Campo di Mare, bonificata l’area ex Zelio

CERVETERI – Grazie al lavoro portato avanti dall’Ufficio tecnico – Urbanistico del Comune di Cerveteri e dal dirigente architetto Marco Di Stefano, in sinergia con la Guardia di Finanza e la Capitaneria di Porto è stato restituito ai cittadini un tratto di litorale marino. 
L’attività portata avanti sulla spiaggia di Campo di Mare, ha portato alla demolizione e al ripristino dell’area dello stabilimento ex-Zelio sul quale pendeva un ordine di demolizione per abuso edilizio. Il gestore ha provveduto alla bonifica dell’intera zona recintata liberandola da tutto il materiale rimanente.
Un grande risultato anche perché quel tratto di litorale ricade all’interno dell’area protetta della Palude di Torre Flavia e dunque zona tutelata per la sua importanza dal punto di vista ambientale.
Già nel 2017, lo spazio di arenile dello stesso stabilimento, era diventata spiaggia libera, ripulita accuratamente e diventata punto di ritrovo per la postazione del Nucleo Subacqueo Onlus di Cerveteri, che durante l’intero periodo estivo ha garantito assistenza e sorveglianza ai bagnanti.
«Un’operazione portata avanti negli anni e che ha visto il coinvolgimento non solo del Comune ma anche di Polizia locale, Capitaneria di Porto e Guardia di Finanza – ha dichiarato Elena Gubetti, assessora alle Politiche ambientali – quella è un’area dall’inestimabile valore naturalistico, in quanto appartenente all’area protetta della Palude di Torre Flavia. Contiamo di poterla un giorno, il prima possibile, riconsegnare definitivamente ai cittadini».

 

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Cicche in strada e in spiaggia, il comune dice basta

LADISPOLI – Cicche in strada, in spiaggia, nelle aiuole e fiorere disposte lungo i marciapiedi, nei giardinetti pubblici. Il fenomeno dell'abbandono dei mozzichi di sigarette dove capita è molto frequente nelle città. E così da Città Metropolitana hanno pensato di aiutare i Comuni nella realizzazione di progetti volti a prevenire e contrastare il fenomeno dell'abbandono a terra di mozziconi di prodotti di fumo. Tra le città che hanno deciso di aderire c'è anche Ladispoli. «Grazie al contributo messo a disposizione tramite questo bando – ha dichiarato il consigliere delegato al servizio di igiene urbana, Carmelo Augello – si potrà realizzare una campagna informativa mirata, oltre al posizionamento di raccoglitori di mozziconi nei punti più frequentati». Novità in vista anche per la bella stagione quando i mozzichi di sigaretta, purtroppo, invadono le spiagge. In questo caso l'amministrazione comunale penserà alla distribuzione gratuita «dei posacenere a cono da spiaggia. Un mozzicone di sigaretta – ha sottolineato Augello – non solo è inquinante dal punto di vista ambientale, ma è veramente un'immagine poco gradevole, se pensiamo soprattutto a quello che avviene sulle spiagge durante il periodo estivo». Sebbene comunque l'amministrazione sia intenzionata a dichiarare battaglia all'abbandono di rifiuti, tutto dipenderà in primis anche dal senso civico della popolazione e dei bagnanti. Già oggi, infatti, in città, nonostante alcuni mezzi messi a disposizione dei cittadini, come ad esempio i cestini per la raccolta differenziata lungo il viale e nei punti maggiormente frequentati, sono ancora diverse le discariche abusive che sorgono su tutto il territorio comunale, con chi proprio in prossimità del cassonetto decide di abbandonare buste su buste (e non solo) di rifiuti, trasformando angoli di parchi pubblici, piuttosto che strade, in vere e proprie discariche a cielo aperto.

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Ladispoli, scarichi dal depuratore: Città Metropolitana diffida il Comune

LADISPOLI -Il depuratore a Torre Flavia emette scarichi inquinanti al di sopra dei parametri imposti di legge e Città Metropolitana obbliga palazzo Falcone a inviare una dettagliata relazione firmata da un tecnico abilitato, all'interno della quale si spieghi il motivo del superamento dei parametri, e di far effettuare ad Arpa delle nuove analisi per certificare, ora, il corretto funzionamento dell'impianto di depurazione. Questo il risultato degli accertamenti condotti questa estate dagli uomini della Capitaneria di Porto di Ladispoli. In due giorni distinti, gli uomini del Comandante Strato Cacace, viste anche alcune segnalazioni giunte dai bagnanti, che avevano registrato a mare la presenza di ''strane'' sostanze, avevano effettuato due sopralluoghi in due giorni diversi al depuratore di Torre Flavia rilevando in tutti e due casi il superamento dei parametri imposti dalla normativa. Una situazione che aveva portato all'emissione da parte della Capitaneria di due multe al Comune. Già in quell'occasione l'amministrazione comunale, tramite il suo delegato al servizio idrico, Filippo Moretti, aveva annunciato di essere a lavoro per la redazione di un rapporto tecnico con il quale il Comune avrebbe contestato le multe della Capitaneria. "I campionamenti – aveva spiegato Moretti – sono stati effettuati in giornate piuttosto piovose che vanno ad alterare la reale situazione presente al depuratore". E a riprova di questo il Comune aveva tenuto a sottolineare come dai sopralluoghi effettuati dalla Capitaneria in quel periodo, solo in un caso si era registrata l'anomalia (in realtà nella diffida recapitata da Città Metropolitana, si parlerebbe di ben due sopralluoghi avvenuti a stretto giro di posta: nel primo caso sarebbe stato riscontrato il superamento dei parametri relativi appunto agli escherichia coli, nel secondo invece ai parametri solidi sospesi totali (quella parte del materiale presente in sospensione in un campione d'acqua che può essere separato per filtrazione) e il mancato raggiungimento dell'efficienza depurativa prevista sempre dalla normativa. 
Ora spetterà all'amministrazione comunale, tramite l'effettuazione di nuove analisi da parte di Arpa Lazio dimostrare che il depuratore funziona correttamente e che, come asserito qualche mese fa, il superamento dei parametri previsti era stato causato dal maltempo che in quei giorni si era abbattuto sul litorale. 

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«Il turismo messo a dura prova dalle regole»

MONTALTO DI CASTRO – «Se la Regione Lazio vuol rilanciare il turismo e fare in modo che chi investe si senta più tutelato, deve riesaminare le proprie leggi e i propri regolamenti, al fine di sviluppare un'economia turistica (sia lavorativa che di fruizione) competitiva rispetto ad altre zone d'Italia o estere». Il sindaco di Montalto di Castro, Sergio Caci, torna a puntare i riflettori sulla direttiva Bolkestein e sull'impossibilità per i proprietari di chioschi, nonostante gli sforzi congiunti di amministrazione e Guardia Costiera, di mantenere montate queste strutture anche nel periodo invernale. 
«Quest’anno, a meno di ventiquattro mesi dall’entrata in vigore della direttiva Bolkestein, spauracchio di tutti i concessionari di stabilimenti balneari, l’amministrazione comunale, insieme alla Guardia Costiera, si è attivata presso la Regione Lazio al fine di ottenere la disponibilità a tenere montati i chioschi temporanei realizzati sulla spiaggia e vincolati appunto allo smontaggio una volta terminata la stagione estiva. Mi riferisco – ha spiegato il Sindaco – alle numerose strutture in legno che ogni estate accolgono bagnanti locali e turisti, che offrono servizi essenziali regalando a tutti i frequentatori momenti di relax impagabili. Questi chioschi, gradevoli allo sguardo e molto ben inseriti nel contesto naturalistico delle spiagge di Montalto e Pescia, nella maggior parte dei casi sono gestiti familiarmente, creando un reddito che, paragonato all’immagine data al paese ed ai positivi commenti dei turisti, è più basso di quanto si possa immaginare. I chioschi in questione sono vincolati al Piano Territoriale Paesistico Regionale ed alla Legge Regionale nr.24 del 1998 (Pianificazione paesistica e tutela dei beni e delle aree sottoposte a vincolo paesistico) ovvero devono, come dicevo sopra, essere montati all’inizio della stagione estiva e smontati al suo termine. Un'attività – ha tenuto a sottolineare Caci – che ha dei costi e che, in quest'ultimo periodo di crisi economica, con una legge sulle concessioni in arrivo che rischia di far svanire i diritti sulle singole licenze, si sarebbe voluta evitare volentieri. Purtroppo – ha tuonato Caci – la politica in questo caso, ha fallito. Nonostante i nostri ripetuti reclami e solleciti, né la giunta né il consiglio regionale, che in questo caso sono gli unici ad avere il potere di cambiare le regole, sono riusciti a trovare una soluzione utile». Per il primo cittadino «queste norme andrebbero radicalmente riviste». Questa è l'unica soluzione per «rilanciare il turismo e fare in modo che chi investe si senta più tutelato». E a cambiare le regole del gioco deve essere, per Caci, proprio la Regione Lazio. E' la Pisana infatti che «deve riesaminare le proprie leggi e i propri regolamenti, al fine di sviluppare un'economia turistica competitiva rispetto ad altre zone d'Italia o estere». Un cambio di passo, dunque necessario che se non intrapreso, per il primo cittadino castrense, potrebbe causare solo danni all'economia locale: «Gravare di maggiori costi le attività – ha infatti detto – si traduce irrimediabilmente in chiusure definitive o innalzamento dei prezzi. Abbiamo ancora tanti anni di amministrazione avanti a noi, sia comunale che regionale ed è giunto il momento che, insieme, di ragioni a una riorganizzazione paesistica e turistica che non si compromettano a vicenda. Oggi purtroppo è così, pur con delle strutture che, durante l’inverno, non danno fastidio a nessuno». Il sindaco Caci, infine, coglie l'occasione per ringraziare comunque i consiglieri regionali «Enrico Panunzi, Stefano Parisi e Antonello Aurigemma che, insieme all’amministrazione comunale, hanno approfondito il tema e cercato una soluzione. Ringrazio anche la Federbalneari che si è spesa e si sta impegnando anche per affrontare il futuro delle concessioni balneari. Ringrazio infine i concessionari, soprattutto perché in questi ultimi anni, tra montaggi e smontaggi, ogni volta si sono privati di parte dei loro guadagni, senza mai venir meno al loro impegno».

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Multe per il depuratore, Moretti: ''Le contesteremo''

LADISPOLI – "Stiamo già lavorando per redigere il rapporto tecnico con il quale andremo a contestare le multe della Capitaneria di Porto". A parlare è il delegato al servizio idrico ladispolano, Filippo Moretti. Proprio nei giorni scorsi infatti, la Capitaneria di Porto ha inviato all'amministrazione comunale ben due multe per alcuni malfunzionamenti del depuratore riscontrati nel mese di agosto. In particolare le multe sarebbero riferite a una particolare giornata, quella del 20 agosto dove si sarebbe verificato un superamento dei limiti consentiti dalle legge, degli escherichiacoli. Ma le analisi, per il Comune, potrebbero essere state falsate dalle condizioni meteo di quei giorni. "I campionamenti – ha infatti spiegato il Comune – sono stati effettuati in giornate piuttosto piovose che vanno ad altarare la reale situazione presente al depuratore". A riprova di questo il fatto che dai sopralluoghi effettuati dalla Capitaneria in quel periodo, solo in un caso, si è registrata questa anomalia. Motivo per il quale ora l'amministrazione comunale andrà a contestare con un rapporto tecnico la sanzione. Successivamente la parola passerà all'Arpa: sarei lei a dover decidere se "assolvere" o meno l'amministrazione.
I sopralloghi della Capitaneria erano seguite alle diverse segnalazioni fatte dai bagnanti che più volte avevano denunciato la presenza, in acqua, di rifiuti organici. I sopralluoghi dunque erano stati effettuati per cercare di risalire appunto alla causa di quanto emerso, letteralmente, a mare. Nella maggior parte dei casi, si era trattato, come detto anche dal Sindaco Grando, al margine di un sopralluogo di Arpa e Capitaneria al depuratore, di alghe in decomposizione e non di rifiuti organici che peraltro, non si esclude possano essere arrivati nelle acque davanti la costa ladispolana, o trasportate dalla corrente o dai due fossi (il Vaccina e il Sanguinara) dove vanno a confluire gli scarichi non solo di Ladispoli ma anche dell'entroterra, a cominciare dalla vicina Cerveteri. 
Per il delegato al servizio idrico una cosa comunque sembra certa: il depuratore è innocente. "Funziona correttamente", ha detto Moretti. "Abbiamo investito parecchio su quest'opera e costantemente vengono effettuati campionamenti per assicurarci di essere nei parametri di legge". Prelievi che "costantemente e in maniera casuale, l'Arpa effettua sul nostro impianto". 

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Anomalie nel depuratore, sanzionato il Comune

LADSIPOLI – Guardia costiera di nuovo in Comune a Ladispoli per elevare ben due multe relative ad anomalie del depuratore gestito dalla municipalizzata Flavia Servizi. Già nei mesi scorsi la Capitaneria di porto era intervenuta per sanzionare il Comune. Stavolta le multe sono due e vanno da 3mila a 30mila euro (lo stabilirà la Regione) per violazione dei limiti tabellari dell’impianto che si trova in via Roma.
I campionamenti erano stati effettuati nel mese di agosto. Molti bagnanti si erano lamentati per la presenza di chiazze in mare. Da stabilire se ci possano essere coincidenze oppure no con quanto riscontrato dalle autorità marittime. 

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Torre Flavia, “razziati” i nidi dei fratini

LADISPOLI – Non solo l'essere umano ma anche la natura può essere pericolosa per la natura stessa. In questo caso per il Fratino (Charadrius alexandrinus), una delle 42 specie di interesse comunitario presenti nell'area protetta della Palude di Torre Flavia, dove già da qualche anno è stata allestita un'area per la sua nidificazione. Area che negli anni scorsi era stata vittima, più volte dell'uomo, che incurante dei cartelli di divieto di ingresso, si avventurava nella zona, mettendo in fuga gli esemplari presenti e rischiando di danneggiare irrimediabilmente le sue nidificazioni. Ma quest'anno a colpire l'ormai simbolo della Palude di Torre Flavia non è stata la mano, anzi il piede umano. E' stata la natura stessa. Il maltempo da una parte e i predatori dall'altra. A causa del maltempo, come spiegato dal responsabile della Palude di Torre Flavia, Corrado Battisti, i bagnanti che hanno deciso di trascorrere le loro giornate in spiaggia, a Torre Flavia per l'appunto, sono stati molti meno rispetto agli anni scorsi. Con l'assenza dell'uomo in spiaggia e nei sentieri della Palude, i predatori, e in particolar modo le cornacchie hanno avuto campo libero per avventurarsi nella zona, facendo razzia delle uove deposte dai fratini. Un danno per la specie animale in questione, presente in numeri molto ristretti nella Regione Lazio (se ne contano pochissime coppie) e che va preservata in tutti i modi possibili e inimmaginabili.

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La città rende omaggio al sergente dell'Aeronautica Marco Feoli

CIVITAVECCHIA – Emozione e soddisfazione, questa mattina, in apertura di consiglio comunale quando il sindaco Antonio Cozzolino, a nome della città, ha consegnato una targa al giovane civitavecchiese Marco Feoli, sergente maggiore alla 46^ Brigata Aerea di Pisa.

Feoli «si è distinto per eroismo, sangue freddo, generosità e tante altre qualità positive – ha spiegato il primo cittadino – che mi auguro siano da esempio soprattutto alle nuove generazioni ma anche a noi tutti. Nelle ultime due stagioni ha contribuito a salvare diversi bagnanti in difficoltà: 4 nell’estate del 2017 e un gruppo di oltre 200 lo scorso agosto al largo del Lido del Carabiniere a Tirrenia. Negli scorsi mesi ho ritenuto opportuno inviare una lettera come Sindaco alle autorità competenti, per una richiesta di rilascio di ricompensa al valor civile. Persone come il sergente Feoli – ha aggiunto Cozzolino – vanno premiate ed il loro valore va riconosciuto: mettere a rischio la propria incolumità per il benessere altrui è quanto di più altruistico si possa fare. E tutti noi amministratori della cosa pubblica sappiamo quanto questi valori positivi hanno bisogno di essere diffusi con i fatti, e non con le parole».

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Ladispoli, una discarica a cielo aperto

LADISPOLI – Mobili, carrelli della spesa pieni di cianfrusaglie, sacchetti di rifiuti indifferenziati, bottiglie di plastica e di vetro, carte e cartone. L'intero territorio comunale preso di mira dagli incivili. Quelli che di caricarsi tutto in auto per andare a conferire correttamente all'isola ecologica non ci pensano affatto, quelli troppo pigri, forse, per pensare di differenziare correttamente i rifiuti e posizionarli nei mastelli assegnati dalla ditta incaricata del servizio di igiene urbana il giorno in cui l'amministrazione comunale decise di intraprendere la strada del porta a porta. Approfittando del buio della notte, della poca gente presente in determinati luoghi della città c'è chi continua imperterrito ad abbandonare rifiuti. In pieno centro cittadino, nelle zone periferiche, nelle frazioni di campagna poco frequentate. Ogni posto sembra essere quello adatto per sbarazzarsi degli oggetti indesiderati. Situazioni di degrado costantemente segnalate e denunciate dai ladispolani, quelli virtuosi e anche da quelli stanchi di ritrovarsi sommersi dai rifiuti. Anche nei pressi delle proprje abitazioni. Non va meglio nemmeno sulle spiagge libere, sopratuttto quelle più marginali, poco frequentate dai bagnanti, ma spesso utilizzate da chi ama godersi una bella passeggiata in riva al mare. Anche qui di rifiuti (nonostante l'impegno di Assobalneari e Ribomar nella pulizia giornaliera delle spiagge) non ne mancano. Come nel caso del lembo di spiaggia che porta al castello Odescalchi. Degrado chiama degrado. Questo i cittadini lo sanno bene e lo sa bene anche l'amministrazione comunale che poco prima dell'estate ha dato il via a una nuova app, facilmente scaricabile sul proprio telefonino, che consente a ogni singolo cittadino, previa iscrizione all'applicazione EcoPoint, di segnalare, tramite posizione Gps e fotografie, i rifiuti abbandonati sul territorio. Un modo come un altro per sensibilizzare i cittadini al rispetto dell'ambiente, del luogo in cui si vive. E sebbene in molti hanno risposto positivamente alla novità, segnalando costantemente e quotidianamente la presenza di discariche abusive sul territorio, allo stesso tempo, queste, sembrano non finire mai. Segno che ancora molto va fatto nella sensibilizzazione da parte delle istituzioni nei confronti dei cittadini, per invogliarli e spronarli sempre di più al rispetto delle regole. Regole che se non rispettate possono portare, qualora l'incivile venga individuato, anche a ingenti sanzioni amministrative da parte degli enti preposti. E mentre c'è chi continua a infischiarsene delle regole, continua l'incessante controllo del territorio da parte delle associazioni ambientaliste che, proprio come fa la ditta incaricata (quando viene raggiunta da segnalazioni) si occupa di ripulire il territorio dalla sporcizia lasciata da altri.

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Campo di Mare, arrivano anche le unità cinofile di salvataggio

CERVETERI – Arrivano in spiaggia anche le unità cinofile di salvataggio dell'ACS (Associazione cani salvataggio). Ad annunciare la presenza della “squadra speciale” nella giornata di domani, sugli arenili liberi di Campo di Mare, è il Nucleo Subacqueo Cerveteri Onlus. Obiettivo della presenza delle due unità cinofile sarà quella di vigilare sui bagnanti «visto che le previsioni danno mare mosso» e sensibilizzare i più piccoli «a non entrare in acqua quando il mare non lo consente, dal momento che nel corso del tempo si è notato – ha spiegato il presidente Fabrizio Pierantozzi – che l'unità cinofila in termini di prevenzione ha maggior impatto emotivo sia sui bambini che sugli adulti». Prevenzione e vigilanza alla base della stagione estiva quasi giunta al termine, con gli uomoni del Nucleo Subacqueo Cerveteri impegnati durante tutto il periodo estivo sugli arenili liberi nell'ambito di Mare Sicuro 2018 per «garantire la sicurezza in mare dei villeggianti che hanno potuto godere così in tranquillità di una giornata di mare con i loro famigliari». Vigilanza necessaria, soprattutto in situazioni di pericolo, come ad esempio domenica scorsa. In quell'occasione, infatti, il Nucleo Subacqueo non si è occupato solo della rimozione delle passerelle dei diversamente abili letteralmente travolte dalla mareggiata. Sono stati diversi i bagnanti che incautamente avevano deciso di avventurarsi a mare, col rischio di mettere in pericolo, non solo la propria incolumità ma anche dei bagnini che in caso di necessità si sarebbero dovuti tuffare in loro soccorso.

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