Il castello di Santa Severa torna agli antichi fasti 

SANTA MARINELLA – Che il castello di Santa Severa stia tornando agli antichi fasti, lo si è notato nel corso degli ultimi due anni, dove sono aumentati notevolmente i visitatori e le attività culturali che si svolgono in estate. Ma che un quotidiano nazionale come il Corriere della Sera riservasse mezza pagina per esaltarne le sue caratteristiche, è una cosa che ha sorpreso in molti. Nell’articolo, infatti, si dipingono le peculiarità archeologiche del maniero e il territorio dove è collocato. Ciò non fa  che pubblicizzare il bene storico e, di conseguenza, portare beneficio alle attività commerciali della località tirrenica. «Questo significa maggiore occupazione, crescita del valore immobiliare delle case, crescita economica di un intero territorio – dice Danilo Grossi – quando il maggiore quotidiano nazionale, certifica con queste parole il meraviglioso risultato che sta raggiungendo il progetto del castello non possiamo che esserne orgogliosi. Grazie a tutti coloro che, a partire dal presidente Zingaretti, hanno creduto e investito tempo, risorse economiche, competenze e tanto amore in questi anni, per riportare alla luce e valorizzare questo luogo così unico e meraviglioso, rendendolo un caso da studiare ed imitare in Italia». Anche il direttore del Museo civico si dice soddisfatto dell’articolo. «Dopo due decenni di studi, ricerche, progetti, restauri e soprattutto battaglie contro chi voleva privatizzare il nostro castello – commenta Flavio Enei – finalmente si sta realizzando un sogno. Un luogo di cultura e per la cultura, un importante sito turistico e di piacevole svago per migliaia di persone in cerca di bellezza, pace, tranquillità e piacevole divertimento. Grazie all’amministrazione Zingaretti che ha fortemente investito sulla valorizzazione del castello e tutti quanti stanno lavorando con capacità e passione per il suo sviluppo». «Ho letto con soddisfazione l’articolo del Corriere della Sera – dice l’ex assessore Angelo Grimaldi – del traguardo raggiunto e della crescita del castello. Un particolare grazie va a tutti coloro che hanno creduto in questo lungo percorso iniziato, è bene ricordarlo, tra gli ’97 e ‘99, anni in cui fu realmente liberato, che comportò per alcuni politici di allora e funzionari comunali, denunce e processi terminati solo pochi anni fa e, terminato nel 2017 grazie alla politica del fare della Giunta Zingaretti con LazioCrea e la quotidiana presenza dell’amico Danilo Grossi. Orgoglioso di averne fatto parte e di aver percorso e raggiunto questo traguardo importante per il comprensorio. 
Ma non deve essere sentito come un punto di arrivo, anzi. Il castello, oltre che luogo di arte e cultura, deve essere un volano economico e di crescita in particolare per Santa Severa. E’ ormai divenuto indispensabile collegare il maniero con la nostra cittadina per creare una ricaduta economica a Santa Severa. Un plauso va alla politica onesta e trasparente, fatta da uomini, che hanno creduto in un progetto nato venti anni fa, realizzando una realtà che sarà una testimonianza per le future generazioni».

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La giunta Pasquini rifà il look al paese

ALLUMIERE – La giunta Pasquini continua a portare avanti una serie di interventi utili per il decoro del paese e per il miglioramento della vita dei cittadini. In primis va avanti di buona lena il restyling del paese. La giunta Pasquini, infatti, continua a lavorare sul fronte del decoro urbano per abbellire e pulire le vie del paese.
“In questi giorni – spiega il delegato al decoro urbano Sante Superchi – ci siamo impegnati nella pulizia e nel decoro del paese; lungo le vie sono state messe nuove fioriere; è stato fatto un nuovo manto di asfalto e posta la nuova segnaletica stradale». 
Oltre a questo è sotto gli occhi di tutti anche l’attenzione per la raccolta differenziata all’interno degli spazi pubblici e per le strade: «Sono stati istallati nuovi contenitori per i rifiuti differenziati e qulli per gettare i bisogni dei cani. Questi nuovi contenitori – prosegue Superchi – sono stati posti in vari punti del paese: nel giardino di piazza Filippo Turati, nel giardino in viale Garibaldi, nel giardino di piazza Agostino Chigi, nel piazzale dei Partigiani e presso la frazione di La Bianca. Sappiamo che c’è molto altro da fare e quindi la nostra giunta è già all’opera per rifornire di contenitori anche le zone più periferiche del paese, riuscendo così a coprire almeno tutte le zone abitate».
Il consigliere comunale di maggioranza e delegato al Decoro urbano spiega poi: «Decoro urbano vuol dire abbellire e tutelare l’ambiente nel quale si vive; significa accogliere con rispetto e con orgoglio noi stessi e i visitatori. Il decoro urbano deve essere curato prima di tutto da chi abita il territorio, quindi, siamo fiduciosi e speranzosi della collaborazione dei nostri cittadini nel mantenere il nostro paese pulito e ben curato. Allumiere pian piano cambierà look a beneficio di tutti». 
Sante Superchi poi conclude: «Siamo a disposizione dei cittadini per qualsiasi consiglio da attuare per migliorare il decoro del paese». 
Intanto arrivano buone notizie per quanto riguarda la questione del plesso scolastico di via Turati: il Consulente Tecnico d’Ufficio (CTU) sembra aver dato ragione alla giunta Pasquini: il contenzioso tra l’amministrazione comunale e la precedente ditta appaltatrice sembra risolto e quindi da alcuni giorni sono ricominciati i lavori all’interno dell’edifico scolastico. 
«Stiamo procedendo con la rimozione delle travi che non erano in sicurezza – spiega Antonio Pasquini, il primo cittadino di Allumiere – ci stiamo impegnando al massimo per portare a compimento i lavori e ridare agli allumieraschi questa scuola. Purtroppo trovandoci di fronte all’obbligo di cambiare le travi sarà come ricominciare da capo ma per noi la cosa più importante è la sicurezza e quindi vogliamo che ci sia il migliore materiale». 
Una volta terminata questa prima tranche di lavori (che rientrano tra 170mila euro reperiti dalla vecchia amministrazione): «Potremo pensare a predisporre un nuovo impianto elettrico e quello antincendio – prosegue Pasquini – il termine per la fine dei lavori statici della controsoffittatura e della pavimentazione della superficie esterna è prevista per il 21 novembre. Poi, ottenuti i finanziamenti, i bambini della scuola Primaria potranno rientrare in questo edificio e troveranno classi dotate di impianti led e wifi in totale sicurezza: su questo punto contiamo sulla sensibilità della Regione e altri Enti sovracomunali». 

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Tidei: ''Non era necessario scomodare il prefetto''

SANTA MARINELLA – Immediata la risposta del sindaco Piertro Tidei, alle rimostranze fatte dall’associazione commercianti del Centro, all’ordinanza firmata dal primo cittadino che istituisce l’isola pedonale nella zona di piazza Trieste e piazza Civitavecchia fino al 30 agosto.

“Non era necessario – dice il sindaco – scomodare il Prefetto, i vigili del fuoco di Roma, la Questura e quanti in indirizzo, nell’esposto ricevuto dai commercianti di Piazza Trieste per un progetto, quello dell’isola pedonale, in fase sperimentale per soli tre week end. Tralasciando i dati che ci dicono che un’attività commerciale a Santa Marinella ha un ciclo vitale di circa dodici mesi, qualcosa in più per quelle di somministrazione, l’isola pedonale è un atto di civiltà e d’obbligo per una città che vuole essere a vocazione turistica. Quando a Civitavecchia ho introdotto lo stesso provvedimento, la novità non ha trovato immediato accoglimento, specialmente dalla categoria realmente beneficiaria, quella degli operatori commerciali che, a distanza di un anno, mi hanno chiesto di prolungare il periodo di chiusura al traffico”.

“Dobbiamo guardare in avanti – prosegue Tidei – ricordando che la civiltà si misura in passi e non con il numero delle automobili, per questo motivo siamo intenzionati a portare avanti a Santa Marinella il progetto delle isole pedonali da estendere possibilmente anche in altre aree cittadine. A Cerveteri, Ladispoli, Civitavecchia, Fiumicino sono solitamente i commercianti a dare ausilio al Comune durante la stagione estiva , specialmente nelle chiusure al traffico locale dove loro stessi installano dehors garantendo alla clientela la possibilità di degustare un buon prodotto senza smog e senza il rischio di poter essere investiti”.

“Ciò detto – conclude il primo cittadino – oltre alla mia disponibilità ad un incontro, posso confermare che la gestione della sicurezza in piazza Trieste sarà garantita dai volontari della Protezione Civile e dalla Polizia Locale, nonostante la carenza di organico e senza onere per i commercianti. Colgo l’occasione per richiamare la categoria al rispetto delle norme per l’occupazione di suolo pubblico nonché al pagamento dell’imposta Cosap dovuta, ricordando che si tratta di un beneficio e non di un diritto”.

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Beneficio affitti ad extracomunitari: irragionevole il requisito della residenza lunga

Dopo dieci anni esatti, attraverso un colpo di incostituzionalità, è venuto meno il requisito della…

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n. 174 SENTENZA 4 – 23 luglio 2018

Giudizio di legittimita' costituzionale in via incidentale.

Ordinamento penitenziario – Assistenza all'esterno dei figli minori –
Esclusione dal beneficio per le detenute condannate alla pena della
reclusione per uno dei delitti indicati nei commi 1, 1-ter e
1-quater dell'art. 4-bis della legge n. 354 del 1975, che non
abbiano ancora espiato una frazione di pena.
– Legge 26 luglio 1975, n. 354 (Norme sull'ordinamento penitenziario
e sulla esecuzione delle misure p………(T-180174)

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Altobelli osannato nel mondo dimenticato a Cerveteri

di TONI MORETTI

CERVETERI – Gabriele Altobelli è un artista e sa di cultura.  La “mastica” perché la fa e ne parla  non solo come vezzo diffuso sempre più nei giorni nostri, “predicandola”, a spot. propinandola agli affamati di questa cosa misteriosa con programmi e cartelloni trasbordanti di grosse “abbuffate” che pretestuosamente creano richiami artefatti a sughi antichi abbinati a spettacoli di intrattenimento assemblati da improbabili cultori di suonatori di chitarra per passatempo, ma realizzandola seguendo un  filo di collegamento tra azione e pensiero che la rende ricca, che le da significato, un significato appunto culturale. Gabriele Altobelli è un intellettuale. Se esistesse un aggettivo capace di sdoganare questa categoria da tutto quello che gli si imputa in negativo, servilismo, appiattimento su posizioni comode, guitti di corte, e quant’altro, sarebbe adatto per Gabriele Altobelli, per quanto asciutto e puro,  schietto e dissacrante,  è il suo essere intellettuale. Gabriele  è stato consigliere comunale a Cerveteri nella consiliatura del sindaco Ciogli negli anni in cui già quel  Partito Democratico  avvertiva all’interno l’errore di una classe operaia che si era ostinata a voler andare in “Paradiso”, errore che intrise di “democristianetà” quella sinistra oggi appellata come “Sinistrata”, dando ragione a chi quel matrimonio non ha mai voluto, non fosse altro per dare significato a quell’antico detto che dice: “Chi va con lo zoppo impara a zoppicare”. Si era innamorato della società civile Altobelli e con quel movimento del quale successivamente ha tratto maggior beneficio l’attuale sindaco  Pascucci, all’epoca assessore alla cultura, si avvicinò alla politica, attratto da ciò che aveva letto in un libro di un autore americano che diceva che un artista era prima un cittadino e diventò così consigliere comunale, a disposizione dei cittadini.  Altobelli tentò di dare vita ad un vecchio cinema storico ormai chiuso da anni per farne un teatro, ma più che aiuti trovò ostacoli alla sua impresa. Vedeva quell’azione come punto di partenza per la riqualificazione culturale della città, dotandola di un punto fisico che ne fosse il riferimento e l’azione più dissacrante che di lui si ricordi in veste di consigliere comunale fu quella che per protestare contro la mancata apertura di bagni pubblici in piazza Aldo Moro, manifestò, con lo spirito rivoluzionario di una volta, ponendosi sulla fontana monumentale adiacente in quella piazza, con un water, vero per quanto simbolico fosse, sulle spalle.  Poi abbandonò Cerveteri ritagliandosi  il ruolo a lui adattissimo di ambasciatore della cultura e dell’arte italiana nel mondo, facendo anche significative esperienze nel cinema e nello scambio di mostre d’arte con la Cina e negli Stati Uniti. A Cerveteri, Altobelli ha lasciato una sua opera incompiuta. Di fronte alla scuola delle Due Casette aveva iniziato a lavorare ad un monumento dedicato all’agricoltura. L’albero della cuccagna, lo ha chiamato. Un’opera colma di significati mai finita e che mai nessuno dei nostri amministratori che si sono succeduti, ne ha sollecitato la fine. «Anzi – dice lui stesso con divertito sarcasmo – ci hanno messo a fianco i bidoni della spazzatura che prima stavano dall’altra parte».  Ma diversamente è andata a Roma, dove, proprio in quegli anni, l’allora consigliere comunale del secondo Municipio Francesca del Bello,  volle la famosa “Meridiana” di Piazza Bologna che, ancora incompiuta, il sindaco Francesco Rutelli volle inaugurare e commemorare  nel 2000 proprio con questo simbolo, i giudici Falcone e Borsellino. A ventisei anni dalla strage in via D’Amelio il presidente del secondo  Municipio di Roma Francesca Del Bello e l’assessore alla memoria Lucrezia Colmayer,  hanno ricordato i giudici Falcone e Borsellino davanti a quella stessa opera, la meridiana di Piazza Bologna e per l’occasione è stata svelata la scultura restaurata e completata dell’artista. Viene allora da chiederci: Ma se tra gli eventi culturali della nostra città inserissimo una giornata dedicata all’agricoltura, attività di punta del nostro territorio proprio in quella piazza dove c’è l’albero della cuccagna di Gabriele, naturalmente finita e restaurata, con un evento che sia il meno provinciale possibile potrebbe essere una idea per valorizzare l’arte e il settore che tanto hanno in comune,  non sarebbe una buona idea?

 

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Smaltimento rifiuti, Tidei tratta con gli impianti di  Tarquinia e Viterbo

di GIAMPIERO BALDI

SANTA MARINELLA – Come diceva il vecchio saggio «un problema al giorno leva il medico di torno». 
Oggi è il turno delle discariche, ovvero dei cantieri nei quali vengono depositati i rifiuti differenziati per le attività di riciclo connesse alla loro trasformazione. 
Tutti gli impianti hanno serrato i cancelli a causa della elevata esposizione creditoria nei confronti della città, fatta di fatture non pagate per mesi ed ormai ammucchiate sui loro tavoli. 
«Comprendo perfettamente le loro ragioni – dice il sindaco – ma i nostri fornitori devono maturare la consapevolezza che lo smaltimento dei rifiuti è un’esigenza di igiene per tutta la città. Per questo ho avviato una trattativa con gli impianti di Viterbo e Tarquinia, per consentirci di continuare a scaricare, a fronte di una soluzione di questa situazione incresciosa e che non può essere portata più avanti. Contemporaneamente ho incontrato insieme al vice sindaco Andrea Bianchi, i rappresentanti della società Gesam, l’appaltatrice del servizio di igiene cittadina. Il contratto dovrà essere firmato prossimamente anche a fronte di alcune aggiustature che nel tempo si sono rivelate fondamentali. Esiste un problema sul verde urbano, costituito dai residui naturali della pulizia dei giardini. Questi residui, non potranno più essere lasciati fuori dai portoni nei sacchi neri, ma andranno conferiti alla discarica cittadina. In questa maniera potrà essere vagliata la qualità del prodotto consegnato all’impianto e si attuerà un sostanzioso risparmio nei costi, risparmio che andrà a beneficio di tutti i contribuenti attraverso la tariffazione del servizio stesso. In maniera diversa, nei sacchi neri, sarebbe continuato ad essere conferito di tutto, costringendo il nostro appaltatore a scaricare non negli impianti di compostaggio ma nelle discariche che applicano tariffe ben maggiori per ogni tonnellata portata lì». 
«Abbiamo coinvolto anche le Ferrovie dello Stato e la Regione – conclude Tidei – affinché provvedano a pulire e mantenere le alberature e le aree verdi cittadine di loro proprietà. Sono in corso gli interventi in via IV Novembre e partiranno a breve quelli a via Valdambrini e via Cartagine a Santa Severa».

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La Lazio pesca nel vivaio del Dlf

Importante prospettiva per un giovane di indiscusso talento che ha gravitato quest’ultima stagione tra le file del Dlf Civitavecchia.
Federico Serra, classe 2006, ariete innato, rifinitore all’occasione, destro naturale, dotato di un grande passo e di eccelse qualità tecniche, è stato oggetto di contesa tra le due società professionistiche della capitale. Durante i numerosi impegni in importanti manifestazioni di prestigio, si è fatto notare dagli osservatori di molti club. 
Dopo un periodo di prova tra Trigoria e Formello, la scelta del giocatore e della famiglia si è orientata in direzione S.S. Lazio, che ha prospettato per lui un futuro progetto, reale e tangibile, che lo avrebbe coinvolto. Federico è solo l’ultimo, in ordine di tempo, di una lunga serie di giovani promesse che si sono messe in mostra calcando il green del Dopolavoro e che sono sorvegliati speciali del calcio d’elite.  In questo frangente è stato fondamentale il lavoro dello staff dielleffino che si occupa di scouting  e che, ogni anno, prepara i giocatori che attirano l’interesse  delle più prestigiose realtà romane. Il Dlf da parecchi anni a questa parte si dimostra il trampolino di lancio di molti calciatori che hanno avuto la lungimiranza di passare da Viale Baccelli, grazie soprattutto  alla sempre più stretta collaborazione con le società professionistiche della capitale e in particolare dallo scorso anno con la società biancoazzurra. «Tutto questo – ripete il direttore sportivo Daniele Bencini, vero artefice della trattativa con il club romano – al fine di aiutare i possibili campioni di domani. Perché monitorare, mettendo in evidenza i migliori talenti del comprensorio, seguire le performance e la crescita dei propri ragazzi è uno degli obiettivi principali di ogni gruppo che si rispetti». 
La società al completo augura al giovane ‘‘laziale’’ di trarre il massimo beneficio da tale esperienza e auspica che questo sia solo l’inizio della sua brillante carriera.

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Olmetto Monteroni, chiesta l'installazione di nuove telecamere

LADISPOLI – Un quartiere afflitto da diverse problematiche a cui va prestata attenzione per il bene e la sicurezza di chi lo abita. E' il quartiere Olmetto-Monteroni, al di là della Statale Aurelia, frazione del comune di Ladispoli. Dai furti agli incidenti stradali, i problemi negli anni sono stati diversi. A esporli all'assessore alla Sicurezza Amelia Mollica Graziano è il presidente della neonata associazione Quartiere Olmetto, Alessandro Di Nallo: "Sono numerosi i furti avvenuti nelle case che solo per caso non sono sfociati in qualcosa di ben peggiore – scrive – Tutto questo senza parlare della situazione delle strade che non permettono il transito di mezzi di soccorso neanche su via Procoio di Ceri che è pure di competenza comunale". Una situazione che per il presidente dell'associazione Quartiere Olmetto "rischia di incidere gravemente nel caso urga prestare soccorso ai residenti sia dal punto di vista sanitario che di ordine pubblico. È inoltre grave la situazione di degrado prodotta da ignoti che lasciano rifiuti domestici ed elettrodomestici sulla strada procurando danno all’igiene e pericolo per il transito anche a causa dell’assenza di illuminazione". 

Da qui la "protesta" da parte dei cittadini della zona per l'esclusione del quartiere dalla delibera di Giunta relativa al progetto di "monitoraggio urbano integrale" che non prevede, appunto, l'installazione di nuove telecamere nella zona. "Infatti – scrive ancora Di Nallo – le attuali telecamere già installate, non presidiamo in maniera completa tutti gli ingressi alla nostra zona, lasciando alcuni accessi completamente non controllati". Di Nallo dunque all'amministrazione un passo indietro in tal senso così da prevedere il posizionamento di telecamere sul territorio "in grado di registrare e quindi essere esaminate da agenti ai fini di sanzioni o indagini penali. In particolare pensiamo che un numero minimo, in relazione alla vastità del territorio, di 7 o 8 telecamere coadiuvate periodicamente da alcune fototrappole, potrebbe portare grande beneficio ai residenti in termini di sicurezza. Suggeriamo anche, proprio per dare maggiore sicurezza alla zona, di installare le telecamere su pali muniti di luci led a pannelli solari.  Siamo convinti che queste piccole accortezze possano dare molta più serenità e sicurezza ai residenti e tutti coloro che frequentano la zona".

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Firmato il contratto di servizio tra Regione e Trenitalia

ROMA – Sottoscritto oggi dal Presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti e dall’Amministratore Delegato e Direttore Generale di Trenitalia, Orazio Iacono il nuovo contratto di servizio della durata di quindici anni (2018-2032), in coerenza con il Regolamento Europeo 1370/2007, che prevede investimenti per 1,382 miliardi di euro. Presenti alla firma il Ministro delle Infrastrutture e Trasporti, Danilo Toninelli, l’Assessore ai Lavori Pubblici e Tutela del Territorio della Regione Lazio, Mauro Alessandri, l’Amministratore Delegato e Direttore Generale del Gruppo Ferrovie dello Stato Italiane, Renato Mazzoncini e il Presidente di Trenitalia, Tiziano Onesti. 

Il Piano degli investimenti a carico di Trenitalia, per complessivi 1,233 miliardi circa di euro, unitamente alle risorse regionali pari a 149,1 milioni di euro, comprensivi di 76,6 milioni di euro del Contratto precedente, consentirà il ringiovanimento totale della flotta che passerà già nel 2023 ad un’età di 6 anni rispetto ai 14 anni attuali, con manutenzione in impianti moderni ed efficienti. Previsti interventi di manutenzione ciclica e di “revamping”  (sui treni TAF per un importo complessivo di 110 milioni) e investimenti in impianti con lo sviluppo di un nuovo polo di manutenzione  – nel quale confluiranno parte delle attività attualmente svolte nell’impianto di Roma Smistamento, che rimarrà attivo – l’adeguamento infrastrutturale per l’immissione in esercizio di nuovo materiale rotabile, oltre a interventi straordinari per l’efficientamento dell’armamento negli impianti per complessivi 106 mln di euro e 10 mln in tecnologia e informatica. L’arrivo dei nuovi treni consentirà standard di qualità in progressivo miglioramento sui principali indicatori di performance come puntualità, regolarità, composizione e garantirà alla clientela le più innovative tecnologie di bordo, quali people counter, videosorveglianza live e wi-fi. Dal 2014 al 17 giugno 2018 si è registrato sulle linee regionali del Lazio un incremento di 11,4 punti percentuali della puntualità, una diminuzione del 33% dei guasti e del 63% delle cancellazioni. A maggio 2018 la customer satisfaction del viaggio nel complesso è del 73,5% dei viaggiatori soddisfatti. Inoltre, con il nuovo Contratto sarà migliorato il monitoraggio del servizio, la pulizia a bordo dei treni secondo un piano di intervento in 4 fasi a garanzia di maggior comfort e sicurezza dei passeggeri.

Nel dettaglio per gli utenti del trasporto regionale su ferro del Lazio saranno investiti 1,382 miliardi di cui:

907 milioni in nuovi treni, con co-finanziamento della Regione Lazio per 149,1 milioni di euro;

65 nuovi treni Rock, con maggiore capienza (700 posti a sedere per i treni a 6 casse e 500 posti in piedi), 18 porta bici per i viaggi intermodali bici/treno, 50 telecamere di videosorveglianza, diminuzione del 30% dei consumi energetici. I 65 nuovi treni Rock saranno divisi in 12 convogli a 5 casse e 53 a 6 casse che saranno utilizzati sulle linee metropolitane;

3 treni diesel bimodali;

4 treni regionali veloci (200 km/h).

110 milioni per “revamping” di treni già in esercizio;

106 milioni in impianti;

249 in manutenzione ciclica;

10 milioni in informatica e tecnologia.

Il nuovo contratto prevede ulteriori misure per l’incremento del servizio (inteso come treni/chilometri) nell’arco di validità del piano del 2,9 e l’ampliamento della rete di vendita del Lazio.

Già dal 2019, in attesa della consegna dei nuovi treni, sarà garantita una maggiore offerta negli orari di punta e su alcune delle linee più frequentate, ad esempio quelle da Frosinone, Cassino, Colleferro e per Fiumicino, di 9.418 posti seduti, nei giorni feriali.

Per quanto concerne le tariffe è bene sottolineare come gli abbonamenti regionali annuali sono fermi dal 1994 e quelli mensili insieme al BIT dal 2012. L’amministrazione regionale ha deciso di tenere ferme ancora le tariffe fino al 2022 pur in presenza di significativi investimenti per l’acquisto ed il rinnovo dei treni, in tecnologie e manutenzione. Inoltre, è prevista una clausola di salvaguardia per protrarre oltre, eventualmente, il blocco delle tariffe.

Grande attenzione verso la clientela più giovane del trasporto su ferro: per i giovani e gli studenti fino a 26 anni di età sono previsti alcuni sconti sugli abbonamenti annuali. In particolare, per la fascia urbana della Capitale, una riduzione di circa 10 euro (considerando gli abbonamenti in base all’Isee) e per tutti coloro che provengono dalle altre provincie del Lazio, a seconda delle zone di abbonamento, la riduzione del costo oscilla tra gli 11 euro e i 66 euro in meno rispetto alle tariffe attuali.

La strategia unitaria di governo regionale delle politiche sulla mobilità consentirà di destinare – per il finanziamento del Contratto di servizio con Trenitalia – parte degli utili (1,65 milioni di euro) realizzati dalla società regionale di trasporto su gomma Cotral Spa, realtà del trasporto pubblico laziale ormai completamente risanata e oggi capace di garantire efficienza gestionale e rilancio del servizio con l’assunzione di nuovi autisti e la sostituzione di oltre 400 vecchi autobus con nuovi mezzi ecologici. Tali risorse andranno a beneficio appunto dei costi del servizio contribuendo al blocco delle tariffe.

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