Stazione ferroviaria: caos e disagi per i passeggeri

CIVITAVECCHIA – Caos totale alla stazione di Civitavecchia, diventata in questi giorni uno snodo per soli frequentatori abituali. Impossibile per i viaggiatori occasionali prendere un treno senza disagi: i lavori di restyling, in corso già da tempo, stanno aggiungendo confusione in un punto che già non brilla per ordine ed efficienza. Salendo le scale del sottopassaggio con in tasca un biglietto già acquistato ma ancora da convalidare, ci si rende subito conto dell’anomalia: è infatti possibile arrivare fino ai bagni pubblici, mentre per i binari bisogna inventarsi qualcosa di diverso perché la strada è interrotta dalle transenne. Il tempo stringe, così il viaggiatore torna indietro e si fionda sul marciapiede esterno, percorrendolo di corsa per poi rientrare in stazione dalla porta principale, quella della biglietteria. Dopo aver obliterato velocemente, un’occhiata lampo al tabellone che indica orario e punto di partenza del treno, poi a gambe levate verso il binario 1T. Ma le porte sono tutte chiuse e dalla stazione non si esce nemmeno passando dal bar. Indicazioni zero. Chi conosce la stazione di Civitavecchia si avventura di nuovo sul piazzale esterno e prova a raggiungere in tempo il binario 1T passando dal parcheggio delle ferrovie; troppo tardi: il treno sta partendo. L’esempio tipico di una stazione ferroviaria che non funziona, dove i lavori di ammodernamento anziché portare giovamento creano disagi a chi deve partire. Sarebbe bastato segnalare adeguatamente il disservizio, mettendo così i viaggiatori nella condizione di non avere problemi. Ma evidentemente a chi ha fatto dei ritardi e dei mezzi obsoleti il proprio marchio di fabbrica, è chiedere troppo.

Leggi articolo completo

###BANNER_ADS###

Via Montanucci, strada chiusa e lavori a data da destinarsi

CIVITAVECCHIA – Strada chiusa parzialmente e lavori a data da destinarsi. È questo, in estrema sintesi, quello che i cittadini dovranno aspettarsi dopo il crollo dell’asfalto e la conseguente voragine che si è aperta in via Achille Montanucci domenica scorsa, proprio al centro della carreggiata. «Si tratta di un problema alla fognatura – ha spiegato l’assessore ai Lavori pubblici Alessandro Ceccarelli – e quindi dovrà intervenire Acea». Parliamo di una buca profonda di circa 40 centimetri, all’altezza dell’ingresso del viale degli Ex Internati, al parco della Resistenza, che non permette il passaggio dei mezzi. Dopo il crollo domenica sul posto sono subito intervenuti i Vigili del fuoco della caserma Bonifazi e gli agenti della Polizia locale che hanno provveduto a transennare e mettere in sicurezza la zona, chiudendo la strada dall’ingresso lato mare e fino all’altezza di via degli Agricoltori. Una strada, tra l’altro, molto frequentata per collegare viale Baccelli alla Mediana. Questo in atteso dell’intervento di ripristino. Ieri mattina la strada era ancora chiusa e la paura è che possa rimanerlo a lungo.

Non si tratta di timori ingiustificati, basta fare una rapida carrellata sugli ultimi casi di grosse buche o voragini che si sono aperte negli ultimi tempi, come ad esempio quella di via Annovazzi per cui finalmente lunedì prossimo partiranno i lavori, dopo circa un mese di attesa. Oppure quella di San Gordiano, in via Novello dove la settimana scorsa un automobilista è rimasto intrappolato con il proprio mezzo ed è stato necessario l’intervento dei Vigili del fuoco per liberare l’autovettura. Altro caso è quello di largo Plebiscito dove, sempre nella scorsa settimana si è aperta l’ennesima voragine, complice il maltempo, all’improvviso provocando paura e caos a pochi passi dal Museo nazionale e della fermata dei bus. In quel caso l’intervento è stato immediato, forse per la centralità della zona. L’asfalto è franato creando una buca di circa un metro di diametro e di profondità. Ma non si tratta di casi isolati, situazione simile anche  in via degli Orsini, davanti al nido ‘‘La magica giostra’’. Il caso più eclatante resta però quello della voragine di via Giordano Bruno, con via Cesare Battisti che è chiusa da circa tre anni.

Per l’avvio dei lavori sulla condotta fognaria si aspetta il via libera dalla Stazione unica appaltante, anche se pare che l’amministrazione sia già in contatto con la ditta. Per quanto riguarda le varie voragini e l’asfalto disastrato un po’ in tutta la città c’è da attendere che si sblocchi il progetto da 2 milioni di euro di lavori sulle strade. Si partirà con la zona sud, «a giorni – ha detto Ceccarelli – si dovrebbe definire la questione. C’è un sub appalto in corso e bisogna sistemare la documentazione prima di partire». Intanto tra i cittadini, stanchi di aspettare, serpeggia il malcontento.

Leggi articolo completo

###BANNER_ADS###

Scuolabus: una mattinata di caos

TARQUINIA – Caos ieri mattina nel primo giorno di cambiamenti per gli alunni delle scuole elementari oggetto di trasferimenti dopo l’ordinanza di sgombero della ex palestra, al padiglione Rotelli per edificio non a norma. I genitori, infatti, hanno dovuto fare i conti con i dubbi legati al servizio scuolabus avvenuto con modalità diverse rispetto alle aspettative. Gli scuolabus, secondo alcune informazioni diffuse tra le mamme, si sarebbero dovuti fermare alla Barriera San Giusto e, invece, l’assistenza ha comunicato direttamente ai genitori in loco, ieri mattina stesso, che i pulmini sarebbero arrivati alla scuola elementare per far scendere tutti i bambini delle varie classi. Quelli delle quarte che dovevano andare alla Sacconi, hanno poi dovuto prendere un altro pulmino  per tornare alla Barriera, da dove poi sono stati trasferiti presso le nuove classi allestite alla media Sacconi. Agitazione tra i genitori per la disinformazione in merito a quanto sarebbe dovuto avvenire. I bambini sono entrati in classe con ritardo, quasi ad un quarto alle nove, saltando quasi completamente la prima ora di lezione. Nel frattempo, i genitori hanno cercato affannosamente informazioni circa le modalità di uscita da scuola, e ancora in tarda mattina non sapevano nulla, se cioè i ragazzini dovevano andare  a prendere il pulmino alla Barriera San Giusto o all’esterno della scuola elementare. Alla fine, l’uscita è andata molto meglio. I bambini sono usciti dieci minuti prima del suono della campanella. Gli alunni delle quarte, usciti dalla media Sacconi, sono stati raggruppati e poi accompagnati alla Barriera San Giusto da un’insegnante di sostegno e da un volontario Antea. Gli altri sono usciti poco dopo, sempre prima delle medie. Alla Barriera, ognuno, ha poi preso il proprio bus.

Dovrebbero andare in maniera più lineare le cose a partire dalla giornata di oggi. I bambini ieri hanno infatti portato a casa una comunicazione della scuola per riferire nel dettaglio tutte le modalità. Ai genitori degli alunni 4b, 4c, 4d, 4e la direzione scolastica ha comunicato che il servizio scuolabus sarà garantito con le seguenti modalità: per quanto riguarda l’entrata, lo scuolabus farà scendere gli alunni alla Barriera San Giusto dove un volontario Antea ed un c5 li accompagneranno alla scuola Sacconi. Per quanto riguarda l’uscita,  gli alunni saranno accompagnati alla Barriera San Giusto  da 2 c5 e dai docenti di sostegno (se presenti in classe). Il giorno del rientro, dopo aver fruito della mensa, gli alunni svolgeranno lezione presso le classi di scuola primaria, dove prenderanno lo scuolabus.

Leggi articolo completo

###BANNER_ADS###

Tarquinia, alle elementari palestra inagibile: classi spostate

TARQUINIA – Ancora problemi alla scuola elementare di Tarquinia. Stamane nuova notizia di spostamenti classi a causa, a quanto pare, dell’inagibilità della palestra dove erano state trasferite alcune sezioni. Si parla di problemi al tetto, rilevati dalle recenti verifiche di stabilità degli edifici. La notizia, giunta stamane all'istituto comprensivo Ettore Sacconi, ha comportato l'immediato sgombero dell'area.

Inevitabile il caos per cercare una immediata soluzione al problema. Genitori subito in agitazione davanti ai cancelli della scuola, dopo che la dirigente scolastica Dilva Boem ha comunicato alle famiglie degli alunni delle classi 4 b, c, d, e che da lunedì 3 dicembre gli studenti dovranno frequentare le lezioni presso la sede della scuola media Ettore Sacconi a causa dei lavori del plesso.Ma non solo.  Altre classi, a quanto si apprende, potranno essere trasferite al piano dove precedentemente era ubicata la segreteria, con non poca preoccupazione da parte dei genitori degli alunni delle classi sottostanti, per un eventuale eccessivo carico di peso.(Segue)

Leggi articolo completo

###BANNER_ADS###

Tarquinia, alle elementari palestra inagibile: classi spostate

TARQUINIA – Ancora problemi alla scuola elementare di Tarquinia. Stamane nuova notizia di spostamenti classi a causa, a quanto pare, dell’inagibilità della palestra dove erano state trasferite alcune sezioni. Si parla di problemi al tetto, rilevati dalle recenti verifiche di stabilità degli edifici. La notizia, giunta stamane all'istituto comprensivo Ettore Sacconi, ha comportato l'immediato sgombero dell'area.

Inevitabile il caos per cercare una immediata soluzione al problema. Genitori subito in agitazione davanti ai cancelli della scuola, dopo che la dirigente scolastica Dilva Boem ha comunicato alle famiglie degli alunni delle classi 4 b, c, d, e che da lunedì 3 dicembre gli studenti dovranno frequentare le lezioni presso la sede della scuola media Ettore Sacconi a causa dei lavori del plesso.Ma non solo.  Altre classi, a quanto si apprende, potranno essere trasferite al piano dove precedentemente era ubicata la segreteria, con non poca preoccupazione da parte dei genitori degli alunni delle classi sottostanti, per un eventuale eccessivo carico di peso.(Segue)

Leggi articolo completo

###BANNER_ADS###

Outlet a Fiumaretta: un progetto fuori da ogni logica

CIVITAVECCHIA – "L'amministrazione 5 stelle ha il coraggio di andare avanti con l'outlet a Fiumaretta ignorando tutte le esigenze e le necessità del commercio e del turismo cittadino. Non stento a credere che in futuro, proprio nel settore del commercio e nella gestione del turismo, questa sarà ricordata come la peggiore amministrazione di sempre". Dopo il duro intervento in consiglio comunale di giovedì scorso, il consigliere comunale della Svolta Daniele Perello torna sul progetto del centro commerciale a Fiumaretta, definendolo "fuori da ogni logica" e sottolineando la necessità di progettare un'idea congiunta tra istituzioni politiche e portuali.   

"Comprendo il punto di vista del Sindaco che giustifica la creazione di quest’opera poiché in un futuro, non ben specificato – ha spiegato Perello – bisognerà gestire i turisti portuali lontano dallo scalo, come avviene negli aeroporti. Condivido l’idea di trovare e percorrere strade alternative essendo evidente che largo della Pace non è strutturalmente adatto, ma lo ritengo demagogico farlo solamente ora dopo anni di immobilismo. Fiumaretta è un luogo lontano dalla città. Arrivando lì i turisti sarebbero lontani dal centro e dalle attività commerciali, che oggi sono dei piccoli eroi che combattono tutti i giorni cercando di rimanere aperti".

Un modo questo, secondo Perello, in contrasto con la necessità di incentivare il commercio cittadino e far scoprire turisticamente Civitavecchia a tutti coloro che passano di qui. "A qualcuno sembra più logico e giusto prendere i turisti e portarli lontano dal cuore della città – ha aggiunto – il Sindaco ci dice che questo è quello che chiedono i privati e gli armatori. Personalmente io parto dal presupposto che entrambe le categorie dovrebbero entrare in una logica differente di collaborazione con la politica e la città e non avvallando richieste a senso unico. Perché l’amministrazione si apre così ai privati consentendone la creazione di questa opera inutile ed invece si oppone al project financing per rivalorizzare i parchi cittadini? A pensar male si fa peccato. La politica ha il compito di pensare strategicamente a come sarà il porto tra 10 anni e cosa fare ora per combattere il caos creato dall'abusivismo, come poter rilasciare licenze taxi stagionali, cosa che non avviene da parte di questa amministrazione, e come poter rivalutare la nostra città, scacciando – ha concluso Perello – il disagio che ha portato ad arricchirsi dell’affluenza turistica solo quelle agenzie e tour operator che puntano a portare i crocieristi fuori da Civitavecchia". 

Leggi articolo completo

###BANNER_ADS###

FdI, dieci hashtag per un "Contratto per Tarquinia"

TARQUINIA –  Le donne e gli uomini di Fratelli d'Italia-Tarquinia stanno lavorando alla formazione di una lista in vista delle amministrative 2019. "Un gruppo di persone pulite, – spiegano da Fratelli d'Italia – che sappiano mettere a disposizione le proprie competenze con passione, che abbiano voglia di dare il proprio contributo, che sappiano lavorare in gruppo. Un gruppo credibile, che abbia voglia di mettersi in gioco con forte determinazione, perchè per prima cosa a Tarquinia bisogna riportare al centro la politica, nel senso più bello, che poi è intrinseco nella sua parola: occuparsi della città; un gruppo nuovo, diverso, all'interno del quale i valori ed i principi della destra siano un collante in più, nonché garanzia, ma che trovi le sue basi soprattutto sull'amicizia e il piacere di lavorare insieme, senza protagonisti e comparse, un gruppo che "si vince o si perde tutti insieme".

A disposizione di questo gruppo vi è un partito intero, coerente e che "disgusta inciuci o il prevalere di interessi personali, fatto di persone capaci, dinamiche, e sensibili a percepire le criticità ed esigenze dei singoli territori".

"Stanno lavorando a un programma, racchiuso in 10 punti, che – spiegano da Fratelli d'Italia – sottoporremo alle persone ed alle formazioni che vogliano condividere con noi il cammino verso le comunali del 2019. Che sarà la base di partenza per un confronto che vorremmo avviare con tutta la popolazione. Se c'è chi si accorda per governare una nazione dopo le elezioni con l'artefizio del "contratto di governo" noi preferiamo farlo prima ed essere votati per quello. Lo chiameremo "Contratto per Tarquinia" fatto di 10 punti, 10 "hashtag". Un programma semplice e concreto. Senza voli pindarici. Un programma dove, per esempio, al primo posto c'è l'ospedale, non l'aeroporto. Perché è inutile parlare del futuro di Tarquinia se tra qualche anno sui documenti delle nuove generazioni ci sarà scritto: nato a Civitavecchia, Viterbo, Roma o chissà dove. Noi abbiamo l'obbligo di far sì che i nostri figli possano godere del diritto di studiare e lavorare a Tarquinia, ma soprattutto di nascere Tarquiniesi". 

"Vogliamo che si torni a parlare di bellezza, – affermano da Fratelli d'Italia – perché pensiamo che nei prossimi anni bisognerà lavorare con slancio per far venire fuori di nuovo la bellezza del nostro territorio, del centro storico come delle campagne, delle nostre zone archeologiche uniche al mondo come del nostro mare. La bellezza del nostro clima e della nostra gente,  dei nostri mestieri e dei frutti della nostra terra. Tarquinia deve essere più che mai attrattiva per i turisti ma anche per chi la scelga come posto dove vivere fuggendo dal caos delle città. E l'esaltazione delle nostre bellezze stimolerà tutti: i commercianti ad alzare la mattina la saracinesca dei propri negozi con fiducia e gioia, gli agricoltori a coltivare con orgoglio i nostri prodotti unici, gli operatori turistici ad accogliere i propri clienti col sorriso, i nostri figli a studiare la nostra storia per essere orgogliosi del proprio paese, e quindi rispettarlo, amarlo e farlo conoscere al mondo intero. In sintesi a Tarquinia si dovrà respirare storia, tradizione, serenità, dovrà essere di nuovo una cittadina di cui esser fieri, e per la quale tutti abbiano voglia di dare il proprio contributo".

"Solo allora  potremo pensare al resto, – concludono da Fratelli d'Italia – a fare un ulteriore passo in avanti, e pensare a porti o aeroporti. Bellezza, amore, orgoglio, tutto deve ricominciare da queste tre parole importanti. Noi ci proviamo, e ce la metteremo tutta". 

Leggi articolo completo

###BANNER_ADS###

Fatturazione elettronica, è caos Il Garante della privacy: va cambiata

«Rilevanti criticità in ordine alla compatibilità con la normativa in materia di protezione dei dati personali». E il Garante ha chiesto all’Agenzia delle Entrate di modificarla

Leggi articolo completo

###BANNER_ADS###

Acqua ad Acea, anche la città pronta alla mobilitazione

LADISPOLI – Il nuovo ultimatum della Regione Lazio di passare ad Acea Ato2 non piace a nessuno. All'amministrazione comunale che negli ultimi mesi sta lavorando, insieme ad altre amministrazioni comunali per arrivare a una moratoria dell'ultimatum arrivato sempre dalla Pisana già ad aprile scorso; alle varie forze politiche (anche dello stesso colore della Giunta Zingaretti) che anche durante la precedente amministrazione, sotto la giuda del sindaco Paliotta, si erano detti contrari e pronti alle barricate; e ai cittadini che ben sanno i rischi di un eventuale passaggio del servizio idrico cittadino ad Acea Ato2. E così non è solo il Comune pronto a scendere in piazza per protestare con tutti i mezzi a sua disposizione. Al suo fianco sono pronti a scendere anche i "semplici" cittadini. A invitarli alla mobilitazione è peraltro anche l'ex consigliere comunale ladispolano Fabio Ciampa. "La gente è arrabbiata – ha detto – gente di ogni schieramento, politici e non solo". I "pericoli" della gestione Acea sono ben presenti a tutti: bollette più alte, tempi di intervento estremamente lunghi nel risolvere le problematiche che si potrebbero presentare, a cominciare da un semplice tubo rotto. Oggi, le bollette che arrivano dalla Flavia Servizi, grazie al mantenimento della gestione in house sono contenute. E gli interventi vengono risolti in breve tempo con gli operatori che, una volta ottenuta la segnalazione da parte dell'utente, si rimboccano le maniche per garantire la ripresa del servizio in tempi molto ristretti. Diversa la situazione qualora si dovesse cedere il servizio. Basti guardare ai comuni limitrofi a cominciare proprio da Cerveteri, dove a gestire la rete è proprio Acea Ato2. Bollette alte, problemi idrici in estate e non solo, tempi di intervento lunghi. E a volte, come nel caso di Civitavecchia, utenze lasciate a secco anche per settimane, con i cittadini costretti a fare la spola da casa all'autobotte per assicurarsi un po' d'acqua in casa. Una situazione certamente poco piacevole, come sottolineato proprio da Ciampa, allarmato dal nuovo ultimatum giunto proprio l'11 novembre dall'assessore regionale ai Lavori Pubblici Mauro Alessandri che ha dato al comune tempo fino al 3 dicembre per cedere il servizio idrico alla Spa. Situazione paradossale, visto il lavoro che proprio in queste settimane i comuni, Ladispoli in prima fila, stanno facendo insieme alle Commissioni regionali deputate in materia per stilare un documento da presentare alla Giunta per chiedere una moratoria sull'ultimatum dell'aprile scorso. Documento che sarà discusso e approvato proprio in Commissione il 20 novembre prossimo. Richiesta di sospensione degli effetti della richiesta imposta dalla Pisana che ha alla base la discussione in Parlamento della nuova legge sull'acqua pubblica che andrebbe a cancellare di fatto la distribuzione delle reti idriche attuale (addio dunque agli Ato), andando a sostenere la pubblicità del servizio. Sicuramente sarebbe molto più semplice per le amministrazioni comunali che ancora devono cedere le reti all'Ato continuare nella gestione pubblica del servizio erogato; piuttosto che entrare a far parte della rete per poi successivamente uscirne. Un percorso, quest'ultimo che potrebbe risultare alquanto complicato e che potrebbe non risolversi in breve tempo, con i cittadini, nel frattempo, che dovrebbero continuare a far riferimento al nuovo gestore del servizio e non più al Comune. 
E a pensarla come il Pd, l'ex consigliere Fabio Ciampa, l'amministrazione comunale e la società civile, ci sono anche il Movimento civico Ladispoli Città e l'associazione culturale Ladispoli Città. "Riteniamo gravissima la comunicazione dell’assessore regionale Alessandri relativa all’attuazione dei poteri sostitutivi della Regione sul passaggio del servizio idrico integrato al gestore unico ACEA. Con poche crude righe l’assessore del PD si assume la responsabilità di privatizzare l’acqua a Ladispoli con tutto ciò che comporterà per il servizio, per i cittadini, per i lavoratori. Nega, di fatto, quelli che sono stati i punti programmatici del Presidente Zingaretti: una nuova legge sugli ambiti di bacino per permettere la ripubblicizzazione dell’acqua. Promesse, inutili e vuote promesse.  Al contrario, anzi, nella comunicazione recapitata a Sindaco e amministratori di Ladispoli, l’assessore regionale si spinge ad affermare nero su bianco che – qualsiasi legge adotterà la Regione Lazio – “non avrà alcun effetto sospensivo della procedura avviata”, gettando Ladispoli nei meandri della privatizzazione, senza se e senza ma. Riteniamo tutto questo totalmente inaccettabile. Come cittadini singoli e organizzati, abbiamo condotto la battaglia per l’acqua pubblica nella nostra città sin dal 2003, conducendo via via i partiti tradizionali – molti dei quali inizialmente reticenti – sulle nostre posizioni. Per questo continueremo ad opporci, lottando contro questa decisione scellerata e lesiva per la storia della nostra comunità e per le tasche dei cittadini. Se questo è il programma di Zingaretti, siamo certi che lo porterà “lontano”: dai territori, dagli elettori e dalle sue stesse affermazioni sull’importanza della tutela dei servizi pubblici. D’altro canto, a livello comunale, abbiamo assistito ad un atteggiamento prudente, quasi remissivo che, unito alla spregiudicatezza della Regione, rischia di danneggiare l’intera collettività. I toni bassi sull’argomento, spesso criticati alla precedente amministrazione, hanno caratterizzato anche i primi anni del governo Grando. E rimanere appesi alla flebile speranza che il governo nazionale possa approvare la legge sulla ripubblicizzazione di servizi come quello idrico, ci sembra oggi troppo poco e troppo improbabile.  In questo quadro precario e molto negativo rientra anche il destino della partecipata Flavia Servizi s.r.l., sempre più indebolita, senza alcun piano futuro, che difficilmente saprà mantenere inalterati tutti i servizi che oggi gestisce dopo aver perso la liquidità fondamentale prodotta dall’idrico. Una partecipata allo sbando – dal punto di vista gestionale – con il caos sul Collegio dei Revisori, sulla disparità di trattamento degli ex componenti del CDA e, ultimo ma non ultimo, sulle ingenti multe che parrebbero interessare la depurazione delle acque". 

Leggi articolo completo

###BANNER_ADS###

Ranalli e Don Milani, caos istituzionale

CIVITAVECCHIA – «La nostra intenzione era di essere coinvolti per rispondere alla cittadinanza». Lo dichiara l’assessore all’Istruzione Alessandra Lecis che interviene cercando di fare chiarezza dopo la nota stampa inviata giovedì a fi rma congiunta con l’assessore all’Edilizia scolastica Gioia Perrone sulla chiusura delle materne Don Milani e Ranalli. Si sarebbe trattato di un semplice malinteso con l’utilizzo della parola ‘‘chiusura’’ invece di ‘‘spostamento’’.

Una parola che però cambia completamente l’interpretazione della nota inviata. Secondo l’assessore, infatti, la chiusura delle aule è stata concordata «con l’ingegnere della sicurezza Del Piano – spiega Lecis – hanno convenuto che era auspicabile chiudere la scuola per ripristinare il sito». La decisione incriminata è stata quella dello spostamento delle aule per cui, sempre secondo l’assessore, il Comune è stato avvisato solo a cose fatte. Resta il fatto però che, come la stessa Lecis ammette: «L’alternativa era solo questa ed è stata presa per tutelare i bambini».

L’assessore rassicura sul fatto che non ci siano intenzioni bellicose nella nota inviata, resta quindi poco chiaro il senso della manovra. Lecis, infatti, dice che la decisione presa è giusta ma avrebbe preferito un maggior coinvolgimento del Comune nel processo. Sicuramente nella vicenda si è creata molta confusione e, come è possibile verifi – care tra i vari commenti sui social, ci sono non pochi genitori che non hanno apprezzato non solo lo spostamento ma anche come la vicenda è stata gestita nella sua interezza. Per ora le aule restano inagibili e probabilmente bisognerà attendere la riunione di lunedì per capire quali saranno i tempi necessari per il ripristino.

Leggi articolo completo

###BANNER_ADS###