Acqua, lievi miglioramenti in vista

CIVITAVECCHIA – Un miglioramento, lieve, ma pur sempre un miglioramento. Perché per chi ha dovuto fare i conti per giorni con i rubinetti completamente a secco, anche un filo d’acqua sembra un miraggio. Un evento che potrebbe far ben sperare per i prossimi giorni. 
La situazione, infatti, è leggermente migliorata a partire da martedì sera, con la pressione aumentata e con l’acqua che è iniziata ad arrivare nelle case. Alcune zone lamentano ancora disservizi, specie all’Uliveto e a Boccelle, ma qualcosa si è mosso.
Sul gruppo facebook ‘‘Emergenza acqua Civitavecchia’’ qualcuno parla di una valvola rimasta chiusa e non manovrata da parte di Acea, che se ne sarebbe resa conto pochi giorni fa. Bisognerà capire se, seppur con qualche giorno di ritardo, le manovre di rete effettuate dai tecnici della società capitolina su suggerimento dei colleghi del Pincio, abbiano portato a qualche soluzione positiva. È quanto auspicano i cittadini interessati dal continuo disservizio.
Nel frattempo è l’ex assessore Mirko Mecozzi a sottolineare la necessiutà di ‘‘salvare l’Oriolo’’. Perché proprio questo potrebbe garantire il giusto equilibrio nell’approvvigionamento idrico cittadino. 
«Nelle difficoltà attuali – ha infatti spiegato – non può essere sottaciuto che a tre mesi dalla presa in carico del Servizio Idrico datata primo aprile, Acea non ha ancora provveduto a riparare il vecchio acquedotto comunale dell’Oriolo, che come ripetutamente detto, porta 30/35 litri al secondo di acqua sorgiva, che viene sversata nei fossi del Comune di Tolfa invece che riversarsi nel subpartitore di Poggio Capriolo in miscelazione con le acque di Civitavecchia Servizi Pubblici per alimentare il quartiere di San Liborio ed incrementare il livello dei serbatoi di Achille Montanucci e San Liborio. Alla luce dei fatti, i serbatoi menzionati stanno probabilmente ricevendo da Acea il minimo sindacale/contrattuale di acqua per alimentare le utenze cittadine che stanno patendo le scelte scellerate di chi crede di fare tutto il necessario per porre fine alle difficoltà lamentate dalla cittadinanza. Va riconosciuto al sindaco Cozzolino – ha aggiunto Mecozzi – di essersi attivato a riguardo e le manovre suggerite, sempre che siamo quelle giuste, non hanno dato il risultato sperato. Personalmente credo che queste manovre oggi non dovrebbero essere messe in atto perché Acea dovrebbe fornire l’acqua necessaria a ricondurre tutto alla normalità. Già ho avuto modo di dirlo, serve pugno duro e conoscenza dei sistemi distributivi altrimenti non ci sono manovre che tengono e gli scarsi risultati di questi giorni ne sono la testimonianza diretta. Il fiume Mignone, grazie alle abbondanti precipitazioni invernali, ancora ha buona scorta di acqua e con l’Oriolo riparato Civitavecchia dovrebbe rientrare in area tutelata. Intanto la città è alla sete – ha concluso – mi verrebbe da dire che siamo passati dalla padella alla brace».

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Caso Nica, rito abbreviato per Stefano Risi

di GIULIANA OLZAI

CERVETERI –  Ha chiesto di essere processato con il rito abbreviato il cerveterano Stefano Risi. Il giovane, 31enne all’epoca dei fatti, è stato accusato di omicidio stradale per aver investito con la sua Mercedes classe B di colore nero causandone il decesso in conseguenza delle gravi lesioni riportate il 16enne ladispolano Daniele Nica. Il tragico incidente è avvenuto sulla Statale Aurelia, nei pressi del noto locale Pinar, nella notte tra venerdì 8 e sabato 9 luglio del 2016. Il sostituto procuratore della Procura di Civitavecchia Delio Spagnolo ha chiesto il rinvio a giudizio per omicidio stradale sia per il Risi che  per Adam Galluccio,  il 23enne di Ladispoli, che conduceva  la Fiat Panda di colore rosso lasciata in sosta sull’Aurelia dalla quale era sceso Daniele.  Ebbene nell’udienza preliminare del 3 luglio scorso dove si è anche costituito il responsabile civile, gli imputati hanno dichiarato la loro scelta in ordine al rito, ossia se andare avanti in via ordinaria oppure chiedere un rito alternativo. Il legale del Risi, non presente quel giorno in aula, ha chiesto per il suo assistito il rito abbreviato e la data della discussione è stata fissata.  Il 4 dicembre quindi ci sarà la discussione davanti al Gup Giuseppe Coniglio e a seguire la decisione. L’altro imputato Adam Galluccio, presente in aula, ha chiesto, invece,  il rito ordinario e quindi bisognerà attendere la decisione del Gup sull’eventuale rinvio a giudizio.  
L’avvocato Celestino Gnazi, legale di Katia Giordani, mamma di Daniele: «Siamo convinti che ci sia stata una grave responsabilità e delle gravi negligenze del Risi nel determinare l’incidente e la morte di Daniele e confidiamo nel fatto che questo sia riconosciuto dal Gup».  
Un fatto senz’altro di rilievo è che nella fase preliminare sono state effettuate dalla parte civile delle indagini difensive, nel corso delle quali è stata acquisita e poi depositata una dichiarazione testimoniale di un giovane che avrebbe sentito Risi nell’immediatezza dei fatti dire che si era distratto perché gli era caduto il suo telefonino in macchina. 
Dichiarazione questa che contrasta con quanto dichiarato dal Risi: «Notavo una fiat Panda di colore rosso ferma a bordo strada sulla mia stessa corsia di marcia. Nel mentre gli transitavo affianco, ho udito un colpo provenire dallo specchietto retrovisore destro della mia autovettura. Infatti guardando lo stesso specchietto, mi accorgevo che avevo urtato qualcosa».  Sostiene peraltro  «di non aver notato nessuno che stesse in piedi fuori dalla Fiat Panda». 
Da quanto ricostruito, quella tragica notte la Mercedes avanzava lungo la statale Aurelia in direzione Roma  a velocità sostenuta, attorno ai 110 km orari, superando abbondantemente il limite di velocità di 70 km orari imposto in quel tratto di strada.  Contestualmente  la Panda era ferma sul lato destro della carreggiata con le ruote a ridosso della linea continua e Daniele posizionato in piedi sul lato sinistro di fronte allo sportello posteriore aperto chinato verso l’interno dell’abitacolo, mentre, sembrerebbe cercasse  il suo cellulare all’interno di un borsone che si trovava sul sedile dell’auto. La Mercedes piomba sulla Panda travolgendo e trascinando in un attimo nella sua folle corsa il 16enne intrappolato tra la parte anteriore della stessa e lo sportello della Panda, fermandosi dopo ben 110 metri dal luogo dell’impatto. Sulla strada nessun segno di frenata.  Il giovane cerveterano si è subito fermato per prestare soccorso, e sottoposto come prassi  agli esami ematici per l’alcolemia e tossicologici che davano esito negativo. Le gravissime lesioni riportate nel tremendo impatto non diedero scampo a Daniele che giunge cadavere all’Aurelia Hospital. 
Ad entrambi gli imputati la Procura ha riconosciuto la colpa consistita in «negligenza, imprudenza e imperizia, nonché nell’inosservanza delle norme di circolazione stradale» per la morte del giovane. 
In particolare, secondo l’accusa, Risi non avrebbe «regolato la velocità del veicolo con riguardo alle caratteristiche dello stesso e della strada, scarsamente illuminata e notoriamente frequentata, in quel tratto, per via della presenza nella vicinanze di un noto locale pubblico, e per non aver mantenuto un’andatura che consentisse di compiere tutte le manovre necessarie per evitare pericoli per la sicurezza delle persone», di quì l’investimento di Daniele e il decesso in conseguenza delle gravi lesioni riportate; mentre Galluccio, sempre secondo l’accusa, «per aver  oltrepassato le strisce longitudinali continue e aver sostato sulla banchina in prossimità della striscia continua che delimita la carreggiata, al fine di consentire al Nica di scendere dall’autovettura, in tal modo poneva in essere le condizioni perché il medesimo venisse investito dal Risi».

 

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“Il dissesto sembra proprio inevitabile”

SANTA MARINELLA – Si svolta ieri la seconda seduta della Commissione chiamata dal Sindaco Pietro Tidei a trovare soluzioni alternative alla dichiarazione di dissesto.

Dall’analisi dei documenti reperiti nel frattempo è emersa la sensazione che l’eliminazione dei residui attivi di bilancio, attività che ha squilibrato i conti del Comune per quasi 15 milioni di euro, sia stata fatta senza particolare cura.

 Da qui la necessità di accertare in tempi rapidissimi la ragione con la quale siano state apportate queste modifiche ai conti. All’interno del dibattito è emerso anche il dato relativo alle conseguenze della dichiarazione di dissesto.

Nulla, si è sottolineato, che potrebbe colpire la società multiservizi comunale che oltre a non essere toccata dall’eventuale dichiarazione di dissesto dovrebbe, nei piani della nuova amministrazione, veder ampliate le proprie competenze con l’attribuzione di nuovi incarichi allo scopo di massimizzare i risparmi per il Comune.

 “La maggior parte dei discorsi fatti oggi – dice il sindaco Tidei – ci fa propendere per il dissesto quale unica soluzione possibile e praticabile. Dissesto che oltre a qualche conseguenza di carattere tributario come l’innalzamento dell’aliquota dell’addizionale Irpef comunale comporterebbe il fatto che per i servizi a domanda individuale come scuolabus e mense scolastiche dovremmo coprire la totalità del costo attraverso la contribuzione delle famiglie, un aumento di circa quattro volte le tariffe già pagate. Un vero disastro del quale i cittadini dovranno ringraziare l’amministrazione che ci ha preceduto”.

“Giovedì assieme ad alcuni collaboratori mi recherò al Ministero dell’Interno per cercare di trovare, con gli specialisti di finanza locale che lì operano, una soluzione ai nostri problemi di bilancio. Nei giorni scorsi ho sollecitato, invece, il Mef affinché possa attivare un’ispezione contabile alla luce delle numerose irregolarità finora riscontrate. E’ parso subito evidente che i residui attivi potati per anni in bilancio fossero fasulli. Bisognerà con tutta la prudenza del caso, accertare anche le eventuali responsabilità dei revisori che hanno sempre certificato la regolarità dei conti pubblici. Se siamo a questo punto evidentemente qualcosa non quadra, qualcuno non ha fatto il suo dovere e detto il vero”.

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Porto: la Cpc dichiara guerra

CIVITAVECCHIA – Si attendono giornate roventi sulle banchine. “È guerra ormai” hanno dichiarato i vertici della Compagnia portuale, pronta a bloccare lo scalo già dalle prossime ore. Ma per capire i motivi dell’accelerazione di una crisi aperta già da qualche mese occorre andare a valutare due vertenze chiave: lo scarico del carbone da un lato e la battaglia tra Cfft e Rtc sulla movimentazione dei container. (SEGUE)

LO SCARICO DEL CARBONE – Lungo vertice, questa mattina, a Molo Vespucci tra i responsabili della Spa elettrica, assistiti dall’ufficio legale, ed il segretario Roberta Macii sul bando per la movimentazione del carbone per Tvn a cui Enel è voluta ricorrere dopo che per dieci anni il servizio è stato svolto dalla società civitavecchiese Minosse in collaborazione proprio con la Cpc. «Con la trasformazione a carbone della centrale – ha ricordato il presidente della Cpc Enrico Luciani – l’allora dirigente Sandro Fontecedro assicurò che il carbone lo avrebbero scaricato i portuali civitavecchiesi, alla luce di quella “ragion di Stato” che impose questa decisione sul territorio. Oggi non accettiamo di essere messi da parte. Con questo bando non si va solo ad infrangere la legge, ma anche quel patto sociale stretto tra Enel, Comune e porto: non c’è alcuna ragione di fondo per dover cambiare rotta». E l’incontro in Authority non sembra aver sortito l’effetto sperato. La risposta attesa dai camalli era quella del ritiro del bando: ma così non è stato. Enel andrà avanti e l’Adsp ha preso tempo. Se a vincere la gara sarà un soggetto nuovo, bisognerà vedere la Molo Vespucci concederà o meno l’autorizzazione ex art. 16 “che comunque la società vincitrice – ha spiegato Gaudenzio Parenti, dell’ufficio legale e ricerca giuridica della Cpc – deve già possedere al momento della gara. Cpc e Minosse, la prima ex art.17 (la cui autorizzazione è stata rinnovata per la quarta volta a seguito di bando europeo) e l’altra art. 16 operano in un mercato regolato. Quanto sta accadendo oggi mina le fondamenta della legge 84/94”. La Compagnia non ci sta ed è intenzionata ad andare avanti, incrociando le braccia – con una settimana di sciopero comunque già proclamatadalla Filt Cgil dall’11 al 17 luglio prossimo – d investendo della vertenza anche l’Anac, la Procura ed il tribunale civile. La posta in gioco è alta, e non a livello meramente economico., considerando che la Cpc occupa ad oggi circa 400 persone. «Enel vuole fare strategia a Civitavecchia? – ha aggiunto il vicepresidente Patrizio Scilipoti – deve farlo con i civitavecchiesi che non devono essere al suo servizio. Ci vogliono togliere anche la dignità: e questo non lo permetteremo. Quello che è accaduto con le realtà metalmeccaniche all’interno della centrale non può e non deve accadere nel porto, che ha le sue leggi e vanno rispettate». (Agg. 03/07 ore 16.21)

I CONTAINER –  La vertenza tra Cfft e Rtc è nelle mani dell’Authority che, dalla riunione fiume della scorsa settimana, non ha ancora sciolto le riserve. «Cfft da una decina d’anni – ha ricordato Luciani – ha proiettato lo scalo tra i tre porti del Mediterraneo più importanti per l’agroalimentare e per lo sbarco di frutta esotica. Sono cambiate le modalità di scarico, dal pallet ai container e di conseguenza il terminal deve rispondere alle esigenze dei clienti. Da qui anche l’acquisto delle due gru a traliccio per scaricare in autonomia». Dall’altra parte c’è Rtc, «con il terminal targato Msc/Aponte – ha aggiunto – società che arriva a movimentare in Italia i 3 milioni di teus ma si attesta a 50/60mila su Civitavecchia, porto dove è stato messo un tappo». Come toglierlo? Con la revoca della concessione, a cui da tempo si è appellato il presidente della Cpc. «Un porto che conta alle spalle il mercato di Roma – ha ribadito Luciani – non può viaggiare su questi numeri. E non si può armare una guerra come quella con Cfft. Se non verrà messa in condizioni di operare e deciderà di abbandonare il porto, saremo costretti a fermare anche in questo caso lo scalo. Basta essere presi in giro». Perché come sottolineato anche da Sergio Serpente, non si tratta della lotta tra due società, ma di una questione di immagine e qualità del porto. Oggi i container decidono dove sbarcare, in base alla velocità e alle linee dirette. Se queste non ci sono scelgono altri scali. Il problema è tutto lì. (Agg. 03/07 ore 17.09)

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Tra due settimane la decisione sul dissesto

S. MARINELLA – Bisognerà attendere quindici giorni, per sapere se il sindaco Tidei deciderà di procedere al dissesto finanziario o se tenterà una strada diversa. “Si è svolta ieri mattina, presso l’ufficio del Sindaco, la riunione del gruppo di esperti che hanno passato al setaccio la situazione finanziaria del Comune. Presenti, oltre al Sindaco Pietro Tidei, il segretario generale Cogliano, i responsabili degli uffici Peretti, Verzilli e Maia per il Comune, Lucidi, Venanzi, Angeloni, Minghella, Romano e Rapalli, il consigliere comunale Bianchi e il personale del Ministero e della Prefettura. Si è discusso sugli scenari ipotizzabili, considerato lo stato di degrado dei conti del Comune e la scarsezza delle risorse disponibili. Tutti i presenti sono stati concordi sulla necessità di preparare un intervento a livello ministeriale che possa colmare le sperequazioni esistenti tra amministrazioni comunali che hanno le medesime caratteristiche demografiche e territoriali in tema di utilizzo delle risorse fiscali e della loro disponibilità. In attesa di questo, si è convenuto anche sul fatto che ogni decisione in merito, circa l’avvio della procedura di dissesto o del tentativo di riequilibrio della situazione finanziaria, non può prescindere da una due diligence, quindi un’analisi approfondita dei fatti e dei dati contabili, che costituirà la base di partenza per ogni decisione. Ogni mossa poi dovrà essere sottoposta alla ratifica del Consiglio Comunale che necessita quasi dei medesimi tempi per la prima convocazione e la procedura di insediamento. Tra tutti quelli chiamati al capezzale di un’amministrazione sull’orlo della bancarotta, proprio gli esponenti del Ministero e della Prefettura si sono espressi per la dichiarazione di dissesto, come argomentato già dal Commissario straordinario Caporale, non appena ottenuta la relazione dell’8 giugno. Tuttavia, il Sindaco Tidei, ha ritenuto di dover prendere la via della verifica preventiva della situazione di pre dissesto istituendo una commissione incaricata della attività di due diligence e di reperire soluzioni immediate per evitare la paralisi dell’Ente. Di seguito cominceranno le attività del Consiglio Comunale e degli organi politici di gestione, quindi la riserva intorno alla quale si sono sciolti i lavori stamattina verrà definitivamente sostituita da un provvedimento entro due settimane.

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Ladispoli, tornano i clochard sotto al cavalcaferrovia

LADISPOLI – Sembrava essere andata a buon fine l'operazione di sgombero effettuata dall'amministrazione comunale di concerto con gli uomini della Polizia locale, della struttura situata sotto al cavalcaferrovia di viale Europa. I clochard, i pochi rimasti dopo l'annuncio degli amministratori di palazzo Falcone che di lì a poco avrebbero provveduto “allo sfratto” in quell'occasione avevano deciso di non opporre resistenza e abbandonare di loro spontanea volontà la struttura. Il Comune, aveva inoltre provveduto, dopo la bonifica dell'area, a sigillare lo stabile per evitare future intrusioni. Azione che, però, a quanto pare non è servita a molto, con i senza fissa dimora, che passato qualche giorno, sono nuovamente tornati “all'attacco”. Rimossa la porta dei locali che negava loro l'accesso, sono tornati a vivere lì. Una presenza la loro, soprattutto nelle ore tarde del pomeriggio, che non è passata inosservata ai tanti cittadini che quotidianamente frequentano la posta di via Caltagirone o che attraversano proprio il cavalcaferrovia per i loro spostamenti. Materassi, stendini per gli abiti, sedie… con loro è tornato anche tutto l'occorrente per fare di quel posto una vera e propria dimora. Da palazzo Falcone hanno annunciato nuovi provvedimenti per risolvere, questa volta definitivamente, la situazione, affinché i locali vengano definitivamente sgomberati e sigillati in modo tale da impedirne un nuovo accesso, tanto che i clochard sarebbero stati denunciati alle Forze dell'ordine.

Purtroppo però, il problema relativo alla presenza dei senza fissa dimora non riguarda solo il cavalcaferrovia più di una volta finito sotto i riflettori. A diventare, negli anni, dei veri e propri rifugi per i senzatetto, sono anche altri luoghi della città balneare. In zona Palo si era venuta a creare poco tempo fa una vera e propria baraccopoli. Spesso anche il vicino bosco di Palo era stato utilizzato come riparo o addirittura l'ex alberghiero in pieno centro cittadino. Per non parlare poi del ponte sul Vaccina che collega via Firenze con via Claudia. Qui, anche secondo alcune testimonianze, riportate da cittadini tramite social, i senza fissa dimora continuerebbero a stazionare, spostandosi durante il giorno nei giardini di via Firenze, nella zona restrostante il Pallone. Tutte situazioni a “rischio” soprattutto proprio per i clochard, alcuni dei quali, purtroppo, a causa delle drammatiche condizioni di vita, hanno perso la vita. E' di pochi anni fa la morte di un senza tetto, a causa di un incendio divampato proprio sotto i locali del cavalcaferrovia, a causa di un fornelletto di fortuna. Fatto che aveva già spinto, all'epoca, l'amministrazione del sindaco Paliotta, a emettere un'ordinanza di sgombero per l'assenza dei requisiti di sicurezza e di igiene. Ordinanza che però, a lungo andare non aveva trovato attuazione. Almeno fino a poche settimane fa, dove dopo all'annuncio del primo cittadino Alessandro Grando era seguita l'operazione congiunta di Comune e Polizia locale che aveva portato appunto a bonificare l'area anche di tutti i rifiuti che nel frattempo si erano accumulati attorno ai locali, e alla bonifica dei locali stessi che successivamente erano stati sigillati. A quanto pare, però, ora, bisognerà trovare un'altra soluzione, più efficace per vietare definitivamente l'accesso ai luoghi.

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«Niente mensa per chi non è in regola con i pagamenti»

LADISPOLI – Chi non ha pagato la mensa scolastica entro l'anno corrente o non ha avviato la rateizzazione, il prossimo anno non sarà ammesso al tempo pieno. Ad annunciare la novità, per avere maggiore controllo sull'evasione in tema di pagamento della mensa scolastica, è stato l'assessore alla Pubblica istruzione Lucia Cordeschi.«A settembre – ha spiegato – abbiamo trovato un vero e proprio buco nero a proposito di pagamento della mensa scolastica». Da qui il giro di vite da parte dell'amministrazione comunale che ha portato alla decisione finale per arginare il fenomeno: l'informatizzazione del sistema di iscrizione. A partire dal prossimo anno scolastico infatti, le domande per accedere al servizio di refezione scolastica si potranno effettuare esclusivamente online. Prima del suono dell'ultima campanella, infatti, il Comune ha informato tramite lettera consegnata a mano direttamente nelle scuole, ai genitori, che dal prossimo anno sarà necessario registrarsi con nome utente e password forniti dal Comune stesso, sulla piattaforma che gestirà il servizio.«Purtroppo il 30-40% del totale. Con l'informatizzazione del pagamento e della registrazione alla mensa scolastica questo fenomeno a partire dal prossimo anno dovrebbe arginarsi». Ciò non esclu– ha spiegato infatti Cordeschi – ci sono persone che non hanno mai pagato. Parliamo di circa derà però l'invio da parte dell'Agenzia delle Entrate, delle cartelle esattoriali per coloro i quali continuano a non mettersi in regola con i pagamenti». Le novità non finiscono qui. Dovranno iscriversi al servizio mensa (anche se solo per una o due volte a settimana) tutti quei ragazzi che frequentano dei corsi di formazione non curriculari: «Ci sono scuole ad esempio – ha chiarito Cordeschi – che organizzano corsi aggiuntivi o approfondiscono durante il pomeriggio una disciplina. Anche in questo caso non è consentito portarsi il pranzo da casa, ma bisognerà iscriversi al servizio mensa. Questo perché – è tornata a ribadire – non abbiamo all'interno delle scuole un locale per la conservazione e somminitrazione dei pasti da casa che, a causa delle varie allergie e intolleranza da parte di diversi alunni, potrebbero causare un pericolo». Le iscrizioni al servizio mensa dovranno essere effettuate, dal 2 luglio al 31 agosto 2018, accedendo al portale https://ladispoli.ecivis.it (sezione iscrizioni). Eccezionalmente presso l'Urp (da lunedì a venerdì dalle 10 alle 12) potrà essere fornita assistenza alla compilazione della domanda di iscrizione online agli utenti che sono impossibilitati oppure hanno difficoltà nell'uso del computer. Per eventuali e ulteriori chiarimenti è possibile scrivere alla mail ufficio.pubblicaistruzione@comune.ladispoli.rm.gov.it

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A Tarquinia il Trofeo Esordienti di prove Multiple Provinciale

Anche a Tarquinia, nell’impianto comunale di Atletica intitolato a Franco Giudozzi, grande festa giovanile per la disputa della terza prova del Trofeo Esordienti di prove Multiple Provinciale. Le precedenti prove  si sono svolte a Viterbo e Civitacastellana con la presenza delle compagini della Finass Atletica Viterbo, dell’Atletica Vetralla, dell’Atletica Tarquinia e l’Alto Lazio e in questa ultima occasione, nella cittadina tirrenica anche con una rappresentativa dell’Atletica Civitavecchia. Le categorie dei più piccoli, Esordienti B e C, si sono cimentati con un biathlon composto dalle gare dei 40Hs. e Salto in Lungo mentre la categoria Esordienti A ha effettuato un Triathlon composto dalla gara dei 50Hs, Salto in Lungo e 400m. Molto accese le sfide dei giovanissimi atleti, sostenuti a viva voce dal numeroso pubblico di genitori sulle tribune  con il  consueto clima festaiolo all’insegna della sana competizione sportiva.  Buona la rappresentanza dei giovanissimi della Finass Atletica Viterbo che hanno ottenuto buoni risultati individuali e sicuramente portando un buon punteggio alla società per la classifica finale del Trofeo 2018. Tra i maschi buone prove nella categoria A per Cristian Pagnottella vincitore del Triathlon e vincitore anche del Lungo con 4m. e dei 50Hs. con 9’’0; al 2° posto il compagno di squadra Federico Frau e 4° Riccardo Paoluzzi, nella cat. B Alessandro Mazzei è 3° e Mattia Italiano è 4°; nella C al 3° posto Lorenzo Perone e 7° Massimo Tonon. Tra le femmine Emma Trombetta è 5^ nella C e 6^ Rachele Papacchini; nella B Diana Ambrosini è 2^ e nella A Melita Bertoccini è 4^. Per la disputa della quarta prova bisognerà attendere le gare del secondo periodo autunnale ed esattamente il 22 settembre a Viterbo.

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Riconteggiati  i voti alla sezione 12

SANTA MARINELLA – Finalmente, dopo quattro giorni, si riesce a conoscere i candidati consiglieri che siederanno in consiglio comunale, sia che vinca il candidato del centro sinistra Pietro Tidei, sia che si imponga quello di centro destra Bruno Ricci. Dopo 72 lunghissime ore, successive alla chiusura dei seggi elettorali, sono stati resi noti i nomi dei venti consiglieri (dieci di centrosinistra e 10 di centrodestra) che avranno la responsabilità di far parte della prossima amministrazione, ancor prima del ballottaggio. Ovviamente, in base a chi si aggiudicherà queste elezioni, cinque di loro andranno a casa. Dopo lo scrutinio e la revisione delle schede relative alla sezione 12, effettuata dalla commissione formata da un magistrato della Corte D’appello, dal responsabile dell’ufficio elettorale del Comune e da alcuni rappresentanti delle liste presenti alle elezioni, che ha causato una ridda di polemiche che solo al termine del nuovo spoglio si sono sopite, ieri sono stati nominati i consiglieri che andranno a appoggiare il sindaco vincente e quelli invece che siederanno nei banchi dell’opposizione. Dunque, se dovesse imporsi Tidei al ballottaggio, faranno parte della sua maggioranza quattro rappresentanti del Pd (Bianchi, D’Emilio, Nardangeli e Chegia), tre della Lista Tidei (Fronti, Befani e Angeletti), uno degli Amici dello Sport e cioè Iachini, uno di Santa Marinella C’è (Ferullo) e uno della lista Santa Marinella Bene Comune Renzo Barbazza. Sui banchi delle minoranze andrebbero invece Calvo, Fiorucci, Ricci, Settanni, Marongiu e Casella. In caso di successo di Bruno Ricci, invece, entrerebbero in maggioranza quattro esponenti della Lega (Calvo, Felici Degli Esposti e Boccoli), tre della Lista Ricci (Fiorucci, Gasparri e Mania), due di Forza Italia (Galli e Brutti) e l’esponente della lista L’Ancora Fratturato. Da oggi, quindi, inizierà di nuovo la campagna elettorale. Bisognerà vedere quanti, al secondo turno, andranno a votare. Infatti, dei 288 candidati in lizza, solo venti hanno superato il primo turno. In virtù di ciò, si corre il rischio che al ballottaggio crolli la percentuale dei votanti. Un rischio che colpisce entrambi i candidati sindaco, in particolare quello che ha ottenuto meno consensi, avendo l’onere di invertire il risultato portando al voto coloro che sono stati esclusi dal ballottaggio.

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Restyling mercato: ci siamo

CIVITAVECCHIA – Approvato il progetto definitivo per la riqualificazione di piazza Regina Margherita. Ora il Comune potrà richiedere la devoluzione di un mutuo contratto in precedenza dall’amministrazione comunale e poi indire la gara pubblica per l’assegnazione dei lavori.

"È stato un percorso lungo – ha spiegato l’assessore ai Lavori pubblici Alessandro Ceccarelli – molto condiviso ma dal risultato più che soddisfacente. L’obiettivo dell’amministrazione è valorizzare al massimo il mercato creando un qualcosa che sia non solo bello ma soprattutto funzionale". Ora il primo step sarà il restyling di piazza Regina Margherita. Dopo lo smontaggio del tendone verrà installata una nuova copertura.

Subito dopo si procederà con "un’armadiatura intorno all’edificio dell’ittico – ha spiegato Ceccarelli – che darà risposta ai problemi che da anni sollevano gli operatori delle superfetazioni. Infine, ma per vedere questo realizzato bisognerà passare da una variante urbanistica, una nuova area attrezzata per piazza XXIV maggio con piccole strutture dedicate allo street food degli operatori del mercato e per la vendita al dettaglio. Anche il parcheggio della trincea ferroviaria, cosi come richiestoci, avrà dei posteggi dedicati agli operatori e carrelli della spesa per realizzare quel "supermercato all'aperto e di qualità" che ci è stato chiesto. Il mercato, cuore pulsante dell'economia cittadina, grazie a questi lavori – conclude Ceccarelli farà quel salto di qualità e ringrazio l'architetto Tagliani e l'architetto Guglielmi per l'ottimo lavoro svolto nella stesura del progetto, redatto tenendo in debita considerazione i suggerimenti arrivatoci dalla società civile". Soddisfatto anche l'assessore al commercio Enzo D'Antò.

 

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