Andrea Buscemi, l’assessore leghista condannato per stalking che non si vuole dimettere

Bufera a Pisa su Andrea Buscemi, attore in serie tv come Don Matteo: Ventimila firme contro, ma lui non molla. Vessava e faceva pedinare la ex, ma il reato si è prescritto

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Merkel attende Conte a BerlinoE cerca un’intesa sui profughi

Cancelliera nella bufera, dopo l’ultimatum del ministro dell’Interno Seehofer

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Pd nella bufera: Ferri non arretra

CIVITAVECCHIA – Una critica strumentale e faziosa. Così il segretario del Partito democratico Germano Ferri legge le ultime dichiarazioni arrivate da 21 dem, guidati dall'ex segretario Enrico Leopardo, che criticavano appunto la decisione di Ferri di voler azzerare la segreteria, i cui rappresentati "mi furono assegnati – ha ricordato Ferri – subito dopo il congresso da meri giochi di potere, i quali escludevano volontariamente di sana pianta tutta una fetta di Partito, con il solo scopo di dare dei ruoli, senza alcun valore reale, a chi si doveva accontentare. Tralasciando il fatto che alcune di queste persone interne alla Segreteria negli ultimi mesi hanno fatto di tutto per ostacolare il lavoro del Pd di Civitavecchia al fine di favorire il personalismo di pochi in vista delle prossime comunali, non portando alcun contributo allo stesso ed addirittura disertando volontariamente ogni segreteria e direzione, come già detto ho deciso di non avvalermi più della Segreteria per far riferimento esclusivamente al Direttivo, unico organo decisionale del Partito, regolarmente eletto dagli iscritti con il congresso e rappresentante perfettamente tutte le anime del Pd locale".   

E dicendosi convinto che "un po' di centrismo democratico nel partito non può che fare solo bene", e che i litigi interni non fanno altro che "farci perdere giorno dopo giorno sempre più consensi", Ferri è deciso a proseguire sulla strada tracciata, senza esitazioni, soprattutto in vista delle prossime amministrative. 

"Per vincere dobbiamo prendere spunto dal modello vincente di coalizione ampia e plurale ideato dal presidente Zingaretti alle ultime elezioni – ha aggiunto – per fare ciò però serve unità. Questa è senza ombra di dubbio una chiara scelta di responsabilità e democrazia. Continuiamo. Questa decisione è in trattativa da novembre 2017 e solo ora, dopo 6 mesi, è stata attuata. Non è arrivata come un fulmine a ciel sereno e soprattutto i membri dell'area che lamenta ciò, nei 2 mesi passati hanno mandato a monte ben 5 incontri in cui potevano esprimere le loro perplessità. Parlare ora di questa mia scelta, di cui mi assumo ogni responsabilità come un'azione che mina l'unità del Partito quando la stessa è mossa esclusivamente da intenti inclusivi e trova largo consenso trasversalmente a tutto il Pd di Civitavecchia, è paradossale. Oltretutto trovo ipocrita da parte di certe persone il fatto di volersi ora vestire di candido bianco e gridare alla divisione quando, fino ad ora, si è fatto di tutto per impedire questa mia scelta che rappresenta l'unica per rendere unito e competitivo il nostro partito in vista delle prossime comunali dato che, tale azione, va a togliere a date persone il potere di spostare gli assi decisionali a loro necessità, come accade da anni a questa parte, rendendoli, di fatto, tanti tra i tanti. Ricordo che qualche tempo fa Veltroni allertò sul fatto che dividersi nel Pd era da irresponsabili dato che avrebbe aperto la strada a destre e populismi, combattersi all’interno della sinistra sarebbe stato un errore storico incalcolabile. A marzo così è stato, cerchiamo di non ripetere lo stesso errore per le elezioni comunali del prossimo anno nel bene dei nostri concittadini e di una Civitavecchia dilaniata dall'incompetenza del M5S. Concludo poi con un sorriso vedendo i tanti attacchi provenienti esclusivamente da una sola parte specifica del partito verso la mia vita privata e professionale, atteggiamento tipico – ha cocluso – di persone di basso profilo che hanno carenza di temi con cui discutere".

 

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Vicesindaca in cucina col grembiule di Mussolini, l’Anpi: si dimetta subito

A San Giovanni Rotondo bufera politica sulla vicesindaca Canistro, coordinatrice provinciale di Direzione Italia. La replica: è una foto postata da un’amica senza il mio consenso, sono antifascista ed è stato un gioco goliardico durante una festa privata

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Authority: Marietta Tidei scende in campo per difendere Di Majo

CIVITAVECCHIA – "Il porto è troppo importante: le sue vicende interne e le divergenze, se ci sono, non possono finire sui giornali per essere trattate come una telenovela né le divergenze manageriali  possono diventare terreno di scontro tra opposte tifoserie".

Il consigliere regionale del Pd Marietta Tidei scende in campoa difesa dell'operato di Francesco Maria di Majo, all'indomani dell'ennesima bufera che ha investito Molo Vespucci dopo la richiesta di dimissioni avanzata dal presidente alla segretaria generale Roberta Macii.

"Lo scalo deve andare avanti liberandosi del passato, una triste stagione che ha lasciato una rete di privilegi, clientele e debiti – ha aggiunto Tidei – insomma, non si è ancora ingiallita la fotografia fatta tre anni fa dal capo degli ispettori del Mef e i rilievi segnalati alla Corte dei Conti, ma è rimasta appesa nello studio del Presidente, dove ora siede Di Majo. Un'eredità fatta di oltre cento contenziosi lasciati aperti, di una pesante condanna a risarcire la Total Erg, dell’affaire Port Mobility,  caduta in mano ai privati, di fatto una famiglia, con un asset di 400 milioni in 30 anni senza mai aver vinto una gara. In tutto questo, il presidente Francesco Di Majo è la persona giusta per rimettere a posto le cose e contemporaneamente mandare avanti i progetti. Tra poco, mi risulta, prenderà il via il nuovo piano delle opere portuali e le imprese locali devono essere messe in condizioni di competere con un approccio del tutto “open”, che garantisca a tutti di partecipare, organizzando per tempo la loro struttura, i loro processi interni e formando, se necessario, le professionalità richieste".

La Tidei si dice quindi dispiaciuta, sul piano personale, "che ci siano stati dissapori con la dottoressa Macii e che le sue esternazioni, come prevedibile – ha evidenziato – siano state riprese anche da quei giornali che di recente avevano pubblicato attacchi volgari e personali contro il Presidente. Ma capisco il momento di umana debolezza e sono certa che prevarrà in lei la professionista, rimanendo costantemente e visibilmente sempre “super partes”, senza cedimenti o concessioni alla sfera personale, tra cui ricomprendo anche lo sfogo di questi giorni. Lo sviluppo del porto deve andare avanti nell'interesse della città e di tutto il territorio. Le volgarità e le spy stories lasciamole a chi non ha altro a cui pensare. I rappresentanti delle istituzioni tutte, al di là del colore politico, diano una mano ai processi di sviluppo del territorio".  

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Martina Tosoni vicesindaco, il Pd: ''Ci aspettavamo una persona di esperienza''

TARQUINIA – Una persona di maggiore esperienza per rappresentare la città di Tarquinia. È questa l’ennesima richiesta che la segreteria del Partito democratico lancia all’indirizzo del sindaco Pietro Mencarini all’indomani della scelta del primo cittadino di affidare la funzione di vicesindaco a Martina Tosoni, del gruppo Rinnova, come il dimissionario Manuel Catini.  Il segretario del Pd Armando Palmini scrive una lettera aperta al primo cittadino per criticare le sue scelte. «Egregio Sig. Sindaco riteniamo doveroso esprimerle il nostro sconcerto per l’ultimo provvedimento d lei adottato, in data 5 aprile u.s.: la nomina a vice sindaco dell’Assessore Martina Tosoni. Non esprimiamo, naturalmente giudizi di valore sulla persona ma dobbiamo nostro malgrado, costatare alcuni fatti che riteniamo gravemente contrari all’interesse dei cittadini». «Dopo la bufera di risonanza nazionale scatenata dalla superficialità politica dell’assessore Catini – spiegano i democrat – ci saremmo aspettati che Lei, compresa la morale della vicenda, avesse affidato l’incarico di vicesindaco, che è quello di maggiore rappresentatività istituzionale dopo il suo, a persona di maggior esperienza e di più solida affidabilità, senza tener conto di logiche spartitorie e interessi di bottega. Invece, Lei, perseverando in un atteggiamento di autolesionismo, non ha trovato di meglio da fare che mandare al macello un’altra neofita della sua compagine, giovane e fin troppo inesperta». «Appare evidente – rimarca Palmini – che Lei non tiene in debito conto le varie componenti che la sostengono, né vuole mandare segnali di pacificazione alle componenti politiche che legittimamente svolgono un ruolo di opposizione, ma questi sono affari suoi. Il problema è che mentre riempite i giornali d’imprese politicamente inconcepibili, la raccolta della spazzatura comincia a mostrare segni di cedimento e la pubblica illuminazione, pure. Se fa una ricognizione notturna al Paparello, ad esempio, potrà rendersi conto di persona che si comincia a intravvedere uno scenario di preoccupante inettitudine al quale, se si dovessero aggiungere ulteriori ‘‘intemperanze politico istituzionali’’ dovute all’inesperienza e all’improvvisazione, saremmo costretti a opporci con una determinazione che Lei, ancora, non ha conosciuto». «Non si può tollerare all’infinito – concludono dal Pd – e la nostra pazienza si va repentinamente esaurendo.  Ha vinto le elezioni. Benissimo; si decida una buona volta ad amministrarlo questo paese».

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Mercatini, bufera su D’Antò

CIVITAVECCHIA – «Si pensi a vere forme di promozione turistica, capaci di attirare veri flussi, che diano dignità culturale e coinvolgano veramente il tessuto cittadino». È il consiglio di Tullio Nunzi presidente dell’associazione culturale Meno poltrone più panchine che incalza l’assessore al Turismo e Commercio pentastellato Enzo D’Antò dopo l’ennesimo evento a tema ‘‘bancarelle’’. Italia Pikkante ha sollevato una serie di polemiche da parte di molti commercianti e lo stesso assessore ha annunciato contestazioni all’organizzatore dell’evento.

Ma per i commercianti la misura è colma. Nunzi si rivolge a D’Antò, assicurando di non avere pregiudizi nei suo confronti anche se ammette: «Qualche dubbio mi pervade nel momento in cui si devono giudicare le sue attività come assessore al commercio. I compiti di un assessore – evidenzia Nunzi – dovrebbero essere non quelli di tutela, bensì permettere ad un comparto vitale economicamente, di poter svolgere la propria attività, in un contesto di libera concorrenza».  Nunzi prosegue sottolineando come compito di un assessore dovrebbe essere quello di mettere nella possibilità di svolgere la propria attività ogni forma distributiva. L’esempio più lampante è quello del mercato di piazza Regina Margherita «fatiscente e pericoloso, diviso in tronconi, con un decoro urbano vicino al degrado. Difficilmente – tuona Nunzi – può competere con i centri commerciali». Difficoltà ampliate «se poi si aggiungono settimanalmente la riproposizione di mercatini, che in pratica entrano in concorrenza con gli operatori, né aggiungono alcunché di attrattiva turistica, beh – incalza Nunzi – se i commercianti hanno la sensazione di lavorare ‘‘contro’’ non si può dar loro torto».

Nunzi invita ad un taglio netto e definitivo, senza continuare a dire «che mercati del genere attraggono flussi turistici, perché – dichiara duro – a questo punto entriamo nel ridicolo, e nell’ignoranza economica». Secondo Nunzi la sensazione è che la categoria dei commercianti non riceva la giusta considerazione e che manchi «non una tutela, (i commercianti non hanno mai chiesto assistenzialismo, privilegi, o altro) ma – conclude Nunzi – quella considerazione dovuta e necessaria da parte di un assessore al commercio».

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Tosap e affissioni, bufera su Palazzo del Pincio

CIVITAVECCHIA – “Totale assenza di comunicazione e condivisione del metodo». È la dura, anzi durissima, replica del presidente della Confcommercio Civitavecchia alla risposta dell’amministrazione comunale sul’ imposta di pubblicità, Tosap e affissioni.

In sostanza da Palazzo del Pincio hanno reso noto di essere al lavoro per regolarizzare le entrate, nessuna nuova tassa. Una risposta che non è stata gradita né da Confcommercio né dallo Sportello dei consumatori. Dopo le polemiche dei giorni scorsi torna nuovamente all’attacco Luciani che abbandona i toni più pacati della richiesta di chiarimenti precedente.

“Dalla risposta dell’amministrazione comunale alla nostra richiesta di maggiore rispetto – tuona il presidente della Confcommercio locale – è evidente che il reale problema del commercio cittadino non è stato compreso. Individuare difformità nei pagamenti dei tributi locali è certamente compito degli uffici comunali. Anche perché, se ognuno versa quanto dovuto, tutti versano il giusto, senza impiegare risorse pubbliche per ‘‘scovare i furbi’’. È altrettanto vero che in occasione di censimenti – evidenzia –  si comunica il metodo che si intende seguire e si coinvolgono i destinatari per ottenere il risultato migliore”.

Comunicazione che non c’è stata. “Se questa Amministrazione intende adottare una linea ferma nella gestione della città e dei servizi, li garantisca. Quindi, mai parlato di aumenti delle tariffe, ma di completa mancanza di considerazione. Tranne quando c’è da pagare – conclude Luciani – troppo semplice governare così”.

Lo Sportello invece segnala “tassazione – scrivono – anche per i cartelli esposti dalle agenzie immobiliari con l’indicazione delle case in vendita o in affitto, oppure ad alcuni bar che esponevano cartelli con le varie tipologie di caffè disponibili”.

Dallo Sportello dei consumatori spiegano che gli esercenti espongono questi cartelli perché “ovviamente, le agenzie immobiliari non possono esporre in vetrina direttamente gli immobili, o i bar esporre direttamente in vetrina il caffè allo zenzero confidando sull'ottimo olfatto dei passanti per coglierne il particolare odore. Ora perché un negozio di abbigliamento può esporre tranquillamente le scarpe o i vestiti che propone per la vendita, ed altre tipologie di esercizi commerciali non devono avere la stessa opportunità? Questi costi aggiuntivi poi, su chi pensate vengano scaricati, se non sui consumatori che acquistano da questi negozi? Temiamo – proseguono dallo Sportello – che il Sindaco coglierà l'occasione per tassare anche scarpe, vestiti e quant'altro sia esposto in una vetrina”.

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