Il marito arrestato per mazzette. La moglie si uccide lanciandosi nel vuoto: «È colpa mia»

Maria Grazia Faggiolini, 45 anni, indagata per turbativa d’asta in un’indagine della Finanza in cui il marito, Roberto Dini, funzionario pubblico dell’Unione Montana Alta Valle del Metauro, è stato arrestato, si buttata è da un ponte lasciando un biglietto

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Banksy, l’opera da 1,2 milioni di euro si autodistrugge all’asta di Sotheby’s

Subito dopo che la «Bambina con palloncino» è stata assegnata a un compratore per la cifra record, è scattato un allarme e la tela è stata automaticamente tagliata a pezzi. Il writer di Bristol ha criticato più volte la commercializzazione della sua arte

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All’asta i mezzi del Comune che non sono più utilizzati

SANTA MARINELLA – Con una situazione finanziaria particolarmente difficile da gestire, l’amministrazione comunale mette in vendita tutti quei beni che possono portare soldi al fondo cassa, che attualmente è deficitario. Ecco allora che l’attuale giunta punta a trovare qualche fondo mettendo all’asta alcuni mezzi comunali che non sono più utilizzati. 
Infatti, fanno sapere dagli uffici, che i veicoli saranno posti in vendita nello stato di fatto e di conservazione in cui si trovano al momento dello svolgimento della gara, esonerando il Comune da qualsiasi responsabilità per vizi apparenti. Sarà possibile portare a casa una Panda partendo da una base d’asta di 75 euro, un Ape Piaggio diesel con 50 euro, un Fiat Ducato con 75 euro, e una pala meccanica partendo dalla base di 2.500 euro. Gli interessati, potranno visionare i mezzi che sono conservati nell’autoparco comunale, facendo debita richiesta. Possono partecipare all’asta tutti quei cittadini che siano in possesso dei requisiti richiesti e cioè non essere interdetto o fallito, non avere condanne a proprio carico che comportino la perdita o la sospensione della capacità di contrattare con la pubblica amministrazione, non essere insolvente nei confronti del Comune di Santa Marinella di somme di denaro dovute per tributi, canoni, affitti o indennità. Le buste contenenti l’offerta, dovranno pervenire al Comune mediante raccomandata all’ufficio del protocollo entro le ore 12 del 18 ottobre. Il 19 ottobre si procederà all’apertura delle offerte. 
 

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Icpl: i lavoratori si candidano a gestire la struttura

CIVITAVECCHIA – I dipendenti Icpl dichiarano di essere pronti a gestire direttamente la piattaforma logistica di Civitavecchia.
"Come abbiamo dimostrato in questi anni, specialmente negli ultimi mesi – hanno infatti spiegato – all’interno di Icpl ci sono tutte le professionalità necessarie alla completa gestione della struttura. Vogliamo inoltre porre all’attenzione di tutti che sebbene la nostra azienda non sia sana finanziariamente per i pregressi noti motivi, la stessa è in piena operatività. Lo scorso anno ha fatturato circa 1,7 milioni di euro e questo anno ne prevede 2 con soli 38 dipendenti di cui 10 part time. Vogliamo quindi proporci alla gestione della struttura per salvaguardare i posti di lavoro, inclusi quelli dell’indotto e per metterci al riparo da ogni eventuale speculazione. Non abbiamo intenzione di sfidare ad una eventuale asta i partecipanti – hanno aggiunto – e non ne avremmo nemmeno le capacità economiche. Ma è il momento che tutti sappiano che c’è una via d’uscita rappresentata dalla gestione diretta da parte dell’attuale personale dell’Interporto e la elaborazione di un eventuale piano di rientro. Dunque la paventata chiusura va scongiurata come anche una svendita speculativa".

I lavoratori della piattaforma logistica colgono quindi l'occasione "per invitare tutti i creditori e presentarci come alternativa credibile e senz’altro interessata al reale futuro dell’azienda in quanto – hanno sottolineato – unica fonte di sostentamento per noi e le nostre famiglie. Sollecitiamo il Sindaco a farsi parte utile per la convocazione dei creditori tra i quali ci siamo anche noi nonché il Comune stesso, ovvero i cittadini di Civitavecchia. Facciamo anche appello a tutte le forze politiche locali per avere un sostegno fattivo in questo piano di salvataggio qualora la procedura fallimentare non dovesse trovare in tempi brevi una soluzione più efficace. Siamo pronti a rilevare l’interporto". 

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MINISTERO DELL'ECONOMIA E DELLE FINANZE – DECRETO 18 settembre 2018

Accertamento dell'ammontare del capitale nominale rimasto in essere a
seguito dell'espletamento dell'operazione di riacquisto mediante asta
competitiva di titoli di Stato del 7 settembre 2018. (18A06172)

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''Farmacie comunali, a S. Marinella un caso anomalo''

SANTA MARINELLA – Secondo Venanzio Gizzi, presidente di Assofarm, le farmacie comunali godono di ottima salute e rappresentano un ottimo investimento, non solo economico, per i sindaci. Questo per chiarire che, la vicenda che riguarda la farmacia comunale di Santa Marinella, è un caso anomalo. “Non esiste un momento migliore, rispetto quello attuale, per far sì che una farmacia comunale ben amministrata possa produrre frutti per i sindaci – continua Gizzi – e di conseguenza, questi ultimi non dovrebbero avere alcun interesse a vendere gli esercizi». Nel testo, il dirigente spiega che «la stragrande maggioranza delle farmacie comunali italiane gode di ottima salute. Una salute che attraversa le principali dimensioni dell’essere farmacia sociale». Gizzi ricorda quindi una serie di iniziative effettuate. «Ad Arezzo è stato avviato un servizio di consegna notturno per persone che non possono muoversi da casa. A Scandicci sono state offerte visite gratuite per la prevenzione del melanoma, a Fiumicino ospitiamo un servizio di primo ascolto a donne vittime di maltrattamenti, a Rieti supportiamo un progetto di miglioramento della qualità della vita degli over 60. Abbiamo donato cinque defibrillatori a Moltalto di Castro, a Perugia abbiamo avviato una campagna di screening per la salute dei reni, a Vittorio Veneto doniamo un prodotto neonatale ad ogni nuovo cittadino, a Varese portiamo avanti una campagna contro l’invecchiamento precoce, a Bacoli visite senologiche gratuite. Solo le farmacie comunali, infatti, sottostanno alle rigidità del patto di stabilità e del codice degli appalti. Solo le farmacie comunali garantiscono ai loro farmacisti dipendenti condizioni contrattuali più vantaggiose dei colleghi del settore privato. “Certo – conclude Gizzi – ci sono anche farmacie comunali che hanno prodotto perdite. Ma i sindaci, loro proprietari, non possono non sapere che il Paese possiede manager competenti e best practices realizzate altrove in grado di guidare il risanamento. Certo, ci sono amministrazioni che hanno impellente necessità di denaro contante. Ma queste non possono non sapere che la maggior parte dei bandi di vendita va deserto fino a quando non si producono drammatici ribassi della base d’asta”. Dunque per il dirigente di Assofarm, le amministrazioni comunali devono difendere i loro presidi sanitari e puntare a rilanciare le farmacie comunali che sono sempre una fonte di guadagno e un servizio al cittadino.

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Manca una certificazione: bloccato il cantiere della Privilege

CIVITAVECCHIA – Ha dell'assurdo quanto sta accadendo sulla questione Privilege Yard. Dopo l'acquisto dello scafo prima e dell'interno compendio cantieristico poi da parte della Royalton maltese, si è infatti abbattuta una tegola sull'iter.   

"Apprendiamo oggi che il riavvio del cantiere Privilege e un ulteriore investimento da oltre 130 milioni di euro in 2 anni da parte dei nuovi proprietari sono frenati dalla mancanza di una banale certificazione, che ad inizio agosto ha impedito la stipula dell’atto notarile di compravendita del cantiere, con il passaggio dal fallimento alla società costituita ad hoc dalla Royalton, che aveva già versato sul conto della curatela i circa 6 milioni di euro offerti all’asta per acquistare tutto il compendio". Questo quanto confermato dal capogruppo de La Svolta Massimiliano Grasso. 

"È assurdo ed inaccettabile – ha aggiunto – che per una incredibile svista e superficialità del notaio e del curatore fallimentare, che non ha richiesto l’Ape (Attestato di Prestazione Energetica), tra i documenti necessari per qualsiasi rogito immobiliare, in tempo utile per la stipula del contratto, oggi la città, il porto e il territorio debbano perdere giorni preziosi per lo sviluppo e l’occupazione: la Royalton avrebbe potuto entrare in possesso dell’area già un mese fa e oggi si sarebbe già potuto riaprire il cantiere, cominciando a riassumere gran parte dei lavoratori disoccupati. Ogni giorno perso per questa inaccettabile mancanza, è un giorno perso per il lavoro e la ripartenza di Civitavecchia. Per questo invito il Sindaco ad attivarsi immediatamente con il Giudice fallimentare affinché obblighi il curatore a non perdere altro tempo per ottenere la certificazione mancante e fissare subito un nuovo appuntamento per l’atto notarile. I disoccupati di Civitavecchia non possono più attendere i comodi di nessuno”. 

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Vertenze occupazionali: sarà un settembre caldo

CIVITAVECCHIA – Sarà un settembre caldo quello che vedrà impegnati sindacati, istituzioni e realtà imprenditoriali locali per cercare di risolvere le diverse vertenze che si sono aperte negli ultimi mesi. E protagonista, in questo senso, sarà soprattutto il porto, dove si stanno giocando partite delicate sotto il profilo dello sviluppo e, di conseguenza, dell’occupazione. A preoccupare principalmente sono le questioni legate allo scarico del carbone da un lato e alla movimentazione dei container, specie quelli dell’ortofrutta, dall’altro. Sono questi i due nodi da sciogliere che hanno fatto discutere, acceso gli animi e portato società e lavoratori in piazza, con l’apertura di tavoli istituzionali arrivati fino in Regione. La sospensione della gara per la gestione del servizio di discarica del carbone al porto – svolto fino ad oggi dalla società Minosse – fino al 30 settembre ed il congelamento dello sciopero indetto dai sindacati che avrebbe portato al fermo di tutte le attività portuali, impone alle parti di sedersi in queste settimane e trovare un’intesa auspicata all’interno del tavolo interassessorile alla Pisana. La posta in gioco è alta ed i rischi sono grandi, con possibili ripercussioni negative per lo scalo. Così come lo è per la questione legata al Cfft, che gestisce il terminal agroalimentare. In questo caso l’ordinanza dell’Adsp che imponeva, dal 15 settembre, lo scarico dei container alla sola banchina 25, quella di Rtc, è stata prorogata al 30 ottobre. Uno slittamento maldigerito dai vertici di Cfft, perché concede comunque poco tempo per cercare di trovare una sintesi insieme proprio a Rtc. Soprattutto se si pensa che aziende leader come Chiquita hanno fatto intendere di poter lasciare Civitavecchia e dirottare le proprie navi in altri porti, se non si potrà continuare a scaricare direttamente al terminal. E questo per Cfft – con un organico oggi di circa 60 persone – potrebbe significare anche licenziamenti. C’è poi da definire la situazione dei lavoratori Royal Bus e Port Mobility, affrontare il futuro dei lavoratori dell’Interporto, alla luce dell’ennesima asta deserta per l’acquisto della piattaforma logistica, oppure valutare la possibilità di coinvolgere i lavoratori ex Privilege dopo l’acquisto del cantiere e dello scafo da parte della Royalton maltese. Senza dimenticare la questione relativa all’impianto Tirreno Power di Torre Sud, inserito in un processo di riorganizzazione nazionale e, di conseguenza, tagli al personale. Sulla questione da mesi è calato un velo, nonostante gli appelli dei lavoratori che oggi tornano a chiedere attenzione da parte delle istituzioni.

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Ex Privilege, la Royalton anticipa i tempi

CIVITAVECCHIA – Ha anticipato i tempi la Royalton, la società maltese che si è aggiudicata il 31 luglio scorso l’area del cantiere ex Privilege nella zona nord del porto. Dopo aver acquisito lo scafo del P430, la Royalton Investments limited si è aggiudicata in via provvisoria anche gli 11 ettari del compendio cantieristico ed i capannoni presenti all’interno dell’area. Come stabilito nello studio notarile del dottor Andrea Panno, la società avrebbe dovuto versare entro la fine di settembre i 6 milioni e 16 mila euro per formalizzare l’iter, previo consenso dell’Autorità di Sistema Portuale che ad oggi, considerato lo stato dell’area e i tre anni di blocco causati dal fallimento, sembra scontato. Il fatto che la società maltese abbia adempiuto ai suoi obblighi finanziari ben prima dei 60 giorni previsti dalla legge ed abbia saldato la somma pochissimi giorni dopo l’aggiudicazione dell’asta, lascia ben sperare sulla solidità del gruppo. E soprattutto sulla possibilità di un vero rilancio dell’area che potrebbe diventare base di una cantieristica navale in grado di garantire una boccata d’ossigeno dal punto di vista economico ed occupazionale. Su questo aspetto era stato chiaro anche il sindaco Cozzolino che aveva sottolineato la necessità di prendere in considerazione, eventualmente, le decine di persone che negli anni hanno acquisito precise professionalità proprio lavorando nel cantiere; professionalità da tenere nella giusta considerazione in caso di assunzioni locali.

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