Matteo Dall’Osso: «I 5 Stelle umiliano i disabili, passo a Forza Italia» | Il ritratto | Gli insulti degli attivisti

Il deputato: «Avevo chiesto al gruppo M5S di firmare un emendamento per potenziare il fondo per i disabili, ma è stato bocciato. Erano solo 10 milioni in tre anni». Potrebbe essere multato: il «contratto» col M5S prevede una sanzione da 100 mila euro

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Cpc2005 e Td S. Marinella regine di derby

Il derby di Civitavecchia valevole per la nona giornata del campionato di serie C2 ha dato il suo verdetto: la regina della città, almeno per ora, è la Cpc2005, che espugna 5-2 il campo della Futsal Academy. Tante le defezioni in casa portuale,  prima e durante la gara. Cerrotta tra tutte, neanche partecipa alla diatriba, a cui si aggiunge durante il match quella di Ranzoni. Qualcuno il campo non lo vedeva da un po invece. Al rientro Frusciante dopo un lungo infortunio, cosi come Agozzino fermo da quasi un mese tra una squalifica e lo stop dei campionati. Corredo per gli annali e le statistiche, ma che  non frenano gli uomini di Angelo Branchesi, in tribuna e sostituito da Oreste Francavilla. Da annoverare le due espulsioni che segnano il referto, da una parte il portiere Saraudi nella prima frazione, dall’altra quella di Tangini a fine gara. Pubblico delle grandi occasioni, finalmente per il calcio a cinque cittadino ci sono due solide realtà da ammirare.  Queste le note a margine di un derby corretto ma in cui si sentiva il brivido, già dall’avvio. Al secondo minuto la Cpc2005 è già avanti, fucilata di Arduini da centrocampo che Ranzoni devia quel tanto che basta per insaccare. Zero a uno. La Futsal tenta di rientrare in gara quattro minuti dopo, bolide di Rocchi ma  è Persi a dire di no. Bell’intervento il suo. Al decimo la Futsal rimane temporaneamente in inferiorità numerica, Ranzoni si invola e Saraudi respinge la sfera fuori dall’area con le mani. Espulso. La Cpc2005 cerca di approfittare della superiorità numerica, punizione calciata da Tangini ma la sfera si spegne sul palo. Poco dopo Arduini e Agozzino quasi a botta sicura, ma l’estremo difensore del Futsal si supera in entrambe le occasioni. Al 19’ è però la Futsal a segnare e  agguantare il pari, è Fattori a beffare Persi. Uno a uno. La Cpc2005 non ci sta e due minuti dopo rimette la testa avanti, tiro di Agozzino con  Leone che è nei pressi della traiettoria e insacca. Uno a due. la Futsal chiude la prima frazione con un legno, lo colpisce Rosalba direttamente da calcio da fermo. Si va a riposo cosi, vantaggio meritato. Si rientra sul terreno di gioco e dopo qualche schermaglia la Cpc2005 triplica, calcio di punizione da quasi centrocampo  di cui se ne incarica lo specialista Agozzino: tiro e palla nel sacco. Uno a tre.  Persi poco dopo si oppone da far suo al tiro di un giocatore della Futsal, è il preludio però alla quaterna portuale. Galoppata di Frusciante e sfera a Leone che non sbaglia. Uno a Quattro. La Futsal al 23’ accorcia le distanze con Rosalba. I falli la fanno da padrone e si inizia con i tiri liberi, da entrambe le parti.  Agozzino su tiro libero non sbaglia e ristabilisce le distanze, siamo ora sul due a cinque. Dall’altra parte il protagonista è Persi, che prima  si mette in mostra  sul tiro di Notarnicola e poi su quello di Rosalba. L’ultima occasione per i portuali è di Panunzi, respinta. Non c’è più tempo se non per festeggiare negli spogliatoi. La Cpc2005 del binomio Cpc e Atletico Tirrena si aggiudica il primo derby di C2 nel calcio a 5 sulla Futsal Academy. 
Futsal Academy: Notarnicola, Pinna, Bertini, Rocchi, Fattori, Rasalba, Ferraccioli, Cibelli, Saraudi, Moretti, Lancia, Guzzone. Allenatore: F. Nunzi.
Cpc2005: Agozzino, Cacace, Cerrotta, Caselli, Frusciante, Arduini, Leone, Panunzi, Persi, Tangini, Petretto, Ranzoni. Allenatore: O. Francavilla (Branchesi in tribuna).
La nona giornata del girone di andata prevedeva anche il derby tra la Td Santa Marinella e il Futsal Santa Severa. La prima stracittadina nella storia delle due società di calcetto, che si è chiusa a favore dei ragazzi di mister Di Gabriele, che si sono imposti per 4-2. C’è da sottolineare che la gara è stata di una correttezza esemplare e pochi sono stati i falli sanzionati dall’arbitro nei confronti dei due quintetti. Iniziavano bene i padroni di casa che dopo appena sette minuti si trovavano in doppio vantaggio grazie ai gol di Nistor e di Maggi. Nella ripresa, la Td realizzava la terza marcatura (sempre con Nistor) e praticamente metteva una seria ipoteca alla vittoria finale. Ma a dare maggior soddisfazione ai locali, era il gol segnato da Kenji Fantozzi, classe 2001, il più giovane giocatore del campionato di C2, che al 18’ realizzava il quarto gol. Al 26’ però, il bomber santaseverino Simone Fantozzi, dopo aver tenuto in piedi la squadra praticamente da solo, si toglieva la soddisfazione di segnare una rete ai suoi ex, quando ormai i giochi erano fatti. «È stato un incontro molto corretto – dice il neo allenatore della Futsal Luchetti – purtroppo siamo stati sfortunati nelle conclusioni, mentre loro con due tiri hanno realizzato i due gol che ci hanno messo in ginocchio». 
«Sapevo che era una squadra tosta – afferma mister Di Gabriele – e per questo avevo chiesto ai giocatori di partire forte. Chiaramente potevamo fare di più ma sono contento così, in particolare del giovane Kenji che a 16 anni entra nel mondo del calcetto con un bel gol».
Sontuosa, infine, la prova del Real Fiumicino Futsal Isola, che vince 6-2 lo scontro diretto col Laurentino Fonte Ostiense e vola in testa in compagnia dell’Eur Massimo.
 

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Omicidio Nica: oggi attesa la sentenza per Stefano Risi

di GIULIANA OLZAI

CERVETERI – Oggi davanti al gup del Tribunale di Civitavecchia Giuseppe Coniglio per Stefano Risi,  che ha scelto di essere giudicato con il rito abbreviato, che permette lo sconto di un terzo della pena in caso di condanna, si prevede la discussione e a seguire la  sentenza per la morte di Daniele Nica. Il giovane cerveterano, 31enne all’epoca dei fatti,  è stato accusato di omicidio stradale per aver investito con la sua Mercedes classe B di colore nero causandone il decesso in conseguenza delle gravi lesioni riportate, il 16enne ladispolano Daniele Nica. Il tragico incidente è avvenuto sulla Statale Aurelia, nei pressi del noto locale Pinar, nella notte tra venerdì 8 e sabato 9 luglio del 2016.  Udienza preliminare, invece, per l’altro imputato di omicidio stradale il 23enne di Ladispoli, Adam Galluccio, che conduceva  la Fiat Panda di colore rosso lasciata in sosta sull’Aurelia dalla quale era sceso Daniele, che ha chiesto di essere giudicato con il rito ordinario. Oggi, il gup, dovrà decidere su un eventuale rinvio a giudizio.  
Come noto, ad entrambi gli imputati la Procura ha riconosciuto la colpa consistita in «negligenza, imprudenza e imperizia, nonché nell’inosservanza delle norme di circolazione stradale» per la morte del giovane. In particolare, secondo l’accusa, Risi non avrebbe «regolato la velocità del veicolo con riguardo alle caratteristiche dello stesso e della strada, scarsamente illuminata e notoriamente frequentata, in quel tratto, per via della presenza nella vicinanze di un noto locale pubblico, e per non aver mantenuto un’andatura che consentisse di compiere tutte le manovre necessarie per evitare pericoli per la sicurezza delle persone», di quì l’investimento di Daniele e il decesso in conseguenza delle gravi lesioni riportate; mentre Galluccio, sempre secondo l’accusa, «per aver  oltrepassato le strisce longitudinali continue e aver sostato sulla banchina in prossimità della striscia continua che delimita la carreggiata, al fine di consentire al Nica di scendere dall’autovettura, in tal modo poneva in essere le condizioni perché il medesimo venisse investito dal Risi». 
Un fatto senz’altro di rilievo è che nel corso delle indagini difensive effettuate dalla parte civile nella fase preliminare, è stata acquisita e poi depositata una dichiarazione testimoniale di un giovane accorso subito sul luogo dell’incidente che avrebbe sentito Risi nell’immediatezza dei fatti dire che si era distratto perché gli era caduto il suo telefonino in macchina.  «E’ colpa mia mi sono distratto con il telefonino» avrebbe detto il giovane disperato. Questa testimonianza contrasta con quanto dichiarato dal Risi: «Notavo una fiat Panda di colore rosso ferma a bordo strada sulla mia stessa corsia di marcia. Nel mentre gli transitavo affianco, ho udito un colpo provenire dallo specchietto retrovisore destro della mia autovettura. Infatti guardando lo stesso specchietto, mi accorgevo che avevo urtato qualcosa».  Sostiene peraltro  «di non aver notato nessuno che stesse in piedi fuori dalla Fiat Panda». 
Oggi dopo due anni e mezzo terminerà la lunga attesa per avere giustizia da parte dei genitori di Daniele,  Katia Giordani e Marco Nica, ancora sconvolti per una perdita che ha creato un vuoto incolmabile. 
Rabbia, dolore e sconcerto nelle parole di mamma Katia che dice:  «Sono atterrita. Sentirsi dire che è stata una distrazione è un fatto inaccettabile. Ti distrugge l’anima. Quella distrazione non gli ha permesso di schivarlo, di scendere dalla macchina, di chiedere scusa e di finirla solo con un grande spavento. No. E’ morto. Mio figlio è morto e il responsabile deve essere punito. Chi  uccide non la può passare liscia. Ora la condanna a vita ce l’abbiamo noi. Loro no. Se non si viene puniti perché ci si distrae e si uccide, le vittime della strada aumenteranno. In questi 2 anni è mezzo ho conosciuto tante mamme che hanno perso i loro figli per causa di chi per distrazione, per alcool o per droga li ha uccisi. Io no, non ci sto e attendo fiduciosa». 
Mamma Katia si immedesima anche nella situazione della mamma di Marco Vannini dicendo: «Ho davanti ai miei occhi gli occhi di Marina icona della più grande delle ingiustizie. Terzo anno senza Marco  e gli assassini per tre Natali ancora fuori. Qualsiasi pena verrà data ai Ciontoli sarà poca, perché si sta parlando della vita di un figlio, che non ha valore» conclude sconsolata.

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Il Corneto Tarquinia vola, la Cpc2005 perde la vetta

Finisce 2-2 il confronto tra la Cpc2005 e il Città di Cerveteri, al termine di una gara gagliarda e divertente.  Resta dunque un tabù per i civitavecchiesi il campo etrusco, dove non sono riusciti mai a vincere, complice un Cerveteri che imbavaglia ogni manovra. Zeoli, disegna la sua squadra in maniera accorta, davanti Di Fiandra è supportato da Paraschiv e Teti nelle progressioni offensive. Il resto della squadra controlla ed è pronta a innescare gli avanti. La Compagnia Portuale è la stessa che ha dilagato in casa con la Pmc, ma non ha lo stesso impatto sulla partita. Gara statica per larghi tratti, sembra imbavagliare le manovre. Due occasioni per i portuali nel giro di un minuto alla mezz’ora, fino a quel momento solo tanta melina a centrocampo. Prima Tabarini, assist di Ruggiero, e poi ancora Serpieri di testa sugli sviluppi di un calcio d’angolo. Al 33’ passa la Compagnia Portuale, sale in cattedra Ruggiero che appena entrato in area viene atterrato da Giustini, calcio di rigore realizzato da Tabarini. Si attende il fischio di chiusura del primo tempo ma arriva, invece, il pareggio dei locali. Punizione dalla tre quarti battuta da Palombini, la sfera vaga nell’area, arriva Vignaroli che non sbaglia il tiro. Ad inizio ripresa il Cerveteri torna in vantaggio con Di Fiandra che, davanti a Pancotto, non sbaglia, mentre la Cpc2005 sembra uscire fuori dal letargo intorno al ventesimo con Serpieri e poi Feuli che vanno vicino al pari. Pari che giunge al 40’ dopo un lungo forcing. Ruggiero mette una palla d’oro per la testa di Funari che da due passi non sbaglia. Il tecnico del Cerveteri Michele Zeoli commenta positivamente il pari ottenuto: «Abbiamo sfruttato al meglio tutte le occasioni che ci sono capitate. Ci aspettavamo il forcing finale della Cpc. Se avessi avuto un difensore a disposizione ci saremmo potuti mettere in modo diverso. Mercoledì abbiamo un’altra partita e domenica di nuovo un’altra, ho dovuto fare i cambi in avanti». La Csl Soccer impatta 1-1 con l’Aranova sul campo Le Muracciole. Un buon risultato per la compagine di mister Fracassa che dopo essere andata in svantaggio al 25’ della ripresa, subendo il gol del solito Italiano, risponde prontamente grazie al sigillo del centravanti Carmine Gaeta a pochi minuti dal termine. Con questo segno ics i rossoblù rimangono saldamente al quinto posto a quota 22 punti all’attivo in compagnia del Tolfa. «È un buon risultato – spiegano dalla società – per come si è messa la gara, abbiamo sfornato una grande prestazione e meritavamo anche qualcosa di più, ma ci accontentiamo lo stesso. Ora bisogna pensare più al campionato che al mercato». Il Santa Marinella porta a casa un buon pareggio con il Pian Due Torri. Finisce 1 a 1 con un gol del neo acquisto Luca Di Meglio che si è dimostrato uno dei migliori in campo. Dunque, alla fine dei conti, per come è arrivato è sicuramente un buon punto che muove la classifica. I rossoblù si presentavano rimaneggiati in difesa, oltre alle defezioni per infortunio di Attardo e di Morasca, mister Fabrizio Morelli si vedeva costretto mettere al centro della difesa un Roberto Famà febbricitante e il centrocampista Carra. La gara, fin dall’inizio, viene incanalata dagli avversari sull’agonismo asfissiante tanto è che all’8’ passano in vantaggio con un bel tiro in diagonale a cui nulla può Sanfilippo. Il Santa Marinella non ci sta e si mette a specchio, ribattendo colpo su colpo le giocate degli avversari e al 39’ trova il meritato pareggio con il nuovo arrivato Di Meglio abile a fulminare, con un tiro potente, il portiere ospite. Nella ripresa l’intensità agonistica non cala e nella prima parte sono Zimmaro e compagni a creare le occasioni migliori, ma la retroguardia ospite tiene bene. «Abbiamo iniziato male per le tante assenze – dice mister Morelli – e sinceramente avevo paura di perdere. Fortuna che siamo riusciti a tesserare quei tre giocatori che ci hanno dato una grossa mano. Comunque abbiamo fatto la nostra partita, anche se negli ultimi dieci minuti abbiamo rischiato. Ora dobbiamo chiudere con la campagna acquisti e poi ci getteremo a capofitto nel campionato». Il Corneto Tarquinia è la squadra più in forma del campionato. Nella gara di ieri con l’Atletico Ladispoli, gli uomini di Del Canuto, hanno messo a segno sei reti. Dunque, quello etrusco, è il secondo miglior attacco del girone dopo quello della Cpc con 40 reti. Una doppietta a testa per i gemelli del gol Catracchia-Pastorelli. Troili ed il neo arrivato Massaini completano la sestina vincente che porta i tirrenici in testa alla classifica con gli stessi punti della Pmc. Buon pareggio per il Tolfa sul campo dell’Urbetevere. La squadra di mister Sperduti fa 1-1 contro i romani e conserva il sesto posto in classifica.

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Il Corneto Tarquinia vola, la Cpc2005 perde la vetta

Finisce 2-2 il confronto tra la Cpc2005 e il Città di Cerveteri, al termine di una gara gagliarda e divertente.  Resta dunque un tabù per i civitavecchiesi il campo etrusco, dove non sono riusciti mai a vincere, complice un Cerveteri che imbavaglia ogni manovra. Zeoli, disegna la sua squadra in maniera accorta, davanti Di Fiandra è supportato da Paraschiv e Teti nelle progressioni offensive. Il resto della squadra controlla ed è pronta a innescare gli avanti. La Compagnia Portuale è la stessa che ha dilagato in casa con la Pmc, ma non ha lo stesso impatto sulla partita. Gara statica per larghi tratti, sembra imbavagliare le manovre. Due occasioni per i portuali nel giro di un minuto alla mezz’ora, fino a quel momento solo tanta melina a centrocampo. Prima Tabarini, assist di Ruggiero, e poi ancora Serpieri di testa sugli sviluppi di un calcio d’angolo. Al 33’ passa la Compagnia Portuale, sale in cattedra Ruggiero che appena entrato in area viene atterrato da Giustini, calcio di rigore realizzato da Tabarini. Si attende il fischio di chiusura del primo tempo ma arriva, invece, il pareggio dei locali. Punizione dalla tre quarti battuta da Palombini, la sfera vaga nell’area, arriva Vignaroli che non sbaglia il tiro. Ad inizio ripresa il Cerveteri torna in vantaggio con Di Fiandra che, davanti a Pancotto, non sbaglia, mentre la Cpc2005 sembra uscire fuori dal letargo intorno al ventesimo con Serpieri e poi Feuli che vanno vicino al pari. Pari che giunge al 40’ dopo un lungo forcing. Ruggiero mette una palla d’oro per la testa di Funari che da due passi non sbaglia. Il tecnico del Cerveteri Michele Zeoli commenta positivamente il pari ottenuto: «Abbiamo sfruttato al meglio tutte le occasioni che ci sono capitate. Ci aspettavamo il forcing finale della Cpc. Se avessi avuto un difensore a disposizione ci saremmo potuti mettere in modo diverso. Mercoledì abbiamo un’altra partita e domenica di nuovo un’altra, ho dovuto fare i cambi in avanti». La Csl Soccer impatta 1-1 con l’Aranova sul campo Le Muracciole. Un buon risultato per la compagine di mister Fracassa che dopo essere andata in svantaggio al 25’ della ripresa, subendo il gol del solito Italiano, risponde prontamente grazie al sigillo del centravanti Carmine Gaeta a pochi minuti dal termine. Con questo segno ics i rossoblù rimangono saldamente al quinto posto a quota 22 punti all’attivo in compagnia del Tolfa. «È un buon risultato – spiegano dalla società – per come si è messa la gara, abbiamo sfornato una grande prestazione e meritavamo anche qualcosa di più, ma ci accontentiamo lo stesso. Ora bisogna pensare più al campionato che al mercato». Il Santa Marinella porta a casa un buon pareggio con il Pian Due Torri. Finisce 1 a 1 con un gol del neo acquisto Luca Di Meglio che si è dimostrato uno dei migliori in campo. Dunque, alla fine dei conti, per come è arrivato è sicuramente un buon punto che muove la classifica. I rossoblù si presentavano rimaneggiati in difesa, oltre alle defezioni per infortunio di Attardo e di Morasca, mister Fabrizio Morelli si vedeva costretto mettere al centro della difesa un Roberto Famà febbricitante e il centrocampista Carra. La gara, fin dall’inizio, viene incanalata dagli avversari sull’agonismo asfissiante tanto è che all’8’ passano in vantaggio con un bel tiro in diagonale a cui nulla può Sanfilippo. Il Santa Marinella non ci sta e si mette a specchio, ribattendo colpo su colpo le giocate degli avversari e al 39’ trova il meritato pareggio con il nuovo arrivato Di Meglio abile a fulminare, con un tiro potente, il portiere ospite. Nella ripresa l’intensità agonistica non cala e nella prima parte sono Zimmaro e compagni a creare le occasioni migliori, ma la retroguardia ospite tiene bene. «Abbiamo iniziato male per le tante assenze – dice mister Morelli – e sinceramente avevo paura di perdere. Fortuna che siamo riusciti a tesserare quei tre giocatori che ci hanno dato una grossa mano. Comunque abbiamo fatto la nostra partita, anche se negli ultimi dieci minuti abbiamo rischiato. Ora dobbiamo chiudere con la campagna acquisti e poi ci getteremo a capofitto nel campionato». Il Corneto Tarquinia è la squadra più in forma del campionato. Nella gara di ieri con l’Atletico Ladispoli, gli uomini di Del Canuto, hanno messo a segno sei reti. Dunque, quello etrusco, è il secondo miglior attacco del girone dopo quello della Cpc con 40 reti. Una doppietta a testa per i gemelli del gol Catracchia-Pastorelli. Troili ed il neo arrivato Massaini completano la sestina vincente che porta i tirrenici in testa alla classifica con gli stessi punti della Pmc. Buon pareggio per il Tolfa sul campo dell’Urbetevere. La squadra di mister Sperduti fa 1-1 contro i romani e conserva il sesto posto in classifica.

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Vecchia, parla patron Ambrosi

di MATTEO CECCACCI

Nessuna cronaca, nessun tabellino e nessun diritto di critica. È giunto il momento del primo bilancio stagionale del presidente del settore giovanile nerazzurro-bianconero Stefano Ambrosi appena dopo due mesi dall’inizio dei campionati Elite e regionali. È vero, di solito i responsabili dei vivai fanno il punto della situazione a fine girone d’andata, ma patron Ambrosi dopo il contratto di gestione di giugno scorso ha deciso di chiarire l’attuale situazione. L’ex portiere della Ternana non ha perso tempo e a 360 gradi, a tutto tondo, ha spiegato nel minimo dettaglio tutte le situazioni, spiegando il motivo della fusione o meglio ancora del contratto di gestione, dicendo la sua sullo stadio Fattori e la colpa dell’amministrazione comunale, sul fermo del campionato a causa della decisione dell’Aia e della prima squadra.
«Ci tengo a dire – esordisce il presidente dell’agonistica Stefano Ambrosi – che è un contratto di gestione e non una fusione, ma un contratto di cinque anni che ancora devo firmare, ma è questione di giorni. Tutto è nato dall’ottimo rapporto che ho sempre avuto e che ho tuttora con il presidente del Civitavecchia Calcio 1920 Ivano Iacomelli, molto spesso ci sentivamo per organizzare delle cose insieme e vuoi per un motivo vuoi per un altro, alla fine abbiamo preso questa decisione. Premetto che lo scorso anno, dopo la situazione che si era venuta a creare con il Tamagnini, era giusto far riemergere e portare avanti per il buon nome della società il settore giovanile del Civitavecchia Calcio e così in un pomeriggio d’estate insieme ad Ivano abbiamo raggiunto l’accordo. Prendere in mano l’intera gestione non è stato affatto semplice, l’ho fatto per salvaguardare una situazione che stava andando sempre più in malora, anche se con i numeri già stavo a posto, perché il mio organico bianconero già contava circa 240 ragazzi, infatti l’apporto numerico non è che mi abbia fatto aumentare la situazione, ma allo stesso tempo mi dà molto lustro per le tante categorie che si sono venute a creare tra le mie e quelle nerazzurre. Ad oggi ne contiamo sei tra Elite e regionali, non considerando l’Under 19 Elite, ex Juniores, per il semplice fatto che la gestisce ancora Iacomelli insieme all’Eccellenza, ma che sarebbe la quarta categoria Elite. Ovviamente, essendo partiti in netto ritardo stiamo pagando dazio con alcune categorie, basti vedere i 2002, dove ho ereditato una compagine un po’ frammentata, dovuta al semplice fatto che avendo chiuso l’accordo a fine giugno, molti giocatori già avevano deciso di accasarsi in altre società. Fare l’Elite già non è facile, perché se hai un bacino d’utenza così ridotto, figuriamoci se puoi competere in un palcoscenico dove varie società addirittura la cominciano a preparare mesi prima. Abbiamo trovato tante difficoltà soprattutto per i risultati, non tanto per l’organizzazione, adesso stiamo tirando la cinghia, abbiamo fatto vari cambi in panchina, come nel 2002 da Pasquale Oliviero ad Adus Amici e nel 2004 da Patrizio Tossio a Dario Rasi. Stiamo cercando di migliorare, ma l’errore che non dobbiamo commettere è quello di non avere la presunzione di guardare il campionato dal punto di vista della classifica, o meglio, bisogna focalizzarci su quelle squadre che stanno lottando per la salvezza come noi, così da concentrarci su di loro e raggiungere il nostro obiettivo. Non nego assolutamente il fatto che non abbiamo le forze per confrontarci con le solite società storiche plurititolate di Roma dove non sto a fare i nomi, i gironi sono difficili, in particolar modo quelli Elite laziali che sono i più complicati d’Italia. Stiamo soffrendo col 2002 e 2005, ma sono molto fiducioso e speranzoso sul raggiungimento della salvezza, questo è fuori da ogni dubbio. Stiamo cercando di rinforzare gli organici grazie al mercato e agli svincoli di dicembre, ma la cosa che va analizzata è che avendo un settore giovanile così importante per le categorie che hai, va a tutti i costi cambiata la mentalità nella gestione, mi spiego: non può per nulla al mondo esistere la musica del ‘‘mio figlio gioca perché è amico di, è nipote di, è figlio di’’, questo non può esistere. Noi, infatti, stiamo cercando di aggiustare il tiro su questa situazione per dare un po’ di professionalità a questo settore perché secondo me lo merita. Ad oggi con i numeri alla mano siamo il settore giovanile più importante della città per due motivi: il primo perché abbiamo le categorie più importanti e continueremo ad averle per molti altri anni in confronto alle altre realtà civitavecchiesi, il secondo è perché portiamo lo stemma della città a differenza degli altri che sono solo realtà locali. Comunque ci stiamo già organizzando per il prossimo anno sulla programmazione futura. Ripeto che sull’Elite senza ombra di dubbio abbiamo sbagliato qualcosa sui risultati, ma non siamo stati neanche fortunati, come ricorsi persi, decisioni arbitrali errate e tanto altro. Il rischio, comunque, è di perdere le categorie Elite con il 2002 e 2005, ma fatto sta che se dovesse accadere il prossimo anno faremo un regionale a vincere. I 2004 sono una corazzata, sapevo che avrebbero fatto un bell’inizio di campionato, perché una rosa che lo scorso anno ha vinto il titolo regionale, rinforzata quest’anno da cinque ottimi elementi del Civitavecchia non poteva fare altrimenti. Con i 2005 bisogna stargli molto vicino, purtroppo facendo un campionato ex Giovanissimi fascia B incontri club professionistici come Roma e Lazio e quando ti capitano i biancocelesti allenati da Tommaso Rocchi c’è poco da fare, è proprio il materiale umano che è diverso. Comunque l’obiettivo è mantenere tutte le categorie Elite, ci mancherebbe altro, per me i 2004 a fine anno raggiungeranno una salvezza tranquilla, mentre con i 2002 e 2005 stiamo a rischio, ma cercheremo di fare il più possibile. C’è da dire anche che l’agonistica viene da una gestione dello scorso anno complicata con dinamiche veramente difficili e stiamo pagando quello che è stato lo scorso anno, ovvero aver raggiunto l’accordo a giugno e in un mese non puoi programmare tutto, in particolar modo l’Elite. Questo è un anno di partenza su cui stiamo cercando di gettare le basi per la prossima stagione. Riguardo le categorie Regionali – continua il numero uno nerazzurro bianconero – ho cercato di mettere tutti allenatori che hanno pochissimi rapporti con i genitori, o meglio ancora, nessuna conoscenza e che hanno giocato a calcio ad alti livelli. Io a differenza di altre società non ho sponsorizzazioni, ma ci autofinanziamo con le quote della scuola calcio e non abbiamo nessuna entrata di supporto, perché credo che sia giusto così. L’unico problema ce l’abbiamo con l’Under 15 di Michele Romano, ma c’è una classifica molto corta quindi la salvezza può essere raggiunta facilmente e io sono tranquillo, così come i ragazzi di Zampollini e Savino che stanno dimostrando di poter competere nei propri campionati. Dal mio punto di vista tutte e tre le categorie si salveranno senza problemi. Nella Scuola Calcio – prosegue entusiasta – abbiamo 165 iscritti che vanno dal 2006 al 2012/2013 e siamo i più grossi di tutti anche perché insieme all’agonistica contiamo più di 300 elementi in totale. Lo scorso weekend abbiamo iniziato i campionati Federali che ricordo che non hanno classifica e non sono arbitrati. Abbiamo fatto un’ottima programmazione tecnica per quanto riguarda la scuola calcio, io come responsabile tecnico e Nello Savino nelle vesti di direttore generale facciamo dei breafing mensili con tutti gli allenatori per monitorare tutte le programmazioni tecniche per controllare che vengano rispettate. Fondamentale per noi è preparare i gruppi della scuola calcio ad approdare nell’agonistica nei campionati regionali ed Elite, ma ciò non significa che non possiamo iniziare a fare una piccola selezione omogenea che io reputo scorretta, infatti noi cominciamo a farla nel periodo primaverile dal 2009 in su, ed è giusto e importante che dal 2006 fino a questa età crescono individualmente, giocano tanto e si divertono il più possibile. Voglio ricordare anche che la Federazione con la Carta dei Diritti tutela tutti gli iscritti alla scuola calcio e che quindi la piccola selezione va fatta con le molle. Sono comunque abbastanza soddisfatto dell’andamento di tutta la struttura che si è venuta a creare, l’ambiente è rimasto famigliare come quando avevo solamente la Leocon dove si è aggiunto il lustro delle categorie del Civitavecchia Calcio e agli ottimi allenatori che avevo io della Leocon ho avuto la possibilità di poter inserire dei tecnici altrettanto bravi che venivano dalla Vecchia. Riguardo i tornei stiamo organizzando la Christmas Cup nel periodo natalizio, poi un torneo pasquale e uno di fine anno. Per lunedì, invece, sto organizzando in collaborazione con Daniele Bencini, ds del vivaio dielleffino, un raduno che ci è stato richiesto da vari procuratori del professionismo per le categorie 2002 2003 e 2004. Tornando all’agonistica devo dire che ho già avuto alcune segnalazioni per vari ragazzi del 2002, 2003 e 2004 da parte di club professionistici e per fine anno penso che qualcosa di importante potrà realizzarsi. Il mio intento alla fine è questo, quello di dare la possibilità a chi dimostra durante il campionato di fare bene di confrontarsi con realtà importanti grazie alle mie conoscenze che ancora oggi porto avanti, in modo particolare con Ternana, Pescara e Frosinone».
Ambrosi, poi, dopo aver analizzato le sue sei squadre ha voluto dire la sua sulla Vecchia e sullo stadio Fattori scaricando la colpa all’amministrazione pentastellata.
«Sul Fattori – spiega a tal proposito – le responsabilità ce l’ha l’amministrazione comunale che è l’unica indiziata di ciò che riguarda la situazione calcistica del Civitavecchia Calcio perché per quanto sia il Comune dovrebbe sempre garantire, non dico a tutto il settore giovanile anche perché tutta la cantera si allena in una struttura privata, ma almeno dalla Juniores in poi dovrebbe dare una propria casa all’interno della città per svolgere uno dei campionati più importanti e questo è gravemente mancante, gravemente mancante come tutti gli sbagli commessi, a partire dal disinteresse totale dello stadio Fattori, voglio dire, non è che parte da quest’anno, non si può pensare che il Fattori per sette anni ha dovuto avere la deroga anno per anno dalla Federazione per rifare un manto, che oggi per rifarlo costa 350 mila euro e per un Comune come Civitavecchia fare un investimento su un impianto sportivo per mantenere la propria squadra in città stiamo parlando di una cosa irrisoria. Loro oggi hanno la gravissima responsabilità di aver sgretolato un collage sportivo che fine a poco fa c’era. Per quanto mi riguarda a mister Rocchetti, visto che stiamo entrando nella fase invernale, ho dato massima disponibilità per svolgere gli allenamenti presso il mio impianto se ci dovessero essere problemi da qui a marzo nel recarsi ad Allumiere. Oggi come oggi, da gestore del  settore giovanile del Civitavecchia Calcio, mi rendo conto, cosa che prima non capivo, che non c’è l’amore che ci dovrebbe essere per questa maglia, mi spiego: non da parte di tutti gli addetti i lavori, ma sono pochissimi che gioiscono se le cose vanno bene, qui sembra che sono più contenti se il Civitavecchia si affossa perché magari ce l’hanno con un dirigente o un altro e questa è una cosa sgradevole e qui mi rifaccio anche ad altre società. Secondo me il simbolo Civitavecchia Calcio dovrebbe acquistare un’importanza collettiva, dovrebbe essere un piacere per tutti quanti far parte del Civitavecchia Calcio 1920. Io quando ero ragazzo e militavo nei dilettanti, prima di approdare nel professionismo, se avessi giocato con la squadra della mia città avrei dato tutto, invece oggi si vedono ragazzi che preferiscono fare un campionato provinciale piuttosto che un Elite».
Il presidente, ovviamente, non si è lasciato scappare il pensiero sulla decisione dell’Associazione Italiana Arbitri, che ha portato a non giocare i campionati lo scorso fine settimana a causa dell’aggressione nei confronti di Bernardini di Ciampino.
«Secondo me – commenta – non è assolutamente giusta la decisione che hanno preso, perché in questo modo non si tutelano i direttori gara, per quanto un arbitro possa sbagliare si deve capire che innanzitutto è un coetaneo dei calciatori e che può sbagliare una valutazione come il numero dieci può sbagliare un rigore e un portiere una parata, ma la gente dovrebbe capire che per quanto sono tanti gli interessi che ci stanno in mezzo, sono cose comunque sia ristrette in una partita di calcio giovanile, invece qui si sta perdendo il lume della ragione tra i genitori che stanno fuori e insultano gli arbitri, addirittura gli allenatori come se capiscono di tattica e di tecnica. Dico la verità, noi siamo realtà insignificanti pure se facciamo l’Elite, basti pensare a qualche anno fa quando squadre che oggi militano in Serie C, hanno speso più di 500 mila euro per il settore giovanile e questo ti fa rendere conto che non sei niente. Noi bisogna capire che non ci stiamo giocando la Champions League, si, è importante mantenere l’Elite, il regionale, fare tornei e tanto altro, ma lo scopo reale di un settore giovanile è quello di far crescere i ragazzi e i due tre validi elementi che hai piazzarli nel professionismo, poi se lo riesci a fare mantenendo tutte le categorie Elite è un conto, se non riesci a farlo e lo fai tramite regionale è un altro conto, ma è questo lo scopo. Poi qui subentra il fatto dei genitori, perché oggi come oggi ci sta un’esasperazione incredibile, io ho fatto ventiquattro anni di calcio di cui venti di professionismo e sono arrivato anche ad alti livelli, ma alcuni atteggiamenti che vedo, anche nella scuola calcio, a volte mi fanno accapponare la pelle perché sono proprio fuori luogo e quindi ecco che vanno a creare delle tensioni che poi sfociano in quello che è accaduto domenica 11 a San Basilio al povero Bernardini di Ciampino. Secondo me, però, la Federazione quando accadono queste cose non deve generalizzare, ma punire la squadra, ovvero: dove è accaduto, chi è stato, come si chiama la società? Perfetto, radiata dal campionato, ma non tanto per punire, ma per dare un segnale forte a tutti, purtroppo questo la Federazione non lo fa mai. Secondo me solo così possono migliorare le cose e allora lì sì che ci penseranno dieci volte prima di aggredire un arbitro, ma dal mio punto di vista il segnale che doveva dare l’Aia era tutt’altro e questo di fatto non farà cambiare la situazione. Il calcio è uno dei pochi sport che fa credere a tutti di poter dare un’opinione quando invece c’è bisogno di avere una grandissima specializzazione calcistica per poter parlare di tattica o di tecnica ma siccome tanti si vedono tre partite e pensano di essere il nuovo Mourinho e allora questo porta tutti i genitori e molti addetti ai lavori a giudicare in maniera facile e a volte errata moltissime situazioni e questo non fa nient’altro che aggravare il livello di tensioni nervose i ragazzi che arrivano al campo esasperati. Voglio fare – conclude il presidente Stefano Ambrosi – un grande e grosso in bocca al lupo a Ivano Iacomelli per il proseguio della stagione per quanto riguarda la prima squadra, gli auguro quanto prima di uscire da questa fase negativa, perché sono a conoscenza dei sacrifici che sta facendo per portare avanti tutta la squadra».
Un bilancio, dunque, quello di Ambrosi che fa capire a tutti la serietà del settore giovanile del Civitavecchia Calcio 1920 che vuole assolutamente riemergere e tornare protagonista.
I cent’anni del club sono vicini e chissà cosa bisognerà aspettarsi.

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Csp, giornata piena restituita solo da aprile

CIVITAVECCHIA – Dopo l’intervento di Massimiliano Grasso di qualche giorno fa, qualcosa sembra muoversi a CSP.
Il leader del centrodestra aveva evidenziato la contraddizione sulle enormi spese per consulenze, incarichi professionali, acquisti di ogni tipo (compreso un incomprensibile piano di marketing) e il taglio degli stipendi attuato a discapito dei dipendenti.
Ieri la risposta di CSP. La società, con una apposita circolare, si dice intenzionata a revocare la trattenuta in busta paga per gli oltre 370 dipendenti,  da gennaio 2019. Soprattutto la giornata sarà restituita una volta ogni tre mesi. Insomma un po’ poco rispetto a quanto richiesto da Massimiliano Grasso. 
I lavoratori insomma avranno la propria retribuzione intera ad aprile 2019.
Il fatto che tale data coincida con l’ultima scadenza prima del voto amministrativo del 26 maggio 2019, lascia veramente perplessi. Una strana ‘‘coincidenza elettorale’’. 
In realtà, dinanzi a provvedimenti provocatori che, in altri tempi, avrebbero attivato automaticamente una reazione sindacale, tutto tace. I sindacati, ad eccezione di casi sporadici tacciono, approvando di fatto una gestione che si va facendo sempre più opaca. 
Massimiliano Grasso, promotore della iniziativa, appresa la notizia, non ci sta: «L’impegno che avevo chiesto di assumersi al Presidente De Leva, non era certo così limitato. La società non può continuare a spendere a destra e manca, utilizzando i soldi che toglie ai lavoratori. Si taglino le spese superflue. Le costosissime consulenze, affidate a tutti soggetti esterni al territorio. Si sospendano tali spese insensate fino a quando ai lavoratori non verrà restituito quello che è loro facendoli lavorare per tutte le giornate previste dal CCNL. E’ assurdo – prosegue Grasso – che si facciano lavorare soggetti esterni alla società e si lascino a casa i dipendenti civitavecchiesi. Questa discriminazione verso i lavoratori civitavecchiesi deve finire. Purtroppo questa amministrazione è caratterizzata dalla persecuzione di chiunque sia collegato al territorio.  Centinaia di lavoratori discriminati e danneggiati per fare posto a consulenti tutti romani. Come se in organico o tra i professionisti civitavecchiesi non ci siano professionisti, avvocati, commercialisti in grado di fare il proprio lavoro. Se dovessimo guardare ai risultati poi di questi “professionisti esterni” tanto cari ai 5 stelle. E’ ora di farla finita. Tante cose dovranno cambiare a maggio, ad iniziare dal rispetto che è dovuto ai lavoratori e ai cittadini civitavecchiesi per troppo tempo derisi ed umiliati da questa amministrazione”.

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Csp: giornata piena restituita solo da aprile

CIVITAVECCHIA – Dopo l’intervento di Massimiliano Grasso di qualche giorno fa, qualcosa sembra muoversi a CSP.
Il leader del centrodestra aveva evidenziato la contraddizione sulle enormi spese per consulenze, incarichi professionali, acquisti di ogni tipo (compreso un incomprensibile piano di marketing) e il taglio degli stipendi attuato a discapito dei dipendenti.
Ieri la risposta di CSP. La società, con una apposita circolare, si dice intenzionata a revocare la trattenuta in busta paga per gli oltre 370 dipendenti,  da gennaio 2019. Soprattutto la giornata sarà restituita una volta ogni tre mesi. Insomma un po’ poco rispetto a quanto richiesto da Massimiliano Grasso. 
I lavoratori insomma avranno la propria retribuzione intera ad aprile 2019.
Il fatto che tale data coincida con l’ultima scadenza prima del voto amministrativo del 26 maggio 2019, lascia veramente perplessi. Una strana ‘‘coincidenza elettorale’’. 
In realtà, dinanzi a provvedimenti provocatori che, in altri tempi, avrebbero attivato automaticamente una reazione sindacale, tutto tace. I sindacati, ad eccezione di casi sporadici tacciono, approvando di fatto una gestione che si va facendo sempre più opaca. 
Massimiliano Grasso, promotore della iniziativa, appresa la notizia, non ci sta: «L’impegno che avevo chiesto di assumersi al Presidente De Leva, non era certo così limitato. La società non può continuare a spendere a destra e manca, utilizzando i soldi che toglie ai lavoratori. Si taglino le spese superflue. Le costosissime consulenze, affidate a tutti soggetti esterni al territorio. Si sospendano tali spese insensate fino a quando ai lavoratori non verrà restituito quello che è loro facendoli lavorare per tutte le giornate previste dal CCNL. E’ assurdo – prosegue Grasso – che si facciano lavorare soggetti esterni alla società e si lascino a casa i dipendenti civitavecchiesi. Questa discriminazione verso i lavoratori civitavecchiesi deve finire. Purtroppo questa amministrazione è caratterizzata dalla persecuzione di chiunque sia collegato al territorio.  Centinaia di lavoratori discriminati e danneggiati per fare posto a consulenti tutti romani. Come se in organico o tra i professionisti civitavecchiesi non ci siano professionisti, avvocati, commercialisti in grado di fare il proprio lavoro. Se dovessimo guardare ai risultati poi di questi “professionisti esterni” tanto cari ai 5 stelle. E’ ora di farla finita. Tante cose dovranno cambiare a maggio, ad iniziare dal rispetto che è dovuto ai lavoratori e ai cittadini civitavecchiesi per troppo tempo derisi ed umiliati da questa amministrazione”.

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Ladispoli, Matteo Di Cola tra i primi dieci a ''Il Ristorante degli Chef''

LADISPOLI – Prosegue l'avventura del ladispolano Matteo Di Cola che ieri sera ha preso parte alla prima puntata de ''Il Ristorante degli Chef'' in onda su Rai2. Il ladispolano si è infatti posizionato tra i primi dieci in classifica aggiudicandosi così il proseguimento della sua avventura. Il programma è iniziato con ben 80 aspiranti chef arrivati da tutta Italia che nell'arco della serata di sono battuti per superare una serie di prove davanti a tre chef di fama internazionale:  Andrea Berton, Philippe Léveillé e la giovane e talentuosa Isabella Potì. Una selezione durissima con l'obiettivo di entrare tra i magnifici dieci che avranno accesso al programma e alla tanto ambita cucina del ''Ristorante''. E sconfiggendo la ''concorrenza'', Matteo Di Cola è riuscito a sorprendere piazzandosi tra i primi dieci. 
"Mi ricordo che il giorno in cui mi dissero di iscrivermi al casting risposi ridendo – scrive sulla sua pagina Facebook lo chef ladispolano – Ci dormii su e iniziai a valutare l'idea, ne parlai con la mia famiglia e i miei amici. Presi la mia decisione: 'se lo faccio, lo faccio per bene'. Non sapevo ancora bene a cosa stessi andando incontro, ed effettivamente non l'ho ancora capito. Il giorno degli 80 eravamo talmente tanti che vedevo il passare il turno come una cosa impossibile. Più passavano le ore e piu aumentavano dubbi e ansie, ma quando ci diedero il via per iniziare a cucinare svuotai la mente e mi concentrai su quello che stavo facendo, in un attimo arriva la fine del tempo ed io senza rendermene conto avevo finito ed impiattato proprio come volevo. Poi l'assaggio, i commenti positivi e tutto sembrava fatto. Attimi di tensione – continua ancora Matteo Di Cola – i giudici ci fanno girare il piatto ed è fatta, sono nei 40.  La mattina dopo sveglia presto, siamo sempre meno ma è ancora molto lontano e ci sono tante persone agguerrite tanto quantome. Me la gioco su un piatto che posso fare anche ad occhi chiusi, i giudici apprezzano sono nei 20 grazie alla mia cacio e pepe in gricia di porcini. Entriamo per la prima volta nella cucina ma ci sono solo 10 postazioni, e noi siamo ancora 20, mi assegnano la rivisitazione della carbonara, non posso fallire: sono carico e vedo gia il mio nome sul grembiule. Neanche il tempo di realizzare che cosa stessi facendo che scade il tempo, consegno il piatto e incrocio le dita, nella mia testa una sola frase 'non posso andare a casa per la carbonara'.  L'assaggio dei giudici, le critiche e gli apprezzamenti. Ce l'ho fatta, uno dei 10 posti è mio!! Sono fiero di me stesso, non credevo di poter entrare nei 10. Sono provato fisicamente e mentalmente, l'adrenalina scompare sotto la stanchezza. L'ultimo pensiero prima di addormentarmi va a chi mi ha sempre sostenuto e a chi non l'ha mai fatto".
Prossimo appuntamento con l'avventura di Matteo, martedì prossimo sempre su Rai2.

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''Maltempo, il Governo preveda un piano di risarcimento''

TARQUINIA – «Il maltempo diffuso di queste settimane ha causato ingenti danni alla nostra agricoltura. Da nord a sud ricevo numerose segnalazioni ed inviti ad andare di persona per vedere con i miei occhi i risultati catastrofici di questi giorni. Una stima approssimativa quantifica in circa 150 milioni di euro i danni subiti da questo settore e, se possibile, è ancora più preoccupante il dato emerso in queste ore che indica come il 90% dei comuni sia a rischio». Così, in una nota, il senatore viterbese Francesco Battistoni, responsabile del Dipartimento nazionale Agricoltura di Forza Italia. 
«E’ ora che il Governo si assuma le sue responsabilità – afferma Battistoni – e preveda un piano di risarcimento per i danni subiti dai nostri agricoltori. Proposta, peraltro, che avevo avuto modo di avanzare nell’aula del Senato già nel mese di settembre e che vede, ad oggi, uno scenario ancora più allarmante. Farebbe bene il vice premier Di Maio a pianificare le visite agli agricoltori, piuttosto che andare in Cina a promuovere la nostra agricoltura che, con questa noncuranza del Governo, rischia di sparire». 

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