«Acqua, dal 5 Stelle solo disinformazione»

LADISPOLI – Avvocatura del Comune a lavoro per verificare se «susstitano i presupposti per procedere con una denuncia per procurato allarme». Le affermazioni del Movimento 5 Stelle di Ladispoli relative alla potabilità o meno dell'acqua e la richiesta di pubblicazione delle analisi effettuate sulle casette dell'acqua e delle fontanelle sono finite sotto i riflettori dei legali di palazzo Falcone su richiesta del sindaco Alessandro Grando. «Sono mesi che il Movimento 5 Stelle di Ladispoli – ha detto il primo cittadino – conduce una becera campagna di disinformazione sulla gestione dell'acquedotto comunale. E' arrivato il momento di dire basta a questo modo irresponsabile di fare politica, che come effetto produce solamente un inutile allarmismo tra i cittadini di Ladispoli». E il Sindaco tranquillizza. La Asl «per mezzo dell'Arpa Lazio effettua regolarmente le analisi sulla qualità dell'acqua erogata dal nostro acquedotto e, in caso di sforamento dei parametri di legge, invita il gestore del servizio a provvedere a ristabilire le condizioni di norma o, in alternativa, chiede al Sindaco di emanare un'ordinanza di non potabilità». Fatta eccezione per il pozzo Statua che serve direttamente la frazione dei Monteroni, Grando assicura l'acqua per il resto della città è potabile. Da qui l'invito del primo cittadino ai 5 Stelle di «cercare degli informatori più attendibili all'interno della società Flavia Servizi, dove evidentemente qualche dipendente nostalgico delle allegre gestioni passate sta cercando di screditare l'operato della nuova amministrazione». «Grazie all'encomiabile lavoro dei tecnici comunali siamo riusciti a cogliere questo obiettivo, costruendo in tempo record un dearsenificatore e progettando l'escavazione di un secondo pozzo in località Statua, che ci consentirà in futuro di avere maggiore disponibilità di acqua e attraverso il quale potremmo risolvere o quantomeno mitigare il problema dell'eccesso di sale ai Monteroni».

«Non sapendo fare e pur di apparire – conclude Grando – alla collaborazione hanno preferito fin da subito lo sciacallaggio, e questo ultimo episodio ne è un esempio lampante!».

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Ladispoli, arrivano i cestini per la differenziata ma gli incivili restano

LADISPOLI – Niente da fare a Ladispoli. Alcune "vecchie" abitudini non tendono affatto a sparire, nonostante la buona volontà degli amministratori comunali. Da tempo i cittadini lamentavano la presenza di cestini per la raccolta differenziata sul lungomare e in altri punti strategici, come ad esempio i giardini pubblici. Un appello che alla fine ha trovato ascolto tra gli amministratori di palazzo Falcone. I cestini già nei giorni scorsi sono iniziati ad apparire. Prima proprio sul lungomare in prossimità delle spiagge maggiormente frequentate dai bagnanti, come gli arenili liberi di via San Remo, poi lungo viale Italia dove i cestini dell'indifferenziata sono stati sostituiti con i nuovi per la differenziata. Ma nonostante questo, c'è chi continua a ostinarsi a gettare i propri rifiuti per terra. Come accade nei giardini pubblici di via Claudia. I nuovi secchi della differenziata sono stati ideati e pensati per evitare che al loro interno potessero essere conferite buste di indifferenziato, come successo fino a pochissimi giorni fa. E così, ora quegli stessi sacchi ora vengono abbandonati lungo i giardinetti, ironia della sorte, anche nei pressi dei nuovi cestini. Segno che certe abitudini, negative ovviamente, difficilmente tramontano da un giorno all'altro. Segno di inciviltà da parte di ancora oggi di differenziare proprio non ne vuole sapere, danneggiando così anche quei cittadini che ormai da anni si impegnano nella raccolta porta a porta, smistano correttamente i propri rifiuti e vorrebbero vedere una città più pulita. Da qui l'appello più volte lanciato di incrementare i pattugliamenti nelle zone più a "rischio", anche con uomini della Polizia locale magari in borghese, che possano beccare sul fatto l'incivile e sanzionarlo pesantemente nella speranza che almeno alla vista di una multa salata il comportamento incivile si trasformi in civiltà e rispetto delle regole.

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Agraria Tarquinia, Idea Sviluppo: ''Stefania Ceccarini si dimetta per coerenza''

TARQUINIA – E due. Il gruppo Idea Sviluppo all’Università Agraria di Tarquinia chiede le dimissioni della ex alleata Stefania Ceccarini. Dopo Guarisco, l’attenzione si sposta sulla Ceccarini. «Ci  dobbiamo correggere – dicono da Idea Sviluppo –  perché  nell’ultimo articolo si era  detto  che  all’Università  Agraria non succedeva nulla,  invece  non  è  così.  Leggiamo nei  quotidiani  che  l’assessore  al  Sociale, con  un  progetto  che  sanerà  il  bilancio  dell’Ente,  svolgerà  un  seminario  dedicato  alla  cucina  mediterranea   per  le  badanti, molto  lodevole  il  pensiero  ma  un ente  che  rischia il dissesto  finanziario dovrebbe  mettere  in  campo  altre  idee all’interno  della  sua  giunta, invece  le  piace  apparire  senza  portare  un  nulla  di  concreto”.  “Parliamo di un assessore nominato  da  Idea Sviluppo   che  al  primo  bivio  cambia  strada  e casacca, senza  un  minimo  di  dignità  verso  il gruppo  e  le  persone  che  gli  hanno  permesso  di  fare  questa  esperienza, in  barba  alle  sue  colleghe  che  forse  meritavano il suo posto per  meritocrazia. Un  assessore  poco  presente  in  giunta  ma  molto  presente  a  sagre  e  feste, dove  non  disdegna  selfie». «Proponiamo   al  medesimo  assessore  di  dimettersi  per  coerenza, e soprattutto  rispetto  verso  il  gruppo che  aveva  creduto  il  lei  e  gli  ha  permesso  di  prendere  una  delega  da  assessore  pur  non avendo raccolto  le  preferenze necessarie ad  essere  eletta.  Ha  beneficiato  dell’estrema  democraticità  del  gruppo  Idea sviluppo  che  ha  consentito  alla  stessa Ceccarini di  ricoprire  la  carica di  assessore  che  mai  avrebbe  potuto in  altre liste. Questo  è  il  giusto ringraziamento  ad  un  progetto  che  ha  dato dei  benefici  a  tutti. Vogliamo  capire  che la Ceccarini  è  alla  sua  prima  esperienza, ma ci sembra che sia manipolata da  qualche  mentore  politico e  si  sia  fatta  influenzare   per un  fantomatico  periodo  di  gloria. Ora  vedremo  se la Ceccarini  alle  prossime  giunte  sarà  più  presente, e se  porterà  idee  per  sanare  il  disavanzo  al  bilancio  consuntivo. E vedremo se saprà reperire quei  crediti  di  dubbia  esigibilità  che  ad oggi  continuano  ad allontanarsi  dalle  casse  dell’ente, costringendo  i  dipendenti  ad  arrivare  a  fine  mese  con  il  fiato  sospeso».

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Il porto di Civitavecchia al centro di un traffico di auto rubate

CIVITAVECCHIA – Il porto di Civitavecchia è al centro di un'inchiesta che ha portato all'arresto, tra Agerola, Santra Maria La Carità, Larciano (Pistoia) e Mosummano Terme (Pistoia) di cinque persone, tutte pregiudicate. L'indagine, portata avanti dalla Procura di Torre Annunziata di concerto con le autorità iberiche, ha permesso di sgominare un'associazione a delinquere finalizzata alla cessione di armi clandestine e alla ricettazione di auto rubate. Il tutto aggravato dal fatto di aver commesso i reati con il supporto e il contributo di una organizzazione criminale spagnola. 

In manette sono finiti Vincenzo Gentile, 36 anni; Luigi Milano, 31 anni; Liberato Spera, 55 anni (i primi due residenti ad Agerola, il terzo a Santa Maria La Carità); Rosario Bozzanga, 31 anni; e Biagio Melisi, 48 anni (entrambi toscani). Le misure cautelari sono state eseguite dai carabinieri del Nucleo Investigativo di Torre Annunziata, coadiuvati dai reparti territoriali di competenza dell'Arma. In Spagna, la Guardia Civil ha dato esecuzione ad un'altra misura cautelare nei confronti di dieci individui, tra cui anche alcuni italiani.

Le indagini, sviluppate dal giugno 2017, hanno portato alla luce il fiorente traffico di autovetture rubate dall'Italia verso la Spagna. Stando alle investigazioni, l'associazione era dedita alla ricettazione dei veicoli rubati che comunque avevano già il numero di telaio alterato ed i relativi documenti di circolazione contraffatti. In questo modo, le macchine potevano apparire identiche ad altri veicoli circolanti in Italia. Una volta "clonate", le auto venivano condotte presso il porto di Civitavecchia per essere trasferite in Spagna. Qui, grazie alla collaborazione di altri individui – italiani e spagnoli residenti a Cullera (in provincia di Valencia) -, i veicoli venivano "ripuliti" attraverso una nuova immatricolazione spagnola. Alcuni indagati, inoltre, sono stati scoperti a possedere una pistola calibro 7,65, semiautomatica, con matricola abrasa.

Grazie all'attività di coordinamento con le autoirtà spagnole, è stato possibile recuperare dieci vetture rubate in Italia.

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Inarrestabile Danilo D'Alessandro

Danilo D’Alessandro alza l’asticella del bodybuilding civitavecchiese. 
Una gara dopo l’altra il giovane body builder sta macinando chilometri e conquistando trofei d’eccezione. Soltanto due settimane fa si è laureato campione europeo junior Fnbbi 2018, sbaragliando una concorrenza agguerrita.  
Mesi di preparazione per apparire su quel palco in una forma fisica praticamente perfetta. Il verdetto è arrivato alla rassegna continentale che si è tenuta a Borgosesia. Passo dopo passo D’Alessandro si sta facendo un nome nel mondo del bodybuilding. Ma non basta perché nello scorso fine settimana l’atleta locale ha anche dominato il Gran Prix di Bastia Umbra, sempre nella sezione juniores. Risultati importanti confermati anche domenica. «Chiudo la mia stagione estiva con un 2° posto al Campionato Italiano Wabba World – scrive l’atleta sui social – esco da questa esperienza con una sola cosa aumentata: la fame di vittoria». Un verdetto che sta stretto all’atleta civitavecchiese ma che non ha fatto altro che motivarlo ancora di più. 
Sicuramente D’Alessandro ha trovato la sua strada e lo conferma ogni volta che sale su quel palco per dimostrare con quanta serietà e passione si sia preparato per quell’apparizione. Un ringraziamento particolare al suo allenatore e amico Diego Mazzarini. 
Ma non finisce qua perché il bodybuilder civitavecchiese punta in alto e guarda al futuro. Ora D’Alessandro potrà sgarrare un po’ dal rigido regime alimentare imposto dalle competizioni ma non troppo perché «a ottobre – ha spiegato il bodybuilder – si ricomincia con le gare, ora un breve periodo di riposo e poi testa bassa verso la nuova stagione di competizioni».
 

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D'Alessandro porta in alto Civitavecchia

Danilo D’Alessandro alza l’asticella del bodybuilding civitavecchiese. 
Una gara dopo l’altra il giovane body builder sta macinando chilometri e conquistando trofei d’eccezione. Soltanto due settimane fa si è laureato campione europeo junior Fnbbi 2018, sbaragliando una concorrenza agguerrita.  
Mesi di preparazione per apparire su quel palco in una forma fisica praticamente perfetta. Il verdetto è arrivato alla rassegna continentale che si è tenuta a Borgosesia. Passo dopo passo D’Alessandro si sta facendo un nome nel mondo del bodybuilding. Ma non basta perché nello scorso fine settimana l’atleta locale ha anche dominato il Gran Prix di Bastia Umbra, sempre nella sezione juniores. Risultati importanti confermati anche domenica. «Chiudo la mia stagione estiva con un 2° posto al Campionato Italiano Wabba World – scrive l’atleta sui social – esco da questa esperienza con una sola cosa aumentata: la fame di vittoria». Un verdetto che sta stretto all’atleta civitavecchiese ma che non ha fatto altro che motivarlo ancora di più. 
Sicuramente D’Alessandro ha trovato la sua strada e lo conferma ogni volta che sale su quel palco per dimostrare con quanta serietà e passione si sia preparato per quell’apparizione. Un ringraziamento particolare al suo allenatore e amico Diego Mazzarini. 
Ma non finisce qua perché il bodybuilder civitavecchiese punta in alto e guarda al futuro. Ora D’Alessandro potrà sgarrare un po’ dal rigido regime alimentare imposto dalle competizioni ma non troppo perché «a ottobre – ha spiegato il bodybuilder – si ricomincia con le gare, ora un breve periodo di riposo e poi testa bassa verso la nuova stagione di competizioni».
 

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Tarquinia, Pd contro Mencarini: ''La città vuole delle risposte concrete''

TARQUINIA – «Siamo nel buio più completo in tutti i sensi e niente a che fare con  il buio inquietante in cui versano le chiese di Tarquinia ormai immerse nell’oscurità da mesi, come la bellissima Santa Maria in Castello o l’altrettanto bella chiesa di Valverde. Questa amministrazione ne combina una al giorno, tanto da far apparire poca cosa la figuraccia di Catini e company all’ultimo consiglio». 
La segreteria del Partito democratico di Tarquinia, contesta l’immobilismo dell’amministrazione Mencarini ad 11 mesi dall’insediamenti. I democrat puntano il dito contro Rinnova e il suo leader Manuel Catini.
«Una città alla deriva, immobile, stanca, prigioniera di Rinnova e che utilizza le opere lasciate dalla vecchia amministrazione per farsi bella e dare  ossigeno ad una attività amministrativa che solo dopo undici mesi ha già deluso quasi tutti i cittadini che l’hanno votata. – attacca il Pd –  Gli articoli roboanti sul Teatro che sta per finire e le opere di restyling al Lido sono delle vere e proprie appropriazioni indebite di chi in verità sulle stesse non ha fatto praticamente nulla. Ma è l’aspetto politico che fa più preoccupare. Catini, con i suoi accoliti di Forza Italia, mascherati da Rinnova, ha messo il bavaglio al Sindaco, sottoponendolo a ricatti continui, per coprire le sue sciocchezze infantili, che vanno dal saluto romano, ai numeri fasulli del pronto intervento al Lido che hanno causato un incidente diplomatico con il 118, alle minacce sui social, vedi uno a zero palla al centro». 
«Inoltre – prosegue Armando Palmini –  le continue ingerenze dell’ex vice sindaco anche in campi non di sua pertinenza stanno innervosendo non poco alcuni assessori. Uno di questi, preso prigioniero dall’ex enfant prodige , è proprio Pietro Serafini, che dopo il consiglio della vergogna, sembra abbia perso pure la stima di Cerasa, Perinu e  Monti che invece volevano partecipare, tanto d’ arrivare fino alla porta di ingresso della sala consiliare. Ma è tutto il resto dell’azione amministrativa che sta preoccupando l’intera cittadina. L’Urbanistica è allo stallo totale, il commercio dopo lo scellerato provvedimento delle strade aperte e parcheggi selvaggi, è piombato nella crisi più nera, del turismo non ne parliamo, vista l’assenza perpetua dell’assessore al 60 per cento delle giunte, ben coadiuvato da quello all’agricoltura assente quasi sempre. La cultura è sparita come i libri della biblioteca gettati  in maniera maldestra dall’assessore competente, poi costretta ad andarli a recuperare in discarica, fino alle manutenzioni del tutto abbandonate, vedi le mura medievali coperte da erbe infestanti, percorsi pedonali inagibili, illuminazione a giorni alterni, parchi giochi inaugurati con tanto di fascia e poi immediatamente chiusi perché non a norma. Ce né per tutti i gusti e non valgono le difese ad oltranza delle truppe cammellate su facebook a far apparire dorato ciò che è ormai, dopo 11 mesi, già arrugginito e obsoleto». 
«Molti sostengono che l’allontanamento definitivo di Catini potrebbe portare un po’ più di armonia in questa amministrazione, dove c’è da ricucire anche  il violento strappo con il presidente del consiglio Bergonzini, causato sempre dalla voglia di insabbiare tutto da parte di un Catini ormai in stato confusionale. Non spetta a noi dare i consigli al Sindaco,- dicono i democrat – ma è evidente che l’insofferenza nei confronti di Catini da parte di quasi tutti i consiglieri sta immobilizzando un’ attività amministrativa, ormai alle prese con l’arrivo della bella stagione, con tutti i problemi che ne consegue. Speravamo in un atto di coraggio di Idea Sviluppo, ma dopo la frattura all’Università  Agraria per colpa di Marco Guarisco e delle sue mancate dimissioni, anche questa speranza sta per tramontare». 
«Si parla di un corposo rimpasto, forse l’ultimo tentativo del Sindaco di dare una spinta alla sua squadra, spinta che si sta affievolendo sotto i colpi dell’ala dura di Rinnova e del suo leader in difficoltà. Noi lo speriamo, perché non godiamo del tanto peggio tanto meglio, ma il periodo di prova è ormai scaduto da un pezzo. La città vuole delle risposte concrete, che stanno invece svanendo tra litigi e prove di forza e inghiottite dall’oscurità come le nostre bellissime chiese, ormai abbandonate». 

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Cpc, una giornata da dimenticare

Nella 29esima giornata del campionato Juniores regionali, girone A, la Cpc2005 cede 2-1 tra le mura amiche all’Astrea dopo una gara dalle poche emozioni e con un arbitraggio nettamente al di sotto della sufficienza. Per dirigere serve personalità e oggi se ne è vista ben poca, così come del senso di equità nella gestione della gara stessa. Tra l’errore sul gol non concesso e le espulsioni frettolose da entrambi i lati, che hanno pregiudicato una gara, qualcosa non quadra. All’infuori di questo partita sonnolenta che i ministeriali vincono sfruttando le poche occasioni concesse. La CPC2005 dopo un buon primo tempo, fatto di buone trame e palla a terra, decide invece di giocare la ripresa solo con il lancio alla ricerca di De Carli. Questo non la aiuta, anzi concede agli avversari il fianco per le ripartenze. Ora servirà fare risultato a Pianoacarano già mercoledì, altrimenti si prospetta l’ennesimo playout per salvare la categoria. Dalla parte dei portuali la salvezza anticipata, dall’altra la possibilità di rientrare in gioco per la salvezza diretta: questi gli stimoli all’avvio. Gallina opta per un 4-3-3 mettendo Gloria tra i pali, Cattaneo, Balestrieri, Catarinacci e Cherchi sulla linea difensiva. A coordinare le manovre China, con Capretti, Mastropietro e Lava a servire De Carli, falso nuove, e Memmoli. Pesano e non poco le assenze di De Logu e Lanari, fermati dell’influenza. Risponde l’Astrea con Cesarini Andrea tra i pali, Croce e Di Pietro davanti a lui, aiutati sulla linea difensiva da Mastrecchia e Cesarini Lorenzo. Davanti a tutti e a cercar la via del gol Putrino, coadiuvato a supporto da Picca e Pioli. Aureli!, Odorisio, e Porcu nella mezzeria di centrocampo a cercar la strada per l’area avversaria. Pronti e via con l’Astea che al primo affondo passa in vantaggio. Assist di Odorisio per Porcu che, lasciato solo in mezza all’area, beffa Gloria portando in vantaggio i suoi. Neanche il tempo di centrare che la CPC2005 ha la palla del pareggio, punizione di De Carli che Cesarini vede all’ultimo secondo ma respinge. La CPC2005 gioca ordinata e al 13’ arriverebbe anche al pari con Lava, assist di Mastropietro, ma Silvano vede un fuorigioco inesistente e annulla. La CPC2005 c’è e dieci minuti dopo ancora con Lava ha la palla del pareggio. Cross di Memmoli ma l’esterno portuale tira alto da pochi metri. Il gioco ora ristagna e con l’ammonizione di China quasi allo scadere, apparsa fuori luogo, si va nei spogliatoi. Ripresa che non decolla sul piano del gioco, con i ministeriali che amministrano il vantaggio, e i portuali che sembrano troppo lunghi per creare azioni degne di questo nome. Nel non gioco da entrambe le parti i portuali hanno intorno al ventesimo la palla del pareggio. Contropiede cinque con quattro che Mastropietro non capitalizza, il suo tiro dagli undici metri è lento e facile preda di Cesarini. Squadre allungate con il centrocampo terra dei soli rilanci in profondità. La gara prende un’altra fisionomia alla mezz’ora quando viene espulso Aureli dell’Astrea. Ora ci sarebbe un quarto d’ora in superiorità numerica, ma Silvano si erge a untore e pareggia il numero dei giocatori espellendo anche China, per lui presunte proteste. Al trentottesimo Odorisio chiude i giochi per la CPC2005, lancio in profondità con l’esterno che calcia approfittando dello scivolone di Gloria. Due a zero. Esce Cattaneo ed entra De Luca, Nicchia per Memmoli: CPC2005 alla ricerca del gol che riaprirebbe la gara. In pieno recupero Lava di testa dimezza lo svantaggio, assist di Mastropietro servito da Nocchia: ma è tardi.  Finisce così la gara con l’Astrea che ritorna a sperare la salvezza diretta, e la CPC2005 che deve fare assolutamente risultato a Pianiscarano nel recupero per uscirne fuori.
Escono sconfitti gli Allievi di mister Da Lozzo  in casa del Palocco. Secco il 6-1 subìto che non da adito a scusanti, seppur si sia cercato di limitare i danni una volta naufragati. Una salvezza conquistata domenica scorsa che viene “sporcata” da un passivo cosi ampio. Solo Del Gaudio riesce a non far apparire il parziale come un set tennistico. Domenica la chiusura in casa contro il Tuscia, sperando in un altro spirito.
I Giovanissimi guidati dal tecnico Smeraglia cedono 2-1 e regalano i primi tre punti di questa stagione al fanalino di coda Passoscuro. Fino ad oggi i verdi del Passoscuro avevano accumulato solo tre punti, frutto di altrettanti pareggi. Dopo un primo tempo dalle polveri bagnate lo spettacolo va in scena nella ripresa. Apre Kurimszki dopo meno di dieci minuti, approfittando di un errore difensivo  portuale. La CPC2005 non ci sta e schiaccia gli avversari nella propria area, ma lo fa in maniera sterile e farraginosa  fino al ventesimo. Ci pensa Bartoloni con una bordata da fuori area a portare i suoi al pareggio. Pregevole il calcio di punizione calciato, che Alessi non trattiene e vede rotolare in fondo alla rete. La CPC2005 ci crede e ha addirittura con Garofalo la palla del raddoppio, ma il penalty calciato dall’avanti portuale viene ben parato da Alessi. Tutto fa presagire a un risultato di parità ma non è cosi. La CPC2005 sull’ennesimo corner lascia campo aperto al contropiede, ne approfitta Acciaroli che insacca la sfera che vale i tre punti. Domenica chiusura in casa del Football Club Casalotti. 

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Agraria Tarquinia, quote: aumentano i canoni di concessione

TARQUINIA – Aumentano i costi dei canoni concessori delle quote di terreno dal parte dell’Università Agraria di Tarquinia. Lo annuncia il vicepresidente Alberto Tosoni che spiega che il provvedimento, anche se a malincuore, è un atto dovuto e necessario. «In qualità di vicepresidente dell’Ente – afferma Tosoni –  voglio rassicurare la cittadinanza che è nostra intenzione dare le dovute notizie sull’attività di governo che stiamo portando avanti in seno all’Università Agraria, – afferma Alberto Tosoni – riteniamo che la collettività ha diritto di sapere oltre all’ordinarietà dei vari provvedimenti anche la reale condizione patrimoniale dell’Ente, per questo anticipo che daremo, da qui a breve, tutte le relative indicazioni convinti che sia giusto e doveroso. Stiamo lavorando con impegno e solerzia, volutamente quasi nell’ombra, credendo che questa sia la strada giusta da intraprendere per portare avanti concrete azioni atte a perseguire e consolidare le finalità e gli scopi dell’Ente stesso». «L’amministrazione vuole andare in questa direzione – prosegue il vicepresidente – assumendosi le paternità delle relative azioni, sia quelle positive, ma anche quelle che possono risultare scomode o poco gradite ad una parte dell’utenza”. “In linea con questo principio – prosegue Tosoni – e nella trasparenza più totale del nostro operato, comunichiamo noi, da soli, che abbiamo deliberato un aumento dei canoni di concessione delle quote terriere. La rivisitazione delle tariffe, che sarà pari al 20% sulle quote irrigue, comporterà un aumento della corrisposta all’Ente da 200 euro a 240 euro per ettaro. Risulterà sicuramente  una scelta poco gradita per i concessionari anche stante i tempi critici che attraversa tutto il comparto agricolo, che purtroppo conosciamo benissimo, ma è un atto dovuto dal quale non ci potevamo esimere in qualità di  amministratori, comunque per venire incontro alle loro necessità, abbiamo cercato di limitare questo aggravio con una dilazione temporale nel pagamento delle corrisposte. Ovviamente la motivazione di tale decisione è connessa alla situazione economica finanziaria dell’Ente, che, nonostante l’importanza del suo patrimonio, presenta gravi carenze di liquidità, infatti da tempo i flussi economici della gestione corrente non sono in linea con quanto programmato provocando così un inesorabile ricorso ad anticipazioni finanziarie, sia a breve che a lungo termine, condizionando di fatto il patrimonio dell’Ente. Da qui colgo l’occasione per complimentarmi pubblicamente con il consigliere Gianfranco Bastari che, in qualità di delegato ai Dati contabili, sta svolgendo un lavoro altamente professionale i cui risultati saranno presto dichiarati in consiglio. In amministrazione abbiamo avviato un’azione concreta non solo tesa alla riduzione delle spese, ma anche dedita alla ricerca di soluzioni migliorative per garantire e preservare l’obiettivo Ente». «Oggi più che mai – aggiunge il presidente Sergio Borzacchi –  l’Ente ha bisogno di persone del fare più che dell’apparire, pertanto mi congratulo con tutti gli amministratori che mi stanno onorando e gratificando con il loro impegno e la loro dedizione, dal consigliere Ascenzio Benedetti che si sta dedicando quotidianamente al centro aziendale apportando tutta la sua esperienza del settore in questo ramo di azienda, all’attività svolta dall’architetto Marco Guarisco e dalla Ceccarini fino a tutti i consiglieri che si stanno evidenziando eccezionalmente per la loro fattiva e propositiva collaborazione». (a.r.)

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