Sant’Agostino: disagi in paradiso

VIDEO TARQUINIA – Sant’Agostino, il ‘’piccolo paradiso’’ situato lungo la costa viterbese al confine con Civitavecchia, è ancora un lembo di terra dimenticato e privo di servizi. 
Grido d’allarme del comitato ‘’Le Villette’’ per voce del suo presidente Bruno Vannini, che chiede lo sblocco dei numerosi progetti predisposti dall’amministrazione Mencarini e non ancora realizzati. Progetti e iter ancora al palo – «nonostante la volontà politica di produrre migliorie» -, che di fatto ingessano lo sviluppo dell’area.
Le idee e le possibili soluzioni a diversi problemi giacciono sulle scrivanie degli uffici comunali, mentre gli oltre duecento proprietari delle case del borgo, e i tantissimi turisti e bagnanti (molti dei quali civitavecchiesi), sono costretti a far fronte ogni giorno ai numerosi disagi legati alla scarsa fruibilità di uno dei luoghi più belli del litorale.
Le criticità sono molteplici, dall’assenza di accessi pubblici a mare per bagnanti e mezzi, alla carenza assoluta di parcheggi. Per non parlare della mancanza di servizi per disabili e di pulizia approfondita delle spiagge. Oltre a strade ancora senza nome e numeri civici e l’inaccessibilità per i disabili.
Spiagge, pochi servizi, scarsa pulizia. “A Sant’Agostino da anni stiamo chiedendo i servizi primari, finora adempiuti solo in parte – spiega Vannini – La spiaggia è trattata in maniera non etica, con il rischio di andare incontro a carenze igieniche. Le normative regionali prevedono che in una spiaggia balneabile, specie con un centro urbano intorno, si effettui la pulizia giornalmente e questo viene fatto – dice Vannini – poi però prevede anche che, da luglio ad agosto, si passi almeno tre volte a settimana con i mezzi.  Dovrebbero essere previsti anche maggiori controlli per la sicurezza, perché la spiaggia è molto frequentata da bambini e famiglie: ma tutto ciò non avviene”. “In base  alla normativa regionale 19 del 2016 – afferma inoltre Vannini – si prevede poi  che sulle spiagge libere balneabili ci siano anche dei bagni pubblici; servizi igienici anche per portatori di handicap. Ma qui non c’è nulla” .
I privati e la pulizia della spiaggia all’attenzione della Finanza. C’è anche un caso finito all’attenzione della Guardia di Finanza. “I privati – segnala Vannini – hanno raschiato la spiaggia accumulando i rifiuti che poi sono stati accatastati su una duna. Abbiamo chiesto se c’era il permesso. Né il Comune né altri risulta abbiano rilasciato autorizzazioni. Ho denunciato il fatto su un verbale della finanza, ma ad oggi nessuno è venuto a vedere cosa sia stato lasciato lì sotto”. 
L’assenza di accessi a mare. “Nell’ultimo anno ci sono stati diversi contatti con il Comune di Tarquinia, per quanto riguarda la pulizia della spiaggia, importantissima per noi, purtroppo però non abbiamo gli accessi a mare, un altro grave problema. – spiega Vannini – Non abbiamo cioè un passaggio alla spiaggia adeguato ai mezzi di pulizia. Questo problema risale agli anni ’70. Il Comune di Tarquinia all’epoca aveva identificato anche dove doveva essere realizzato il passaggio a mare. Con il via alla lottizzazione questo passaggio è stato chiuso dai privati, così ora il Comune si trova in difficoltà ad effettuare la pulizia della spiaggia e l’unica possibilità ad oggi è quella di far passare il mezzo dal varco del vicino stabilimento balneare”.  L’unico accesso al mare, nella zona delle villette, è quindi ancora oggi un passaggio stretto e ripido con scalini irregolari e senza appoggi. Un passaggio molto difficoltoso: per anziani e disabili quasi improponibile. “La spiaggia è esclusivamente frequentata da famiglie, bambini e anziani quindi urge un passaggio idoneo. – afferma Vannini – Passare dallo stabilimento significa passare su un’area privata e non pubblica, quindi non può essere considerata una soluzione. Il Comune ha intimato i gestori di lasciare aperto il varco, 24 ore su 24, ma ciò non avviene perché la chiave è nella disponibilità della ditta delle pulizie. Così nei fatti  non è garantita la fruibilità ai portatori d’handicap; e l’area è irraggiungibile per un’ambulanza che dovesse avere bisogno di accedere dopo le 19,30 perché il cancello è chiuso. Noi vogliamo che venga aperto un varco pubblico, come previsto nella lottizzazione. Abbiamo l’identificazione del passo, inserito nell’ordinanza comunale del  ’77”.
Strade e numeri civici. “Un’altra situazione da segnalare è l’assenza dei numeri civici – spiega il presidente del comitato Le Villette – Il Comune si sta interessando, ma la procedura non va avanti. Per noi si tratta di un aspetto molto importante perché attraverso i numeri civici si identificano le case e ciò consente un maggiore ordine pubblico. Alcune vie non sono ancora nominate e non si sa nemmeno se siano private o pubbliche. Ad esempio c’è via Ugo Neri chiamata così da alcuni residenti, ma non è accatastata e non risulta al Comune. Noi abbiamo chiesto di cambiare la denominazione della via principale con la dicitura: via Fontanella di Sant’Agostino perché nel 1300 qui esisteva un agglomerato agostiniano frequentato dai fedeli e si credeva che l’acqua che proveniva da una sorgente vicina fosse miracolosa. Chiediamo pertanto una denominazione della strada che sia significativa”. 
Niente servizi per i disabili. Sant’Agostino è off limits per i disabili. Emblematico il caso del signor Dino Rizzo: “Io non ho la possibilità di scendere in spiaggia da solo: non mi hanno infatti messo il corrimano che ho richiesto. Sono affetto da parecchi mali: polineuropatia agli arti inferiori, Parkinson e cardiopatia. Per arrivare al mare sono costretto a chiedere aiuto agli amici e diverse volte sono anche caduto. E non solo. Ho chiesto un parcheggio garantito sotto casa, con un apposito stallo per disabili, ma non ho avuto la possibilità di vederlo realizzato. Ho un verbale della commissione medica che attesta l’invalidità al 100% ma ancora io questo stallo non sono riuscito ad averlo. Così una mattina ho deciso di disegnarmelo da solo sull’asfalto, ma chiaramente non essendo valido nessuno lo rispetta. In tutta la zona di Sant’Agostino non esiste uno stallo per invalidi”. Ed ancora: “La mia strada è senza luce, senza numero civico e senza nome. Dieci giorni fa ho dovuto chiamare l’ambulanza perché non  mi sentivo bene e ha impiegato diverso tempo per capire dove doveva arrivare; fortunatamente i miei amici sono usciti in strada a dare indicazioni”. 
Le priorità per i proprietari delle case. Precisa la segnalazione di una donna, Adalgisa Maria Caliendi: “Sant’Agostino è una piccola insenatura incantevole tra Civitavecchia e Tarquinia, apprezzabile dal punto di vista naturalistico e paesaggistico con cui ho un legame affettivo trasmesso nel tempo a figli e nipoti, ma qui ci sono tanti problemi irrisolti che si trascinano negli anni. Il primo è la mancanza di passaggi a mare pubblici e fruibili agevolmente da persone e mezzi di soccorso; poi la lista è lunga: carenza di parcheggi; scarsa pulizia della spiaggia e della strada; acqua che spesso scarseggia; eccessiva presenza di persone rispetto alla ricettività che offre il tratto di arenile; assenza di controllo delle forze dell’ordine sulla spiaggia stessa e sulle attività permesse e praticate. Non uniformità nel far rispettare leggi e decreti da parte degli enti preposti quali Comune, Guardia di finanza e Guardia costiera. Non c’è sinergia tra gli organi di controllo”.
Niente parcheggi. “Il fine settimana la località di Sant’Agostino si riempie in ogni angolo – segnala Vannini – ma non ci sono parcheggi. Noi abbiamo una strada catalogata a doppio senso ma non c’è adeguato spazio, poiché non essendo nell’area presenti dei parcheggi, i turisti sostano lungo la carreggiata e si creano veri e propri ingorghi che rendono impossibile anche il passaggio alle ambulanze. Chiediamo con urgenza la realizzazione di parcheggi, soprattutto per i proprietari delle case. Anche su questo, la politica comunale si è attivata, però poi gli uffici competenti sembrano  non riuscire ad identificare il luogo dove poter realizzare questi benedetti parcheggi”.
Gli uffici comunali. “La nuova amministrazione come programma ha inserito interventi su Sant’Agostino ma i risultati si allungano – conclude Vannini – Sindaco e assessori, immediatamente dopo l’insediamento, si sono attivati: il problema sembra essere legato ai vari settori amministrativi comunali e non sappiamo il perché. L’attuale amministrazione Mencarini dal punto di vista politico è stata molto attenta al problema della zona, lo stop ai progetti sembra arrivare dai responsabili dei vari settori. Ci auguriamo che questi puntelli vengano rimossi così da trasformare finalmente Sant’Agostino in un luogo di sogno, quale è e merita di essere”.

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Comunali, prosegue lo stato d’agitazione

CIVITAVECCHIA – Prosegue lo stato d’agitazione del personale del comune di Civitavecchia. Ancora nessuna soluzione sulla vertenza che coinvolge i dipendenti di Palazzo del Pincio, dopo l’incontro dei giorni scorsi con una delegazione dell’amministrazione le sigle sindacali che hanno proclamato lo stato d’agitazione (Cgil, Uil e Rsu) hanno dichiarato di non essere soddisfatte.

“Durante la riunione – si legge in una nota della Rappresentanza sindacale unitaria – il presidente della delegazione trattante non ha accolto la proposta della scrivente di iniziare la trattazione dell’utilizzo delle risorse in assenza della piattaforma del contratto collettivo decentrato, creando dei ritardi nella trattazione della materia in questione”.

Le sigle sindacali ricordano che la vertenza è ancora in atto e aperta e che se non ci sarà una convocazione entro cinque giorni – la nota è stata inviata ieri – saranno costrette a rivolgersi al prefetto.

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Cfft: giornata cruciale

CIVITAVECCHIA – Una giornata fondamentale quella di oggi per il futuro dello scalo. Il tavolo convocato in Regione dagli assessori Mauro Alessandri e Claudio Di Berardino per cercare di dirimere la vertenza relativa allo scarico dei container, a seguito dell’ordinanza del presidente dell’Adsp Francesco Maria di Majo che impone, dal 15 settembre l’utilizzo esclusivo, anche per il traffico agroalimentare, della banchina 25 gestita da Rtc, diventa essenziale per capire cosa accadrà nello scalo già da domani. "Se non arriverà un segnale serio e concreto da parte di Molo Vespucci – ha spiegato Sergio Serpente, consigliere della Civitavecchia Fruits Forest Terminal – i problemi non saranno solo per Cfft ma per tutti". Anche perché se venisse impugnato il piano regolatore portuale – alla base dell’ordinanza – questo provocherebbe, a cascata, una serie di conseguenze per tutti gli insediamenti oggi presenti sulle banchine interessate, almeno la 24 e 25, e che da prg non dovrebbero essere lì, dalle crociere alle auto. "Auspichiamo una soluzione – ha aggiunto Serpente – che possa essere compatibile con il mantenimento dei traffici e con le richieste dei clienti, che sono stati rassicurati nel poter svolgere in servizio con le modalità che oggi vengono contestate". 

Chiquita è stata la prima a dire che, se non si potrà più sbarcare direttamente al terminal di Cfft, sarà costretta a dirottare le navi in altri porti. E se non avrà risposte certe nell’arco delle prossime ore opterà proprio per questa soluzione: i tempi tecnici per le pratiche burocratiche legate al viaggio della nave impongono certezze già oggi. 

Oggi Cfft sarà presente al tavolo insieme anche ad Rtc; e questo su espressa richiesta del sindaco Antonio Cozzolino e del delegato del Pincio Francesco Fortunato che ieri hanno convocato una commissione consiliare sul lavoro apposita, invitando anche i vertici del Cffft e quelli di Molo Vespucci. A rappresentare l’Adsp, anche questa volta, il segretario generale Roberta Macii la quale confida nel buonsenso «da parte di tutti gli attori che saranno presenti al tavolo. Questo porto – ha sottolineato – non può permettersi di perdere traffici". Ed il sindaco Cozzolino, in questo senso, è stato chiaro: "Faremo di tutto perché non ci siano problema né ai traffici né ai livelli occupazionali della città che oggi – ha spiegato – non si può permettersi di perdere neanche mezzo posto di lavoro. Devo chiedere al presidente di Majo di farsi parte attiva, molto più presente e fattiva di quanto finora mostrato, per la risoluzione di una vertenza obiettivamente complicata".

Proprio il numero uno di Molo Vespucci è stato richiamato, da più parti, al proprio ruolo; stigmatizzata la sua assenza nei momenti più critici e nei tavoli di discussione. Oggi è atteso in Regione. "E speriamo che si presenti con le idee chiare – ha commentato il presidente della Cpc Enrico Luciani – ossia con la revoca dell’ordinanza. Non esistono mezze misure a questo punto della vertenza. Vogliamo lavorare, non fare battaglie. Ma certo che se arriverà una fumata nera, ognuno si dovrà assumere le proprie responsabilità. E il presidente deve sapere che tutto quello che accadrà dipenderà da lui". C’è timido ottimismo attorno al tavolo di oggi in Regione. Ne è convinto anche il segretario della Filt Cgil Alessandro Borgioni che ne ha richiesto, come sindacato, la convocazione, "perché consci della difficoltà della vertenza che si è incancrenita nel tempo. Una soluzione c’è e deve esserci – ha concluso – in Italia non esiste alcun porto dove l’Authority, attraverso propri provvedimenti, faccia saltare i traffici. Se non si trova la quadra ognuno si dovrà assumere le proprie responsabilità".

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Siccità: il Lago Maggiore “evapora”, tre centimetri in meno al giorno

Caldo e assenza di piogge hanno abbassato drasticamente i livelli delle acque creando le prime difficoltà alla navigazione. E l’afa non molla

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Vertenza Cfft: tutto rinviato in Regione

CIVITAVECCHIA – Una giornata fondamentale, quella di domani per il futuro dello scalo. Il tavolo convocato in Regione dagli assessori Mauro Alessandri e Claudio Di Berardino per cercare di dirimere la vertenza relativa allo scarico dei container, a seguito dell’ordinanza del presidente dell’Adsp Francesco Maria di Majo che impone, dal 15 settembre l’utilizzo esclusivo, anche per il traffico agroalimentare, della banchina 25 gestita da Rtc, diventa essenziale per capire cosa accadrà nello scalo già da mercoledì. Perché senza un segnale chiaro ed una soluzione concreta il rischio di sciopero è davvero alto. Soprattutto per non perdere i traffici consolidati nel tempo. 
Chiquita è stata la prima a dire che, se non si potrà più sbarcare direttamente al terminal di Cfft, sarà costretta a dirottare le navi in altri porti. E se non avrà risposte certe nell’arco delle prossime ore opterà proprio per questa soluzione: i tempi tecnici per le pratiche burocratiche legate al viaggio della nave impongono certezze già oggi. 
Domani Cfft sarà presente al tavolo insieme anche ad Rtc; e questo su espressa richiesta del sindaco Antonio Cozzolino e del delegato del Pincio Francesco Fortunato che ieri hanno convocato una commissione consiliare sul lavoro apposita, invitando anche i vertici del Cfft e quelli di Molo Vespucci. A rappresentare l’Adsp, anche questa volta, il segretario generale Roberta Macii. Il sindaco Cozzolino è stato chiaro: "Faremo di tutto perché non ci siano problema né ai traffici né ai livelli occupazionali della città che oggi – ha spiegato – non si può permettersi di perdere neanche mezzo posto di lavoro. Devo chiedere al presidente di Majo di farsi parte attiva, molto più presente e fattiva di quanto finora mostrato, per la risoluzione di una vertenza obiettivamente complicata». Proprio il numero uno di Molo Vespucci è stato richiamato, da più parti, al proprio ruolo; stigmatizzata la sua assenza nei momenti più critici e nei tavoli di discussione. Domani è atteso in Regione. "E speriamo che si presenti con le idee chiare – ha commentato il presidente della Cpc Enrico Luciani – ossia con la revoca dell’ordinanza". C’è timido ottimismo attorno al tavolo di domani in Regione. Ne è convinto anche il segretario della Filt Cgil Alessandro Borgioni che ne ha richiesto, come sindacato, la convocazione, "perché consci della difficoltà della vertenza che si è incancrenita nel tempo. Una soluzione c’è e deve esserci – ha concluso – in Italia non esiste alcun porto dove l’Authority, attraverso propri provvedimenti, faccia saltare i traffici. Se non si trova la quadra ognuno si dovrà assumere le proprie responsabilità".

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Pd Tarquinia: ''In maggioranza nervosismo, imbarazzo e misteriose assenze''

TARQUINIA – Sembrava un consiglio comunale destinato a passare in sordina, nonostante l’arringa del consigliere comunale d’opposizione del Pd Sandro Celli che ha continuato ad attaccare l’amministrazione Mencarini a 360 gradi. E invece gli uomini del Partito democratico continuano ad attaccare la giunta. A prendere la parola, stavolta, è la segreteria del partito.

«L’amministrazione Mencarini non delude mai le aspettative .- tuona il Pd – Continua ad applicare la regola del silenzio, del lavorio sotto traccia, della mancanza di trasparenza dei propri processi decisionali, che questo andazzo rende inspiegabili ai cittadini. Nella seduta consiliare del 31 luglio, convocata alle 10 del mattino, la maggioranza si è presentata ridotta in otto, a discutere quegli aggiustamenti del bilancio che pure hanno un’importanza vitale, se è vero, com’è vero, che descrivono in modo fin troppo eloquente, il criterio con cui i soldi dei contribuenti saranno impiegati». «Il dato politico imbarazzante – prosegue la segreteria del Pd – oltre che gli assenteisti, è che il presidente del consiglio che già nella scorsa seduta aveva abbandonato anzitempo, in modo del tutto irrituale l’aula, stavolta non si presenta per niente.

Un’assenza “strategica” dovuta a conflitti interni alla maggioranza e a spaccature politiche che mentre all’Università Agraria oramai esplodono in modo esplicito e clamoroso, in Comune si cerca ancora disperatamente di nascondere? Molti osservatori politici ritengono che questo sia il motivo, ma l’altro dato preoccupante, che appare chiaro, è il nervosismo dei componenti dell’amministrazione che insultano i consiglieri di opposizione che si permettono di entrare nel merito delle loro scelte con osservazioni di carattere squisitamente politico».

«Nervosismo, imbarazzo e “misteriose assenze” che si vorrebbero compensare, destinando denaro a casaccio, per finanziare festicciole ed eventi che fanno somigliare sempre più la Giunta Mencarini all’orchestrina del Titanic, – conclude la segreteria del Partito democratico – che continuava imperterrita a suonare mentre la nave colava a picco. Imbarazzo che si tenta di nascondere e questo è ancora peggio, incolpando gli uffici, ad esempio, per la mancata convocazione del consigliere Riglietti nella commissione di competenza, quando anche le sedie sanno che le comunicazioni inerenti alle convocazioni le firma il presidente di Commissione, (che nel caso di specie, è il consigliere Olmi). Come dicevamo, il caos che i cittadini oramai si aspettano da costoro, che appunto, non deludono mai le aspettative».

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FdI: ''Abitanti dimenticati dall’amministrazione''

CIVITAVECCHIA –  «Non possiamo non essere pienamente solidali con gli abitanti di San Liborio». Lo dichiara il direttivo del circolo territoriale di Fratelli d’Italia Giorgio Almirante che interviene a supporto degli abitanti del popoloso quartiere periferico, dopo il grido d’allarme lanciato tramite un video sui social da un residente esasperato. Una situazione al limite del tollerabile, un quartiere dormitorio senza marciapiedi e illuminazione. Un quadro disarmante, soprattutto per i suoi abitanti. FdI interviene ricordando che «la commissione decoro urbano del circolo ‘‘Almirante’’ di Fratelli d’Italia, ha presentato – continuano dal direttivo – il 2 luglio 2018, protocollandola presso l’ufficio protocollo del comune di Civitavecchia, una dettagliata richiesta di intervento per la pulizia delle strade e lo sfalcio delle erbacce del quartiere San Liborio, così come del parco prospiciente via Cerruti. Purtroppo, a distanza di un mese, i problemi segnalati sono rimasti insoluti – tuonano da FdI – e gli interventi effettuati da Csp, sulla base anche della nostra segnalazione, sono stati purtroppo realizzati in maniera parziale (strade e sfalcio dell’erba non completato, ad esempio in via Nuova di San Liborio)». Insomma, siamo al punto di partenza o quasi. Il direttivo del circolo ‘‘Almirante’’ sottolinea come il fatto che questi interventi non siano stati risolutivi abbia mostrato «i problemi organizzativi e di organico che, come evidenziato in una nostra successiva comunicazione, rappresentano un limite strutturale del contratto di servizio della manutenzione del verde – continuano da FdI – un servizio che, per come è stato strutturato dall’amministrazione comunale, non funzionerà mai».

Che le richieste di interventi di manutenzione del verde fosse tante non è certo una novità, era stato lo stesso amministratore unico della Csp, Francesco De Leva, a confermarlo. Il problema però resta ed è oggettivo. Che a San Liborio sterpaglie ed erba siano fuori controllo è un dato di fatto, che i marciapiedi in alcune aree siano impraticabili anche, così come l’assenza di illuminazione su via Nuova di San Liborio alta. «Oltre al verde – proseguono dal direttivo del circolo ‘‘Almirante’’ – anche il problema dell’illuminazione pubblica carente è molto sentito: è da dicembre – sottolineano – che il nostro circolo ha segnalato pubblicamente il problema, senza, purtroppo, ricevere alcuna risposta dall’amministrazione comunale. Le opere di urbanizzazione del quartiere non sono state completate e gli uffici competenti non si sono attivati per pretendere la corretta esecuzione dei lavori. A pagarne le conseguenze – concludono duri – purtroppo, sono gli abitanti di San Liborio».

Quindi per FdI ‘‘Almirante’’ si tratterebbe, ancora una volta, di colpevole inerzia che va a scapito dei cittadini, in questo caso de quartiere periferico. Intanto dall’amministrazione silenzio dopo la richiesta di intervento dei cittadini e la perdita segnalata nei giorni scorsi – sempre su via Nuova di San Liborio – nella giornata di giovedì è peggiorata con l’asfalto che si è rialzato e acqua e fango che hanno invaso la via. La sensazione che si ha attraversando San Liborio è di un quartiere agonizzante, lasciato a se stesso, mentre vivendoci si ha l’impressione di abbandono totale da parte delle istituzioni. La richiesta da parte dei cittadini è sempre la stessa: maggiore considerazione.

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Santa Marinella, è morto Alessio Barletta

SANTA MARINELLA – Se n’è andato oggi, all’età di 40 anni, Alessio Barletta, un giovane molto conosciuto in città per il suo impegno politico oltre che per la sua passione calcistica. Il ragazzo, per un improvviso malore accadutogli in casa, non ha avuto il tempo di essere trasportato all’ospedale dopo l’intervento a domicilio del medico di servizio della guardia medica estiva. Il dottor Barbazza, infatti, gli ha subito praticato il massaggio cardiaco, ma nonostante l’impegno dei sanitari della Misericordia, per lui non c’è stato nulla da fare.

E’ stato trasportato a Roma presso il reparto di medicina legale per l’autopsia. Molto probabilmente i funerali si terranno lunedì. Centinaia di messaggi di cordoglio giunti ai genitori.

A ricordarlo sono stati moltissimi amici. «Ci sono persone che per il loro modo di fare schietto e sincero, riescono a entrarti nel cuore e a non uscirne più – dice su facebook il suo amico Emiliano Farascioni – e Alessio è sicuramente uno di loro. Sono tante le cose che vorrei scrivere ma la tua assenza, così precoce e inaspettata, mi lascia senza parole. Sei una di quelle persone a cui ho voluto, voglio e vorrò sempre bene. Una di quelle persone che valeva la pena conoscere e frequentare». «Queste  sono notizie che uno non vorrebbe mai ricevere – afferma Antonhy Lenzo –  alle partite spesso arrivavi in ritardo per motivi di lavoro. A questa che non dovevi neanche andare, sei arrivato puntuale. Voglio ricordarti così, insieme al tuo Torino di cui eri tifosissimo.  Nell’AIA di Civitavecchia è leggenda la nostra competizione. Per anni abbiamo gareggiato a chi faceva più partite. Per poi prendere il premio a fine stagione. Tre volte facemmo la centesima. E lo ammetto, uno dei premi era tuo. Mi avevi battuto ma avevano premiato me. Tutti quei premi erano anche merito tuo e di cui ti ringrazio ancora. Eri fortissimo e mi mancherai parecchio. Sei leggenda come il Grande Torino».

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Materiale elettrico contraffatto: sequestro da 94mila euro

CIVITAVECCHIA – I funzionari dell’Ufficio delle Dogane e Monopoli di Civitavecchia hanno sequestrato in due operazioni 17 pallet di materiale elettrico (motori, cavi e connessioni) per un valore di oltre 94.000 euro, per fallace indicazione di origine.
I prodotti, di origine e provenienza tunisina, riportavano la denominazione di un marchio commerciale italiano che in assenza di idonee indicazioni al riguardo avrebbe potuto indurre in inganno il consumatore sulla reale origine. Gli articoli si trovavano all’interno di un autoarticolato ed erano destinati ad una nota società del settore con sede in provincia di Milano.
La merce è stata sottoposta a sequestro amministrativo e all’importatore sono state irrogate due sanzioni amministrative da 20.000 euro ciascuna con segnalazione alla Camera di Commercio per la violazione della tutela del Made in Italy.

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