Pino Quartullo in scena al Teatro Ghione di Roma

CIVITAVECCHIA – Pino Quartullo porta in scena “Sei lezioni di danza a domicilio” al Teatro Ghione di Roma. Lo spettacolo, con le coreografie di Maria Luisa Rubulotta, sarà sul palco da giovedì a sabato.

Una simpatica signora borghese decide di reagire alla solitudine prendendo lezioni di danza in casa. Un giovane bizzarro ballerino cambierà la sua vita. Sei scene, sei stili di danza da imparare in fretta, 6 attori e 6 attrici si alterneranno per interpretare i 2 personaggi pieni di sorprese. Il primo stile sarà lo swing con Margherita Macor e Roberto Fazioli, sarà poi la volta del tango con Giusy Armato e Antonio Massimo, poi ci sarà il valzer con Maria Luisa Rubulotta e Gabriele Del Cane. Nella quarta settimana ci saranno Francesca Spina e Daniele Ceccarelli con il fox-trot, Iolanda Zanfrisco e Mattia Calefati porteranno in scena il cha cha cha, mentre Silvia Bruni e Alessandro Orfini: disco e balli moderni.

Una commedia brillante, attuale, che non fa mai mancare il colpo di scena, che commuove e crea continuamente spunti di riflessione, anche comici ed ironici. Pino Quartullo  non dirige due attori, ma dodici:  ogni settimana.

Michele insegnerà a Lilli una nuova danza, e ad ogni lezione  entrerà in scena una nuova coppia di attori.
Il progetto nasce da un workshop per attori, diretto da Pino Quartullo nel Forte Michelangelo di Civitavecchia, in collaborazione con la Capitaneria di porto.  Il cambio di coppie sorprenderà lo spettatore scena per scena, facendolo meditare su quanto possa cambiare un personaggio se interpretato da diversi interpreti, scoprendo ogni volta aspetti umani imprevedibili, a seconda dalle caratteristiche fisiche, psicologiche, vocali  dell'interprete. Ogni interprete porterà sulla scene soprattutto se stesso, cercando di mantenere le proprie caratteristiche umane, esattamente come nella vita reale, ma mettendole al servizio dei due personaggi. 

Giovedì  e venerdì lo spettacolo sarà sul palco del Ghione alle 21 mentre sabato doppio spettacolo alle 17 e alle 21.

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Manziana, bandiere a mezz'asta e concerto spostato a lunedì 20 agosto

MANZIANA – In concomitanza con i primi funerali delle vittime del tragico crollo del Ponte Morandi a Genova, per la giornata di oggi anche Manzana proclama  il lutto nazionale. Bandiere a mezz'asta e concerto in programma questa sera posticipato a lunedì 20 agosto (sempre alle 21:45 e in Piazza Tittoni).
"Quella di Genova e' una vicenda che lascia senza parole e invita tutti a riflettere sull'importanza della sicurezza – dichiara il Sindaco Bruni – A nome di tutti i manzianesi esprimo il nostro cordoglio e la nostra vicinanza ai famigliari delle vittime, alle famiglie allontanate dalle proprie case e alla città di Genova, confidando che lo Stato sia in grado di essergli concretamente vicino e sappia individuare in tempi brevi le cause di un evento che non doveva mai e poi mai accadere. Infine, non da ultimo, un grande ringraziamento a tutte le donne e uomini a lavoro fin dalle prime ore e senza sosta per soccorrere i feriti e mettere in sicurezza l'area."
Cittadini liberi di esprimere il proprio dolore nelle forme che ciascuno riterrà più idonee a Bracciano. A comunicarlo è stata proprio l'amministrazione comunale che a seguito della proclamazione del lutto nazionale, in concomitanza con lo svolgimento dei funerali delle vittime del crollo del ponte a Genova, si associa al cordoglio dele famiglie e invita "i cittadini tutti ad esprimere il proprio dolore per il grave lutto nelle forme che ciascuno riterrà più idonee".

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Bracciano: Incidente stradale, muore il consigliere comunale Salvatore Ferretti

BRACCIANO – Ha perso la vita a causa di un incidente stradale il consigliere comunale di Bracciano Salvatore Ferretti. L'incidente si è verificato ieri mattina sulla provinciale del Sasso e ha viste coinvolte anche altre due persone. Il consigliere, apparso grave era stato elitrasportato al Gemelli di Roma. Purtroppo però in serata si è spento. 

A stringersi attorno alla famiglia del consigliere è anche l'amministrazione comunale di Manziana del sindaco Bruno Bruni: "La tragica scomparsa del consigilere delegato del Comune di Bracciano, Salvatore Ferretti, è una notizia terribile per chiunque abbia avuto l'occasione di conoscerlo di persona. Salvatore era in primis un amico ma soprattutto un uomo onesto, educato, pacato e impegnato a dedicare il suo tempo e le sue energie a servizio del paese che l'aveva visto nascere 55 anni fa. Alla moglie Maria Grazia e ai figli Giulio e Lorenzo arrivi il nostro affettuoso abbraccio e le nostre più sentite condoglianze".

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Bracciano: Incidente stradale, muore il consigliere comunale Salvatore Ferretti

BRACCIANO – Ha perso la vita a causa di un incidente stradale il consigliere comunale di Bracciano Salvatore Ferretti. L'incidente si è verificato ieri mattina sulla provinciale del Sasso e ha viste coinvolte anche altre due persone. Il consigliere, apparso grave era stato elitrasportato al Gemelli di Roma. Purtroppo però in serata si è spento. 

A stringersi attorno alla famiglia del consigliere è anche l'amministrazione comunale di Manziana del sindaco Bruno Bruni: "La tragica scomparsa del consigilere delegato del Comune di Bracciano, Salvatore Ferretti, è una notizia terribile per chiunque abbia avuto l'occasione di conoscerlo di persona. Salvatore era in primis un amico ma soprattutto un uomo onesto, educato, pacato e impegnato a dedicare il suo tempo e le sue energie a servizio del paese che l'aveva visto nascere 55 anni fa. Alla moglie Maria Grazia e ai figli Giulio e Lorenzo arrivi il nostro affettuoso abbraccio e le nostre più sentite condoglianze".

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Un fiume di gente alla fiaccolata per Marco

di G. OLZAI e T. MORETTI

CERVETERI – Partecipazione straordinaria alla fiaccolata in ricordo di Marco Vannini per protestare contro una sentenza ritenuta iniqua e ingiusta. Circa 10mila persone hanno sfilato lungo le vie cittadine al grido di «Giustizia, giustizia!» intercalato dall’espressione «Vergogna, vergogna!» diretta più che a soggetti precisi ed identificabili, ad una situazione che si era venuta a creare. La richiesta civile e ordinata era rivolta a chiunque potesse garantire una giustizia equa attraverso il trionfo della verità. Una verità che veniva sottolineato serve a Marco, serve alla sua mamma e al suo papà e ha tutti quelli che gli hanno voluto e continuano a volergli bene. Si sentiva dalla invocazione costante del suo nome gridato dal cuore: «Marco! Marco! Marco!».  Tantissimi, come i genitori, indossavano magliette bianche con la foto di Marco. Ad aprire il corteo lo striscione con la foto di Marco e la scritta @noninmionome giustizia per Marco Vannini come a dissociarsi da quel popolo in nome del quale era stata emessa quella sentenza. L’hashtag diventato virale nel web «Non in mio nome», filo conduttore della manifestazione, è stato urlato come un tormentone. Significativi altri due striscioni contenenti uno la scritta «Noi avremo la nostra giustizia in questa vita o nell’altra»  e l’altro «Il popolo italiano vuole giustizia» che si sintetizzavano il malcontento popolare. L’enorme serpentone di donne, uomini, anziani e bambini molti dei quali tenevano per mano un palloncino bianco, si muoveva avvolto da una serata dal clima clemente, si può osare accogliente, quasi fosse un presagio e al tempo stesso una benedizione. Nonostante l’asprezza del tema si coglieva dai commenti personali di capannelli e piccoli gruppi di conoscenti, l’essenza della necessità di partecipare. Sembrava tutti avessero capito che quella luce che tenevano nelle loro mani fosse necessaria ad illuminare le menti, ad aiutare a distinguere il bene dal male, la vita dalle umane miserie con le quali in questo caso era stata barattata. Una lezione di civiltà morale che pretende di incontrarsi col diritto in quanto fonte d’ispirazione della norma, abbattendo l’originale sillogismo della morale e del diritto che non si incontrano mai. Una serata che si è conclusa con gli applausi scroscianti della folla quando mamma Marina indicando una gigantografia di Marco diceva: «Vedete la foto di mio figlio, il suo sorriso. Io credo che con questa fiaccolata Marco vuole lasciare un messaggio alla nostra società. Forse non è morto invano, perché  la sua purezza, la sua compostezza, il suo essere stato una persona amata e conosciuta che ha dato sempre una parola buona a tutti, ci vuole dire che deve cambiare qualcosa in questa nostra Italia».

FAMILIARI

Mamma Marina: «Ho provato delle emozioni stupende. Mi sono sentita amata da tutti. Ho avvertito l’amore che tutti nutrono per Marco e che nessuno lo dimentica. Lo sentivo vicino a me quando ho visto una stella luminosa che brillava nel cielo. Era come se lui fosse lì e diceva a tutti grazie per quello che state facendo. Una sensazione meravigliosa, vedere una comunità unita nel dolore. E’ vero che il dolore ce l’ho io, però l’ho avvertito in tutti. Ho visto mamme piangere  che mi venivano vicino e mi dicevano “signora, è coraggiosa, è forte, continui così, lo faccia anche per noi perché noi siamo mamme come lei’’. Erano tutti arrabbiati. E’ stata tutta un’emozione. Certo non nascondo che avrei preferito essere dentro casa mia e averci mio figlio vicino. Però, probabilmente, Marco ha voluto mandare un messaggio a questa società. Marco amava tanto la storia. Quando andava a scuola era la sua materia preferita. E sicuramente nella storia lascerà un segno facendo cambiare qualcosa».
Papà Valerio: «La fiaccolata è stata stupenda. C’è stato un flusso di gente che era  inaspettato. Evidentemente è entrata nel cuore delle persone. Non perché siamo bravi ma perché quello che è successo è di uno squallore allucinante. E dopo tutte le porcate fatte quella sera in quella casa, non dico che sono stati premiati, ma tre anni ai familiari, che praticamente non si fanno un giorno di carcere, e soprattutto Viola che sta fuori è assurdo. Viola aveva un telefonino col quale giocava tutto il giorno e poteva fare una chiamata al 118 quella sera, così non si arrivava a questo punto. Marco sarebbe tra noi se l’avesse fatto. Nessuno può dire che lei non c’entra niente. Spero che ci sia un appello e che vengano riviste le punizioni per queste persone. E’ umanamente inaccettabile che una persona che si macchia di un reato del genere possa passarla liscia». Alla domanda circa l’emozione provata a vedere tanta gene, papà Valerio risponde: «Pensavo a cosa Marco avrebbe detto di noi. Siamo persone semplici, umili mai avremmo fatto una cosa così eclatante con tante persone e Marco penso ci avrebbe guardato sbalordito – dice sorridendo – e sicuramente ci avrebbe detto qualcosa. Mia moglie ha una grande forza, nonostante tutto quello che sta passando, riesce ad avere la sua grinta nell’affrontare la cosa. Ci sono poche persone così. Io faccio da spalla. Le persone mi dicono che il mio silenzio parla. Sentivo il calore delle persone perché è quello che aiuta me in modo particolare non solo ad andare avanti ma anche a trovare il coraggio di esprimere i miei sentimenti. E’ come se loro me lo chiedessero, volessero una conferma. Alla fiaccolata ho avuto emozioni belle tra virgolette perché la causa purtroppo è bruttissima. Vedere tutte quelle persone che ci stavano vicino e in sintonia con le nostre idee come se si sentissero toccati come fossero dei familiari, è stato molto bello». 
La zia Anna Conte: «Sono molto emozionata, molto commossa e mi auguro che sia l’inizio di qualcosa di buono non solo per noi ma anche per le altre persone per ottenere giustizia. Speriamo si arrivi alla verità anche se a me sembra così palese. Tanta gente ha preso parte al nostro dolore. Ha partecipato e spero che ci aiuti con la presenza a far ottenere a Marco la giustizia che si merita».   
Lo zio Roberto Carlini: «Siamo pienamente sodisfatti per l’esito di questa manifestazione. Siamo riusciti a far scendere in piazza circa 10mila persone che con la loro presenza hanno testimoniato la loro solidarietà e vicinanza alla famiglia ma soprattutto si sono distaccati da una giustizia non giusta che ogni giorno, a parte il caso di Marco, viene rappresentata nei vari casi. La gente è stanca. E’ stanca e quando può, coglie l’occasione per scendere in piazza e manifestare. Ma la cosa che ci ha fatto ancor più piacere è vedere i sindaci che si sono uniti a noi indossando la fascia tricolore. Erano i sindaci dei comuni limitrofi che rappresentano centinaia di migliaia di persone. Questo ci ha fatto immensamente piacere perché significa che anche le istituzioni si sono schierate dalla nostra parte».
Il cugino Alessandro Carlini: «Vedere ieri sera quante persone sono scese in piazza per chiedere giustizia per Marco è stata per noi un’emozione immensa. Non potremmo mai dimenticare quello che state facendo da tre anni per la nostra famiglia. Spesso la gente ci ferma o ci scrive per dirci che siamo un esempio per tutti e che siamo una famiglia speciale. Beh lasciateci dire che le persone speciali siete voi e che in questi anni ci avete insegnato veramente tanto rendendoci delle persone migliori. Volevamo ringraziare tutte le persone presenti ieri sera a Cerveteri, Roma, Milano, Pavia, Sanremo, Reggio Calabria, Olbia, Cagliari, Arezzo, Bologna, Tor San Lorenzo, ma anche tutte quelle che non hanno potuto partecipare ma che con il cuore erano lì con noi. Chi di dovere non potrà far finta di non vedere quello che è accaduto ieri sera!!! Noi non molleremo mai!»

 

SICUREZZA

La presenza delle Forze dell’ordine era imponente ma discreta.  La presenza delle autorità dell’arma dei carabinieri nella persona del comandante della compagnia di Civitavecchia, il capitano Marco Belillo e del dirigente del commissariato della Polizia di Stato, sempre di Civitavecchia Nicola Regna, facevano capire subito quanta e quale attenzione aveva attirato questa manifestazione, con buoni  e corretti intendimenti da parte degli organizzatori, ma comunque figlia dei social, attraverso i quali aveva avuto adesioni mai viste per questo territorio e che hanno quindi imposto la valutazione di variabili di non poco conto, vista la difficoltà ad identificare il target dei partecipanti. I presupposti erano chiari. Si manifestava contro una sentenza  di un tribunale ritenuta ingiusta appellandosi al sacrosanto diritto della critica senza però mai mettere in discussione che comunque le sentenze vanno rispettate e accettate, pilastro del nostro ordinamento giuridico. Quanti avevano capito il vero senso della manifestazione? Quanti potevano essere quelli che non volevano capire e che potevano approfittare della grossa ribalta offerta dall’evento tentando di strumentalizzarla e di cambiarne volto e significato? Il rischio c’era e le autorità se ne sono fatte carico ai massimi livelli. E’ stata l’occasione per il comandante Belillo di conoscere personalmente mamma Marina,  che le ha presentato personalmente il comandante della caserma di Cerveteri il luogotenente Polizzi, mite e allo stesso tempo tenace e grintosa, che ha reagito come solo l’istinto di una femmina sa reagire quando fai un torto al figlio. E Marco, il figlio, il torto lo ha subito e questo si al di là di ogni ragionevole dubbio. Sarebbe congettura impegnare parole per spiegare che sentimento può aver suscitato quella mamma addolorata e arrabbiata sul giovane comandante Belillo. Ma non si può negare che durante il corteo Marina attorniata come in una sorta di scorta dal giovane comandante, dal luogotenente Polizzi e dagli altri funzionari della Polizia di Stato, aveva un’aria tranquilla, si sentiva palesemente al sicuro.
Renato Bisegni, responsabile dell’ufficio della Protezione Civile di Cerveteri: «La risposta delle associazioni del volontariato è stata al di sopra di ogni aspettativa. Hanno risposto all’appello circa cento unità appartenenti alle associazioni locali e dai paesi limitrofi  formando  uno staff che ha reso sicuro in ogni  aspetto l’evento eccezionale occorso a Cerveteri.  Ad intervenire per ogni esigenza delle circa diecimila persone che hanno partecipato alla fiaccolata trenta uomini divisi in due squadre antincendio, due moto mediche con alcuni nuclei sanitari a piedi che seguivano il corteo. Erano presenti poi due  punti di assistenza medica presidiati da personale specializzato di Assovoce di Cerveteri e dalla CRI di Santa Severa. C’erano inoltre i volontari dell’associazione “Misericordia” di Santa Marinella con un ambulanza e altre due ambulanze erano presenti rispettivamente della CRI e della Assovoce. Le Guardie Ecozoofile di Fare Ambiente, si adoperavano poi a controllare i varchi e gli accessi in città supportando la Polizia locale a rendere il traffico più fluido ed ordinato. La soddisfazione che si è avuta a fine serata – conclude Bisegni  – è stato di aver preso atto della risposta che c’è stata dalle associazioni di volontariato, della macchina che ha funzionato in modo perfetto e che una serata da considerarsi eccezionale per il volume di persone che ha portato a Cerveteri si è svolta senza incidenti di nessun tipo  per i quali si è dovuto intervenire». C’è da dire che tanto non stupisce vista la cura che della Protezione civile ha avuto il suo ex comandante Marco Scarpellini, da qualche mese in pensione, e dalla competenza di chi ne ha raccolto il testimone: Renato Bisegni. Il nucleo comunale è impegnato infatti in corsi di formazione  e di simulazioni pressochè continui, soprattutto nelle scuole, formazione diretta ai docenti e agli allievi per le emergenze che possono presentarsi improvvise che possono sembrare banali ma altamente pericolose se non si conoscono le tecniche e i metodi di intervento.

SINDACI

Alessio Pascucci, Cerveteri: «Quando mi sono insediato nel ruolo di Sindaco, ho giurato fedeltà e rispetto della Costituzione, nella quale credo fermamente. Ma oggi non posso non dire che quando abbiamo letto la sentenza di primo grado di questo processo, abbiamo sentito nel nostro cuore che fosse una sentenza non legata alle parole giustizia e verità». 
Alessandro Grando, Ladispoli: «Sono orgoglioso di rappresentare la mia città in questa circostanza che purtroppo rimarrà per sempre legata a un evento tragico. Questa piazza ha dimostrato di essere una piazza matura, ha rappresentato la propria rabbia nella maniera giusta. Questa manifestazione rimarrà per sempre nel mio cuore. Continueremo a far sentire il nostro amore alla famiglia di Marco finché non avrà ottenuto giustizia e verità».
Bruno Bruni, Manziana: «Il tema di questa sera è amaro, molto amaro. Come amministrazione abbiamo intitolato a Marco una panchina nei giardini pubblici in una posizione dove si vede l’infinito, e da dove si vede la casa dove è nato Valerio»
Luca Testini, vicesindaco di Bracciano:  Esalta l’esempio del dolore e dell’amore della famiglia Vannini e dice: «Questo farà in modo che Marco rimanga sempre presente nel cuore di  ognuno di noi» 

 

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Oggi la fiaccolata per Marco

di GIULIANA OLZAI

CERVETERI – Attesissima la fiaccolata #noninmionome per chiedere giustizia per Marco Vannini prevista per stasera. Saranno in tantissimi a scendere in piazza a fianco di mamma Marina e papà Valerio, i genitori di Marco, il giovane che a soli 20 anni è stato ucciso da un colpo  di pistola esploso dal padre della sua fidanzata. Si uniranno alla fiaccolata i musicisti e le musiciste del Gruppo Bandistico Cerite, diretto dal maestro Augusto Travagliati e la banda musicale La Ferrosa di Ladispoli, diretta dal maestro  Alessandro Gennaretti. Indossano le divise, porteranno i loro strumenti musicali e i loro gonfaloni. Ma lo faranno in maniera silenziosa, senza suonare. Presenti tutte le realtà sportive di Cerveteri. La società Asd Città di Cerveteri che parteciperà  con le categorie del settore agonistico e con gli atleti della scuola calcio in tuta di rappresentanza.  Scende in piazza anche la DM 84, la squadra nata in ricordo di Daniele Mataloni. Si unisce A.s.d. Dimensione Danza 2000, di Vincenzo e Alessandra Ceripa, rispettivamente presidente e direttore artistico. Ci sarà il gruppo di atletica, allenato dalla grande atleta Loredana Ricci. Infine tutte le associazioni dilettantistiche di pallavolo e di basket. Attese poi tantissime persone dal litorale. In particolare da Ladispoli, Santa Marinella, Civitavecchia, Manziana e Bracciano, città che insieme a Cerveteri hanno aderito tempo  fa alla raccolta firme, appello accolto da 18mila persone. Ed è proprio sulla sensibilità di queste persone che hanno volontariamente a suo tempo espresso la loro disponibilità che si concretizza l’attesa di una imponente partecipazione alla fiaccolata. 
Confermata la presenza del sindaco Pascucci di Cerveteri, Alessandro Grando di Ladispoli, Armando Tondinelli di Bracciano, città che ha dato i natali a Marco, Bruno Bruni di Manziana, città dove  vivono i familiari di papà Valerio, e il consigliere Claudia Pagliarini in rappresentanza del comune di Tolfa. Attesa per il discorso che faranno i sindaci presenti ma sopratutto per l’intervento dei genitori di Marco in piazza Aldo Moro a fine fiaccolata. Sarà un discorso a braccio quello di Marina e Valerio che da sempre si sono contraddistinti per la loro spontaneità.

Papà Valerio e mamma Marina commossi e rincuorati da tanta manifestazione di solidarietà e vicinanza dicono: «Tutti ci stanno dimostrando tanto affetto e li ringraziamo per l’aiuto che ci stanno dando».  
Sicurezza. I servizi di ordine pubblico garantiti dall’Arma dei Carabinieri e dalla Polizia di Stato faranno sì che la fiaccolata pacifica si svolga in totale sicurezza per i cittadini.

Indicazioni ai partecipanti. Si consiglia di portarsi una candela da casa ed utilizzare come paralume un semplice bicchiere di plastica bianco. Poi basta indossare una semplice maglia bianca con su scritto, con un pennarello nero, #noninmionome giustizia per Marco. I bambini invece potrebbero portare un palloncino bianco da far volare alla fine della manifestazione.

I ladispolani si sono dati appuntamento alle 19,45 nei pressi del cimitero di Ladispoli e da lì proseguiranno in corteo con le auto fino a Cerveteri. 

TV nazionali. Alla manifestazione hanno confermato la presenza due noti programmi televisivi: Quarto Grado con Anna Boiardi e Le Iene con Giulio Golia.

Tragitto. La fiaccolata partirà alle ore 21 da piazza Aldo Moro a Cerveteri, per poi proseguire per via delle Mura Castellane e viale Manzoni fino a Largo Almuneacar. Da qui si risalirà per via Settevene Palo e via Ceretana per poi giungere di nuovo in Piazza Aldo Moro dove prenderanno la parola i vari sindaci presenti e i genitori di Marco. 

Modifiche alla viabilità. A partire dalle ore 20,30 alle ore 23,30 al passaggio della manifestazione  divieto di transito in piazza Aldo Moro, via Mura Castellane, via della Necropoli, viale Manzoni, via Settevene Palo, via Madonna dei Canneti, largo Almunecar e via Ceretana.
Divieto di sosta dalle ore 19.30 alle ore 23.30 in tutta la piazza Aldo Moro, via Mura Castellane, via Ceretana, via della Necropoli (tratto compreso tra via Mura Castellane e viale Manzoni).
I veicoli provenienti da via Sant’Angelo osserveranno l’obbligo di svolta a sinistra per via Col Di Lana dove, per l’occasione, verrà invertito il normale senso di marcia. I veicoli provenienti da via Ceretana, salvo quelli diretti verso il centro storico, osserveranno l’obbligo di svolta a destra per via Francesco Rosati. Dal divieto restano esclusi i mezzi di soccorso e delle Forze dell’Ordine nonché i mezzi dell’organizzazione che svolgono servizio d’assistenza durante la manifestazione. Tutti i predetti periodi potranno essere modificati, annullando o prolungando il divieto, secondo il giudizio degli ufficiali ed agenti di Polizia locale e degli altri della Forza Pubblica operanti sul posto. 

Fermata degli autobus. A partire dalle ore 20.30 il capolinea di Piazza Aldo Moro sarà spostato all’incrocio tra via Madonna dei Canneti e Largo Almunecar.

Parcheggio.  Per l’evento è stato messo a disposizione da un amico imprenditore dei genitori di Marco, un grande terreno, un  ulivetto, sito in via Suor Adalberta Laudemberg che verrà adibito a parcheggio.  Chi viene in auto dalla Statale Aurelia o dall’autostrada A12, prosegue sulla Settevene Palo fino all’altezza del primo semaforo di Cerveteri e svolta sulla destra per via Settevene Palo Nuova. Prosegue su questa via e alla rotonda dopo lo stadio Galli svolta a sinistra per reimmetersi sulla Settevene Palo. Da lì proseguire fino all’incrocio, sulla destra, con via Rosa Suor Adalberta Laudemberg e continuare su questa via fino a giungere all’ingresso del parcheggio privato. A pochi metri è presente anche il parcheggio pubblico nei pressi del cimitero comunale vecchio. A questo punto proseguire per un brevissimo tragitto a piedi per via Francesco Rosati e arrivare in Piazza Aldo Moro.

Città italiane che aderiscono all’iniziativa. In contemporanea sono dieci le città italiane che aderiranno alla stessa iniziativa per manifestare vicinanza e solidarietà ai genitori di Marco. Aderisce Milano con la fiaccolata a Piazza della Scala (Palazzo Marino), Sanremo (Piazza Colombo), Bologna (Piazza Re Enzo),  Arezzo (Piazza San Giacomo), Linarolo-Pavia (via Rossini), Roma (Piazza Cavour), Tor San Lorenzo-Ardea (Piazza del Patio), Cagliari (Piazza Yenne), Olbia (piazza Regina Margherita), Reggio Calabria (Piazza Duomo – Corso G. Garibaldi).

L’appello del sindaco Pascucci alla cittadinanza di Cerveteri. «Giustizia. Verità. Marco Vannini è stato ucciso, ammazzato nella casa della famiglia di cui si fidava, che amava e rispettava, quella della sua fidanzata. Nel luogo in cui si sentiva protetto. Cos’è successo quella sera? Perché hanno ucciso Marco? Come? Dov’è la verità? Alcune settimane fa è stata emessa la sentenza di primo grado. Resta ossessiva ognuna di queste domande.
La giustizia ha comminato le sue pene: condanna a 14 anni per l’imputato principale, condanne a 3 anni per gli altri membri della famiglia e assoluzione per l’ultima imputata. Una sentenza che sembra aver mortificato la verità.
La mamma e il papà di Marco, Marina e Valerio, tutta la sua famiglia, gli amici, e l’intera comunità di Cerveteri, la nostra Italia. Tutti hanno subito un nuovo durissimo colpo. Abbiamo dovuto vedere e sentire, esterrefatti, la freddezza con cui gli indagati, a pochissime ore dall’omicidio, si preoccupassero di accordarsi fra loro, in attesa degli interrogatori. Abbiamo dovuto ascoltare alcune dichiarazioni deliranti, i continui cambi di versione.
Lo sconforto, il dolore e la paura che quella verità si offuschi sempre più. Quasi che Marco venisse ucciso per una seconda volta. Nessuna condanna, nessuna, potrà restituire Marco alla famiglia. E nessuna condanna, neanche la più esemplare, potrà lenire anche soltanto per un istante il dolore di Marina e Valerio. Ma non possiamo arrenderci. Verità e Giustizia per Marco Vannini. Continueremo a ripeterlo all’infinito se sarà necessario. 
Per questo motivo  stasera, nel terzo anniversario della morte di Marco, sfileremo lungo le vie della nostra città. Silenziosamente, con le candele accese. E, in contemporanea, accadrà in tante altre strade e piazze d’Italia. Segnali di luoghi che vogliono farci sentire la loro vicinanza, che vogliono dare speranza e coraggio a Marina e Valerio. Essere comunità significa prendersi cura delle persone più fragili, essere loro vicino, cercare di alleviare le sofferenze, con una parola di conforto, anche soltanto con la presenza. Soprattutto per questi motivi è importante esserci. Marina e Valerio hanno bisogno di sentirci al loro fianco, hanno bisogno di vederci lì, in prima linea, con loro, insieme a loro, pronti a coltivare la speranza che lo Stato si prenda cura davvero di chi ne ha bisogno, sempre. Invito tutti, le cittadine e i cittadini della nostra Cerveteri, a prendere parte a questa marcia. Essere lì, stasera, sarà un modo importante di essere comunità».

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Manziana ha ricordato Marco Vannini: per lui una panchina bianca in piazza Tittoni

CERVETERI –  Manziana ha ricordato Marco Vannini: per lui una panchina bianca in piazza Tittoni. 

"Oggi pomeriggio Manziana si è stretta nel ricordo di Marco, dimostrando tutto il suo affetto per Valerio e Marina" – questo il commento del sindaco Bruno Bruni durante la cerimonia odierna. 
"Abbiamo scelto la panchina perché si affaccia su uno dei luoghi più panoramici di Manziana…una cartolina di bellezza che guarda l'infinito e il cielo – continua il sindaco Bruni – Oggi è la giornata internazionale della famiglia e non a caso abbiamo scelto questa data: Marco purtroppo non lo riporterà indietro nessuno ma l'impegno di ognuno di noi nel tenere vivo il suo ricordo non cesserà certo con questa occasione"

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La Cestistica sale al terzo posto

di ALESSIO ALESSI

Dopo la brutta battuta d’arresto casalinga contro Grottaferrata, la Stemar 90 torna alla vittoria e lo fa sul campo della Virtus Aprilia, archiviando la penultima giornata del campionato di serie C Gold per 77-65. Un successo che vale a Civitavecchia il parziale terzo posto in graduatoria a quota 40, a pari punti con Formia e Petriana, prossima avversaria dei rossoneri al PalaRiccucci. E proprio nell’ultima gara della stagione regolare la formazione di coach Cecchini si giocherà la possibilità di disputare il primo turno dei playoff col fattore campo a favore: battendo Petriana il terzo posto sarebbe garantito, perdendo, al contrario, la Cestistica chiuderebbe in quinta o sesta posizione (in questo caso tutto dipenderà dall’esito della sfida tra Formia e Grottaferrata).
Parziali: 21-18, 12-21, 18-19, 14-19.
Virtus Aprilia: Cavicchini 12, Cappelli 2, Ancona 2, Puleo 15, Bilotta 6, Fonte 0, D’Alfonso 2, Bruni 5, De Nadai n.e., Milani 2, Gomez 1, D’Orazio 18. Coach: Meninchincheri.
Cestistica Civitavecchia: Campogiani 4, Bezzi 5, Bencini 0, Bottone 8, Gianvincenzi 15, Profumo D. 0, Morrison 13, Profumo N. 0, Dieye 6, Pebole 21, Spada 6, Cattaneo n.e. Coach: Cecchini.

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Endlessgame taglia il traguardo della Garmin Roma per Tutti

Alle ore 23:43:55 giovedì Endlessgame, il Cookson 50 del Red Devil Sailing Team, ha passato la linea del traguardo di Riva di Traiano conquistando la Line Honours della Garmin Marine Roma per Tutti. L’arrivo nella notte è stato affascinante e i gommoni del Centro Nautico Riva di Traiano hanno atteso i vincitori sulla linea d’arrivo porgendo loro l’ormai tradizionale bottiglia di spumante per un primo brindisi a bordo e in banchina. Alla Garmin Marine Roma per Tutti, Endlessgame ha navigato con a bordo Pietro Moschini, Giuseppe Puttini, Gabriele “Ganga” Bruni, Stefano Pelizza, Pierluigi Fornelli, Stefano Selo, Vittorio Rosso, Giuseppe Filippis, Fabio Montefusco, Giovanni Buono, Giuseppe Leonardi, Francesco Izzo. Nella sua scia la lotta per il podio è serrata. Divise da poche miglia: Muzika2, X442 di Simone Taiuti; Vai Mo’, J122 di Alberto Costella e O’ Guerriero, Comet 41S di Anna Maria Gallelli si stanno contendendo i restanti due gradini del podio. (Agg. 13/4 ore 17.12 SEGUE)

SFIDA ANCOR APERTA ANCHE NELLA GARMIN MARINE ROMA PER 2 – Affascinante la lotta tra gli equipaggi della Garmin Marine Roma per 2. Sono in tre a contendersi la vittoria, tre equipaggi eccezionali che hanno dato vita ad un match race ininterrotto fin dalla partenza da Riva di Traiano. Scricca, Comet 38S con a bordo Leonardo Servi e Franco “Ciccio” Manzoli; Libertine, Comet 45S con Marco Paolucci e Lorenzo Zichichi e Aigylion, GS34 timonato da Alberto Bona e Oris D’Ubaldo. Tra il primo e il terzo, attualmente, la distanza è inferiore alle due miglia. Ma le posizioni si invertono di ora in ora e le scelte tattiche diverse che stanno facendo in queste ultime ore determineranno la vittoria finale. (Agg. 13/4 ore 17.48 SEGUE)

TRA I SOLITARI STABILE IN TESTA ANDREA FANTINI – Tra i solitari continua la cavalcata vincente di Andrea Fantini con il suo Class 40 Enel Green Power, seguito dal dentista e poeta Oscar Campagnola, sul suo Comfortina 42 Fair Lady Blue e da My Way, Open 60 di Michele Cassano. (Agg. 13/4 ore 18.16)

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Il primo album di figurine di Manziana

MANZIANA – Il Comune di Manziana, in collaborazione con Akinda publishing, sabato 17 marzo, alle ore 17, presso l’aula consiliare, presenta il primo album di figurine di Manziana.
Il progetto, proposto a tutte le società sportive del territorio e a cui hanno aderito l’Asd Manziana 1928, l’Asd Manziana Acquatica, la squadra di Ginnastica artistica e la palestra Gym Palace, ha portato alla realizzazione di un vero e proprio album dedicato allo sport manzianese i cui protagonisti sono proprio i nostri ragazzi.
«Questa bellissima idea è stata proposta e portata avanti dal consigliere Sidoretti – dichiara il Sindaco Bruni – Da vero sportivo quale è ne ha subito capito il valore e se ne è fatto carico, curando praticamente tutte le fasi realizzative.
 A lui va il mio ringraziamento e a tutti i ragazzi che hanno partecipato un grande in bocca al lupo, affinché il loro impegno nello sport diventi un veicolo per portare in Italia e per il mondo i colori di Manziana».
Durante la presentazione di sabato pomeriggio saranno consegnati gratuitamente a tutti i bambini di meno di 13 anni (l’elenco con i nominativi dei bimbi iscritti è stato consegnato direttamente dalle società partecipanti) i primi album freschi di stampa. «Voglio ringraziare tutti coloro che hanno creduto in questa idea progettuale ed hanno accettato con slancio di partecipare – afferma il Consigliere delegato alla promozione delle attività sportive, Stefano Sidoretti – Mi auguro che il prossimo anno ci sia una seconda edizione e che in quell’occasione il numero dei partecipanti cresca ancora. Fare sport richiede impegno e sacrificio ma non solo: anche piccole grandi soddisfazioni come queste, infatti, possono aiutare tutti i nostri giovani atleti a migliorarsi e ad essere fieri dell’attività sportiva che amano».

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