A Trevignano ''L'amore non s'interpreta''

TREVIGNANO – “L'amore non s'interpreta”. Questo il titolo del libro che sarà presentato domani pomeriggio alle 18.30 alla Terrazza Biblioteca Comunale in via degli Asinelli 10 di Trevignano. In questo libro, autori e autrici, hanno raccontato di violenza, una violenza subdola, strisciante, silenziosa, quasi trasparente. Hanno descritto la violenza psicologica sulle donne. Un'antologia che vuole far braccia e cercare di far ritrovare l'amore senza “interpretazioni”. Un libro che vuole essere quasi un percorso per una nuova alfabetizzazione. A intervenire alla presentazione anche la curatrice del volume Stefania De Caro. Insegnante, si diverte a ironizzare sul rapporto tra i sessi. E' blogger, speaker radiofonica, ideatrice e conduttrice di programmi. Stilista per gioco con la produzione di t-shirt che ironicamente inducono al peccato originale. Spietata e a tratti cinica nei suoi articoli, ha scritto vari racconti, è organizzatrice e presentatrice di eventi culturali e sociali.

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Manziana, si allontana dalla casa di un familiare: si cerca David Termini

MANZIANA – Momenti di apprensione a Manziana, dove giovedì pomeriggio intorno alle 17, un uomo, David Termini, residente a Sarteano (SI) si è allontanato dalla casa di un suo familiare, a Manziana, facendo perdere le sue tracce. Subito sono scattate le ricerche, con il Comune di Manziana che chiede a chiunque possa avere notizie dell'uomo di contattare subito i Carabinieri (112) o la Polizia Locale (06.99674194).

David Termini è residente a Saertano, in provincia di Siena, alto 1,73 metri, peso 116 kg, capelli castano chiaro, occhi verdi, ha dei tatuaggi sulle braccia. Al momento della scomparsa indossava una maglietta blu m.c., pantaloni tipo pescatore di colore marrone scuro, calzini bianchi e scarpe bianco blu e un orologio da polso. Non ha con sè documenti e telefono cellulare. Soffre di diverse patologie quali obesità, diabete, ipertensione arteriosa, perdita di memoria e problemi psichici. 

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Caso Cfft, Luciani: ''Pronti a scendere in piazza''

CIVITAVECCHIA – «Se in questi giorni non dovessero giungere soluzioni siamo pronti a scendere in piazza per una protesta che sarebbe il grido di dolore di un porto che sta morendo». Parola del presidente della Compagnia portuale di Civitavecchia Enrico Luciani che interviene sul caso Cfft, senza mezzi termini. La misura è colma e a rischiare sono nuovamente i lavoratori. «L’ordinanza dell’Adsp è pesante – ha continuato Luciani – e ha prodotto un’enorme preoccupazione perché ci sono clienti che hanno già manifestato la volontà di abbandonare il porto di Civitavecchia nel caso in cui non ci sia una soluzione a questa vertenza. La Cfft ci ha informato che, nel caso in cui l’ordinanza dovesse andare avanti, dal 15 settembre sarà costretta a non richiedere più i servizi che svolgiamo come articolo 17». L’ordinanza dell’Adsp infatti, in applicazione del vecchio piano regolatore portuale, vieta lo scarico dei container direttamente al terminal agroalimentare, e indica il passaggio obbligatorio per la banchina 25. Di conseguenza i tempi di scarico andrebbero ad allungarsi, come evidenziato nei giorni scorsi dalla stessa Cfft.

«La Cpc – ha continuato Luciani – sta soffrendo pesantemente e non è tollerabile che il porto di Roma sia ridotto in queste condizioni». Una decisione che rischia di mettere definitivamente in ginocchio lo scalo cittadino. «La nostra non è una minaccia – ha sottolineato Luciani – ma l’estrema ragione. Le organizzazioni sindacali e i lavoratori sono mobilitati da tempo, basta premere un bottone. Ma noi – ha tuonato il presidente della Cpc – non aspetteremo il 15 settembre per protestare, siamo pronti a bloccare il porto. Qui passano migliaia di crocieristi mentre il porto sta morendo beh – ha detto duro – se saremo costretti ad incrociare le braccia si sposteranno da un’altra parte». Il presidente Luciani ha parlato di una perdita di circa 800mila euro per la Cpc, tamponanta per 400mila proprio grazie, per la maggior parte, al lavoro con la Cfft «se non ci fosse – ha dichiarato Luciani – per noi la perdita sarebbe sostanziosa. L’Adsp si deve impegnare per non perdere nemmeno un grammo di lavoro nello scalo ed è assolutamente risibile che tutto questo venga fuori da un contenzioso tra Rtc e Cfft. Msc in dieci anni – ha incalzato il presidente della Cpc – non ha rispettato quelle che erano le logiche che avevano portato al rilascio della concessione. A mio giudizio – ha aggiunto – quella concessione sarebbe dovuta essere ritirata. I 300 – 500mila teus di movimentazione sono ben lontani». Ma Luciani punta il dito anche contro Molo Vespucci: «L’Adsp – ha continuato – dovrebbe essere qui con noi. Ringrazio il segretario generale Macii per il suo impegno, ma il presidente dovrebbe essere con noi quotidianamente. Questo scalo sta diventando un hub centrale per la penisola per quanto riguarda le banane – ha sottolineato Luciani – mi auguro che la data dell’ordinanza del 15 settembre venga rivista, noi siamo pronti al confronto e lo facciamo con tutti ma il porto di Civitavecchia deve uscire da queste secche – ha concluso – i tempi stringono e noi ci vedremo costretti ad agire».

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«Buon viaggio Leo»

di GIULIANA OLZAI

CERVETERI – «Ora sappiamo che ogni volta basterà guardare il cielo, quel cielo che ci ha visti alzare tanti calici di festa per trovare te, pronto a brindare con noi e sostenerci. Quando cercheremo un senso a tutto questo anche se tutto questo un senso non ce l’ha, sappiamo che domani ci sarà lo stesso. Quel domani per te iniziato fra le braccia di Dio. Ciao caro Cocciò. Vogliamo ricordarti così. I tuoi amici per sempre». 
Con queste parole lette da una sua amica con la voce strozzata dal pianto è stato salutato dai suoi amici il ventenne Leonardo Ricci, per tutti Cocciò, sul sagrato della chiesa. Con l’anima che li teneva e si pensa li terrà sempre uniti. Il dolore in quel sagrato gremito e tra le navate della cattedrale, Santa Maria Maggiore, era palpabile tra la gente di ogni età, ma era come alleviato dalla volontà di quei ragazzi che lo sentivano fra di loro, che continuavano a sentirlo uno di loro e che hanno dato un senso a quel distacco. Un senso come lo si cerca in quella bellissima canzone di Vasco, che forse a lui piaceva tanto e che lo ha accompagnato all’uscita mentre i suoi amici, come a dire che non volevano lasciarlo, lo portavano a spalla e a spalla lo hanno portato fino alla sua nuova dimora, quella eterna, dove si rincontreranno per continuare a vivere lo stesso sogno, come era scritto in uno degli striscioni che avevano dislocato sulle mura antiche del sagrato. 
Centinaia di palloncini bianchi sono stati lanciati, quasi a scandire e a lasciare intatta la sua purezza che non muterà in questo viaggio, e si trova riscontro nei pensieri che gli hanno dedicato attraverso gli striscioni che hanno disegnato in forma spontanea la scenografia della sua vita: «Cocciò inarrestabile sei», «Coccio sei vivo», «Siamo solo noi», «Ogni volta che vien giorno, ogni volta che ritorno, ogni volta che cammino e… mi sembra di averti vicino», «Siamo solo noi»,  «Cocciò sei sempre con noi», «Sei per sempre». 
Di tanto calore e affetto sono stati avvolti i familiari, papà Amedeo, mamma Elsie e il fratello Ludovico. Un prato di fiori tra cui spiccavano le rose bianche è come se gli hanno segnato il futuro cammino. Una folla immensa, migliaia e migliaia di persone, tantissimi giovani in un pomeriggio assolato a dare l’ultimo saluto a Leo. La Santa Messa solenne è stata officiata dal parroco di Santa Maria Maggiore Don Gianni e l’omelia da Don Domenico, parroco di San Francesco d’Assisi di Cerenova. Presenti Don Valerio da Maccarese e Padre Giovanni, carmelitano, da Roma e Don Giorgio Rossi cerveterano arrivato da Rona. Presente in forma ufficiale il comune col confalone portato da due agenti della Polizia locale. Alla funzione funebre, molti i politici. Una folla immensa, silenziosa, commossa ha seguito in corteo quel feretro con sopra la maglia da calciatore, una delle grandi passioni di Leo che esercitava giocando nel Ladispoli, fino al cimitero nuovo dove verrà sepolto. Un addio iniziato alle 12 nella  camera ardente allestita al Policlinico Gemelli dove in tanti sono andati a vegliarlo, ma non certo finito con la cerimonia funebre di Cerveteri dove la partecipazione, la commozione dell’intera città farà in modo che Cocciò rimarrà vivo nel cuore di chi lo ha conosciuto e gli ha voluto bene per sempre e lo ha salutato con un «Buon viaggio Leo», tra gli applausi. 
Esemplare la compostezza dei genitori che hanno visto stringersi intorno a loro un’intera comunità. 

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Il fidanzato di Chiara Ribechini «Ho fatto di tutto per salvarla»

Nicola Gabriellini, fidanzato della donna morta per choc anafilattico, ricostruisce gli ultimi tragici istanti: «Le ho aperto la bocca per farla respirare, ho tentato di tirarle fuori la lingua per non farla soffocare, ma è stato tutto inutile. È morta tra le mie braccia»

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Scarico del carbone, si torna a manifestare

CIVITAVECCHIA – Sarà una settimana calda sul fronte portuale. Lunedì infatti si torna a protestare. Dopo il sit-in di giovedì scorso sotto la sede di Molo Vespucci, i lavoratori di Minosse e della Compagnia Portuale, sostenuti dalla Filt Cgil e dall'Usb, si sono dati appuntamento per le 16.30 stavolta a piazzale del Pincio. Alle 17 è infatti in programma il tavolo istituzionale permanente del lavoro convocato proprio per discutere della gara d'appalto indetta da Enel per la movimentazione del carbone. Alla riunione, convocata in sessione speciale come anticipato nei giorni scorsi dal presidente della commissione lavoro Francesco Fortunato, sono stati invitati a partecipare i vertici di Enel e quelli dell'Autorità di Sistema Portuale, i rappresentanti di Unindustria, Cgil ed Usb, i parlamentari del territorio Marta Grande ed Alessandro Battilocchio, i consiglieri regionali Gino De Paolis, Marietta Tidei e Devid Porrello, ed i consiglieri comunali. Minosse e Cpc hanno messo in evidenza la loro mancata convocazione, criticando il Pincio: "Vogliono sentire una sola campana. Finora sono stati assenti – hanno spiegato i vertici delle due società – non una presenza al sit-in, neanche una telefonata, anche eventualmente per dire che non veniva condivisa la nostra lotta". E quindi tutti sotto il Comune lunedì pomeriggio. "Invitiamo tutti a partecipare – hanno aggiunto – lavoratori, famiglie, cittadini: perché questa è una battaglia di tutta la città". Mercoledì poi, se non si avranno segnali differenti, inizierà la settimana di sciopero indetta da Cgil e Usb: sette giorni di braccia incrociate all'interno del porto "a tutela dell’occupazione sia dei lavoratori della Minosse sia della Compagnia Portuale. I primi – hanno spiegato dall'Usb – sono operatori qualificati, specializzati nella movimentazione degli scaricatori continui di navi; i secondi rappresentano la storica forza lavoro della città, che si occupa della pulizia delle stive delle navi carboniere".  

E intanto non si placano le polemiche, con accuse trasversali e critiche. Questa volta sono i lavoratori di Minosse che, tutti uniti, hanno scritto una dura lettera di risposta all'intervento del centrodestra di ieri. Un intervento ritenuto inopportuno e a seguito del quale si sono sentiti feriti. "Noi siamo scaricatori portuali di carbone della Minosse – hanno spiegato – un lavoro molto duro e pericoloso che eseguiamo giorno e notte, h24. Siamo stati addestrati e formati nel miglior modo possibile grazie alla volontà della nostra società e della stessa Enel. Senza presunzione possiamo affermare che oltre ad essere i migliori in circolazione siamo anche più unici che rari". Lavoratori che si dicono soddisfatti dal punto di vista economico e del rapporto con la società "i cui vertici – hanno aggiunto – non si sono mai permessi di consigliarci o peggio ancora di obbligarci a votare questo o quel personaggio o schieramento politico. Ognuno di noi ha la sua idea e la esprime nel segreto dell’urna come detta la nostra Costituzione". Hanno quindi ribadito di essere pronti a lottare per i propri diritti, non sentendosi tutelati dal bando di gara a cui ha fatto ricorso Enel. "Ma per fortuna – hanno concluso – la Legge portuale parla chiaro e noi sappiamo che la nostra società con gli avvocati sapranno difenderci ovunque e contro chiunque".

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Adsp ed Enel nel mirino della Filt Cgil

CIVITAVECCHIA – "La prepotenza di un soggetto, che da sempre si è misurata sul territorio, giocando sulle necessità della popolazione e trovando sempre la strada per ottenere quanto desiderato. L’assenza di un ente che, nonostante le stiano calpestando la norma che ne origina l’autorità, non riesce a fare altro che qualche telefonata e alcuni inutili incontri, non si ha traccia di una chiara presa di posizione di qualcosa di scritto che ne certifichi l’esistenza, un presidente assente che delega costantemente al suo ruolo, una segretaria che cristallizza posizioni irrisolte".

Sono parole dure quelle usate dal segretario generale della Filt Cgil Alessandro Borgioni nei confronti di Enel in primis e dall'Autorità di Sistema Portuale, alla luce della vertenza aperta sullo scarico del carbone per la centrale di Tvn. Per questo, dopo l'apertura dello stato di agitazione, sono già stati dichiarati 7 giorni di sciopero consecutivi a far data dall'11 luglio 2018. Una settimana di braccia incrociate, a tutela del lavoro e dell'occupazione, non solo dello scalo ma dell'intera città.  

"La prepotenza dell’Enel e l’assenza dell’autorità portuale: potrebbe essere il titolo di una sit-com di tendenza se non fosse, purtroppo, il paradossale scenario che si sta vivendo sulla gara per la discarica del carbone – ha sottolineato Borgioni – prima di spiegare quello che sta accadendo, credo sia necessario provare a far vivere questa vertenza depurandola dalle appartenenze politiche e dai personalismi, ma cercando di concentrare l’azione sulla gravità di quanto sta accadendo, a rischio c’è il lavoro e il rispetto di una legge, che nel tempo ha consolidato degli equilibri. Il lavoro prima di tutto. Da tempo nelle gare le parti sociali nella loro interezza, chiedono il rispetto della clausola sociale al fine di dare una continuità occupazionale a chi si impegna nel fornire la propria forza lavoro: ebbene in questa gara tale principio viene calpestato con nemmeno molta eleganza in quanto si inseriscono una serie di sub condizioni che consentono nella sostanza al vincitore della gara di scegliere il personale che vuole".

La Filt Cgil ricorda poi che il compito di promuovere la concorrenza tra gli operatori del settore appartiene all’Adsp la quale lo esercita nei limiti e per i fini stabiliti dalla 84/94. E ribadisce come "la gara è stata comunque pubblicata con una serie di violazioni, a nostro parere, della legge sui porti – ha aggiunto –  l’esempio più evidente è il tentativo di superare la fondamentale differenza, prevista per legge, tra le imprese autorizzate alle operazioni portuali e quelle autorizzate ai servizi ovvero prestazioni specialistiche complementari e accessorie".

Da qui l'appello rivolto a tutte le forze sociali e le maestranze presenti nel porto "a difesa della legge 84/94 e di quelli che sono alcuni punti cardine dei principi del buon lavoro come la clausola sociale. Lo stesso appello riteniamo debba essere rivolto a tutte le forze politiche – ha concluso Borgioni – nella speranza che vengano messe da parte per una volta le rappresentazioni di parte e si contribuisca tutti insieme ad una battaglia di civiltà. Come Filt Cgil ci rendiamo disponibili a partecipare a qualsiasi iniziativa pubblica a cui verremo invitati per rappresentare la nostra posizione e fornire nell’ambito del possibile tutti i chiarimenti del caso".   

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Porto: la Cpc dichiara guerra

CIVITAVECCHIA – Si attendono giornate roventi sulle banchine. “È guerra ormai” hanno dichiarato i vertici della Compagnia portuale, pronta a bloccare lo scalo già dalle prossime ore. Ma per capire i motivi dell’accelerazione di una crisi aperta già da qualche mese occorre andare a valutare due vertenze chiave: lo scarico del carbone da un lato e la battaglia tra Cfft e Rtc sulla movimentazione dei container. (SEGUE)

LO SCARICO DEL CARBONE – Lungo vertice, questa mattina, a Molo Vespucci tra i responsabili della Spa elettrica, assistiti dall’ufficio legale, ed il segretario Roberta Macii sul bando per la movimentazione del carbone per Tvn a cui Enel è voluta ricorrere dopo che per dieci anni il servizio è stato svolto dalla società civitavecchiese Minosse in collaborazione proprio con la Cpc. «Con la trasformazione a carbone della centrale – ha ricordato il presidente della Cpc Enrico Luciani – l’allora dirigente Sandro Fontecedro assicurò che il carbone lo avrebbero scaricato i portuali civitavecchiesi, alla luce di quella “ragion di Stato” che impose questa decisione sul territorio. Oggi non accettiamo di essere messi da parte. Con questo bando non si va solo ad infrangere la legge, ma anche quel patto sociale stretto tra Enel, Comune e porto: non c’è alcuna ragione di fondo per dover cambiare rotta». E l’incontro in Authority non sembra aver sortito l’effetto sperato. La risposta attesa dai camalli era quella del ritiro del bando: ma così non è stato. Enel andrà avanti e l’Adsp ha preso tempo. Se a vincere la gara sarà un soggetto nuovo, bisognerà vedere la Molo Vespucci concederà o meno l’autorizzazione ex art. 16 “che comunque la società vincitrice – ha spiegato Gaudenzio Parenti, dell’ufficio legale e ricerca giuridica della Cpc – deve già possedere al momento della gara. Cpc e Minosse, la prima ex art.17 (la cui autorizzazione è stata rinnovata per la quarta volta a seguito di bando europeo) e l’altra art. 16 operano in un mercato regolato. Quanto sta accadendo oggi mina le fondamenta della legge 84/94”. La Compagnia non ci sta ed è intenzionata ad andare avanti, incrociando le braccia – con una settimana di sciopero comunque già proclamatadalla Filt Cgil dall’11 al 17 luglio prossimo – d investendo della vertenza anche l’Anac, la Procura ed il tribunale civile. La posta in gioco è alta, e non a livello meramente economico., considerando che la Cpc occupa ad oggi circa 400 persone. «Enel vuole fare strategia a Civitavecchia? – ha aggiunto il vicepresidente Patrizio Scilipoti – deve farlo con i civitavecchiesi che non devono essere al suo servizio. Ci vogliono togliere anche la dignità: e questo non lo permetteremo. Quello che è accaduto con le realtà metalmeccaniche all’interno della centrale non può e non deve accadere nel porto, che ha le sue leggi e vanno rispettate». (Agg. 03/07 ore 16.21)

I CONTAINER –  La vertenza tra Cfft e Rtc è nelle mani dell’Authority che, dalla riunione fiume della scorsa settimana, non ha ancora sciolto le riserve. «Cfft da una decina d’anni – ha ricordato Luciani – ha proiettato lo scalo tra i tre porti del Mediterraneo più importanti per l’agroalimentare e per lo sbarco di frutta esotica. Sono cambiate le modalità di scarico, dal pallet ai container e di conseguenza il terminal deve rispondere alle esigenze dei clienti. Da qui anche l’acquisto delle due gru a traliccio per scaricare in autonomia». Dall’altra parte c’è Rtc, «con il terminal targato Msc/Aponte – ha aggiunto – società che arriva a movimentare in Italia i 3 milioni di teus ma si attesta a 50/60mila su Civitavecchia, porto dove è stato messo un tappo». Come toglierlo? Con la revoca della concessione, a cui da tempo si è appellato il presidente della Cpc. «Un porto che conta alle spalle il mercato di Roma – ha ribadito Luciani – non può viaggiare su questi numeri. E non si può armare una guerra come quella con Cfft. Se non verrà messa in condizioni di operare e deciderà di abbandonare il porto, saremo costretti a fermare anche in questo caso lo scalo. Basta essere presi in giro». Perché come sottolineato anche da Sergio Serpente, non si tratta della lotta tra due società, ma di una questione di immagine e qualità del porto. Oggi i container decidono dove sbarcare, in base alla velocità e alle linee dirette. Se queste non ci sono scelgono altri scali. Il problema è tutto lì. (Agg. 03/07 ore 17.09)

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Falasca: «''Vu cumpra?'' No Grazie»

LADISPOLI – «"Vu Cumpra?" No Grazie!». E' duro e fermo nella sua posizione l'assessore al Commercio Patrizio Falasca nei confronti dei venditori abusivi che quasi quotidianamente stazionano su viale Italia ma che, soprattutto durante il periodo estivo, affollano le spiagge della città balneare. «Il fenomeno “Vu Cumprà” è straripante, un'economia fantasma che sta salendo di livello. È una vera organizzazione – ha detto -che si contrappone al piccolo commerciante e lo soffoca e va fermata».

«Provate ad andare in una grande città della Gran Bretagna o in altri Paesi esteri – ha aggiunto Falasca – e vedete cosa succede se vi mettete a vendere senza permesso in strada. Come assessore del settore, non posso fare a meno di non valutare le ripercussioni negative che questo fenomeno ha sulla nostra città. Ultimamente, commercianti, artigiani, ambulanti o anche semplici cittadini, sono fortemente sfiduciati da questo fenomeno che mette le  aziende locali in enorme difficoltà di fronte alla prospettiva della disparità di trattamento e alla crisi economica che incalza in maniera profonda in ogni settore. Il mio confronto con le realtà del posto, mi porta a pensare che questo malcostume vada combattuto ed è proprio a tale proposito che lancio un appello ai nostri cittadini. Alla domanda “Vu Cumprà”? vi esorto a rispondere un secco rifiuto. No grazie perché è Ladispoli che dobbiamo far crescere economicamente, No grazie perché è il commerciante o l’imprenditore locale che contribuisce attivamente a fornire i servizi di cui fruiamo, No grazie perché è illegale acquistare merce di dubbia provenienza, venduta senza regolare scontrino fiscale e da chi in realtà non ha il permesso di farlo. E dite no soprattutto perché Ladispoli, attraverso la sua bellissima rete commerciale, imprenditoriale, artigianale, offre ogni genere di prodotto ad un prezzo giusto e che ne assicura la qualità, la provenienza e la garanzia».

L'Assessore al Commercio va anche oltre, dando dei suggerimenti per acquistare quel che piace a poco e soprattutto favorendo le attività commerciali, anche e soprattutto quelle piccole, che dal commercio abusivo vengono penalizzate. «Il “Cocco Bello” acquistatelo in frutteria o nello stabilimento balneare nel quale vi trovate,  è più buono è più economico e decisamente igienicamente trattato. Invece per il telo mare, il pareo ed il costume, vi invito a fare una passeggiata in piazza dei Caduti, in via Odescalchi o in via Duca degli Abruzzi, dove ci sono piccoli ma bellissimi store che hanno capi di abbigliamento estivo che fanno invidia a quelli venduti dagli abusivi sulle spiagge, per le ciabattine, lo short o i braccia lini. Prendete un bel gelato su viale Italia o su via Flavia, oppure se siete distanti ci sono  piazza Domitilla e  Via di Palo Laziale ad offrire tutto ciò che cercate a prezzi giusti.  Ladispoli è una bellissima Città, con i suoi stabilimenti balneari, i suoi ristoratori, gli artigiani ed i commercianti in estate diventa un magnifico Centro Commerciale Naturale, dove poter acquistare tutto ciò che serve con serenità, trovando dall’altro lato un interlocutore serio e preparato, pronto a soddisfare le vostre esigenze ma soprattutto a garantire il vostro acquisto. Quindi mi auguro che, per tutti i residenti ed i turisti di questa bellissima Città,  la parola d’ordine di questa Estate, alla proposta “ Vu Cumprà” sarà: No Grazie ! Colgo l'occasione per ringraziare Il corpo della Polizia Locale ed il suo Comandante Sergio Blasi che, proprio in questa direzione, sta facendo un ottimo lavoro».

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Circolo Canottieri super ai Regionali

Il Circolo Canottieri di Civitavecchia con i suoi ragazzi fa man bassa di medaglie e titoli regionali a Sabaudia. Semplicemente unico quanto avvenuto al Lago Paola in uno scenario sportivo tra i più importanti per questo movimento giovanile. 
Un manipolo di ragazzi guidati dall’allenatore Franco Tranquilli, col sudore di una stagione solo un lontano ricordo nelle vogate, che hanno portato in alto il nome del Circolo Canottieri Civitavecchia e di quella civitavecchiesità che li rappresenta appieno. Perché se non si è segnata la storia poco c’è mancato. 
Tra le tante difficoltà di questo sport, sia sul piano fisico che delle strutture presenti in città, hanno sconfitto società storiche di questo mondo sportivo. Più di settecento atleti hanno colorato la vetrina della manifestazione, con l’Esercito Italiano, le Fiamme Gialle, il Circolo Canottieri Aniene, il Circolo Canottieri Roma e il Circolo Canottieri Lazio, indiscusse protagoniste di un movimento che gli appartiene, che sono rimaste a guardare i nostri ragazzi sul podio di alcune categorie. Risultato che inorgoglisce e che dà alle corse del dopo scuola per gli allenamenti, ai compiti fatti la sera tra la stanchezza di braccia e gambe e soprattutto a quella voglia di faticare per primeggiare, un sapore d’altri tempi sportivi a questi ragazzi e alla loro guida Franco Tranquilli.  
Titoli e campioni regionali andati a Alessandro Paolucci e Federico Foschi nel Doppio categoria ragazzi; Alessandro Paolucci, Federico Foschi, Edoardo Azoitei e Matteo Lisiola nel 4 di coppia Categoria ragazzi; Giordano Floris nella categoria Allievi B2 con l’imbarcazione 7,20 metri.
Predominanti le incoraggianti e altre posizioni nella graduatoria finale raggiunte dagli altri ragazzi. Pregevoli e superbi i secondi posti ottenuti nel “2 senza” della categoria Cadetti da Gabriele Lisiola e Giuseppe Corati, e da Michele Pizzichelli nel Singolo della categoria Junior.  Alessio Gualtieri alla prima gara nel singolo è invece giunto sesto nella categoria Cadetti, mostrando il piglio giusto per un suo futuro sportivo da protagonista. 
 

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