Cardinale (M5S): ''Mala gestione del passato pagata dai cittadini''

CIVITAVECCHIA – “Ancora una volta la mala gestione del passato viene pagata dalle tasche dei cittadini di oggi”. Lo dichiara il consigliere comunale di maggioranza Salvatore Cardinale dopo l’approvazione in giunta di una transazione fra il comune di Civitavecchia e la cooperativa "Lavoro solidarietà e lavoro".

“L'ente pagherà 54mila euro – prosegue il grillino – a fronte di una richiesta ben più alta grazie al buon lavoro dell'avvocatura e degli uffici. Il contenzioso riguarda il servizio mensa e gli anni fra il 2008 e il 2011, compreso un pasto dato ai 700 migranti che poi furono allocati alla caserma De Carolis in via emergenziale e mai pagato. Questo il metodo di amministrare la città e i conti pubblici dell'ex Sindaco Moscherini e della sua Giunta. E pensare che qualcuno, Massimiliano Grasso, nel 2014 lo presentava alla città come uno dei suoi "assi" da calare in campagna elettorale”.

Cardinale prosegue con toni da campagna elettorale: “Civitavecchia deve sapere che nel 2018 è chiamata a pagare i debiti e gli insoluti di anche 10 anni prima. Questo purtroppo – prosegue – è stato un accadimento frequente in questo mandato di amministrazione del Movimento 5 Stelle: pagare la sciatteria dei predecessori – conclude il pentastellato – saldare i debiti di chi ha amministrato la cosa pubblica con un pressapochismo incredibile e pensare che si auto-definiscono competenti”.

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AVVOCATURA GENERALE DELLO STATO – DIARIO

Diario delle prove scritte del concorso, per esame teorico-pratico, a
dieci posti di Procuratore dello Stato.
(18E12121)

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Penalisti contro la riforma della prescrizione: massima adesione ai quattro giorni di astensione

CIVITAVECCHIA – È un’adesione pressoché totale quella degli avvocati penalisti del foro di Civitavecchia che, fino a venerdì, aderiranno all’astensione dalle udienze proclamata a livello nazionale per contrastare l’ennesima riforma della giustizia e in particolare la proposta del ministro Alfonso Bonafede di sospendere la prescrizione dei reati dopo la sentenza di primo grado. Un’idea, a detta degli avvocati, in contrasto con quelli che i principi garantisti stabiliti dalla nostra Costituzione. Cosa non va in questa riforma?

“Innanzitutto – ha spiegato l’avvocato Andrea Miroli, presidente della Camera Penale “Attilio Bandiera” di Civitavecchia – una riforma così importante non può essere portata avanti senza il confronto, necessario, con la comunità dei giuristi. E poi è l’impostazione ideologica alla base che è sbagliata: è come se si partisse dal presupposto di una presunzione di colpevolezza, invece che di innocenza”. Ecco il rischio, quindi, di una deriva populista che oggi più che mai, con una manovra del genere, ne è convinto l’avvocato Miroli, va ad interessare direttamente i cittadini. “Oggi non parliamo più di riforme basate solo su tecnicismi – ha aggiunto – quanto piuttosto di modifiche sostanziali che vanno ad interferire sostanzialmente sulla vita dei cittadini e di chi si trova sotto processo. Aspetto questo che, già di per sé, con la presunzione di innocenza garantita dalla nostra Costituzione, è una pena, come diceva il padre costituzionalista Calamandrei”. E Miroli sottolinea poi che, abolendo di fatto la prescrizione, si va ad eliminare uno dei pochi motivi per far sì che vengano accelerati i processi, ricordando proprio la previsione costituzionale della durata ragionevole del processo la quale impone che la decisione definitiva intervenga per tutti i protagonisti di una vicenda giudiziaria in tempi, per l’appunto, ragionevoli. Tanto che, con la sospensione della prescrizione, ci si troverebbe di fronte ad una contraddizione in termini rispetto alla legge Pinto che impone un risarcimento a chi è stato sottoposto ad un’eccessiva durata del processo. In tutto questo si inseriscono poi le dichiarazioni di un Ministro “che danno un’immagine sbagliata dell’avvocatura che nulla può – ha sottolineato Miroli – sul decorso della prescrizione”.

L’astensione durerà fino a venerdì, quando a Roma si terrà la manifestazione organizzata dall’Unione delle Camere Penali, alla quale parteciperà anche una delegazione di Civitavecchia. Nel pomeriggio, poi, sempre la “bandiera” proporrà un interessante convegno, con relatori d’eccezione come la dottoressa Francesca Scopelliti, presidente della Fondazione Internazionale per la Giustizia Enzo Tortora. Si parlerà infatti di “Errori giudiziari. Storie, testimonianze e riflessioni”. Interverranno anche Valentino Maimone e Benedetto Lattanzi, fondatori di Errorigiudziari.com per capire cosa è cambiato in Italia dal caso Tortora ad oggi, lasciando la parola a Giuseppe Gulotta per il racconto di una vittima di errore giudiziario e all’avvocato Enrico Delahaye già procuratore generale di Corte di Cassazione ed ex magistrato di sorveglianza, che affronterà il tema del risarcimento del danno da ingiusta detenzione: moderà l’avvocato Miroli, alla presenza anche del presidente dell’Unione delle Camere Penali Italiane avvocato Giandomenico Caiazza. L’appuntamento è per venerdì alle 15.30 all’hotel San Giorgio.  

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Di Majo: "Accuse immotivate ed infondate"

CIVITAVECCHIA – "Ieri è stato pubblicato su uno dei quotidiani più importanti di Civitavecchia la Provincia e sul quotidiano telematico Civonline.it un lungo articolo di un consigliere comunale di Civitavecchia, sig. Perello in cui viene presa di mira la gestione dell’AdSP, enucleando quelle che a suo parere sono le criticità che avrebbero caratterizzato il mio mandato. Sento il dovere, non solo per proteggere la mia dignità e reputazione, ma anche quella di tutti i funzionari dell’ente, chiedendo diritto di replica a queste infondate critiche". 

Una lunga lettera, quella del presidente dell'Adsp Francesco Maria di Majo, per replicare alle dichiarazioni di Daniele Perello, punto per punto.

"Nell’intervento del consigliere Perello si è parlato di “un‘amministrazione dell’ente politicizzata” e che il Presidente dell’ente avrebbe sostituito il Capo Ufficio Stampa, Massimiliano Grasso (ovvero il fondatore di Civonline), perché quest’ultimo “consigliere comunale non della stessa parte politica di di Majo”. Premesso che il sottoscritto non appartiene a nessuna “parte politica”, ebbene se Grasso fosse stato spostato effettivamente per motivi politici, è curioso che ciò sia avvenuto ben dopo circa 15 mesi dall’inizio del mio mandato. Preciso, inoltre, che a capo dell’ufficio promozione e stampa vi è un dirigente dell’ente e non il funzionario a cui fa riferimento il consigliere Perello.

Leggo poi, sempre dall’articolo di Civonline, che il consigliere Perello ha dichiarato che “il presidente di Majo nonostante l'ente abbia in cassa accantonati, come risulta dal bilancio, oltre 40 milioni di euro, si è rifiutato per motivi politici, di pagare all'amministrazione M5S del Comune di Civitavecchia i 2 milioni annui previsti dal protocollo d'intesa sottoscritto dal precedente Presidente". Ebbene, forse il consigliere Perello – ha aggiunto – non si è ben documentato o è stato mal informato, sul fatto che questa amministrazione, sulla base di un parere dell’Avvocatura di Stato (richiesto dal sottoscritto ad inizio del suo mandato, dato che dopo qualche giorno dal mio insediamento mi sono visto recapitare una diffida di pagamento del Comune per circa 5 milioni di Euro), non ha provveduto al pagamento della predetta somma sulla base dell’assunto che l’accordo di collaborazione (firmato non da me, bensì da Pasqualino Monti nel luglio 2015), che prevede l’elargizione di un contributo in favore del Comune per 2 milioni all’anno per ben 10 anni (a fronte di un asserito impatto dei crocieristi sulla città) è inefficace o invalido. E se questa tesi dell’avvocatura (a difesa degli interessi dell’ente) sia effettivamente corretta lo deciderà il Consiglio di Stato il prossimo anno (Consiglio di Stato che ha comunque accolto, il mese scorso, la richiesta di sospensiva dell’ente avverso il pagamento di 2 milioni di Euro). Ciò nonostante questo ente ha sin da subito intrapreso diversi contatti con il Comune al fine di addivenire ad un nuovo accordo che prevedesse l’individuazione di determinati interventi utili per la città e per il porto.
Il consigliere Perello insinua, inoltre, che il sottoscritto abbia in qualche modo partecipato al “dirottamento” delle banane Chiquita a Livorno scegliendo un dirigente livornese nella commissione interistituzionale.  Credo che questa insinuazione sia talmente campata in aria che non meriti neppure di essere commentata. 
Perello sostiene poi che sussiste “il rischio concreto di esporre l’ente a numerosi contenziosi derivanti da cause del lavoro già annunciate da numerosi dipendenti dell’Adsp a causa delle successive riorganizzazioni interne dell’ente, condotte in diversi casi senza il preventivo accordo con le organizzazioni sindacali”. Ricordo al consigliere Perello, che nel caso di riorganizzazione interne dell’ente, il vertice è tenuto ad informare e consultare le organizzazioni sindacali, e non viene prevista dal contratto collettivo la concertazione. In ogni caso l’ente ha avuto diversi incontri ed interlocuzioni con le organizzazioni sindacali prima di varare la predetta riorganizzazione (che ha comportato anche una ordinaria rotazione, dopo circa 12 anni, del personale di alcuni uffici) ed ha anche accolto diverse proposte di modifica presentate da tali organizzazioni sindacali (talune delle quali hanno anche formalmente aderito allo schema finale di riorganizzazione dell’ente).
Viene addebitato alla “gestione di Majo” anche il ritiro del gruppo Gavio dalla Darsena Energetica Grandi Masse (DEGM).  Ebbene il gruppo Gavio ha deciso di abbandonare il progetto della DEGM da diverso tempo ma è solo con questa amministrazione che si è avviata e dichiarata la decadenza della relativa concessione riottenendo anche la riconsegna delle aree. Gavio ha avviato un arbitrato avanzando una pretesa di restituzione dei canoni dal 2006 al 2016 (circa 15 milioni) e di circa ulteriori 15 milioni di Euro per supposte opere realizzate che andrebbero a beneficio dell’ente. Tali pretese sono state tutte contestate da questo ente in sede arbitrale. Ma ciò che più conta oggi è che le aree verranno presto rimesse sul mercato e quindi rese operative affinché il porto di Civitavecchia possa finalmente essere dotato di una banchina petrolifera e di una importante banchina per le merci alla rinfusa nonché di un importante bacino di carenaggio per la cantieristica navale".

Di Majo interviene poi sulla vicenda Total Erg (oggi Italiana Petroli), "che, lo si ripete ancora una volta, nasce diversi anni fa e riguarda l’impugnativa di alcuni decreti sulla tassa e sovrattassa adottati dalla “gestione Monti” e i cui contenziosi si sono trascinati fino alla “gestione di Majo”. Il commissario ad acta – ha spiegato – è stato nominato perché non è stato possibile accertare con esattezza le somme da restituire (in base all’incremento della sovratassa) e che erano state riscosse, per conto dell’ente, dalle Dogane, in virtù del Decreto n.209 del 2014, poi dichiarato illegittimo con Decreto del Presidente della Repubblica.  Ricordo al consigliere Perello che la sovrattassa è una tassa che può (ma non deve) essere imposta dall’amministrazione portuale a carico delle merci imbarcate o sbarcate a copertura dei costi sostenuti per le opere infrastrutturali nei porti. Ciò è stato fatto da questa amministrazione, ma solo a seguito  di una lunga e complessa istruttoria (illustrata in seno all’Organismo di Partenariato e approvata dal Comitato di Gestione) insieme all’introduzione di nuovi incrementi delle tasse portuali che comunque, complessivamente, hanno ridotto il carico tributario nei porti, rendendoli così più competitivi, riducendo altresì la differenza del carico tributario con gli altri porti italiani (negli anni passati Civitavecchia ha avuto uno dei regimi di tassazione tra i più elevati nel panorama della portualità italiana). Chiedo, dunque, a Perello, se è ancora convinto che la cosa giusta da fare, come ha affermato, sarebbe stata quella di aumentare ulteriormente le tasse! Così da far perdere sì traffici a questo scalo.
Il consigliere Perello mi o ci (dato che io rappresento un ente in cui lavorano più di 100 persone) contesta un supposto "mancato intervento su Enel", consentendo alla Spa elettrica "in contrasto con quanto disposto dalla Legge 84/94, di bandire una gara pubblica per l’individuazione dell’impresa portuale da adibire alle operazioni di scarico del carbone, consentendo ad Enel – ha aggiunto -di trarne un risparmio dal ribasso di asta, a danno delle imprese e dell’occupazione locale”. Sul mancato intervento di questa amministrazione, basta vedere chi ha partecipato ai numerosi incontri per capire che l’ente non si è mai sottratta nell’affrontare questa vicenda. Sul resto chiedo al Sig. Perello di indicarmi la norma della legge 84/94 che impedirebbe all’Enel di bandire una gara pubblica. Forse avrebbe dovuto ricordare piuttosto che l’ambito portuale, in cui ENEL svolge la propria attività, è un ambito chiuso in cui le operazioni portuali possono essere esercitate previa autorizzazione di questo ente (autorizzazioni che sono limitate).  In sostanza chiunque verrà prescelto dall’Enel avrà necessità, per poter operare, di ottenere tale autorizzazione. E tutto ciò è stato ben chiarito da questa amministrazione ai rappresentanti dell’Enel.
Sulle contestazioni mosse dal consigliere Perello sulla Pas e in merito all’asserita incompatibilità dell’incarico del dott. Vincenzo Conte quale amministratore ad interim e quale direttore generale, ho già chiarito in un precedente comunicato stampa che tale incompatibilità non sussiste essendo egli non dipendente di questa amministrazione; peraltro l’incarico di amministratore (non retribuito e limitato all’ordinaria amministrazione, come precisato nel nulla osta dato dalla sua amministrazione di appartenenza, è limitato al tempo necessario per selezionare un nuovo amministratore.

Infine, il consigliere Perello parla di “calo complessivo dei traffici del porto di Civitavecchia registrato nel 2017”. Invito Perello a consultare meglio i dati statistici dell’ente e vedrà che tutti i traffici riportano il segno + nell’anno 2017 e ciò anche nel primo semestre del 2018 (con una forte crescita del traffico RO-RO), con solo poche eccezioni, tra cui il traffico di carbone dell’ENEL (ma spero che non si voglia imputare all’ente la responsabilità circa le scelte dell’ENEL di variare il livello di produttività della centrale)  e quello delle autovetture in esportazione. A tale ultimo riguardo corrisponde a verità che il traffico delle autovetture FCA si è spostato (peraltro da più di un anno) a Gioia Tauro, ma vorrei nuovamente ricordare che tale decisione è stata assunta ad inizio del 2016 (prima quindi del mio mandato) ovvero allorché il gruppo Grimaldi ha deciso di assumere una partecipazione in quel porto (basta vedere gli articoli sul giornale dell’epoca).

"Ho sentito il dovere, come sopra indicato, di replicare alle sopra indicate contestazioni – ha ribadito il presidente Di Majo – e di cercare di interrompere questo flusso unilaterale di immotivate ed infondate accuse che vengono ripetutamente mosse al sottoscritto e all’ente che mi onoro di rappresentare. Tali accuse, che non possono essere definite critiche, appaiono volte unicamente ad offrire un quadro distorto della gestione dell’ente, senza minimamente considerare gli innumerevoli risultati conseguiti negli ultimi quasi 2 anni dalla sua istituzione. Rinvio a qualche settimana (ovvero al passaggio dei 2 anni della “mia gestione” dell’ente) una illustrazione, quindi, degli innumerevoli ed importanti risultati conseguiti da questo ente, grazie allo sforzo di più di 100 funzionari e dirigenti che quotidianamente lavorano per l’amministrazione e lo sviluppo dei tre porti del network laziale (Civitavecchia, Fiumicino e Gaeta). Risultati che ho illustrato già qualche giorno fa nel corso di un’audizione presso una Commissione della Regione Lazio che è durata un intero pomeriggio e che sono stati tutti riportati nel Piano Operativo Triennale 2018-2020 e nella recente revisione annuale, consultabile sul sito dell’AdSP. Mi limito, comunque, qui a segnalare (relativamente al solo porto di Civitavecchia) alcuni dati concernenti le opere realizzate o avviate: procedura di gara per le nuove opere infrastrutturali (costruzione di un nuovo pontile nella darsena traghetti che collegherà ulteriormente Civitavecchia a Barcellona e che è stato anche oggetto di un contributo dell’Unione Europea e che usufruirà di parte di un finanziamento BEI  di ben 195 milioni, approvato il mese scorso da tale Banca); smantellamento e ripristino del molo ex ferrovie dello Stato; realizzazione ad opera del concessionario Rct del più grande terminal crocieristico d’Italia (inaugurato lo scorso 18 maggio); risistemazione e ripristino del muro paraonde della diga foranea da parte dell’AdSP; prossimo avvio degli interventi di realizzazione e di adeguamento tecnologico dei collegamenti ferroviari nel porto etc. Tutti questi interventi sono stati realizzati nonostante che questa nuova amministrazione, sin dall’inizio,  abbia dovuto dedicare una gran parte delle proprie  risorse ad affrontare complessi contenziosi, generati nel corso delle passate amministrazioni oppure sorti nel corso di questa amministrazione ma derivanti da atti o fatti di anni passati (ad esempio, oltre ai citati casi Total Erg e Gavio, ricordo il mega contenzioso con Fincosit derivante dall’appalto per la realizzazione della darsena traghetti negli anni 2013-2015; i contenziosi con Rtc e Cfft  etc.)".

E aggiunge come oggi "ci sia ora veramente bisogno di riportare serenità in questo porto il cui sviluppo deve essere da tutti sostenuto, da tutte le forze politiche locali e nazionali, perché solo rilanciando l’economia di questo porto e dei porti di Fiumicino e Gaeta, verrà rilanciata anche l’occupazione; e questa città non si merita di avere uno dei più alti tassi di disoccupazione del Lazio. Ieri ho incontrato nel mio ufficio i rappresentanti di una società internazionale – ha concluso – che ha appena fatto un investimento di circa 20 milioni di euro per poter avviare un’attività di cantieristica navale importante in questo porto e ci hanno rappresentato investimenti, a tale fine, per circa 130 milioni di euro con decine e decine di nuovi posto di lavoro. Ebbene, credo che sia interesse davvero di tutti che questo porto possa avere altri investimenti così importanti e che possa diventare uno dei principali porti italiani; i presupposti tecnico-economici ed amministrativi per riuscirci – se tutto il cluster portuale e la città è coesa a tal fine – ci sono".

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Vertenza TotalErg, il presidente si prende ogni responsabilità

CIVITAVECCHIA – Una votazione piena di perplessità quella che si è svolta ieri in comitato di gestione portuale. Alla presenza soltanto dei membri del Comune e della Città Metropolitana Giuseppe Lotto e Matteo Africano (assenti il comandante del porto Leone ed il membro della Regione Lazio Fiorelli), il presidente dell’Adsp Francesco Maria di Majo ha proposto di aumentare di 2,5 milioni la disponibilità economica per il tentativo di transazione con la TotalErg, per quanto riguarda la vertenza legata alla tassa. In realtà oggi è prevista anche l’udienza al Consiglio di Stato. Ed il numero uno di Molo Vespucci alla fine si è assunto ogni responsabilità, sollevando gli altri due membri, e procedendo da solo a votare positivamente la proposta. In realtà Lotto era uscito per non partecipare, ma è stato richiamato per consentirre il numero legale. Poi è rientrato ma si è astenuto, insieme ad Africano. «Ora spero che  la vertenza con Total vada a buon fine per il bene dell’Authority – ha commentato – il presidente faccia il suo lavoro assumendosi tutta la responsabilità della transazione. Non potevo non astenermi: per me era impossibile autorizzare un atto in assenza della relazione del Mef e dei pareri dell’Avvocatura dello Stato e delle dogane». Rimangono però dei dubbi proprio sulla votazione. Nel silenzio del regolamento sul valore degli astenuti, infatti, non è da escludere l’assenza del quorum deliberativo. Controversa la questione quindi relativa alla validità o meno del solo voto del Presidente, che apre anche ad un discorso di opportunità. E poi c’è la motivazione con cui Di Majo ha chiesto la ‘‘manovra’’, dovuta a suo dire al protrarsi dei tempi per il tentativo di transazione, quando in realtà l’aumento di quanto dovuto sarebbe da ascrivere alla mancata sospensione, in autotutela, del decreto di aumento della tassa. 

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AVVOCATURA GENERALE DELLO STATO – DIARIO

Rinvio del diario delle prove scritte del concorso, per esame
teorico-pratico, a dieci posti di Procuratore dello Stato

(18E10115)

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Riportati a Cerveteri capolavori etruschi

CERVETERI – Riportati a Cerveteri capolavori etruschi che sono esposti all’interno di Sala Ruspoli  nella mostra «Dall’Egeo al Tirreno. Capolavori ritrovati di contesti perduti», promossa e organizzata dal MiBAC e dal Comune di Cerveteri. Sono stati così esposti per la prima volta al pubblico una selezione di un eccezionale nucleo di materiali archeologici riacquisiti al Patrimonio nazionale solo da poche settimane, a conclusione di una lunga vicenda giudiziaria, grazie a un accordo transattivo recentemente concluso dall’Avvocatura Generale dello Stato. È presentato anzitutto un significativo gruppo di ceramiche di fabbrica greco-orientale del VII sec. a.C., riconducibili alla nota produzione dello “Stile della capra selvatica”, originaria delle coste meridionali dell’attuale Turchia e delle isole antistanti, e caratterizzata da fregi zoomorfi nei quali l’iconografia della capra selvatica o stambecco ricorre con particolare frequenza. Le nuove acquisizioni hanno notevolmente ampliato le attestazioni note fino ad ora. Sarà inoltre possibile ammirare alcuni vasi attici databili tra il VI e il V sec. a.C., perfetta esemplificazione dei prodotti di alto artigianato artistico provenienti dall’Egeo, e più in generale da tutto il Mediterraneo, dei quali l’Etruria tirrenica rappresentò per un lungo arco di tempo il principale recettore.
La mostra è aperta al pubblico anche oggi  dalle 11 alle 13 e dalle 15 alle 18.

 

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Riportati a Cerveteri capolavori etruschi

CERVETERI – Riportati a Cerveteri capolavori etruschi che sono esposti all’interno di Sala Ruspoli  nella mostra «Dall’Egeo al Tirreno. Capolavori ritrovati di contesti perduti», promossa e organizzata dal MiBAC e dal Comune di Cerveteri. Sono stati così esposti per la prima volta al pubblico una selezione di un eccezionale nucleo di materiali archeologici riacquisiti al Patrimonio nazionale solo da poche settimane, a conclusione di una lunga vicenda giudiziaria, grazie a un accordo transattivo recentemente concluso dall’Avvocatura Generale dello Stato. È presentato anzitutto un significativo gruppo di ceramiche di fabbrica greco-orientale del VII sec. a.C., riconducibili alla nota produzione dello “Stile della capra selvatica”, originaria delle coste meridionali dell’attuale Turchia e delle isole antistanti, e caratterizzata da fregi zoomorfi nei quali l’iconografia della capra selvatica o stambecco ricorre con particolare frequenza. Le nuove acquisizioni hanno notevolmente ampliato le attestazioni note fino ad ora. Sarà inoltre possibile ammirare alcuni vasi attici databili tra il VI e il V sec. a.C., perfetta esemplificazione dei prodotti di alto artigianato artistico provenienti dall’Egeo, e più in generale da tutto il Mediterraneo, dei quali l’Etruria tirrenica rappresentò per un lungo arco di tempo il principale recettore.
La mostra è aperta al pubblico anche oggi  dalle 11 alle 13 e dalle 15 alle 18.

 

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Scarico del carbone: l'Adsp si appella al Tar

CIVITAVECCHIA – Dopo l’appello presentato contro la sentenza del Tar del Lazio che imponeva il pagamento al Comune dei primi due milioni di euro relativi all’accordo sottoscritto nel 2015, l’Autorità di Sistema Portuale è intervenuta anche nel procedimento riguardante la gara Enel sullo scarico del carbone. Molo Vespucci, infatti, con il patrocinio dell’Avvocatura dello Stato si è costituita in giudizio nel ricorso presentato al Tar del Lazio da parte di Minosse, la società costituita ad hoc e che per dieci anni – per affidamento diretto – ha scaricato il carbone al molo di Torre Nord. L’Adsp, contro interessata come ente vigilante sulle operazioni portuali, con questa entrata nel procedimento di fatto si pone al fianco di Enel, contro la stessa Minosse. La pace accordata in Regione Lazio tra le parti – con i portuali che hanno sospeso ogni azione di lotta promessa ed Enel che si è impegnata a sospendere i termini per la  presentazione delle offerte di gara – scade il 30 settembre prossimo. Queste settimane, quindi, saranno cruciali per capire che strada sarà intrapresa in questo senso per cercare di risolvere questa delicata vertenza che potrebbe avere importanti ripercussioni nello scalo, sotto ogni punto di vista.

Così come delicata è la questione relativa alla movimentazione dei container. Dopo la riunione fiume di mercoledì scorso in Autorità Portuale, non sembra che la strada verso l’accordo sia vicina. A quanto pare, infatti, la proposta avanzata da Molo Vespucci non sarebbe praticabile secondo i legali di Cfft, la società che si occupa del traffico agroalimentare: sembra infatti che l’Adsp abbia proposto di estendere la concessione del terminal container alla banchina 24, quella appunto dove sorge il terminal Cfft, per consentire a Rtc di eseguire le operazioni di scarico anche dei container agroalimentari, con l’accordo della società italo-belga che però non sembra al momento condividere questa ipotesi.

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