Container ed agroalimentare: riunione fiume in Authority

CIVITAVECCHIA – Cinque ore di discussione, per cercare di trovare un accordo o comunque una strada da seguire che possa soddisfare le diverse esigenze. 
Tanto è durata la riunione di ieri mattina a Molo Vespucci relativa alla movimentazione dei container all’interno del porto. 
Presenti i vertici dell’Autorità di Sistema portuale, oltre ai rappresentanti di Rtc – la società che gestisce il traffico alla banchina 25 container – e quelli di Civitavecchia Fruit Forest Terminal (Cfft), la società che opera nel settore agroalimentare all’interno dello scalo. 
Da quando il presidente dell’Authority Francesco Maria di Majo ha emesso l’ordinanza per cui lo scarico dei container deve essere svolto esclusivamente alla banchina 25, anche quelli che finora sono stati sbarcati direttamento al terminal agroalimentare, gli equilibri sono precari. 
Basta una mossa sbagliata per perdere anni di traffici. 
Fino a fine ottobre gli effetti dell’ordinanza – come richiesto nel corso del tavolo appositamente convocato a luglio scorso dalla Regione Lazio, – sono stati sospesi. 
Nel frattempo però va trovato un accordo tra le parti. 
E di questo si è tornato a discutere ieri mattina, nella riunione fiume a Molo Vespucci, con l’Adsp che avrebbe messo sul tavolino delle opzioni sulle quali lavorare. 
Ma le voci circolate dopo l’incontro non sembrano proprio positive. 
I legali che stanno seguendo la vicenda per conto di Cfft starebbero valutando proprio la fattibilità di queste proposte che però, a quanto pare, sembrano essere difficilmente praticabili.

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Manager in fuga dal porto

CIVITAVECCHIA – Manager e grand commis di Stato in fuga dal porto di Civitavecchia. A Molo Vespucci, infatti, in pochi giorni sono arrivate già due lettere di dimissioni da parte di nomi altisonanti del sistema portuale. 
Il primo a lasciare l’incarico di componente dell’Organismo Indipendente di Valutazione dell’Adsp è stato Claudio Gorelli, che secondo i bene informati aveva già annunciato la propria intenzione di chiamarsi fuori ad inizio estate. 

Il vero e proprio fulmine a ciel sereno è invece arrivato ieri sulla testa del comunque imperturbabile Francesco Maria Di Majo: a salutare, dopo appena 3 mesi dalla nomina ad amministratore unico della PAS (incarico accettato comunque dopo una lunga riflessione) è stato Andrea Rigoni. Il motivo che abbia spinto Rigoni a mollare tutto non è chiaro, ma secondo i bene informati la situazione economico finanziaria della società partecipata al 100% dall’Authority, che ha chiuso i bilanci in perdita per due anni di fila e – a settembre inoltrato – potrebbe apprestarsi ad avere in rosso anche il 2018 (fatto che per legge comporterebbe lo scioglimento della società), potrebbe aver indotto Rigoni a fare dietrofront prima di doversi assumere responsabilità di carattere amministrativo e contabile. Evidentemente il manager avrà valutato di non avere sufficienti margini di manovra per raddrizzare il timone, aumentando i ricavi (viste le note difficoltà di bilancio del socio unico Adsp) o riducendo i costi: il solo direttore tecnico Vincenzo Conte pesa oltre 200mila euro sui conti dell’azienda, molto più dello stesso amministratore unico da cui dipende. 

Altrettanto blindati, al momento, i motivi che hanno indotto Gorelli ad andarsene. Il potentissimo capo della segreteria tecnica di Gianni Letta a Palazzo Chigi, consigliere della Corte dei Conti, era stato il relatore del rapporto che contribuì a ‘‘silurare’’ Pasqualino Monti. 
Proprio l’aver controllato l’ente nei 3 anni precedenti fece nascere dei dubbi su una presunta incompatibilità di Gorelli ad assumere l’incarico dall’ente stesso. 
Gorelli, da sempre in eccellenti rapporti con l’ex presidente di Molo Vespucci Gianni Moscherini, arrivò a Molo Vespucci accompagnato dal grande tessitore di trame in nome e per conto di Di Maio, Ivan Magrì, che ora dovrà mettersi nuovamente al lavoro per rimpiazzare i due dimissionari eccellenti, che potrebbero presto essere seguiti da altri.

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Rapporti tesi tra Comune ed Authority

CIVITAVECCHIA – I vertici di Molo Vespucci presenta l'appello contro la sentenza del Tar del Lazio che imponeva il pagamento al Comune dei primi due milioni di euro relativi all'accordo sottoscritto ormai già da qualche anno. La notizia arriva direttamente dal Pincio, che ne è venuto a conoscenza via posta "perchè l'avvocato Di Majo ormai sono mesi che si fa desiderare da tutti, lasciando quasi tutte le incombenze alla dottoressa Macii – ha tuonato il consigliere comunale del M5S Francesco Fortunato – da quello che vedo in giro ormai si dedica quasi totalmente a convegni e a sottoscrivere accordi con altri porti, accordi il cui contenuto è noto solamente a lui e che finora non sembrano aver portato nessun tipo di vantaggio allo scalo locale, anzi. Ho sempre ritenuto, e ancora ritengo, l'avvocato Di Majo una bravissima persona ma è sempre più evidente che ancora non ha capito quale sia il suo ruolo all'interno di un Ente essenziale al territorio e alla nazione".
Pur riconoscendo una difficile situazione che si è trovato ad affrontare Di Majo, Fortunato ha però sottolineato come il presidente "ha rifiutato tutte, e sottolineo tutte, le mani che si sono tese per aiutarlo al momento del suo arrivo in città. Il ruolo del Presidente dell'AdSP è un ruolo politico – ha aggiunto – e come tale dovrebbe operare, con trattative e mediazioni che permettano di mantenere il sistema portuale almeno  in equilibrio, evitando che situazioni pesanti precipitino in maniera drammatica, cosa che purtroppo invece è successa con TotalErg, la querelle Cfft-Rtc e non ultimo il rapporto con il Comune di Civitavecchia. A questo punto non so come interpretare il ritardo sulla nomina del designato dal Comune all'interno del Comitato di Gestione, nonostante il fatto che Giuseppe Lotto abbia partecipato come uditore all'ultima sessione tenutasi ormai quasi una settimana fa: spero solo che sia una dimenticanza visto che il prossimo Comitato si dovrebbe svolgere ai primi di ottobre e si preannuncia abbastanza pesante nei contenuti".

Fortunato riprende quindi l'invito del capogruppo de la Svolta Massimiliano Grasso, rivolto al Sindaco, per convocare un consiglio proprio sullo scalo, invitando lo stesso Di Majo. "Mi fa piacere constatare che abbiamo avuto tutti, maggioranza e, almeno per il momento, una parte di opposizione, la stessa idea – ha concluso il consigliere delegato alle Politiche portuali – la sorte dello scalo è un argomento troppo importante che va al di sopra degli schieramenti politici, per cui sarò più che felice di unire le richieste per arrivare alla convocazione di un Consiglio Comunale ad hoc".

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Banchina 25: due incidenti in pochi giorni

CIVITAVECCHIA – Frontale ieri pomeriggio, poco prima delle 17, nel piazzale della banchina 25 sud del porto. Durante le operazioni di sbarco delle auto in polizza, per cause ancora in corso di accertamento una vettura si è scontrata con uno dei furgoncini che riportano i ragazzi della Compagnia portuale e della Cilp impegnati nello sbarco e alla guida dei mezzi dal piazzale di sosta allo scalo. Un frontale al centro del piazzale, con l’auto nuova danneggiata ed il furgoncino praticamente distrutto. Cinque le persone coinvolte, anche se per fortuna non avrebbero riportato gravi lesioni o ferite: per loro però si è reso necessario il trasporto al pronto soccorso del San Paolo per gli accertamenti medici del caso. Sul posto anche personale della Polizia di Frontiera e dell’Autorità di Sistema portuale. Le operazioni sono state sospese nell’imminenza dei fatti per permettere le verifiche e l’intervento dei sanitari, con lo sbarco che è ripreso nell’arco di un’ora circa. Non è la prima volta che accade un episodio del genere. Anzi, l’ultimo incidente, praticamente con le stesse modalità, è avvenuto soli pochi giorni fa, sempre durante le operazioni di sbarco delle auto nuove in banchina. E questo fa pensare a qualche problema nelle procedure poste alla base delle operazioni proprio per evitare il sorgere di incidenti. Tanto che al momento sono in corso tutti gli accertamenti per chiarire le cause degli incidenti, con indagini di Polizia di frontiera e Capitaneria di porto ed una inchiesta amministrativa già avviata dall’Authority.

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Cfft: giornata cruciale

CIVITAVECCHIA – Una giornata fondamentale quella di oggi per il futuro dello scalo. Il tavolo convocato in Regione dagli assessori Mauro Alessandri e Claudio Di Berardino per cercare di dirimere la vertenza relativa allo scarico dei container, a seguito dell’ordinanza del presidente dell’Adsp Francesco Maria di Majo che impone, dal 15 settembre l’utilizzo esclusivo, anche per il traffico agroalimentare, della banchina 25 gestita da Rtc, diventa essenziale per capire cosa accadrà nello scalo già da domani. "Se non arriverà un segnale serio e concreto da parte di Molo Vespucci – ha spiegato Sergio Serpente, consigliere della Civitavecchia Fruits Forest Terminal – i problemi non saranno solo per Cfft ma per tutti". Anche perché se venisse impugnato il piano regolatore portuale – alla base dell’ordinanza – questo provocherebbe, a cascata, una serie di conseguenze per tutti gli insediamenti oggi presenti sulle banchine interessate, almeno la 24 e 25, e che da prg non dovrebbero essere lì, dalle crociere alle auto. "Auspichiamo una soluzione – ha aggiunto Serpente – che possa essere compatibile con il mantenimento dei traffici e con le richieste dei clienti, che sono stati rassicurati nel poter svolgere in servizio con le modalità che oggi vengono contestate". 

Chiquita è stata la prima a dire che, se non si potrà più sbarcare direttamente al terminal di Cfft, sarà costretta a dirottare le navi in altri porti. E se non avrà risposte certe nell’arco delle prossime ore opterà proprio per questa soluzione: i tempi tecnici per le pratiche burocratiche legate al viaggio della nave impongono certezze già oggi. 

Oggi Cfft sarà presente al tavolo insieme anche ad Rtc; e questo su espressa richiesta del sindaco Antonio Cozzolino e del delegato del Pincio Francesco Fortunato che ieri hanno convocato una commissione consiliare sul lavoro apposita, invitando anche i vertici del Cffft e quelli di Molo Vespucci. A rappresentare l’Adsp, anche questa volta, il segretario generale Roberta Macii la quale confida nel buonsenso «da parte di tutti gli attori che saranno presenti al tavolo. Questo porto – ha sottolineato – non può permettersi di perdere traffici". Ed il sindaco Cozzolino, in questo senso, è stato chiaro: "Faremo di tutto perché non ci siano problema né ai traffici né ai livelli occupazionali della città che oggi – ha spiegato – non si può permettersi di perdere neanche mezzo posto di lavoro. Devo chiedere al presidente di Majo di farsi parte attiva, molto più presente e fattiva di quanto finora mostrato, per la risoluzione di una vertenza obiettivamente complicata".

Proprio il numero uno di Molo Vespucci è stato richiamato, da più parti, al proprio ruolo; stigmatizzata la sua assenza nei momenti più critici e nei tavoli di discussione. Oggi è atteso in Regione. "E speriamo che si presenti con le idee chiare – ha commentato il presidente della Cpc Enrico Luciani – ossia con la revoca dell’ordinanza. Non esistono mezze misure a questo punto della vertenza. Vogliamo lavorare, non fare battaglie. Ma certo che se arriverà una fumata nera, ognuno si dovrà assumere le proprie responsabilità. E il presidente deve sapere che tutto quello che accadrà dipenderà da lui". C’è timido ottimismo attorno al tavolo di oggi in Regione. Ne è convinto anche il segretario della Filt Cgil Alessandro Borgioni che ne ha richiesto, come sindacato, la convocazione, "perché consci della difficoltà della vertenza che si è incancrenita nel tempo. Una soluzione c’è e deve esserci – ha concluso – in Italia non esiste alcun porto dove l’Authority, attraverso propri provvedimenti, faccia saltare i traffici. Se non si trova la quadra ognuno si dovrà assumere le proprie responsabilità".

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Vertenza Cfft: tutto rinviato in Regione

CIVITAVECCHIA – Una giornata fondamentale, quella di domani per il futuro dello scalo. Il tavolo convocato in Regione dagli assessori Mauro Alessandri e Claudio Di Berardino per cercare di dirimere la vertenza relativa allo scarico dei container, a seguito dell’ordinanza del presidente dell’Adsp Francesco Maria di Majo che impone, dal 15 settembre l’utilizzo esclusivo, anche per il traffico agroalimentare, della banchina 25 gestita da Rtc, diventa essenziale per capire cosa accadrà nello scalo già da mercoledì. Perché senza un segnale chiaro ed una soluzione concreta il rischio di sciopero è davvero alto. Soprattutto per non perdere i traffici consolidati nel tempo. 
Chiquita è stata la prima a dire che, se non si potrà più sbarcare direttamente al terminal di Cfft, sarà costretta a dirottare le navi in altri porti. E se non avrà risposte certe nell’arco delle prossime ore opterà proprio per questa soluzione: i tempi tecnici per le pratiche burocratiche legate al viaggio della nave impongono certezze già oggi. 
Domani Cfft sarà presente al tavolo insieme anche ad Rtc; e questo su espressa richiesta del sindaco Antonio Cozzolino e del delegato del Pincio Francesco Fortunato che ieri hanno convocato una commissione consiliare sul lavoro apposita, invitando anche i vertici del Cfft e quelli di Molo Vespucci. A rappresentare l’Adsp, anche questa volta, il segretario generale Roberta Macii. Il sindaco Cozzolino è stato chiaro: "Faremo di tutto perché non ci siano problema né ai traffici né ai livelli occupazionali della città che oggi – ha spiegato – non si può permettersi di perdere neanche mezzo posto di lavoro. Devo chiedere al presidente di Majo di farsi parte attiva, molto più presente e fattiva di quanto finora mostrato, per la risoluzione di una vertenza obiettivamente complicata». Proprio il numero uno di Molo Vespucci è stato richiamato, da più parti, al proprio ruolo; stigmatizzata la sua assenza nei momenti più critici e nei tavoli di discussione. Domani è atteso in Regione. "E speriamo che si presenti con le idee chiare – ha commentato il presidente della Cpc Enrico Luciani – ossia con la revoca dell’ordinanza". C’è timido ottimismo attorno al tavolo di domani in Regione. Ne è convinto anche il segretario della Filt Cgil Alessandro Borgioni che ne ha richiesto, come sindacato, la convocazione, "perché consci della difficoltà della vertenza che si è incancrenita nel tempo. Una soluzione c’è e deve esserci – ha concluso – in Italia non esiste alcun porto dove l’Authority, attraverso propri provvedimenti, faccia saltare i traffici. Se non si trova la quadra ognuno si dovrà assumere le proprie responsabilità".

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Caso Cfft: l'Authority tira dritto

CIVITAVECCHIA – Dopo il consiglio comunale caldo della scorsa settimana ed il duro faccia a faccia con i portuali a seguito della decisione di sospendere il tavolo del lavoro cittadino, il consigliere Francesco Fortunato ha convocato per lunedì mattina una seduta della commissione consiliare lavoro e partecipate a cui sono state invitate anche l'Autorità di Sistema Portuale ed i vertici di Cfft. “L'obiettivo – ha spiegato – è avere infomazioni dai soggetti direttamente coinvolti nella vicenda che sta animando il porto in questi giorni. La seduta sarà utile all'amministrazione per assumere tutte le informazioni necessarie ad esercitare costruttivamente il proprio ruolo nella seduta del tavolo convocata dagli assessori regionali Di Berardino e Alessandri per il giorno 7 agosto presso la Pisana”. 

E poi, per rispondere alle accuse giunte negli ultimi giorni, Fortunato ha chiarito: “Come in tutte le vertenze lavorative che hanno coinvolto la città da 4 anni a questa parte l'amministrazione comunale è intenzionata ad impegnare fino in fondo il proprio ruolo al fine di salvaguardare – ha concluso – i livelli occupazionali ed i lavoratori di Civitavecchia”.

intanto Molo Vespucci va avanti per la sua strada e, riferendosi alla contestata ordinanza, spiega che “tale limitazione non determina tuttavia l'impossibilità dell'imbarco e sbarco dei container reefer (contenenti prodotti ortofrutticoli) nel Porto di Civitavecchia e il loro trasferimento al magazzino della Frutta (situato in prossimità dell'area destinata ai container), stante la possibilità – hanno chiarito il presidente Di Majo e la segretaria Macii – di utilizzare a tal fine (come peraltro ancora avviene seppur in misura ridotta) la banchina n.25, destinata ai container che risulta sottoutilizzata rispetto alle proprie capacità complessive. In ogni caso l'amministrazione, nella medesima ordinanza, si è impegnata a rendere più efficace e a meglio regolamentare tale trasferimento. Si fa presente, altresì, che a prescindere da tale provvedimento, l'Amministrazione ha già avviato un percorso di rivisitazione della distribuzione delle funzioni del PRP con particolare riguardo all'intera area commerciale, in chiave anche "anticipatoria" della futura adozione del Piano Regolatore di Sistema Portuale. L'obiettivo finale è quello di adeguare il PRP ad un assetto maggiormente rispondente alle istanze economiche ed occupazionali che successivamente all'approvazione dello stesso si sono sviluppate e che debbono trovare collocazione all'interno di una cornice programmatoria elaborata nel rispetto dell'ambiente e della salute ed idonea a consentire la ricezione e l'incremento di importanti traffici nel porto di Civitavecchia. Tale amministrazione presenterà tale lavoro subito dopo l'estate in modo da poter anche ricevere le eventuali diverse osservazioni che perverranno dagli stakeholders”. 

Intanto nel pomeriggio è arrivata la replica della Cfft. “Rimaniamo molto sorpresi dagli articoli apparsi oggi sulla stampa locale – scrivono in una nota – relativa alla vertenza sullo scarico diretto dei container che ci vede interessati. Continuiamo ad avere piena fiducia riguardo le promesse ricevute durante le numerose riunioni avvenute questa settimana con tutte le autorità e i soggetti pubblici coinvolti nella vicenda”.

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Caso Cfft, Moscherini: ''Si deve favorire chi porta traffici. La concessione a Rtc va tolta''

CIVITAVECCHIA – «Quella concessione va tolta e rimessa in gara per cercare un nuovo cliente o quantomeno i termini devono essere rinegoziati con nuovi traguardi». Parola dell’ex sindaco ed ex presidente dell’Authority Gianni Moscherini che è intervenuto sul caso Cfft con una conferenza stampa criticando duramente quell’ordinanza dell’Adsp che impone lo scarico nella banchina 25 a partire dal 15 settembre. Critico anche nei confronti dell’attuale gestore e concessionario Rtc colpevole, secondo Moscherini, di non aver rispettato i termini contrattuali.

«Quando fu rilasciata la concessione c’era il presidente Ciani che commise un errore, infatti – ha spiegato Moscherini – si parlò di un impegno di soli 150mila contenitori, ma sono cifre che comunque non sono state rispettate. Nel 2017 – ha tuonato – i dati del porto parlavano di 64mila teus di cui quasi i due terzi erano vuoti. Quindi si parla di una banchina gestita prevalentemente come un deposito contenitori vuoti. Se si deve favorire qualcuno – ha evidenziato – è chi porta traffici nel porto».

Non ha dubbi Moscherini che si schiera contro l’ordinanza e a favore di Cfft: «È giusto che scarichi sulla banchina, certo deve attrezzarsi per farlo in sicurezza. Il terminal frutta è un terminal specializzato    e deve diventare multi purpouse così come deve essere per la banchina 26 per cui ha fatto richiesta la Tmc. Soltanto a Roma – ha continuato Moscherini – parliamo di 580 – 600mila teus l’anno. Quella concessione è sbagliata. Spero che l’Authority preveda una seconda ordinanza più corretta e più produttiva. La responsabilità – ha concluso – di quello che sta succedendo è a catena di chi si è succeduto alla guida del porto dopo di me. Ora basta, i cittadini devono protestare».

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Pas: Andrea Rigoni nuovo amministratore

CIVITAVECCHIA – Come era stato ampiamente anticipato, è Andrea Rigoni il nuovo amministratore della Pas, la Port Authority Security, così come ufficializzato nel decreto di nomina firmato dal presidente dell’Autorità di Sistema portuale del Mar Tirreno centro settentrionale Francesco Maria di Majo. Il bando di selezione è stato pubblicato il 28 marzo scorso ed il 18 maggio la commissione esaminatrice aveva già individuato in Rigoni la figura più idonea a ricoprire il delicato incarico, per i requisiti e l’esperienza professionale maturata. Due mesi e alla fine il 62enne originario del Veneto ha sciolto la riserva ed accettato l’incarico, chiamato a ricoprire per tre anni. 
Rigoni andrà ad affiancare il direttore tecnico Vincenzo Conte. Dopo il bando per la nomina, appena insediato Di Majo, dell’amministratore di Pas, in un primo momento vinto dall’ex generale dei Carabinieri Giancarlo Paoletti, che poi rinunciò subito all’incarico, a guidare la società arrivò, ad aprile 2017, un altro ex generale dell’Arma, anche lui con un curriculum di altissimo livello (è stato tra l’altro anche direttore della sicurezza e vice presidente di Eni), Umberto Saccone. Oggi Rigoni prende il posto di quest’ultimo, per un compenso annuo lordo di poco meno di 60mila euro. 
Il nuovo amministratore della Pas dovrà fare subito i conti con l’approvazione del bilancio, questione che si sarebbe dovuta chiudere diversi mesi fa. Il lavoro, sicuramente, non mancherà per sistemare alcune situazioni pregresse e dare nuovo slancio alla società. 

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