Rubinetti a secco e perdite: la rabbia cresce

CIVITAVECCHIA – Proseguono i disagi in molte zone della città mentre l’acqua rimane non potabile nelle zone a sud di Civitavecchia. Ieri sono ricominciati i disagi per gli utenti serviti dal serbatoio di via Galilei. Segnalazioni che arrivano dal martoriato piazzale Torraca, dalla zona Uliveto, viale Baccelli, viale Togliatti, via Montanucci e un’area di via Buonarroti. Per quanto riguarda invece l’ordinanza di non potabilità anche le nuove analisi hanno evidenziato parametri microbiologici superiori alla norma. I campioni sono stati prelevati dalle fontanine di viale Lazio, via del Tiro a Segno e di via San Gordiano. Ieri dovrebbero essere state effettuate nuove analisi, si attendono i risultati. La situazione è critica, soprattutto considerando che siamo al fine settimana e tra gli utenti c’è la preoccupazione che possa essere uno dei tanti neri, anzi nerissimi, sul fronte idrico.

Il malcontento serpeggia, amplificato dalla presenza di numerose perdite idriche sparse per tutta la città. Una delle più gravi è quella di via Mariano Mozzoni, in zona Boccelle. La segnalazione di un residente che da giovedì scorso si è visto il cortile invaso da un fiume d’acqua. Immediata la segnalazione ad Acea che è diventata quotidiana, ma di interventi ancora nessuna traccia. Intanto l’acqua continua a scorrere indisturbata e ha invaso l’esterno dell’abitazione del cittadino, andando a fuoriuscire dai buchi di scolo per l’acqua piovana di uno dei muri perimetrali dell’abitazione. «La mia paura – ha spiegato il cittadino – è che possa comprometterne la stabilità, senza contare che l’acqua è arrivata anche all’abitazione vicina. Una situazione assurda e nessuno interviene».

Uno dei tanti sprechi d’acqua che aumenta la rabbia dei cittadini impotenti che vedono litri e litri riversarsi per le strade mentre dai rubinetti non esce nemmeno una goccia.

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Prima da ''grandi'' per Marini e Luciani

di MATTEO CECCACCI

Il progetto giovani sta prendendo sempre più forma nel Civitavecchia Calcio 1920, ma d’altronde puntare sui talenti del settore giovanile è uno dei primi importanti obiettivi di quest’anno per patron Iacomelli, mister Rocchetti e il direttore sportivo dell’agonistica Fabio Ceccacci. Proprio oggi, infatti, è arrivata l’inaspettata chiamata del club nerazzurro nei confronti dei due baby fenomeni Tiziano Marini e Marco Luciani. Entrambi classe 2002 sono cresciuti fin da piccoli sul terreno di gioco del Tamagnini, anche se Marini inizialmente ha calcato stadi davvero importanti, come quello del centro sportivo Fulvio Bernardini di Trigoria. Un grande traguardo raggiunto per i due talenti che durante l’anno si sono maggiormente distinti con la rosa regionale di mister Mazza segnando molti gol decisivi e regalando numerose prestazioni eccelse. Una convocazione, dunque, più che meritata, frutto della continua dedizione e passione che Marini e Luciani hanno sempre messo negli allenamenti compensando allo stesso tempo anche lo studio. «Indescrivibile – spiega il sedicenne Tizi Marini – l’emozione che ho provato al momento della chiamata. Ora dovrò dare il meglio di me stesso per esordire in Eccellenza: è il mio sogno».

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Caso Cfft: l'Authority tira dritto

CIVITAVECCHIA – Dopo il consiglio comunale caldo della scorsa settimana ed il duro faccia a faccia con i portuali a seguito della decisione di sospendere il tavolo del lavoro cittadino, il consigliere Francesco Fortunato ha convocato per lunedì mattina una seduta della commissione consiliare lavoro e partecipate a cui sono state invitate anche l'Autorità di Sistema Portuale ed i vertici di Cfft. “L'obiettivo – ha spiegato – è avere infomazioni dai soggetti direttamente coinvolti nella vicenda che sta animando il porto in questi giorni. La seduta sarà utile all'amministrazione per assumere tutte le informazioni necessarie ad esercitare costruttivamente il proprio ruolo nella seduta del tavolo convocata dagli assessori regionali Di Berardino e Alessandri per il giorno 7 agosto presso la Pisana”. 

E poi, per rispondere alle accuse giunte negli ultimi giorni, Fortunato ha chiarito: “Come in tutte le vertenze lavorative che hanno coinvolto la città da 4 anni a questa parte l'amministrazione comunale è intenzionata ad impegnare fino in fondo il proprio ruolo al fine di salvaguardare – ha concluso – i livelli occupazionali ed i lavoratori di Civitavecchia”.

intanto Molo Vespucci va avanti per la sua strada e, riferendosi alla contestata ordinanza, spiega che “tale limitazione non determina tuttavia l'impossibilità dell'imbarco e sbarco dei container reefer (contenenti prodotti ortofrutticoli) nel Porto di Civitavecchia e il loro trasferimento al magazzino della Frutta (situato in prossimità dell'area destinata ai container), stante la possibilità – hanno chiarito il presidente Di Majo e la segretaria Macii – di utilizzare a tal fine (come peraltro ancora avviene seppur in misura ridotta) la banchina n.25, destinata ai container che risulta sottoutilizzata rispetto alle proprie capacità complessive. In ogni caso l'amministrazione, nella medesima ordinanza, si è impegnata a rendere più efficace e a meglio regolamentare tale trasferimento. Si fa presente, altresì, che a prescindere da tale provvedimento, l'Amministrazione ha già avviato un percorso di rivisitazione della distribuzione delle funzioni del PRP con particolare riguardo all'intera area commerciale, in chiave anche "anticipatoria" della futura adozione del Piano Regolatore di Sistema Portuale. L'obiettivo finale è quello di adeguare il PRP ad un assetto maggiormente rispondente alle istanze economiche ed occupazionali che successivamente all'approvazione dello stesso si sono sviluppate e che debbono trovare collocazione all'interno di una cornice programmatoria elaborata nel rispetto dell'ambiente e della salute ed idonea a consentire la ricezione e l'incremento di importanti traffici nel porto di Civitavecchia. Tale amministrazione presenterà tale lavoro subito dopo l'estate in modo da poter anche ricevere le eventuali diverse osservazioni che perverranno dagli stakeholders”. 

Intanto nel pomeriggio è arrivata la replica della Cfft. “Rimaniamo molto sorpresi dagli articoli apparsi oggi sulla stampa locale – scrivono in una nota – relativa alla vertenza sullo scarico diretto dei container che ci vede interessati. Continuiamo ad avere piena fiducia riguardo le promesse ricevute durante le numerose riunioni avvenute questa settimana con tutte le autorità e i soggetti pubblici coinvolti nella vicenda”.

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Moscherini: ''Certi dirigenti bloccano la macchina amministrativa''

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TARQUINIA – Un super manager che controlli il funzionamento della macchina amministrativa del Comune di Tarquinia, «perché ci sono tecnici e dirigenti che stanno creando disastri e che devono essere rimossi da quegli uffici».
Il consigliere del ‘’Cantiere della nuova politica’’, Gianni Moscherini, punta il dito contro l’operato di alcuni uffici comunali che «non riescono a produrre risultati e soluzioni ai tanti problemi». Moscherini  propone la loro rimozione dagli incarichi di responsabilità, di fronte all’evidenza dei fatti.
«Stiamo giocando con il fuoco – tuona Moscherini –  perché le cose che non vanno avanti sono tutte. E non per colpa del sindaco, ma perché bisognerebbe che la maggioranza facesse una riflessione seria sul funzionamento della macchina comunale e che decidesse in fretta sugli aggiustamenti che vanno attuati». 
Dopo un passaggio contro la politica fallimentare dell’ex sindaco Mazzola, Moscherini elenca tutte le maggiori questioni, da anni rimaste ingessate «anche per l’incompetenza degli uffici che avrebbero dovuto produrre soluzioni». 
Il caso San Giorgio. “L’amministrazione Mazzola – spiega Moscherini –  ha avuto 10 anni di tempo per risolvere e inquadrare bene la vicenda San Giorgio; e invece cosa ha fatto?  Nulla. Adesso che io, come ‘’Cantiere della nuova politica’’ provo a proporre un metodo tecnico-amministrativo che ci porti a risolvere definitivamente l’anomalia di San Giorgio, dandogli subito un nome accattivante come la ‘’Città giardino’’, Mazzola che fa? Subito mette il paletto sul no all’utilizzo della legge 28/80. I politici che non vogliono l’utilizzo della 28/80 devono spiegare il perché. Ma soprattutto ce lo devono spiegare meglio i tecnici. Perché i tecnici ci devono dire come mai gli ultimi dieci anni non hanno fatto nulla per affrontare il problema San Giorgio e chi è che non gli ha fatto fare nulla. Perché delle due l’una: se non hanno fatto niente perché i politici del momento li hanno obbligati a comportarsi in quel modo, devono dire chi sono stati e perché glielo hanno chiesto; se  invece non hanno eseguito ordini di politici, ma non hanno nemmeno  fatto nulla per risolvere i problemi, bisogna allora prenderne atto e se ne vadano, o perlomeno vengano spostati in altro settore. Perché nella vicenda San Giorgio questi dirigenti e questi tecnici hanno dimostrato di essere pericolosi e fallimentari”. 
L’inagibilità dell’ Avad. Sulla struttura per disabili al Lido siamo al paradosso. “Il comportamento negativo ed arbitrario degli uffici – commenta Moscherini –  contro una struttura che si cura e si occupa del mondo dei disabili è da vergogna. Si devono vergognare per quanto stanno facendo all’Avad. Noi come ‘’Cantiere della nuova politica’’ abbiamo proposto di sviluppare in quell’area delle spiagge idonee ai portatori di handicap. Abbiamo già una struttura sul mare e invece di studiare il modo giusto per svilupparla,  cosa si fa? Si inventano l’inagibilità. Questa inagibilità pare essere legata ad un ascensore. Ancora oggi, nonostante i gestori dell’Avad abbiano presentato carte e documenti, nessuna soluzione è stata prodotta. Ma la struttura è proprietà pubblica, è infatti della Provincia. Basta fare una telefonata tra burocrati per risolvere il problema. Invece fanno solo lettere che creano problemi a chi gestisce”. 
La variante di Brizi. “Sono andato alla riunione della commissione – spiega Moscherini – e il responsabile dell’urbanistica dice che c’è una richiesta di un ulteriore cambio di destinazione d’uso. Cosa viene fuori? Che il cambio era già stato chiesto  un anno fa dalla struttura che soffre della presenza dell’autostrada fatta in  questo modo per grave responsabilità dell’amministrazione Mazzola. Anche qui, i tecnici dell’urbanistica che genere di rapporti hanno avuto con quelli che facevano l’autostrada? L’albergo Brizi che aveva inserito tra suoi obiettivi quello di intercettare i crocieristi del vicino porto di Civitavecchia  si è  ritrovato con la quasi fine dell’attività. A questo aggiungiamo che anche il mondo dei camionisti è stato penalizzato dal mancato accesso immediato all’area. Ora Brizi chiede una variante per realizzare una struttura per gli anziani e per diminuire i posti letto ci viene detto che si deve rifare la pratica da capo perché la variante sostanziale. Assurdo gestire le cose in questo modo”.
Il caso Dezi. Il blocco dell’apertura di un ristorante un ennesimo caso portato sul tavolo da Moscherini. “I due ragazzi che hanno aperto il bar e dovevano aprire il ristorante sono stati bloccati dall’ufficio urbanistica che ha trovato il modo di non farli aprire. Sono andati avanti al punto da portarli in tribunale. Ora dopo un anno e mezzo di diatriba viene fuori che avevano ragione proprio questi ragazzi. Ora mi domando: ma si può continuare lavorare con un ufficio del genere?”. 
Il Pai. “Nei documenti programmatici di tutti i candidati,  in campagna elettorale, – ricorda il consigliere –  su due cose sembravano tutti d’accordo risolvere San Giorgio, e adesso invece siamo da capo a dodici, ed eliminare il Pai. Tutti dicevano di sopprimerlo. Sono già passati tredici mesi, ma ancora nessuno ha affrontato il tema”.
Le palestre. Sulla gestione e l’affidamento delle palestre comunali  Moscherini chiede a gran voce “un censimento del patrimonio comunale e dell’Agraria affinche si proceda con il controllo, non solo della proprietà in quanto tale ma di quanto pagano i concessionari”. «Perché – dice Moscherini – chi vuole fare un imprenditore dello sport lo deve fare con i soldi propri. Fare un controllo significa anche verificare se si sono fatte le gare quando si dovevano fare”.
Talete. Altro  esempio di gestione fallimentare di anni di Mazzola per Moscherini è l’affidamento della gestione dell’idrico a Talete. “Un cittadino pagava l’acqua per la sua struttura 700 euro l’anno, poi è arrivata Talete ed ora paga 600 euro ogni tre mesi. Ma questo è normale?” 
Rifiuti e il bando che non c’è. “Che fine ha fatto il bando per la gestione dell’immondizia? – domanda Moscherini – Perché non si riesce ancora ad elaboralo? L’ex assessore Celli, ad esempio, ci faccia il conto di quanti soldi ha fatto pagare in più ai cittadini. La verità è che ha aumentato i costi”.
Il capannone Bricofer. Sulle presunte irregolarità nel capannone della Bricofer recentemente aperto Moscherini chiede chiarezza. “Se è vero, e così è, che Bricofer ha avuto un’autorizzazione ad aprire, pur sapendo gli uffici che c’era una grossa irregolarità edilizia che non sarebbe di semplice importanza attestata anche dallo scambio di lettere tra uffici e da un sopralluogo dei vigili urbani che avrebbero poi consegnato la loro relazione del caso,  perché su questa storia non è stata ancora fatta chiarezza?”. “Già è stato fatto  l’errore di aver fatto aprire un’attività identica a quella esistente a poca distanza – rimarca il consigliere Moscherini –  poi si scopre che non si poteva nemmeno aprire?. Il funzionamento degli uffici è fondamentale per rispondere ai servizi che si danno ai cittadini. Se la macchina comunale funziona male bisogna cambiare. A qualcuno va cambiato il posto perché non si può stare in queste condizioni a continuare a fare danni. Non è una questione personale o di pregiudizio, ma bisogna lavorare e dare risposte concrete. Mazzola su tutto questo si stia zitto che è meglio. Se riflettesse sulle numerose malefatte per un mesetto non sarebbe male”.
Mazzola. L’affondo su Mazzola non è da poco: “Basta con i soloni del passato, bisogna voltare pagina. Il caro ex sindaco se pensa che possa condizionare quelli della maggioranza, vedi l’appello a Catini e Serafini, e a quelli dell’opposizione citati come dormienti, si sbaglia di grosso. Ha già ricevuto una pedata nel sedere dai cittadini di Tarquinia quando si è candidato a consigliere comunale. La seconda pedata nel sedere l’ha avuta come consigliere regionale quando i cittadini della sua provincia non lo hanno votato”.
Il pasticcio Duomo Gpa srl. Dulcis in fundo l’interrogazione di Moscherini, per il momento caduta nel vuoto, sulla società Duomo. Moscherini attende ancora di sapere “se il dichiarato stato di insolvenza della società concessionaria abbia comportato o meno la mancata corresponsione, all’erario comunale, di somme da questa riscosse a titolo di Tosap, imposta sulle partecipate e pubblicità ed altro, e nel caso affermativo il loro esatto ammontare”. Quindi domanda Moscherini “quali specifiche sollecite misure intende assumere il Comune a tutela dei diritti e degli interessi dell’ente”. “Domando se si ritiene necessario ed opportuno ristorare direttamente i cittadini danneggiati dagli eventi tenuto conto che costoro in perfetta buona fede e su perentorie indicazioni dei competenti uffici comunali hanno corrisposto alla ditta concessionaria importi non dovuti ma versati, nella migliore delle ipotesi o tuttora da versare nelle casse comunali”. Questa interrogazione, risalente al 28 giugno, ricorda Moscherini, non è stata portata in consiglio.  Nelle premesse dell’interrogazione si ricorda che la società è stata richiamata in un’inchiesta giornalistica di Panorama e si ricorda anche l’interrogazione dell’allora consigliere Alfio Meraviglia al sindaco Mazzola circa le ragioni e le esigenze alla base dell’affidamento dei servizi alla Duomo gpa srl “stante l’esistenza di un intero settore dell’ente che è quello dei tributi delle entrate extra tributarie e se era a conoscenza dei rilievi sollevati da Panorama”.

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Anguillara, tenta di rubare tre sedie a sdraio: 19enne in manette

ANGUILLARA – Furto aggravato. Questa l'accusa con la quale i Carabinieri della Compagnia di Bracciano hanno arrestato un 19enne di Anguillara. La segnalazione al 112 è arrivata da un residente del posto che ha segnalato ai militari la presenza di alcune persone intente a forzare il cancello di ingresso di un negozio di arredi nei pressi di via Anguillarese. Sul posto è immediatamente intervenuta l'Aliquota Radiomobile che ha bloccato il 19enne, in compagnia di due complici, entrambi 13enne, mentre si stavano allontanando con 3 sedie a sdraio appena rubate dall'esercizio commerciale. I minorenni sono stati riaffidati ai rispettivi familiari mentre il 19enne è stato accompagnato in caserma in attesa di essere sottoposto al rito direttissimo. La refurtiva è stata riconsegnata al proprietario del negozio. 

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Ladispoli, nasce il comitato ''No Piazza Almirante''

LADISPOLI – Non si placano le polemiche dopo l'approvazione in consiglio comunale per l'intitolazione di una Piazza ad Almirante. Dopo la presa di posizione delle diverse realtà politiche cittadine e del parroco del Sacro Cuore (la piazza si troverà proprio davanti la Chiesa) ora nasce il comitato "No Piazza Almirante".

«Siamo cittadine e cittadini liberi, associati, appartenenti a partiti politici ed istituzioni – si legge nella nota del Comitato – e abbiamo scelto di riunirci in un comitato per dire: “No a Piazza Almirante a Ladispoli” dichiarano  i promotori che aggiungono: Nella vita si può scegliere di raccontare e vivere molte storie ma quella di Piazza Almirante a Ladispoli si sta rivelando decisamente #unastoriasbagliata.” Sbagliata pensando anche alle dichiarazioni del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella contro le leggi razziali accanto a quelle della Presidente del Senato unitamente alla comunità ebraica. Ci sono città che hanno delle caratteristiche naturali, quelle peculiarità che nessuno gli ha mai attribuito ma che crescono in maniera innata con lo sviluppo della città stessa. La nostra comunità ha avuto – storicamente – il dono dell’accoglienza. Sin dalle origini, quando famiglie intere si trasferirono dalle colline di Cerveteri così come da Pozzuoli, Mantova, Macerata, dalla Sicilia, dalla Sardegna ecc. sulla costa di Ladispoli. Lo stesso è avvenuto anche negli ultimi decenni, con il transito dei russi e dei cileni – ad esempio – e con l’arrivo di cittadini comunitari, immigrati e innumerevoli romani espulsi dalla Capitale a causa della crisi. Tutto ciò ci ha reso una comunità importante ed eterogenea, quasi una piccola metropoli, e la conferma di questa evoluzione è arrivata direttamente dal riconoscimento del titoli di “città”. Ora ci troviamo di fronte a chi, attraverso continue provocazioni, sta cercando di snaturare l’essenza della nostra Ladispoli. Non siamo disposti ad accettare l’immagine odierna che, tra odio sociale ed abbrutimento, si vuol far ricadere sulla città. Tali aspetti non rientrano nel patrimonio genetico di questo territorio, non hanno nulla a che vedere con lo sviluppo e con l’immagine futura che abbiamo del luogo in cui viviamo sin dalla nascita o in cui siamo approdati nel corso della nostra esistenza».

«Spesso, nell’ultimo anno – proseguono dal Comitato – abbiamo cercato di andare oltre, di non soffermarci sull’arroganza, sull’euforia post-elettorale che i nuovi amministratori hanno dispensato dopo aver assunto la guida della città, grazie al consenso ottenuto con la promessa di rimettere al centro l’attenzione verso il bene comune, verso il sociale, a favore della coesione e dell’inclusione, verso temi che – dopo un lungo corso – chi amministrava precedentemente Ladispoli sembrava aver accantonato. Beh, ad oggi, siamo costretti a parlare di proclami e sogni. Poco o nulla si è visto sul fronte delle proposte, mentre le provocazioni hanno toccato punti di non ritorno: a partire dagli insulti sui social, passando per alcune agghiaccianti dichiarazioni sul 25 aprile (Festa della Liberazione) e arrivando perfino a sfogliare pagine di una storia triste e dolorosa per tutti gli italiani, con una spinta revisionista che proprio non riusciamo ad accettare.Avere la pretesa di intitolare una piazza ad un personaggio come Giorgio Almirante, condannato per aver attentato la Costituzione italiana, tra i firmatari del manifesto sulla razza, autore di articoli xenofobi e razzisti non è possibile, non possiamo più attendere in silenzio. Ladispoli non può dare spazio al ricordo di un uomo simile, tutt’altro che favorevole ai quei principi che hanno reso la nostra città bella e in qualche modo unica. Ladispoli non può concentrare il dibattito su una questione legata a mere dinamiche d’equilibrio della maggioranza quando la vivibilità è ridotta all’osso, la manutenzione di strade ed illuminazione è prossima allo zero e nulla è stato fatto per migliorare o implementare i servizi alla persona. La città ha bisogno di altro e ne ha bisogno ora».

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Europei: l’Italia di Marco Del Lungo chiude quarta

Marco Del Lungo e Giovanni Melchiorri sfiorano il bronzo agli Europei di Barcellona. Il portiere di Tarquinia cresciuto nella Snc e il dottore di Civitavecchia, entrambi protagonisti seppur con diversi ruoli con la Nazionale di Sandro Campagna, alla fine si sono dovuti accontentare del quarto posto. Gli azzurri hanno prima inanellato una serie di ottime prestazioni che li hanno catapultati in semifinale, poi è arrivata la beffarda sconfitta per 8-7 con la Spagna, con un gol fantasma di Figlioli negli ultimi secondi non assegnato dagli arbitri. Male anche la finale per il bronzo, persa 10-8 contro la Croazia. Nonostante tutto, resta la bella prova di Marco Del Lungo, titolare dei pali azzurri.   

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San Giorgio e Moscherini: scoppia il caso

TARQUINIA – «Ormai siamo al caos totale dove non si capisce più neanche da chi è composta questa maggioranza». Il consigliere comunale d’opposizione Sandro Celli interviene sul dibattito relativo alle soluzioni per San Giorgio, bacchettando l’esponente della minoranza Gianni Moscherini e chiedendo conto alla giunta Mencarini su un eventuale ingresso in maggioranza dell’esponente del ‘‘Cantiere della nuova politica’’.  
«La situazione è talmente paradossale da sfiorare il ridicolo, – tuona il consigliere del Partito democratico –  con un’amministrazione completamente incapace di prendere una qualunque decisione su un qualunque argomento e un consigliere di minoranza che detta l’agenda politica e l’attività amministrativa della stessa senza che nessuno lo smentisca. Il tutto mentre Catini & c. provano, senza crederci neanche loro, a smentire allargamenti della maggioranza. Le cose sono due, o questa giunta è arrivata alla consapevolezza della propria inconcludenza e chiede aiuto affidandosi a chiunque bussi alla porta del sindaco prospettando anche assurdità purché sia qualcosa da dare in pasto ai cittadini che sono ormai stanchi dell’assoluto nulla amministrativo in cui siamo caduti, oppure stanno prendendo in giro i cittadini perché hanno veramente arruolato tra le loro fila Moscherini  facendolo entrare dalla finestra, dopo che al ballottaggio avevano chiesto agli elettori di chiudere ogni porta del Comune per impedire l’ingresso di colui che descrivevano come un autentico pericolo pubblico”. “Ormai non possiamo più stupirci di niente, – aggiunge Celli – neanche che un consigliere di minoranza convochi, con il tacito assenso del Sindaco, una conferenza stampa per essere lui ad annunciare, su una questione  tanto importante come quella di San Giorgio, quale sarà la soluzione che applicherà la maggioranza. Non solo, ma addirittura  annuncia lui la convocazione della specifica commissione consiliare con tanto di data e ordine del giorno nonché del successivo specifico consiglio comunale. Questo non è fare opposizione costruttiva, questo è amministrare per conto terzi. Ma il Sindaco? La giunta? Gli altri consiglieri di maggioranza? Tutti d’accordo? Si sono auto commissariati senza dircelo? A loro sono rimaste solo le feste di paese con le quali cercano di sopravvivere litigandosele tra loro visto che tutte le delibere di almeno 4 assessorati raccontano solo di spese e distribuzione di contributi per decine di migliaia di euro  con le stesse motivazioni e per le stesse manifestazioni». 
«Basta, – tuona Sandro Celli – non potete delegare ad amministrare al vostro posto qualcuno che i cittadini non hanno scelto. Se non riuscite ad amministrare o non volete prendervi nessuna responsabilità dimettetevi e mettete fine a questa agonia amministrativa. A Moscherini  invece chiedo, al di là dei soliti proclami ad effetto elettorale, di dirci chiaramente, visto che comunque l’applicazione della legge 28/80 non lo prevede, quale sarebbe l’iter e la norma che da la possibilità di sospendere le demolizioni.  Ci dica con quale potere il consiglio comunale può deliberare di sospendere, come da lui affermato, le ordinanze dirigenziali  di demolizione quali atti dovuti per legge. Proprio come per il bando della raccolta differenziata, si sta di nuovo perdendo tempo e, purtroppo, anche tanto del lavoro già svolto, quando ci sono convenzioni già approvate e altre con un iter già avanzato.  Ricominciare da zero con l’applicazione della legge 28/80 significherà rimettere in discussione un equilibrio sociale faticosamente raggiunto, riavviare tutto l’iter per le autorizzazioni VAS-VIA,  far fronte a tutti i ricorsi di chi si vedrà ingiustamente privato di un legittimo diritto, dover mettere a bilancio milioni di euro di tutti i cittadini per la realizzazione delle opere primarie e secondarie che in quel caso saranno completamente a carico del Comune come prevede la stessa legge, nonché perdere tanta della cubatura edificabile prevista dall’attuale PRG. In pratica si rifermerà tutto ad eccezione delle demolizioni».

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Bracciano, respinto il ricorso di Acea sui prelievi dal lago

BRACCIANO – E' arrivata poco fa la sentenza definitiva del giudice del Tribunale Superiore delle Acque Pubbliche sul ricorso presentato da Acea contro il degreto regionale che imponeva lo stop ai prelievi del bacino. Il Tribunale ha respinto il ricorso della Spa. Acea, dunque non potrà prelevare acqua dal lago. (agg. 26/07 ore 13.16) SEGUE

MINNUCCI: "NOTIZIA IMPORTANTE". Ad intervenire sulla decisione del giudice è stato il consigliere regionale del Pd Emiliano Minnucci: "Una notizia importante – ha detto – non solo da un punto di vista ambientale e della tutela delle eccellenze paesaggistiche dei nostri territori, ma anche da quello della legalità. I sacrifici e le battaglie messe in campo in quest’ultimo anno dalle nostre comunità residenti possiamo tranquillamente dire che oggi sono state ripagate a tutti gli effetti”. (agg. 26/07 ore 13.30)

IL COMMENTO DEL FRONTE UNITARIO A DIFESA DEL LAGO. “Con questa ordinanza – spiegano in una nota le Istituzioni del Lago, il fronte unitario che raccoglie i Sindaci dei Comuni di Bracciano, Anguillara Sabazia e Trevignano Romano insieme al Parco Naturale Regionale Bracciano-Martignano e al Consorzio di Navigazione del Lago di Bracciano – viene riconosciuto il valore della nostra battaglia in difesa del lago. Oggi il nostro ringraziamento va alla Regione Lazio, al Presidente Zingaretti, che ci ha sostenuto in questo lungo confronto e che ha accolto le nostre richieste, ma va soprattutto ai tantissimi cittadini che in prima persona, sui social, nel corso di tante manifestazioni pubbliche e attraverso progetti e iniziative hanno dato un contributo fondamentale anche di conoscenza, a questa lunga battaglia in difesa del territorio”.

"L’Ordinanza del Giudice – proseguono – è arrivata dopo che ieri, nel corso dell’udienza, Acea aveva avanzato domanda di sospensione cautelare della ordinanza della Regione Lazio che stabiliva lo stop delle captazioni fino a quando il livello del lago non fosse tornato sopra una certa soglia (161,90 metri sul livello del mare) e che comunque ne subordinava l’attivazione solo a determinate condizioni e previa autorizzazione della Regione. Acea ATO 2 si è da subito opposta a queste regole trovando il sostegno e l’appoggio anche del Sindaco di Roma, Virginia Raggi, denunciando che potessero arrecare un danno al concessionario, proprio perchè ne limitavano la capacità di intervento. Il Giudice non ha ritenuto che le nuove regole, assunte dopo un lungo contenzioso durato diversi mesi, da luglio del 2017 e fino a dicembre potessere arrecare danno di sorta e, dopo un giorno di riflessioni, ha deciso di respingere la domanda cautelare". (agg. 26/07 ore 14.30)

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Giulia Fava argento Mondiale

La stella di Giulia Fava brilla ai campionati mondiali di vela giovanile di Corpus Christi, in Texas. La portacolori dell’Assiociazione Velica Civitavecchia  conquista un prestigioso argento nei Nacra 15 in coppia con Andrea Spagnolli (Fv Malcesine). La giovane atleta dell’Avc aveva vinto la medaglia di bronzo nei 420 ai Mondiali l’anno scorso a Sanya. Già da venerdì l’oro se lo erano assicurati Teresa Romairone e Dante Cittadini (Arg); la medaglia di bronzo va a Greta Stewart e Tom Fyfe (Nzl).
Con tre medaglie di classe e un’altra ben meritata nella classifica per Nazioni, l’Italia si qualifica infatti terza nella lunga lista di 66 squadre nazionali, dietro ai padroni di casa, gli Stati Uniti e ai neozelandesi.
«È stato un campionato fantastico. Abbiamo trovato le nostre condizioni – spiega Giulia Fava – e ci siamo divertiti tantissimo, poi il risultato è venuto da sé. I primi giorni non siamo riusciti ad andare in acqua con la marcia giusta, eravamo molto veloci ma facevamo troppi errori. Al terzo giorno di regate è arrivata la svolta decisiva, ci siamo detti ora o mai più e abbiamo iniziato a fare la differenza. Abbiamo scalato la classifica fino alla seconda posizione. Per questo risultato devo ringraziare la Fiv e il coach federale Gigi Picciau che ci ha seguito durante questo nuovo percorso in Nacra 15. Un grazie speciale anche alla mia famiglia e a tutte le persone che hanno creduto in noi. Un ultimo ringraziamento va ad Andrea Spagnolli, colui che mi ha sopportato in barca questi giorni, che io chiamo banalmente ‘‘socio’’».

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