assenti e magari, perché no, ad apportarvi qualche miglioria, come ad esempio, proprio la realizzazione di una sala cinematografica così da restituire alla città il suo cinema. Bando annunciato prima dell'estate ma che solo ora, arriva a dama a causa dell'intoppo riscontrato dall'amministrazione comunale. A quanto pare infatti, i locali sorpastanti l'auditorium Massimo Freccia sarebbero stati occupati abusivamente. Situazione che, dunque, ha stoppato l'iter burocratico. Ora a quanto pare quei locali sono tornati nuovamente in possesso degli amministratori di Palazzo Falcone che hanno riavviato il percorso intrapreso. Sebbene il bando sia aperto a tutti, associazioni comprese, difficilmente qualche associazione potrà aggiudicarsi la vittoria a causa dei costi troppo alti per il completamento delle opere necessarie alla riapertura dell'auditorium stesso, come la messa a norma dell'impianto elettrico, o la realizzazione dell'Unità di trattamento dell'aria che ad oggi risulterebbe assente. Si parla infatti di 230mila euro circa. Ai privati che decideranno di partecipare al bando, la possibilità di presentare all'interno delle loro offerte, anche dei progetti per migliorare la struttura già esistente, come ad esempio la ristrutturazione e dunque apertura della seconda sala dell'auditorium. Già prima dell'estate, inoltre, l'assessore alla Cultura, Milani aveva specificato come, nonostante l'affidamento a un privato della struttura, il Comune avrebbe chiesto degli spazi da poter utilizzare per le associazioni culturali e teatrali del territorio. «Abbiamo richiesto – aveva detto Milani – che la struttura sia concessa a noi e alle realtà del territorio, per determinati periodi dell'anno» così da garantire loro uno spazio dove potersi esibire. Ma a differenza di quanto annunciato proprio prima dell'estate, i tempi di riapertura slitteranno inesorabilmente al prossimo anno, almeno.

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A Monterotondo Civitavecchia annientato in meno di dieci minuti

di MATTEO CECCACCI

Niente da fare per i ragazzi di Andrea Rocchetti, questo Civitavecchia Calcio 1920 di vincere in trasferta non ne vuole proprio sapere. Su tre partite disputate fuori casa sono usciti soltanto risultati negativi, ovvero  il pareggio col Casal Barriera e due sconfitte con Almas Roma ed Eretum Monterotondo. Per i nerazzurri, dunque, la propria forza sembra essere la roccaforte della Cavaccia dove finora hanno ottenuto ben sette punti in tre gare giocate. Tornando al match del Fausto Cecconi, valido per la 6^ giornata del campionato di Eccellenza, i civitavecchiesi escono sconfitti per 2-1 dopo 90’ molto intensi. Una gara che si è chiusa addirittura dopo 10’: al 6’ è Toscano ad aprire le danze  grazie al cross dalla destra di Mereu che innesca la testa del centravanti gialloblu che trafigge Tomarelli, trascorrono appena 4’ e i monterotondesi raddoppiano con la rete di Mastrantoni che dalla sinistra fa partire un cross che colpisce Fatarella e beffa un incolpevole Tomarelli. La Vecchia cerca di reagire, ma le palle gol create dai fratelli Vittorini e da Serafini non riescono a gonfiare la rete difesa da Alessandri. Nella ripresa i nerazzurri non mollano un colpo e vanno vicino al gol diverse volte, ma la retroguardia eretina non si fa ingannare. Al 25’, però, i tirrenici guadagnano il penalty di giornata con bomber Vittorini che mette a segno l’ottavo sigillo stagionale accorciando le distanze. Dieci minuti più tardi il ‘00 Franceschetti si fa espellere e le speranze per il pareggio si spengono letteralmente. L’Eretum addirittura va vicino al tris, ma  il giovane Fatarella salva sulla linea. Al triplice fischio è 2-1 Eretum e ai nerazzurri non resta che preparare il ritorno di Coppa Italia previsto domani.

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Sinistra a Tarquinia, un’assemblea per capire se vivere o morire

TARQUINIA – Un punto di arrivo o un punto di partenza. O  la sinistra si ritrova e costruisce un progetto o altrimenti il risultato sarà quello già visto all’Università Agraria: il nulla. Così Piero Rosati e compagni hanno presentato ieri mattina l’appuntamento di giovedì prossimo 11 ottobre alle 17,30 quando tutti i cittadini che si sentono appartenere dal punto di vista politico e culturale al campo della sinistra potranno riunirsi e iniziare a dialogare per costruire un percorso che li condurrà fino alle elezioni di maggio. “L’assemblea – ha spiegato Piero Rosati – rappresenta un porto da cui partire o a cui arrivare. Se c’è partecipazione e se emerge la voglia forte si comincerà a costruire un percorso ‘per  arrivare alle prossime elezioni comunali con una lista e un candidato”. 
Di certo è un “contenitore e non il mezzo”:  “Noi organizzatori di questa assemblea non abbiamo intenzione di candidarci. – hanno ribadito all’unisono – Noi siamo solo lo strumento attraverso il quale vorremmo costruire il percorso di aggregazione della sinistra. Faremo tutti un passo indietro nel momento in cui questo campo prenderà gambe. Noi da parte nostra ci mettiamo a disposizione , non abbiamo altre ambizioni, ne personali ne di gruppo. Abbiamo già deciso che il gruppo storico di Areasx non si candiderà. Noi collaboriamo alla costruzione di un progetto”. 
Nessuna imposizione su candidature e programmi: “Quando si  inizia a costruire dal basso, e quindi chiedi la partecipazione della gente e del popolo alla costruzione di qualcosa – ha detto Rosati – non puoi presentarti con un pacchetto già preconfezionato e da scartare. Questo è buono e utile quando è il tuo compleanno. Quando invece devi costruire un percorso politico e un progetto non lo puoi fare preconfezionando tutto. Sarebbe l’errore più grossolano che un partito politico possa fare. Credo che sia opportuno ragionare insieme su che cosa fare, ma niente di più. Al momento cominciamo a camminare”.
“Le elezioni si vinceranno su un progetto credibile, vero e di prospettiva di lavoro”, il commento di Areasx. “Il paese langue da questo punto di vista – ha detto Rosati – anche il lavoro stagionale non garantisce nemmeno di potersi pagare gli studi per i giovani. Basta fare un sondaggio di quanti nostri ragazzi stanno lavorando all’estero. E’ evidente che la prossima amministrazione, al di là delle promesse della Miami beach, dovrà ragionare e costruire un progetto di sviluppo e di occupazione del paese credibile, fattibile, e che ridia speranza a questi nostri giovani. 
Niente polpettoni nel percorso della sinistra: “Quello che sto vedendo – ha detto Rosati –  è che c’è l’ennesimo tentativo di costruire polpettoni, di mettere insieme partiti politici e sigle. Da quello che sento e che vivo quotidianamente, la gente è stufa di questo. La gente vuole proposte concrete, su che cosa si può fare per il nostro paese. Sui progetti e sulle opportunità che i politici e i raggruppamenti riusciranno a portare agli elettori si determinerà la discriminante della vittoria o della sconfitta. Certo è che anche noi dobbiamo fare uno sforzo. Le ultime comunali ci hanno consegnato l’immagine di un paese terribile, con tante liste, dove la gente votava per appartenenza di famiglie, e per ragioni di parentela, ma ciò non costruisce una classe dirigente. La classe dirigente, deve essere costruita nell’interesse generale e non per far contento un nipote accalappiato dal politico di turno. E’ un meccanismo diventato infernale che dà la consapevolezza che questa cosa non può andare bene. Così si continuano a creare amministrazioni che continuano a produrre il nulla, come è stato adesso. Obblighiamo a chi si presenterà alle elezioni a fornirci prospettive di lavoro e di sviluppo per il paese e su questo  scegliamo. Tutti noi saremmo responsabilizzati nel proporre una classe dirigente all’altezza del compito che viene affidato. Così eviteremo di continuare a passare da un’amministrazione all’altra che dura il tempo del battito di una farfalla”. 
Il gruppo di Areasx ha già avviato un primo incontro interlocutorio con il Pd, toccando i temi strategici e fondamentali. «Le indicazioni date sulla scia del suggerimento di Martina sono quelle di cambiare le idee e le persone, e noi ripartiamo da qui”, ha detto Roberto Sacconi. “Di certo un partito come il Pd che non ha alleanze e le cerca – ha aggiunto Rosati – non può presentarsi con l’arroganza di avere già il candidato a sindaco, la classe dirigente, il programma. Su che cosa vai a basare gli accordi con gli altri. Non credo che il Pd sia nelle condizioni di poter dettare questo tipo di condizioni. Il Pd credo debba rimboccarsi le maniche e se vuole, se ci sono le condizioni interne , debba rimboccarsi le maniche e mettersi a disposizione di un progetto che va oltre il partito democratico’’. 
Su San Giorgio posizione netta: “Ripartire dalla legge” ma niente applicabilità della 28/80 che “sta per essere definitivamente chiusa”, ha detto Sacconi. “A noi da fastidio che si usa lo stesso meccanismo da sempre,- ha spiegato Rosati –  arrivano le elezioni, arriva il politico di turno che promette mari e monti ma che non può mantenere. Una sorta di voto di scambio, pur sapendo che lì la situazione è molto articolata. Si parte dall’applicazione delle leggi: lì c’è gente che ha fatto un condono. L’amministrazione poi, a fronte di chi nel tempo ha costruito il diritto di poter costruire, ha l’obbligo di dare delle direttrici e garantire che i servizi siano fatti a norma. Dove però ci sono i vincoli è chiaro che non si può costruire”. 
Sulla scesa in campo di Alessandro Giulivi con la Lega: «E’ un amico, e lo tratto con molto rispetto – ha detto Rosati – Sandro ci ha messo tanta buona volontà. Vorrei ricordare come è finita la sua esperienza politica. Ha provato sulla sua pelle quali sono la voracità e gli appetiti e l’aggressività del campo che ha scelto per candidarsi a sindaco, che è quello della destra. Che è poi lo stesso ‘’morso del somaro’’ che ha provato Mencarini. E’ evidente che in quel campo, purtroppo, l’affermazione e l’individualismo prevalgono sulla capacità di costruire e condividere e sugli interessi generali del paese. Nel centrodestra quello che conta di più è l’affermazione personale, la leadership. Non è un caso che sia Sandro che Pietro abbiano subito la stessa sorte e la stessa fine.Dal punto di vista personale faccio tutti gli auguri del mondo a Sandro, per l’amicizia che ci lega, ma dal punto di vista politico credo che sia l’ennesimo danno per il paese». 
 

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Degrado al cimitero nuovo, Frascarelli (FI): ''Amministrazione inconcludente''

CIVITAVECCHIA – Sempre peggio il cimitero nuovo. La segnalazione arriva dal vice coordinatore locale di Forza Italia Giancarlo Frascarelli che evidenzia, ancora una volta, lo stato di degrado in cui versa il cimitero sulla Braccianese Claudia. I problemi sono gli stessi, o quasi, da anni ma nessuno sembra voler intervenire. L’azzurro si rivolge al sindaco Antonio Cozzolino e all’assessore ai Lavori pubblici Alessandro Ceccarelli. (SEGUE)

I PROBLEMI – «Sono tre le cose fondamentali che ci chiedono i cittadini che vengono a trovare i loro cari presso il padiglione F – spiega Frascarelli – innanzitutto la rampa per disabili, ormai da parecchio tempo chiusa transenne senza che si veda l’ombra dell’attività dell’amministrazione per ripristinare l’accesso». Altro problema, sono gli ascensori non funzionanti: «Occorre un intervento immediato per ripristinare questo servizio che richiedono a gran voce tutti i cittadini – continua l’azzurro – poi ci sono i marciapiedi, vicino i padiglioni i e h, sconnessi dalle radici degli alberi anche qui un intervento da anni richiesto dai cittadini». (Agg. 05/10/2018 ore 19,46) 

LA RICHIESTA – Problemi già segnalati ma tutto tace e il degrado è evidente. Inoltre un altro allarme viene lanciato dall’azzurro che mostra in un video un vero e proprio strapiombo tra i padiglioni, non segnalato o transennato. Il vice coordinatore locale di FI si rivolge ai pentastellati: «Evitiamo queste situazioni pericolose per cortesia Sindaco – tuona Frascarelli – noi speriamo di vedere entro fine mese un’azione di questa amministrazione inconcludente». (Agg. 05/10/2018 ore 20,09)   

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Bancarotta: vanno avanti le indagini della Gdf

CIVITAVECCHIA – Vanno avanti le indagini degli uomini della Compagnia della Guardia di Finanza, diretti dal capitano Emilia Altomonte, e coordinati dal sostituto procuratore Emilia Altomonte sulla società attiva nel settore dell’istallazione di impianti elettrici industriali e per l’edilizia i cui titolari sono indagati per bancarotta fraudolenta insieme ad altre sei persone tra cui un noto commercialista civitavecchiese. Un’inchiesta che ha avuto una eco importante in città, soprattutto perchè si tratta di imprenditori molto conosciuti negli ambienti. Quattro milioni di euro sequestrati e otto persone indagate, con le indagini avviate nel 2016, a seguito di un semplice accertamento fiscale di routine nei confronti proprio della società. Da quel momento in poi è stata scoperchiata una vicenda ben più intricata ed ampia.

Le indagini, comunque, vanno avanti. Mentre è chiuso di fatto l’aspetto tributario e fiscale, le Fiamme Gialle vanno avanti sul versante fallimentare, per ricostruire quanto accaduto nel corso degli anni e chiarire gli aspetti della vicenda. Per quanto riguarda il primo aspetto, a seguito della verifica fiscale la Gdf aveva accertato come i due civitavecchiesi, entrambi amministratori della società, avessero simulato una cessione di ramo d’azienda e una vendita immobiliare, al fine di sottrarre i beni aziendali alle procedure coattive di riscossione del rilevante debito tributario accumulato pari a circa 4,7 milioni di euro. I due, ben consapevoli che l’impresa da loro gestita fosse sconosciuta al Fisco, avevano omesso di dichiarare oltre 4,5 milioni di euro di ricavi aziendali, preoccupandosi di far figurare quali rappresentanti formali della società dei meri prestanome. Le capillari indagini hanno permesso di appurare che le due compravendite non fossero altro che mere operazioni contabili, tese ad impoverire e, successivamente, a svuotare la società dei propri assets patrimoniali e finanziari, ammontanti a circa 3 milioni di euro, a vantaggio esclusivo degli indagati. Da qui il sequestro preventivo di un capannone industriale, un ufficio e disponibilità finanziarie intestate alla società beneficiaria nonché quindici immobili, un’autovettura, un motociclo, quote societarie e denaro di proprietà degli indagati, per un valore complessivo di oltre 3.750.000 euro.

Chiusa questa parte, le Fiamme Gialle proseguono le indagini sul piano fallimentare. La Procura infatti, all’esito delle indagini, ha chiesto il fallimento d’ufficio della società interessata. Questo però senza ripercussioni sull’operatività della società, per garantire soprattutto i lavoratori che nulla hanno a che fare con la vicenda. Lo ha ribadito anche la Procura che ha proceduto proprio in questo senso, andando a tutelare l’occupazione.

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Una targa per Marco Vannini

LADISPOLI – "Chi diceva di amarti ti ha lasciato morire ma nessuno farà mai morire il nostro amore per te. Mamma e papà. Ucciso il 18-5-2015". Questa la frase incisa sulla targa in ricordo per Marco Vannini posizionata questo pomeriggio in via Alcide De Gasperi a Ladispoli. Presenti nell'aiuola realizzata per lui anche 20 pietre posizionate da un residente della zona. Venti: una per ogni anno di Marco.
 Strada chiusa da Polizia Municipale e Carabinieri e presidiata dai volontari della Protezione civile comunale,  per dare la possibilità ai tanti che hanno deciso di sostenere anche questa volta Marina e Valerio di essere presenti a questo appuntamento. "Abbiamo voluto realizzare un qualcosa di più duraturo che nessuno stavolta possa strappare via come i fiori messi davanti quella casa maledetta", ha detto mamma Marina. Una targa "Per ricordare che qui è morto Marco, in una casa dove dicevano di amarlo". Presente anche papà Valerio, commosso e col fiato corto, in un luogo che ancora oggi a distanza di 3 anni continua a causargli un dolore immenso al cuore. Perché qui ha perso la persona più cara della sua vita: suo figlio Marco. "Quando Marina e Valerio mi hanno chiesto la possibilità di posizionare qui la targa – ha detto il sindaco Grando -non ho esitato un istante a dire loro di si. Un piccolo gesto per dimostrare loro la vicinanza dell'intera città". Un piccolo gesto perché l'amministrazione ha già in mente altro per continuare a onorare il giovane Marco. "Anche noi continueremo a sostenere Marina e Valerio fino a quando Marco non avrà ottenuto giustizia e verità. Per questo attendiamo con ansia l'8 gennaio. 

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Il Ladispoli espugna 3-2 il Paglialunga

Emozioni, una dopo l’altra: partita chiusa, riaperta, richiusa e riaperta di nuovo. Con arrembaggio finale e vittoria per il Ladispoli, la prima in stagione dopo la sconfitta contro l’Avellino della scorsa domenica. Nella seconda giornata di serie D il Ladispoli espugna 3-2 il Paglialunga, campo della Sff Atletico. Vince la squadra che è apparsa più stoica, determinata che ha creato di più e sempre più pericolosa, al netto delle distrazioni che hanno permesso i due gol che hanno acceso il match. Inizio di partita coraggioso per il Ladispoli, che spinge fin dai primi minuti con Bertino che prova il tiro-cross dalla sinistra, bravo Macci a deviare in corner. I rossoblu stanno pian piano prendendo in mano la partita, tanto da riuscire all’11’ a passare in vantaggio: bravissimo in questo caso Zucchi abile ad anticipare con la punta del piede l’estremo difensore dell’Atletico. Rossoblu che rischiano addirittura il doppio vantaggio con Cardella che intercetta al volo una punizione di Bertino, attento in questo caso Macci che blocca senza problemi. Al 22’ Santarelli viene atterrato nella metà campo ospite: Tornatore da calcio di punizione non sbaglia e manda in rete una palla splendida. Ristabilito l’equilibrio l’SFF Atletico alza i ritmi, sfortunato Campanella che stacca di testa a botta sicura, ma colpisce in pieno la traversa, il Ladispoli trema. Al break è 1-1, con la ripresa che è poi subito un ottovolante di emozioni, e col risultato che cambia meno di venti minuti dopo: recupero di De Fato in mezzo al campo, apertura per Bertino sulla fascia che porta palla e ritrova il centrocampista rossoblu che col destro a mezz’aria insacca l’1-2. Nel finale succede di tutto: al 39’ pareggia l’Atletico con Tortolano su calcio di rigore, ma immediata arriva la reazione degli ospiti, decisivo ancora il giovane Zucchi che, atterrato in area, si conquista il rigore del 3-2, trasformato poi dall’esperto Camilli che fissa così il risultato. 

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Giochi del Mediterraneo: Giulia Cotroneo conquista altre tre medaglie d’oro

En plein di Giulia Cotroneo ai Giochi del Mediterraneo Juniores di Tunisi. L’atleta dell’As Gin e del team Italia, dopo aver vinto due ori nella gara a squadra e nell’all around, ha conquistato il gradino più alto del podio nel volteggio, nella trave e nel corpo libero; inoltre ha anche vinto un bronzo alle parallele. Lesperienza tunisina della ginnasta civitavecchiese (classe 2004) si è chiusa con ben cinque ori, un grandissimo risultato per un’atleta che non aveva disputato nessuna competizione ufficiale con la Nazionale italiana. «I risultati sono stati ben al di sopra di ogni più rosea aspettativa – spiega il tecnico federale Ad Gin e della nazionale Azzurra, Camilla Ugolino – torniamo a casa con 5 ori e un bronzo, meglio di così non poteva andare. Quando siamo partite sapevamo che poteva andar bene perché durante l’estate abbiamo lavorato tanto e bene, ma non potevamo di certo aspettarci questi risultati spettacolari. Siamo soddisfattissimo. Giulia è stata eccezionale e ha stabilito un record, abbiamo ricevuto i complimenti da parte di tutti. Ora si torna a casa e si continua a lavorare».

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Tarquinia, torna a splendere la Tomba degli Scudi  

TARQUINIA – Rinasce la Tomba degli Scudi, gioiello artistico del IV secolo a. C. nella Necropoli etrusca dei Monterozzi di Tarquinia, sito nominato nel 2004 Patrimonio mondiale dell’umanità dall’Unesco insieme alla necropoli di Cerveteri.

I dipinti murali e le rare epigrafi in lingua etrusca che decorano questo importante sepolcro gentilizio di età ellenistica sono tornati a splendere grazie a un complesso restauro durato due anni, che ha interessato la camera centrale della sepoltura e che ha permesso di renderla periodicamente fruibile al pubblico, dopo decenni di chiusura.

Nel 2014 la tomba che celebra le virtù e il rango dei Velcha, raffigurando il momento della partenza del defunto verso l’oltretomba e il banchetto funebre cui partecipano idealmente tutti i membri della famiglia, è stata votata da 5.681 persone in occasione della settima edizione de ‘‘I Luoghi del Cuore’’, il censimento dei luoghi italiani da non dimenticare promosso dal FAI – Fondo Ambiente Italiano in collaborazione con Intesa Sanpaolo. 
Un gesto d’amore collettivo che ha acceso i riflettori su questo luogo dal valore speciale per la comprensione della cultura e della lingua etrusche ma che versava da anni in precario stato di conservazione, tanto da essere inaccessibile. Grazie ai tanti voti ricevuti dal Fai a favore della Tomba degli Scudi, infatti, la Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per l’area metropolitana di Roma, la provincia di Viterbo e l’Etruria Meridionale, sotto la cui tutela ricade il bene, ha potuto partecipare al bando per la selezione degli interventi che la Fondazione promuove dopo ogni edizione del censimento e ricevere un contributo ‘‘I Luoghi del Cuore’’ di 24.500 euro per il restauro della camera centrale, bisognosa di cure. Le sue pareti riccamente dipinte presentavano numerose problematiche legate soprattutto all’alterazione del delicato equilibrio climatico: l’intonaco, molto friabile, tendeva a staccarsi dalla parete, su tutta la superficie erano presenti patine bianche di diversa natura e consistenza – in buona parte veli di carbonato di calcio prodotti da diversi tipi di batteri – oltre a chiazze di umidità e a diffuse macchie nere dovute ad alcune specie di funghi.

L’intervento di restauro.Il restauro – cominciato nell’estate 2016 e realizzato da Maria Cristina Tomassetti e Chiara Arrighi sotto la supervisione della Soprintendenza – ha permesso di salvare l’apparato pittorico ancora esistente della camera centrale della tomba e di riportare alla luce figure, iscrizioni e dettagli mai visti prima. L’intervento è stato realizzato con la modalità del “cantiere aperto”: la tomba è stata infatti resa fruibile al pubblico in corso d’opera grazie ad alcune visite guidate straordinarie a cura della Delegazione FAI di Viterbo per raccontare le fasi del recupero e le tecniche utilizzate. I lavori sono iniziati con un trattamento biocida a tomba sigillata, volto a eliminare le colonie di microrganismi presenti. Si è poi proceduto alla pulitura, al consolidamento dell’intonaco e al fissaggio della pellicola pittorica, a cui è seguita l’integrazione delle molte zone ormai prive di pittura, attraverso stuccature accurate e puntuali con cui è stato possibile perseguire una finalità conservativa e, allo stesso tempo, restituire leggibilità alle scene dipinte. Sono stati infine rimossi i vecchi componenti del primo impianto elettrico e, con essi, gli elementi in legno e i riempimenti in cemento messi in opera per fissarli. In corso di restauro particolare attenzione è stata inoltre riservata al mantenimento del delicato microclima della tomba, riducendo al minimo il numero di operatori presenti ogni giorno, tenendo chiusa la porta di ingresso e utilizzando tute impermeabili e corpi illuminanti a Led per non produrre un aumento della temperatura. 
L’intervento, che ha interessato le quattro pareti della camera centrale della Tomba – raccontato attraverso un video storytelling affidato dal FAI ai due documentaristi Gustav Hofer e Luca Ragazzi – è stato reso possibile grazie al contributo I Luoghi del Cuore e al cofinanziamento della Soprintendenza, a cui si sono aggiunti altri piccoli contributi ricevuti da partner locali: Isam srl, Ditech srl, Pottino & Pottino Avvocati Associati, Enza Zaden Italia srl, Lyons Club Tarquinia. Inoltre Skylab ha curato un progetto di comunicazione multimediale, ancora in fase di sviluppo.

Prossimi passi. Concluso il recupero della camera centrale – che è l’ambiente più importante della tomba – per completare il restauro della sepoltura rimangono da fare altri lavori sul soffitto, sulla camera di fondo – quella decorata con gli scudi da cui la tomba prende il nome – e sui due piccoli ambienti laterali, privi di decorazioni. L’auspicio è che l’intervento realizzato grazie al contributo I Luoghi del Cuore e reso possibile grazie alla collaborazione virtuosa tra pubblico e privato rappresenti un traino per il reperimento di altri fondi, anche tramite il portale Art Bonus. Nel frattempo, la collaborazione tra FAI e Soprintendenza continuerà nell’ottica di permettere periodicamente la fruizione pubblica di questo luogo eccezionale (le prossime aperture – a cura della Delegazione FAI di Viterbo – sono in programma per domenica 30 settembre e sabato 27 ottobre), ma situato al di fuori del perimetro di visita della Necropoli dei Monterozzi.  Inoltre, il Comune di Tarquinia ha stanziato un contributo destinato a una pubblicazione sulla Tomba degli Scudi e sui restauri, attualmente in fase di preparazione.  Il Comune di Tarquinia si è anche impegnato a garantire lo sfalcio della vegetazione intorno alla Tomba, contribuendo in tal modo a rendere possibili le future aperture del bene al pubblico.
 

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