AVVOCATURA GENERALE DELLO STATO – DIARIO

Rinvio del diario delle prove scritte del concorso, per esame
teorico-pratico, a dieci posti di Procuratore dello Stato

(18E10115)

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Riportati a Cerveteri capolavori etruschi

CERVETERI – Riportati a Cerveteri capolavori etruschi che sono esposti all’interno di Sala Ruspoli  nella mostra «Dall’Egeo al Tirreno. Capolavori ritrovati di contesti perduti», promossa e organizzata dal MiBAC e dal Comune di Cerveteri. Sono stati così esposti per la prima volta al pubblico una selezione di un eccezionale nucleo di materiali archeologici riacquisiti al Patrimonio nazionale solo da poche settimane, a conclusione di una lunga vicenda giudiziaria, grazie a un accordo transattivo recentemente concluso dall’Avvocatura Generale dello Stato. È presentato anzitutto un significativo gruppo di ceramiche di fabbrica greco-orientale del VII sec. a.C., riconducibili alla nota produzione dello “Stile della capra selvatica”, originaria delle coste meridionali dell’attuale Turchia e delle isole antistanti, e caratterizzata da fregi zoomorfi nei quali l’iconografia della capra selvatica o stambecco ricorre con particolare frequenza. Le nuove acquisizioni hanno notevolmente ampliato le attestazioni note fino ad ora. Sarà inoltre possibile ammirare alcuni vasi attici databili tra il VI e il V sec. a.C., perfetta esemplificazione dei prodotti di alto artigianato artistico provenienti dall’Egeo, e più in generale da tutto il Mediterraneo, dei quali l’Etruria tirrenica rappresentò per un lungo arco di tempo il principale recettore.
La mostra è aperta al pubblico anche oggi  dalle 11 alle 13 e dalle 15 alle 18.

 

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Riportati a Cerveteri capolavori etruschi

CERVETERI – Riportati a Cerveteri capolavori etruschi che sono esposti all’interno di Sala Ruspoli  nella mostra «Dall’Egeo al Tirreno. Capolavori ritrovati di contesti perduti», promossa e organizzata dal MiBAC e dal Comune di Cerveteri. Sono stati così esposti per la prima volta al pubblico una selezione di un eccezionale nucleo di materiali archeologici riacquisiti al Patrimonio nazionale solo da poche settimane, a conclusione di una lunga vicenda giudiziaria, grazie a un accordo transattivo recentemente concluso dall’Avvocatura Generale dello Stato. È presentato anzitutto un significativo gruppo di ceramiche di fabbrica greco-orientale del VII sec. a.C., riconducibili alla nota produzione dello “Stile della capra selvatica”, originaria delle coste meridionali dell’attuale Turchia e delle isole antistanti, e caratterizzata da fregi zoomorfi nei quali l’iconografia della capra selvatica o stambecco ricorre con particolare frequenza. Le nuove acquisizioni hanno notevolmente ampliato le attestazioni note fino ad ora. Sarà inoltre possibile ammirare alcuni vasi attici databili tra il VI e il V sec. a.C., perfetta esemplificazione dei prodotti di alto artigianato artistico provenienti dall’Egeo, e più in generale da tutto il Mediterraneo, dei quali l’Etruria tirrenica rappresentò per un lungo arco di tempo il principale recettore.
La mostra è aperta al pubblico anche oggi  dalle 11 alle 13 e dalle 15 alle 18.

 

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Scarico del carbone: l'Adsp si appella al Tar

CIVITAVECCHIA – Dopo l’appello presentato contro la sentenza del Tar del Lazio che imponeva il pagamento al Comune dei primi due milioni di euro relativi all’accordo sottoscritto nel 2015, l’Autorità di Sistema Portuale è intervenuta anche nel procedimento riguardante la gara Enel sullo scarico del carbone. Molo Vespucci, infatti, con il patrocinio dell’Avvocatura dello Stato si è costituita in giudizio nel ricorso presentato al Tar del Lazio da parte di Minosse, la società costituita ad hoc e che per dieci anni – per affidamento diretto – ha scaricato il carbone al molo di Torre Nord. L’Adsp, contro interessata come ente vigilante sulle operazioni portuali, con questa entrata nel procedimento di fatto si pone al fianco di Enel, contro la stessa Minosse. La pace accordata in Regione Lazio tra le parti – con i portuali che hanno sospeso ogni azione di lotta promessa ed Enel che si è impegnata a sospendere i termini per la  presentazione delle offerte di gara – scade il 30 settembre prossimo. Queste settimane, quindi, saranno cruciali per capire che strada sarà intrapresa in questo senso per cercare di risolvere questa delicata vertenza che potrebbe avere importanti ripercussioni nello scalo, sotto ogni punto di vista.

Così come delicata è la questione relativa alla movimentazione dei container. Dopo la riunione fiume di mercoledì scorso in Autorità Portuale, non sembra che la strada verso l’accordo sia vicina. A quanto pare, infatti, la proposta avanzata da Molo Vespucci non sarebbe praticabile secondo i legali di Cfft, la società che si occupa del traffico agroalimentare: sembra infatti che l’Adsp abbia proposto di estendere la concessione del terminal container alla banchina 24, quella appunto dove sorge il terminal Cfft, per consentire a Rtc di eseguire le operazioni di scarico anche dei container agroalimentari, con l’accordo della società italo-belga che però non sembra al momento condividere questa ipotesi.

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Adsp: Di Majo disponibile al confronto

CIVITAVECCHIA – Il presidente dell'Autorità di sistema portuale Francesco Maria Di Majo questa volta rompe il silenzio. Evidentemente non sono passati inosservati gli ultimi interventi dei consiglieri comunali che hanno criticato diversi aspetti relativi alla gestione dell'ente e ai rapporti con il Pincio. Tanto che il numero uno di Molo Vespucci, rispondendo alle diverse sollecitazioni e contestazioni giunte, si è detto disponibile ad illustrare nelle prossime settimane, qualora venisse invitato al Consiglio Comunale, le motivazioni alla base dell'avvio dell'iter di un adeguamento tecnico fnzionale sulla banchina 26, criticato proprio dagli esponenti politici.  

"Si è anche disponibili – ha spiegato Di Majo – ad illustrare i contenuti dell'ultimo accordo sottoscritto con l'Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Meridionale che è stato sottoposto all'attenzione del Comitato di Gestione e il cui obiettivo principale è quello di rafforzare il ruolo di Civitavecchia come gateway per intercettare i traffici intermodali che, dall'ovest dell'Europa, devono raggiungere il centro-sud dell'Italia e/o la penisola balcanica e la Grecia e viceversa".

 

Ed i vertici dell'Ente interviene anche in merito alle contestazioni mosse riguardo l’appello al Consiglio di Stato presentato recentemente da Molo Vespucci, con il patrocinio dell'Avvocatura di Stato, contro la sentenza del Tar Lazio per il versamento dei 2 milioni di euro nelle casse del Pincio per l'accordo del 2015. "Un atto dovuto a tutela degli interessi erariali dell'ente e riguarda un contenzioso che è scaturito da un'ordinanza di ingiunzione che il Comune di Civitavecchia – hanno spiegato – ha notificato al presidente di Majo a poche settimane dall'inizio del suo mandato nonostante che quest'ultimo avesse, da subito, manifestato la disponibilità (tuttora peraltro confermata) a voler negoziare un nuovo accordo di collaborazione che avesse un contenuto più chiaro e articolato (e sottoscritto da un Presidente con pieni poteri), a differenza di quello sottoscritto nel luglio 2015 (che prevede peraltro un gravoso impegno finanziario per questo ente pari a 20 milioni di euro in 10 anni), oggetto dell’attuale contenzioso".  

Infine, per quanto riguarda i contenziosi con la Total Erg (oggi Italiana Petroli), l'Adsp precisa che "riguardano i decreti su tasse portuali e sovratasse risalenti agli anni 2013-2014 e rispetto ai quali – ha concluso Di Majo – questa nuova amministrazione ha agito mettendo in campo tutti gli strumenti legali per tutelare gli interessi dell'ente avviando anche un tentativo di accordo stragiudiziale il cui contenuto è stato portato all'attenzione del Comitato di Gestione che ha conferito un preciso mandato al Presidente di questa AdSP, con le trattative per raggiungere tale accordo che sono tuttora in corso". 

 

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Ladispoli, ancora battaglia sull'acqua.

LADISPOLI – “A Ladispoli, come reso noto dalla ASL, per tutta l’estate nessun problema di potabilità, fatta eccezione per un episodio in cui c’è stato un minimo sforamento dei floruri, immediatamente risolto grazie al pronto intervento dei tecnici della Flavia Servizi. Serve ancora qualcosa? Devo pubblicare anche le mie analisi del sangue?  Avviso che potrei avere la glicemia alta…”

Così il Sindaco Grando, sui social, replicava alla richiesta del consigliere del Movimento 5 Stelle, Pizzuti Piccoli, circa i valori di potabilità dell’acqua. Il movimento 5 Stelle, però, torna all’attacco chiedendo al primo cittadino i dati effettivi.

“Qualche giorno fa, scrivono i pentastellati in una nota, il Sindaco di Ladispoli ci chiedeva se oltre ai valori delle analisi dell’acqua potabile, il M5S fosse interessato anche alle sue analisi del sangue. Chiaramente non abbiamo alcun interesse a curiosare sui valori ematochimici del primo cittadino ma, comunque, non ci serve una conferma di laboratorio per affermare che il nostro Sindaco è affetto da una grave forma di allergia, quella alla democrazia. Detto questo ci permettiamo di fare un veloce riassunto della vicenda acqua. L’azienda partecipata Flavia Servizi estrae e distribuisce l’acqua potabile su tutto il territorio comunale. La qualità dell’acqua è tenuta sotto controllo tramite analisi fatte direttamente da Flavia e, parallelamente ed indipendentemente, dalla Regione Lazio per opera dell’ARPA. Quest’ultima, comunica i risultati alla ASL territoriale che comunica i dati al comune di Ladispoli, che, quando occorre, come è accaduto in agosto, mette in atto le idonee misure. Sul sito di Flavia Srl sono pubblicati i risultati delle analisi fatte per conto dell’azienda da un laboratorio esterno. Nell’anno 2016 ci sono 21 report, per l’anno 2017 solo due report relativi al mese di gennaio.

Non sapendo se questo vuoto facesse parte del “grando cambiamento” ci siamo sentiti in dovere, prosegue la nota, di chiedere alla Flavia, a Marzo e Maggio, di rendere pubblici, se non i risultati delle analisi fatte in tutto questo intervallo, almeno quelli dei mesi più recenti. Come avrete intuito non abbiamo avuto alcuna risposta. Solo allora abbiamo dato vigore alla nostra azione rivolgendoci alla ASL e chiedendo, sia in via istituzionale che pubblicamente al Sindaco e alla Flavia, di dare un segno di esistenza in vita.

Nella risposta il Sindaco, prosegue la nota, prende a grossolane pedate qualunque elementare forma di rispetto del ruolo delle parti democratiche, ma non soddisfatto di travalicare qualunque confine istituzionale e limite del buon gusto, ci minaccia di interessare l’avvocatura.

Tra le altre cose il Sindaco Grando scrive che a seguito della segnalazione della ASL (9 Agosto) del valore dei fluoruri alterato nelle analisi effettuate dall’Arpa (campione del 17 Luglio) non solo la Flavia è prontamente intervenuta ma sono stati “intensificati i controlli”.

Da cui viene spontanea una domanda: se Flavia fa periodicamente dei controlli, che sono stati intensificati, lo sforamento dei fluoruri documentato da Arpa il 17 luglio era sfuggito alle analisi? In che data sono stati fatti da Flavia i controlli dell’acqua nei mesi di giugno e luglio?

Carissimi, Sindaco e amministratore di Flavia, conclude il Movimento 5 Stelle, vi abbiamo chiesto tre volte di pubblicare i dati dei valori dell’acqua potabile della rete idrica di Ladispoli. L’abbiamo fatto in via istituzionale, formale ma bonaria convinti di avere di fronte persone consapevoli dei propri doveri. Evidentemente ci siamo sbagliati e di questo chiediamo scusa ai nostri elettori. Provvederemo”.

 

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«Acqua, dal 5 Stelle solo disinformazione»

LADISPOLI – Avvocatura del Comune a lavoro per verificare se «susstitano i presupposti per procedere con una denuncia per procurato allarme». Le affermazioni del Movimento 5 Stelle di Ladispoli relative alla potabilità o meno dell'acqua e la richiesta di pubblicazione delle analisi effettuate sulle casette dell'acqua e delle fontanelle sono finite sotto i riflettori dei legali di palazzo Falcone su richiesta del sindaco Alessandro Grando. «Sono mesi che il Movimento 5 Stelle di Ladispoli – ha detto il primo cittadino – conduce una becera campagna di disinformazione sulla gestione dell'acquedotto comunale. E' arrivato il momento di dire basta a questo modo irresponsabile di fare politica, che come effetto produce solamente un inutile allarmismo tra i cittadini di Ladispoli». E il Sindaco tranquillizza. La Asl «per mezzo dell'Arpa Lazio effettua regolarmente le analisi sulla qualità dell'acqua erogata dal nostro acquedotto e, in caso di sforamento dei parametri di legge, invita il gestore del servizio a provvedere a ristabilire le condizioni di norma o, in alternativa, chiede al Sindaco di emanare un'ordinanza di non potabilità». Fatta eccezione per il pozzo Statua che serve direttamente la frazione dei Monteroni, Grando assicura l'acqua per il resto della città è potabile. Da qui l'invito del primo cittadino ai 5 Stelle di «cercare degli informatori più attendibili all'interno della società Flavia Servizi, dove evidentemente qualche dipendente nostalgico delle allegre gestioni passate sta cercando di screditare l'operato della nuova amministrazione». «Grazie all'encomiabile lavoro dei tecnici comunali siamo riusciti a cogliere questo obiettivo, costruendo in tempo record un dearsenificatore e progettando l'escavazione di un secondo pozzo in località Statua, che ci consentirà in futuro di avere maggiore disponibilità di acqua e attraverso il quale potremmo risolvere o quantomeno mitigare il problema dell'eccesso di sale ai Monteroni».

«Non sapendo fare e pur di apparire – conclude Grando – alla collaborazione hanno preferito fin da subito lo sciacallaggio, e questo ultimo episodio ne è un esempio lampante!».

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DECRETO DEL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI 18 giugno 2018

Autorizzazione all'Avvocatura dello Stato ad assumere la
rappresentanza e difesa dell'Ente acquedotti siciliani (E.A.S.) in
liquidazione, nei giudizi attivi e passivi avanti alle autorita'
giudiziarie, i collegi arbitrali, le giurisdizioni amministrative e
speciali. (18A05312)

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AVVOCATURA DELLO STATO – CONCORSO (scad. 6 settembre 2018)

Mobilita' volontaria per la copertura di un posto, a tempo pieno ed
indeterminato, di funzionario informatico

(18E07612)

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Usi civici, Porrello presenta un mozione in Regione

CIVITAVECCHIA –  Il consigliere regionale Devid Porrello presenta una mozione in Regione sull’annosa questione degli usi civici per chiedere il ritiro della determina A07844. “Sia il Comitato usi civici di Civitavecchia appena costituitosi – spiega il consigliere comunale Emanuele La Rosa – sia il gruppo consiliare M5S del consiglio regionale del Lazio chiedono il ritiro della determina A07844, che ha fatto sorgere tanti problemi a tanti abitanti di Civitavecchia. Mentre il Comitato Usi Civici ha inviato venerdì scorso un comunicato alla stampa in cui lanciava una petizione per il ritiro della determina A07844, per coincidenza il sottoscritto – continua il pentastellato – insieme a Daniele Natili, il consigliere comunale e metropolitano M5S Matteo Manunta, l’assessore Alessandro Manuedda e il presidente del consiglio di Civitavecchia Dario Menditto si sono recati nell’ufficio del consigliere regionale Devid Porrello per finalizzare una mozione che va proprio verso quella direzione”.

Il pentastellato spiega che oggi la mozione è stata protocollata “per ricominciare un percorso virtuoso sulla soluzione del problema legato agli usi civici a Civitavecchia. Mozione che ci aspettiamo che il consiglio regionale approverà all’unanimità. Ci teniamo a far capire alla comunità – prosegue La Rosa – che gli usi civici sono uno strumento ottimo che va a favore della comunità, il problema attuale è legato ai tanti errori che sono stati fatti in passato e che la determina del 2013 ha reso efficaci causando l’enorme disagio che i cittadini stanno subendo. Come illustriamo nella mozione, la determina non è priva di difetti e, a causa della sentenza della Corte Costituzionale dello scorso 31 maggio, ormai inapplicabile. Vi sono, pertanto, tutte le ragioni per richiederne il ritiro. Va anche detto – evidenzia La Rosa – che il ritiro di questa determina è solo un primo passo, è importante che i ricorsi effettuati portino a sentenze utili per tutta la collettività ed è per questo che il Comune è presente in questi ricorsi con la propria avvocatura e con il proprio perito”. 

Il consigliere comunale spiega che è necessario fugare ogni dubbio sulla natura demaniale su tutti i terreni di Civitavecchia in modo che si possa delineare una soluzione finale per “eliminare il gravame demaniale sul territorio di Civitavecchia – conclude La Rosa – senza pesare sulle tasche dei cittadini, i quali sono incolpevoli di questa situazione”.

Porrello ha aggiunto che “l’atto protocollato è un monito per la Giunta regionale di prendere in seria considerazione il disagio che le comunità locali, prima fra tutte Civitavecchia, stanno vivendo a causa di scellerate scelte fatte negli ultimi anni. L’impegno che vogliamo prendere è quello di trovare una giusta soluzione interessando, come già stiamo facendo, il Ministro competente e i nostri parlamentari”.

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