Rivolta in Inghilterra: basta impilare sassi in spiaggia

Il rock stacking risale ai celti ma ora non c'è più motivo e si rovinano ambienti naturali. «Dobbiamo imparare a non lasciare tracce». E in Italia si asporta sabbia e ghiaia

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Conte e la linea con Salvini e Di Maio: se vogliamo durare servono risultati

Basta con l’immagine sbiadita del premier sconosciuto, reclutato per non rubare la scena ai due principali azionisti del governo. La svolta social con un filmato su Facebook: smetteranno di dire che sono sparito

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Incendio Bertini, l'Arpa rassicura

CIVITAVECCHIA – Sono arrivate le prime risposte di Arpa Lazio alle richieste di indagini ambientali formulate dal Comune e dalla Asl in relazione all’incendio che la scorsa settimana ha interessato l’Autodemolizioni Bertini in zona industriale. L’analisi dei dati degli inquinanti rilevati nelle stazioni della rete regionale di monitoraggio «localizzate in prossimità dell’incendio (stazione Fiumaretta) e ubicata nel quadrante interessato dalla direzione prevalente dei venti nella fascia orario 9-13 (stazione Aurelia) – scrivono da Arpa – non ha evidenziato superamenti dei limiti. Anche l’analisi dei dati di concentrazione oraria non ha evidenziato superamenti dei limiti».

Per quanto riguarda le “aree di potenziale massima ricaduta delle emissioni generate dall’incendio” Arpa ha trasmesso, inoltre, una mappa che “descrive graficamente, in termini percentuali, le aree di massima potenziale ricaduta degli inquinanti al suolo senza alcuna informazione legata alla concentrazione”, localizzate a nord-est del territorio comunale. Arpa ha evidenziato tuttavia che “l’esecuzione di un modello di dispersione degli inquinanti in atmosfera assume significatività e utilità nei casi in cui l’incendio interessi una significativa quantità di materiale ed abbia una durata prolungata nel tempo (in generale maggiore di 24 ore). In tali condizioni (lunga durata temporale e significativa quantità di materiale combusto), infatti la quantità di materiale disperso in atmosfera è tale per cui può essere utile verificare l’eventuale ricaduta al suolo di inquinanti e l’estensione delle aree che hanno avuto probabilità di essere coinvolte”. Arpa ha precisato che l’incendio in questione “non presenta le caratteristiche sopra richiamate”.

Ma al Comune non basta. Il sindaco Cozzolino e l’assessore Manuedda vogliono escludere con il massimo grado di certezza, anche con analisi chimico-fisiche, la ricaduta di sostanze pericolose per la salute e per l’ambiente. Per questo, una volta ottenuti anche i risultati della centralina mobile posizionata da Arpa il giorno dell’incendio e che ha analizzato le polveri presenti in aria nei cinque giorni successivi, torneranno a chiedere «di analizzare anche campioni di terreno e di acque nelle aree di potenziale massima ricaduta di inquinanti. Prendiamo atto delle precisazioni di Arpa sulla durata relativamente contenuta dell’incendio e sui limiti che questo comporta per la significatività della simulazione dell’area di eventuale ricaduta al suolo degli inquinanti, ma riteniamo – hanno sottolineato – che, data la tipologia di materiali interessati dall’incendio, sia necessario procedere con ulteriori analisi”.

Nel frattempo vanno avanti le indagini. È stata rigettata l’istanza di dissequestro dell’area presentata dall’avvocato Lorenzo Mereu proprio perché non sarebbero ancora conclusi gli accertamenti. Presentata quindi una nuova richiesta per poter accedere e procedere almeno con le operazioni di bonifica. «Ci interessa – ha spiegato il legale – riprendere l’attività; il vero danno oggi è rappresentato dalla chiusura del centro. Non siamo ancora potuti entrare nell’area, ma ad oggi il danno si aggira a più di 100mila euro». 

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Roberto Gimmelli: ''Un ambiente straordinario, dimostreremo la nostra forza''

Con un passato glorioso alle spalle, con l’inizio calcistico che fu nell’Inter U19 nel 2001 per vantare poi presenze in lega Pro fino all’approdo al Civitavecchia Calcio 1920, dove ha giocato l’ultima stagione, Roberto Gimmelli si presenta oggi ai tifosi della Roja. Professionista nel vero senso della parola, serietà e dedizione messe da subito a disposizione della CPC2005 Calcio, è uno di quei giocatori la cui storia non va nè scritta nè raccontata, ma per capirne la valenza sia sotto il profilo calcistico che umano basta vederlo calcare il terreno di gioco, seppur si tratti ad ora di allenamenti.
Una nuova avventura per lei, questo inizio come le è sembrato? 
«L’approccio con l’ambiente è buono e soprattutto sano, con il giusto pizzico di ambiziosità che non guasta mai».
Un pensiero sui tuoi compagni e sul mister?

«Avevo avuto modo di conoscere alcuni ragazzi, che poi ho ritrovato qui, l’incontrarsi negli spogliatoi nella mia permanenza con il Civitavecchia me lo ha permesso, con il protrarsi e il consolidamento di quella stima che già avevo nei loro confronti. Sono dei bravi ragazzi e dei buoni giocatori, questo posso affermarlo tranquillamente. Con il mister non avevo avuto modo di lavorare insieme, ma solo giocarci contro, e quell’aggressività che ho visto in quegli incontri rispecchiano in pieno, almeno penso, il suo carattere».
Credi che la rosa sia competitiva o serva altro?
«Mi sembra una rosa già competitiva e ben assortita, ma sarà il campo a parlare in maniera definitiva. Va tutto dimostrato e non serve solo avere ottimi giocatori, lavoro sodo in settimana per poi dimostrarlo la domenica; questi i passi da fare per un buon campionato. Ora dobbiamo pensare solo ad allenarci».
Un gruppo di under che andrà plasmato con le potenzialità dei più grandi, cosa ti senti di dirgli?
«I giovani sono una parte essenziale per questa categoria, del resto ne giocano tre e sono spesso l’ago della bilancia di una squadra. Porterò indubbiamente la mia esperienza e darò i miei consigli, un ciclo che si ripete nella carriera di ognuno negli anni, ma sono solito dire che spetta solo a loro dimostrare il vero valore sia negli allenamenti che in partita. Dare sempre il massimo, in questa fase della loro carriera calcistica, fa si che passino dall’essere un po’ acerbi a dei veri e propri giocatori. Sta a loro dimostrare il vero valore che hanno, ovviamente con i consigli che daremo noi grandi».

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Moscherini: ''Certi dirigenti bloccano la macchina amministrativa''

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TARQUINIA – Un super manager che controlli il funzionamento della macchina amministrativa del Comune di Tarquinia, «perché ci sono tecnici e dirigenti che stanno creando disastri e che devono essere rimossi da quegli uffici».
Il consigliere del ‘’Cantiere della nuova politica’’, Gianni Moscherini, punta il dito contro l’operato di alcuni uffici comunali che «non riescono a produrre risultati e soluzioni ai tanti problemi». Moscherini  propone la loro rimozione dagli incarichi di responsabilità, di fronte all’evidenza dei fatti.
«Stiamo giocando con il fuoco – tuona Moscherini –  perché le cose che non vanno avanti sono tutte. E non per colpa del sindaco, ma perché bisognerebbe che la maggioranza facesse una riflessione seria sul funzionamento della macchina comunale e che decidesse in fretta sugli aggiustamenti che vanno attuati». 
Dopo un passaggio contro la politica fallimentare dell’ex sindaco Mazzola, Moscherini elenca tutte le maggiori questioni, da anni rimaste ingessate «anche per l’incompetenza degli uffici che avrebbero dovuto produrre soluzioni». 
Il caso San Giorgio. “L’amministrazione Mazzola – spiega Moscherini –  ha avuto 10 anni di tempo per risolvere e inquadrare bene la vicenda San Giorgio; e invece cosa ha fatto?  Nulla. Adesso che io, come ‘’Cantiere della nuova politica’’ provo a proporre un metodo tecnico-amministrativo che ci porti a risolvere definitivamente l’anomalia di San Giorgio, dandogli subito un nome accattivante come la ‘’Città giardino’’, Mazzola che fa? Subito mette il paletto sul no all’utilizzo della legge 28/80. I politici che non vogliono l’utilizzo della 28/80 devono spiegare il perché. Ma soprattutto ce lo devono spiegare meglio i tecnici. Perché i tecnici ci devono dire come mai gli ultimi dieci anni non hanno fatto nulla per affrontare il problema San Giorgio e chi è che non gli ha fatto fare nulla. Perché delle due l’una: se non hanno fatto niente perché i politici del momento li hanno obbligati a comportarsi in quel modo, devono dire chi sono stati e perché glielo hanno chiesto; se  invece non hanno eseguito ordini di politici, ma non hanno nemmeno  fatto nulla per risolvere i problemi, bisogna allora prenderne atto e se ne vadano, o perlomeno vengano spostati in altro settore. Perché nella vicenda San Giorgio questi dirigenti e questi tecnici hanno dimostrato di essere pericolosi e fallimentari”. 
L’inagibilità dell’ Avad. Sulla struttura per disabili al Lido siamo al paradosso. “Il comportamento negativo ed arbitrario degli uffici – commenta Moscherini –  contro una struttura che si cura e si occupa del mondo dei disabili è da vergogna. Si devono vergognare per quanto stanno facendo all’Avad. Noi come ‘’Cantiere della nuova politica’’ abbiamo proposto di sviluppare in quell’area delle spiagge idonee ai portatori di handicap. Abbiamo già una struttura sul mare e invece di studiare il modo giusto per svilupparla,  cosa si fa? Si inventano l’inagibilità. Questa inagibilità pare essere legata ad un ascensore. Ancora oggi, nonostante i gestori dell’Avad abbiano presentato carte e documenti, nessuna soluzione è stata prodotta. Ma la struttura è proprietà pubblica, è infatti della Provincia. Basta fare una telefonata tra burocrati per risolvere il problema. Invece fanno solo lettere che creano problemi a chi gestisce”. 
La variante di Brizi. “Sono andato alla riunione della commissione – spiega Moscherini – e il responsabile dell’urbanistica dice che c’è una richiesta di un ulteriore cambio di destinazione d’uso. Cosa viene fuori? Che il cambio era già stato chiesto  un anno fa dalla struttura che soffre della presenza dell’autostrada fatta in  questo modo per grave responsabilità dell’amministrazione Mazzola. Anche qui, i tecnici dell’urbanistica che genere di rapporti hanno avuto con quelli che facevano l’autostrada? L’albergo Brizi che aveva inserito tra suoi obiettivi quello di intercettare i crocieristi del vicino porto di Civitavecchia  si è  ritrovato con la quasi fine dell’attività. A questo aggiungiamo che anche il mondo dei camionisti è stato penalizzato dal mancato accesso immediato all’area. Ora Brizi chiede una variante per realizzare una struttura per gli anziani e per diminuire i posti letto ci viene detto che si deve rifare la pratica da capo perché la variante sostanziale. Assurdo gestire le cose in questo modo”.
Il caso Dezi. Il blocco dell’apertura di un ristorante un ennesimo caso portato sul tavolo da Moscherini. “I due ragazzi che hanno aperto il bar e dovevano aprire il ristorante sono stati bloccati dall’ufficio urbanistica che ha trovato il modo di non farli aprire. Sono andati avanti al punto da portarli in tribunale. Ora dopo un anno e mezzo di diatriba viene fuori che avevano ragione proprio questi ragazzi. Ora mi domando: ma si può continuare lavorare con un ufficio del genere?”. 
Il Pai. “Nei documenti programmatici di tutti i candidati,  in campagna elettorale, – ricorda il consigliere –  su due cose sembravano tutti d’accordo risolvere San Giorgio, e adesso invece siamo da capo a dodici, ed eliminare il Pai. Tutti dicevano di sopprimerlo. Sono già passati tredici mesi, ma ancora nessuno ha affrontato il tema”.
Le palestre. Sulla gestione e l’affidamento delle palestre comunali  Moscherini chiede a gran voce “un censimento del patrimonio comunale e dell’Agraria affinche si proceda con il controllo, non solo della proprietà in quanto tale ma di quanto pagano i concessionari”. «Perché – dice Moscherini – chi vuole fare un imprenditore dello sport lo deve fare con i soldi propri. Fare un controllo significa anche verificare se si sono fatte le gare quando si dovevano fare”.
Talete. Altro  esempio di gestione fallimentare di anni di Mazzola per Moscherini è l’affidamento della gestione dell’idrico a Talete. “Un cittadino pagava l’acqua per la sua struttura 700 euro l’anno, poi è arrivata Talete ed ora paga 600 euro ogni tre mesi. Ma questo è normale?” 
Rifiuti e il bando che non c’è. “Che fine ha fatto il bando per la gestione dell’immondizia? – domanda Moscherini – Perché non si riesce ancora ad elaboralo? L’ex assessore Celli, ad esempio, ci faccia il conto di quanti soldi ha fatto pagare in più ai cittadini. La verità è che ha aumentato i costi”.
Il capannone Bricofer. Sulle presunte irregolarità nel capannone della Bricofer recentemente aperto Moscherini chiede chiarezza. “Se è vero, e così è, che Bricofer ha avuto un’autorizzazione ad aprire, pur sapendo gli uffici che c’era una grossa irregolarità edilizia che non sarebbe di semplice importanza attestata anche dallo scambio di lettere tra uffici e da un sopralluogo dei vigili urbani che avrebbero poi consegnato la loro relazione del caso,  perché su questa storia non è stata ancora fatta chiarezza?”. “Già è stato fatto  l’errore di aver fatto aprire un’attività identica a quella esistente a poca distanza – rimarca il consigliere Moscherini –  poi si scopre che non si poteva nemmeno aprire?. Il funzionamento degli uffici è fondamentale per rispondere ai servizi che si danno ai cittadini. Se la macchina comunale funziona male bisogna cambiare. A qualcuno va cambiato il posto perché non si può stare in queste condizioni a continuare a fare danni. Non è una questione personale o di pregiudizio, ma bisogna lavorare e dare risposte concrete. Mazzola su tutto questo si stia zitto che è meglio. Se riflettesse sulle numerose malefatte per un mesetto non sarebbe male”.
Mazzola. L’affondo su Mazzola non è da poco: “Basta con i soloni del passato, bisogna voltare pagina. Il caro ex sindaco se pensa che possa condizionare quelli della maggioranza, vedi l’appello a Catini e Serafini, e a quelli dell’opposizione citati come dormienti, si sbaglia di grosso. Ha già ricevuto una pedata nel sedere dai cittadini di Tarquinia quando si è candidato a consigliere comunale. La seconda pedata nel sedere l’ha avuta come consigliere regionale quando i cittadini della sua provincia non lo hanno votato”.
Il pasticcio Duomo Gpa srl. Dulcis in fundo l’interrogazione di Moscherini, per il momento caduta nel vuoto, sulla società Duomo. Moscherini attende ancora di sapere “se il dichiarato stato di insolvenza della società concessionaria abbia comportato o meno la mancata corresponsione, all’erario comunale, di somme da questa riscosse a titolo di Tosap, imposta sulle partecipate e pubblicità ed altro, e nel caso affermativo il loro esatto ammontare”. Quindi domanda Moscherini “quali specifiche sollecite misure intende assumere il Comune a tutela dei diritti e degli interessi dell’ente”. “Domando se si ritiene necessario ed opportuno ristorare direttamente i cittadini danneggiati dagli eventi tenuto conto che costoro in perfetta buona fede e su perentorie indicazioni dei competenti uffici comunali hanno corrisposto alla ditta concessionaria importi non dovuti ma versati, nella migliore delle ipotesi o tuttora da versare nelle casse comunali”. Questa interrogazione, risalente al 28 giugno, ricorda Moscherini, non è stata portata in consiglio.  Nelle premesse dell’interrogazione si ricorda che la società è stata richiamata in un’inchiesta giornalistica di Panorama e si ricorda anche l’interrogazione dell’allora consigliere Alfio Meraviglia al sindaco Mazzola circa le ragioni e le esigenze alla base dell’affidamento dei servizi alla Duomo gpa srl “stante l’esistenza di un intero settore dell’ente che è quello dei tributi delle entrate extra tributarie e se era a conoscenza dei rilievi sollevati da Panorama”.

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«Consapevoli del nostro valore, voleremo in alto»

Con Caronte che in questi giorni sembra accompagnare all’Inferno l’intera penisola italica, allo stesso tempo tende la mano ai giocatori portuali nella doppia seduta, con le energie che vengono meno ad ogni passo sotto i trenta gradi del manto erboso del Tamagnini, la Cpc2005 getta le basi fisico-tattiche per questa stagione. 
Prevale lo spirito di sacrificio, nella concentrazione dei nuovi schemi, che mister Caputo e il suo staff stanno provando e riprovando in vista dell’esordio stagionale del 2 settembre. 
Nel mezzo anche alcune amichevoli che testeranno i progressi e metteranno minuti utili nelle gambe dei giocatori. 
Di questo ha parlato capitan Marco Bevilacqua, uno dei pochi rimasti dopo il terremoto provocato nella rosa dal direttore sportivo Sandro Fabietti.
Tante le facce nuove all’avvio di questa stagione, com’è stato l’approccio con loro e com’è lo spirito del gruppo in questo periodo di fatica della preparazione?
«I “nuovi” si sono inseriti bene in questa loro nuova realtà. Se da una parte parliamo sotto l’aspetto tecnico penso che non c’è bisogno di presentazioni, visto che sappiamo tutti il loro valore, mentre se parliamo dell’aspetto umano posso dire che sono ragazzi intelligenti e seri, che di calciano ne sanno. Stiamo creando un bel gruppo e questo per un gioco di squadra è la base ad ogni successo».
Passiamo al tecnico. Ritrova il mister dopo qualche anno di soddisfazioni che vi siete tolti insieme. È cambiato nel modo di allenare o è sempre il Caputo meticoloso che tutti conosciamo?
«Ritrovare il mister è stato veramente un piacere, è rimasto il mister meticoloso che ricordavo e tutti conosciamo, che sa usare carota e bastone nei momenti giusti. L’affiancamento di De Luca e Macaluso darà sicuramente i suoi frutti, perchè tanto possono darci sia sotto l’aspetto umano che sportivo».
Partiamo dal fatto che quest’anno si inizia la stagione senza proclami, ma allo stesso tempo con la voglia di fare bene. Parliamo invece della nuova sede che ha la Cpc2005?
«Sono molto contento per quel che riguarda il campo. Il Fattori portava solo dolori fisici e troppi infortuni. Per quello che riguarda l’anno che verrà sappiamo tutti il nostro valore, ma adesso bisogna pedalare e basta gettando delle basi concrete per la stagione. Solo il campo ci dirà a maggio se in questo periodo abbiamo lavorato bene o no».

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San Giorgio, Mazzola: "Sbagliato e nefasto utilizzare la legge regionale 28/80"

TARQUINIA  – Dopo la conferenza di Moscherini sul problema San Giorgio,  interviene anche l’ex Sindaco Mauro Mazzola: “Applicare la legge 28/80  sarebbe dannoso e danneggerebbe chi non ha commesso abusi- dichiara l’ex sindaco Mazzola – Ancora una volta Tarquinia vede la sua politica stravolta da santoni che si lanciano in grandi promesse: prima Roma Vetus, , poi le navi da crociera che fanno le fermate come un treno locale. Ora tocca a San Giorgio applicare : la cosa che gli riesce meglio è accusare gli altri di non aver fatto nulla, ma ci sono gli atti che lo smentiscono ”. 

“Spiego un’altra volta perché si è presa la strada sbagliata per San Giorgio- continua Mazzola –  applicare la legge n.28 dell’80 sarebbe nefasto. Lo dico perché ho parlato con i tecnici sino alla noia. Chi  prova oggi a prendere scorciatoie o a cambiare strada rischia di fare un grosso danno ai lottisti di San Giorgio. Poi basta leggere la legge che, all’articolo 4 , specifica come sia applicabile laddove ricorra la rilevanza socio-economica dei singoli insediamenti, soprattutto con riferimento alla loro utilizzazione per usi di residenza stabile . Certo che non cita le seconde case”. 

“Inoltre, – continua Mazzola – in molti casi la perimetrazione della 28/80 finirebbe per danneggiare chi non ha commesso abusi, ma sembra che di questi nessuno si preoccupi. Volete sapere come si fermano le demolizioni? – domanda l’ex sindaco – Il percorso lo avevamo già avviato, accantonando a bilancio 40.000 euro, per dare incarico ad un consulente che avrebbe avviato un iter procedurale con il quale presentarsi in conferenza di servizi, alla presenza della Regione e degli uffici tecnici, e su quelle basi bloccare le demolizioni. L’affidarsi, in tal senso, alla 28/80 non dà garanzie: c’è anche un precedente di una sentenza del Consiglio di Stato che ha bocciato i ricorsi del Comune di Sabaudia”. 

“In conferenza stampa Moscherini si dice determinato a chiudere i consorzi – aggiunge Mazzola – Ma che sono suoi? Poi si rivolge al Segretario comunale come se fosse il tecnico responsabile dell’urbanistica. Infine, una nota politica sulla maggioranza: “Ma Catini e Serafini che fanno? Hanno un nuovo sindaco ma, presi a litigare tra loro, non se ne accorgono o fanno finta di non accorgersene? – conclude l’ex sindaco – Opposizione, forza! Non è tempo per andare in letargo. Se quanto dice il “nuovo” sindaco non vi convince, andate a parlare con i tecnici comunali, che per anni si sono impegnati a trovare soluzioni percorribili.”

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San Giorgio e Moscherini: scoppia il caso

TARQUINIA – «Ormai siamo al caos totale dove non si capisce più neanche da chi è composta questa maggioranza». Il consigliere comunale d’opposizione Sandro Celli interviene sul dibattito relativo alle soluzioni per San Giorgio, bacchettando l’esponente della minoranza Gianni Moscherini e chiedendo conto alla giunta Mencarini su un eventuale ingresso in maggioranza dell’esponente del ‘‘Cantiere della nuova politica’’.  
«La situazione è talmente paradossale da sfiorare il ridicolo, – tuona il consigliere del Partito democratico –  con un’amministrazione completamente incapace di prendere una qualunque decisione su un qualunque argomento e un consigliere di minoranza che detta l’agenda politica e l’attività amministrativa della stessa senza che nessuno lo smentisca. Il tutto mentre Catini & c. provano, senza crederci neanche loro, a smentire allargamenti della maggioranza. Le cose sono due, o questa giunta è arrivata alla consapevolezza della propria inconcludenza e chiede aiuto affidandosi a chiunque bussi alla porta del sindaco prospettando anche assurdità purché sia qualcosa da dare in pasto ai cittadini che sono ormai stanchi dell’assoluto nulla amministrativo in cui siamo caduti, oppure stanno prendendo in giro i cittadini perché hanno veramente arruolato tra le loro fila Moscherini  facendolo entrare dalla finestra, dopo che al ballottaggio avevano chiesto agli elettori di chiudere ogni porta del Comune per impedire l’ingresso di colui che descrivevano come un autentico pericolo pubblico”. “Ormai non possiamo più stupirci di niente, – aggiunge Celli – neanche che un consigliere di minoranza convochi, con il tacito assenso del Sindaco, una conferenza stampa per essere lui ad annunciare, su una questione  tanto importante come quella di San Giorgio, quale sarà la soluzione che applicherà la maggioranza. Non solo, ma addirittura  annuncia lui la convocazione della specifica commissione consiliare con tanto di data e ordine del giorno nonché del successivo specifico consiglio comunale. Questo non è fare opposizione costruttiva, questo è amministrare per conto terzi. Ma il Sindaco? La giunta? Gli altri consiglieri di maggioranza? Tutti d’accordo? Si sono auto commissariati senza dircelo? A loro sono rimaste solo le feste di paese con le quali cercano di sopravvivere litigandosele tra loro visto che tutte le delibere di almeno 4 assessorati raccontano solo di spese e distribuzione di contributi per decine di migliaia di euro  con le stesse motivazioni e per le stesse manifestazioni». 
«Basta, – tuona Sandro Celli – non potete delegare ad amministrare al vostro posto qualcuno che i cittadini non hanno scelto. Se non riuscite ad amministrare o non volete prendervi nessuna responsabilità dimettetevi e mettete fine a questa agonia amministrativa. A Moscherini  invece chiedo, al di là dei soliti proclami ad effetto elettorale, di dirci chiaramente, visto che comunque l’applicazione della legge 28/80 non lo prevede, quale sarebbe l’iter e la norma che da la possibilità di sospendere le demolizioni.  Ci dica con quale potere il consiglio comunale può deliberare di sospendere, come da lui affermato, le ordinanze dirigenziali  di demolizione quali atti dovuti per legge. Proprio come per il bando della raccolta differenziata, si sta di nuovo perdendo tempo e, purtroppo, anche tanto del lavoro già svolto, quando ci sono convenzioni già approvate e altre con un iter già avanzato.  Ricominciare da zero con l’applicazione della legge 28/80 significherà rimettere in discussione un equilibrio sociale faticosamente raggiunto, riavviare tutto l’iter per le autorizzazioni VAS-VIA,  far fronte a tutti i ricorsi di chi si vedrà ingiustamente privato di un legittimo diritto, dover mettere a bilancio milioni di euro di tutti i cittadini per la realizzazione delle opere primarie e secondarie che in quel caso saranno completamente a carico del Comune come prevede la stessa legge, nonché perdere tanta della cubatura edificabile prevista dall’attuale PRG. In pratica si rifermerà tutto ad eccezione delle demolizioni».

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Figli di coppie gay, il ministro Fontana dice no al riconoscimento

Il responsabile del dicastero della famiglia in audizione in commissione contro la maternità surrogata: «È una pratica non consentita dalla legge e in conflitto con l’interesse del bambino». Il sottosegretario Spadafora: «Basta propaganda»

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Caso Cfft, Moscherini: ''Si deve favorire chi porta traffici. La concessione a Rtc va tolta''

CIVITAVECCHIA – «Quella concessione va tolta e rimessa in gara per cercare un nuovo cliente o quantomeno i termini devono essere rinegoziati con nuovi traguardi». Parola dell’ex sindaco ed ex presidente dell’Authority Gianni Moscherini che è intervenuto sul caso Cfft con una conferenza stampa criticando duramente quell’ordinanza dell’Adsp che impone lo scarico nella banchina 25 a partire dal 15 settembre. Critico anche nei confronti dell’attuale gestore e concessionario Rtc colpevole, secondo Moscherini, di non aver rispettato i termini contrattuali.

«Quando fu rilasciata la concessione c’era il presidente Ciani che commise un errore, infatti – ha spiegato Moscherini – si parlò di un impegno di soli 150mila contenitori, ma sono cifre che comunque non sono state rispettate. Nel 2017 – ha tuonato – i dati del porto parlavano di 64mila teus di cui quasi i due terzi erano vuoti. Quindi si parla di una banchina gestita prevalentemente come un deposito contenitori vuoti. Se si deve favorire qualcuno – ha evidenziato – è chi porta traffici nel porto».

Non ha dubbi Moscherini che si schiera contro l’ordinanza e a favore di Cfft: «È giusto che scarichi sulla banchina, certo deve attrezzarsi per farlo in sicurezza. Il terminal frutta è un terminal specializzato    e deve diventare multi purpouse così come deve essere per la banchina 26 per cui ha fatto richiesta la Tmc. Soltanto a Roma – ha continuato Moscherini – parliamo di 580 – 600mila teus l’anno. Quella concessione è sbagliata. Spero che l’Authority preveda una seconda ordinanza più corretta e più produttiva. La responsabilità – ha concluso – di quello che sta succedendo è a catena di chi si è succeduto alla guida del porto dopo di me. Ora basta, i cittadini devono protestare».

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