Scuola di via Turati, avanti con i lavori

ALLUMIERE – Proseguono i lavori nel plesso scolastico di via Turati: il contenzioso tra l’amministrazione comunale e la precedente ditta appaltatrice sembra risolto e gli interventi all’interno dell’edifico scolastico. Quando terminerà questa prima parte dei lavori si installerà un nuovo impianto elettrico e quello antincendio. La nuova scuola sarà non solo sicura al 100% ma ogni classe sarà dotata di impianti led e wifi. «Dopo le lungaggini burocratiche finalmente sono ripresi i lavori che stanno procedendo in maniera solerte – spiega il vicesindaco Manrico Brogi – la nuova ditta vincitrice d’appalto sta procedendo spedita. Prossimamente faremo una assemblea pubblica per far conoscere alla cittadinanza tutta l’iter e ciò che è successo dalla rescissione del contratto fino alla nuova gara”. Mentre vengono portati avanti i lavori nel plesso di piazza Turati la giunta Pasquini sta lavorando per rendere la scuola di La Bianca un gioiellino pronto per i bambini che dal 17 settembre rientreranno in questo plesso. L’amministrazione comunale ha fatto sistemare una stanza che diverrà la sala mensa e si sta installando la nuova porta di sicurezza. In questi giorni poi sono stati effettuati dei sondaggi per valutare l’edificio dove persisteva l’asilo (in via del Faggeto), ma che è stato chiuso. “Al 99% – spiega il vicesindaco Manrico Brogi – non è possibile recuperare questo edificio per questioni strutturali non consoni con le nuove linee guida antisismiche e quindi stiamo valutando e studiando per vedere in futuro di costruire una nuova struttura”.

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Blocco del cantiere Privilege, l'amministrazione è fiduciosa

CIVITAVECCHIA – "Siamo in costante contatto con la curatela fallimentare che ci ha rassicurato di come la predisposizione della documentazione per portare a termine l'acquisizione dell'area di cantiere da parte della Royalton sia comunque in essere da giorni e che si concluderà a breve". Lo  ha assicurato il sindaco Antonio Cozzolino, all'indomani della denuncia da parte del presidente di Unindustria Stefano Cenci e del capogruppo de la Svolta Massimiliano Grasso sul blocco della procedura per la formalizzazione dell'acquisto del cantiere da parte della Royalton. La curatela, infatti, non avrebbe fornito in tempo utile per la stipula del contratto l'Ape, l'attestato di prestazione energetica. Il sindaco, comunque, non si dice preoccupato. 

"Una volta ultimate queste procedure burocratiche, i cui tempi mi hanno rassicurato saranno abbastanza brevi – ha aggiunto il primo cittadino – la questione passerà all'Autorità di Sistema Portuale che dovrà avviare la procedura di subentro di concessione che ovviamente sarà sottoposta ad un'attenta analisi delle documentazione dell'azienda, compreso il piano industriale e occupazionale. Superata questa fase burocratica, sarà mia premura tornare a sollecitare l'impiego dei lavoratori ex Privilege nel prossimo cantiere".  

"Il consigliere Grasso dovrebbe sapere, in quanto dipendente dell'Autorità di Sistema Portuale – ha sottolineato il consigliere comunale Francesco Fortunato – che anche se il rogito si fosse concluso nelle settimane addietro, il cantiere comunque non avrebbe potuto aprire visto che il subentro della nuova azienda è subordinato a tutto un percorso burocratico che dovranno seguire gli uffici dell'Autorità di Sistema Portuale. Capisco e comprendo che lo sblocco della vertenza occupazionale sia una delle priorità per il mondo del lavoro cittadino ma visti i numerosi casi del recente passato, che hanno lasciato ferite aperte nella città, l'analisi documentale dovrà, oltre a rispettare le leggi, essere accurata e scrupolosa per evitare il ripetersi di brutte esperienze che questa città già troppe volte ha vissuto". 

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Vaccini, la ministra Grillo: «Depositata una proposta di legge per l’obbligo flessibile»

L’allarme dei pediatri: «Il cosiddetto snellimento delle pratiche burocratiche allenta le maglie del controllo ed aumenta il rischio. L’autocertificazione non è utilizzabile in sanità»

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Cfft: giornata cruciale

CIVITAVECCHIA – Una giornata fondamentale quella di oggi per il futuro dello scalo. Il tavolo convocato in Regione dagli assessori Mauro Alessandri e Claudio Di Berardino per cercare di dirimere la vertenza relativa allo scarico dei container, a seguito dell’ordinanza del presidente dell’Adsp Francesco Maria di Majo che impone, dal 15 settembre l’utilizzo esclusivo, anche per il traffico agroalimentare, della banchina 25 gestita da Rtc, diventa essenziale per capire cosa accadrà nello scalo già da domani. "Se non arriverà un segnale serio e concreto da parte di Molo Vespucci – ha spiegato Sergio Serpente, consigliere della Civitavecchia Fruits Forest Terminal – i problemi non saranno solo per Cfft ma per tutti". Anche perché se venisse impugnato il piano regolatore portuale – alla base dell’ordinanza – questo provocherebbe, a cascata, una serie di conseguenze per tutti gli insediamenti oggi presenti sulle banchine interessate, almeno la 24 e 25, e che da prg non dovrebbero essere lì, dalle crociere alle auto. "Auspichiamo una soluzione – ha aggiunto Serpente – che possa essere compatibile con il mantenimento dei traffici e con le richieste dei clienti, che sono stati rassicurati nel poter svolgere in servizio con le modalità che oggi vengono contestate". 

Chiquita è stata la prima a dire che, se non si potrà più sbarcare direttamente al terminal di Cfft, sarà costretta a dirottare le navi in altri porti. E se non avrà risposte certe nell’arco delle prossime ore opterà proprio per questa soluzione: i tempi tecnici per le pratiche burocratiche legate al viaggio della nave impongono certezze già oggi. 

Oggi Cfft sarà presente al tavolo insieme anche ad Rtc; e questo su espressa richiesta del sindaco Antonio Cozzolino e del delegato del Pincio Francesco Fortunato che ieri hanno convocato una commissione consiliare sul lavoro apposita, invitando anche i vertici del Cffft e quelli di Molo Vespucci. A rappresentare l’Adsp, anche questa volta, il segretario generale Roberta Macii la quale confida nel buonsenso «da parte di tutti gli attori che saranno presenti al tavolo. Questo porto – ha sottolineato – non può permettersi di perdere traffici". Ed il sindaco Cozzolino, in questo senso, è stato chiaro: "Faremo di tutto perché non ci siano problema né ai traffici né ai livelli occupazionali della città che oggi – ha spiegato – non si può permettersi di perdere neanche mezzo posto di lavoro. Devo chiedere al presidente di Majo di farsi parte attiva, molto più presente e fattiva di quanto finora mostrato, per la risoluzione di una vertenza obiettivamente complicata".

Proprio il numero uno di Molo Vespucci è stato richiamato, da più parti, al proprio ruolo; stigmatizzata la sua assenza nei momenti più critici e nei tavoli di discussione. Oggi è atteso in Regione. "E speriamo che si presenti con le idee chiare – ha commentato il presidente della Cpc Enrico Luciani – ossia con la revoca dell’ordinanza. Non esistono mezze misure a questo punto della vertenza. Vogliamo lavorare, non fare battaglie. Ma certo che se arriverà una fumata nera, ognuno si dovrà assumere le proprie responsabilità. E il presidente deve sapere che tutto quello che accadrà dipenderà da lui". C’è timido ottimismo attorno al tavolo di oggi in Regione. Ne è convinto anche il segretario della Filt Cgil Alessandro Borgioni che ne ha richiesto, come sindacato, la convocazione, "perché consci della difficoltà della vertenza che si è incancrenita nel tempo. Una soluzione c’è e deve esserci – ha concluso – in Italia non esiste alcun porto dove l’Authority, attraverso propri provvedimenti, faccia saltare i traffici. Se non si trova la quadra ognuno si dovrà assumere le proprie responsabilità".

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Vertenza Cfft: tutto rinviato in Regione

CIVITAVECCHIA – Una giornata fondamentale, quella di domani per il futuro dello scalo. Il tavolo convocato in Regione dagli assessori Mauro Alessandri e Claudio Di Berardino per cercare di dirimere la vertenza relativa allo scarico dei container, a seguito dell’ordinanza del presidente dell’Adsp Francesco Maria di Majo che impone, dal 15 settembre l’utilizzo esclusivo, anche per il traffico agroalimentare, della banchina 25 gestita da Rtc, diventa essenziale per capire cosa accadrà nello scalo già da mercoledì. Perché senza un segnale chiaro ed una soluzione concreta il rischio di sciopero è davvero alto. Soprattutto per non perdere i traffici consolidati nel tempo. 
Chiquita è stata la prima a dire che, se non si potrà più sbarcare direttamente al terminal di Cfft, sarà costretta a dirottare le navi in altri porti. E se non avrà risposte certe nell’arco delle prossime ore opterà proprio per questa soluzione: i tempi tecnici per le pratiche burocratiche legate al viaggio della nave impongono certezze già oggi. 
Domani Cfft sarà presente al tavolo insieme anche ad Rtc; e questo su espressa richiesta del sindaco Antonio Cozzolino e del delegato del Pincio Francesco Fortunato che ieri hanno convocato una commissione consiliare sul lavoro apposita, invitando anche i vertici del Cfft e quelli di Molo Vespucci. A rappresentare l’Adsp, anche questa volta, il segretario generale Roberta Macii. Il sindaco Cozzolino è stato chiaro: "Faremo di tutto perché non ci siano problema né ai traffici né ai livelli occupazionali della città che oggi – ha spiegato – non si può permettersi di perdere neanche mezzo posto di lavoro. Devo chiedere al presidente di Majo di farsi parte attiva, molto più presente e fattiva di quanto finora mostrato, per la risoluzione di una vertenza obiettivamente complicata». Proprio il numero uno di Molo Vespucci è stato richiamato, da più parti, al proprio ruolo; stigmatizzata la sua assenza nei momenti più critici e nei tavoli di discussione. Domani è atteso in Regione. "E speriamo che si presenti con le idee chiare – ha commentato il presidente della Cpc Enrico Luciani – ossia con la revoca dell’ordinanza". C’è timido ottimismo attorno al tavolo di domani in Regione. Ne è convinto anche il segretario della Filt Cgil Alessandro Borgioni che ne ha richiesto, come sindacato, la convocazione, "perché consci della difficoltà della vertenza che si è incancrenita nel tempo. Una soluzione c’è e deve esserci – ha concluso – in Italia non esiste alcun porto dove l’Authority, attraverso propri provvedimenti, faccia saltare i traffici. Se non si trova la quadra ognuno si dovrà assumere le proprie responsabilità".

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Terrazza Guglielmi: la terrazza del degrado

CIVITAVECCHIA – Bagni pubblici in condizioni indicibili, grate divelte, incuria e sporcizia ovunque: questo è il biglietto da visita di Civitavecchia per chi esce dal porto. La terrazza Guglielmi è avvolta dal degrado. Da anni ormai, ma negli ultimi tempi non si è fatto nulla per riportare almeno un minino di decenza. Soprattutto se si considera che passano da lì centinaia e centinaia di crocieristi e di turisti, ad un passo dalla Marina, frequentata da famiglie e bambini. Nel 2016 la donazione da parte della signora Lida Guglielmi Grazioli Lante Della Rovere, poi le pratiche burocratiche. Ad inizio giugno l’approvazione del progetto definitivo da 400mila euro, poi più nulla. “Così non si può andare avanti”, insorgono i commercianti dei locali sottostanti che auspicano una accelerazione.

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Csp: compattatori, situazione tornata alla normalità

CIVITAVECCHIA – “Situazione tornata alla normalità per i compattatori”. Lo rende noto l'amministratore unico di Civitavecchia servizi pubblici Francesco de Leva, dopo i problemi relativi ai compattatori affittati da ditta esterna avuti nei giorni scorsi.

I tre mezzi in affitto, infatti, erano inutilizzabili perché appartenenti alla massa fallimentare di una terza società fallita e non potevano essere acquistati dalla società che ha poi affittato al Comune fino a dicembre 2018. Il sindaco Antonio Cozzolino si era subito detto pronto a chiedere i danni.

Ma l’amministratore della Csp informa: "La società di leasing ha ammesso l’errore – afferma de Leva – ha risolto il problema e ci ha dato i documenti corretti in tempi rapidi. Anche le altre procedure burocratiche si sono così ultimate rapidamente e con un disagio all'utenza minimo. Il servizio di raccolta rifiuti – conclude – proseguirà quindi nel prossimo periodo senza problemi di sorta dal punto di vista dei mezzi necessari".

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Anagrafe: chiesto un potenziamento

CIVITAVECCHIA – Si va verso lo stato di agitazione. Questa la decisione presa ieri, al termine dell’assemblea dei dipendenti dell’ufficio Anagrafe, con Cgil, Cisl, Uil ed Usb intenzionati a chiedere un incontro urgente al sindaco Cozzolino. La prima richiesta è quella di un incremento del personale, che da 22 unità è passato in pochi anni a 14; un numero oggi insufficiente per garantire i tanti servizi, tra l’altro aumentati nell’ultimo periodo. Basti pensare alla pratica per le nuove carte di identità elettroniche: servono 10/12 minuti a documento. L’ufficio è dotato di due macchinette, quando in realtà ne servirebbe una ogni 10mila abitanti, quindi Civitavecchia ne dovrebbe avere almeno cinque. «L’amministrazione comunale è cosciente che la situazione all’anagrafe vada migliorata  – ha garantito l’assessore Alessandra Lecis – e sta lavorando già da tempo in tal senso. Diverse sono le criticità riscontrate che si intendono risolvere in maniera strutturale». A quanto pare il Pincio avrebbe già avviato le procedure burocratiche necessarie per dotare l’ufficio di un sistema di prenotazione elettronico e, in seguito, si pensa anche ad una App per prenotarsi da smartphone. «Per quanto riguarda il personale, il dirigente apposito sta valutando la possibilità di dotare, almeno temporaneamente, l’ufficio di una unità in più – ha aggiunto – un altro imprevisto, che purtroppo avviene frequentemente d’estate, che si sta risolvendo è quello delle carte di identità ‘‘in urgenza’’. Infine, per quanto riguarda la terza postazione idonea ad emettere la carta d’identità, formale richiesta è già stata inoltrata al competente Ministero».

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Iniziati i lavori per la realizzazione del ponticello delle Saline

TARQUINIA – Il Comune di Tarquinia ha iniziato ieri i lavori per la messa in sicurezza dell’ex foce di Ponente attraverso il rifacimento delle aree crollate.
L’area era stata interdetta per motivi di sicurezza lo scorso dicembre, dopo che l’erosione del mare aveva creato una voragine di notevoli dimensioni  proprio sul molo che congiunge due delle spiagge più amate della cittadina tirrenica.
Dopo la fase di monitoraggio della spaccatura e l’attuazione dei dovuti rilievi, la prossima settimana sarà installato il ponticello che permetterà ai tanti bagnanti l’accesso alla spiaggia delle Saline. 
«Abbiamo seguito un iter di somma urgenza – spiega l’assessora ai Lavori pubblici Laura Sposetti – riuscendo a realizzare il ponte  nel minor tempo possibile e consentendo così la fruizione della spiaggia a stagione balneare appena iniziata». 
«Per quanto non fosse di nostra competenza, – aggiunge la delegata –  visto che l’area interessata è proprietà del Demanio, in accordo con quest’ultimo siamo intervenuti per sanare la situazione. L’opera è ovviamente temporanea, in seguito il Comune presenterà un progetto al Demanio per  la ristrutturazione definitiva del molo».
«Questa mattina sono iniziati i lavori di messa in sicurezza delle parti pericolose della Foce di Ponente alle Saline – commenta Alessio Gambetti di ‘‘Tarquinia nel cuore –  Le criticità della struttura e la contestuale richiesta di realizzare un ponticello che garantisse un passaggio più sicuro per le persone sono state sollevate giá dallo scorso agosto, quasi un anno fa. In questi mesi abbiamo sollecitato tutti gli Enti interessati: il Ministero dell’Ambiente, la Regione Lazio, l’Ardis, il Comune di Tarquinia, i Carabinieri del Nucleo Tutela Ambientale, la Capitaneria di Porto, l’Agenzia del Demanio. Assieme a molti concittadini non abbiamo mai mollato, continuando a spingere perché venissero eseguiti questi interventi importantissimi. Una battaglia vinta grazie all’amore di tanti tarquiniesi che hanno deciso di non mettere la testa sotto la sabbia, di non accontentarsi dello stato dei fatti e di continuare ad attenzionare i problemi senza sosta e senza scoraggiarsi. Quello che ha vinto, con l’inizio dei lavori alla Foce di Ponente, é questo rinnovato senso civico, questo desiderio di non accontentarsi al degrado e di dimostrare amore per il nostro territorio, in barba a lentezze burocratiche ed altri mali che affliggono la nostra societá. Grazie tarquiniesi».

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Usi civici, il Comune si schiera al fianco dei cittadini

CIVITAVECCHIA – Una mozione per impegnare l'amministrazione comunale a segnalare al Parlamento e al Ministero dell’Ambiente l’esistenza della problematica al fine di trovare una procedura snella e rigorosa per risolverla. È quanto presentato dal consigliere comunale del M5S Emanuele La Rosa, alla luce della sentenza della Corte Costituzionale n.113 del 31 maggio scorso "che ha aggravato notevolmente la situazione dei cittadini che sono in possesso di un immobile sito su aree del demanio collettivo. Nella sentenza i giudici della Corte Costituzionale – ha ricordato – hanno ribadito che il demanio collettivo è uno strumento di tutela per il paesaggio e l’ambiente; nonostante la condivisibile finalità degli Usi Civici, questa non vale nel caso di molte aree demaniali già urbanizzate di Civitavecchia le quali non hanno alcun valore né ambientale né paesaggistico".

La Rosa ha spiegato come nel caso di Civitavecchia la situazione è stata resa particolarmente grave perché alcuni quartieri sono nati in aree demaniali prima che la sentenza n.181 del 1990 da parte del commissario degli usi civici ne stabilisse la demanialità. "Va anche detto che negli anni successivi, fino al 2015, si sono succeduti atti di compravendita di immobili siti in aree di demanio collettivo senza un intervento degli Enti preposti al controllo. Data la gravità di questa situazione – ha sottolineato – molti cittadini hanno fatto ricorso al commissario degli Usi Civici per rivedere i confini delle aree gravate da uso civico, e lo hanno fatto portando nuovi documenti che non erano stati portati durante il ricorso precedente".

Data l’importanza della vicenda, l’amministrazione comunale di Civitavecchia ha dato incarico ad un proprio Ctu di elaborare una perizia di parte e ha dato mandato ai propri avvocati di prendere parte ai ricorsi che sono stati intentati presso il Commissario agli Usi Civici. "In questa maniera – ha concluso La Rosa – l’Amministrazione Comunale intende tutelare i cittadini che incolpevolmente si sono ritrovati a pagare per le negligenze e le inefficienze burocratiche che hanno creato un problema complicato e grave. Parleremo di tutte queste cose durante il prossimo consiglio comunale dedicato agli Usi Civici".
 

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