Vertenza container, revocato lo sciopero

CIVITAVECCHIA – Filt Cgil e Uiltrasporti hanno revocato lo stato di agirazione e lo sciopero a seguito dell'ordinanza firmata ieri dal presidente dell'Adsp Francesco Maria di Majo che sospende gli effetti della sua stessa contestata ordinanza di luglio fino al pronunciamento, nel merito, da parte del Tar del Lazio, con l'udienza fissata al 5 giugno prossimo, consentendo così di mantenere a Civitavecchia un importante traffico come quello di Chiquita. I sindacati sono convinti che la strada da fare sia ancora tanta. Motivo per il quale chiedono la costituzione di un tavolo permanente sul lavoro, utile a monitorare e favorire l'andamento delle nuove fasi in un clima di condivisione e concertazione.  

"La sospensiva, come più volte richiesto – hanno spiegato Alessandro Borgioni e Angelo Manicone della Filt e Gennaro Gallo della Uiltrasporti – è un atto di buon senso che invece ne permetterà la lavorazione in loco, fino alla sentenza del Tar. Ci aspettiamo che il tempo della sospensiva sia utilizzato per risolvere definitivamente il problema. È necessaria una riqualificazione di tutto il porto, che lo per renda dinamico e attrattivo per gli operatori del settore, essenziale è il completamento delle infrastrutture interne ed esterne al porto, senza le quali è difficile ipotizzare il salto di qualità. La sospensiva deve, inoltre, essere utile a Rtc e Cfft, per il raggiungimento di un accordo commerciale che noi tutti auspichiamo".

E sulla vicenda continuano ad arrivare commenti anche dalla politica. “Meglio tardi che mai” dicono dal coordinamento del circolo "Giorgio Almirante" di Fratelli d'Italia, riferendosi ad una soluzione suggerita anche dallo stesso partito proprio dopo che i giudici amministrativi avevano respinto la richiesta di sospensiva presentata da Cfft, giudicata la più opportuna per tutelare gli interessi del porto, arrivata dopo quasi un mese di riunioni e dopo l'intervento del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti. 

"Il colpevole ed inspiegabile ritardo nell’assumere una decisione doverosa – hanno commentato – è costata al nostro porto la perdita di due navi cariche di banane, approdate a Livorno invece che a Civitavecchia: è evidente il danno economico provocato alle imprese portuali di Civitavecchia, ma è indubbio anche il grave danno di immagine per il porto di Civitavecchia sul mercato, dove gli operatori commerciali e le imprese di Civitavecchia (e non solo) hanno potuto, purtroppo, toccare con mano ed avere una triste conferma della inadeguatezza ed inaffidabilità dell’attuale presidente della Adsp che gestisce il nostro scalo portuale. È paradossale leggere i commenti di esponenti del Pd, partito fautore della nomina dello stesso Di Majo ed al quale lo stesso Di Majo apre sistematicamente le campagne elettorali, che dispensano lodi del tutto immeritate e fuori luogo e dipingono oggi come salvatore della patria Di Majo, ovvero proprio colui che è l’artefice e la causa di questa vertenza, che ha rischiato di compromettere definitivamente uno dei pochi traffici commerciali promettenti per il nostro scalo portuale. Questa sfacciata ed immotivata esaltazione del presidente Di Majo da parte della sinistra appare veramente assurda e costituisce la più lampante e clamorosa conferma di quanto sostenuto da Fratelli d’Italia in questi mesi, a proposito delle responsabilità politiche della pessima attuale gestione del porto sotto la guida dell’attuale presidente, che rappresenta una triste eredità del governo Renzi e del ministro Delrio, famigerati esponenti di primo piano del Partito Democratico, che hanno scritto alcune delle peggiori pagine della storia dell’Italia repubblicana. Oggi prendiamo, comunque, atto di questa buona notizia, perché, con l'ordinanza n. 45 a firma del Presidente di Adsp, Di Majo limita i danni di Di Majo: il traffico delle banane, almeno fino a giungo 2019, rimarrà nel porto di Civitavecchia e continuerà ad essere fonte di lavoro per le maestranze di Civitavecchia e per le imprese che operano ed investono nel nostro porto, ma anche fonte di gettito erariale per Molo Vespucci e per la nostra Regione Lazio, con buona pace della Toscana e di Livorno che erano pronti a raccogliere il gradito regalo che stavano ricevendo grazie alle improvvide iniziative di Molo Vespucci. Tuttavia hanno concluso – riteniamo che i problemi del porto di Civitavecchia non potranno essere definitivamente risolti fino al giorno in cui a Molo Vespucci non avvenga il tanto atteso e necessario ricambio, con la nomina di un manager finalmente capace ed autorevole, di cui Civitavecchia ed il suo porto hanno un disperato bisognoper tornare a crescere ed essere il vero volano di sviluppo e di lavoro per il territorio di Civitavecchia e dell’Etruria.

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Vertenza container, ordinanza sospesa fino a giugno

CIVITAVECCHIA – Alla fine il presidente dell'Adsp Francesco Maria di Majo la soluzione ad ampio respiro per la vertenza legata allo scarico dei container nel porto di Civitavecchia, sollecitata dai diversi soggetti coinvolti e richiesta insistentemente anche dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti la scorsa settimana, l'ha trovata. Ed è quella che era stata suggerita da più parti: ossia la sospensione degli effetti della contestata ordinanza del 13 luglio scorso fino al giorno successivo alla pubblicazione della sentenza del Tar del Lazio, con l'udienza di merito fissata per il 5 giugno 2019. 

Questo permetterà, almeno per ora, di vedere salvo il traffico Chiquita, con MAersk che potrà quindi attraccare come più volte chiesto davanti al terminal agroalimentare – e quindi alle banchine 24 o 25 sud – con i container di banane scaricati e lavorati direttamente dalla Civitavecchia Fruit and Forest Terminal. (SEGUE)  

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Question time su Di Majo, critica Angelilli

ROMA – “Stamattina ho presentato una question time all’assessore regionale Alessandri per far chiarezza sui requisiti curriculari del Presidente dell'Autorità di Sistema Portuale di Civitavecchia, a seguito di tutta una serie di vicende, dalla cosiddetta 'guerra delle banane' alla vicenda TotalErg, che hanno evidenziato una scarsa capacità di governance e di gestione tecnico-amministrativa da parte del Presidente dell'Autorità. L’Assessore si è limitato nella risposta a ricostruire l’iter procedurale, senza entrare nel merito dei requisiti curriculari, scaricando di fatto la responsabilità della valutazione degli effettivi requisiti sul Ministero delle Infrastrutture e sull'allora Ministro".

Questo quanto dichiarato dal consigliere del centrodestra Roberta Angelilli. 

"Vale la pena ricordare che la Regione Lazio – ha aggiunto – era tenuta a fornire una nota di intesa al Ministro prima del decreto di nomina. Ho chiesto quindi all’Assessore una verifica nel merito, atta a far chiarezza sui requisiti necessari a ricoprire tale ruolo, soprattutto sulla conditio sine qua non prevista per tale nomina, ovvero la comprovata esperienza e qualificazione professionale nei settori dell'economia dei trasporti e portuale. In caso di mancata risposta, sarò costretta a provvedere ad un accesso agli atti. Dall’Assessore imbarazzato silenzio sulle domande relative alle evidenti criticità nella gestione dell’ente e nessun commento sulla vicenda TotalErg, relativamente alla riunione del Comitato di gestione portuale del 15 novembre, nel corso della quale il Presidente ha proposto di aumentare a 2,5 milioni di euro la disponibilità economica per il tentativo di transazione, nonostante – ha concluso – l’assenza del rappresentante della Regione Lazio, con dubbi di irregolarità sulla votazione, in termini di quorum deliberativo”. 

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Nasce un'associazione delle imprese portuali

CIVITAVECCHIA – Le imprese articolo 16 del porto, una decina in totale e molte delle quali sono la storia del porto di Civitavecchia, hanno deciso di fare fronte comune, creando una vera e propria associazione. La prima del genere nello scalo, nata alla luce dei recenti problemi e vertenze che si sono aperte sulle banchine e accelerata dopo la messa in discussione del proprio operato da parte di Rtc, nel suo ricorso per motivi aggiunti depositato al Tar del Lazio la scorsa settimana.

Una novità dirompente all’interno del porto, termomentro del livello di preoccupazione e di precarietà attuale. La vertenza legata allo scarico delle banane, infatti, ha di fatto scoperchiato un vaso di Pandora. Ed oggi le imprese ex. articolo 16, quelle che svolgono operazioni portuali, non ci stanno a veder messi in discussione anni di lavoro e sacrifici. Due riunioni in pochissimi giorni, e ieri sera la decisione di sancire la nascita di una associazione che vada a difendere “l’immagine – hanno spiegato – la serietà, il lavoro svolto negli anni, oltre alla continuità, alla tradizione e alla storia del porto”. Un porto dove oggi, il settore commerciale sembra non trovare il giusto spazio, compresso in una banchina a discapito di altri settori. E sono pronte a difendersi attraverso ogni aione possibile, contro chi oggi contesta il lavoro “svolto – hanno precisato – sempre nel rispetto del lavoro e delle regole, con serietà”. Duplice quindi l’obiettivo: da un lato quello di contrastare la crescente presenza delle imprese forestiere, che negli ultimi anni hanno spesso dettato legge tra le banchine, e, dall’altra, vuole dare voce e maggiore forza alle imprese locali, nel rapporto con le istituzioni, a partire chiaramente dall’Authority.

Intanto però, in attesa di una soluzione definitiva o comunque ad ampio respiro relativa allo scarico della banane, sollecitata anche dal Mit nella riunione di qualche giorno fa, Chiquita non sta a guardare. Anzi. A quanto pare l’azienda, leader nel settore, avrebbe dichiarato a Cfft che la pazienza sta finendo. Ad oggi, infatti, l’Adsp non ha ancora indicato su quale banchina dovrà attraccare martedì prossimo la nave Maersk con il carico agroalimentare. Un “limbo” nel quale Chiquita non sarebbe disposta a rimanere a lungo. Tanto che starebbe prendendo in seria considerazione le proposte giunte da diversi porti, pronti ad accogliere l’importante traffico che a Civitavecchia movimenta 140mila tonnellate all’anno; primi tra tutti Salerno e Livorno.  

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Porto, Perello: ''Di Majo torni ai suoi amati convegni''

CIVITAVECCHIA – “Mi ha piacevolmente stupito che il presidente dell’Adsp Francesco Maria Di Majo, in questi giorni impegnassimo con numerosi e nevralgici dossier da cui potrebbe dipendere il futuro di numerosi lavoratori dello scalo e forse anche il suo permanere alla guida di Molo Vespucci, abbia voluto dedicare tempo ad una così articolata ed esaustiva replica al mio intervento da semplice consigliere comunale”.

Lo dichiara Daniele Perello in risposta alla replica del numero uno di Molo Vespucci dei giorni scorsi. Una lunga risposta “che non fa che confermare la mia convinzione – continua il consigliere comunale d’opposizione – per quanto si possa impegnare Di Majo è inadatto a ricoprire quell’incarico ed il governo Lega – M5S dovrebbe prendere una posizione in merito affinché non diventi responsabile insieme Pd, schieramento che ha nominato lo stesso presidente. Quello stesso Pd che oggi Di Majo vuole allontanare da sé nonostante sia la parte politica che lo ha nominato e nonostante il Presidente continui a partecipare ad iniziative elettorali dello stesso partito (ricordate Marietta Tidei e Zingaretti?) e a riunioni con esponenti politici (sempre dem) per organizzare liste e votanti in vista delle primarie”.

Perello spiega come si potrebbe rispondere che veniva fatto anche da alcuni dei predecessori di Di Majo ma sottolinea come comportamenti come questo siano stati nel tempo ampiamente criticati.

“Il sottoscritto – aggiunge il consigliere comunale –  come ben saprà, non ha mai partecipato a questi giochetti. Non ho nulla contro il presidente, sia chiaro. Anzi, penso sia anche un brav’uomo, ma non è caratteristica per amministrare uno scalo così importate. Sono enormi le falle dirigenziali – tuona Perello – dovute al fatto che il Presidente non sembrerebbe un  grande conoscitore del porto e della sua storia. Sull’accordo con il Comune – incalza – Di Majo rinvia tutto al Consiglio di Stato partendo dall’assunto che l’intesa non sia valida. Da consigliere comunale, peraltro di opposizione, non posso non rilevare come il Tar in primo grado abbia ritenuto sostanzialmente valido l’accordo e che Di Majo, anziché calarsi in un’ottica di leale collaborazione tra amministrazioni pubbliche, abbia presentato un ulteriore ricorso”.

Perello prosegue evidenziando come “sul dirottamento delle banane a Livorno l’operato di Di Majo, che ora si ritrova tra due fuochi, è sotto gli occhi di tutti. Io non insinuo nulla, ma ribadisco che un presidente debba compiere scelte importanti sulla base della sua ‘comprovata esperienza’’ nel settore della portualità. E a volte non credo che il presidente abbia fatto scelte nell’interesse del porto di Civitavecchia. Così come su Total Erg Di Majo sostiene che aumentare nuovamente la tassa, motivandola adeguatamente, avrebbe significato far perdere competitività al porto. Forse dimentica, o magari non sa, che sia Total Erg (oggi Italiana Petroli) che la stessa Enel anche volendo non potrebbero cambiare scalo di destinazione”.

Per quanto riguarda Enel secondo Perello la posizione di Di Majo è chiara: “Forse andrebbe illustrata con altrettanta chiarezza a Minosse e alla Compagnia Portuale poiché – dichiara il consigliere comunale – l'Autorità portuale si è comportata come Ponzio Pilato dinanzi alla vertenza del carbone. Anche qui, purtroppo, a rimetterci sono ancora una volta i lavoratori e le famiglie Civitavecchiesi”. 

Sulla Pas Perello dice di non aver mosso contestazioni ma di aver ripreso le notizie di stampa “su vari esposti che sono stati presentati: a decidere sulla validità delle risposte del Presidente non sarò certo io, ma a diverso titolo Anac e Procura della Repubblica e forse poi il Tribunale. Di certo, su Pas e Autorità Portuale e sul malcontento dei dipendenti  ho solo ripreso gli articoli stampa dei sindacati confederati  che hanno manifestato tutto il loro dissenso”. 

Per quanto riguarda le statistiche “credo che al Presidente non sarà sfuggito (magari faceva comodo ometterlo) che il segno positivo dei container era dovuto sostanzialmente al traffico della Cfft, ora fortemente a rischio, mentre per il traffico auto Fca – incalza Perello – la cancellazione e lo spostamento completo sono stati decisi dopo il suo arrivo a Civitavecchia per ovvie garanzie che sono venute meno. Prendo atto del fatto che il presidente consideri le mie critiche, così come quelle di tutte le altre parti politiche, immotivate ed infondate perché non considerano gli “innumerevoli risultati conseguiti” nei 2 anni della sua gestione. Forse sarò colpevole, insieme ad una intera città, di una grave forma di amnesia, ma non riesco proprio a ricordare quasi nulla di questi risultati conseguiti dal presidente Di Majo, se non quelli di aver vanificato gli sforzi compiuti dallo scalo negli anni e il sogno di qualche amministratore che ha sempre avuto un altra visione per questo porto. Su una cosa sono in sintonia con Di Majo – conclude Perello – su come “ci sia ora veramente bisogno di riportare serenità in questo porto il cui sviluppo deve essere da tutti sostenuto, da tutte le forze politiche locali e nazionali”. Per questo mi auguro che il presidente torni quanto prima ai suoi amati convegni ed alla sua attività precedente, auspicando che al suo posto venga nominata una figura nuova e non già vista, in grado di risolvere gli innumerevoli problemi creatisi o drammaticamente acuitisi in questi due anni”.

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Porto, Perello: ''Di Majo torni ai suoi amati convegni''

CIVITAVECCHIA – “Mi ha piacevolmente stupito che il presidente dell’Adsp Francesco Maria Di Majo, in questi giorni impegnassimo con numerosi e nevralgici dossier da cui potrebbe dipendere il futuro di numerosi lavoratori dello scalo e forse anche il suo permanere alla guida di Molo Vespucci, abbia voluto dedicare tempo ad una così articolata ed esaustiva replica al mio intervento da semplice consigliere comunale”.

Lo dichiara Daniele Perello in risposta alla replica del numero uno di Molo Vespucci dei giorni scorsi. Una lunga risposta “che non fa che confermare la mia convinzione – continua il consigliere comunale d’opposizione – per quanto si possa impegnare Di Majo è inadatto a ricoprire quell’incarico ed il governo Lega – M5S dovrebbe prendere una posizione in merito affinché non diventi responsabile insieme Pd, schieramento che ha nominato lo stesso presidente. Quello stesso Pd che oggi Di Majo vuole allontanare da sé nonostante sia la parte politica che lo ha nominato e nonostante il Presidente continui a partecipare ad iniziative elettorali dello stesso partito (ricordate Marietta Tidei e Zingaretti?) e a riunioni con esponenti politici (sempre dem) per organizzare liste e votanti in vista delle primarie”.

Perello spiega come si potrebbe rispondere che veniva fatto anche da alcuni dei predecessori di Di Majo ma sottolinea come comportamenti come questo siano stati nel tempo ampiamente criticati.

“Il sottoscritto – aggiunge il consigliere comunale –  come ben saprà, non ha mai partecipato a questi giochetti. Non ho nulla contro il presidente, sia chiaro. Anzi, penso sia anche un brav’uomo, ma non è caratteristica per amministrare uno scalo così importate. Sono enormi le falle dirigenziali – tuona Perello – dovute al fatto che il Presidente non sembrerebbe un  grande conoscitore del porto e della sua storia. Sull’accordo con il Comune – incalza – Di Majo rinvia tutto al Consiglio di Stato partendo dall’assunto che l’intesa non sia valida. Da consigliere comunale, peraltro di opposizione, non posso non rilevare come il Tar in primo grado abbia ritenuto sostanzialmente valido l’accordo e che Di Majo, anziché calarsi in un’ottica di leale collaborazione tra amministrazioni pubbliche, abbia presentato un ulteriore ricorso”.

Perello prosegue evidenziando come “sul dirottamento delle banane a Livorno l’operato di Di Majo, che ora si ritrova tra due fuochi, è sotto gli occhi di tutti. Io non insinuo nulla, ma ribadisco che un presidente debba compiere scelte importanti sulla base della sua ‘comprovata esperienza’’ nel settore della portualità. E a volte non credo che il presidente abbia fatto scelte nell’interesse del porto di Civitavecchia. Così come su Total Erg Di Majo sostiene che aumentare nuovamente la tassa, motivandola adeguatamente, avrebbe significato far perdere competitività al porto. Forse dimentica, o magari non sa, che sia Total Erg (oggi Italiana Petroli) che la stessa Enel anche volendo non potrebbero cambiare scalo di destinazione”.

Per quanto riguarda Enel secondo Perello la posizione di Di Majo è chiara: “Forse andrebbe illustrata con altrettanta chiarezza a Minosse e alla Compagnia Portuale poiché – dichiara il consigliere comunale – l'Autorità portuale si è comportata come Ponzio Pilato dinanzi alla vertenza del carbone. Anche qui, purtroppo, a rimetterci sono ancora una volta i lavoratori e le famiglie Civitavecchiesi”. 

Sulla Pas Perello dice di non aver mosso contestazioni ma di aver ripreso le notizie di stampa “su vari esposti che sono stati presentati: a decidere sulla validità delle risposte del Presidente non sarò certo io, ma a diverso titolo Anac e Procura della Repubblica e forse poi il Tribunale. Di certo, su Pas e Autorità Portuale e sul malcontento dei dipendenti  ho solo ripreso gli articoli stampa dei sindacati confederati  che hanno manifestato tutto il loro dissenso”. 

Per quanto riguarda le statistiche “credo che al Presidente non sarà sfuggito (magari faceva comodo ometterlo) che il segno positivo dei container era dovuto sostanzialmente al traffico della Cfft, ora fortemente a rischio, mentre per il traffico auto Fca – incalza Perello – la cancellazione e lo spostamento completo sono stati decisi dopo il suo arrivo a Civitavecchia per ovvie garanzie che sono venute meno. Prendo atto del fatto che il presidente consideri le mie critiche, così come quelle di tutte le altre parti politiche, immotivate ed infondate perché non considerano gli “innumerevoli risultati conseguiti” nei 2 anni della sua gestione. Forse sarò colpevole, insieme ad una intera città, di una grave forma di amnesia, ma non riesco proprio a ricordare quasi nulla di questi risultati conseguiti dal presidente Di Majo, se non quelli di aver vanificato gli sforzi compiuti dallo scalo negli anni e il sogno di qualche amministratore che ha sempre avuto un altra visione per questo porto. Su una cosa sono in sintonia con Di Majo – conclude Perello – su come “ci sia ora veramente bisogno di riportare serenità in questo porto il cui sviluppo deve essere da tutti sostenuto, da tutte le forze politiche locali e nazionali”. Per questo mi auguro che il presidente torni quanto prima ai suoi amati convegni ed alla sua attività precedente, auspicando che al suo posto venga nominata una figura nuova e non già vista, in grado di risolvere gli innumerevoli problemi creatisi o drammaticamente acuitisi in questi due anni”.

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Vertenza banane: la palla torna a Di Majo

CIVITAVECCHIA – Una riunione fiume di oltre quattro ore, tecnica ed interlocutoria. Non poteva essere il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti a trovare una soluzione alla vertenza legata allo scarico dei container nel porto di Civitavecchia, esplosa a luglio con l'ordinanza del presidente Francesco Maria di Majo che impone la movimentazione solo al terminal di Rtc. Ma la riunione è servita per fare un punto della situazione, ascoltare le istanze delle parti, Cfft e Rtc in particolare, con il Mit che alla fine ha invitato il numero uno di Molo Vespucci a trovare, a stretto giro, una soluzione idonea, traghettando anche i due soggetti alla firma di un accordo che si cerca ormai da mesi. 

È stata infatti sottolineata l'importanza di non perdere un traffico strategico come quello della Chiquita, con le sue 140mila tonnellate di merce movimentata annualmente. Un problema economico ed occupazionale, senza ombra di dubbio, ma anche di immagine per un porto strategico come quello di Civitavecchia. 

Intanto questa mattina la nave della Maersk, con il suo carico Chiquita, è attraccata alla banchina 25 sud, con le operazioni di ciclo nave affidate direttamente alla Cfft; questo l'impegno che si era preso giovedì sera il presidente Di Majo, mantenuto in via temporanea oggi. Ma a questo punto è necessaria una soluzione che non sia legata al solo approdo di oggi, perché il problema si ripresenterà, di fatto, settimanalmente. E questo è quello che auspicano anche Uiltrasporti e Filt Cgil che, nel frattempo, hanno sospeso lo sciopero di giovedì, senza ritirarlo.  

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Banane: attracco alla banchina 25 Sud

CIVITAVECCHIA – Partita da Livorno ieri, la nave della Maersk con il suo carico di merce Chiquita attraccherà nella giornata di oggi alla banchina 25 sud. 
È questa la decisione presa ieri dal presidente dell’Autorità di Sistema Portuale che, a quanto pare, avrebbe inviato una nota al comandante della Capitaneria di porto – responsabile degli accosti in materia di sicurezza – comunicando come, temporaneamente, le navi Maersk che scaricheranno al terminal agroalimentare le banane Chiquita attraccheranno alla banchina 25 sud. 
E questo nonostante, di fatto, sia in vigore l’ordinanza firmata dallo stesso presidente Di Majo e oggetto di ricorso al Tar del Lazio, con la quale viene disposto lo scarico dei container solo alla 25 (nord), e quindi al Terminal di Rtc. Tanto che il piano accosti della scorsa settimana indicava proprio quell’attracco per la Maersk. Motivo per il quale Civitavecchia, ed il Cfft in particolare, ha già perso due importanti carichi, dirottati su Livorno. Una soluzione temporanea, quella adottata dal numero uno di Molo Vespucci, che confida sempre nella risoluzione della vertenza attraverso un accordo tra le parti: Cfft e Rtc. 
Ed il livello si è alzato, tanto che la questione ieri è finita al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti dove si è svolta una riunione fiume proprio tra i responsabili del dicastero, i vertici dell’Adsp del Mar Tirreno centro settentrionale e le due società che da agosto ormai sono in trattativa per trovare un accordo che, giovedì scorso, sembrava vicino dall’essere sottoscritto. E invece, alla fine, non si è fatto più nulla. 
Una riunione fiume, quella di ieri, iniziata nel primo pomeriggio ed andata avanti fino a sera, con l’obiettivo di tentare di trovare una soluzione ad un problema che rischia di mettere in crisi e compromettere seriamente il sistema portuale di uno scalo strategico come quello di Civitavecchia. 
E dall’esito dell’incontro al Ministero di ieri dipenderà anche la decisione dei sindacati, Filt Cgil e Uiltrasporti, di sospendere o meno lo sciopero indetto per giovedì. Sindacati che, nei giorni scorsi, avevano chiesto conferma ufficiale al presidente dell’Adsp del mantenimento del traffico Chiquita, strategico per lo scalo con le sue 140mila tonnellate annue movimentate: ma non è arrivata risposta, quindi lo sciopero, al momento, rimane confermato.  

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Traffico Chiquita: i sindacati chiedono un impegno scritto

CIVITAVECCHIA – Si parlerà di traffico di banane, ma forse non soltanto di questo, domani pomeriggio al Ministero dei Trasporti dove sarebbe stato convocato soltanto il presidente dell’Adsp Francesco Maria di Majo per discutere della delicata vertenza che si protrae ormai da mesi, senza che sia stata trovata una soluzione definitiva. A quanto pare, però, il numero uno di Molo Vespucci vorrebbe che a partecipare ci fossero anche gli attori principali di questa vicenda, e quindi Rtc e Cfft che però, non essendo stati invitati direttamente dal Mit, starebbero valutando di presentarsi o meno alla riunione. Nel frattempo è previsto per martedì l’arrivo della nave della Maersk che dovrà scaricare le banane Chiquita a Civitavecchia, alla luce dell’impegno del presidente Di Majo, nonostante non sia stata trovato un accordo tra Rtc e Cfft. Un impegno però finora solo a parole, al quale infatti non ha fatto seguito alcun atto formale per la revoca o la sospensione degli effetti dell’ordinanza di luglio che impone la movimentazione dei container solo alla banchina 25. Nè tantomeno un decreto ad hoc o qualsiasi atto che consenta a Chiquita di attraccare altrove. Tanto che, ancora ad oggi, non è stata indicata ufficialmente la banchina di approdo: il verbale accosti della scorsa settimana indicava la 25 nord, ragione per la quale la nave era stata dirottata su Livorno. La cosa più probabile, in base proprio all’impegno del presidente, è l’accosto alla 25 sud, accanto ai magazzini refrigerati. Ma si attende appunto un qualcosa di scritto, così come hanno anche richiesto Filt Cgil e Uiltrasporti, per sospendere lo sciopero del 22 che sembra preoccupare molto anche lo stesso Ministero. 

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Di Majo: "Accuse immotivate ed infondate"

CIVITAVECCHIA – "Ieri è stato pubblicato su uno dei quotidiani più importanti di Civitavecchia la Provincia e sul quotidiano telematico Civonline.it un lungo articolo di un consigliere comunale di Civitavecchia, sig. Perello in cui viene presa di mira la gestione dell’AdSP, enucleando quelle che a suo parere sono le criticità che avrebbero caratterizzato il mio mandato. Sento il dovere, non solo per proteggere la mia dignità e reputazione, ma anche quella di tutti i funzionari dell’ente, chiedendo diritto di replica a queste infondate critiche". 

Una lunga lettera, quella del presidente dell'Adsp Francesco Maria di Majo, per replicare alle dichiarazioni di Daniele Perello, punto per punto.

"Nell’intervento del consigliere Perello si è parlato di “un‘amministrazione dell’ente politicizzata” e che il Presidente dell’ente avrebbe sostituito il Capo Ufficio Stampa, Massimiliano Grasso (ovvero il fondatore di Civonline), perché quest’ultimo “consigliere comunale non della stessa parte politica di di Majo”. Premesso che il sottoscritto non appartiene a nessuna “parte politica”, ebbene se Grasso fosse stato spostato effettivamente per motivi politici, è curioso che ciò sia avvenuto ben dopo circa 15 mesi dall’inizio del mio mandato. Preciso, inoltre, che a capo dell’ufficio promozione e stampa vi è un dirigente dell’ente e non il funzionario a cui fa riferimento il consigliere Perello.

Leggo poi, sempre dall’articolo di Civonline, che il consigliere Perello ha dichiarato che “il presidente di Majo nonostante l'ente abbia in cassa accantonati, come risulta dal bilancio, oltre 40 milioni di euro, si è rifiutato per motivi politici, di pagare all'amministrazione M5S del Comune di Civitavecchia i 2 milioni annui previsti dal protocollo d'intesa sottoscritto dal precedente Presidente". Ebbene, forse il consigliere Perello – ha aggiunto – non si è ben documentato o è stato mal informato, sul fatto che questa amministrazione, sulla base di un parere dell’Avvocatura di Stato (richiesto dal sottoscritto ad inizio del suo mandato, dato che dopo qualche giorno dal mio insediamento mi sono visto recapitare una diffida di pagamento del Comune per circa 5 milioni di Euro), non ha provveduto al pagamento della predetta somma sulla base dell’assunto che l’accordo di collaborazione (firmato non da me, bensì da Pasqualino Monti nel luglio 2015), che prevede l’elargizione di un contributo in favore del Comune per 2 milioni all’anno per ben 10 anni (a fronte di un asserito impatto dei crocieristi sulla città) è inefficace o invalido. E se questa tesi dell’avvocatura (a difesa degli interessi dell’ente) sia effettivamente corretta lo deciderà il Consiglio di Stato il prossimo anno (Consiglio di Stato che ha comunque accolto, il mese scorso, la richiesta di sospensiva dell’ente avverso il pagamento di 2 milioni di Euro). Ciò nonostante questo ente ha sin da subito intrapreso diversi contatti con il Comune al fine di addivenire ad un nuovo accordo che prevedesse l’individuazione di determinati interventi utili per la città e per il porto.
Il consigliere Perello insinua, inoltre, che il sottoscritto abbia in qualche modo partecipato al “dirottamento” delle banane Chiquita a Livorno scegliendo un dirigente livornese nella commissione interistituzionale.  Credo che questa insinuazione sia talmente campata in aria che non meriti neppure di essere commentata. 
Perello sostiene poi che sussiste “il rischio concreto di esporre l’ente a numerosi contenziosi derivanti da cause del lavoro già annunciate da numerosi dipendenti dell’Adsp a causa delle successive riorganizzazioni interne dell’ente, condotte in diversi casi senza il preventivo accordo con le organizzazioni sindacali”. Ricordo al consigliere Perello, che nel caso di riorganizzazione interne dell’ente, il vertice è tenuto ad informare e consultare le organizzazioni sindacali, e non viene prevista dal contratto collettivo la concertazione. In ogni caso l’ente ha avuto diversi incontri ed interlocuzioni con le organizzazioni sindacali prima di varare la predetta riorganizzazione (che ha comportato anche una ordinaria rotazione, dopo circa 12 anni, del personale di alcuni uffici) ed ha anche accolto diverse proposte di modifica presentate da tali organizzazioni sindacali (talune delle quali hanno anche formalmente aderito allo schema finale di riorganizzazione dell’ente).
Viene addebitato alla “gestione di Majo” anche il ritiro del gruppo Gavio dalla Darsena Energetica Grandi Masse (DEGM).  Ebbene il gruppo Gavio ha deciso di abbandonare il progetto della DEGM da diverso tempo ma è solo con questa amministrazione che si è avviata e dichiarata la decadenza della relativa concessione riottenendo anche la riconsegna delle aree. Gavio ha avviato un arbitrato avanzando una pretesa di restituzione dei canoni dal 2006 al 2016 (circa 15 milioni) e di circa ulteriori 15 milioni di Euro per supposte opere realizzate che andrebbero a beneficio dell’ente. Tali pretese sono state tutte contestate da questo ente in sede arbitrale. Ma ciò che più conta oggi è che le aree verranno presto rimesse sul mercato e quindi rese operative affinché il porto di Civitavecchia possa finalmente essere dotato di una banchina petrolifera e di una importante banchina per le merci alla rinfusa nonché di un importante bacino di carenaggio per la cantieristica navale".

Di Majo interviene poi sulla vicenda Total Erg (oggi Italiana Petroli), "che, lo si ripete ancora una volta, nasce diversi anni fa e riguarda l’impugnativa di alcuni decreti sulla tassa e sovrattassa adottati dalla “gestione Monti” e i cui contenziosi si sono trascinati fino alla “gestione di Majo”. Il commissario ad acta – ha spiegato – è stato nominato perché non è stato possibile accertare con esattezza le somme da restituire (in base all’incremento della sovratassa) e che erano state riscosse, per conto dell’ente, dalle Dogane, in virtù del Decreto n.209 del 2014, poi dichiarato illegittimo con Decreto del Presidente della Repubblica.  Ricordo al consigliere Perello che la sovrattassa è una tassa che può (ma non deve) essere imposta dall’amministrazione portuale a carico delle merci imbarcate o sbarcate a copertura dei costi sostenuti per le opere infrastrutturali nei porti. Ciò è stato fatto da questa amministrazione, ma solo a seguito  di una lunga e complessa istruttoria (illustrata in seno all’Organismo di Partenariato e approvata dal Comitato di Gestione) insieme all’introduzione di nuovi incrementi delle tasse portuali che comunque, complessivamente, hanno ridotto il carico tributario nei porti, rendendoli così più competitivi, riducendo altresì la differenza del carico tributario con gli altri porti italiani (negli anni passati Civitavecchia ha avuto uno dei regimi di tassazione tra i più elevati nel panorama della portualità italiana). Chiedo, dunque, a Perello, se è ancora convinto che la cosa giusta da fare, come ha affermato, sarebbe stata quella di aumentare ulteriormente le tasse! Così da far perdere sì traffici a questo scalo.
Il consigliere Perello mi o ci (dato che io rappresento un ente in cui lavorano più di 100 persone) contesta un supposto "mancato intervento su Enel", consentendo alla Spa elettrica "in contrasto con quanto disposto dalla Legge 84/94, di bandire una gara pubblica per l’individuazione dell’impresa portuale da adibire alle operazioni di scarico del carbone, consentendo ad Enel – ha aggiunto -di trarne un risparmio dal ribasso di asta, a danno delle imprese e dell’occupazione locale”. Sul mancato intervento di questa amministrazione, basta vedere chi ha partecipato ai numerosi incontri per capire che l’ente non si è mai sottratta nell’affrontare questa vicenda. Sul resto chiedo al Sig. Perello di indicarmi la norma della legge 84/94 che impedirebbe all’Enel di bandire una gara pubblica. Forse avrebbe dovuto ricordare piuttosto che l’ambito portuale, in cui ENEL svolge la propria attività, è un ambito chiuso in cui le operazioni portuali possono essere esercitate previa autorizzazione di questo ente (autorizzazioni che sono limitate).  In sostanza chiunque verrà prescelto dall’Enel avrà necessità, per poter operare, di ottenere tale autorizzazione. E tutto ciò è stato ben chiarito da questa amministrazione ai rappresentanti dell’Enel.
Sulle contestazioni mosse dal consigliere Perello sulla Pas e in merito all’asserita incompatibilità dell’incarico del dott. Vincenzo Conte quale amministratore ad interim e quale direttore generale, ho già chiarito in un precedente comunicato stampa che tale incompatibilità non sussiste essendo egli non dipendente di questa amministrazione; peraltro l’incarico di amministratore (non retribuito e limitato all’ordinaria amministrazione, come precisato nel nulla osta dato dalla sua amministrazione di appartenenza, è limitato al tempo necessario per selezionare un nuovo amministratore.

Infine, il consigliere Perello parla di “calo complessivo dei traffici del porto di Civitavecchia registrato nel 2017”. Invito Perello a consultare meglio i dati statistici dell’ente e vedrà che tutti i traffici riportano il segno + nell’anno 2017 e ciò anche nel primo semestre del 2018 (con una forte crescita del traffico RO-RO), con solo poche eccezioni, tra cui il traffico di carbone dell’ENEL (ma spero che non si voglia imputare all’ente la responsabilità circa le scelte dell’ENEL di variare il livello di produttività della centrale)  e quello delle autovetture in esportazione. A tale ultimo riguardo corrisponde a verità che il traffico delle autovetture FCA si è spostato (peraltro da più di un anno) a Gioia Tauro, ma vorrei nuovamente ricordare che tale decisione è stata assunta ad inizio del 2016 (prima quindi del mio mandato) ovvero allorché il gruppo Grimaldi ha deciso di assumere una partecipazione in quel porto (basta vedere gli articoli sul giornale dell’epoca).

"Ho sentito il dovere, come sopra indicato, di replicare alle sopra indicate contestazioni – ha ribadito il presidente Di Majo – e di cercare di interrompere questo flusso unilaterale di immotivate ed infondate accuse che vengono ripetutamente mosse al sottoscritto e all’ente che mi onoro di rappresentare. Tali accuse, che non possono essere definite critiche, appaiono volte unicamente ad offrire un quadro distorto della gestione dell’ente, senza minimamente considerare gli innumerevoli risultati conseguiti negli ultimi quasi 2 anni dalla sua istituzione. Rinvio a qualche settimana (ovvero al passaggio dei 2 anni della “mia gestione” dell’ente) una illustrazione, quindi, degli innumerevoli ed importanti risultati conseguiti da questo ente, grazie allo sforzo di più di 100 funzionari e dirigenti che quotidianamente lavorano per l’amministrazione e lo sviluppo dei tre porti del network laziale (Civitavecchia, Fiumicino e Gaeta). Risultati che ho illustrato già qualche giorno fa nel corso di un’audizione presso una Commissione della Regione Lazio che è durata un intero pomeriggio e che sono stati tutti riportati nel Piano Operativo Triennale 2018-2020 e nella recente revisione annuale, consultabile sul sito dell’AdSP. Mi limito, comunque, qui a segnalare (relativamente al solo porto di Civitavecchia) alcuni dati concernenti le opere realizzate o avviate: procedura di gara per le nuove opere infrastrutturali (costruzione di un nuovo pontile nella darsena traghetti che collegherà ulteriormente Civitavecchia a Barcellona e che è stato anche oggetto di un contributo dell’Unione Europea e che usufruirà di parte di un finanziamento BEI  di ben 195 milioni, approvato il mese scorso da tale Banca); smantellamento e ripristino del molo ex ferrovie dello Stato; realizzazione ad opera del concessionario Rct del più grande terminal crocieristico d’Italia (inaugurato lo scorso 18 maggio); risistemazione e ripristino del muro paraonde della diga foranea da parte dell’AdSP; prossimo avvio degli interventi di realizzazione e di adeguamento tecnologico dei collegamenti ferroviari nel porto etc. Tutti questi interventi sono stati realizzati nonostante che questa nuova amministrazione, sin dall’inizio,  abbia dovuto dedicare una gran parte delle proprie  risorse ad affrontare complessi contenziosi, generati nel corso delle passate amministrazioni oppure sorti nel corso di questa amministrazione ma derivanti da atti o fatti di anni passati (ad esempio, oltre ai citati casi Total Erg e Gavio, ricordo il mega contenzioso con Fincosit derivante dall’appalto per la realizzazione della darsena traghetti negli anni 2013-2015; i contenziosi con Rtc e Cfft  etc.)".

E aggiunge come oggi "ci sia ora veramente bisogno di riportare serenità in questo porto il cui sviluppo deve essere da tutti sostenuto, da tutte le forze politiche locali e nazionali, perché solo rilanciando l’economia di questo porto e dei porti di Fiumicino e Gaeta, verrà rilanciata anche l’occupazione; e questa città non si merita di avere uno dei più alti tassi di disoccupazione del Lazio. Ieri ho incontrato nel mio ufficio i rappresentanti di una società internazionale – ha concluso – che ha appena fatto un investimento di circa 20 milioni di euro per poter avviare un’attività di cantieristica navale importante in questo porto e ci hanno rappresentato investimenti, a tale fine, per circa 130 milioni di euro con decine e decine di nuovi posto di lavoro. Ebbene, credo che sia interesse davvero di tutti che questo porto possa avere altri investimenti così importanti e che possa diventare uno dei principali porti italiani; i presupposti tecnico-economici ed amministrativi per riuscirci – se tutto il cluster portuale e la città è coesa a tal fine – ci sono".

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