La Sole Luna Volley Academy vince lo scontro al vertice

Ancora un fine settimana intenso e appassionante quello vissuto dalla Volley Academy Civitavecchia. Sabato fra le mura amiche della palestra Posata si è disputato lo scontro al vertice nel campionato under 14 femminile. Si affrontavano le due squadre imbattute del girone La Sole Luna Volley Academy e la Pallavolo Tarquinia. La posta in palio era alta, nella pallavolo non esiste il pareggio e la partita aggiudicava la vetta solitaria. Pubblico delle grandi occasioni infatti e partita assolutamente all’altezza delle aspettative. Una battaglia sana, colorata, e festante di buona pallavolo e tanto entusiasmo. Alla fine a spuntarla è stata la Sole Luna che nei momenti decisivi del match è riuscita a ridurre gli errori e a mantenere maggiore lucidità. 3 a 2 il risultato finale per due ore di bel gioco sottolineato dal corretto e rumoroso tifo del pubblico. Domenica al palazzetto dello sport di Santa Marinella è sceso in campo il futuro della pallavolo civitavecchiese. Più di cento bambini (la stragrande maggioranza della Volley Academy) divisi in nove campi di minivolley hanno dato vita con la gioia di cui solo loro sono capaci ad una bellissima festa sportiva. Nella stessa giornata a partire dalla mattina si è svolto un torneo under 12 femminile con sei squadre partecipanti (vinto dalla Civitavecchia Volley) e un test match under 13 fra la Sole Luna Volley Academy e le pari età romane dello Sports Team (vinto dalla Sole Lune Volley Academy). Stanca ma felice la neo presidente della Volley Academy Sonia Tauro «La full immersion di 10 ore è stata bellissima. Abbiamo iniziato dalla mattina con il torneo under 12 femminile e siamo andati avanti per tutta la giornata trascorsa insieme all’insegna del divertimento e dello sport. Anche pranzare tutte insieme è stato bello. Le atlete vivono un’esperienza unica che le fa crescere umanamente e sportivamente. Vedere il palazzetto stracolmo di bambini che si divertono è per noi motivo di grande orgoglio che ci ripaga di tutti gli sforzi fatti. Una motivazione a fare sempre meglio. Sono tantissime le persone che ho l’obbligo di ringraziare. Tutto il mio staff dal responsabile del Minivolley Giorgio Piendibene a tutti i nostri allenatori Giancarlo, Ilenia, Rebecca, Federica e Roberto. Tutto lo staff di Santa Marinella Emanuela, Andrea ed il personale che ha permesso di montare smontare e rimontare i campi in tempi record. Le società partecipanti Santa Marinella, Civitavecchia Volley, Pallavolo Sempione, Pallavolo Viterbo e Sports Team. La Telethon sempre al nostro fianco. Tutte le famiglie che hanno pazientato un’intero pomeriggio e le mamme che hanno collaborato fattivamente. Il Sindaco e l’assessore allo sport di Santa Marinella presenti alla manifestazione. Una giornata indimenticabile che rimarrà fra i ricordi più belli».  

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Pas: il futuro appeso a un filo

CIVITAVECCHIA – È appeso alla decisione che sarà presa domani in destino della Pas, la Port Authority Security, società controllata al 100% dell’Autorità di Sistema Portuale il cui destino sembra essere minato da una serie di criticità, a partire da quelle economico finanziarie. Domani l’assemblea dei soci dovrà approvare il Poa del 2018 – programma organizzativo annuale che si sarebbe dovuto approvare a fine 2017 – dal quale dipende proprio la tenuta o meno della società che gestisce e si occupa di sicurezza all’interno degli scali del network. In ballo ci sono i milioni di euro inizialmente preventivati (si parla di 4,1 milioni) ma che potrebbero non arrivare nelle casse della Pas, anche alla luce di quanto certificato dagli uffici amministrativi di Molo Vespucci che a quanto pare avrebbero fatto i conti di fine anno e non avrebbero da versare più di circa 80mila euro, nelle casse della controllata che quindi, a dicembre, si troverebbe in sofferenza. 

Di questo si è parlato in questi giorni nel corso di un incontro tra i vertici della società e l’Ugl, mentre gli altri sindacati sono convocati per domani. «Questo Piano va approvato assolutamente – ha spiegato la responsabile sindacale Fabiana Attig – i lavoratori sono in stato di pre-agitazione anche se gli stipendi di dicembre dovrebbero essere garantiti. Dipenderà invece da come andrà la votazione di domani se verrà corrisposta la tredicesima». Attig ricorda poi come la stessa assemblea dei soci dovrà approvare anche quanto stabilito al capitolo 11 punto 4 del piano di criticità e linee guida sull’organizzazione della Pas – sul quale aveva lavorato lo scorso anno l’ex amministratore Saccone – «per rimodulare la convenzione tra la stessa Pas e l’Adsp – ha aggiunto Attig – per riequilibrare la sicurezza rispetto ai portatori di interesse. Così come è oggi è anacronistico e non possono esistere più istituti all’interno di un porto. Serve equilibrare la situazione». 

L’Ugl ha quindi confermato come Pas chiuderà non con un segno negativo di 9mila euro, come si pensava, ma con un attivo di un paio di migliaia di euro.  Ma questo non basta a rassicurare i lavoratori. 

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Francesco Fiorucci dice no all’abbattimento dei pini

SANTA MARINELLA – Il consigliere comunale del centro destra Francesco Fiorucci, critica la decisione presa dall’amministrazione comunale di abbattere alcuni pini di piazza Trieste. 
«Ho letto – dice Fiorucci – la triste notizia riguardante l’abbattimento di tre Pini in piazza Trieste, motivato dalla pericolosità di caduta per effetto di eventi metereologici. Abito a piazza Trieste e osservo quotidianamente questi meravigliosi alberi. Durante l’ultima tempesta di vento e di pioggia, ho avuto modo di verificare che i pini non erano assolutamente toccati dal vento, in quanto protetti e riparati dagli edifici che li circondano». 
«Ho invece notato – prosegue Fiorucci – che il resto dei pini, in particolare quelli sull’Aurelia e a piazzale Gentilucci, avevano oscillazioni spaventose. Mi domando allora perché c’è questa urgenza su piazza Trieste? Non basterebbe una potatura ed uno sfoltimento della chioma?».

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Vecchia, parla patron Ambrosi

di MATTEO CECCACCI

Nessuna cronaca, nessun tabellino e nessun diritto di critica. È giunto il momento del primo bilancio stagionale del presidente del settore giovanile nerazzurro-bianconero Stefano Ambrosi appena dopo due mesi dall’inizio dei campionati Elite e regionali. È vero, di solito i responsabili dei vivai fanno il punto della situazione a fine girone d’andata, ma patron Ambrosi dopo il contratto di gestione di giugno scorso ha deciso di chiarire l’attuale situazione. L’ex portiere della Ternana non ha perso tempo e a 360 gradi, a tutto tondo, ha spiegato nel minimo dettaglio tutte le situazioni, spiegando il motivo della fusione o meglio ancora del contratto di gestione, dicendo la sua sullo stadio Fattori e la colpa dell’amministrazione comunale, sul fermo del campionato a causa della decisione dell’Aia e della prima squadra.
«Ci tengo a dire – esordisce il presidente dell’agonistica Stefano Ambrosi – che è un contratto di gestione e non una fusione, ma un contratto di cinque anni che ancora devo firmare, ma è questione di giorni. Tutto è nato dall’ottimo rapporto che ho sempre avuto e che ho tuttora con il presidente del Civitavecchia Calcio 1920 Ivano Iacomelli, molto spesso ci sentivamo per organizzare delle cose insieme e vuoi per un motivo vuoi per un altro, alla fine abbiamo preso questa decisione. Premetto che lo scorso anno, dopo la situazione che si era venuta a creare con il Tamagnini, era giusto far riemergere e portare avanti per il buon nome della società il settore giovanile del Civitavecchia Calcio e così in un pomeriggio d’estate insieme ad Ivano abbiamo raggiunto l’accordo. Prendere in mano l’intera gestione non è stato affatto semplice, l’ho fatto per salvaguardare una situazione che stava andando sempre più in malora, anche se con i numeri già stavo a posto, perché il mio organico bianconero già contava circa 240 ragazzi, infatti l’apporto numerico non è che mi abbia fatto aumentare la situazione, ma allo stesso tempo mi dà molto lustro per le tante categorie che si sono venute a creare tra le mie e quelle nerazzurre. Ad oggi ne contiamo sei tra Elite e regionali, non considerando l’Under 19 Elite, ex Juniores, per il semplice fatto che la gestisce ancora Iacomelli insieme all’Eccellenza, ma che sarebbe la quarta categoria Elite. Ovviamente, essendo partiti in netto ritardo stiamo pagando dazio con alcune categorie, basti vedere i 2002, dove ho ereditato una compagine un po’ frammentata, dovuta al semplice fatto che avendo chiuso l’accordo a fine giugno, molti giocatori già avevano deciso di accasarsi in altre società. Fare l’Elite già non è facile, perché se hai un bacino d’utenza così ridotto, figuriamoci se puoi competere in un palcoscenico dove varie società addirittura la cominciano a preparare mesi prima. Abbiamo trovato tante difficoltà soprattutto per i risultati, non tanto per l’organizzazione, adesso stiamo tirando la cinghia, abbiamo fatto vari cambi in panchina, come nel 2002 da Pasquale Oliviero ad Adus Amici e nel 2004 da Patrizio Tossio a Dario Rasi. Stiamo cercando di migliorare, ma l’errore che non dobbiamo commettere è quello di non avere la presunzione di guardare il campionato dal punto di vista della classifica, o meglio, bisogna focalizzarci su quelle squadre che stanno lottando per la salvezza come noi, così da concentrarci su di loro e raggiungere il nostro obiettivo. Non nego assolutamente il fatto che non abbiamo le forze per confrontarci con le solite società storiche plurititolate di Roma dove non sto a fare i nomi, i gironi sono difficili, in particolar modo quelli Elite laziali che sono i più complicati d’Italia. Stiamo soffrendo col 2002 e 2005, ma sono molto fiducioso e speranzoso sul raggiungimento della salvezza, questo è fuori da ogni dubbio. Stiamo cercando di rinforzare gli organici grazie al mercato e agli svincoli di dicembre, ma la cosa che va analizzata è che avendo un settore giovanile così importante per le categorie che hai, va a tutti i costi cambiata la mentalità nella gestione, mi spiego: non può per nulla al mondo esistere la musica del ‘‘mio figlio gioca perché è amico di, è nipote di, è figlio di’’, questo non può esistere. Noi, infatti, stiamo cercando di aggiustare il tiro su questa situazione per dare un po’ di professionalità a questo settore perché secondo me lo merita. Ad oggi con i numeri alla mano siamo il settore giovanile più importante della città per due motivi: il primo perché abbiamo le categorie più importanti e continueremo ad averle per molti altri anni in confronto alle altre realtà civitavecchiesi, il secondo è perché portiamo lo stemma della città a differenza degli altri che sono solo realtà locali. Comunque ci stiamo già organizzando per il prossimo anno sulla programmazione futura. Ripeto che sull’Elite senza ombra di dubbio abbiamo sbagliato qualcosa sui risultati, ma non siamo stati neanche fortunati, come ricorsi persi, decisioni arbitrali errate e tanto altro. Il rischio, comunque, è di perdere le categorie Elite con il 2002 e 2005, ma fatto sta che se dovesse accadere il prossimo anno faremo un regionale a vincere. I 2004 sono una corazzata, sapevo che avrebbero fatto un bell’inizio di campionato, perché una rosa che lo scorso anno ha vinto il titolo regionale, rinforzata quest’anno da cinque ottimi elementi del Civitavecchia non poteva fare altrimenti. Con i 2005 bisogna stargli molto vicino, purtroppo facendo un campionato ex Giovanissimi fascia B incontri club professionistici come Roma e Lazio e quando ti capitano i biancocelesti allenati da Tommaso Rocchi c’è poco da fare, è proprio il materiale umano che è diverso. Comunque l’obiettivo è mantenere tutte le categorie Elite, ci mancherebbe altro, per me i 2004 a fine anno raggiungeranno una salvezza tranquilla, mentre con i 2002 e 2005 stiamo a rischio, ma cercheremo di fare il più possibile. C’è da dire anche che l’agonistica viene da una gestione dello scorso anno complicata con dinamiche veramente difficili e stiamo pagando quello che è stato lo scorso anno, ovvero aver raggiunto l’accordo a giugno e in un mese non puoi programmare tutto, in particolar modo l’Elite. Questo è un anno di partenza su cui stiamo cercando di gettare le basi per la prossima stagione. Riguardo le categorie Regionali – continua il numero uno nerazzurro bianconero – ho cercato di mettere tutti allenatori che hanno pochissimi rapporti con i genitori, o meglio ancora, nessuna conoscenza e che hanno giocato a calcio ad alti livelli. Io a differenza di altre società non ho sponsorizzazioni, ma ci autofinanziamo con le quote della scuola calcio e non abbiamo nessuna entrata di supporto, perché credo che sia giusto così. L’unico problema ce l’abbiamo con l’Under 15 di Michele Romano, ma c’è una classifica molto corta quindi la salvezza può essere raggiunta facilmente e io sono tranquillo, così come i ragazzi di Zampollini e Savino che stanno dimostrando di poter competere nei propri campionati. Dal mio punto di vista tutte e tre le categorie si salveranno senza problemi. Nella Scuola Calcio – prosegue entusiasta – abbiamo 165 iscritti che vanno dal 2006 al 2012/2013 e siamo i più grossi di tutti anche perché insieme all’agonistica contiamo più di 300 elementi in totale. Lo scorso weekend abbiamo iniziato i campionati Federali che ricordo che non hanno classifica e non sono arbitrati. Abbiamo fatto un’ottima programmazione tecnica per quanto riguarda la scuola calcio, io come responsabile tecnico e Nello Savino nelle vesti di direttore generale facciamo dei breafing mensili con tutti gli allenatori per monitorare tutte le programmazioni tecniche per controllare che vengano rispettate. Fondamentale per noi è preparare i gruppi della scuola calcio ad approdare nell’agonistica nei campionati regionali ed Elite, ma ciò non significa che non possiamo iniziare a fare una piccola selezione omogenea che io reputo scorretta, infatti noi cominciamo a farla nel periodo primaverile dal 2009 in su, ed è giusto e importante che dal 2006 fino a questa età crescono individualmente, giocano tanto e si divertono il più possibile. Voglio ricordare anche che la Federazione con la Carta dei Diritti tutela tutti gli iscritti alla scuola calcio e che quindi la piccola selezione va fatta con le molle. Sono comunque abbastanza soddisfatto dell’andamento di tutta la struttura che si è venuta a creare, l’ambiente è rimasto famigliare come quando avevo solamente la Leocon dove si è aggiunto il lustro delle categorie del Civitavecchia Calcio e agli ottimi allenatori che avevo io della Leocon ho avuto la possibilità di poter inserire dei tecnici altrettanto bravi che venivano dalla Vecchia. Riguardo i tornei stiamo organizzando la Christmas Cup nel periodo natalizio, poi un torneo pasquale e uno di fine anno. Per lunedì, invece, sto organizzando in collaborazione con Daniele Bencini, ds del vivaio dielleffino, un raduno che ci è stato richiesto da vari procuratori del professionismo per le categorie 2002 2003 e 2004. Tornando all’agonistica devo dire che ho già avuto alcune segnalazioni per vari ragazzi del 2002, 2003 e 2004 da parte di club professionistici e per fine anno penso che qualcosa di importante potrà realizzarsi. Il mio intento alla fine è questo, quello di dare la possibilità a chi dimostra durante il campionato di fare bene di confrontarsi con realtà importanti grazie alle mie conoscenze che ancora oggi porto avanti, in modo particolare con Ternana, Pescara e Frosinone».
Ambrosi, poi, dopo aver analizzato le sue sei squadre ha voluto dire la sua sulla Vecchia e sullo stadio Fattori scaricando la colpa all’amministrazione pentastellata.
«Sul Fattori – spiega a tal proposito – le responsabilità ce l’ha l’amministrazione comunale che è l’unica indiziata di ciò che riguarda la situazione calcistica del Civitavecchia Calcio perché per quanto sia il Comune dovrebbe sempre garantire, non dico a tutto il settore giovanile anche perché tutta la cantera si allena in una struttura privata, ma almeno dalla Juniores in poi dovrebbe dare una propria casa all’interno della città per svolgere uno dei campionati più importanti e questo è gravemente mancante, gravemente mancante come tutti gli sbagli commessi, a partire dal disinteresse totale dello stadio Fattori, voglio dire, non è che parte da quest’anno, non si può pensare che il Fattori per sette anni ha dovuto avere la deroga anno per anno dalla Federazione per rifare un manto, che oggi per rifarlo costa 350 mila euro e per un Comune come Civitavecchia fare un investimento su un impianto sportivo per mantenere la propria squadra in città stiamo parlando di una cosa irrisoria. Loro oggi hanno la gravissima responsabilità di aver sgretolato un collage sportivo che fine a poco fa c’era. Per quanto mi riguarda a mister Rocchetti, visto che stiamo entrando nella fase invernale, ho dato massima disponibilità per svolgere gli allenamenti presso il mio impianto se ci dovessero essere problemi da qui a marzo nel recarsi ad Allumiere. Oggi come oggi, da gestore del  settore giovanile del Civitavecchia Calcio, mi rendo conto, cosa che prima non capivo, che non c’è l’amore che ci dovrebbe essere per questa maglia, mi spiego: non da parte di tutti gli addetti i lavori, ma sono pochissimi che gioiscono se le cose vanno bene, qui sembra che sono più contenti se il Civitavecchia si affossa perché magari ce l’hanno con un dirigente o un altro e questa è una cosa sgradevole e qui mi rifaccio anche ad altre società. Secondo me il simbolo Civitavecchia Calcio dovrebbe acquistare un’importanza collettiva, dovrebbe essere un piacere per tutti quanti far parte del Civitavecchia Calcio 1920. Io quando ero ragazzo e militavo nei dilettanti, prima di approdare nel professionismo, se avessi giocato con la squadra della mia città avrei dato tutto, invece oggi si vedono ragazzi che preferiscono fare un campionato provinciale piuttosto che un Elite».
Il presidente, ovviamente, non si è lasciato scappare il pensiero sulla decisione dell’Associazione Italiana Arbitri, che ha portato a non giocare i campionati lo scorso fine settimana a causa dell’aggressione nei confronti di Bernardini di Ciampino.
«Secondo me – commenta – non è assolutamente giusta la decisione che hanno preso, perché in questo modo non si tutelano i direttori gara, per quanto un arbitro possa sbagliare si deve capire che innanzitutto è un coetaneo dei calciatori e che può sbagliare una valutazione come il numero dieci può sbagliare un rigore e un portiere una parata, ma la gente dovrebbe capire che per quanto sono tanti gli interessi che ci stanno in mezzo, sono cose comunque sia ristrette in una partita di calcio giovanile, invece qui si sta perdendo il lume della ragione tra i genitori che stanno fuori e insultano gli arbitri, addirittura gli allenatori come se capiscono di tattica e di tecnica. Dico la verità, noi siamo realtà insignificanti pure se facciamo l’Elite, basti pensare a qualche anno fa quando squadre che oggi militano in Serie C, hanno speso più di 500 mila euro per il settore giovanile e questo ti fa rendere conto che non sei niente. Noi bisogna capire che non ci stiamo giocando la Champions League, si, è importante mantenere l’Elite, il regionale, fare tornei e tanto altro, ma lo scopo reale di un settore giovanile è quello di far crescere i ragazzi e i due tre validi elementi che hai piazzarli nel professionismo, poi se lo riesci a fare mantenendo tutte le categorie Elite è un conto, se non riesci a farlo e lo fai tramite regionale è un altro conto, ma è questo lo scopo. Poi qui subentra il fatto dei genitori, perché oggi come oggi ci sta un’esasperazione incredibile, io ho fatto ventiquattro anni di calcio di cui venti di professionismo e sono arrivato anche ad alti livelli, ma alcuni atteggiamenti che vedo, anche nella scuola calcio, a volte mi fanno accapponare la pelle perché sono proprio fuori luogo e quindi ecco che vanno a creare delle tensioni che poi sfociano in quello che è accaduto domenica 11 a San Basilio al povero Bernardini di Ciampino. Secondo me, però, la Federazione quando accadono queste cose non deve generalizzare, ma punire la squadra, ovvero: dove è accaduto, chi è stato, come si chiama la società? Perfetto, radiata dal campionato, ma non tanto per punire, ma per dare un segnale forte a tutti, purtroppo questo la Federazione non lo fa mai. Secondo me solo così possono migliorare le cose e allora lì sì che ci penseranno dieci volte prima di aggredire un arbitro, ma dal mio punto di vista il segnale che doveva dare l’Aia era tutt’altro e questo di fatto non farà cambiare la situazione. Il calcio è uno dei pochi sport che fa credere a tutti di poter dare un’opinione quando invece c’è bisogno di avere una grandissima specializzazione calcistica per poter parlare di tattica o di tecnica ma siccome tanti si vedono tre partite e pensano di essere il nuovo Mourinho e allora questo porta tutti i genitori e molti addetti ai lavori a giudicare in maniera facile e a volte errata moltissime situazioni e questo non fa nient’altro che aggravare il livello di tensioni nervose i ragazzi che arrivano al campo esasperati. Voglio fare – conclude il presidente Stefano Ambrosi – un grande e grosso in bocca al lupo a Ivano Iacomelli per il proseguio della stagione per quanto riguarda la prima squadra, gli auguro quanto prima di uscire da questa fase negativa, perché sono a conoscenza dei sacrifici che sta facendo per portare avanti tutta la squadra».
Un bilancio, dunque, quello di Ambrosi che fa capire a tutti la serietà del settore giovanile del Civitavecchia Calcio 1920 che vuole assolutamente riemergere e tornare protagonista.
I cent’anni del club sono vicini e chissà cosa bisognerà aspettarsi.

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Mari (FI): "Dal Pincio ennesimo regalo di Natale a danno dei commercianti"

CIVITAVECCHIA – "Se fosse vero che il duo tragicomico D'Antò Cozzolino prepara l'ennismo regalo di Natale con iniziative a danno dei commercianti, sarebbe desolante per la città". Lo ha sottolineato la vice coordinatrice locale di Forza Italia Emanuela Mari, riferendosi ai commercianti di corso Marconi che, se le notizie venissero confermate, "vedranno occupare lo spazio antistante i loro negozi dalle solite sciatte bancarelle che pagheranno la modica cifra di 30 euro al giorno – ha spiegato – per esporre la loro merce nel salotto buono della città, proprio a Natale, il periodo in cui i commercianti sperano di lavorare di più, alla faccia di chi paga le tasse tutto l'anno per avere un negozio a corso Marconi. Così oltre al problema del traffico e dei parcheggi si aggiungerà anche il problema della viabilità sul marciapiede di corso Marconi che non è assolutamente adatto ad ospitare l'ennesima baraccopoli targata Cozzolino – D'Antò. Incapaci di realizzare un bando per allestire il Natale in città hanno ben pensato di continuare a mortificare il commercio civitavecchiese. Sperando che siamo solo notizie false e tendenziose, comunque predisporremmo un accesso agli atti per capire chi come e perché si è deciso di installare le bancarelle a corso Marconi quando ci sono tanti luoghi dove si potevano posizionare senza continuare a mortificare i nostri commercianti, e sopratutto – ha concluso Mari – se è stata richiesta la così tanto sbandierata paesaggistica. Ci auspichiamo che l'esperienza fallimentare di questa amministrazione venga archiviata presto".

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Mari (FI): "Dal Pincio ennesimo regalo di Natale a danno dei commercianti"

CIVITAVECCHIA – "Se fosse vero che il duo tragicomico D'Antò Cozzolino prepara l'ennismo regalo di Natale con iniziative a danno dei commercianti, sarebbe desolante per la città". Lo ha sottolineato la vice coordinatrice locale di Forza Italia Emanuela Mari, riferendosi ai commercianti di corso Marconi che, se le notizie venissero confermate, "vedranno occupare lo spazio antistante i loro negozi dalle solite sciatte bancarelle che pagheranno la modica cifra di 30 euro al giorno – ha spiegato – per esporre la loro merce nel salotto buono della città, proprio a Natale, il periodo in cui i commercianti sperano di lavorare di più, alla faccia di chi paga le tasse tutto l'anno per avere un negozio a corso Marconi. Così oltre al problema del traffico e dei parcheggi si aggiungerà anche il problema della viabilità sul marciapiede di corso Marconi che non è assolutamente adatto ad ospitare l'ennesima baraccopoli targata Cozzolino – D'Antò. Incapaci di realizzare un bando per allestire il Natale in città hanno ben pensato di continuare a mortificare il commercio civitavecchiese. Sperando che siamo solo notizie false e tendenziose, comunque predisporremmo un accesso agli atti per capire chi come e perché si è deciso di installare le bancarelle a corso Marconi quando ci sono tanti luoghi dove si potevano posizionare senza continuare a mortificare i nostri commercianti, e sopratutto – ha concluso Mari – se è stata richiesta la così tanto sbandierata paesaggistica. Ci auspichiamo che l'esperienza fallimentare di questa amministrazione venga archiviata presto".

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Crc, sette giorni alla grande sfida

Crc, fra una settimana arriva uno dei momenti svolta della stagione. Domenica prossima la squadra allenata da Giampiero Granatelli e Mauro Tronca si gioca una fetta importante di campionato. In programma c’è la trasferta contro Romagna, capolista del girone 2 del torneo di serie B. 
Sono sei i punti che dividono le due “big” con i civitavecchiesi che inseguono al terzo posto dopo un percorso fin qui assolutamente lineare. 
Lo staff tecnico è fiducioso a pochi giorni da questa supersfida, nonostante la pesante assenza di Athos Onofri per squalifica. 
Ecco alcune considerazioni di coach Granatelli: «Il caso Onofri ormai è chiaro a tutti, quando si ha una reazione di stizza ad una provocazione nel nostro gioco si paga un caro prezzo – spiega il tecnico -. Capisco la reazione del momento ma quando si è inseriti in un progetto come il nostro questo è un lusso che non possiamo permetterci. Continuiamo ora nella nostra marcia ancora più coesi, compenseremo l’assenza di Onofri con uno sforzo collettivo maggiore». 
Il Crc mantiene una marcia positiva, ora però arrivano gli scogli di domenica prossima e quello contro Florentia fra due settimane: «Il nostro campionato finora è il linea con le aspettative che avevamo ad inizio stagione – aggiunge Granatelli -. Chi ci precede è sicuramente una buona squadra quanto noi. Ci mancano i punti di penalizzazione di inizio anno e forse un punto perso per strada. Giocheremo le prossime due partite con le due squadre che ci precedono, sono molto fiducioso sulla qualità del gioco che possiamo esprimere. Saranno partite delicate dove la maturità del collettivo verrà messa alla prova. La nostra è una squadra di recente formazione e secondo me abbiamo abbattuto tutti i tempi di coesione tra i ragazzi fuori e dentro il campo».
 

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Crc, sette giorni alla grande sfida

Crc, fra una settimana arriva uno dei momenti svolta della stagione. Domenica prossima la squadra allenata da Giampiero Granatelli e Mauro Tronca si gioca una fetta importante di campionato. In programma c’è la trasferta contro Romagna, capolista del girone 2 del torneo di serie B. 
Sono sei i punti che dividono le due “big” con i civitavecchiesi che inseguono al terzo posto dopo un percorso fin qui assolutamente lineare. 
Lo staff tecnico è fiducioso a pochi giorni da questa supersfida, nonostante la pesante assenza di Athos Onofri per squalifica. 
Ecco alcune considerazioni di coach Granatelli: «Il caso Onofri ormai è chiaro a tutti, quando si ha una reazione di stizza ad una provocazione nel nostro gioco si paga un caro prezzo – spiega il tecnico -. Capisco la reazione del momento ma quando si è inseriti in un progetto come il nostro questo è un lusso che non possiamo permetterci. Continuiamo ora nella nostra marcia ancora più coesi, compenseremo l’assenza di Onofri con uno sforzo collettivo maggiore». 
Il Crc mantiene una marcia positiva, ora però arrivano gli scogli di domenica prossima e quello contro Florentia fra due settimane: «Il nostro campionato finora è il linea con le aspettative che avevamo ad inizio stagione – aggiunge Granatelli -. Chi ci precede è sicuramente una buona squadra quanto noi. Ci mancano i punti di penalizzazione di inizio anno e forse un punto perso per strada. Giocheremo le prossime due partite con le due squadre che ci precedono, sono molto fiducioso sulla qualità del gioco che possiamo esprimere. Saranno partite delicate dove la maturità del collettivo verrà messa alla prova. La nostra è una squadra di recente formazione e secondo me abbiamo abbattuto tutti i tempi di coesione tra i ragazzi fuori e dentro il campo».
 

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Una cena per salvare la Valle del  Mignone

TARQUINIA – Una iniziativa di Solidarietà per salvare la Valle del Mignone. È quanto organizzano i comitati ambientalisti del territorio in vista della discussione, il prossimo 19 dicembre del ricorso presso il Tar del Lazio, sottoscritto dalle associazioni ambientaliste nazionali di Italia Nostra, Lipu, WWF, GRIG (Gruppo di intervento giuridico) e Forum Ambientalista, unitamente a tanti cittadini, e ai titolari di aziende agricole, contro il provvedimento deliberato dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri, che il 1° dicembre 2017 ha concesso la compatibilità ambientale al progetto preliminare di Anas, il cosiddetto “tracciato verde”, che prevede il completamento della trasversale Orte Civitavecchia, nell’ultimo tratto Monte Romano-Civitavecchia, composta da 9 viadotti, 1 galleria e 2 svincoli, nell’area integra della Valle del Mignone.
“La localizzazione dell’opera in un’area protetta dalla direttiva europea – affermano gli ambientalisti –  è una delle principali ragioni per cui questo progetto preliminare ha ricevuto parere negativo dalla Commissione Tecnica di VIA del Ministero dell’Ambiente, che non ha quindi concesso la compatibilità ambientale e che ha definito l’opera sostanzialmente “immitigabile” e “insostenibile”. 
Nel confermare la soddisfazione nel vederci affiancati in questa battaglia dalle maggiori associazioni ambientaliste italiane che si sono impegnate a sostenerci, vogliamo informare la cittadinanza che c’è ancora bisogno della solidarietà di tutti, perché il Cipe, con delibera 2 del 28 febbraio 2018 ha deliberato sul progetto preliminare rendendo necessario impugnare anche questo atto al Tar, con la necessità di provvedere ad ulteriori spese legali. È per questo motivo che invitiamo la cittadinanza alla cena di sottoscrizione a cui saremo felici di riservare un posto, affinché ognuno possa contribuire a questa causa con la vostra solidarietà”.
“Invitiamo i cittadini a sostenerci, – aggiungono i comitati – prenotando un posto per la cena organizzata presso l’agriturismo Campo di Marta, località Montericcio, il giorno 29 Novembre dalle ore 19,30 con un menù realizzato grazie ai prodotti locali offerti dai produttori della Farnesiana e della Valle del Mignone. Il resoconto della raccolta, così come i versamenti raccolti sul conto tramite iban, saranno resi pubblici alla fine della cena”.
All’appuntamento saranno presenti le associazione ambientaliste, i firmatari del ricorso, i cittadini e i residenti, impegnati nella difesa della Valle del Mignone; l’organizzazione sarà curata dai volontari delle associazioni, dei comitati e dai cittadini che hanno sottoscritto il ricorso al Tar. 
“Intendiamo ribadire con molta chiarezza che le alternative al tracciato verde ci sono e che non si può in nessun caso rischiare la scomparsa di un territorio così prezioso solo in nome dei costi ma che bisogna sempre considerarne il valore, compreso quello di trasmetterlo integro alle future generazioni. Invitiamo tutta la politica impegnata nella difesa del territorio a partecipare”. 
Oggi il Comitato per il diritto alla mobilità di Tarquinia, la Sezione Etruria di  Italia Nostra o.n.l.u.s saranno a piazza Cavour per mostrare ancora una volta il percorso del tracciato verde, “il perché sarà distruttivo per la valle del Mignone e perché non sarà assolutamente utile alla città di Tarquinia che non avrà alcuno svincolo per poter utilizzare una superstrada che invece ne devasterà il territorio. L’appuntamento è  dalle 15 alle 17. Per chi non potrà partecipare alla cena, è possibile contribuire con una donazione tramite l’IBAN: IT80U36081051382544747
54481 intestato a Nicola Buonaiuto, causale: Salviamo la Valle del Mignone Per prenotare la cena: Tel. 338 9801847 – 333 8059708 – 393 9305408 perilbeneditarquinia@gmail.com – www.perilbeneditarquinia.it”.
 

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