Acqua ad Acea, anche la città pronta alla mobilitazione

LADISPOLI – Il nuovo ultimatum della Regione Lazio di passare ad Acea Ato2 non piace a nessuno. All'amministrazione comunale che negli ultimi mesi sta lavorando, insieme ad altre amministrazioni comunali per arrivare a una moratoria dell'ultimatum arrivato sempre dalla Pisana già ad aprile scorso; alle varie forze politiche (anche dello stesso colore della Giunta Zingaretti) che anche durante la precedente amministrazione, sotto la giuda del sindaco Paliotta, si erano detti contrari e pronti alle barricate; e ai cittadini che ben sanno i rischi di un eventuale passaggio del servizio idrico cittadino ad Acea Ato2. E così non è solo il Comune pronto a scendere in piazza per protestare con tutti i mezzi a sua disposizione. Al suo fianco sono pronti a scendere anche i "semplici" cittadini. A invitarli alla mobilitazione è peraltro anche l'ex consigliere comunale ladispolano Fabio Ciampa. "La gente è arrabbiata – ha detto – gente di ogni schieramento, politici e non solo". I "pericoli" della gestione Acea sono ben presenti a tutti: bollette più alte, tempi di intervento estremamente lunghi nel risolvere le problematiche che si potrebbero presentare, a cominciare da un semplice tubo rotto. Oggi, le bollette che arrivano dalla Flavia Servizi, grazie al mantenimento della gestione in house sono contenute. E gli interventi vengono risolti in breve tempo con gli operatori che, una volta ottenuta la segnalazione da parte dell'utente, si rimboccano le maniche per garantire la ripresa del servizio in tempi molto ristretti. Diversa la situazione qualora si dovesse cedere il servizio. Basti guardare ai comuni limitrofi a cominciare proprio da Cerveteri, dove a gestire la rete è proprio Acea Ato2. Bollette alte, problemi idrici in estate e non solo, tempi di intervento lunghi. E a volte, come nel caso di Civitavecchia, utenze lasciate a secco anche per settimane, con i cittadini costretti a fare la spola da casa all'autobotte per assicurarsi un po' d'acqua in casa. Una situazione certamente poco piacevole, come sottolineato proprio da Ciampa, allarmato dal nuovo ultimatum giunto proprio l'11 novembre dall'assessore regionale ai Lavori Pubblici Mauro Alessandri che ha dato al comune tempo fino al 3 dicembre per cedere il servizio idrico alla Spa. Situazione paradossale, visto il lavoro che proprio in queste settimane i comuni, Ladispoli in prima fila, stanno facendo insieme alle Commissioni regionali deputate in materia per stilare un documento da presentare alla Giunta per chiedere una moratoria sull'ultimatum dell'aprile scorso. Documento che sarà discusso e approvato proprio in Commissione il 20 novembre prossimo. Richiesta di sospensione degli effetti della richiesta imposta dalla Pisana che ha alla base la discussione in Parlamento della nuova legge sull'acqua pubblica che andrebbe a cancellare di fatto la distribuzione delle reti idriche attuale (addio dunque agli Ato), andando a sostenere la pubblicità del servizio. Sicuramente sarebbe molto più semplice per le amministrazioni comunali che ancora devono cedere le reti all'Ato continuare nella gestione pubblica del servizio erogato; piuttosto che entrare a far parte della rete per poi successivamente uscirne. Un percorso, quest'ultimo che potrebbe risultare alquanto complicato e che potrebbe non risolversi in breve tempo, con i cittadini, nel frattempo, che dovrebbero continuare a far riferimento al nuovo gestore del servizio e non più al Comune. 
E a pensarla come il Pd, l'ex consigliere Fabio Ciampa, l'amministrazione comunale e la società civile, ci sono anche il Movimento civico Ladispoli Città e l'associazione culturale Ladispoli Città. "Riteniamo gravissima la comunicazione dell’assessore regionale Alessandri relativa all’attuazione dei poteri sostitutivi della Regione sul passaggio del servizio idrico integrato al gestore unico ACEA. Con poche crude righe l’assessore del PD si assume la responsabilità di privatizzare l’acqua a Ladispoli con tutto ciò che comporterà per il servizio, per i cittadini, per i lavoratori. Nega, di fatto, quelli che sono stati i punti programmatici del Presidente Zingaretti: una nuova legge sugli ambiti di bacino per permettere la ripubblicizzazione dell’acqua. Promesse, inutili e vuote promesse.  Al contrario, anzi, nella comunicazione recapitata a Sindaco e amministratori di Ladispoli, l’assessore regionale si spinge ad affermare nero su bianco che – qualsiasi legge adotterà la Regione Lazio – “non avrà alcun effetto sospensivo della procedura avviata”, gettando Ladispoli nei meandri della privatizzazione, senza se e senza ma. Riteniamo tutto questo totalmente inaccettabile. Come cittadini singoli e organizzati, abbiamo condotto la battaglia per l’acqua pubblica nella nostra città sin dal 2003, conducendo via via i partiti tradizionali – molti dei quali inizialmente reticenti – sulle nostre posizioni. Per questo continueremo ad opporci, lottando contro questa decisione scellerata e lesiva per la storia della nostra comunità e per le tasche dei cittadini. Se questo è il programma di Zingaretti, siamo certi che lo porterà “lontano”: dai territori, dagli elettori e dalle sue stesse affermazioni sull’importanza della tutela dei servizi pubblici. D’altro canto, a livello comunale, abbiamo assistito ad un atteggiamento prudente, quasi remissivo che, unito alla spregiudicatezza della Regione, rischia di danneggiare l’intera collettività. I toni bassi sull’argomento, spesso criticati alla precedente amministrazione, hanno caratterizzato anche i primi anni del governo Grando. E rimanere appesi alla flebile speranza che il governo nazionale possa approvare la legge sulla ripubblicizzazione di servizi come quello idrico, ci sembra oggi troppo poco e troppo improbabile.  In questo quadro precario e molto negativo rientra anche il destino della partecipata Flavia Servizi s.r.l., sempre più indebolita, senza alcun piano futuro, che difficilmente saprà mantenere inalterati tutti i servizi che oggi gestisce dopo aver perso la liquidità fondamentale prodotta dall’idrico. Una partecipata allo sbando – dal punto di vista gestionale – con il caos sul Collegio dei Revisori, sulla disparità di trattamento degli ex componenti del CDA e, ultimo ma non ultimo, sulle ingenti multe che parrebbero interessare la depurazione delle acque". 

Leggi articolo completo

###BANNER_ADS###

''Renato Bisegni valido esempio per la città''

CERVETERI – «Per la professionalità, la disponibilità e il lavoro prezioso che ogni giorno svolge, Cerveteri ringrazia Renato Bisegni». Questa la dicitura riportata sulla targa ricordo che ieri pomeriggio, in apertura del Consiglio comunale, unitamente ad un formale encomio, il sindaco Pascucci ha conferito nelle mani del funzionario comunale di Protezione Civile Renato Bisegni. 
Un riconoscimento che la Giunta comunale ha voluto conferire a seguito delle numerose attività, con un particolare riferimento a quelle svolte durante le situazioni di emergenza o allerta meteo che si sono verificate nel territorio comunale, svolte da Bisegni in favore della collettività.
«Oggi Cerveteri può fare affidamento su una Protezione Civile efficace e pronta ad ogni emergenza – ha detto il sindaco Pascucci – lo ha dimostrato in occasione della nevicata del febbraio scorso, delle allerte meteo, non ultima quella di fine ottobre ed inizio novembre e in tante altre circostanze. Ma rappresenta anche un’importante realtà di formazione, soprattutto per i giovani che man mano iniziano ad appassionarsi sempre di più al mondo di Protezione Civile. Esempio lampante, quello del Campo Scuola, curato nei minimi dettagli ogni anno, e che ogni anno richiama tantissime iscrizioni. Grazie al lavoro di Renato Bisegni inoltre, a breve inaugureremo il Primo Polo di Formazione di Protezione Civile, un luogo che rappresenterà un punto di riferimento per il mondo del volontariato e dove, insieme ad altre realtà tra cui Assovoce, verranno organizzati corsi di formazione, campi scuola e tante iniziative di prevenzione che vedranno protagonisti soprattutto i ragazzi e le ragazze di Cerveteri».
«La nostra Città con Renato Bisegni sa di poter fare affidamento su un grande punto di riferimento, un funzionario comunale integerrimo, un uomo ligio al dovere, sempre presente, competente e preparato, pronto sempre a mettersi in discussione per il bene della collettività – ha spiegato il sindaco Pascucci – nel suo ruolo di responsabile di Protezione Civile nel corso del tempo ha formato un gruppo di volontari estremamente attivo, di spessore umano e professionale, composto da uomini e donne, ragazzi e ragazze, che con passione mettono a disposizione della città tutta la loro voglia di rendere un servizio utile ed importante. Per questo – conclude il primo cittadino – certi di rappresentare la volontà di tutta la Giunta, del Consiglio comunale e dell’Amministrazione tutta, abbiamo voluto riconoscergli un encomio formale ed una targa ricordo, sicuri che rappresenteranno per lui e per tutti i volontari un ulteriore sprone per continuare a fare sempre meglio per tutta Cerveteri».

 

Leggi articolo completo

###BANNER_ADS###

Nugnes (M5S): «Ho restituito 300 mila euro. Le parole di Di Maio? La diffamazione è penale»

«Come è brutto dover lasciare i temi e dover scendere a certi livelli d’impoverimento del dibattito». Nugnes e gli altri nove senatori che non hanno votato il dl Genova

Leggi articolo completo

###BANNER_ADS###

Vertenza Cfft: dalla Regione l'invito alla ragionevolezza

CIVITAVECCHIA – Non poteva non sbarcare anche alla commissione Trasporti ed infrastrutture in Regione, convocata ieri per discutere dei progetti di sviluppo del porto e della zona logistica semplificata, la vertenza legata allo scarico dei container. Vertenza esplosa ieri mattina, con la Maersk Northwood, la nave bananiera che sarebbe dovuta sbarcare a Civitavecchia, dirottata su decisione del cliente, Chiquita, a Livorno (nella foto), al Terminal Darsena Toscana, e con l'annullamento anche dell'attracco della prossima giornata. Finché non verrà sbrogliata la questione relativa al mancato accosto alla banchina 24, quella del Terminal Agroalimentare, i dirottamenti saranno certi. E Cfft dovrà provvedere sempre anche a pagare il trasporto via gomma della merce; in una giornata come ieri il costo è stato di 40mila euro, ma possono arrivare ad oltre 100mila euro quando sono a pieno carico. A quel punto non c'è nulla di guadagnato. Tutt'altro. Da qui la preoccupazione dei lavoratori della società italo belga per il proprio futuro: d'altronde Chiquita rappresenta da sola circa il 60% del lavoro. 

La preoccupazione è stata manifestata anche nel corso della commissione; in audizione il presidente dell'Adsp Francesco Maria Di Majo che, in apertura, ha affrontato per primo il problema dei container, alla luce di quanto accaduto in mattinata a Civitavecchia. Ha spiegato di aver esperito tutte le possibilità per far sì che venisse trovato un accordo commerciale tra Cfft e Rtc, la società che gestisce il terminal container alla banchina 25, dove da oggi devono necessariamente essere scaricati tutti i container che passano per il porto, compresi quelli delle banane. E sembrava che ad inizio ottobre le basi per raggiungere l'intesa ci fossero. Poi qualcosa è cambiato, in negativo. Ed ha anche sottolineato però come la proroga dell'ordinanza fino al pronunciamento nel merito del Tar del lazio, a giugno, non sia fattibile. Nonostante questo sia stato richiesto a gran voce da tutti, ieri, anche dai consiglieri presenti in commissione. "L'appello di tutti – ha spiegato Gino De Paolis, che aveva proprio richiesto l'audizione – è stato quello alla ragionevolezza e al buonsenso; perdendo traffici si rischia di vanificare quello che può essere poi lo sviluppo del porto e del territorio di cui abbiamo parlato in commissione".  

Il presidente di Unindustria Civitavecchia Stefano Cenci ha parlato di una situazione delicata e difficile da risolvere. "Da un lato ci sono pareri e regole – ha spiegato – dall'altro posti di lavoro da tutelare. La preoccupazione è tanta. Allo stesso tempo da un lato ci sono le emergenze contingenti, come questa vertenza, dall'altro delle opportunità che non bisogna perdere, come l'avvio della Zls: opportunità che, se fossero state realizzate uno o due anni fa, oggi avrebbero risolto tanti problemi. Oltre alla Zls c'è la Civitavecchia-Orte, il Marina Yachting, la darsena Grandi Masse, l'interporto giunto alla sua ottava asta, la ripartenza del cantiere ex Privilege Yard: se riuscissimo a far partire in fretta almeno uno di questi progetti, potrebbe fare da leva a tutti gli altri. Senza dimenticare le emergenze, che vanno però governate prima per non rischiare di venire governati da queste poi. Oggi occorre fare presto e non perdere tempo: Civitavecchia si trova tra Livorno e Napoli. Nel primo porto verrà realizzata la banchina Europa, con un investimento da oltre 1 miliardo di euro. A Napoli la zona economica speciale, che ha più vantaggi della Zls: se rimaniamo fermi a guardare rischiamo di essere inghiottiti". 

Intanto il segretario della Filt Cgil, alla luce di quanto emerso ieri in commissione, ha confermato che già oggi verranno aperte tutte le procedure per lo stato di agitazione, che porteranno a presidi – il primo già in concomitanza con il prossimo comitato di gestione portuale – e fino alla proclamazione dello sciopero. "Uno sciopero – ha spiegato Borgioni – per il quale cercheremo di coinvolgere tutto lo scalo, mettendo al centro il sistema porto".    

 

Leggi articolo completo

###BANNER_ADS###

''Assolidi sconfessa il passato''

TARQUINIA – Il gruppo politico di Idea Sviluppo bacchetta Assolidi dopo le recenti esternazioni dell’associazione che ha criticato l’operato dell’amministrazione Mencarini.  “Ci dispiace dover commentare in termini negativi l’atteggiamento assunto dall’associazione Assolidi – affermano da Idea Sviluppo –  inutilmente polemico e poco obiettivo nei confronti dell’amministrazione comunale dimissionaria, con la quale  fino allo scorso mese di settembre  aveva collaborato e condiviso varie attività ed interventi per risolvere le annose problematiche  riguardanti il Lido di Tarquinia, addirittura elogiando l’impegno in tal senso della giunta comunale”. L’attuale presa di posizione dell’associazione, quindi, oltre che imprevista sembra dettata da criteri di opportunità politica, – tuonano dal gruppo politico che fa capo a Pietro Serafini – che nulla avrebbero a che fare con l’impegno civico e disinteressato, più volte auspicato da Assolidi. Le dichiarazioni, infatti, non appaiono rispondenti alla realtà dei fatti. A tale proposito appare opportuno ricordare che la nostra amministrazione ha promosso eventi estivi inediti e di successo, ha posto più cura alle aree verdi, ha raddoppiato le disinfestazioni (proprio come richiesto da Assolidi), ha portato a termine la riqualificazione di via degli Argonauti e di via Odisseo, ha iniziato la riqualificazione del lungomare, ha terminato la pista ciclabile, ha piantumato di nuovo piazza delle vele, ha predisposto una nuova cartellonistica ad hoc, ha cambiato le pensiline ed inoltre ha aperto l’iter per risanare la situazione del fiume Marta. Tutte azioni di cui Assolidi (in quanto associazione di cittadini) è stata per tempo informata e di cui si è sempre dichiarata pubblicamente soddisfatta”. “Abbiamo indetto numerosi tavoli di concertazione con commercianti e cittadini a cui hanno spesso partecipato anche rappresentanti di Assolidi, – conclude Idea Sviluppo – non muovendo mai alcuna obiezione ma anzi sostenendoci. Dopo le dimissioni del nostro sindaco a quanto pare Assolidi non soltanto ha cambiato radicalmente opinione, sconfessando il passato, ma addirittura ha sfornato comunicati a raffica.  La circostanza potrebbe essere foriera di malevole interpretazioni, anche per la presenza all’interno dell’Associazione di persone con trascorsi politici recentissimi, addirittura candidati alla passata tornata elettorale come fervidi sostenitori dell’ex assessore Ranucci o presenti a tutte le cene di certi partiti di destra. Invitiamo Assolidi a fare meno cene e ad iniziare ad occuparsi meno di politica e più del territorio, cosa che in quest’ultimo anno non ci sembra affatto sia stata fatta”.

Leggi articolo completo

###BANNER_ADS###

Maltempo, bisogna prevenire

S. MARINELLA – Il maltempo di questi giorni, le forti raffiche di vento e le piogge, sembrano aver modificato l’assetto dei pini di piazza Trieste. Questa piazza è, di fatto, inserita in pieno centro cittadino, punto di ritrovo e della movida, nonché location di tante manifestazioni come quella dei giorni scorsi che ha radunato centinaia di bambini per la festa di Halloween. La delegata al centro storico Maura Chegia ricorda che “i recenti accadimenti di Terracina – dice la consigliera – devono essere un monito per tutti gli amministratori, noi compresi. Dobbiamo prevenire certi eventi in un sito che, di fatto, è luogo di ritrovo e di manifestazioni”. “Piazza Trieste – dice il vice sindaco Andrea Bianchi – è anche luogo di attività produttive che, nel corso del tempo, grazie anche alla presenza dei dehors, hanno incrementato il flusso di gente e di eventi pubblici. Insieme all’assessore Minghella, al consigliere Iachini delegato al verde pubblico e a Maura Chegia, abbiamo fatto un primo sopralluogo sul posto per verificare le preoccupazioni espresse dagli abitanti della zona e da molti cittadini”. “Abbiamo costituito una commissione di esperti – conclude Iachini – con il nostro agronomo comunale, per valutare eventuali interventi da realizzare immediatamente. Vogliamo sicuramente tutelare il verde pubblico ma prima di tutto assicurare l’incolumità e la sicurezza dei nostri cittadini”.

Leggi articolo completo

###BANNER_ADS###

Vecchia, Scorsini per la panchina

di MATTEO CECCACCI

Caos, attualmente è questa la situazione in casa Civitavecchia Calcio 1920.
Una confusione tale da non capirci più niente, uno scompiglio creato da situazioni che si sono susseguite in poco tempo facendo sobbalzare tutto il popolo nerazzurro, ma elenchiamo i recenti avvenimenti accaduti e cerchiamo di capire il perché di tutto questo: nel tardo pomeriggio di martedì l’allenatore Andrea Rocchetti rassegna le proprie dimissioni, con il direttivo societario, però, che si riunisce poche ore dopo e le respinge, ma Rocchetti, probabilmente non contento della decisione del club, decide di avvisare la società e di non presentarsi all’appuntamento di ieri con la squadra per affrontare la trasferta di Via della Camilluccia valevole per il ritorno degli ottavi di Coppa Italia contro la Boreale Don Orione. Una soluzione, quella dell’ex mister degli Allievi Elite, decisa, netta, presa con mano ferma che sta a significare senza ombra di dubbio la volontà di non allenare più il Civitavecchia Calcio. Sulla panchina, quindi, è stato incaricato all’ultimo minuto Pasquale Oliviero, protagonista nei Giovanissimi Elite lo scorso anno nella seconda parte di stagione dopo la guida di Franco Supino ed ex tecnico dell’Under 17 Elite fino a quattordici giorni fa, poi ha lasciato l’incarico dopo appena sei giornate disputate, con Adus Amici al suo posto.
«Eravamo consapevoli – spiega il dirigente ufficiale Fabio Ceccacci – che Andrea Rocchetti non si sarebbe presentato sulla panchina per dirigere i ragazzi in Coppa Italia, come già siamo certi che non seguirà neanche più gli allenamenti alla Cavaccia. Purtroppo questa è la sua decisione e noi l’accettiamo, ma sia chiaro che tuttora le dimissioni sono ancora respinte e che stiamo facendo di tutto per farlo tornare. Stiamo comunque valutando con il presidente e gli altri componenti del direttivo societario che decisioni prendere, scelte che a breve comunicheremo a tutti i tifosi».
Si può dedurre, quindi, che questi giorni saranno decisivi, sia per il futuro di Rocchetti che ormai sembra accingersi a non essere più l’allenatore nerazzurro, che per la scelta del nuovo tecnico. Sembrerebbe, da ultime indiscrezioni, che patron Iacomelli stia cercando di ingaggiare l’ex Crecas Città di Palombara Marco Scorsini che già in estate era stato contattato, ma poi nulla si è fatto.
Scorsini, infatti, è dall’inizio della stagione che sta seguendo costantemente tutti i match della Vecchia dalla tribuna. Un buon motivo per pensare che sarà lui il nuovo allenatore del Civitavecchia Calcio 1920.
«In settimana – spiega a tal proposito Scorsini – vedrò i vertici del club».

Leggi articolo completo

###BANNER_ADS###

Cfft pronta a lasciare il porto e chiedere danni all'Adsp

CIVITAVECCHIA – Lo aveva annunciato e così è stato. Ieri mattina, infatti, è stata recapitata a Molo Vespucci la diffida da parte di Cfft. Sembra che si sia arrivati, ormai, ad un punto di rottura, con l’Authority che difficilmente riuscirà ad uscire illesa da questa vertenza, quella legata allo scarico dei container. La società italo belga è chiara: chiede all’Adsp di attendere il pronunciamento del giudizio di merito da parte del Tar del Lazio che, lunedì scorso, pur non concedendo la sospensiva richiesta, ha rinviato la discussione a giugno, un tempo breve dovuto alla misura cautelare della sollecita fissazione dell’udienza proprio in virtù della complessità della materia. Molo Vespucci non ha ancora deciso ufficialmente che strada prendere, se far scaricare i container – anche quelli agroalimentari – alla banchina 25 di Rtc oppure prorogare ancora come avvenuto in estate. Se dovesse venire meno l’autorizzazione all’accosto delle navi bananiere alla banchina 24, «sarebbe senz’altro pregiudizievole e contraria alla piena e redditizia esplicazione dell’attività imprenditoriale di Cfft e produrrebbe danni certi ed ingentissimi. I clienti di Cfft – si legge nella diffida – lasceranno il porto di Civitavecchia e Cfft sarà costretta a cessare la propria attività presso il porto, con tutte le intuibili gravi conseguenze». Il managing director della società, Steven Clerckx assicura  che se l’Adsp procederà su questa strada, sarà chiamata a rispondere «tanto di tutti i danni che Cfft subirà quanto – ha aggiunto – del danno erariale derivante dal mancato introito della tassa portuale e dell’annessa sovrattassa imposta, oltre che dell’Iva, che certamente ne deriverà – ha concluso – dalla sconsiderata applicazione dell’ordinanza in pendenza del giudizio di merito».E intanto la prima bananiera è attesa per domani in porto.  

Leggi articolo completo

###BANNER_ADS###