Dimissioni Mencarini, Idea Sviluppo e Bergonzini: “Irricevibile la sostituzione di Catini, Serafini e presidente del consiglio, se è vera”

TARQUINIA – Il presidente del consiglio comunale Arrigo Bergonzini e il gruppo politico di Idea Sviluppo prendono posizioni in merito ad alcune affermazioni giornalistiche che vedrebbero il sindaco orientato a sostituire le figure dei due assessori, Serafini e Catini e del presidente del consiglio Bergonzini. 

“Non è dato a sapere se le affermazioni sulle presunte condizioni poste dal Sindaco per il ritiro delle proprie dimissioni e riguardanti specificatamente la posizione degli assessori Serafini, Catini e quella del Presidente del Consiglio Bergonzini, siano semplici congetture giornalistiche o indiscrezioni fuorvianti di soggetti interessati. Nell'uno e nell'altro caso non meritano alcun credito; se invece hanno un qualche fondamento di verità riguardo alla fonte, appaiono infondate, inaccettabili ed irricevibili nel momento in cui non sono in alcun modo motivate e corredate da attribuzione di eventuali responsabilità gestionali ed amministrative nei confronti di alcuni soggetti piuttosto che di altri. Non si può ragionare in termini di simpatia e adesione acritica al volere di alcuni. I fatti ed i progetti amministrativi devono essere scevri da mere divergenze caratteriali o da questioni umorali”.

“Riguardo, infine, alle ulteriori indiscrezioni su presunte azioni di maldestro spionaggio, – ribadiscono Serafini e Bergonzini – si ribadisce con forza che il nostro gruppo è assolutamente estraneo ad ogni atto in tal senso, avendo l'abitudine ed il difetto di affrontare a viso aperto ogni questione controversa, magari urlando ma mai e poi mai spiando”.

 

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«Federico, mi fai pena»

di GIULIANA OLZAI

CERVETERI – «Federico, mi fai pena, mi fai pena. Sono la mamma di Marco Vannini e mi stai facendo veramente pena». Così Marina Conte attacca Federico Ciontoli, figlio di Antonio Ciontoli e fratello di Martina (la fidanzata di Marco) nel corso della telefonata che la giornalista di Quarto Grado, Anna Boiardi ha effettuato al ragazzo e trasmessa nella puntata di venerdì scorso. «Ti voglio dire soltanto questo – continua mamma Marina – hai avuto più di tre anni per poter parlare con me e non l’hai mai fatto. Hai detto solo menzogne e continui a dire menzogne e ad arrampicarti sugli specchi. Che cosa mi hai detto quella sera al Pit? Mi hai detto semplicemente che a tuo padre mentre puliva la pistola gli è partito un colpo». Mamma Marina inizia così a riportare «il mare di menzogne» che gli sono state dette intercalando con «vi dovete vergognare». «Non siete venuti mai al cimitero a trovarlo, tua sorella si deve vergognare» insiste Marina.  «Mi dispiace veramente – risponde Federico – Ti ho detto quello che sapevo. Vediamoci, parliamone ma non con i giornalisti».  «Marina ti prego, ascoltami»  insiste Federico cercando di bloccare la foga di Marina che ricordava i fatti di quella tragica notte.  «La cosa che mi dà fastidio di più è che voi non avete mai usato una parola per mio figlio. E soprattutto, tu Federico, ti devi rendere conto che mio figlio si poteva salvare. E ce lo avrai per sempre sulla coscienza perché mio figlio si poteva salvare. Tu, tua madre, tua sorella e tuo padre non avete fatto niente per salvarlo», sbotta ancora mamma Marina.  
Un confronto acceso con mamma Marina che esplode e non lascia spazio alle risposte del ragazzo che cerca di giustificarsi dicendo: «Marina siamo stati schiacciati da qualcosa di grande». «Ti assicuro che io posso parlare con te – continua Federico – Probabilmente puoi capire cose che fino ad oggi non hai potuto capire. Voglio spiegare il motivo per il quale ho detto che c’è stata chiusura da parte vostra. Voglio solo spiegare che quello che è successo è stata qualcosa di grande per tutti». A quel punto Marina va su tutte le furie: «Di grande! Ma ti rendi conto quando parli di Marco cosa dici? Di grande per me e mio marito  Valerio».  
Federico sembra disponibile ad un incontro con Marina. «Ti spiegherò ogni minimo dettaglio, tutto quello che vorrai sapere. Marina, tutto quello che vorrai sapere» ripete più volte.  «Potrei avere l’opportunità di spiegarti qualcosa che ti fa capire che forse non è come pensi». «Probabilmente mancano dei tasselli per far si che quello che stiamo raccontando è reale”» Ma alla richiesta della giornalista di indicarne qualcuno, Federico si tira indietro: «Ci sarà il tempo per questo. Racconterò nei minimi dettagli alla madre di Marco, se manca qualcosa vi chiarirò anche a voi, ma non in questo momento», riferendosi alla possibilità di spiegare durante una trasmissione televisiva. 
La telefonata ha avuto seguito dopo che giorni fa Federico e Viola sono stati intercettati per strada dalla giornalista Chiara Ingrosso. I due hanno accusato la redazione di Quarto Grado di aver raccontato diverse menzogne e solo piccoli tasselli di verità. Da qui la telefonata della giornalista davanti alla mamma di Marco per chiedere spiegazioni sulle eventuali falsità che sono state dette nel programma.
L’avvocato Celestino Gnazi, legale di mamma Marina commenta così dopo la messa in onda del video:  «Mi ha stupito la loro arroganza. Se c’è uno che dice ‘’cavolate’’ è proprio questo ragazzo che forse è il regista di tutto. Nell’appello del pubblico ministero si elencano le ‘’cavolate’’ di Federico che addirittura induce, come un esperto regista, i familiari a mentire lo stesso giorno. Non pensano a Marco che è morto. Pensano a concertare una versione».  Massimo Picozzi: «In questa brevissima intervista raccolta e un po’ rubata non ho trovato nulla. Federico non ha detto assolutamente nulla, anzi ci ha anticipato che continuerà a non dire nulla. Nutro dei grossi dubbi che vorrà veramente incontrare la mamma di Marco e raccontare qualcosa». 
Grazia Longo: «Sono rimasta veramente esterrefatta dalla resistenza di questo ragazzo che ha continuato a dire il nulla. Ha continuato a dire parlano troppo, ci sono un mucchio di dettagli, la verità non è come la racconta Quarto Grado. E messo sotto pressione ma qual è la verità? Fornisci questi elementi, non è stato in grado di dire niente. Lo zero più assoluto. Veramente di una arroganza intellettuale e anche una cattiveria nei confronti di questa madre inaudita». 

 

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Castrum Novum, un luogo abitato anche nell’età del bronzo  

SANTA MARINELLA – Il Sindaco Pietro Tidei e il direttore del museo della navigazione antica Flavio Enei, hanno tenuto ieri una conferenza stampa sulle scoperte effettuate a Castrum Novum. Il sito archeologico, mostra risultati incredibili, frutto degli scavi condotti dall’equipe internazionale italo-francese che dal 2010 sta curando il lavoro nell’area urbana e nelle immediate adiacenze riportando in luce interessanti testimonianze dell’abitato e dei suoi monumenti. «I dati archeologici indicano che l’insediamento venne costruito dai romani su un leggero rilievo affacciato sul mare – spiega Enei – sui resti di un precedente abitato etrusco che controllava la rada portuale con il punto di approdo a sud del Capo Linaro. Gli scavi dimostrano che anche prima degli etruschi il luogo risulta abitato nella preistoria, nell’età del bronzo». Lo scavo, coordinato da Enei e da Sara Nardi e da Grégoire Poccardi delle Università francesi di Amiens e Lille 3, con i ricercatori dell’Università della West Boemia, vede impegnati sul campo anche i volontari specializzati per i beni culturali del Gruppo Archeologico Cerite. Le attività di ricerca si svolgono sotto la supervisione della dottoressa Rossella Zaccagnini della Soprintendenza Archeologica. «Grazie all’impegno di tante persone – continua Enei –  dallo scorso anno sta tornando in luce l’impianto del Castrum di epoca repubblicana con un tratto delle mura di cinta spesse circa tre metri e lunghe oltre cento. A ridosso del muro sono stati ritrovati i resti degli alloggiamenti dei soldati che nel III secolo a.C., difendevano la città fortezza e controllavano un lungo tratto di costa. Sulla sommità del rilievo sono stati identificati i resti di un teatro avente una cavea di circa 25 metri e subito fuori dalle mura un’ampia piazza pavimentata in basoli di selce e calcare. Insomma, in così breve tempo, anche grazie ai risultati delle prospezioni magnetometriche e georadar, si sta ricostruendo l’impianto urbano e topografico originario di un’antica colonia romana della quale fino a poco tempo fa si sapeva ben poco». “Un patrimonio che va assolutamente valorizzato e portato all’attenzione mondiale – dice Tidei – credo che sia un esempio unico di città fortificata, occasione per i visitatori e per il Comune che potrebbe trarre benefici dagli introiti derivanti da questo reperto archeologico. Un grazie a tutta la comunità internazionale scientifica che sta lavorando, volontariamente in questo scavo. Speriamo di portarlo a termine rapidamente utilizzando i fondi europei. Daremo a questa comunità internazionale uno spazio nell’area militare di Torre Chiaruccia che l’Aeronautica Militare ci ha donato, per trovare quindi accoglienza in una location vicinissima allo scavo dove sorgerà la Citta della Scienza».

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Parco del Palazzo d’acciaio, consegnata l’area: in 15 giorni via ai lavori

CIVITAVECCHIA – Consegnata l’area del parco del Palazzo d’acciaio a Campo dell’Oro ad Enel. “Tra 10 o 15 giorni al massimo l’area verrà cantierata dalla ditta individuata che procederà ai lavori di riqualificazione – dichiara il sindaco Antonio Cozzolino – si tratta di uno degli interventi che si inquadra nella modifica delle prescrizioni Via che portiamo avanti da inizio mandato”.

Presente anche l’assessore all’Ambiente Alessandro Manuedda che ha commentato: “Questa di via Veneto è un’area a cui teniamo particolarmente perché proprio qui dalle precedenti amministrazioni erano stati approvati progetti di cosiddetta ‘ridensificazione’’ e si prevedeva di costruire quattro nuove sagome. Questo invece – ha detto il pentastellato – è uno spazio verde che può essere vissuto maggiormente dal quartiere”.

Sindaco e assessore hanno spiegato che sia la parte antistante il Palazzo d’acciaio che una porzione di quella alle spalle dell’edificio verranno riqualificate e lo spazio “sarà dotato – ha sottolineato Manuedda – di nuovi giochi e di un chiosco”.

Soddisfazione da parte di Cozzolino che ricorda come si tratti di uno dei 5 parchi la cui riqualifica a carico di Enel è prevista nella modifica delle prescrizioni Via targata M5S. Un passaggio anche su Parco della Resistenza, dopo il tira e molla legato alla questione usi civici. “Qui non ci sono – conclude il Sindaco – quindi non ci dovrebbero essere problemi. Ridaremo ad un quartiere altamente popolato come Campo dell’Oro uno spazio d’aggregazione che secondo noi era assolutamente necessario”. 

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Errato conferimento dei rifiuti, oltre 40 verbali

LADISPOLI – Sono oltre 40 i verbali comminati dalle associazioni di volontariato Fare Ambiente (per un totale ad oggi di 35 verbali) e Nogra (17 verbali) per la tutela del territorio. A finire nel mirino dei volontari, in particolar modo, sono stati soprattutto i condomini. Già nei mesi scorsi, infatti, il consigliere delegato al servizio di igiene urbana, Carmelo Augello, aveva annunciato pugno duro nei confronti di chi non conferisce correttamente i rifiuti. E proprio in quell'occasione le associazioni di volontariato avevano “scovato” alcuni condomini che soprattutto nel giorno di raccolta dell'indifferenziato, non conferivano correttamente, approfittandosene, per liberarsi un po' di tutto. Situazione che, una volta segnalata anche agli uomini della Polizia municipale, aveva portato all'emissione di sanzioni amministrative nei confronti del condominio. Di questo si erano lamentati proprio alcuni condomini, tramite social, che avevano soprattutto evidenziato due aspetti: non si può punire un condominio intero, e quindi più famiglie, quando magari a non rispettare le regole non sono tutti ma solo alcuni. E in secondo luogo: non è escluso che qualcun altro, non appartenente al condominio sanzionato, approfitti dell'esposizione dei mastelli per conferire, di nascosto, i propri rifiuti. Se pur potrebbe esser vero quanto lamentato dai cittadini, c'è da dire, come tenuto a sottolineare anche dal consigliere delegato al servizio di igiene urbana Augello, che i condomini là dove è stato riscontrato il mal conferimento dei rifiuti, «risulta palese che la differenziata non è stata mai fatta» o che comunque è sempre stata fatta in maniera errata. Per quanto riguarda poi la possibilità che qualche incivile approfitti del mastello in strada per gettare i propri rifiuti, questo non è assolutamente da escludersi. E ancora una volta, in questo senso a prevalere è l'inciviltà da parte di chi di rispettare le regole proprio non ne vuole sapere. Il tutto a discapito di quei cittadini che invece alla tutela dell'ambiente e del territorio ci tengono che si ritrovano a dover pagare le “colpe” di chi infrange le regole. Non va infatti dimenticato che, «tutto quello che viene fatto – ha sottolineato Augello – sul territorio, in termini di rimozione e bonifica delle discariche abusive grava sulle tasche di tutti i cittadini».
 

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''Una barca rimessa in condizioni di galleggiare''

S. MARINELLA – Dagli uffici della segreteria del sindaco si punta a diffondere una informazione che sia più vicina alla realtà dei fatti, che non quella che esternano gli internauti su facebook. La nuova giunta ci tiene a far conoscere alla cittadinanza le cose fatte per risolvere gli annosi problemi che hanno portato il Comune al dissesto e per pubblicizzare le attività svolta negli ultimi due mesi, lascia campo ad un suo rappresentante, con il compito di postare sui social network messaggi indirizzati a far conoscere la verità. «C’è ancora molto lavoro da fare poco tempo a disposizione – spiega Fabio Angeloni – c’è da dire subito che il bilancio sta in piedi perché i colossali debiti sono stati gettati alle spalle e saranno gestiti dai tre commissari di governo. La commissaria prefettizia aveva lasciato una bozza di bilancio 2018 con un deficit tra entrate e uscite di tre milioni di euro, il lavoro di questi giorni estivi ha portato a definire un bilancio che è comunque di emergenza. Basti pensare che per tappare le buche ci sono appena 25 mila euro. Sui tre milioni trovati, va detto che la metà sono nuove entrate ed il grosso lo fa l’addizionale Irpef che, per legge, in caso di dissesto, viene portata al massimo. Un’ altra metà viene dai primi tagli, mai lineari, ma per minori spese per il personale, e soprattutto dalla revisione dei contratti di fornitura. Vi sembra normale che per l’informatica il Comune dovrebbe spendere più di 1500 euro l’anno per dipendente? Non sono state toccate le spese per il sociale, in gran parte la revisione è possibile proprio partendo dal dissesto che certifica una situazione di fatto, il Comune non ha i soldi per reggere gli impegni presi dalla precedente giunta spendacciona ed arrogante». «Nel 2019 ci sarà la ripresa – fa sapere Angeloni – ma seguiranno altri tagli ed altre economie a cominciare dalle partecipate. Vi sembra normale che un’ora di lavoro di una donna delle pulizie costi 25 euro? O che in un Comune che conta 92 dipendenti, ci siano 13 servizi ed altrettanti capi con indennità, e 50 tra servizi e uffici? Quindi fa bene il sindaco a sottolineare che la barca è stata rimessa in condizioni di galleggiamento. Ora deve riaccendere i motori, uscire dalle secche e riprendere il mare aperto ma non è una manovra affatto facile”. «Due considerazioni finali – conclude Angeloni – quello ereditato non è solo un Comune in dissesto, ma un vero e proprio disastro finanziario, un caos scientifico. Seconda considerazione, chi dice che il dissesto si poteva evitare, o è in malafede o è assolutamente fuori di testa, e questo è bene che i cittadini lo sappiano, magari in futuro se lo ricorderanno pure».

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San Giorgio, Celli: ''È mancato il contraddittorio''

TARQUINIA – «Ormai non gli basta più dare sempre e comunque la responsabilità a chi li ha preceduti per giustificare la loro inadeguatezza, ora la scaricano anche in modo ancora più vigliacco sui dipendenti. Come è successo nell’ultima commissione in cui si trattava la complessa e spinosa questione di San Giorgio». Duro affondo del consigliere comunale d’opposizione Sandro Celli (Pd) all’indirizzo dell’amministrazione Mencarini, a pochi giorni dalla commissione che ha dato il via libera all’applicazione della legge regionale 28/80 per sbloccare la questione urbanistica di San Giorgio. Il consigliere spiega le ragioni del suo abbandono della commissione prima del voto di delibera.  «Prima, hanno arrogantemente rigettato la nostra richiesta di rinvio della commissione di 3/4 giorni  per avere la presenza di uno dei due responsabili dell’urbanistica, entrambi in ferie, ai quali poter chiedere spiegazioni in merito ai loro pareri in netto contrasto con la linea indicata dalla giunta con la delibera n°13/2018.  Poi, il colpo di genio. Per dimostrare che l’ufficio era comunque presente, 20 minuti prima dell’inizio hanno precettato una dipendente in servizio, che tra l’altro da anni si occupa di tutt’altro. Come dire che se manca il chirurgo facciamo operare l’infermiere di corsia tanto sempre a quel reparto appartiene. Infatti, alla nostra richiesta di far relazionare, come doveroso, l’ufficio e non il “consulente personale del presidente”, la povera dipendente non poteva che rispondere di non sapere di cosa si stava parlando. E’ stata subito ripresa in modo deciso dal segretario comunale che gli ha ricordato tutti gli articoli del regolamento per i quali non poteva dire di non sapere visto che gli altri erano in ferie e un responsabile doveva comunque esserci. Caro segretario forse era più logico chiedere al vero responsabile se il servizio fosse realmente coperto prima di firmargli le ferie, oppure richiamare dalle ferie uno dei due piuttosto che prendersela con chi non ha colpe ed è stata chiamata solo per fare la vittima sacrificale da immolare sull’altare dell’incapacità». «Moscherini come al solito – aggiunge Celli –  si è scagliato contro i dipendenti in generale e quella presente in particolare urlando di mettere a verbale che andava cacciata. Grave ma significativo il silenzio del presidente di commissione e  di altri membri della maggioranza. Le ripeto, caro Moscherini, che i nostri dipendenti, forse a differenza di quelli incontrati nella sua esperienza da amministratore, sono indiscutibilmente tra i migliori che si possano avere dal punto di vista della professionalità, della competenza, della trasparenza e dell’onestà». «Possono sbagliare – aggiunge Celli – e si può non essere d’accordo con loro, come successo anche a me, ma un dipendente non si giudica certo dal numero delle volte che ci dice comunque sì. Per il resto, come tutto già deciso prima di iniziare, hanno votato a favore dell’attuazione della delibera 13/2018 e per la richiesta di convocazione del consiglio comunale prima del 15 settembre con il quale dare definitivamente il via all’applicazione della legge regionale 28/80. Noi non abbiamo partecipato alla votazione perché in assenza dell’ufficio, è mancato il contradditorio, assolutamente fondamentale per formarsi quel convincimento necessario a decidere in piena scienza e coscienza la linea politica più giusta e coerente». 
«Infatti se pur va ricercata nell’ambito delle possibilità normative, una soluzione il meno impattante possibile per l’edilizia spontanea che si è sviluppata in questi anni, – conclude il consigliere democrat – non si può però pensare solo a risolvere il problema degli abusi, ma va garantito anche chi gli abusi non li ha mai fatti, perseguendo l’obiettivo unico di risolvere la questione di San Giorgio intesa come possibilità di dare anche e soprattutto a questo comprensorio uno sviluppo capace di essere utile a tutta la collettività come opportunità sociale ed economica».
 

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Allumiere: Riccardo Rinaldi dice la sua

ALLUMIERE – “Il Palio è un’emozione che non finisce mai, un evento che dura 365 gironi all’anno e che impegna persone di ogni età a scopo di volontariato e animati solo dall’amore per i propri colori”. Ad esprimersi così lo storico Riccardo Rinaldi, colui cioè che ha creato il Palio di Allumiere e che in questi giorni si sta beando vedendo i propri concittadini impegnati nei preparativi finali del Palio.

“Ricordo ancora quando ero giovane e andando con la mia macchina a vedere le sagre ai Castelli e nei paesi dell’Umbria sognavo di creare per il mio paese un evento importante che si ripetesse negli anni. Nel 1964 – spiega Rinaldi – sono stato eletto sindaco e subito nella prima giunta ho presentato il mio progetto del Palio per l’Assunta, ma visto che la situazione economica era tragica ho optato per inserire il Palio nei festeggiamenti per la Madonna delle Grazie visto che ero presidente del Comitato Festeggiamenti. Fu difficile reperire i fondi e organizzare il tutto ma ci riuscimmo e l’11 settembre 1965 ci fu il primo Palio e fu un successo. Ricordo che fu Cammilletti che mi portò i camion di terra e poi andai a Roma, volevo parlare col sindaco che era un socialista come me ma mi ricevette la sua segretaria. Dopo alcuni giorni mi avvertirono che il Comune di Roma mi prestava le transenne bianche di legno ma volevano una cauzione di ben 400mila lire e così me li feci prestare da mio padre. Poi convinsi Giuseppe Annibali a prestarmi un mezzo e Vincenzo Sgamma fu l’autista che mi accompagnò così con le transenne chiudemmo il percorso. I primi vincitori furono i contradaioli del Ghetto. Dal 1966 in poi però riuscii a portare il Palio in piazza per l’Assunta. Sono stato io a dividere sulla pianta catastale le varie Contrade; inizialmente ne creai 8 poi 2 furono inglobate nelle altre”. Rinaldi poi sottolinea: “Fin da subito la gente si fomentò e si attaccò ai propri colori – e oggi sono estremamente orgoglioso e felice di vedere come lavorano le Contrade. Il Palio va avanti proprio grazie alle Contrade e ai contradaioli che lavorano tutto l’anno con passione e amore e hanno portato il Palio a livelli eccezionali. Ringrazio tutte le Contrade, la Pro Loco che da sempre organizza il Palio e il Comune. Voglio ringraziare anche tutte le forze dell’ordine e tutti quelli che collaborano. Contrade, Pro Loco e Amministrazione comunale in collaborazione con le forze dell’ordine migliorano di anno in anno il Palio. Dobbiamo lavorare di più per far conoscere a tutti questa meravigliosa manifestazione”.

Con orgoglio e con un po' di commozione Rinaldi ha poi sottolineato: “Camminare per le strade e sentire il rullare dei tamburi, gli sbandieratori impegnati nelle prove, le signore impegnate a cucire e le ragazze che curano il corteo storico, vedere i ragazzi in groppa agli asini per allenarli, sentire le emozioni di tutti, vedere le feste e le sagre che le Contrade organizzano alla perfezione, vedere persone di ogni età andare in giro con bandiere e fazzolettoni della propria Contrada è un piacere, ti riempie il cuore. A chi si arrabbia per il rumore dico di avere pazienza e di essere felici che questi ragazzi sono impegnati per le proprie Contrade invece di stare senza far niente”.

Rinaldi poi conclude: “Il 15 agosto poi c’è stato un evento importante: è stato inaugurato il Museo del Palio che è veramente molto interessante e invito tutti a venire a vederlo. Che bello poi vedere così tanta gente la sera: in moltissimi hanno partecipato al corteo e poi allo svelamento del Cencio. Io ho parlato dal balcone. Ci voleva proprio questa bella manifestazione, complimenti a Eureka a tutti gli organizzatori. Mi è piaciuta molto anche la cerimonia della clessidra”. Rinaldi però lamenta un neo: “Sono molto dispiaciuto per il Cencio. Io non entro in merito al discorso artistico ma non sono contento del tema: per statuto il tema del Cencio deve ricordare momenti della storia di Allumiere e non quelli nazionali. Quest’anno ricadono i 150 anni dell’Agraria: il nostro Ente è tra i primi in Italia ed è quella che ha un’estensione maggiore e inoltre è molto attiva e operativa nel territorio, quindi andava assolutamente ricordato questo evento. La prima guerra mondiale è un evento nazionale e abbiamo avuto modo di ricordare quei tragici eventi, tanto è vero che abbiamo fatto vari eventi e c’è stato anche un bellissimo concerto, quindi ora non si doveva incentrare il tema del Cencio su questo argomento. Mi potevano chiamare e io li avrei consigliati”.

Riccardo Rinaldi ha poi concluso: “Ora siamo alla vigilia del Palio e invito a tutti a venire e a partecipare stasera alla Provaccia, al Mini Palio e alla notte colorata e domani a vedere a il Palio e il corteo storico con l’esibizione di sbandieratori e tamburini. In bocca al lupo a tutte le Contrade e che vinca il migliore”.         

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