Violenza sulle donne, nel 2018 allo Sportello 26 nuovi casi di accesso

LADISPOLI – Avere una maggiore consapevolezza di non essere un oggetto, tantomeno un oggetto da maltrattare a proprio piacimento, subendo violenze inaudite che mettano in pericolo la propria vita e quella dei propri figli. Avere il coraggio di chiedere aiuto, di denunciare e di intraprendere un percorso grazie all'aiuto e al sostegno di personale qualificato. Sono purtroppo numerosi i casi di donne vittime di violenza, di donne morte per mano di chi diceva di amarle. Una piaga, questa, che purtroppo ad oggi, non è stata estirpata totalmente. Ma c'è anche il rovescio della medaglia. Donne che finalmente hanno il coraggio di denunciare, di chiedere aiuto, che chiedono una ''rinvicita'' e che per fortuna l'hanno ottenuta. Tutto deve ovviamente partire dalla ferma convinzione che non si è soli, che la richiesta di aiuto non è un'umiliazione ma anzi è forza. E in questo senso un ruolo importante lo svolgono sempre di più gli sportelli anti violenza sulle donne. Anche Ladispoli e Cerveteri hanno il loro. Uno sportello formato da personale specializzato: psicologi, volontari formati, psicoterapeuti, avvocati …. un'equipe interamente formata e specializzata sull'argomento (formati per l'appunto con l'Istituto Superiore della Sanità e che ha visto la partecipazione ai corsi anche di una parte dei Carabinieri di Ladispoli) in grado di offrire un aiuto concreto a chi finalmente decide di bussare a questa porta. Si parte da una semplice telefonata alla quale una operatrice risponde al primo grido d'aiuto, fornendo le informazioni basilari per intraprendere, insieme, un percorso verso la rinascita. Ad avere un ruolo importantissimo, in questo percorso, lungo e a volte doloroso, sono gli incontri con la psicologa specializzata in materia. L'obiettivo è far sentire la donna protetta, libera di poter raccontare ciò che accade all'interno delle mura domestiche. Incontri grazie ai quali si cerca di aiutare la donna a prendere piena consapevolezza di quanto accade così da renderla forte, consapevole che una denuncia forse è il caso di sporgerla. E in questo senso è importante fare rete, come sottolineato da Elisa Marinelli una delle responsabili della cooperativa Karibù che, insieme alla cooperativa Solidarietà di Cerveteri, si occupa dello Sportello. Una rete che non finisce all'interno dei luoghi in cui lo Sportello è ospitato. Di questa rete fanno parte le forze dell'ordine, Servizi sociali dei Comuni di Ladispoli e Cerveteri, la Asl Roma4 che ora è entrata in campo compartecipando al progetto. Una rete importante che permette di non interrompere il percorso iniziato e che anzi, dà agli operatori coinvolti la possibilità di indirizzare con certezza le donne che bussano alla loro porta. Ma non solo: non sono mancati i casi di donne indirizzate allo sportello proprio dalle Forze dell'ordine dove si erano presentate per sporgere denuncia. E a dimostrare come il muro dell'omertà della paura sia sempre più flebile, facendo ben sperare per il futuro, sono i dati di accesso che ogni anno si registrano allo Sportello: negli anni, questi dati sono in lieve aumento. Nel 2018 si sono verificati 26 nuovi casi di donne che hanno effettuato l'accesso allo Sportello. Ma la donna non è l'unica da tutelare in casi di violenza domestica. Ci sono anche i bambini a cui guardare. In questo caso il percorso da intraprendere sarà sicuramente più delicato e tortuoso, ma l'obiettivo da raggiungere è sempre lo stesso: garantire sicurezza. Non è necessario che un bambino abbia subito in primis una violenza da parte di uno dei due genitori per parlare di violenza. Basta anche solo che abbia assistito all'attacco ad uno dei componenti della famiglia. Fondamentale più che mai, allora, in questo caso, sarà la presa di coscienza da parte della vittima, di quanto sta accadendo così da poter liberare da questo torchio non solo se stessa ma anche la sua prole. L'importante è e resterà sempre sapere che non si è soli: che sul territorio ci sono persone pronte ad ascoltare, a stare al proprio fianco in ogni singolo momento del percorso, passo dopo passo. Per chiedere aiuto basta semplicemente digitare il 351 179 5056 . Un'operatrice risponderà dalle 8 alle 15 ascoltando la richiesta e fissando il primo appuntamento allo Sportello, aperto due volte a settimana, il mercoledì e il venerdì dalle 9.30 alle 12.30 presso i locali messi a disposizione all'interno del Punto di Primo Intervento sulla via Aurelia.

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Violenza sulle donne, nel 2018 allo Sportello 26 nuovi casi di accesso

LADISPOLI – Avere una maggiore consapevolezza di non essere un oggetto, tantomeno un oggetto da maltrattare a proprio piacimento, subendo violenze inaudite che mettano in pericolo la propria vita e quella dei propri figli. Avere il coraggio di chiedere aiuto, di denunciare e di intraprendere un percorso grazie all'aiuto e al sostegno di personale qualificato. Sono purtroppo numerosi i casi di donne vittime di violenza, di donne morte per mano di chi diceva di amarle. Una piaga, questa, che purtroppo ad oggi, non è stata estirpata totalmente. Ma c'è anche il rovescio della medaglia. Donne che finalmente hanno il coraggio di denunciare, di chiedere aiuto, che chiedono una ''rinvicita'' e che per fortuna l'hanno ottenuta. Tutto deve ovviamente partire dalla ferma convinzione che non si è soli, che la richiesta di aiuto non è un'umiliazione ma anzi è forza. E in questo senso un ruolo importante lo svolgono sempre di più gli sportelli anti violenza sulle donne. Anche Ladispoli e Cerveteri hanno il loro. Uno sportello formato da personale specializzato: psicologi, volontari formati, psicoterapeuti, avvocati …. un'equipe interamente formata e specializzata sull'argomento (formati per l'appunto con l'Istituto Superiore della Sanità e che ha visto la partecipazione ai corsi anche di una parte dei Carabinieri di Ladispoli) in grado di offrire un aiuto concreto a chi finalmente decide di bussare a questa porta. Si parte da una semplice telefonata alla quale una operatrice risponde al primo grido d'aiuto, fornendo le informazioni basilari per intraprendere, insieme, un percorso verso la rinascita. Ad avere un ruolo importantissimo, in questo percorso, lungo e a volte doloroso, sono gli incontri con la psicologa specializzata in materia. L'obiettivo è far sentire la donna protetta, libera di poter raccontare ciò che accade all'interno delle mura domestiche. Incontri grazie ai quali si cerca di aiutare la donna a prendere piena consapevolezza di quanto accade così da renderla forte, consapevole che una denuncia forse è il caso di sporgerla. E in questo senso è importante fare rete, come sottolineato da Elisa Marinelli una delle responsabili della cooperativa Karibù che, insieme alla cooperativa Solidarietà di Cerveteri, si occupa dello Sportello. Una rete che non finisce all'interno dei luoghi in cui lo Sportello è ospitato. Di questa rete fanno parte le forze dell'ordine, Servizi sociali dei Comuni di Ladispoli e Cerveteri, la Asl Roma4 che ora è entrata in campo compartecipando al progetto. Una rete importante che permette di non interrompere il percorso iniziato e che anzi, dà agli operatori coinvolti la possibilità di indirizzare con certezza le donne che bussano alla loro porta. Ma non solo: non sono mancati i casi di donne indirizzate allo sportello proprio dalle Forze dell'ordine dove si erano presentate per sporgere denuncia. E a dimostrare come il muro dell'omertà della paura sia sempre più flebile, facendo ben sperare per il futuro, sono i dati di accesso che ogni anno si registrano allo Sportello: negli anni, questi dati sono in lieve aumento. Nel 2018 si sono verificati 26 nuovi casi di donne che hanno effettuato l'accesso allo Sportello. Ma la donna non è l'unica da tutelare in casi di violenza domestica. Ci sono anche i bambini a cui guardare. In questo caso il percorso da intraprendere sarà sicuramente più delicato e tortuoso, ma l'obiettivo da raggiungere è sempre lo stesso: garantire sicurezza. Non è necessario che un bambino abbia subito in primis una violenza da parte di uno dei due genitori per parlare di violenza. Basta anche solo che abbia assistito all'attacco ad uno dei componenti della famiglia. Fondamentale più che mai, allora, in questo caso, sarà la presa di coscienza da parte della vittima, di quanto sta accadendo così da poter liberare da questo torchio non solo se stessa ma anche la sua prole. L'importante è e resterà sempre sapere che non si è soli: che sul territorio ci sono persone pronte ad ascoltare, a stare al proprio fianco in ogni singolo momento del percorso, passo dopo passo. Per chiedere aiuto basta semplicemente digitare il 351 179 5056 . Un'operatrice risponderà dalle 8 alle 15 ascoltando la richiesta e fissando il primo appuntamento allo Sportello, aperto due volte a settimana, il mercoledì e il venerdì dalle 9.30 alle 12.30 presso i locali messi a disposizione all'interno del Punto di Primo Intervento sulla via Aurelia.

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LADISPOLI – Avere una maggiore consapevolezza di non essere un oggetto, tantomeno un oggetto da maltrattare a proprio piacimento, subendo violenze inaudite che mettano in pericolo la propria vita e quella dei propri figli. Avere il coraggio di chiedere aiuto, di denunciare e di intraprendere un percorso grazie all'aiuto e al sostegno di personale qualificato. Sono purtroppo numerosi i casi di donne vittime di violenza, di donne morte per mano di chi diceva di amarle. Una piaga, questa, che purtroppo ad oggi, non è stata estirpata totalmente. Ma c'è anche il rovescio della medaglia. Donne che finalmente hanno il coraggio di denunciare, di chiedere aiuto, che chiedono una ''rinvicita'' e che per fortuna l'hanno ottenuta. Tutto deve ovviamente partire dalla ferma convinzione che non si è soli, che la richiesta di aiuto non è un'umiliazione ma anzi è forza. E in questo senso un ruolo importante lo svolgono sempre di più gli sportelli anti violenza sulle donne. Anche Ladispoli e Cerveteri hanno il loro. Uno sportello formato da personale specializzato: psicologi, volontari formati, psicoterapeuti, avvocati …. un'equipe interamente formata e specializzata sull'argomento (formati per l'appunto con l'Istituto Superiore della Sanità e che ha visto la partecipazione ai corsi anche di una parte dei Carabinieri di Ladispoli) in grado di offrire un aiuto concreto a chi finalmente decide di bussare a questa porta. Si parte da una semplice telefonata alla quale una operatrice risponde al primo grido d'aiuto, fornendo le informazioni basilari per intraprendere, insieme, un percorso verso la rinascita. Ad avere un ruolo importantissimo, in questo percorso, lungo e a volte doloroso, sono gli incontri con la psicologa specializzata in materia. L'obiettivo è far sentire la donna protetta, libera di poter raccontare ciò che accade all'interno delle mura domestiche. Incontri grazie ai quali si cerca di aiutare la donna a prendere piena consapevolezza di quanto accade così da renderla forte, consapevole che una denuncia forse è il caso di sporgerla. E in questo senso è importante fare rete, come sottolineato da Elisa Marinelli una delle responsabili della cooperativa Karibù che, insieme alla cooperativa Solidarietà di Cerveteri, si occupa dello Sportello. Una rete che non finisce all'interno dei luoghi in cui lo Sportello è ospitato. Di questa rete fanno parte le forze dell'ordine, Servizi sociali dei Comuni di Ladispoli e Cerveteri, la Asl Roma4 che ora è entrata in campo compartecipando al progetto. Una rete importante che permette di non interrompere il percorso iniziato e che anzi, dà agli operatori coinvolti la possibilità di indirizzare con certezza le donne che bussano alla loro porta. Ma non solo: non sono mancati i casi di donne indirizzate allo sportello proprio dalle Forze dell'ordine dove si erano presentate per sporgere denuncia. E a dimostrare come il muro dell'omertà della paura sia sempre più flebile, facendo ben sperare per il futuro, sono i dati di accesso che ogni anno si registrano allo Sportello: negli anni, questi dati sono in lieve aumento. Nel 2018 si sono verificati 26 nuovi casi di donne che hanno effettuato l'accesso allo Sportello. Ma la donna non è l'unica da tutelare in casi di violenza domestica. Ci sono anche i bambini a cui guardare. In questo caso il percorso da intraprendere sarà sicuramente più delicato e tortuoso, ma l'obiettivo da raggiungere è sempre lo stesso: garantire sicurezza. Non è necessario che un bambino abbia subito in primis una violenza da parte di uno dei due genitori per parlare di violenza. Basta anche solo che abbia assistito all'attacco ad uno dei componenti della famiglia. Fondamentale più che mai, allora, in questo caso, sarà la presa di coscienza da parte della vittima, di quanto sta accadendo così da poter liberare da questo torchio non solo se stessa ma anche la sua prole. L'importante è e resterà sempre sapere che non si è soli: che sul territorio ci sono persone pronte ad ascoltare, a stare al proprio fianco in ogni singolo momento del percorso, passo dopo passo. Per chiedere aiuto basta semplicemente digitare il 351 179 5056 . Un'operatrice risponderà dalle 8 alle 15 ascoltando la richiesta e fissando il primo appuntamento allo Sportello, aperto due volte a settimana, il mercoledì e il venerdì dalle 9.30 alle 12.30 presso i locali messi a disposizione all'interno del Punto di Primo Intervento sulla via Aurelia.

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MINISTERO DELLA DIFESA – GRADUATORIA

Graduatorie finali di merito del concorso interno, per titoli ed
esami, per l'ammissione al 1° corso superiore di qualificazione
della durata non inferiore a sei mesi (2018-2019) di cento allievi
marescialli dell'Arma dei carabinieri riservato agli appartenenti
ai ruoli iniziali.
(18E11732)

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MINISTERO DELLA DIFESA – GRADUATORIA

Graduatoria finale di merito del concorso interno, per titoli,
riservato agli appuntati scelti, per l'ammissione al 1° corso di
formazione professionale, di mille allievi vice brigadieri del
ruolo Sovrintendenti dell'Arma dei carabinieri.
(18E11733)

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MINISTERO DELLA DIFESA – GRADUATORIA

Graduatoria finale di merito del concorso interno, per titoli,
riservato agli appuntati scelti, per l'ammissione al 1° corso di
formazione professionale, di mille allievi vice brigadieri del
ruolo sovrintendenti dell'Arma dei Carabinieri.
(18E11735)

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Tentata estorsione e rapina: emergono i particolari

CIVITAVECCHIA – Una discussione, l'ennesima, scatenata dalla gelosia. C'è questo alla base dell'arresto per rapina e tentata estorsione del 43enne N.G., da parte dei carabinieri della Stazione Principale. Emergono infatti i particolari, dopo l'udienza di convalida di sabato mattina, con il Tribunale che ha imposto all'uomo il divieto di avvicinamento della donna. 

Secondo quanto emerso, infatti, l’uomo dopo l'ennesima discussione, si è impossessato con violenza del cellulare della fidanzata, minacciandola anche di morte qualora non gli avesse consegnato tutto il denaro in suo possesso. La ragazza impaurita e dolorante è riuscita così a a recarsi alla caserma di via Antonio da Sangallo dove un maresciallo donna è riuscita a convincerla a denunciare l’accaduto e a farsi medicare per le lesioni subite.

Immediatamente sono partite le ricerche con i militari dell'Arma che, dopo poco, hanno rintracciato ed arrestato l'uomo. 

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Rapina e tentata estorsione: giovane finisce in manette

CIVITAVECCHIA – Un litigio tra fidanzati si trasforma in una rapina con tentativo di estorsione. Un giovane, infatti, è stato arrestato dai Carabinieri, prontamente intervenuti dopo la segnalazione. Il giudice ha convalidato l’arresto.

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Ladispoli, infortunio sul lavoro: trasferito in eliambulanza

LADISPOLI – Stava effettuando un sopralluogo in via C. Battista a Ladispoli quando è caduto. A quanto pare, secondo una prima ricostruzione l'uomo, era su di un muretto per effettuare un sopralluogo per un preventivo quando è rovinosamente caduto in terra sbattendo la testa.  Immediati i soccorsi. Sul posto sono infatti intervenute due ambulanze del 118 e le volanti dei Carabinieri. Si tratterebbe di un infortunio sul lavoro. L'uomo è stato trasferito in eliambulanza in un ospedale romano. All'intervento dei sanitari era cosciente. 

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Ladispoli, infortunio sul lavoro: trasferito in eliambulanza

LADISPOLI – Stava effettuando un sopralluogo in via C. Battista a Ladispoli quando è caduto. A quanto pare, secondo una prima ricostruzione l'uomo, era su di un muretto per effettuare un sopralluogo per un preventivo quando è rovinosamente caduto in terra sbattendo la testa.  Immediati i soccorsi. Sul posto sono infatti intervenute due ambulanze del 118 e le volanti dei Carabinieri. Si tratterebbe di un infortunio sul lavoro. L'uomo è stato trasferito in eliambulanza in un ospedale romano. All'intervento dei sanitari era cosciente. 

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