Sant’Agostino: disagi in paradiso

VIDEO TARQUINIA – Sant’Agostino, il ‘’piccolo paradiso’’ situato lungo la costa viterbese al confine con Civitavecchia, è ancora un lembo di terra dimenticato e privo di servizi. 
Grido d’allarme del comitato ‘’Le Villette’’ per voce del suo presidente Bruno Vannini, che chiede lo sblocco dei numerosi progetti predisposti dall’amministrazione Mencarini e non ancora realizzati. Progetti e iter ancora al palo – «nonostante la volontà politica di produrre migliorie» -, che di fatto ingessano lo sviluppo dell’area.
Le idee e le possibili soluzioni a diversi problemi giacciono sulle scrivanie degli uffici comunali, mentre gli oltre duecento proprietari delle case del borgo, e i tantissimi turisti e bagnanti (molti dei quali civitavecchiesi), sono costretti a far fronte ogni giorno ai numerosi disagi legati alla scarsa fruibilità di uno dei luoghi più belli del litorale.
Le criticità sono molteplici, dall’assenza di accessi pubblici a mare per bagnanti e mezzi, alla carenza assoluta di parcheggi. Per non parlare della mancanza di servizi per disabili e di pulizia approfondita delle spiagge. Oltre a strade ancora senza nome e numeri civici e l’inaccessibilità per i disabili.
Spiagge, pochi servizi, scarsa pulizia. “A Sant’Agostino da anni stiamo chiedendo i servizi primari, finora adempiuti solo in parte – spiega Vannini – La spiaggia è trattata in maniera non etica, con il rischio di andare incontro a carenze igieniche. Le normative regionali prevedono che in una spiaggia balneabile, specie con un centro urbano intorno, si effettui la pulizia giornalmente e questo viene fatto – dice Vannini – poi però prevede anche che, da luglio ad agosto, si passi almeno tre volte a settimana con i mezzi.  Dovrebbero essere previsti anche maggiori controlli per la sicurezza, perché la spiaggia è molto frequentata da bambini e famiglie: ma tutto ciò non avviene”. “In base  alla normativa regionale 19 del 2016 – afferma inoltre Vannini – si prevede poi  che sulle spiagge libere balneabili ci siano anche dei bagni pubblici; servizi igienici anche per portatori di handicap. Ma qui non c’è nulla” .
I privati e la pulizia della spiaggia all’attenzione della Finanza. C’è anche un caso finito all’attenzione della Guardia di Finanza. “I privati – segnala Vannini – hanno raschiato la spiaggia accumulando i rifiuti che poi sono stati accatastati su una duna. Abbiamo chiesto se c’era il permesso. Né il Comune né altri risulta abbiano rilasciato autorizzazioni. Ho denunciato il fatto su un verbale della finanza, ma ad oggi nessuno è venuto a vedere cosa sia stato lasciato lì sotto”. 
L’assenza di accessi a mare. “Nell’ultimo anno ci sono stati diversi contatti con il Comune di Tarquinia, per quanto riguarda la pulizia della spiaggia, importantissima per noi, purtroppo però non abbiamo gli accessi a mare, un altro grave problema. – spiega Vannini – Non abbiamo cioè un passaggio alla spiaggia adeguato ai mezzi di pulizia. Questo problema risale agli anni ’70. Il Comune di Tarquinia all’epoca aveva identificato anche dove doveva essere realizzato il passaggio a mare. Con il via alla lottizzazione questo passaggio è stato chiuso dai privati, così ora il Comune si trova in difficoltà ad effettuare la pulizia della spiaggia e l’unica possibilità ad oggi è quella di far passare il mezzo dal varco del vicino stabilimento balneare”.  L’unico accesso al mare, nella zona delle villette, è quindi ancora oggi un passaggio stretto e ripido con scalini irregolari e senza appoggi. Un passaggio molto difficoltoso: per anziani e disabili quasi improponibile. “La spiaggia è esclusivamente frequentata da famiglie, bambini e anziani quindi urge un passaggio idoneo. – afferma Vannini – Passare dallo stabilimento significa passare su un’area privata e non pubblica, quindi non può essere considerata una soluzione. Il Comune ha intimato i gestori di lasciare aperto il varco, 24 ore su 24, ma ciò non avviene perché la chiave è nella disponibilità della ditta delle pulizie. Così nei fatti  non è garantita la fruibilità ai portatori d’handicap; e l’area è irraggiungibile per un’ambulanza che dovesse avere bisogno di accedere dopo le 19,30 perché il cancello è chiuso. Noi vogliamo che venga aperto un varco pubblico, come previsto nella lottizzazione. Abbiamo l’identificazione del passo, inserito nell’ordinanza comunale del  ’77”.
Strade e numeri civici. “Un’altra situazione da segnalare è l’assenza dei numeri civici – spiega il presidente del comitato Le Villette – Il Comune si sta interessando, ma la procedura non va avanti. Per noi si tratta di un aspetto molto importante perché attraverso i numeri civici si identificano le case e ciò consente un maggiore ordine pubblico. Alcune vie non sono ancora nominate e non si sa nemmeno se siano private o pubbliche. Ad esempio c’è via Ugo Neri chiamata così da alcuni residenti, ma non è accatastata e non risulta al Comune. Noi abbiamo chiesto di cambiare la denominazione della via principale con la dicitura: via Fontanella di Sant’Agostino perché nel 1300 qui esisteva un agglomerato agostiniano frequentato dai fedeli e si credeva che l’acqua che proveniva da una sorgente vicina fosse miracolosa. Chiediamo pertanto una denominazione della strada che sia significativa”. 
Niente servizi per i disabili. Sant’Agostino è off limits per i disabili. Emblematico il caso del signor Dino Rizzo: “Io non ho la possibilità di scendere in spiaggia da solo: non mi hanno infatti messo il corrimano che ho richiesto. Sono affetto da parecchi mali: polineuropatia agli arti inferiori, Parkinson e cardiopatia. Per arrivare al mare sono costretto a chiedere aiuto agli amici e diverse volte sono anche caduto. E non solo. Ho chiesto un parcheggio garantito sotto casa, con un apposito stallo per disabili, ma non ho avuto la possibilità di vederlo realizzato. Ho un verbale della commissione medica che attesta l’invalidità al 100% ma ancora io questo stallo non sono riuscito ad averlo. Così una mattina ho deciso di disegnarmelo da solo sull’asfalto, ma chiaramente non essendo valido nessuno lo rispetta. In tutta la zona di Sant’Agostino non esiste uno stallo per invalidi”. Ed ancora: “La mia strada è senza luce, senza numero civico e senza nome. Dieci giorni fa ho dovuto chiamare l’ambulanza perché non  mi sentivo bene e ha impiegato diverso tempo per capire dove doveva arrivare; fortunatamente i miei amici sono usciti in strada a dare indicazioni”. 
Le priorità per i proprietari delle case. Precisa la segnalazione di una donna, Adalgisa Maria Caliendi: “Sant’Agostino è una piccola insenatura incantevole tra Civitavecchia e Tarquinia, apprezzabile dal punto di vista naturalistico e paesaggistico con cui ho un legame affettivo trasmesso nel tempo a figli e nipoti, ma qui ci sono tanti problemi irrisolti che si trascinano negli anni. Il primo è la mancanza di passaggi a mare pubblici e fruibili agevolmente da persone e mezzi di soccorso; poi la lista è lunga: carenza di parcheggi; scarsa pulizia della spiaggia e della strada; acqua che spesso scarseggia; eccessiva presenza di persone rispetto alla ricettività che offre il tratto di arenile; assenza di controllo delle forze dell’ordine sulla spiaggia stessa e sulle attività permesse e praticate. Non uniformità nel far rispettare leggi e decreti da parte degli enti preposti quali Comune, Guardia di finanza e Guardia costiera. Non c’è sinergia tra gli organi di controllo”.
Niente parcheggi. “Il fine settimana la località di Sant’Agostino si riempie in ogni angolo – segnala Vannini – ma non ci sono parcheggi. Noi abbiamo una strada catalogata a doppio senso ma non c’è adeguato spazio, poiché non essendo nell’area presenti dei parcheggi, i turisti sostano lungo la carreggiata e si creano veri e propri ingorghi che rendono impossibile anche il passaggio alle ambulanze. Chiediamo con urgenza la realizzazione di parcheggi, soprattutto per i proprietari delle case. Anche su questo, la politica comunale si è attivata, però poi gli uffici competenti sembrano  non riuscire ad identificare il luogo dove poter realizzare questi benedetti parcheggi”.
Gli uffici comunali. “La nuova amministrazione come programma ha inserito interventi su Sant’Agostino ma i risultati si allungano – conclude Vannini – Sindaco e assessori, immediatamente dopo l’insediamento, si sono attivati: il problema sembra essere legato ai vari settori amministrativi comunali e non sappiamo il perché. L’attuale amministrazione Mencarini dal punto di vista politico è stata molto attenta al problema della zona, lo stop ai progetti sembra arrivare dai responsabili dei vari settori. Ci auguriamo che questi puntelli vengano rimossi così da trasformare finalmente Sant’Agostino in un luogo di sogno, quale è e merita di essere”.

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Idrico, Cozzolino ad Acea: "Disservizi inaccettabili"

CIVITAVECCHIA – Il sindaco Antonio Cozzolino ha scritto formalmente ad Acea facendosi portavoce dei notevoli disagi lamentati dai cittadini in molti quartieri. "Certi disservizi non sono accettabili, specie nel contesto attuale e vanno prese adeguate e risolutive contro misure – ha sottolineato il primo cittadino –  in questi giorni la città sta avendo evidenti problemi di distribuzione indrica. Pur essendo passato il servizio idrico ad Acea dal 3 aprile, in seguito alla diffida della Regione Lazio e la sentenza del Consiglio di Stato che ha dato torto al nostro ricorso, stiamo facendo la nostra parte come amministrazione comunale per collaborare con Acea e dare supporto sulla base della nostra esperienza. Ci sono però diverse criticità che vanno risolte e che vanno affrontate in maniera più incisiva. Dopo un periodo di iniziale positivo riscontro – ha aggiunto – siamo tornati in una situazione in cui la distribuzione dell’acqua in città è inadeguata in diversi quartieri nonostante l'apporto idrico alla città sia sostanzialmente il doppio di quanto era nelle disponibilità la scorsa estate, quando si registrò la siccità peggiore del secolo. Inoltre trovo per lo meno inopportuno che lo sportello al pubblico, ospitato presso il Pincio – ha concluso Cozzolino – resti chiuso quasi un mese nel periodo più problematico dell'anno. Questo è un fatto che non si deve assolutamente ripetere". 

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Santa Marinella, istituite le commissioni d’inchiesta

S. MARINELLA – Nel corso dell’ultimo consiglio comunale sono state istituite alcune commissioni consiliari d’inchiesta che avranno il compito di chiarire le cause che hanno portato ad una serie di atti attuati dalla precedente amministrazione, tendenti a gestire alcune situazioni abbastanza sconcertanti che tuttora sono di difficile comprensione. Si tratta di questioni relative alla gestione di beni pubblici, ad alcune opere mai finite e alle manovre finanziarie che hanno portato a dichiarare il dissesto. L’attuale maggioranza, infatti, ha deciso di fondare una serie di commissioni formate da tre membri, due di maggioranza e uno di minoranza, per reperire documenti, atti pubblici riservati e delibere di giunta, per giungere ad una conclusione che possa rendere pubblico qualsiasi operazione attuata dalla vecchia giunta su una serie di temi che si intendono mettere sotto la lente di ingrandimento. Commissione sistemi informatici: D’Emilio, Calistri, Calvo. Commissione gestione farmacia comunale: Ferullo, Chegia, Fiorucci. Commissione cimitero: Fronti, Verzilli, Casella. Commissione lavori Via delle Colonie: Amanati, Fratarcangeli, Settanni. Commissione impianti sportivi: Befani, Iachini, Casella. Commissione situazione finanziaria: D’Emilio, Calistri, Fiorucci.

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‘‘Mela. Donne ovvero storie di altre donne’’ stasera a Tolfa

TOLFA – Appuntamento teatrale imperdibile stasera a Tolfa. Alle 21, con l’organizzazione della Blue in the face, nella cornice del museo di Tolfa andrà in scena ‘‘Mela. Donne…ovvero storie di altre donne’’ per la regia di Claudia Crostella. Questo spettacolo rientra nel calendario estivo promosso dal Comune e dalla Pro Loco di Tolfa col patrocinio di Enel. Tratto da un libro di Dacia Maraini, Claudia Crostella, Chiara Tranquilli, Maria Luisa Russo sono tre donne sul palcoscenico, tre generazioni a confronto e tre anime che convivono coi loro caratteri, pensieri, desideri, interessi. Tra loro una è una sognatrice idealista, la persona di mezzo tra la figlia e la madre. Mela è una piece teatrale dove si scava nel privato e nella storia passata e attuale e ha come protagonista le donne, tra rivendicazioni alla libertà di essere se stessi e la crescita, forse anche troppo fulminea, che lascia spazio a un rispetto mancato verso l’unica figura predestinata a soccombere: è idealista, ama libri e letture, lavora facendo traduzioni e ama emozionarsi e sognare con la lettura, ma nello stesso tempo si offre nella sua disponibilità verso la madre e la figlia per le quali lavora, cucina, mantiene un ménage familiare. Un ologramma solo figurato quello di un uomo che spezzerà la fragilità di un rapporto di per sé disequilibrato nella sua intimità. Irriconoscenti e irrispettose nel loro voler vivere la vita all’insegna della libertà ed emancipazione la nonna e la nipote fino in fondo rivendicano il loro diritto all’indipendenza al punto che il già precario equilibrio ne verrà compromesso, facendo soccombere la vittima predestinata, cullata da sogni e idealismo. Si medita e ci si lascia coinvolgere dalla compassione quando scende il sipario. «Venite a trovarci per assistere al racconto di una famiglia – spiegano le protagoniste – entrate con noi nei vicoli dei pensieri dei protagonisti. ‘‘Donne… ovvero storie di altre donne’’ é la storia di tre donne, tre generazioni, tre idee: la più anziana ha gli atteggiamenti di una ragazza, la ragazza ha la maturità di una madre, la madre ha bisogno di sentirsi figlia. Vi aspettiamo numerosi». 

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Daniel D’Aponte è il più giovane direttore sportivo

di MATTEO CECCACCI

Chi l’avrebbe mai detto che Daniel D’aponte prima o poi sarebbe diventato il più giovane direttore sportivo di Civitavecchia e della regione Lazio, rivestendo una mansione così importante e fondamentale per la figura di ogni squadra. Un incarico datogli dal presidente della Csl Soccer Vitaliano Villotti a inizio luglio, quando è stato reso noto l’organigramma societario. Un’ottima scelta, forse anche un po’ azzardata, ma nella vita molte volte si deve rischiare, perché è proprio quando si osa che poi si ottengono i migliori successi e traguardi. Il giovane direttore sportivo si trova a soli ventidue anni catupaltato in una realtà di nome Promozione targata Csl Soccer che lo porterà d’ora in poi a svolgere i primi compiti che un vero team manager deve fare: gestire i rapporti contrattuali fra società e calciatori/tecnici, la conduzione di trattative con altre società sportive, il trasferimento dei calciatori e la stipulazione delle cessioni dei contratti e il tesseramento dei tecnici, secondo le norme dettate dall’ordinamento della Figc. Una responsabilità, dunque, più che meritata per l’ex calciatore della San Pio X con la quale ha vinto ben due titoli provinciali con l’attuale mister della Csl Daniele Fracassa. D’Aponte ha cominciato a fare il suo lavoro magnificamente ricevendo tra l’altro il consenso e i complimenti dai vari personaggi di spicco delle altre realtà calcistche locali. «Ho sempre avuto la passione per il lato dirigenziale – spiega il giovane direttore – mentre giocavo a calcio e per me è un onore rivestire oggi questa figura; grazie al presidente Villotti, al mister Fracassa e al mio braccio destro Valente».

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Ladispoli, ancora polemiche su piazza Almirante

LADISPOLI – "Daremo vita ad un comitato per togliere le vie dedicate a tutti i comunisti nella zona artigianale di Ladispoli". Al momento sembra essere solo una provocazione quella lanciata dai social dal consigliere comunale di maggioranza di Fratelli d’Italia, Giovanni Ardita. Una polemica infinita insomma riguardo alla ormai celebre piazza Almirante di Ladispoli pronta a prendere a sorgere di fronte all’ex stadio Martini Marescotti e all’attuale piazza Grande, il progetto urbanistico finito più volte nel mirino di ambientalisti e soprattutto il Movimento Cinque Stelle. Ardita è scatenato: “se la sinistra continua a fare ostruzionismo, saremo obbligati a presentare una proposta per verificare nella commissione toponomastica se più o meno le vie dedicate al alcuni personaggi della sinistra locale o nazionale a Ladispoli se erano meritevoli di ricevere un’intitolazione di una via o di una piazza”, rilancia Giovanni Ardita.

Nettamente contro le posizioni di Ardita e company è il Comitato cittadino appena nato per dire “no” all’intitolazione a Giorgio Almirante, ex segretario del Msi.

“Siamo cittadine e cittadini liberi, associati, appartenenti a partiti politici ed istituzioni e abbiamo scelto di riunirci in un comitato per dire No a Piazza Almirante a Ladispoli. Nella vita si può scegliere di raccontare e vivere molte storie ma quella di piazza Almirante si sta rivelando decisamente una storia sbagliata. Almirante non si è mai pentito delle sue posizioni fasciste e sulle leggi razziali”, è un passaggio della nota del Comitato.

“La nostra comunità – sostiene il Comitato – ha avuto storicamente il dono dell’accoglienza. Sin dalle origini, quando famiglie intere si trasferirono dalle colline di Cerveteri così come da Pozzuoli, Mantova, Macerata, dalla Sicilia, dalla Sardegna ecc. sulla costa di Ladispoli. Lo stesso è avvenuto anche negli ultimi decenni, con il transito dei russi e dei cileni ad esempio e con l’arrivo di cittadini comunitari, immigrati e innumerevoli romani espulsi dalla Capitale a causa della crisi. Tutto ciò ci ha reso una comunità importante ed eterogenea, quasi una piccola metropoli. Ora ci troviamo di fronte a chi, attraverso continue provocazioni, sta cercando di snaturare l’essenza della nostra Ladispoli”.

 

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Ladispoli, ancora polemiche su piazza Almirante

LADISPOLI – "Daremo vita ad un comitato per togliere le vie dedicate a tutti i comunisti nella zona artigianale di Ladispoli". Al momento sembra essere solo una provocazione quella lanciata dai social dal consigliere comunale di maggioranza di Fratelli d’Italia, Giovanni Ardita. Una polemica infinita insomma riguardo alla ormai celebre piazza Almirante di Ladispoli pronta a prendere a sorgere di fronte all’ex stadio Martini Marescotti e all’attuale piazza Grande, il progetto urbanistico finito più volte nel mirino di ambientalisti e soprattutto il Movimento Cinque Stelle. Ardita è scatenato: “se la sinistra continua a fare ostruzionismo, saremo obbligati a presentare una proposta per verificare nella commissione toponomastica se più o meno le vie dedicate al alcuni personaggi della sinistra locale o nazionale a Ladispoli se erano meritevoli di ricevere un’intitolazione di una via o di una piazza”, rilancia Giovanni Ardita.

Nettamente contro le posizioni di Ardita e company è il Comitato cittadino appena nato per dire “no” all’intitolazione a Giorgio Almirante, ex segretario del Msi.

“Siamo cittadine e cittadini liberi, associati, appartenenti a partiti politici ed istituzioni e abbiamo scelto di riunirci in un comitato per dire No a Piazza Almirante a Ladispoli. Nella vita si può scegliere di raccontare e vivere molte storie ma quella di piazza Almirante si sta rivelando decisamente una storia sbagliata. Almirante non si è mai pentito delle sue posizioni fasciste e sulle leggi razziali”, è un passaggio della nota del Comitato.

“La nostra comunità – sostiene il Comitato – ha avuto storicamente il dono dell’accoglienza. Sin dalle origini, quando famiglie intere si trasferirono dalle colline di Cerveteri così come da Pozzuoli, Mantova, Macerata, dalla Sicilia, dalla Sardegna ecc. sulla costa di Ladispoli. Lo stesso è avvenuto anche negli ultimi decenni, con il transito dei russi e dei cileni ad esempio e con l’arrivo di cittadini comunitari, immigrati e innumerevoli romani espulsi dalla Capitale a causa della crisi. Tutto ciò ci ha reso una comunità importante ed eterogenea, quasi una piccola metropoli. Ora ci troviamo di fronte a chi, attraverso continue provocazioni, sta cercando di snaturare l’essenza della nostra Ladispoli”.

 

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Mazzola: ''Moscherini si può sempre  candidare  a presidente del centro anziani''

TARQUINIA – Secca replica dell’ex sindaco di Tarquinia Mauro Mazzola al consigliere comunale del ‘’Cantiere della nuova politica’’ Gianni Moscherini, in merito alla sua proposta di nominare un manager per il controllo della macchina amministrativa del Comune di Tarquinia. 
«Leggo con divertimento ciò che dice questo simpatico vecchietto di me. – afferma Mazzola – Simpatico perché tutte le volte che fa una conferenza stampa ricorda quando era presidente dell’autorità portuale. “Feci”, “dissi”, andai”, “parlai” ecc. Poi si preoccupa anche di ricordare che sono stato sindaco per ben 10 anni e per questo sono convinto che evidentemente, non essendoci riuscito lui, questa cosa gli roda dentro. Per quanto riguarda l’Autorità portuale al periodo del suo innegabile buon lavoro, allo smemorato di San Benedetto occorre ricordargli che ciò accadeva molto tempo fa. Cioè quando le normative erano meno restrittive e i porti ricevevano imponenti finanziamenti. Ha fatto il Sindaco cinque anni ma non dice in che modo ha lasciato il bilancio, quante volte ha cambiato la giunta e quanti appelli ha in corso con la Corte dei Conti.
Come mai ha paura a presentarsi a candidato a Sindaco a Civitavecchia? Forse perché ai suoi faraonici progetti non ci crede più nessuno? Sento dire che non molla a raccontare che costruirà un molo lungo 400 metri nel sito del porto Clementino per la prima fermata del ”treno locale”, pardon delle navi da crociera di piccole dimensioni. Però si guarda bene dal dire quanto costerebbe l’opera, chi la potrebbe o vorrebbe finanziare. Non dice che servono più soldi per fare il dragaggio che radere al suolo San Giorgio, ricostruendola dando una casa regolare a tutti ponendo fine anche a questo irrisolvibile problema. Non parla dei danni che subirebbero gli stabilimenti balneari dal cambiamento delle correnti. Ci sono studi di ingegneri idraulici che hanno verificato per anni i movimenti delle correnti marine ma probabilmente adesso gli serve far vedere che sta facendo qualcosa e l’attuale amministrazione no. Come dimenticare quando si presentò con il progetto Roma Vetus. Naufragato prima a Civitavecchia, poi presentato a Tarquinia con tanto di nani e ballerine al seguito di un simpatico burlone quale Parretti. Piuttosto che fine ha fatto quel progetto? Ah già, è naufragato tra le polemiche anche a Montalto di Castro. Per quello che riguarda le mie elezioni, non mi sono mai tirato indietro, anche quando ero sicuro che sarebbe stato più facile perdere. Troppo facile concorrere solo quando si è sicuri di vincere. Detto questo non mi sembra che alle ultime elezioni regionali di aver avuto un cattivo risultato nonostante avessi tutto il PD e la destra contro. Sapevo benissimo che il mio doveva essere un contributo in termini di voti, senza troppe pretese. Piuttosto, visto che lo smemorato di San Benedetto non lo dice, quanti voti prese quando si candidò alle regionali con Fratelli d’Italia? Detto questo mi chiedo, perché non si dedica a studiare un progetto, questo sì utile, per realizzare una casa per vecchietti sognatori e che raccontano la propria vita? Le proprie avventure? Oltretutto lui sì che è un simpatico vecchietto pieno di energia. Infine vorrei ricordare a Moscherini, abituato ad essere molto superficiale,  che dal 2011, nei comuni sotto i centomila abitanti non si può nominare il direttore generale. Se non gli è riuscito di prendere il posto di Bergonzini può sempre chiedere la presidenza del centro anziani che va in scadenza tra due anni».

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Ladispoli, Grando: ''Il nostro depuratore funziona perfettamente''

LADISPOLI – "Il depuratore di Ladispoli funziona benissimo". A dirlo è il sindaco Alessandro Grando al margine del sopralluogo di qualche giorno fa effettuato dalla Capitaneria di Porto e da Arpa Lazio nel tentativo di capire a che cosa siano dovute le chiazze a mare riscontrate da alcuni bagnanti.

“Le ultime analisi, che ne certificano la buona qualità – ha detto Grando – ci sono state ufficialmente inviate il 27 luglio scorso e dicono che: “I risultati delle analisi chimiche evidenziano il rispetto dei valori limite fissati nella tab. 3 all. 5, parte III del D.lgs 152/06. I risultati delle analisi batteriologiche evidenziano il rispetto dei valori limite prescritti nell'autorizzazione provinciale allo scarico. I risultati del campione medio ponderato nell'arco di 24 ore, prelevato all'uscita dell'impianto di trattamento, evidenziano il rispetto dei valori limite previsti.”  Il sopralluogo di due giorni fa, effettuato dalla Guardia Costiera di Ladispoli che ha portato con se i tecnici ARPA, sembra sia dovuto alla necessità di comprendere se le chiazze di sostanze organiche che occasionalmente si sono viste in mare possano essere causate dal nostro depuratore. Siamo certi che così non possa essere, sia per il monitoraggio chimico e biologico che i tecnici comunali preposti effettuano di continuo sulle acque in uscita dal nostro impianto, sia sullo sbocco a mare della condotta. Analisi che sono state eseguite anche nello stesso giorno in cui l'ARPA ha effettuato i campionamenti. Ebbene, tali analisi hanno evidenziato, per l'ennesima volta, che il nostro depuratore funziona perfettamente. La presenza occasionale di scie o chiazze presenti sulla costa, come già accertato dall'Arpa Lazio lo scorso anno con specifiche analisi richieste dall'attuale amministrazione, è da attribuirsi a sostanze  organiche di origine marina, e non possono in alcun modo essere causate da una attività di presunto sversamento da parte del nostro impianto di depurazione". 

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