L’Ultimo etrusco continuerà a vivere

TARQUINIA – Il mito continuerà a vivere: nella memoria dei tarquiniesi, ma anche e soprattutto attraverso le sue imponenti opere e presto anche nell’attività della Fondazione che la figlia Daniela si sta apprestando a creare.  Quello di oggi, nella gremita chiesa del Duomo di Tarquinia, è stato quindi  solo un arrivederci ad Omero Bordo. L’’’Ultimo degli Etruschi’’ – come convintamente lo ha voluto definire il critico d’arte Vittorio Sgarbi che con tanto di fascia tricolore da sindaco di Sutri, non ha voluto mancare all’appuntamento, improvviso, per rivolgere un pensiero ad “un grande amico” e ad un “grande artista” – continuerà infatti a far parlare di sé. Anche e forse più di prima, grazie pure alla penna nobile di Sgarbi che si è detto pronto a ripubblicare il libro di tanti anni fa che racconta la sua vita di Omero Bordo.
Morto nella sua casa di Tarquinia, nel cuore del centro storico, Omero Bordo è stato fino all’ultimo contornato dall’affetto della sua famiglia: la moglie Anna Lucia e le figlie Daniela e Katia. Da qualche tempo combatteva contro una malattia che lo affaticava nel fisico ma non nel spirito, sempre pronto attento e pieno di idee. A salutarlo ieri tanti tarquiniesi, rappresentanti di più o meno recenti cariche istituzionali. Persone che lo hanno amato e aiutato, anche nei momenti difficili che non sono mancati nella sua vita. La cerimonia, officiata da Don Rinaldo Copponi e da Don Roberto Fiorucci, ha lasciato spazio al termine del rito religioso, a tre interventi illustri: quello del giornalista Osvaldo Bevilacqua, del politico del territorio Gianni Moscherini e del critico d’arte Vittorio Sgarbi.
“Dovevo essere a Venezia per la presentazione di un libro. – ha raccontato Sgarbi –  Ma ho telefonato che non sarei andato. Mi sembrava più giusto essere qui per dire il mio pensiero su una persona che mi era cara sul piano istintivo e umano. Sono arrivato in tarda serata a Tarquinia e ho alloggiato in albergo. Un portiere gentilissimo mi ha dato il libro “Omero, l’ultimo degli Etruschi – La mia biografia”. Un’opera bella, che ho subito letto, nella quale Omero attraverso lo scritto del giornalista Cecchelin non nasconde nulla della sua vita. Sarà mio impegno – ha annunciato Sgarbi – come amico e uomo delle istituzioni, di ripubblicare questo libro per farlo conoscere al mondo, come merita”. Sgarbi ha letto alcuni passaggi del libro sottolineando, tra le altre cose, la dolcezza dell’uomo: l’amore e il legame profondo che Omero nutriva ad esempio per la figlia Daniela; e gli incontri nei suoi tanti viaggi-studio sulle tracce degli Etruschi.
Cariche di pathos le parole del giornalista Osvaldo Bevilacqua che, con la sua trasmissione Tv Sereno Variabile,  ha raccontato tante volte Omero Bordo e la sua arte di realizzare vasi etruschi con tecniche arcaiche che non ha mai completamente svelato. Bevilacqua ha voluto ricordare come grazie ad Omero abbia conosciuto la moglie Sandra (nipote dell’artista) con la quale ha costruito una famiglia. “Caro Omero, ti aspettavi così tanta gente? Una così grande partecipazione? – ha esclamato alla platea Bevilacqua – Omero è stato un grande artista, un genio nella sua semplicità. Il fatto che un critico, uno scrittore, un ricercatore così importante come Sgarbi sia qui, dimostra e testimonia che il valore di Omero è grande. Era un uomo molto semplice, ma un grande genio che ci ha avvicinato al mondo degli Etruschi. Io personalmente devo molto ad Omero, è stato fondamentale per la mia vita. E’ stato uno dei primi personaggi che ho voluto intervistare e conoscere per quello che ha rappresentato. Dal punto di vista umano e familiare lo debbo ringraziare perché attraverso di lui ho conosciuto mia moglie e costruito una famiglia, i miei figli, che lui adorava”. “Forse – ha aggiunto Bevilacqua – Omero Bordo è stato anche sottovalutato; forse qualcuno avrebbe potuto dargli ancora più risalto. Ma poi la vita gli ha dato grandi soddisfazione. Tante opere che si trovano al Louvre o altrove e che portano il suo nome ne sono la dimostrazione. Vi garantisco che Omero ci capiva tanto di Etruschi, ma veramente tanto; più di quanto si possa immaginare. Ci ho tenuto a far capire che in questo territorio ha vissuto un grandissimo artista”. 
Gianni Moscherini, che di Omero era pure grande amico, ha voluto ricordare due  incarichi importanti che gli affidò nel corso della sua carriera politico-amministrativa: prima da presidente dell’Autorità portuale di Civitavecchia, quando gli diede l’incarico di realizzare la maestosa statua in bronzo di Traiano all’ingresso del porto, di oltre due metri; poi da sindaco di Civitavecchia, quando chiese ad Omero di dedicare una statua al vescovo Carlo Chenis, che potesse stare in mezzo alla gente. “Omero – ha ricordato Moscherini – scelse di collocarla sul primo gradino della scalinata della cattedrale di Civitavecchia”. Moscherini ha ricordato anche il grande successo che ebbero i vasi etruschi di Omero che portò più volte alla fiera di Miami. 
 “Il negozio di Omero – ha anche detto Moscherini – non è un negozio normale. A me richiamava la bottega dell’arte di Firenze, del Rinascimento. Un luogo aperto al pubblico dove poter vivere e parlare della cultura etrusca”. Moscherini ha ricordato Omero anche per il grande amore per la sua famiglia, un amore fortemente ricambiato.

Il mito di Omero oggi continua a vivere oltre i 75 anni nei quali l’artista ha costruito  un personaggio che si è presentato al mondo – attraverso interviste rilasciate a televisioni e giornali – in tutta la sua semplicità ma anche nella sua grande competenza e conoscenza, formatasi più che sui libri, proprio ‘’sul campo’’ in senso stretto, quando già 15enne si sentì travolto dalla passione per gli Etruschi e divenne un ineguagliabile scavatore clandestino. Un ‘’errore di gioventù’’ disse più tardi, quando a 20 anni passò dalla parte della legge, divenendo invece collaboratore della Soprintendenza  dalla quale ottenne il permesso di scavo grazie al sovrintendente  Mario Moretti. Fu così  che scoprì la Tomba delle Pantere, tra le più importanti della necropoli di Tarquinia, e poi molte altre persistenze di notevole importanza, come pure diversi frammenti dell’Ara della Regina.  Da lì in poi una escalation di attività, viaggi ed incontri che lo vedono ormai consacrato come l’indiscusso “ultimo Etrusco’’. Erano gli inizi degli anni 70 quando Omero Bordo iniziava la ricerca dell’impasto arcaico, la produzione di ceramica e poco dopo la produzione di opere in bronzo e più tardi la lavorazione dei preziosi etruschi, in particolare dell’oro. Prolifico il  decennio di lavoro al fianco del grande amico e pittore cileno Sebastian Matta, dando vita alla scuola Etrusculudens, ricca di produzioni ceramiche di altissimo valore. Nel 1995 inizia a coronare  il sogno della sua vita con la costruzione di Etruscopolis, un vero  viaggio nel tempo. Numerose sue opere si trovano esposte nei più importanti musei del mondo. Innumerevoli i premi e le onorificenze: il San Valentino d’oro, la laurea honoris causa a Boston per la facoltà di Etruscologia, il premio Europa con il regista Zeffirelli. Le sue opere sono esposte nei musei di tutto il mondo.
 

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CORTE DEI CONTI – GRADUATORIA

Graduatoria del concorso pubblico, per titoli ed esami, per la
copertura di ventiquattro posti di referendario nel ruolo della
carriera di magistratura della Corte dei conti.
(18E11281)

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MINISTERO DELL'INTERNO – CONCORSO (scad. 5 dicembre 2018)

Concorso pubblico, per titoli ed esami, per la copertura di ottantuno
posti di medico della carriera dei medici della Polizia di Stato.
(18E11253)

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La Meiji Kan si gode i successi europei

È trascorsa poco più di una settimana dai Campionati Europei della IKU che, in terra Russa, hanno visto i cinque campioni della Meiji Kan tra i protagonisti assoluti ad ulteriore dimostrazione del valore che questa “scuola” sportiva della nostra città è capace di esprimere  da ben 43 anni su tutti i tatami del mondo e in tutte le sigle internazionali di karate.
Il tutto con serietà, metodo e una programmazione maturata da professionisti  che hanno fatto dell’insegnamento del karate l’unica loro occupazione da decenni.
«I nostri attuali campioncini – commenta il maestro Stefano Pucci – hanno rinverdito la tradizione di successi e di medaglie che la nostra società continua a produrre, con atleti diversi, da tanti anni. Il nostro punto di forza è il vivaio e già abbiamo individuato alcuni giovanissimi che, sicuramente in tempi brevi, ci daranno nuove, grandi soddisfazioni».
Queste le dichiarazioni dai medagliati dei recenti campionati continentali.
Iniziamo dal “capitano” Luca Pierini, vincitore tra i Seniores di due medaglie di bronzo ad Orel: «È stata una gara molto dura ed io ho subito un colpo da un atleta russo che ha mal controllato ed è stato squalificato per eccessivo contatto; è stata comunque una bella esperienza che va ad aggiungersi alle tante altre trasferte internazionali a cui ho partecipato nel corso della mia carriera».
Poi Paolo Migliori, un atleta completo che si è laureato Campione d’Europa (Cadetti) nella specialità kata (forme) e ha conquistato due medaglie di bronzo anche nel kumite (combattimento): «Mi alleno sempre il doppio del tempo rispetto agli  altri miei compagni, perché devo partecipare alle due differenti prove agonistiche. Sono molto soddisfatto perché, alla fine, il sacrificio ha pagato e sono riuscito a conquistare tre medaglie importanti».
Il giovane Lorenzo De Rosa ha centrato una prestigiosa medaglia di bronzo nella classe Cadetti specialità kata: «Questa trasferta in terra russa mi ha dato una grande soddisfazione perché la mia categoria non era certo facile e perché, benchè penalizzato nella prima fase della gara  da un sorteggio non agevole, sono stato capace di superare anche la cattiva “sorte”; alla fine ci ho creduto ed ho fornito una buona prova aggiudicandomi questa bella medaglia che dedico alla mia mamma giunta fino a Orel per assistere a questa importante competizioni continentale».
Titolo d’Europa nel kumite individuale anche per Mattia Bonomi che conquistava anche una bella medaglia d’argento a squadre: «Ero un poco emozionato ma dopo una prima fase di “rodaggio”, ho saputo risalire nella parte alta del podio e vincendo l’individuale e dando un contributo importante anche al risultato della squadra. Desidero ringraziare particolarmente la maestra Virginia Pucci che, oltre ad avermi allenato in palestra, mi è stata vicina e mi ha dato preziosi consigli tattici in gara».
Infine il bravo Alessandro Barletta che ha conquistato, nella specialità kata (forme), un doppio oro laureandosi campione europeo sia nella classe Juniores (18/20 anni) sia nella ben più difficile e numerosa classe Senior (21/35 anni): «Ero arrivato in Russia ben concentrato ed ero sicuro di ben figurare; mentre nella mia classe (Junior) non ho incontrato particolari difficoltà ben più dura è stata la classe superiore dei Senior dove, in finale, ho superato di un soffio il bravo atleta russo molto titolato, Baboshkin Roman. Un doppio titolo che mi sprona a migliorare ulteriormente in vista dei prossimi importanti impegni internazionali».
«Domenica scorsa si è chiusa la stagione 2018 – dichiara stanca ma soddisfatta la maestra Virginia Pucci – e già ne è cominciata un’altra  che porterà, tra un anno esatto , ai Campionati del Mondo che si terranno a Fortaleza in Brasile e noi della Meiji Kan, sicuramente, ci saremo».

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CORTE DEI CONTI – DIARIO

Diario delle prove scritte del concorso pubblico, per titoli ed
esami, a venticinque posti di referendario nel ruolo della carriera
di magistratura della Corte dei conti.
(18E10844)

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CORTE DEI CONTI – GRADUATORIA

Graduatoria del concorso pubblico, per titoli ed esami, a
ventiquattro posti di referendario nel ruolo della carriera di
magistratura della Corte dei conti.
(18E10807)

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Il Corneto alza la voce

Grazie al successo ottenuto sul Duepigreco Roma, l’Acquapendente si porta in testa alla classifica, approfittando del pareggio esterno dell’ex capolista Compagnia Portuale Civitavecchia. La Cpc2005 dunque fa pari e patta con l’Aranova, partendo sulle gambe e consentendo ai padroni di casa di mettere nella loro metà campo i tasselli per il pareggio finale. Poi tanta Cpc e qualche sfortuna di troppo sulle occasioni avute. Nunziata da una parte e Italiano dall’altra sono i protagonisti di questa gara, il portiere portuale vanifica un rigore dell’attaccante che, però, si rifà poco dopo con il gol e una super prestazione. L’occasione più ghiotta prima del vantaggio degli ospiti ce l’ha Italiano, fallo di mano in area di Treccarichi e Testoni di Ciampino fischia il penalty, va sul dischetto lo stesso Italiano ma Nunziata si supera nel respingere. Prima del 10’ passa l’Aranova, Serpieri perde palla a centrocampo e Italiano si invola verso Nunziata, a tu per tu non sbaglia. Si spegne però piano piano l’Aranova e la Cpc2005, più ordinata e determinata rispetto all’avvio, comincia a tessere azioni nella metà campo avversaria. Il gol portuale arriva alla mezz’ora, corner battuto da Metta che serve Ruggiero, dribbling e cross per Serpieri che brucia un Comandini immobile tra i pali. L’Aranova si affida a Italiano e alla sua velocità, Nunziata si fa trovare pronto in almeno due occasioni da lì in avanti. Manca poco alla fine, la Cpc2005 ha una limpida palla gol con Tabarini al 47’, la sfera colpisce il palo e si spegne sul fondo. «Pareggio giusto per quanto visto in campo – dicono i vertici societari – di fronte c’era una signora squadra che ha solo fallito l’approccio al campionato, ma tanto avrà da dire. La Cpc? Forse paga le fatiche di coppa e qualche infortunio di troppo, ma l’approccio timido ha pregiudicato, forse, il risultato finale». 
La Csl Soccer di vincere in trasferta non ne vuole proprio sapere e domenica, sul campo della Gallese, ha perso 1-0. Mister Fracassa schiera il 4-3-3, ma nel primo tempo a creare più occasioni è solo la Gallese che al 43’ trova il vantaggio con Mechilli. Nella ripresa i rossoblù provano a reagire, ma non trovano il pari e al triplice fischio del direttore di gara i leoni del presidente Vitaliano Villotti non possono che uscire dal terreno di gioco sconfitti. «Potevamo fare di più – spiegano dalla società – ma non siamo riusciti a ottenere il pareggio per le occasioni sbagliate. Ora bisogna continuare ad allenarci e dare in ogni partita il cento per cento». 
Il Santa Marinella rimedia un sonoro schiaffone casalingo nella sfida con una diretta concorrente qual’era il Canale Monterano. Gli ospiti si impongono per 4 a 1 ed affondano ancora di più i tirrenici che restano penultimi in classifica insieme all’Atletico Ladispoli. 
«Lo so che la situazione calcistica che ho scelto è difficile – spiega mister Morelli in un momento complicato per lui e per la squadra – so che molte persone conosciute nei campi di calcio tifano per me e sperano sinceramente che me la cavi. Io fino all’ ultimo proverò a cavarmela anche grazie alla forza trasmessa da chi tifa per me. Se la barca affonda provo a tenerla a galla con tutte le mie forze o anche io affondo con lei». 
Il Tolfa si impone per 1-0 sull’Atletico Ladispoli grazie ad un gol di Trincia. Il team di mister Riccardo Sperduti continua la sua serie positiva e guadagna la quinta posizione in classifica. L’inizio per i collinari è scoppiettante. Nei primi due minuti, i padroni di casa si divorano tre occasioni clamorose e al 24’ passano in vantaggio con il solito Trincia che riprende una respinta della traversa e insacca. Sembra il preludio per una goleada, infatti i pupilli di patron Franchi continuano per alcuni minuti a tambureggiare la retroguardia ospite. Probabilmente questa facilità di arrivare al tiro crea una certa rilassatezza nei locali che pian piano perdono spinta e lucidità, al contrario degli ospiti che iniziano ad affacciarsi con più continuità nella metà campo avversaria. Il primo tempo finisce così e probabilmente la strigliata di mister Sperduti negli spogliatoi provoca i suoi effetti nei primi 10 minuti della ripresa, dove prima Compagnucci e poi Trincia e Perfetti, sfiorano il raddoppio. Passato lo spavento gli ospiti riprendono a cercare il pareggio e complice anche la stanchezza per la terza partita settimanale dei tolfetani prendono l’iniziativa ed in un’azione confusa ci scappa il calcio di rigore che l’immortale Boriello para, conservando l’1 a 0 ed i tre punti che valgono il quinto posto in classifica. 
«È stata una partita più complicata del previsto – spiega mister Sperduti – abbiamo sbagliato molte occasioni tenendo il risultato in bilico con la pericolosità che ne consegue in questi casi, per fortuna ci ha pensato Boriello a conservare la vittoria neutralizzando il calcio di rigore. Sicuramente la terza partita settimanale si è fatta sentire nella parte finale della gara, ma tutto questo è normale, i ragazzi stanno tenendo una continuità di prestazioni e risultati ottima». 
La Monti Cimini torna di gran carriera in corsa dopo il ko della scorsa settimana contro il Tolfa ma conquista una importante vittoria sul campo del Città di Cerveteri, che viene travolto dall’undici di Camillucci. È stata la domenica delle doppiette al Galli, con Zahr e Provinciali a segno per gli ospiti e Di Fiandra per i padroni di casa. Il Corneto Tarquinia rialza subito la testa dopo la sconfitta della scorsa settimana contro l’Urbetevere. L’undici di Del Canuto vince in casa del Pian Due Torri al Darra di Maccarese. Gli ospiti chiudono il primo tempo in vantaggio per 1-0 grazie al centro di Martelli. Poi, dopo poco dall’inizio della ripresa, arriva anche il 2-0 con Ventolini, poco prima della rete dei padroni di casa firmata Buscia. Ci pensa poi Catracchia a certificare il successo dei viterbesi.

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COMMISSIONE NAZIONALE PER LE SOCIETA' E LA BORSA – GRADUATORIA

Graduatoria finale del concorso pubblico, per titoli ed esami, per la
copertura di cinque posti di coadiutore in prova (profilo
informatico) nella carriera operativa del personale di ruolo, da
destinare alla sede di Roma.
(18E10295)

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COMMISSIONE NAZIONALE PER LE SOCIETA' E LA BORSA – GRADUATORIA

Graduatoria finale del concorso pubblico, per titoli ed esami, per la
copertura di cinque posti di coadiutore in prova (profilo
informatico) nella carriera operativa del personale di ruolo, da
destinare alla sede di Roma.
(18E10295)

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Calabresi nel mondo, nasce la delegazione cittadina

CIVITAVECCHIA – Inaugurata nella serata di lunedì, presso la chiesa di San Francesco di Paola a Civitavecchia, la delegazione dell’associazione Brutium – Calabresi nel mondo, grazie alla volontà della presidente Gemma Gesualdi: «La delegazione nasce sotto la protezione del nostro Santo Francesco di Paola. Un evento significativo che dovrà portare il messaggio dell’eremita paolano tra la gente – prosegue Gemma Gesualdi – facendo conoscere i grandi valori che caratterizzano la Calabria, e che vengono profusi in tutto il mondo da coloro ai quali ha dato i natali».

Alla presenza di circa 100 persone tra calabresi, familiari ed amici, la serata si è divisa in due momenti: uno solenne, con la messa celebrata dal vescovo della Diocesi di Civitavecchia – Tarquina Luigi Marrucci, alla presenza dell’associazione Marinai d’Italia; ed un successivo momento conviviale nel quale i partecipanti hanno potuto conoscersi e trovare spunti per i futuri appuntamenti che coinvolgeranno tutti: «Rendere protagonista della vita sociale tutta la comunità calabrese è il primo grande impegno della neonata delegazione di Civitavecchia – ci tiene a precisare Gesualdi, che conclude – mentre il secondo grande obiettivo sarà quello di consegnare al porto di Civitavecchia la statua del Santo Francesco di Paola, protettore della gente di mare».

A ricoprire il ruolo di presidente della delegazione Brutium Civitavecchia sarà il generale della Guardia di finanza Emilio Errigo, che si è distinto per la sua lunga carriera nel Lazio, ma che è originario di Reggio Calabria: «La manifestazione di questa sera rappresenta la risposta ad un bisogno di collettività che era latente e che grazie all’intuizione di Gemma Gesualdi si è potuto esprimere. La grandezza assoluta sintetizzata nella semplicità. Perché i calabresi validi non amano esteriorizzare, ma distinguersi nel realizzare cose concrete. I Calabresi che sempre si prestano in soccorso di quanti hanno bisogno di aiuto e di sostegno, con grande umiltà e solidarietà umana». Vice presidente di Brutium Civitavecchia sarà invece l'architetto Pietro Angelo Collia, sempre originario di Reggio Calabria, ma residente a Civitavecchia.

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