''Trasversale, Lega e Cinque stelle si esprimano''m

TARQUINIA – Grande successo di pubblico per il convegno organizzato dal Rotaract nella sala consiliare del Comune di Tarquinia. 
Il giovane presidente Federico Ricci ha introdotto insieme al delegato giovani del Rotary club Antonio Maria Carlevaro il tema della Civitavecchia-Orte, commentando lo stato dei lavori e le prospettive di questa importante arteria.  
Tutti i relatori hanno puntato il dito contro il governo targato Lega-Cinque Stelle, reo di non essersi espresso su questo tema. 
«È assordante infatti il silenzio della Lega e dei grillini locali» che non si sono pronunciati sul completamento, attualmente sospeso da un giudizio del Tar che arriverà solo a dicembre. «Grazie agli organizzatori per questo evento – ha commentato il deputato Alessandro Battilocchio -. È una vicenda annosa iniziata nel ‘75. Sono due generazioni che si attende questa opera. Quasi si potrebbe dire che la Muraglia cinese è stata un’opera più veloce. Doveva essere un volano per il territorio. Non solo per commercio e turismo, ma anche per sicurezza stradale sarebbe necessario finirla velocemente. Noi incalzeremo il governo continuamente per velocizzare il completamento di questa arteria fondamentale per tutto il territorio». 
Il deputato di FdI Mauro Rotelli che è intervenuto anche nell’aula di Montecitorio su questo tema ha sottolineato la volontà di far parte della commissione trasporti proprio per intervenire su questo problema: «In campagna elettorale tutti mi chiedevano i collegamenti e le infrastrutture. Mi è sembrato normale richiedere questa commissione. Io non sono innamorato dei vari tracciati. Un chilometro di questa strada costa 25 milioni di euro. Nonostante questo ci sono state proteste e ricorsi. Ho chiesto al Ministro se vuole finire questa autostrada e in che maniera. Il governo ancora non ci ha risposto. Sappiamo solo che c’è un tracciato già finanziato e sappiamo che possiamo perdere questo finanziamento lasciando Monte Romano ad un carico devastante ambientale con mezzi pesanti che lo attraversano. Il governo tragga le conseguenze e ci risponda».
Presente anche il senatore Francesco Battistoni che ha sottolineato la situazione del territorio: «La Civitavecchia Orte sarebbe un biglietto da visita per questo territorio. Porterebbe lavoro ed occupazione. Su questo non ci sono dubbi. Questo territorio negli anni è stato limitato sotto il piano degli investimenti e delle infrastrutture. A poche decine di chilometri in Toscana si vive di commercio e turismo. Qui non è così. Non so quale è il tracciato migliore. Fondamentale è concluderla velocemente. Non si possono inseguire tir e trattori attraversano i paesi come succede attualmente».
Presenti tra il pubblico numerosi amministratori di tutto il comprensorio che hanno applaudito i relatori. Al termine del convegno sono intervenute diverse persone dal pubblico tra le quali diversi ambientalisti firmatari del ricorso al Tar che attualmente sta bloccando la fine della trasversale: «Sono state fatte delle forzature per approvare questo progetto. – hanno detto gli ambientalisti – Se ci darete una mano per combattere il tracciato verde siamo pronti a discutere, altrimenti andiamo avanti nella nostra battaglia».

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''Trasversale, Lega e Cinque stelle si esprimano''

TARQUINIA – Grande successo di pubblico per il convegno organizzato dal Rotaract nella sala consiliare del Comune di Tarquinia. 
Il giovane presidente Federico Ricci ha introdotto insieme al delegato giovani del Rotary club Antonio Maria Carlevaro il tema della Civitavecchia-Orte, commentando lo stato dei lavori e le prospettive di questa importante arteria.  
Tutti i relatori hanno puntato il dito contro il governo targato Lega-Cinque Stelle, reo di non essersi espresso su questo tema. 
«È assordante infatti il silenzio della Lega e dei grillini locali» che non si sono pronunciati sul completamento, attualmente sospeso da un giudizio del Tar che arriverà solo a dicembre. «Grazie agli organizzatori per questo evento – ha commentato il deputato Alessandro Battilocchio -. È una vicenda annosa iniziata nel ‘75. Sono due generazioni che si attende questa opera. Quasi si potrebbe dire che la Muraglia cinese è stata un’opera più veloce. Doveva essere un volano per il territorio. Non solo per commercio e turismo, ma anche per sicurezza stradale sarebbe necessario finirla velocemente. Noi incalzeremo il governo continuamente per velocizzare il completamento di questa arteria fondamentale per tutto il territorio». 
Il deputato di FdI Mauro Rotelli che è intervenuto anche nell’aula di Montecitorio su questo tema ha sottolineato la volontà di far parte della commissione trasporti proprio per intervenire su questo problema: «In campagna elettorale tutti mi chiedevano i collegamenti e le infrastrutture. Mi è sembrato normale richiedere questa commissione. Io non sono innamorato dei vari tracciati. Un chilometro di questa strada costa 25 milioni di euro. Nonostante questo ci sono state proteste e ricorsi. Ho chiesto al Ministro se vuole finire questa autostrada e in che maniera. Il governo ancora non ci ha risposto. Sappiamo solo che c’è un tracciato già finanziato e sappiamo che possiamo perdere questo finanziamento lasciando Monte Romano ad un carico devastante ambientale con mezzi pesanti che lo attraversano. Il governo tragga le conseguenze e ci risponda».
Presente anche il senatore Francesco Battistoni che ha sottolineato la situazione del territorio: «La Civitavecchia Orte sarebbe un biglietto da visita per questo territorio. Porterebbe lavoro ed occupazione. Su questo non ci sono dubbi. Questo territorio negli anni è stato limitato sotto il piano degli investimenti e delle infrastrutture. A poche decine di chilometri in Toscana si vive di commercio e turismo. Qui non è così. Non so quale è il tracciato migliore. Fondamentale è concluderla velocemente. Non si possono inseguire tir e trattori attraversano i paesi come succede attualmente».
Presenti tra il pubblico numerosi amministratori di tutto il comprensorio che hanno applaudito i relatori. Al termine del convegno sono intervenute diverse persone dal pubblico tra le quali diversi ambientalisti firmatari del ricorso al Tar che attualmente sta bloccando la fine della trasversale: «Sono state fatte delle forzature per approvare questo progetto. – hanno detto gli ambientalisti – Se ci darete una mano per combattere il tracciato verde siamo pronti a discutere, altrimenti andiamo avanti nella nostra battaglia».

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Striscia la notizia consegna una bacchetta senza nodo all’amministrazione

CIVITAVECCHIA – Torna Striscia la notizia a Civitavecchia per Fabrizio Airi, ma stavolta per sciogliere un nodo. Il mago Casanova della nota trasmissione televisiva di Canale Cinque è tornato in città per girare un servizio e consegnare la bacchetta senza nodo all’amministrazione comunale, rappresenta dagli assessori Daniela Lucernoni ed Enzo D’Antò,  dopo l’acquisto dei mezzi Tpl accessibili ai disabili.

Una battaglia vinta e tanta soddisfazione per Aldo Airi che si è battuto in questi anni per i diritti di suo figlio. “È una vittoria per tutta la città – ha commentato – e non solo per Fabrizio”. Soddisfatta anche Lucernoni che ha dichiarato: "Un primo passo verso la civiltà della nostra città". Per l'assessore D'Antò si tratta di uno dei "tasselli più importanti". Ma la soddisfazione maggiore è proprio di Fabrizio che ha spiegato: "Mi trovo molto bene con questi nuovi mezzi e li prendo molto spesso".

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Avvincente penultima tappa del Team Roping Classic 2018

Domenica densa di colpi di scena quella appena trascorsa, dove al Winnie Dry Ranch di Diego Tiselli ha avuto luogo la quarta e penultima tappa del terzo campionato regionale Sef Italia W.D.R. Team Roping Classic 2018. 
In un susseguirsi di prese una più bella e veloce dell’altra i ropers con grinta e tenacia si sono dati battaglia per oltre due ore per cercare di mettere un’ipoteca sul tanto ambito titolo regionare che il prossimo 18 novembre sarà assegnato al team e ai singoli cavalieri che si saranno accaparrati il maggior numero di punti durante il corso del campionato.
«Ormai con tre anni di esperienza alle spalle – commenta un appagato Diego Tiselli – tutti i cowboys e le cowgirls in gara sono riusciti ad arrivare ad un livello di tutto rispetto grazie al quale riescono ad offrire gara dopo gara uno spettacolo sempre più divertente ed emozionante e io sono troppo fiero di tutti loro. A questo punto non vedo l’ora che arrivi il giorno della finale perchè vi assicuro che i giochi sono ancora più che aperti con una classifica sempre più incerta».

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Vertenza Mondo Convenienza: nessuno spiraglio

CIVITAVECCHIA – Si è svolto ieri presso la sede dell'Ugl il secondo incontro della vertenza dei lavoratori di Mondo Convenienza. Incontro che ha visto la partecipazione di tutti i lavoratori coinvolti, proprio su richiesta del sindacato, e del consigliere comunale Massimiliano Grasso, capogruppo de La Svolta, che ha espresso la propria solidarietà ai dipendenti, affermando senza giri di parole che nei loro confronti “è stata posta in essere un’azione, da un gruppo che fattura mille volte la perdita operativa della società che gestisce i punti vendita di Tarquinia e Viterbo, che ha imbrattato indelebilmente la bella storia dell’imprenditore che era partito dal nulla da Civitavecchia – ha spiegato – proprio con molti di questi dipendenti messi in condizione di andarsene e che oggi, arrivato ad oltre un miliardo di euro di ricavi, mette in mezzo alla strada persone che avevano contribuito a costruire il suo successo, semplicemente perché dopo più di venti anni di anzianità lavorativa costano troppo rispetto ai più giovani”.

“Abbiamo assistito – afferma il responsabile confederale Ugl di Civitavecchia Fabiana Attig – ad una vera e propria condotta menefreghista e opportunista, con un atteggiamento che ha da subito indispettito i presenti. Nessuna apertura alle tante ipotesi prospettate di reinserimento lavorativo per i 19 dipendenti. Rispetto all’individuazione delle 15 posizioni a tempo determinato, già in scadenza a fine ottobre, di Fiumicino, Viterbo e Roma Aurelia, la società ha risposto che in quelle sedi a scadenza dei suddetti contratti, non sarà più assunto altro personale. Una chiusura totale ad una congrua soluzione e di facile applicazione, se solo ci fosse stato il minimo rispetto dei lavoratori e della loro storia in Mondo Convenienza da parte dell’azienda".

Ugl ha quindi sottolineato come le ragioni sulle perdite strutturali del punto vendita di Tarquinia addotte dalla società, non soltanto non convincono, ma non trovano riscontro nella realtà dei fatti. Motivo per il quale il sindaco promette battaglia. "Non staremo certo silenti nei confronti del “Magnate del Mobile” Gian Battista Carosi – ha aggiunto Attig – come è possibile dichiarare che dal 2011 al 2016 il punto vendita di Tarquinia era fortemente in perdita quando per lo stesso periodo si riscontra che il costo del personale è mediamente costante se non addirittura più basso circa 2 milioni, mentre i costi strutturali per lo stesso periodo da 13 milioni passano a circa 21 milioni? Non soltanto qual è stato il senso logico di aprire a Viterbo ad ottobre 2017 un altro punto vendita in netta concorrenza con Tarquinia, in perdita, ed inserire ben 38 unità lavorative quando già si sapeva della imminente chiusura di Tarquinia? Perché 19 posti dei 38 non sono stati riservati ai lavoratori di Tarquinia che a loro vantaggio avevano un’esperienza di settore ultra ventennale? Dubbi questi – prosegue Attig – che gettano una gigantesca ombra sul modo di operare del colosso del mobile. Nessun lavoratore in tutto il territorio nazionale di Mondo Convenienza è al sicuro. Nessuna programmazione, nessun piano industriale, solo una semplice comunicazione verbale di chiusura. Lo spietato quanto mai irriconoscente gruppo facente capo a Carosi sfrutta i territori facendo cassa con i lavoratori per poi gettarli via nella disperazione più assoluta. Come per le lavoratrici di Tarquinia, soprattutto verso quelle sole (monoreddito) con minori disabili. Nessuna pietà per loro, nonostante quanto disposto dall’art. 33 Legge 104/92. Una società “matrigna” che non vuole mostrare alcuna gratitudine verso chi, oltre 20 anni fa, ha contribuito al successo del Carosi. Parliamo dello stesso personale degli anni in cui iniziò con i magazzini la “Stalla”. Nessuna gratitudine, nessun rispetto. Soltanto una biasimevole quanto mai offensiva offerta economica a fronte di un trasferimento, leggasi licenziamento. Al massimo 13mila euro da riparametrare, ovviamente, in base alla percentuale di prestazione oraria. Questo è quanto è disposto a sborsare colui che ha festeggiato, poco tempo fa il miliardo di euro di fatturato”.

L’Ugl contesta quindi l’intera gestione della procedura da parte della società. "In particolare – ha concluso Attig  – l’irricevibile indicazione dei trasferimenti indicati alle lavoratrici, Verona, Cremona, Lissone, Trezzano, Moncalieri, Settimo Torinese, Pisa, Prato, Marcianise, Colonnella, Lecce, Rimini, Sassari, Cagliari, Catania, Pescara, Pompei (di prossima apertura). Per quanto ci riguarda possono attendere tranquillamente, nel frattempo sarà nostra premura allertare ed informare tutti i lavoratori di Mondo Sofferenza”.

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Piove sulle tribune, alcuni tifosi abbandonano lo stadio

LADISPOLI – C’era grande attesa per il match in notturna della serie D tra la Us Ladispoli e il Latte Dolce Sassari. Un incontro spettacolare che gli appassionati attendevano da tempo. La pioggia invece ha fatto emergere tutte le lacune dell’impianto Angelo Sale sprovvisto di una tettoia nonostante sia stato inaugurato neanche due anni fa. Uno stadio coinvolto da sempre in una serie di scandali, tra inchieste della Procura, sperpero di danaro pubblico e arresti. Sabato sera si sono verificate addirittura infiltrazioni negli spogliatoi. A parlare di nuovo sull’argomento il consigliere comunale di maggioranza di Fratelli d’Italia Giovanni Ardita. “Guardando la partita sotto la pioggia ho ricevuto molte lamentele del pubblico presente per la mancanza della copertura della tribuna, giustamente mi hanno fatto notare che molti bambini ed anziani si sino bagnati nonostante tenessero in mano l’ombrello, le poltroncine erano inutilizzate perché bagnate. Ho molta rabbia nel raccontare questo, perché è assurdo che questo impianto è costato più di 2 milioni di euro. Una struttura incompleta priva della tribuna degli ospiti e grazie al tempestivo intervento del sindaco Grando abbiamo trovato la soluzione per permettere alla US Ladispoli di giocare in serie D”. Ardita promette battaglia: “In settimana chiederò al sindaco di incontrare il presidente Paris, per affrontare due problematiche importanti dello stadio Angelo Sale. Negli spogliatoi e negli uffici della stadio si sono verificate diverse infiltrazioni a cui bisogna provvedere al più presto con un intervento di manutenzione e nello specifico di impermeabilizzazione. Inoltre sono più di due mesi che attendiamo dal tecnico che ha progettato lo stadio la planimetria della tribuna. Ho molta rabbia dentro di me, nel vedere questo impianto costato milioni di euro, incompleto ed a rischio di agibilità”.

Per la cronaca i rossoblu allenati da mister Pietro Bosco hanno pareggiato 1-1 contro i sardi disputando una buona partita. In vantaggio gli uomini di casa con Andrea Sganga dopo dieci minuti. Passano due minuti e gli ospiti hanno l’occasione d’oro per il pari ma dagli undici metri Palmas fallisce merito di uno strepitoso Salvato che respinge. A fine primo tempo il Sassari raggiunge il Ladispoli sfruttando una sfortunata autorete di Mastrodonato. Il maltempo però ha messo a nudo anche le criticità della stazione ferroviaria. Alcuni cittadini hanno protestato mettendo su Fb le foto delle infiltrazioni al sottopasso. Altri invece hanno puntato l’indice per l’ennesima volta contro Rfi per l’assenza della tettoia. I poveri pendolari continuano ad inzupparsi quando piove, e non riescono a ripararsi dal sole quando invece la giornata è calda. Praticamente lo sesso problema dello stadio Angelo Sale. Pendolari e tifosi sono sempre più accomunati dai disagi patiti per colpa di ritardi ed opere fatte a metà.

 

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Rifiuti Casale Bussi, il sindaco Caci: ''I comuni valutano il ricorso al Tar''

MONTALTO DI CASTRO – Con la recente pubblicazione della determina regionale n. G11012 del 5 settembre 2018, la Regione Lazio ha disposto l’aumento retroattivo delle tariffe di conferimento dei rifiuti presso l’impianto Tmb di ''Ecologia Viterbo'' sito in Casale Bussi.

«Ho chiesto agli uffici tecnici – dichiara il sindaco di Montalto di Castro, Sergio Caci – di esaminare il provvedimento e mi è stata sollevata qualche perplessità, cosicché insieme agli altri colleghi sindaci della provincia di Viterbo, mi sono immediatamente attivato ed ho interpellato l’avv. Angelo Annibali, dello Studio Aor Avvocati di Roma, al fine di approfondire la questione dal punto di vista giuridico, per verificare l’eventuale presenza di profili di illegittimità del provvedimento.

«Tralasciando le questioni penali che hanno interessato il sito, per le quali è in corso il relativo giudizio – aggiunge Caci – ciò che ci preoccupa in questa sede è l’aspetto finanziario della vicenda. Non dimentichiamoci, infatti, che l’aumento delle tariffe disposto dalla Regione ha efficacia retroattiva a partire dal 1 gennaio 2009. Aspetto questo che andrà ad incidere, con impatto di non poco conto, sui già martoriati Bilanci dei nostri comuni. Il tutto a discapito dei servizi erogati ai cittadini, visto che le entrate quelle sono. E questo noi sindaci non possiamo permettercelo! O quantomeno dobbiamo essere certi, prima di pagare, della legittimità dell’operato della Regione Lazio».

«Sono già 10 i Comuni che hanno manifestato la volontà di impugnare la determina – conclude Caci – laddove ne ricorrano i presupposti. Oltre a Montalto, infatti, ho ricevuto l’okay da Tuscania, Bolsena, Soriano nel Cimino, Bomarzo, Nepi, Bassano in Teverina, Vasanello, San Lorenzo Nuovo e Tessennano. Invito tutti gli altri Comuni della provincia, interessati dal provvedimento della Regione, a contattarmi ed unirsi a noi in questa battaglia a difesa dei cittadini che amministriamo».

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Discarica di Casale Bussi, il sindaco Caci: ''I comuni valutano il ricorso al Tar''

MONTALTO DI CASTRO – Con la recente pubblicazione della determina regionale n. G11012 del 5 settembre 2018, la Regione Lazio ha disposto l’aumento retroattivo delle tariffe di conferimento dei rifiuti presso l’impianto Tmb di ''Ecologia Viterbo'' sito in Casale Bussi.

«Ho chiesto agli uffici tecnici – dichiara il sindaco di Montalto di Castro, Sergio Caci – di esaminare il provvedimento e mi è stata sollevata qualche perplessità, cosicché insieme agli altri colleghi sindaci della provincia di Viterbo, mi sono immediatamente attivato ed ho interpellato l’avv. Angelo Annibali, dello Studio Aor Avvocati di Roma, al fine di approfondire la questione dal punto di vista giuridico, per verificare l’eventuale presenza di profili di illegittimità del provvedimento.

«Tralasciando le questioni penali che hanno interessato il sito, per le quali è in corso il relativo giudizio – aggiunge Caci – ciò che ci preoccupa in questa sede è l’aspetto finanziario della vicenda. Non dimentichiamoci, infatti, che l’aumento delle tariffe disposto dalla Regione ha efficacia retroattiva a partire dal 1 gennaio 2009. Aspetto questo che andrà ad incidere, con impatto di non poco conto, sui già martoriati Bilanci dei nostri comuni. Il tutto a discapito dei servizi erogati ai cittadini, visto che le entrate quelle sono. E questo noi sindaci non possiamo permettercelo! O quantomeno dobbiamo essere certi, prima di pagare, della legittimità dell’operato della Regione Lazio».

«Sono già 10 i Comuni che hanno manifestato la volontà di impugnare la determina – conclude Caci – laddove ne ricorrano i presupposti. Oltre a Montalto, infatti, ho ricevuto l’okay da Tuscania, Bolsena, Soriano nel Cimino, Bomarzo, Nepi, Bassano in Teverina, Vasanello, San Lorenzo Nuovo e Tessennano. Invito tutti gli altri Comuni della provincia, interessati dal provvedimento della Regione, a contattarmi ed unirsi a noi in questa battaglia a difesa dei cittadini che amministriamo».

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Casale Bussi, il sindaco Caci: «I comuni valutano il ricorso al Tar contro l’aumento retroattivo delle tariffe disposto dalla Regione Lazio»

MONTALTO DI CASTRO – Con la recente pubblicazione della determina regionale n. G11012 del 5 settembre 2018, la Regione Lazio ha disposto l’aumento retroattivo delle tariffe di conferimento dei rifiuti presso l’impianto Tmb di ''Ecologia Viterbo'' sito in Casale Bussi.

«Ho chiesto agli uffici tecnici – dichiara il sindaco di Montalto di Castro, Sergio Caci – di esaminare il provvedimento e mi è stata sollevata qualche perplessità, cosicché insieme agli altri colleghi sindaci della provincia di Viterbo, mi sono immediatamente attivato ed ho interpellato l’avv. Angelo Annibali, dello Studio Aor Avvocati di Roma, al fine di approfondire la questione dal punto di vista giuridico, per verificare l’eventuale presenza di profili di illegittimità del provvedimento.

«Tralasciando le questioni penali che hanno interessato il sito, per le quali è in corso il relativo giudizio – aggiunge Caci – ciò che ci preoccupa in questa sede è l’aspetto finanziario della vicenda. Non dimentichiamoci, infatti, che l’aumento delle tariffe disposto dalla Regione ha efficacia retroattiva a partire dal 1 gennaio 2009. Aspetto questo che andrà ad incidere, con impatto di non poco conto, sui già martoriati Bilanci dei nostri comuni. Il tutto a discapito dei servizi erogati ai cittadini, visto che le entrate quelle sono. E questo noi sindaci non possiamo permettercelo! O quantomeno dobbiamo essere certi, prima di pagare, della legittimità dell’operato della Regione Lazio».

«Sono già 10 i Comuni che hanno manifestato la volontà di impugnare la determina – conclude Caci – laddove ne ricorrano i presupposti. Oltre a Montalto, infatti, ho ricevuto l’okay da Tuscania, Bolsena, Soriano nel Cimino, Bomarzo, Nepi, Bassano in Teverina, Vasanello, San Lorenzo Nuovo e Tessennano. Invito tutti gli altri Comuni della provincia, interessati dal provvedimento della Regione, a contattarmi ed unirsi a noi in questa battaglia a difesa dei cittadini che amministriamo».

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Mille no per Piazza Almirante

LADISPOLI – Il Comitato No Piazza Almirante a Ladispoli sfonda il muro delle mille firme in dieci giorni. A esultare per il risultato raggiunto, dopo la seconda domenica di raccolta firme in piazza Rossellini, è proprio il Comitato. «La città continua a sostenere l’iniziativa con convinzione e coinvolgimento e, in seguito alle tante richieste pervenute, sarà organizzato un ulteriore momento di raccolta firme, sabato prossimo nella zona dell’ex campo sportivo, di cui verranno diffusi i dettagli a breve giro. Come annunciato all’inizio di questa esperienza, l’aver superato il primo obiettivo prefissato, non esaurisce l’azione del Comitato del quale, ricordiamo, fanno parte tantissimi cittadini, associazioni e la maggior parte delle forze politiche d’opposizione all’amministrazione Grando. Sono molte le iniziative in cantiere – hanno proseguito – per continuare a raccogliere adesioni contro questa scelta scellerata d’intitolare una piazza ad un razzista in una Città da sempre esempio di convivenza di varie culture. Col sostegno alla petizione, inoltre, già più di mille cittadini chiedono all’amministrazione di pensare ai veri problemi di Ladispoli: il decoro urbano, le scuole, la cultura, la tutela dell’acqua pubblica e di non deviare il dibattito su #unastoriasbagliata qual è quella dell’intitolazione ad Almirante. Con l’occasione di questo primo traguardo raggiunto, il Comitato ringrazia la comunità di Ladispoli per la dimostrazione d’impegno, sensibilità e attenzione che sta restituendo e che è, per tutti noi, motivo di ancor più intenso impegno e dedizione verso questa battaglia di civiltà».

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