Busta con il proiettile: solidarietà al presidente Monti

CIVITAVECCHIA – «Assoporti si stringe attorno al collega Pasqualino Monti al quale è stata recapitata una busta con proiettile». Solidarietà arriva dal numero uno dell’associazione che riunisce i porti italiani, Zeno D’Agostino, al numero uno dell’Autorità di Sistema portuale della Sicilia Occidentale Pasqualino Monti, a seguito dell’intimidazione giunta nei giorni in cui l’Authority ha siglato un importante un protocollo di intesa con la Prefettura di Palermo finalizzato a blindare cantieri per 250 milioni di euro, e così sottrarli agli appetiti della mafia.

«Le azioni intimidatorie – ha aggiunto D’Agostino – non otterranno lo scopo prefissato. Continueremo a testa alta ad operare nella piena legalità e trasparenza». Sulla stessa scia il consigliere regionale del Lazio, Marietta Tidei (Pd). «Voglio esprimere la mia solidarietà al presidente dell’Autorità di sistema portuale del mare della Sicilia occidentale, Pasqualino Monti, per la gravissima intimidazione di cui è stato vittima. La busta con un proiettile recapitata a Monti – ha sottolineato – rappresenta un gesto violento inaccettabile, che va condannato senza se e senza ma. A Monti va la mia vicinanza e il mio incoraggiamento a proseguire nel suo lavoro senza farsi condizionare da questo gesto assurdo».

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Una busta con un proiettile per il presidente dell’Adsp del Mare di Sicilia Monti

Una busta con un proiettile recapitata al presidente dell’Adsp del Mare di Sicilia Occidentale Pasqualino Monti. Ancora minacce per l’ex numero uno dell’Authority di Civitavecchia. Un’intimidazione arrivata in concomitanza con la firma di un protocollo di legalità, sottoscritto ieri per stroncare sul nascere il rischio di infiltrazioni mafiose, in vista dell’arrivo di circa 340 milioni di Fondi europei per i porti di Palermo, Termini Imerese, Trapani e Porto Empedocle.

Si tratta di fondi in parte già stanziati nei mesi scorsi e che verranno gestiti dall’Autorità di sistema portuale del mare di Sicilia occidentale. Un investimento sostanzioso che il prefetto di Palermo, Antonella De Miro, e il presidente dell’Authority Monti hanno deciso di blindare per evitare il rischio di infiltrazioni mafiose. Si parla di 340 milioni di euro, un quantitativo sostanzioso di soldi che significa anche controlli serrati sulle varie imprese che opereranno.

Nella mattinata di ieri, poche ore dopo la firma, in Prefettura è arrivata una busta indirizzata al presidente Monti con, all’interno, un proiettile. Ma la minaccia non sembra aver cambiato il programma che va avanti a ritmo serrato. A Villa Whitaker seduti al tavolo del protocollo ci sono anche i vertici di Polizia, Carabinieri e Guardia di finanza. Immediata la solidarietà a Monti da parte del segretario della Cgil Palermo Enzo Campo.

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Turismo ed occupazione: gli Ncc alzano la voce

CIVITAVECCHIA – Gli Ncc locali non ci stanno. Il blitz dei giorni scorsi a largo della Pace da parte di Polizia, municipale, Polstrada e Polizia di frontiera è stato la goccia che ha fatto traboccare il vaso, portando a galla una serie di problemi e criticità mai risolte. “Le contravvenzioni elevate sono state solo due – hanno spiegato – e come già avvenuto centinaia di volte verranno annullate dal Giudice di Pace”. Quella che viene contestata, come hanno ricordato gli operatori, “è la legge 29 quarter, sospesa da anni – hanno spiegato – cioè il ritorno e partenza obbligatorio dalla rimessa. Noi parcheggiamo i mezzi nelle rimesse e parcheggi privati che paghiamo e ci rechiamo a largo della Pace solo dopo aver ricevuto richiesta del tour operatore”. Peccato che, una volta arrivati, ai  van viene impedita la sosta e la fermata anche temporanea a largo della Pace. E non è l’unico problema. Nonostante i milioni di crocieristi che scalano ogni anno il porto, “le licenze di noleggio con conducente rilasciate da questo comune – hanno aggiunto – si contano sulle dita di una mano. L’amministrazione è interessata solo a far cassa con i propri bus, cercando in ogni modo di portare i turisti alla stazione con 2 euro, invece di incentivarli a rimanere e godere delle bellezze locali. Che bel progetto turistico che abbiamo”.

La situazione rischia di esplodere. “Il Comune impedisce di lavorare a famiglie civitavecchiesi – hanno aggiunto – ostacolandoci più di quanto anche al peggior nemico si potrebbe fare”. Parlano di “persecuzione” e di “ostracismo immotivato” da parte della Polizia locale e tornano a chiedere al Pincio di provvedere ad individuare degli stalli per la sosta temporanea dei mezzi, per poter caricare i crocieristi. “Intanto dal prossimo blitz – hanno sottolineato – provvederemo a denunciare il Comune per i mancati introiti derivanti dai fermi inutili e per le spese legali. È già successo, anche a Roma, e i comuni sono stati costretti a pagare centinaia di migliaia di euro”. Anche l’Authority è nel mirino, perché mentre a Livorno, ad esempio, è stato trovato un accordo per far sostare taxi e Ncc sotto bordo per contrattare direttamente con i clienti, la stessa cosa non avviene a Civitavecchia. Gli animi sono esasperati e a largo della Pace, nonostante i proclami, un’altra stagione è nel vivo nel pieno caos.         

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Camera iperbarica: interrogazione in Regione

CIVITAVECCHIA – Si torna a parlare di camera iperbarica, la struttura situata all'interno del porto che dal 2010 attende l'ampliamento e la successiva riapertura, dopo l'attività svolta dal 1998 al 2005, prima del trasferimento nell'attuale sede, grazie al prezioso lavoro dell'associazione volontari Francesco Forno.  

Nei giorni scorsi, infatti, il consigliere regionale Adriano Palozzi ha presentato un'interrogazione urgente con risposta scritta al presidente Nicola Zingaretti per chiede se la Regione Lazio abbia intenzione di convocare un tavolo istituzionale, con tutti gli enti competenti, per trovare una soluzione ed attivare il servizio di trattamento iperbarico e se voglia attivare tutte le necessarie procedure amministrative, finalizzate all'autorizzazione all'esercizio proprio per l'apertura della camera iperbarica nel porto di Civitavecchia. Nell'interrogazione si ricorda come, nel 2003, venne redatto un progetto di sperimentazione da parte della Asl Rm4 teso a perseguire una serie di obiettivi sanitari; progetto che fu autorizzato dalla giunta regionale con la deliberazione del 3 dicembre 2004 alla quale però, come hanno più volte ricordato dall'associazione Forno, non è stato dato seguito nè dalla Asl nè dalla Regione stessa. 

"Nel 2016 – ha spiegato il presidente Gianfranco Forno – l'Autorità portuale ha effettuato diversi incontri con la nostra associazione, con la Asl e la Regione per giungere alla riapertura della struttura con l'ampliamento e la ristrutturazione interna, adeguandola alle nuove norme regionali per permettere il rilascio automatico dell'autorizzazione all'esercizio". Poi a novembre 2016 la nomina del nuovo presidente dell'Adsp al quale l'associazione si è rivolta, così come ha avuto un incontro a novembre 2017 anche con la segretaria generale Roberta Macii per riepilogare la questione, alla presenza del sindaco Cozzolino. "In quell'occasione – ha aggiunto Forno – è stata prospettata la volontà dell'Authority di consegnare la camera iperbarica alla Asl Rm4 e solo eventualmente in un secondo momento la possibilità di concederla nuovamente alla nostra associazione. Abbiamo rappresentato l'impossibilità per la Asl di gestire la struttura per oggettive difficoltà tecniche ed organizzative, con l'Adsp che si era impegnata a contattare formalmente l'azienda sanitaria".    

L'auspicio dell'associazione è che si possa, finalmente, vedere una conclusione positiva ad una vicenda annosa.

 

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Tassa sui crocieristi: le compagnie non ci stanno

CIVITAVECCHIA – Aumentano le tariffe sui crocieristi e le compagnie armatoriali ricorrono al Tar. È quanto sta accadendo a Civitavecchia, con il tribunale amministrativo che il 20 febbraio prossimo deciderà sulla richiesta avanzata da MSC Crociere, Costa Crociere, Royal Carribean, dal terminalista Roma Cruise Terminal (che raggruppa le tre grandi compagnie armatoriali) e dall’associazione di categoria CLIA di annullare, previa sospensione, l’atto con cui l’Authority ha introdotto a partire dal prossimo primo giugno alcune modifiche ai diritti d’uso che le compagnie devono versare per ogni passeggero imbarcato, sbarcato o in transito nel porto.

Le novità introdotte dal presidente dell'Adsp Francesco Maria di Majo prevedono un incremento per quanto riguarda i crocieristi. Al momento è previsto una tassa di 4,35 euro per ogni crocierista in transito ed una di 3,35 per crocierista in imbarco o sbarco. Da venerdì, invece, si registra un aumento di 80 centesimi se la banchina è in concessione e 70 se non lo è. Dal primo gennaio 2019 per ogni crocierista (in transito o in imbarco/sbarco) le compagnie dovranno versare 1,69 euro se la banchina utilizzata è soggetta a concessione, mentre se la banchina non è in concessione la compagnia dovrà pagare 6,04 euro in caso di crocierista in transito e 5,04 in caso di crocierista in imbarco/sbarco. Allo stesso modo si verificherà un ribasso per le tariffe relative, questa volta, ai passeggeri in imbarco/sbarco dai traghetti e per i mezzi al seguito, mentre non saranno più riconosciuti dal 1° gennaio 2019 per l’attivazione di nuove linee ro-ro o per l’utilizzo di imprese locali nelle operazioni di imbarco/sbarco dei mezzi. Prevista invece la possibilità di attivare particolari promozioni in caso di accordi con le compagnie armatoriali in materia di efficienza ambientale ed energetica.            

In attesa della decisione del Tar, comunque, saranno in vigore le modifiche disposte dall'Autorità di Sistema Portuale del Mar Tirreno centro settentrionale. Rimane il fatto che l'aria in porto si fa sempre più tesa e i nodi da sciogliere, per i vertici di Molo Vespucci, si moltiplicano di giorno in giorno.

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Gru al porto, Gtc: "Silenzio assordante da parte di tutti"

CIVITAVECCHIA – L'arrivo in porto della gru acquistate dalla Cfft per il terminal agroalimentare, con la società pronta ad operare in autonomia, non placa le polemiche che si sono innescate nei mesi scorsi. Lo scalo volta pagina, ma non in senso positivo a detta dei Gruisti e manutentori della Gtc, azienda che vede minare così una pace sociale creata negli anni. 

"Per la prima volta dopo decenni il volto del porto di Civitavecchia cambia. Cambia quel sistema – hanno infatti spiegato – che per anni è stato in piedi e ha tenuto a galla, bene o male, l’intero sistema portuale, soprattutto quel delicato sistema di delicati equilibri e pace sociale. Da quando si è ufficializzata la vicenda, il personale della Gtc, giustamente preoccupato, ha immediatamente chiesto tramite le organizzazioni sindacali un incontro con la Autorità Portuale per chiarimenti, delucidazioni e soprattutto rassicurazioni. Da allora, la cosa che più preoccupa e infastidisce è il silenzio assordante di tutti, proprio tutti".

Gruisti e manutentori si sarebbero infatti aspettati un qualche intervento da parte dell'Adsp, anche solo una dichiarazione di solidarietà; e invece nulla. "Sentiamo l’Authority sempre più distante da quel porto che dovrebbe governare ed aiutare – hanno aggiunto – ci sentiamo più che mai soli, abbandonati da tutti, anche da un sindacato che ormai nel film ha un ruolo di secondo piano, da comparsa, mai attore protagonista. Si è dato inizio ad una nuova era, quella della concorrenza in nome del profitto dove si parla solo di costi e tempi di lavorazione, dove l’uomo, il territorio vengono messi in secondo piano, con buona pace di chi per anni ha difeso la pubblicità del porto e della funzione sociale che esso stesso ha sempre rivestito, magari a volte tralasciando il profitto.
Speriamo solo che le regole siano le stesse per tutti e che tutti le rispettino. Così come speriamo che l’Autorità portuale si ricordi di quella categoria che ha sicuramente anche essa contribuito a rendere grande il porto di Civitavecchia, e tenga fede alla parola data negli anni precedenti, a dei lavoratori che la loro parte l’hanno fatta e che soprattutto – hanno concluso – hanno rispettato gli impegni presi con le istituzioni".

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Marietta Tidei vicepresidente della commissione Attività produttive: gli auguri di Fabio Angeloni, responsabile Economia del Pd provinciale

CIVITAVECCHIA – "Giunge all’inizio di un ciclo economico delicatissimo la nomina di Marietta Tidei a Vice presidente della Commissione Attività produttive della Regione. Un ciclo – sottolinea Fabio Angeloni Responsabile Economia del PD provincia Roma – che verrà segnato dalla chiusura delle centrali a carbone (annunciata dal governo uscente per il 2024) e che spero veda sempre di più il porto come fabbrica delle opportunità per tutta la comunità cittadina del territorio".
"Ci sono proposte che vanno costruite dal Comune e dall’Authority insieme alla Regione proprio attraverso la Commissione attività produttive – prosegue Fabio Angeloni – Penso alla richiesta che questo territorio venga riconosciuto come area de-industrializzata e depressa, alla stregua di Bagnoli, alla Zona Economica speciale alle spalle del porto con due iniziative di sviluppo precise:  il bio alimentare e la bio pesca, destinate al mercato della Capitale ed estero e la  logistica delle Emergenze umanitarie (Emergency Supply Chain). A Marietta formulo per questo i migliori auguri di buon lavoro".

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Per la Tidei vice presidente gli auguri del Responsabile Economia del PD provinciale

CIVITAVECCHIA – "Giunge all’inizio di un ciclo economico delicatissimo la nomina di Marietta Tidei a Vice presidente della Commissione Attività produttive della Regione. Un ciclo – sottolinea Fabio Angeloni Responsabile Economia del PD provincia Roma – che verrà segnato dalla chiusura delle centrali a carbone (annunciata dal governo uscente per il 2024) e che spero veda sempre di più il porto come fabbrica delle opportunità per tutta la comunità cittadina del territorio".
"Ci sono proposte che vanno costruite dal Comune e dall’Authority insieme alla Regione proprio attraverso la Commissione attività produttive – prosegue Fabio Angeloni – Penso alla richiesta che questo territorio venga riconosciuto come area de-industrializzata e depressa, alla stregua di Bagnoli, alla Zona Economica speciale alle spalle del porto con due iniziative di sviluppo precise:  il bio alimentare e la bio pesca, destinate al mercato della Capitale ed estero e la  logistica delle Emergenze umanitarie (Emergency Supply Chain). A Marietta formulo per questo i migliori auguri di buon lavoro".

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DIG.Eat 2018, le opportunità del regolamento europeo sulla protezione dei dati (Gdpr)

ROMA – “Dal 25 maggio vorremmo che, anche attraverso il dibattito che stiamo stimolando a livello nazionale, la PA, l’impresa e il cittadino si approccino a questo nuovo regolamento in ambito di trattamento e protezione dei dati con il corretto modus operandi, ovvero con un approccio legato più agli obiettivi che al mero adempimento burocratico e formale di una normativa che in Italia prevedeva già degli obblighi e delle sanzioni in ambito privacy”. È questo l’auspicio del direttore di Anorc Alessandro Selam intervistato dall’agenzia Dire sull’imminente adeguamento al Gdpr (General Data Protection Regulation-Regolamento 679/2016) europeo a margine di DIG.Eat, l’evento nazionale organizzato da Anorc, Anorc Professioni e Aifag con la collaborazione di Euronot@ries e del Digital & Law Department, giunge quest’anno alla sua undicesima edizione, come sempre ispirata a un tema in grado di animare e sostenere il confronto critico e costruttivo sul percorso di digitalizzazione e privacy.
“Abbiamo organizzato questa XI edizione del DIG.Eat utilizzando il nuovo format del processo per rendere più appetibile ciascuno degli argomenti individuati come argomenti forti per il digitale nazionale di quest’anno- specifica Selam- e abbiamo accompagnato questo nuovo format con degli approfondimenti lato azienda e lato professionisti in altre situazioni sfalsate rispetto agli incontri previsti per la sala principale”. Un nuovo format, quello dell’edizione 2018, voluto dagli organizzatori “per alleggerire il dibattito sul digitale e renderlo più accattivante per coloro che in Italia ormai da anni si occupano di digitale”, sempre nella prospettiva della ricerca di una soluzione alle domande su “protezione dei dati, digitalizzazione e riuso dei software all’interno della pubblica amministrazione “. “Il prossimo anno- conclude il direttore di Anorc- come prima cosa dovremo fare un’autocritica e un’analisi per valutare se l’intento del legislatore europeo, quello della compliance rispetto alla protezione del dato, è stato preso in pieno, e da lì sviluppare le tematiche che saranno più sensibili e di primario interesse: la sanità in primis e poi la tutela del dato dei cittadini in generale”.

“Il Gdpr (General Data Protection Regulation-Regolamento 679/2016, ndr) è un’opportunità per la digitalizzazione perché non introduce grosse modifiche ai contenuti informatici che una pubblica amministrazione o un’azienda devono affrontare per garantire un servizio adeguato ai tempi e tecnologicamente evoluto, ma consente di focalizzare la propria attenzione su alcuni aspetti e garantisce gli utenti dei servizi che vengono erogati da questi attori”. Così all’agenzia di stampa Dire Maria Pia Giovannini, dirigente responsabile della Direzione ‘Tecnologia e Sicurezza’ delle aree ‘Architetture standard e Infrastrutture’ e Tecnologie digitale’ dell’Agenzia per l’Italia Digitale (AgID) sull’imminente adeguamento della legislazione italiana al Gdpr, a margine dell’XI edizione di DIG.Eat. DIG.Eat, l’ormai tradizionale appuntamento organizzato da Anorc, Anorc Professioni e Aifag con la collaborazione di Euronot@ries e del Digital & Law Department, torna anche quest’anno nello spazio Roma Eventi de lla capitale per animare e sostenere il confronto critico e costruttivo sul percorso di digitalizzazione e privacy. E torna con una formula originale, un Atrium del digitale animato dal susseguirsi di una serie di processi con tanto di accusa, difesa e giuria popolare, ciascuno dedicato a una tematica specifica.
“I problemi principali che il Gdpr affronta- chiarisce Giovannini- sono la conoscenza e la consapevolezza da parte di un ente o di un’impresa di cosa e di come si gestiscono i propri dati, di quale sicurezza utilizza per il proprio patrimonio informativo. Questo non avviene se non vengono utilizzate strumentazioni adeguate, se non c’è un approccio, come la legge dice, by design by default, con cui vengono disegnati e progettati i sistemi informativi, se non c’è un buon sistema di gestione di workflow aziendale e gestione documentale, se non c’è una tracciatura dei procedimenti. Il fatto che la legge imponga, attraverso l’introduzione di sanzioni, la possibilità che queste cose vengano fatte bene evidentemente è un grande aiuto”. Il Gdpr, specifica la dirigente AgID, si applica a tutti gli enti pubblici e privati, con delle differenze in base alla tipologia di struttura: “Il fatto che sia così pervasivo- sottolinea- significa che non è soltanto il pubblico che si deve automatizzare, né soltanto l’impresa che deve essere competitiva, ma devono essere tutti. Quindi c’è un innalzamento generale di tutto il sistema Paese che potrà utilizzare gli strumenti digitale con maggiore consapevolezza”.
Proprio Giovannini è stata la protagonista del primo processo dell’Atrium, quello al Gdpr: “Il processo che ho guidato è stato estremamente interessante perché ha messo a confronto su criticità e opportunità del Gdpr la voce autorevole di Anorc con quella del garante, l’authority che ha seguito passo passo fin dall’origine il codice precedente e l’innovazione del Gdpr. Tutta la giuria- spiega- ha convenuto che in effetti è una buona cosa avere una data in cui il Gdpr entrerà in funzione (25 maggio 2018, ndr) perché il problema non è avere leggi scritte bene, ma avere leggi efficaci perché vengono applicate e una volta introdotte portano dei benefici al Paese. La tecnologia e la digitalizzazione non sono problemi di sistema nazionale- ribadisce Giovannini- Si tratta di una sola struttura internazionale in cui i dati viaggiano in altri contesti che, se non hanno le stesse regole, possono portare a danni inenarrabili, come nel caso di Cambrighe Analytica. Andiamo avanti su questa linea di protezione- conclude- attraverso norme più diffuse e generali che ci possano dare una maggiore speranza che nel futuro i dati possano essere più protetti”

“Un tema che si incastra molto con le certificazioni, con il Gdpr (General Data Protection Regulation-Regolamento 679/2016, ndr), con il Cad (Codice dell’Ammnistrazione Digitale) e la gestione documentale, cari alla pubblica amministrazione, è quello della contaminazione digitale. Solo l’unione di diverse professionalità, come quelle di manager, giuristi, tecnici informatici, politici, esperti di organizzazione, può concorrere a raggiungere determinati obiettivi. Il Gdpr non sarà mai un successo, come alcuni tipi di certificazioni, se non facciamo convergere professionalità diverse su uno scopo preciso”. Così all’agenzia di stampa Dire il Cio della Corte dei Conti Luca Attias a margine dell’XI edizione di DIG.Eat.
“DIG.Eat è un esempio di questo tipo- sottolinea Attias- Andrea Lisi (presidente Anorc Professioni, ndr) da anni cerca di sviluppare percorsi e di organizzare convegni e progetti in cui inserisce professionalità di vario tipo. Anche nella PA i progetti di maggior successo sono quelli in cui ognuno ha fatto il proprio lavoro, dove l’analisi dei requisiti non è stata svolta da tecnici informatici, ma da chi ha competenze su specifiche funzioni. Solo quei progetti- conclude- sono andati a buon fine”.

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Sciopero in porto, alta l'adesione

CIVITAVECCHIA – È alta anche a Civitavecchia la partecipazione di marittimi e portuali – compreso un 50% dei dipendenti dell'Autorità di Sistema Portuale – allo sciopero nazionale indetto da Cgil, Cisl e Uil contro l'autoproduzione. Gli scali di tutta Italia si fermano per 24 ore con l'obiettivo di dare un segnale al Governo e difendere il lavoro, mantenendo quegli equilibri necessari alla quotidiana operatività dei porti.

Sit-in dei lavoratori a Molo Vespucci, sotto la sede dell'Authority, tra bandiere e striscioni; questa mattina si è fermata per qualche minuto anche la segretaria generale dell'ente Roberta Macii, confrontandosi con i rappresentanti di Uiltrasporti e Filt Cgil, Gennaro Gallo ed Angelo Manicone, e con il presidente della Compagnia portuale Enrico Luciani. Le navi, merci e passeggeri, subiranno dei ritardi: scaricato soltanto il materiale deperibile, come impone la legge. (SEGUE)

 

 

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