''Aurelia bis subito in sicurezza''

TARQUINIA – I comitati di Tarquinia tornano a chiedere la messa in sicurezza dell’Aurelia bis. L’occasione nasce per rispondere alle esternazione del deputato viterbese, Mauro Rotelli, che nei giorni scorsi ha rappresentato l’importanza strategica della trasversale Orte-Civitavecchia e la necessità del suo completamento.
“In Italia ci sono vecchie grandi opere incompiute che diventano fondamentali solo sui giornali ed in prossimità delle elezioni, – dicono Marzia Marzoli, presidente di Italia Nostra sezione Etruria; Simona Ricotti, responsabile nazionale Energia del Forum Ambientalista e Nicola Bonaiuto, portavoce del Comitato per il diritto alla mobilità –  e che periodicamente ravvivano i fan della trasversale a tutti i costi. Il politico di turno di oggi si chiama Mauro Rotelli e come tanti altri bisognosi di protagonismo a basso costo si presenta, dichiara: “la SS 675 va completata, urgentemente”… si ma lui, che pur risulta eletto sul territorio del Viterbese, dove è stato fino ad ora? Il completamento, afferma, è inserito tra le opere strategiche, di fondamentale importanza per lo sviluppo infrastrutturale dei trasporti del paese. Suona come uno spot ad un appalto tanto atteso da molti, null’altro, perché se fosse stata urgente come infrastruttura, avrebbe anche dovuto dire, per onestà intellettuale, che da oltre 40 anni, un susseguirsi di amministrazioni locali e nazionali di ogni colore hanno tenuto in vita un collegamento su un’arteria come la SS 1bis assolutamente indegno di una viabilità importante, con una strada mal gestita, pessimamente mantenuta e in tanti tratti pericolosa. E invece di questo aspetto, come tanti suoi colleghi illuminati e fulminati solo dal finanziamento a rischio di 472 milioni di euro, non se ne è mai interessato nessuno, lasciando il collegamento in questione abbandonato per decenni anche con elevati rischi per la sicurezza, anch’essa a lungo ignorata”.
Rotelli, asserisce poi che,” l’area portuale al centro dell’attenzione è uno dei principali hub del Mediterraneo e primo scalo crocieristico in Europa”, “vero, – replicano i comitati – ma ciò non ha niente a che fare con la vocazione di hub merci a cui incessantemente si fa riferimento per sostenere il completamento dell’opera e che appare oramai – dati portuali alla mano –  tristemente tramontata. La verità è che dopo 40 anni tutta la necessità di fare una superstrada non c’è più, c’è quella, irrealizzata seppur urgente, di connettere il territorio, con strade già esistenti ma adeguate, messe in sicurezza e con un programma certo di manutenzione nel tempo che ne consenta un uso appropriato sia per i ridotti traffici merci che per la mobilità locale e turistica”.
“Dopo troppi  anni – affermano i comitati locali – ancora oggi la SS1 Bis è un’arteria pericolosa e maltenuta, come ammette candidamente la stessa Anas, nei suoi documenti ma come nessuno dei politici in passerella sostenitori del mega finanziamento per la trasversale non si è mai impegnato a denunciare. La realtà impone che si proceda urgentemente ad una messa in sicurezza del tratto esistente compreso tra Monteromano e Tarquinia, dopo il necessario aggiramento di Monteromano, evitando di passare per la vallata del Mignone che distruggerebbe un ecosistema intatto e custodito come tale da centinaia di anni dai suoi residenti”. “Per dovere di completezza, – concludono  –  infine,  il nostro  Rotelli omette di ricordare come a dare il primo «niet» al tracciato verde, è stato infatti il Ministero dell’Ambiente che per ben due volte ha bocciato il tracciato progettato da Anas nella Vallata del Mignone e che l’intera procedura di approvazione è stata normata da quella famigerata «Legge Obiettivo» madre di tante altre grandi opere incompiute o sotto l’esame delle magistrature, ed oggi finalmente abrogata, che dallo stesso presidente dell’autorità anticorruzione Raffaele Cantone è stata definita come, “legge, potenzialmente criminogena». Inoltre occorre sempre ricordare come il Tar del Lazio, nel fissare a dicembre 2018 l’udienza di merito del ricorso promosso dalle associazioni ambientaliste e dai comitati locali, dai residenti, contro la localizzazione della SS675 nella Valle del Mignone, abbia affermato come “le esigenze della parte ricorrente siano apprezzabili favorevolmente e tutelabili adeguatamente con la sollecita definizione del giudizio nel merito”. Ma i sostenitori della superstrada a tutti i costi, chissà perché, questi elementi di chiarezza non li citano mai. Si preferisce evocare presunti libri dei sogni e di progresso da offrire in pasto ad un elettorato che però sempre più punisce la vecchia politica dei mestieranti, sempre pronti a cambiare le regole, quando queste danno loro torto o a ignorare le leggi quando queste non riflettono i loro interessi. Di sciagurato per ora abbiamo solo il tracciato verde e i suoi sostenitori, di sostenibile abbiamo la possibilità di una messa in sicurezza della SS1bis negli ultimi 10 km dopo l’aggiramento di Monteromano. Noi lottiamo per questo e per la salvezza della Valle del Mignone”.
 

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La ''truffa'' del premio preparazione

di MATTEO CECCACCI

Non è per fare filosofia e tantomeno retorica, ma non è un caso che ogni anno, quando manca meno di un mese all’inizio della preparazione di una qualsiasi squadra, in particolar modo i campionati targati Lega Nazionale Dilettanti, a partire dagli Juniores, si scatena da nord a sud un vero e proprio putiferio. Il motivo che porta a tutto questo è la normativa numero 96 del Noif che porta il nome di Premio Preparazione: la legge che prevede un pagamento di una somma, definito parametro, ai club che abbiano formato giovani calciatori che matura al momento della stipulazione di un tesseramento. Specifichiamo, però, che quanto stiamo per denunciare prescinde dal fatto che numerosi giovani talenti locali annualmente si trovano in balia di questa ‘‘truffa’’ che gli vieta di andare via dalla propria squadra, nel momento in cui vorrebbero accasarsi in qualsiasi altra società o al pagamento del proprio cartellino se non legittimo proprietario tramite la cosiddetta legge 108. Una normativa tuttavia legale, ma che da tanti, tantissimi anni fa infuriare i molti calciatori neanche maggiorenni e i  propri genitori che si ritrovano ogni estate a dover discutere con le diverse società locali. Sono notevoli le situazioni complicate a Civitavecchia con team che senza scrupoli chiedono migliaia di euro ai diversi club concittadini, o comunque non professionistici, che vorrebbero alcuni loro pupilli. Una realtà veramente avvilente che infrange parzialmente i sogni di un ragazzo che volente o nolente si trova inerme dinanzi a una realtà a dir poco sconcertante, sperando che nel minor tempo possibile la Figc possa cambiare questa norma ‘‘scacciasogni’’.

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Missioni Ue, Di Maio: �Dobbiamo cambiare le regole di ingaggio�

Il vicepremier interviene sulla polemica tra Salvini e il ministro della Difesa

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Turismo, Serafini: ''Il Pd di Tarquinia cerca solo visibilità''

TARQUINIA – L’assessore al Turismo Pietro Serafini replica al consigliere d’opposizione Sandro Celli che nei giorni scorsi lo aveva criticato duramente sullo stato del settore in più fronti: dal sito Tarquinia turismo al box office dentro il porto di Civitavecchia, all’Infopoint. «Il Pd cerca visibilità – tuona il leader di Idea Sviluppo – travisando  fatti e circostanze frutto di errori del passato. In riferimento, quindi, alle affermazioni del consigliere Celli ed alle accuse prive di fondamento su eventuali inefficienze e carenze operative riguardo all’assistenza e all’informazione turistica, mi preme riferire che il sito internet Tarquiniaturismo subito dopo il nostro insediamento è stato oggetto di avvicendamento (programmato dalla precedente amministrazione),  da parte della ditta aggiudicataria del bando, per la gestione dell’Infopoint. Nell’avvio della nuova fase gestionale si è determinata una situazione paradossale, dovuta al fatto che il vecchio gestore ha rivendicato la paternità del sito ed altri titoli, lasciando al Comune un dominio vuoto. Di qui la necessità di impostare un nuovo ‘‘prodotto’’ di proprietà del Comune (presto online). Ovviamente la qualifica istituzionale del nuovo sito non permetterà di vendere pacchetti per i Comuni limitrofi come in passato, quando il centrosinistra avrebbe dovuto controllare». 
«La situazione interna al porto invece è assai più complessa – spiega Pietro Serafini – visto che il book office in concessione al Comune di Tarquinia è situato in una zona dove non c’è transito e quindi destinata a ricevere una disdetta dopo che sono state spese ingenti somme per l’arredamento e gli allestimenti. Le ore ovviamente saranno recuperate presso l’ufficio di Tarquinia. Durante questo primo anno di amministrazione, al porto abbiamo intensificato I trasporti e prodotto dei materiali nuovi per Port- mobility che fa front-office per i crocieristi. Questi mi hanno confermato che erano 5 anni che non vedevano nessuno da Tarquinia”.
“ In merito agli orari di apertura per l’Infopoint veramente siamo al ridicolo perché il bando (con durata triennale) lo ha prodotto proprio Celli che oggi pontifica ed addirittura propone di cambiare gli orari da lui stesso pensati. Comunque lo voglio rassicurare visto che dopo una settimana di studio attueremo dei nuovi criteri per le aperture dell’ufficio e forse proprio per questo ne avrebbe voluto rivendicare la paternità per avere un minimo di visibilità. Ecco quanto stabilito  da lunedì al venerdì sarà aperto dalle ore 9.00 alle 13.30 e dalle 15.30 alle 20.00 sabato orario continuato dalle 9.00 alle 20.00 domenica dalle 9.30 alle 13.00 e dalle 16.00 alle 20.00. Ovviamente le ore di recupero verranno utilizzate in inverno dove le previsioni dello stesso Celli erano assai più riduttive”. 
Tra le critiche di Sandro Celli anche la troppa assenza dal Comune di Pietro Serafini che però replica: “In merito al mio impegno, posso assicurare che  da anni è totale per la mia città; certo, a differenza vostra, non mi piace occupare spesso le prime pagine del giornale. È finito il tempo di sbandierare che la politica deve essere un lavoro come insegnate nella sezione del PD. Il lavoro nobilita l’uomo è lo rende più vicino alle problematiche della gente. Infine comunico a  Celli e a tutti i cittadini che presso l’ufficio sono disponibili le statistiche degli accessi suddivisi per nazionalità sbandierate dallo stesso Celli ma mai realizzate. Queste, insieme a quelle del sito internet, consentiranno di studiare la strategia giusta per il futuro. Consiglio a Celli di fare una politica costruttiva e per qualsiasi cosa sono a disposizione solo così potremmo crescere insieme”.
 

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Dissesto, Tidei incontra i sindacati: impegno comune a collaborare

S. MARINELLA – Si è tenuta questa mattina nell’ufficio del Sindaco Pietro Tidei una riunione tra il primo cittadino e i rappresentanti sindacali dei lavoratori del Comune e della Multiservizi.

Tidei ha illustrato ai lavoratori la situazione delle finanze del Comune, assicurandoli che l’eventuale dichiarazione di dissesto, ormai inevitabile, non inciderà sulla situazione dei lavoratori, non esistendo la necessità di rideterminare la pianta organica né quella di mandare in mobilità necessaria nessuno. La Multiservizi ha chiuso in attivo gli ultimi tre bilanci e potrebbe avere una grande opportunità da questa situazione perché alcune attività, ora esternalizzate, potrebbero essere di nuovo svolte dalla società che avrebbe, per una quota delle sue attività, la possibilità di svolgere servizi sul libero mercato e quindi anche direttamente per i cittadini.

Si è parlato anche della possibilità di stabilizzare gli assistenti educativi inglobandoli nella Multiservizi, ma è una proposta valida da attuare con cognizione di causa, ne sarà intrapreso prima possibile uno studio di fattibilità.

“Cerchiamo di cambiare prospettiva – ha detto il Sindaco Tidei – si apre una fase veramente delicata per l’amministrazione e per tutti i cittadini, ognuno deve fare la sua parte e per quello che ci riguarda verranno ridotte al minimo sia le indennità per le posizioni organizzative del personale comunale che quelle relative agli amministratori, Sindaco ed assessori per primi. Il personale comunale è la prima risorsa dell’amministrazione ed è nostra intenzione valorizzarlo nella giusta misura”. I rappresentanti dei lavoratori si sono dichiarati soddisfati dell’incontro avuto. Hanno chiesto unanimemente una moralizzazione nella distribuzione delle risorse, non solo gratificazioni economiche, ma anche riconoscimenti elogiativi dell’impegno e delle professionalità che vengono impiegate tutti i giorni in un lavoro difficile e con risorse e mezzi scarsi. Hanno riconosciuto la volontà collaborativa dell’amministrazione comunale essendo stati convocati per la prima volta dopo tanti anni nei quali per interloquire con l’amministrazione comunale sono stati costretti ad indire, quale unico mezzo di contatto, le agitazioni sindacali”. 

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Porto: la Cpc dichiara guerra

CIVITAVECCHIA – Si attendono giornate roventi sulle banchine. “È guerra ormai” hanno dichiarato i vertici della Compagnia portuale, pronta a bloccare lo scalo già dalle prossime ore. Ma per capire i motivi dell’accelerazione di una crisi aperta già da qualche mese occorre andare a valutare due vertenze chiave: lo scarico del carbone da un lato e la battaglia tra Cfft e Rtc sulla movimentazione dei container. (SEGUE)

LO SCARICO DEL CARBONE – Lungo vertice, questa mattina, a Molo Vespucci tra i responsabili della Spa elettrica, assistiti dall’ufficio legale, ed il segretario Roberta Macii sul bando per la movimentazione del carbone per Tvn a cui Enel è voluta ricorrere dopo che per dieci anni il servizio è stato svolto dalla società civitavecchiese Minosse in collaborazione proprio con la Cpc. «Con la trasformazione a carbone della centrale – ha ricordato il presidente della Cpc Enrico Luciani – l’allora dirigente Sandro Fontecedro assicurò che il carbone lo avrebbero scaricato i portuali civitavecchiesi, alla luce di quella “ragion di Stato” che impose questa decisione sul territorio. Oggi non accettiamo di essere messi da parte. Con questo bando non si va solo ad infrangere la legge, ma anche quel patto sociale stretto tra Enel, Comune e porto: non c’è alcuna ragione di fondo per dover cambiare rotta». E l’incontro in Authority non sembra aver sortito l’effetto sperato. La risposta attesa dai camalli era quella del ritiro del bando: ma così non è stato. Enel andrà avanti e l’Adsp ha preso tempo. Se a vincere la gara sarà un soggetto nuovo, bisognerà vedere la Molo Vespucci concederà o meno l’autorizzazione ex art. 16 “che comunque la società vincitrice – ha spiegato Gaudenzio Parenti, dell’ufficio legale e ricerca giuridica della Cpc – deve già possedere al momento della gara. Cpc e Minosse, la prima ex art.17 (la cui autorizzazione è stata rinnovata per la quarta volta a seguito di bando europeo) e l’altra art. 16 operano in un mercato regolato. Quanto sta accadendo oggi mina le fondamenta della legge 84/94”. La Compagnia non ci sta ed è intenzionata ad andare avanti, incrociando le braccia – con una settimana di sciopero comunque già proclamatadalla Filt Cgil dall’11 al 17 luglio prossimo – d investendo della vertenza anche l’Anac, la Procura ed il tribunale civile. La posta in gioco è alta, e non a livello meramente economico., considerando che la Cpc occupa ad oggi circa 400 persone. «Enel vuole fare strategia a Civitavecchia? – ha aggiunto il vicepresidente Patrizio Scilipoti – deve farlo con i civitavecchiesi che non devono essere al suo servizio. Ci vogliono togliere anche la dignità: e questo non lo permetteremo. Quello che è accaduto con le realtà metalmeccaniche all’interno della centrale non può e non deve accadere nel porto, che ha le sue leggi e vanno rispettate». (Agg. 03/07 ore 16.21)

I CONTAINER –  La vertenza tra Cfft e Rtc è nelle mani dell’Authority che, dalla riunione fiume della scorsa settimana, non ha ancora sciolto le riserve. «Cfft da una decina d’anni – ha ricordato Luciani – ha proiettato lo scalo tra i tre porti del Mediterraneo più importanti per l’agroalimentare e per lo sbarco di frutta esotica. Sono cambiate le modalità di scarico, dal pallet ai container e di conseguenza il terminal deve rispondere alle esigenze dei clienti. Da qui anche l’acquisto delle due gru a traliccio per scaricare in autonomia». Dall’altra parte c’è Rtc, «con il terminal targato Msc/Aponte – ha aggiunto – società che arriva a movimentare in Italia i 3 milioni di teus ma si attesta a 50/60mila su Civitavecchia, porto dove è stato messo un tappo». Come toglierlo? Con la revoca della concessione, a cui da tempo si è appellato il presidente della Cpc. «Un porto che conta alle spalle il mercato di Roma – ha ribadito Luciani – non può viaggiare su questi numeri. E non si può armare una guerra come quella con Cfft. Se non verrà messa in condizioni di operare e deciderà di abbandonare il porto, saremo costretti a fermare anche in questo caso lo scalo. Basta essere presi in giro». Perché come sottolineato anche da Sergio Serpente, non si tratta della lotta tra due società, ma di una questione di immagine e qualità del porto. Oggi i container decidono dove sbarcare, in base alla velocità e alle linee dirette. Se queste non ci sono scelgono altri scali. Il problema è tutto lì. (Agg. 03/07 ore 17.09)

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Toma (FI): «I fischi leghisti? Inattesi, su Silvio ho dovuto cambiare toni»

Il presidente della Regione Molise a Pontida è stato fischiato per aver evocato la figura di Berlusconi. «Ormai è storia e mi è sembrato doveroso ricordarlo»

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Ballottaggio Santa Marinella, Pietro Tidei (57,17%) sindaco

SANTA MARINELLA – Chiuse alle 23 le urne nella Perla del Tirreno è il momento dello scrutinio. Ancora poche le sezioni scrutinate per tracciare un bilancio definitivo, ma dai primi dati Tidei e Ricci viaggiano testa a testa. Al momento il candidato di centrosinistra è in vantaggio con 350 voti (54,95%) contro i 287 (37,13%) dello sfidante di centrodestra. seguono aggiornamenti.

AGG. ORE 00.06 E' già festa al Comitato elettorale sulla via Aurelia a Santa Marinella per la vittoria di Pietro Tidei. Si è raggiunta la soglia del 50%+1 delle sezioni scrutinate e il candidato del centrosinistra resta saldo al primo posto, decretando la sconfitta del candidato di centrodestra Bruno Ricci con il 56,49% contro il 43,51%.

AGG. ORE 23.45 Continua a mantenere le distanze Pietro Tidei. Al seggio 14 Tidei stacca Ricci di circa 100 voti con 323 preferenze contro le 213 di Ricci. Avanti il candidato di centrosinistra anche al seggio 15 (Santa Severa). Tidei conquista 267 voti contro i 225 di Ricci. Al seggio 1 avanti invece Ricci con 201 preferenze contro i 180 di Tidei. Il candidato di centrosinistra resta comunque fermo in testa con il 55,91% contro il 44,09%.

AGG. ORE 23.41 Alla sezione 6 il candidato di centrosinistra doppia lo sfidante di centrodestra con 235 voti contro i 131 di Ricci. Ancora avanti dunque Tidei con iol 56,28% contro il 43,72% di Ricci.

AGG. ORE 23.33 Continua a essere in testa il candidato sindaco di centrosinistra Pietro Tidei. Al momento Tidei è a 1391 voti (56,36%) contro i 1077 voti (43,64%) dello sfidante Ricci.

Comune di SANTA MARINELLA (Prec. elez.: 26/05/2013)

Sezioni sindaco: 15 / 15 (Tutte)

Candidati Sindaco e Liste Voti II turno % Voti I turno % Seggi
  TIDEI PIETRO ELETTO SINDACO 3.734 57,17 3.069 34,25  
PARTITO DEMOCRATICO PARTITO DEMOCRATICO       956 11,26 4
LISTA CIVICA - DEMOCRATICI PER SANTA MARINELLA LISTA CIVICA – DEMOCRATICI PER SANTA MARINELLA       834 9,82 3
LISTA CIVICA - AMICI DELLO SPORT LISTA CIVICA – AMICI DELLO SPORT       430 5,06 1
LISTA CIVICA - SANTA MARINELLA C'E' LISTA CIVICA – SANTA MARINELLA C'E'       375 4,41 1
SINISTRA - DEMOCRATICA SINISTRA – DEMOCRATICA       228 2,68 1
LISTA CIVICA - UNITI PER CAMBIARE LISTA CIVICA – UNITI PER CAMBIARE       75 0,88
Totale liste         2.898 34,15 10
   
  RICCI BRUNO   2.797 42,83 2.189 24,43  
LEGA LEGA       838 9,87 1
LISTA CIVICA - BRUNO RICCI SINDACO LISTA CIVICA – BRUNO RICCI SINDACO       648 7,63 1
FORZA ITALIA FORZA ITALIA       412 4,85
LISTA CIVICA - NOI CON SANTA MARINELLA LISTA CIVICA – NOI CON SANTA MARINELLA       202 2,38
Totale liste         2.100 24,74 2
   
  SETTANNI FRANCESCO       1.009 11,26  
MOVIMENTO 5 STELLE MOVIMENTO 5 STELLE       951 11,20
   
  MARONGIU ROBERTO       801 8,94  
LISTA CIVICA - PASSIONE CIVICA LISTA CIVICA – PASSIONE CIVICA       616 7,25
LISTA CIVICA - POLITICA ETICA LISTA CIVICA – POLITICA ETICA       131 1,54
Totale liste         747 8,80
   
  CASELLA LORENZO       742 8,28  
LISTA CIVICA - IL PAESE CHE VORREI LISTA CIVICA – IL PAESE CHE VORREI       715 8,42
   
  PISACANE CARLO       526 5,87  
LISTA CIVICA - CITTA' DEL SOLE LISTA CIVICA – CITTA' DEL SOLE       498 5,86
   
  DE ANTONIIS ALFREDO       500 5,58  
LISTA CIVICA - CUORI SANTA MARINELLA LISTA CIVICA – CUORI SANTA MARINELLA       255 3,00
FRATELLI D'ITALIA FRATELLI D'ITALIA       206 2,42
Totale liste         461 5,43
   
  ROSSANESE GIAMPIERO       122 1,36  
LISTA CIVICA - NO SLOGAN LISTA CIVICA – NO SLOGAN       115 1,35
   
TOTALE Candidati 6.531 100,00 8.958 100,00 12
  Liste     8.485    

CANDIDATI A SINDACO ELETTI CONSIGLIERI RICCI BRUNO, SETTANNI FRANCESCO, MARONGIU ROBERTO, CASELLA LORENZO

 

Elettori: 15.386 | Votanti: 6.787 (44,11%) Schede non valide: 256 ( di cui bianche: 47 ) Schede contestate: 0 | Dato aggiornato al 25/06/2018 – 00:30

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Ladispoli, il rebus caserma dei carabinieri. Polizia locale pronta invece a trasferirsi

LADISPOLI – Frazionata già al suo interno, pronta per le esigenze e le funzionalità del comando della polizia locale di Ladispoli. E’ tempo di cambiare aria per gli agenti guidati dal comandante, Sergio Blasi, che entro il 2018 potrebbero già avere la nuova caserma. “Si è così – ammette Blasi – dovremmo farcela per la fine dell’anno. La struttura sarà più adatta alle nostre esigenze, rispetto ad una situazione di adattamento come quella in cui ci troviamo”. Il fatto che i vigili urbani (sono venti più i dieci stagionali al momento) lascino l’attuale sede di via delle Azalee potrebbe facilitare la vita dei pendolari la mattina che cercando parcheggi per la loro auto, e che spesso invece sono occupati dalle auto di servizio e da quelle private degli agenti. Insomma una notizia che accontenta tutti. Nel frattempo invece è un rebus la vicenda della caserma dei carabinieri. Gli attuali proprietari della struttura di via Livorno hanno chiesto ufficialmente il rilascio dei locali. Un’azione che preannuncia in qualche modo lo sfratto. Molto probabilmente avverrà un incontro tra le parti, ovvero tra privati ,prefettura a Arma per trovare una soluzione. Fermo restando che il progetto della nuova caserma è ancora in alto mare, nel senso che il cantiere non è ancora partito nell'area tra il Campo Sportivo ed il Cerreto, in viale Mediterraneo, a fianco al centro giovanile "Marco Patriarca". Anche se l’iter è comunque partito come confermato nei giorni scorsi dal primo cittadino ladispolano, Alessandro Grando. Naturalmente, emergenza della caserma di via Livorno a parte, si spera che la nuova struttura, che non si sa quando vedrà la luce, possa portare ad un ampliamento dell’organico dei carabinieri attualmente fermo a un trentina scarsa.

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Sgarbi sceglie Bigiotti come presidente della consulta dei sindaci della Tuscia

BAGNOREGIO – Francesco Bigiotti presidente della consulta dei sindaci della Tuscia promossa e fortemente voluta da Vittorio Sgarbi. Il noto critico d'arte, eletto sindaco di Sutri lo scorso 10 giugno, sarà presidente onorario mentre al giovane Felice Casini va il ruolo di segretario.

Nella giornata di ieri a Villa Savorelli Sgarbi ha chiamato a raccolta i primi cittadini del Viterbese, con l'intento di costruire un gioco di squadra efficace e coordinato per la valorizzazione delle bellezze del territorio e la loro promozione ad alti livelli. Bigiotti è stato voluto come presidente per l'importante lavoro svolto negli ultimi anni con il Comune di Bagnoregio, oggi capace di attrarre un milione di turisti all'anno e di far parlare di sé sui media nazionali e internazionali.

“E' un onore per me presiedere questa consulta dei sindaci – dichiara Bigiotti -. Ringrazio il professore Vittorio Sgarbi per l'attenzione e l'intelligenza che sta mettendo al servizio della nostra provincia e sono convinto che quella dell'unione, di un'alleanza tra sindaci nel nome della crescita e dello sviluppo sostenibile, sia la strada giusta. La strada sempre mancata nel Viterbese, per divisioni a volte davvero anacronistiche. Insieme possiamo costruire ricchezza e lavoro per i nostri cittadini. Insieme possiamo tutelare al meglio la nostra bellezza paesaggistica e storico-artistica. Possiamo vincere davvero e sono convinto che la partita è tutta nelle nostre mani. Nella capacità di amministrare bene, di fare scelte anche coraggiose e cambiare le cose che non funzionano ma possono essere migliorate”.

La consulta di occuperà di valutare strategie di sistema, dando gamba a un ragionamento unitario per tutto il Viterbese.

 

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