Bus in fiamme: aperta anche un’indagine interna

CIVITAVECCHIA – Anche Csp ha aperto un’indagine interna per chiarire le cause dell’incendio che, ieri sera, ha completamente distrutto l’autobus numero 9 del tpl, in fiamme a via Terme di Traiano e in servizio sulla linea D. Un mezzo con circa dieci anni di vita, che aveva sì presentato qualche problema nel corso del tempo, ma che a marzo aveva superato la revisione. I vertici della società stanno controllando i fogli di marcia degli ultimi 20 giorni e hanno chiesto una relazione dettagliata all’autista. «Nessuna spia e nessun problema al motore – ha raccontato – poi all’improvviso fumo e l’odore di bruciato». Alle prime avvisaglie l’uomo ha subito fermato il bus in una posizione di sicurezza, ha fatto scendere tutti i passeggeri – una decina quelli presenti – tentando di spegnere l’incendio con un estintore. Ma non è stato possibile, tanto che in mezz’ora le fiamme hanno distrutto il bus. La carcassa è sotto sequestro. Vigili del fuoco e carabinieri stanno portando avanti le indagini per risalire alla causa dell’incendio. La causa più probabile, al momento, sembra essere il corto circuito.

Leggi articolo completo

###BANNER_ADS###

Croazia, un miracolo sportivo

Sono giorni di grande fermento in Croazia. Non tanto per gli Europei di pallanuoto, che inizieranno nel weekend, ma anche e soprattutto per la grande cavalcata della Nazionale di calcio, che si è qualificata per la finale del torneo in Russia. Una soddisfazione enorme per il popolo ex jugoslavo, che nonostante una popolazione composta solamente da quattro milioni di abitanti, è riuscita a tenere testa alle più forti compagini del globo. Un percorso tortuoso per la squadra diretta da Dalic, che ha affrontato tra le altre Brasile ed Inghilterra, sicuramente con una storia diversa alle spalle rispetto ai croati. Si è sempre detto, riguardo ai croati, ai serbi ed alle altre popolazioni ex jugoslavi, di essere troppo incostanti e di mancare quasi sempre obiettivi importanti, nonostante il grande talento di cui fossero a disposizione. Non è accaduto, invece, questa volta, nonostante alcune avvisaglie c’erano state, come dimostra la “cacciata” dell’attaccante Kalinic per motivi disciplinari dopo due partite. La Croazia è riuscita a rimanere unita ed a puntare su campioni di grande talento come Modric e Mandzukic, ma anche su altri calciatori che magari non riempiranno le prime pagine dei giornali, che comunque però riescono a fare le fortune di importanti club in giro per l’Europa. Solo l’Uruguay era riuscita ad ottenere una finale con un così minimo numero di popolazione, ma va detto anche che la Celeste non riesce a centrarla dal 1950 e quindi parliamo di tutt’altre ere calcistiche. La Croazia è una Nazione che riesce a comportarsi benissimo nella pallanuoto, dove è saldamente ai vertici mondiali di questo sport, spesso a battagliare in accesissimi derby con la Serbia ed il Montenegro, oppure nel basket, dove ha fatto fuori l’Italia dalle Olimpiadi del 2016 andando a vincere a Torino, oppure nella pallamano, dove giunge spesso nelle fasi finali dei tornei continentali e mondiali, oppure nell’atletica e nel tennis, con il talento di Marin Cilic. Spesso ci si domanda cosa sarebbe potuto succedere se non ci fosse mai stata la frammentazione della Jugoslavia, ora ci sarebbe una Nazionale di calcio (o di qualsiasi sport di squadra) che poteva partire già dall’inizio tra le favorite per la vittoria del Mondiale. Ma lì ci sono motivazioni che nulla vanno ad entrare nel mondo dello sport.

Leggi articolo completo

###BANNER_ADS###

Invernale: bis di Tevere Remo Mon Ile

Tanto vento, tanta onda e tutti gli imprevisti tipici di una regata tirata al massimo, con vele (anche nuovissime) scoppiate e outsider che hanno conosciuto la loro giornata di gloria. Finisce così l’Invernale di Riva di Traiano – Trofeo Paolo Venanzangeli, con una giornata, quella di sabato, finalmente all’altezza della fama di questo campo di regata, dove vince chi ama il gioco duro. Innanzitutto onore ai vincitori assoluti, a cominciare dalla classe regina, quella dei Regata, dove, sia in IRC sia in ORC, ha trionfato Tevere Remo Mon Ile, First 40 di Gianrocco Catalano, che ha conquistato per la seconda volta consecutiva l’Invernale. In IRC ha preceduto Vulcano 2, First 34.7 di Giuseppe Morani e Vahiné 7, First 45 di Francesco Raponi; in ORC, Aeronautica Militare Duende, Vismara 46 di Raffaele Giannetti e Aphrodite, Swan 45 di Pierfranco Di Giuseppe. Tevere Remo Mon Ile si è anche aggiudicato il 1° Trofeo Challenge Roma d’Inverno, quale 1° classificato overall in IRC. Nei Per2, in IRC c’è stata una cavalcata trionfale di Lolifast, Sun Fast 3600 di Davide Paioletti, che ha lasciato il secondo posto a Don Pedro, Bavaria 34 di Francesco Pelaia, ed il terzo a Gygas, Grand Soleil 43.2 di Alberto Tamantini. In ORC la cavalcata di Libertine, Comet 45S condotto da Marco Paolucci e Lorenzo Zichichi, è stata ancor più travolgente, con Davide Paioletti e il suo Lolifast quasi sempre secondi. L’ultimo gradino del podio è andato a Jox-Avs Group, X41 di Pietro Paolo Placidi. Tra i Crociera, lo splendido campionato di Malandrina, che ha dovuto scartare un secondo posto quale peggior risultato, ha condotto sul gradino più alto del podio l’equipaggio del First 36.7 condotto da Roberto Padua, seguito dal sorprendente Sun Odyssey 49 Mylan di Anna Paolini, che si è avvalso al timone dell’esperienza dell’Ammiraglio Franco Lo Sardo, e Fata Ignorante, Dufour 34 di Stefano Sorgente. In Gran Crociera, vittoria di First Wave, First 405 di Guido Mancini, su Blues, Duck 31 di Dario Conte.
L’ultima regata sabato scorso. Si è iniziato con circa 15 nodi di vento e con tanta onda, ma poi le condizioni si sono fatte decisamente più cattive, con raffiche che hanno superato i 20 nodi. I Regata hanno faticato di più, sobbarcandosi ben 15 miglia, 10 i Crociera e 5 i Gran Crociera. I Per2, che godono di un percorso ad hoc, hanno regatato per circa 12 miglia, con un lungo lato di bolina. Alla fine la soddisfazione tra i regatanti era grande almeno quanto la stanchezza. Le condizioni, durissime, hanno provato il fisico dei velisti e la resistenza delle imbarcazioni.
C’è stato un soccorso in mare, per un malore verificatosi a bordo di Coda di Volpe, e una serie di incidenti, con tante rotture di vele, che hanno costretto al ritiro Soul Seeker, X362 Sport di Federico Galdi, Rosmarine 2, Grand Soleil 46B di Riccardo Acernese, e Vahiné 7, First 45 di Francesco Raponi, che è stato il più penalizzato, perché i punti persi lo hanno fatto uscire dal podio della Classifica Generale in ORC e perdere il secondo posto in IRC. In Regata IRC, Paolo Morville ha finalmente condotto alla vittoria il suo First 45S “Er Cavaliere Nero”, riscattando un campionato avaro di soddisfazioni, mentre in ORC Biscarini/Rocchi con il loro Mylius 15e25 Ars Una hanno imposto per la prima volta la loro legge sia in reale sia in compensato. Anche nei Per2 c’è stata un’importante “prima volta”: in IRC, infatti ha vinto Oscar Campagnola, che ha portato alla sua prima vittoria il Comfortina 42 Fair Lady Blue. Al contrario, nella Per2 ORC, c’è stata la conferma della schiacciante supremazia di Libertine, il Comet 45 S di Marco Paolucci e Lorenzo Zichichi che è riuscito a vincere ben 6 delle 8 regate disputate. In Crociera ennesima grande prova di Malandrina, che non ha avuto rivali in questo campionato, mentre in Gran Crociera la vittoria è andata a First Wave, che ha vinto 4 delle 5 prove disputate. (Agg. 13/03 ore 18.03 SEGUE)

I COMMENTI DEL PRESIDENTE DEL CNRT ALESSANDRO FARASSINO – «È stata una giornata decisamente emozionante – ha commentato il Presidente del CNRT Alessandro Farassino – con tanto vento e tanti imprevisti occorsi non solo ai regatanti, ma anche alle barche dell’organizzazione. Il Tevere ci ha regalato il suo lato peggiore, visto che con lo Scirocco sul nostro specchio d’acqua è arrivato di tutto. Dobbiamo ringraziare la motovedetta della Polizia di Stato che ha tolto dalla linea di partenza una vera e propria isola galleggiante di rifiuti, ma niente ha potuto contro un’altra massa di rifiuti che ha investito il gommone dei posaboe, imprigionandone l’elica in una matassa inestricabile prima, che potesse posare la boa di disimpegno».
La motovedetta della Polizia di Stato ha inoltre supportato il gommone della Direzione di Corsa nel soccorso di un velista, svenuto per un malore nel corso della regata, scortando a riva l’imbarcazione coinvolta. I soccorsi sono stati tempestivi e il velista è stato sbarcato e affidato all’ambulanza accorsa prontamente in Torre di Controllo. (Agg. 13/03 ore 18.22 SEGUE)

LE DICHIARAZIONI DEL DIRETTORE DI CORSA FABIO BARRASSO – «Portare a compimento 8 regate sulle 9 programmate in una stagione invernale atipica come quella appena trascorsa – ha commentato il Direttore di Corsa Fabio Barrasso – è stata la giusta ricompensa a un grande lavoro svolto da tutto il team. Abbiamo vissuto le ultime due giornate di regata giocando sempre d’anticipo.  Il 25 febbraio sfruttando le prime avvisaglie di Burian e portando a termine due prove. Questo sabato cavalcando l’anticipo della perturbazione, che è poi arrivata nelle ore successive, e dando finalmente pieno sfogo alla voglia di regatare al massimo che sembra essere quasi nel dna dei regatanti di Riva di Traiano. Tirando le somme, è’ stato un campionato divertente, molto combattuto e molto tecnico». Nel corso dell premiazione c’è stato un esilarante fuori programma, con il solitario Oscar Campagnola che ha improvvisato un elogio del Comitato di Regata leggendo una lettera proveniente dalla Nuova Zelanda, dove sono stati avvertiti i ‘‘rumori di guerra’’ provenienti da Riva di Traiano. (Agg. 13/03 ore 18.54)

Leggi articolo completo

###BANNER_ADS###