Via Trieste e il ''riposo'' che non c'è

LADISPOLI – Schiamazzi, degrado e un'ordinanza anti alcol che manca di essere rispettata a qualsiasi ora del giorno e della notte. Siamo in via Trieste. Ad avere il “polso” della situazione sono i residenti della zona. Quegli stessi residenti che durante la notte vorrebbero poter dormire sonni tranquilli in vista di un nuovo giorno di lavoro o di scuola. Quegli stessi residenti che vorrebbero poter uscire di casa, anche la sera, senza però per questo, doversi imbattere in persone ubriache, o nei “resti” lasciati gentilmente da chi dopo la sbornia, usa gli angoli della via per liberare l'intestino. E dire che l'ordinanza anti alcol c'è. E non vale solo per le attività commerciali che dopo una certa ora della sera dovrebbero mettere la parola fine alla vendita di bevande in bottiglia e di super alcolici. Vale anche per i consumatori. Sì, perché l'ordinanza emessa poco prima dell'estate dal sindaco Alessandro Grando, prevedeva anche il divieto di consumare alcolici, in vetro soprattutto, in determinate ore e anche in determinati luoghi, come ad esempio giardini pubblici, mercato giornaliero, tanto per citarne alcuni. Ma delle regole evidentemente c'è chi se ne infischia, continuando a decidere di testa propria cosa fare e quando farlo. E a rimetterci sono i cittadini. Quelli che invece le regole le vorrebbero seguire. E soprattutto, quelli che dalle regole vorrebbero essere “difesi” per poter vivere tranquilli e dormire sereni. Proprio la zona in questione, poco prima dell'estate era stata “vittima” di episodi di violenza che avevano portato addirittura a una mobilitazione collettiva della città nella richiesta di una maggiore presenza delle Forze dell'ordine sul territorio. Tanto che su Petizioni24 era stata avviata anche una petizione popolare per la richiesta di un Commissariato di Polizia in città. E proprio di sicurezza la scorsa settimana si è anche parlato in consiglio comunale con la massima assise cittadina che aveva votato a favore della proposta presentata dal gruppo Lega di creare un Polo per la Sicurezza nei nuovi locali di via Vilnius, dove saranno trasferiti gli uomini della Polizia muncipale e dove troverà “alloggio”, per volere proprio del consiglio comunale anche la Protezione civile. Locali che, qualora il Ministero dovesse acconsentire alla richiesta di un presidio della Polizia di Stato a Ladispoli, potrebbero essere utilizzati per allocarvi gli uffici proprio della Polizia di Stato. In attesa che questo però avvenga, se mai dovesse avvenire, i cittadini continuano a chiedere solo una cosa: il rispetto delle regole e maggiore controllo del territorio.

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Fondazione Cariciv, 60mila euro per i progetti del territorio

CIVITAVECCHIA – La Fondazione Cariciv ha destinato 60mila euro per i progetti del territorio con il bando 2018. L’obiettivo è quello di destinare un contributo a progetti di terzi da realizzare nel territorio dei comuni di Civitavecchia, Allumiere, Cerveteri, Ladispoli, Manziana, Montalto di Castro, Santa Marinella, Tarquinia e Tolfa.

I settori in cui dovranno rientrare i progetti sono ‘‘Educazione, istruzione e formazione’’, ‘‘Arte, attività e beni culturali’’, ‘‘Salute pubblica, medicina preventiva e riabilitativa’’, ‘‘Volontariato, filantropia e beneficenza’’, ‘‘Ricerca scientifica e tecnologica, Assistenza agli anziani’’. Per ciascun progetto potrà essere erogato un importo massimo di 1,500 euro. La presentazione delle richieste dovrà avvenire tramite la compilazione di una scheda che i soggetti interessati troveranno presso la segreteria della Fondazione Cariciv aperta lunedì, mercoledì e venerdì dalle 9 alle 12 o consultando il sito internet ‘‘www.fondazionecariciv.it’’. Il bando scadrà l’8 ottobre per tutti i settori. Le richieste potranno essere inviate tramite pec all’indirizzo fondazione pec.fondazionecariciv.it o raccomandata postale con avviso di ricevimento a ‘‘Fondazione Cassa di Risparmio di Civitavecchia via Risorgimento, 8-10-12 – 00053 Civitavecchia (Roma). Bando 2018 – con indicazione del settore di appartenenza del progetto’’. Per chiarimenti è possibile chiamare lo 076634297 o 076625172.

«Sono soddisfatta – ha spiegato il presidente della Fondazione Cariciv Gabriella Sarracco – perché fino a poco tempo fa non avevo la certezza di poter riuscire ad emanare il bando. Non saranno tempi lunghi, ora sarà nominata una commissione per esaminare ogni progetto nella più totale trasparenza».

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Banchina 26, niente granaglie: l'Adsp fa spazio alle auto

CIVITAVECCHIA – In attesa dell’ok all’ingresso di Giuseppe Lotti come membro espressione del Comune di Civitavecchia, si è riunito il Comitato di Gestione dell’Adsp. Si è discusso delle modifiche ed integrazioni al Regolamento d’uso delle aree demaniali marittime nei porti del Network e a quello per la determinazione dei canoni demaniali, del piano di riassetto del porto di Gaeta e dell'avvio dell'iter per l’adeguamento tecnico funzionale della banchina 26. Proprio su quest’ultimo punto si è concentrata la seduta.  

Su quest’area il presidente Francesco Maria di Majo è stato chiaro: considerata la crescita del traffico Ro/Ro e Car/Carrier questa dovrà «essere destinata a tale traffico piuttosto che – ha spiegato – alle rinfuse solide, in particolare granaglie, settore merceologico non più presente nello scalo ormai dal 2012, consentendo peraltro così un passaggio più graduale dell’area commerciale a quella traghetti passeggeri». Una bocciatura implicita, quindi, al progetto presentato dal consorzio Tmc – joint venture tra Interminal e Bellettieri – per completare l’infrastrutturazione e sviluppare traffici sulla banchina 26 dello scalo, puntando proprio a riprendere e rilanciare il traffico granaglie?

“Desidero ringraziare i componenti del Comitato di Gestione – sottolinea il numero uno di Molo Vespucci – che hanno dato mandato alla Segreteria tecnico-operativa dell’Ente di avviare l’istruttoria per l’elaborazione del progetto di Adeguamento Tecnico Funzionale al PRP per quanto riguarda la banchina 26. L’avvio di tale istruttoria riveste un’importanza fondamentale per lo sviluppo del porto di Civitavecchia. Il punto di partenza è sempre il PRP. In questa fase si è reso necessario rispondere alle esigenze di particolari traffici il cui ulteriore sviluppo dovrà avvenire in aree che rispetto all’attuale PRP non necessitano di modifiche infrastrutturali ma soltanto di un adeguamento della destinazione d’uso. Al fine di un ulteriore sviluppo di tale tipologia di traffico è fondamentale, quindi, un adeguamento delle attuali funzioni, pur mantenendo l’attuale assetto infrastrutturale. Le aree pertinenziali alla banchina 26 rimangono, dunque, nell’ambito della “Componente funzionale commerciale” ma verranno destinate al traffico dei vettori Ro/Ro in genere, con particolare riguardo alla tipologia dei Car/Carrier”. 

Nel rispetto dell’assetto complessivo del porto definito nel Piano Regolatore Portuale vigente, gli uffici dell’Ente hanno elaborato, in via preliminare, un masterplan che fa la “fotografia” dello stato di fatto e programma le successive fasi attuative di realizzazione delle opere, necessarie alla piena infrastrutturazione dello scalo. Il presidente Di Majo ha illustrato la prima fase di sviluppo del porto di Civitavecchia (dal 2019 al 2022) che riguarda in particolare la darsena servizi e la darsena traghetti (che doteranno lo scalo di un consistente numero di  nuovi accosti) e, quindi, il completamento del I Lotto funzionale delle Opere Strategiche, nonché gli interventi per potenziare i collegamenti ferroviari di ultimo miglio. "Proprio due giorni fa – dichiara di Majo – presso il Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici, sono state collaudate definitivamente le importanti opere marittime realizzate nella parte nord dello scalo per un valore di circa 200 milioni di euro e, già a partire da marzo 2019, saremo in grado di avviare i lavori per la realizzazione di un nuovo ulteriore "pennello", parallelo alla banchina 28, per il quale abbiamo ottenuto il contributo di 2,2 milioni, a fondo perduto, da parte della Commissione europea nell’ambito della Blending Call insieme al porto di Barcellona ed un finanziamento della BEI, per un totale di 7 milioni di euro”. 

Con riferimento ai Regolamenti d’uso delle aree demaniali marittime nei porti del network e a quello per la determinazione dei canoni demaniali, che fanno  seguito alle indicazioni di Art, Anac e AgCom, sono stati individuati e resi pubblici i criteri predeterminati di selezione (sia per i procedimenti avviati d’ufficio sia su istanza di parte) con le relative ponderazioni, quali pesi e punteggi degli elementi tecnici ed economici rispondendo, così, alle esigenze di assicurare un’effettiva conoscibilità agli operatori interessati, nel rispetto in particolare dei principi di efficacia, imparzialità e trasparenza. “La DG del MIT – sottolinea il presidente di Majo – si è espressa su tale tema fornendo delle indicazioni che l’Adsp ha tradotto nel Regolamento. In particolare, è stato riscritto l’art. 13, che disciplina la fattispecie delle istanze in concorrenza. Nella sostanza – ha conclusoc il presidente dell’AdSP – nel caso di concorso di più domande di concessione o l’avvio di una bando da parte di questa AdSP, sono stati indicati i parametri di cui tenere conto ai fini del rilascio della concessione stessa, improntati alla tutela ed alla valorizzazione dell’interesse pubblico”.

 

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Comunali, continua il braccio di ferro con il Pincio

CIVITAVECCHIA – Prosegue il braccio di ferro tra l’amministrazione e i dipendenti comunali. «L’amministrazione – spiega il consigliere anziano della Rsu Luciano Naselli – ha convocato la Rsu e le organizzazioni sindacali senza un preventivo incontro, per illustrare  quali iniziative intenda prendere alla del nuovo contratto nazionale di lavoro e soprattutto quali siano le volontà dell’amministrazione rispetto alla carenza di personale ormai cronica che stanno portando l’ente comune alla paralisi».

Continua, quindi, lo stato d’agitazione. In una nota inviata dall Rappresentanza sindacale unitaria al Sindaco e ai dirigenti viene chiesto un incontro sul tema della politica occupazionale. Un argomento da trattare, secondo la Rsu, con la massima urgenza e con maggiore attenzione.

«Occorre ricordare – si legge nella nota – che all’interno dell’amministrazione comunale sono carenti figure tecniche, amministrative, agenti di Polizia locale e operai, propedeutiche alla garanzia dei servizi per la collettività. Si osserva – prosegue la Rsu nella nota – che da parte dell’amministrazione vengono richiesti ai lavoratori e lavoratrici comunali carichi di lavoro e mansioni superiori con una carenza in organico di almeno 150 unità».

Una situazione spinosa e che necessità urgentemente di essere affrontata anche perché «la risposta dell’amministrazione – tuona la Rsu – sulla vertenza a tutt’oggi aperta non ha esperito la fase del raffreddamento tra le parti».

Viene quindi richiesta una convocazione entro dieci giorni per il tavolo negoziale «sulla politica occupazione propedeutica alla valorizzazione – conclude la Rsu nella nota – delle risorse umane interne, vero volano dell’ente». Se questo non dovesse avvenire la Rsu è pronta a rivolgersi al prefetto per esperire il tentativo di conciliazione, intanto il fronte rimane aperto.   

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Bongiorno: «Assumeremo 450 mila nuovi impiegati statali entro il 2019. Ecco il mio piano per il turn over»

Per combattere l'assenteismo la ministra propone di introdurre l’autenticazione personale che può avvenire o con le impronte digitali o con l’iride

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Stupri nel Lazio meridionale nel 1944: la Procura militare di Roma ha aperto un’inchiesta

TARQUINIA – Il quotidiano “Avvenire” ha pubblicato ieri la notizia che la Procura militare di Roma ha aperto un’inchiesta sulle violenze compiute nel Lazio meridionale, nel 1944, dai soldati delle truppe coloniali inquadrati nel Corpo di Spedizione Francese.

Sono le vicende passate tristemente alla storia con il termine di “marocchinate”. Di questo orrore riferì lo scrittore Alberto Moravia nel suo libro “La Ciociara”, dal quale venne tratto il film di Vittorio de Sica che valse l’Oscar all’attrice Sophia Loren.

 

La decisione del procuratore militare Marco De Paolis è scaturita da una denuncia presentata dalla “Associazione nazionale vittime delle marocchinate o goumiers” e dal suo presidente Emiliano Ciotti, per il tramite dell’avvocato Luciano Randazzo.

 

Ma gli stupri e le violenze contro la popolazione civile non furono circoscritti alle province di Frosinone e Latina. Questi episodi iniziarono con lo sbarco in Sicilia, proseguirono in Campania e in parte della provincia di Roma, nel viterbese e nel senese e in parte della provincia di Grosseto.

 

Il giornalista Silvano Olmi ha compiuto un’approfondita ricerca sull’argomento, che presto potrebbe diventare un libro, e ha accertato settanta violenze in provincia di Viterbo.

“Il veloce passaggio del fronte di guerra – dichiara Olmi – preservò in parte la popolazione viterbese dalle violenze di questa soldataglia. Ho visionato documenti e raccolto testimonianze su 70 casi di donne violate dai coloniali francesi, truppe composte da marocchini, tunisini, algerini e senegalesi. La più giovane aveva 12 anni, la più anziana 70.

Alcuni pagarono con la vita l’essersi opposti fisicamente agli stupri, come Abele Mezzetti, macellaio, massacrato il 20 giugno con una raffica di mitra mentre cercava di difendere la figlia da una violenza carnale, Ada Andreini e un bambino di cinque anni, uccisi entrambi il 23 giugno 1944 nei pressi della loro fattoria nelle campagne tra Montefiascone e Bolsena, e il diciottenne Luigi Carloni, ucciso a fucilate senza un motivo dai marocchini il 14 ottobre 1944.

Spero che la Procura militare ampli le sue indagini – conclude Olmi – per accertare quanto accadde nel 1944 anche nella Tuscia.”

 

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Scarico container: cambia tutto

CIVITAVECCHIA – Rischia di non mettere la parola fine alla guerra in banchina tra Rct e Cfft l’ordinanza pubblicata nel tardo pomeriggio di ieri dal presidente dell’Autorità di sistema Portuale Francesco Maria di Majo. Anzi, farà probabilmente discutere quanto messo nero su bianco dai vertici di Molo Vespucci, per dirimere la vertenza relativa allo scarico dei container e, in particolare, di quelli refrigerati che trasportano la frutta. Anche perché negli ultimi mesi la società italo belga che gestisce il terminal agroalimentare aveva messo sul tavolo un ingente investimento milionario per l’acquisto di due gru semimoventi per lo scarico in autonomia dei container; decisione motivata dalla necessità di rispondere alle richieste e alle esigenze del mercato, sempre più pressante. L’ordinanza fa riferimento al parere del Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici e al risultato a cui è giunta la commissione interistituzionale, disponendo come dal 15 settembre prossimo ‘‘l’imbarco sbarco dei contenitori da parte di unità navali adibite al trasporto di container che effettuano servizi di linea dovrà avvenire unicamente presso la banchina 25’’ (data dal 2006 in concessione alla società Rct). ‘‘Non risultano ostacoli di natura tecnico operativa – si legge ancora – che impediscono il trasporto dei container dalla 25 al magazzino della frutta’’. A partire da quella data, inoltre, ‘‘lo sbarco imbarco di container, inclusi quelli refeer, sulle banchine 23 e 24 sarà consentito solo se tali attività  rivestono carattere di occasionalità, ovvero quando tali attività non siano caratterizzate dall’abitualità, sistematicità, ripetitività, regolarità e stabilità’’. Con esposti presentati da parte di Rtc e uno stuolo di avvocati pronti a dare battaglia per Cfft la vertenza non sembra essere chiusa con questo documento.

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Sostituzione del difensore nel processo solo con delega scritta

La sostituzione pu� avvenire anche oralmente, ma al di fuori del processo, nel cui ambito vige, invece, la regola specificamente dettata…

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Ladispoli, Bosco di Palo pronto a riaprire

LADISPOLI – Entro metà luglio il Bosco di Palo potrebbe finalmente riaprire i battenti. Ad annunciarlo ieri, durante l'incontro al Seven Bar tra l'amministrazione comunale e i residenti di Palo Laziale e del Ghirlandaio, è stato il sindaco Alessandro Grando. "Già a febbraio – ha detto Grando – abbiamo effettuato un sopralluogo della parte pubblica del Bosco di Palo insieme alla forestale e agli uffici regionali". In quell'occasione, l'amministrazione ha chiesto ai tecnici della Pisana le modalità di intervento per far sì che quel pezzo di polmone verde della città potesse finalmente tornare fruibile. "Abbiamo stilato un elenco di interventi da effettuare per la messa in sicurezza della zona – ha detto – all'interno della quale è prevista la rimozione dei rami e delle alberature pericolanti e la Regione proprio la settimana scorsa ci ha dato il via libera all'inizio dei lavori che potranno partire già a partire dal primo luglio (domani, ndr)". Una volta ultimate, dunque, le opere di messa in sicurezza, il Bosco di Palo potrà riaprire i battenti e il primo cittadino non esclude che ciò possa avvenire già a partire da metà luglio. "Alcuni cittadini –  ha inoltre spiegato il Sindaco – si sono resi disponibili a realizzare gratuitamente alcune opere, come delle panchine e a ripristinare i sentieri grazie al legno che sarà rimosso per la messa in sicurezza". Il Bosco è inoltre uno dei siti, inseriti dall'amministrazione comunale, tra quelli in cui sarà possibile celebrare le unioni civili e con la sua riapertura dunque, potrà finalmente aprire le porte non solo a quanti vorranno trascorrere un po' di tempo all'aria aperta ma anche a coloro i quali vorranno incoronare il loro sogno d'amore proprio all'interno di quell'oasi verde. 

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