Porto: esodo di Ferragosto da bollino nero

CIVITAVECCHIA – Un lungo weekend da bollino nero quello che interesserà il porto, fino a domani. L’esodo di Ferragosto segnerà lunghe file, gran lavoro ed un alto livello di sicurezza all’interno dello scalo. Tra la giornata di ieri e quella di domani si registreranno circa 70mila passeggeri in transito, tra partenze ed arrivi. Le Autostrade del Mare sono prese d’assalto in questi giorni per la settimana di vacanza per eccellenza, quella appunto a cavallo del 15 agosto. Migliaia le persone dirette a Cagliari, Porto Torres, Olbia, Barcellona, Palermo e Tunisi. 

Per quanto riguarda la compagnia Grimaldi saranno 5500 i passeggeri in partenza, con 2400 auto al seguito. Sono 3500 invece quelli che si imbarcheranno su Gnv con 1220 auto. Tirrenia conterà la presenza, in partenza, di 21mila passeggeri e 6400 auto al seguito. A questi dovranno aggiungersi i passeggeri senza prenotazione e quelli che invece faranno scalo al porto cittadino. 
Per quanto riguarda le crociere, saranno 11 le navi presenti a Civitavecchia in questi tre giorni, per un totale di 36mila passeggeri.

Un boom di passeggeri che si traduce in un intenso lavoro per tutti gli operatori portuali, impegnati nelle diverse attività a supporto. Così come per forze dell’ordine e di Polizia che devono garantire la massima sicurezza. Il livello è alto, come si vede anche dalle file che si allungano proprio per i controlli da parte della Polizia di frontiera così come della Capitaneria di porto, Gdf, carabinieri e singole compagnie.    

Fino a qualche anno fa era più semplice partire: bastava avere biglietto e documento e si poteva raggiungere il porto anche con poco anticipo, a differenza di oggi, con controlli più intensi e verifiche per contrastare illegalità e terrorismo.
E poi, se non si hanno i documenti, il rischio concreto è di restare a terra, perdendo anche il biglietto, perché anche le compagnie di navigazione sono molto rigide su questo punto. Soprattutto i minori, anche se accompagnati dai genitori, devono avere un documento di riconoscimento: non valgono, in questo senso, codici fiscali e tessere sanitarie. 

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 Il consigliere Amanati chiede aiuto ai cittadini per le pulizie di Ponton del Castrato

SANTA MARINELLA – Quando un’amministrazione non ha i fondi necessari per provvedere alla pulizia di beni comunali e del territorio, trova comunque il modo di provvedere alla risoluzione del problema chiamando in causa i volontari. Ed è così che il consigliere comunale di maggioranza Andrea Amanati, ha chiesto aiuto attraverso le pagine di facebook a tutti i cittadini che hanno uno spiccato senso civico, ad essere presenti all’incontro che si terrà oggi pomeriggio alle 17, per provvedere alla pulizia del fosso Ponton del Castrato. «Stiamo organizzando la pulizia generale del fosso Panton del Castrato in zona Alibrandi e del sottopassaggio pedonale – scrive Amanati – pertanto chiediamo a tutti i volontari, per quanto possibile, di essere presenti, più siamo e maggiore sarà il raggio di pulizia. Ci occorrono zappe, decespugliatori, guanti, rastrelli, sacchi neri, ma soprattutto tanta buona volontà. Chiunque ha la possibilità di portare qualcosa sarà il benvenuto. Questo è solamente il primo degli interventi che seguiranno la pulizia di tutti i fossati, in previsione delle prossime piogge. Insieme a noi, ci saranno i volontari della Propirgy e del Nucleo Sommozzatori. Abbiamo bisogno anche di un furgone per portare via il tutto. Grazie in anticipo a chi potrà partecipare. La sicurezza dei fossi è prioritaria nel nostro territorio». Una iniziativa che si ricollega ad un altro paio che si sono tenute in questi giorni, organizzate sempre da consiglieri comunali, con il supporto dei volontari e delle associazioni. Ieri infatti diverse persone, aiutate dalla società Gesam e dalla Multiservizi, hanno provveduto alla ripulitura dell’impianto di calcio e delle zone circostanti, mentre la scorsa settimana era stato il vice sindaco Andrea Bianchi a farsi promotore della raccolta di rifiuti ingombranti in zona Parco Kennedy, abbandonati la notte precedente da qualche inquinatore, sicuramente proveniente dai paesi limitrofi.

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Argenpic, quarantuno finalisti  alla terza edizione del Premio culturale

TARQUINIA – Sono 41 i magnifici finalisti della 3ª Edizione del Premio Culturale ArgenPic, organizzato dall’Associazione Borgo dell’Argento – Delegazione dell’Accademia Italiana del Peperoncino in collaborazione con l’Ass. Culturale Oltrepensiero, quest’anno completamente rivoluzionato rispetto al passato con 8 sezioni a concorso e 6 giurie disposte dai promotori per consentire una qualificata valutazione dei numerosi elaborati presentati a concorso e composte da esperti, tecnici, giornalisti, scrittori, operatori di settore, docenti, personaggi del mondo dello spettacolo e della cultura.

 

Rivoluzione anche nello svolgimento della Cerimonia di Premiazione che, diversamente da quanto previsto nel Regolamento, si svolgerà sempre nell’Area Eventi Pineta AVAD in più giornate, nell’ambito della Festa del Peperoncino di dopo Ferragosto, a questo abbinata. 5 i pomeriggi e le serate che si articoleranno dal 16 al 25 Agosto per permettere di dare un’adeguata visibilità alle opere vincitrici ed ai rispettivi autori. Numerose anche le segnalazioni e menzioni speciali designate dalle giurie e dagli organizzatori. Per la prima volta ArgenPic ha previsto anche la consegna di un Premio alla Carriera ad un noto personaggio della satira politica che sarà reso noto in anticipo nei prossimi giorni insieme a quello della vincitrice del Premio Speciale Scrivere Donna intitolato a Daniela Marrozzi e dell’opera prima classificata nella Sezione Docu-Film per i Cortometraggi.

 

Le premiazioni avranno tutte luogo dopo ferragosto nell’ Area Eventi Pineta AVAD di Tarquinia Lido con inizio alle ore 18:00. Ecco il calendario: Giovedi 16 Cerimonia di Premiazione per le Sezioni Giornalismo – Poesia – Racconti – Libri inediti. Venerdì 17 sarà la volta della Sezione Libri Editi. Sabato 19  cerimonia per le Sezioni Fotografia e Vignette con la partecipazione straordinaria del Campione dei Mangiatori di Peperoncino Giancarlo Gasparotto alias Jack Pepper. Sabato 25 premiazione dei vincitori della Sezione Cortometraggi con la partecipazione di Francesco Presta Direttore Artistico del Mediterraneo Festival Corto e del Cinecircolo Maurizio Grande di Diamante. Per Giovedì 23 è invece prevista al Cinema Etrusco di Tarquinia (evento promosso dalla DG Cinema & Consulting e Gérôme Bourdezeau) la presentazione e proiezione in anteprima dei cortometraggi finalisti presentati al Premio Culturale ArgenPic 2018 che saranno premiati appunto Sabato 25 nell’ Area Eventi della Pineta Avad di Tarquinia Lido. Nel corso dell’evento gli spettatori presenti in sala potranno votare per l’assegnazione del Premio del Pubblico.

 

Madrina del Premio Culturale ArgenPic, patrocinato quest’anno oltre che dal Comune di Tarquinia anche dall’Università Agraria e dall’ARSIAL (Agenzia Regionale per lo Sviluppo e l’Innovazione dell’Agricoltura del Lazio), registrando la fattiva collaborazione degli insegnanti dell’IIS Vicenzo Cardarelli, sarà, come sempre Anna Moroni di Rai1, mentre Osvaldo Bevilacqua di Rai2 è il Presidente Onorario. Questi, invece, i Presidenti di Giuria delle varie Sezioni a concorso: Antonio Bartalotta (Racconti inediti, Poesia inedita, Giornalismo Edito), Mariangiola Castrovilli (Libri Inediti), Anna Maria Vinci (Libri Editi), Francesco Presta (Cortometraggi), Gianfranco Tartaglia più conosciuto come Passepartout (Vignette), Tiziano Crescia (Fotografia).

 

Ma veniamo ora ai 41 magnifici finalisti per i Premi nelle varie Sezioni e per quelli riservati alle Segnalazioni e Menzioni Speciali. Tra gli Autori (scrittori, poeti, giornalisti, registi, attori, disegnatori e fotografi) si registrano anche artisti stranieri  che hanno partecipato dall’Argentina, il Brasile e Cuba.   

 

I Finalisti per i primi premi nelle sezioni a concorso:

Carlo Canna, Paola Cimmino alias Gamy Moore, Alberto Mazzega, Antonio Suraci, Maria Grazia Di Mario, Roberto Crociani, Paolo Jorio e Rossella Vodret, Annalisa Venditti, Andrés Norberto Baodoino, Rita D’Andrea, Gianfranco Carpine, Silvana Cenciarelli, Luca Sborzacchi, Antonella Calvani, Antonio Torino, Alberto Cappellacci, Raffaele Ballirano, Massimiliano Brizi, Francesco Colangelo, Paolo Budassi, Enrico Biondi, Simone Togneri, Leo Magliacano, Gabriele Nicosia.

 

I Finalisti per i Premi, le Segnalazioni e Menzioni Speciali:

Bebbe Gallo, Philippe Boa, Giorgio Colangeli, Valeria Solarino, Francesca Napoli, Ugo Ardini, Cesare Aloisi, Isabel Arrebato, Daniele Cristina Rosa Ferrari Serejo, Simone Previti, Claudio Crepaldi, Fabio Clerici, Stefano Girardi, Antonella Calvani, Marco Cibecchini.

 

Già pronta l’uscita ufficiale, per il 16 Agosto, dell’Antologia, corredata anche da foto e disegni, interamente dedicata al Premio Culturale ArgenPic 2018 Edita da Bibliotheka Edizioni di Roma, con la pubblicazione delle opere vincitrici e di tutte quelle segnalate. Il libro oltre che nella versione cartacea  sarà disponibile anche in e-book e acquistabile in tutti i siti internet di vendita (tra cui Amazon, IBS), direttamente dal sito della casa editrice www.bibliotheka.it e ordinabile in tutte le librerie italiane.

 

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Santa Marinella, il dissesto è realtà

SANTA MARINELLA – In un vero e proprio clima da stadio, l’amministrazione Tidei ha votato  la delibera che rende Santa Marinella un Comune dissestato. Nel corso del consiglio comunale, infatti, dopo un lungo dibattito durato quasi due ore, con i soli voti favorevoli della maggioranza, il primo cittadino ha dichiarato il fallimento del Comune consentendo, di fatto, il regime di amministrazione controllata. C’è stata però battaglia tra i banchi della maggioranza e quelli dell’opposizione per questa scelta. Dopo una lunga relazione esternata dal sindaco, è apparso inevitabile dichiarare il dissesto, mentre le minoranze propendevano per il pre dissesto. Ma, atti alla mano, dopo un lavoro durato praticamente un mese, la maggioranza non ha potuto far altro che mettere il Comune sotto la lente d’ingrandimento della Corte dei Conti. Nel suo intervento, il primo cittadino ha ricordato come sia stato fatto tutto il possibile per evitare questa sorta di “ultima spiaggia”.

“Siamo stati di nuovo al Ministero dell’Economia e Finanze – ha detto Tidei – per ripercorrere a ritroso tutte le fasi, dal 2012 ad oggi, per verificare tutto quello che è accaduto sul bilancio e sui debiti che l’amministrazione Bacheca ha contratto. In base ad un debito che ammonta a 17 milioni di euro, è stato impossibile praticare strade diverse da quelle del dissesto finanziario. La responsabilità di ciò, comunque, è da addebitare alla vecchia maggioranza, che dal 2012 avrebbe potuto approfittare di una legge che consentiva di ammortizzare i debiti in trenta anni, facendosi togliere anche il fondo di solidarietà che ammonta a sei milioni e mezzo all’anno, affermando che il nostro non era un Comune virtuoso ma carico di debiti. Oggi questi debiti ce li ritroviamo sul groppone noi e abbiamo il dovere di trovare la soluzione più giusta per salvare questa città. Da oggi possiamo contare su una entrata di 6,5 milioni che lo Stato ci prelevava alla fonte, mentre per gli otto milioni di fatture non pagate sarà lo Stato a stabilire le modalità del pagamento, consentendoci di pianificare una parte di questi soldi, accendendo un mutuo pluriennale. Facendo così, però, ripartiremo da zero. Cioè possiamo, entro due o tre anni, riportare il bilancio in parità. Ci sono da pagare 17 milioni di residui fasulli, tre milioni di squilibri di di cassa del 2018, undici milioni di fatture da pagare , mentre il commissario prefettizio ha ottenuto nove milioni di anticipo di cassa”. “Il dissesto è l’atto più infame che un sindaco possa fare – conclude Tidei – ma  per salvare questa città mi vedo costretto a farlo e la responsabilità è da addebitare tutta alla passata amministrazione”.

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Saldi, clienti a caccia di occasioni

CIVITAVECCHIA – Clienti in fila a caccia di occasioni. C’è chi ha già adocchiato il proprio capo preferito e conta di acquistarlo a prezzo ridotto, chi invece girerà per i negozi in cerca di qualcosa che possa servire o piacere in modo particolare. Scattano infatti oggi, anche in città, i saldi estivi. Sei settimane, fino al 18 agosto, per acquistare spendendo meno e, per i commercianti, avere una boccata d’ossigeno importante. E in città si registra un moderato ottimismo, come conferma il presidente della Confcommercio Graziano Luciani. «La previsione per l’andamento dei saldi estivi è superiore dal 5 al 10% rispetto al 2017,in linea con i dati delle previsioni nazionali di Confcommercio e quelli dell’Osservatorio delle imprese della provincia di Roma. Tra l’altro, finora il tempo fresco ha ritardato gli acquisti estivi, che potrebbero quindi incrementare». Per questa tornata di saldi, secondo le stime dell’Ufficio Studi della Confcommercio nazionale, ogni famiglia, per l’acquisto di articoli di abbigliamento e calzature in saldo, spenderà in media poco meno di 230 euro, per un valore complessivo che si aggira intorno ai 3,5 miliardi di euro. Non sono mancati neppure quest’anno i ‘‘furbetti’’ che hanno giocato d’anticipo. «Noi siamo sempre per il rispetto delle regole. Il fenomeno è vigilato dalla Polizia Municipale, alla quale abbiamo anche chiesto controlli più frequenti per contrastare il fenomeno dell’abusivismo commerciale, attraverso una attività più intensa di prevenzione e di sequestro delle merci contraffatte. Siamo stufi dei tantissimi abusivi che affollano i marciapiedi».

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Due ebook di matematica in inglese

SANTA MARINELLA – Al Liceo Galilei è proseguita la sperimentazione sull’insegnamento della matematica in inglese. Per il terzo anno infatti la professoressa Dimito ha tenuto circa il 70% delle sue lezioni nelle classi terza B e quarta sez. A in inglese, favorendo  l’apprendimento integrato di contenuti disciplinari di matematica in lingua straniera, inglese, veicolare secondo la metodologia Clil, in anticipo  rispetto a quanto previsto dalla recente riforma. Così, il giorno della mostra delle attività progettuali del Galilei, gli alunni della 3B e della 4A hanno presentato alla comunità scolastica, nell’aula della classe 2.0, ben due ebook. Gli alunni della classe terza hanno affrontato in italiano e in inglese lo studio delle funzioni algebriche partendo dalle funzioni polinomiali, proseguendo con le razionali fratte, con determinazione di asintoti verticali, orizzontali, obliqui, arrivando poi alle delle funzioni irrazionali. In questo modo dopo un ‘accurata selezione della tipologia di funzioni da studiare gli alunni della classe trascrivevano integralmente i contenuti trattati e alla fine dell’anno ecco pronto l’ebook. Gli allievi della 4A, per il secondo anno hanno proseguito la sperimentazione con lo studio della geometria analitica nello spazio. Con la stessa metodologia seguita dagli alunni di terza classe gli studenti hanno raccolto le lezioni trascritte di volta in volta dando vita ad un pregevole ebook intitolato “Euclidean Geometry in the Space”. Gli ebook costituiscono inoltre i prodotti finali di un progetto condotto dalla professoressa Antonella Dimito, nell’ambito delle attività del piano nazionale della scuola digitale e in particolare  di quelle previste dall’azione Cl@ssi 2.0, che propone di modificare gli ambienti di apprendimento attraverso un utilizzo costante e diffuso delle tecnologie a supporto della didattica quotidiana. “Vivissimi complimenti ai ragazzi della 3B e della 4A – dicono gli organizzatori – che si sono impegnati in questa attività con entusiasmo e dedizione, alla professoressa Dimito che ha seguito tutte le fasi dei lavori e al dirigente scolastico professoressa Maria Zeno che ha permesso la realizzazione di questo pregevole progetto”.

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Enel, il Pd pensa al dopo carbone

CIVITAVECCHIA – Una mozione urgente per istituire un tavolo permanente che impegni l’Enel a discutere il futuro della centrale di Torrevaldaliga Nord alla luce delle tempistiche previste dagli adeguamenti delle emissioni di CO2 previste dai trattati internazionali, dalle direttive nazionali e dagli stessi obiettivi strategici dell’azienda. Un tavolo che possa includere, oltre alla minoranza, le rappresentanze sindacali e delle imprese, le organizzazioni ambientaliste e le altre rappresentanze sociali che possono fornire un contributo utile al confronto con l’Enel, coinvolgendo nell’ottica della visione di uno sviluppo a lungo termine e di nuove direttrici per la sinergia del nostro territorio. È quella presentata dai consiglieri del Pd Marco Piendibene, Rita Stella, Marco Di Gennaro e Mirko Mecozzi in considerazione delle ultime direttive approvate dal governo Gentiloni, contenute nel piano di “Strategia Energetica Nazionale 2017”, che prevedono di conseguire, entro il 2025, l’obiettivo di azzerare la produzione di energia elettrica derivante dalla combustione di carbone.

Del "dopo carbone" si parla da anni, anche se in realtà per Civitavecchia non ci sono ancora date certe. "Il crescente apporto delle energie rinnovabili rende attuabile la strada tracciata dal precedente governo di centrosinistra verso la decarbonizzazione totale dove si prevede di raggiungere, rispetto al 1990, una diminuzione delle emissioni del 39% al 2030 e del 63% al 2050 – si legge nella mozione del gruppo consigliare del Pd – anche l’Amministratore Delegato di Enel, Francesco Starace, ha dichiarato che Enel Green Power è in grado di installare 2.500 Megawatt di rinnovabili all’anno e che con questi tassi di sostituzione, Enel sarà in grado di raggiungere il target di zero emissioni di Co2 con 10 anni di anticipo rispetto all’obiettivo dell’Accordo di Parigi sui cambiamenti climatici. Lo stesso manager ha fatto riferimento a recenti studi di settore che mostrano come ormai sia più conveniente costruire un impianto rinnovabile piuttosto che mantenerne in esercizio uno convenzionale già ammortizzato. L’impianto termoelettrico di Torrevaldaliga nord, costituito da tre gruppi da 660 Megawatt alimentati a carbone, per una potenza complessiva installata di 1.980 Megawatt, rientra naturalmente nel piano di prossime dismissioni previste dall’Accordo di Parigi del 2015, dal piano di Strategia Energetica Nazionale del 2017 e dagli stessi obiettivi di Enel S.p.A".

Secondo il Pd è necessario affrontare per tempo una situazione che richiede una “exit strategy” per evitare ulteriori crisi in un settore, quello elettrico e del connesso indotto, "già provato dalla graduale riorganizzazione delle aziende elettriche presenti sul nostro territorio, con politiche economiche principalmente finalizzate al massimo risparmio. La pregressa convenzione con l’Enel del 2008 – hanno ricordato – che prevedeva, tra l’altro, investimenti nel settore delle energie rinnovabili per un importo di 300 milioni di euro con ricadute economiche per il nostro territorio calcolate in 80 milioni di euro. Il rapporto instaurato dall’attuale Amministrazione a guida 5 stelle con i vertici Enel, a cui si deve una nuova interpretazione data alla convenzione per la quale si definisce “attualizzazione” la revisione di tale accordo". A detta dei consiglieri ciò che era attuale nel dicembre 2015 al momento dell’attualizzazione, non può più essere considerato attuale nel 2018 "anche in considerazione – hanno concluso – delle tematiche sopra esposte e che una eventuale riapertura di un negoziato con Enel può portare molteplici vantaggi alla nostra comunità".

 

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Rifiuti, Cobat: ''5 milioni di tonnellate di rifiuti avviate al riciclo in 30 anni''

ROMA – Più di 5 milioni di tonnellate – 20 volte il peso del Colosseo – di pile e batterie esauste, rifiuti elettronici e pneumatici gestiti negli ultimi 30 anni. Solo nel 2017, sono oltre 140 mila le tonnellate di prodotti tecnologici raccolti, avviati al riciclo e trasformati in nuove risorse, percorrendo quasi 2 milioni di km, con un taglio di emissioni inquinanti di più del 57% rispetto al 2016 grazie al rinnovo del parco mezzi della rete logistica. Sono questi i numeri di Cobat, contenuti nel Rapporto annuale di attività presentato oggi a Roma.
Istituito nel 1988, lo storico consorzio, uno dei primi ad avviare in Italia un percorso virtuoso di economia circolare, gestisce da 30 anni il fine vita dei beni immessi al consumo, garantendo i più elevati standard di sostenibilità ambientale ed economica ed è impegnato nello sviluppo della circular economy attraverso un lavoro di trasformazione dei beni tecnologici giunti a fine utilizzo in nuove materie prime.
“Siamo nati per risolvere il problema ambientale delle batterie al piombo, trasformandolo in un’opportunità economica per il Paese. È quello stesso spirito – dice nei saluti introduttivi Giancarlo Morandi, Presidente di Cobat – che ci ha portato ad applicare il metodo Cobat anche ai RAEE. Il principio dell’economia circolare, anche se ancora non sapevamo che si chiamasse così, ci ha guidato quando, in anticipo sulle normative nazionali ed europee, abbiamo creato la prima filiera per la raccolta e il riciclo dei moduli fotovoltaici. E lo stesso abbiamo fatto, continuiamo e continueremo a fare, con gli pneumatici e tante altre tipologie di prodotti di nuova generazione, su cui è necessario investire in ricerca, per arrivare ai fuochi di segnalazione e pirotecnici, con la promozione del nuovo consorzio Cogepir”.
Michele Zilla, Direttore Generale di Cobat, presentato, poi, i dati del consorzio contenuti nel Rapporto illustrando i risultati raggiunti e spiegando quali sono i prossimi obiettivi. Intervenuti anche Stefano Ciafani, Presidente Nazionale Legambiente, e Salvatore Micillo, Membro della VIII Commissione Ambiente, Territorio e Lavori Pubblici della Camera dei Deputati.
“La vera forza del nostro Consorzio – sostiene Michele Zilla, Direttore Generale di Cobat – risiede nella capacità di evolvere e cambiare identità garantendo da sempre efficienza e massima professionalità. Negli ultimi anni abbiamo, infatti, iniziato un processo di internazionalizzazione che ci ha portato a presenziare e presidiare una diversa serie di contesti di importanza sempre più determinante per la nostra attività. Dopo l’ingresso nel 2015 in WEEELABEX, l’associazione europea dei sistemi di raccolta dei RAEE, un anno fa abbiamo siglato un accordo di partnership con WEEELOGIC, hub europeo per la gestione del fine vita dei RAEE. Sempre nel 2017, abbiamo aderito ad EUCOBAT, l’associazione europea dei sistemi di raccolta delle pile ed accumulatori, uno degli stakeholder di riferimento della Commissione Europea nella revisione della Direttiva 2006/66/CE sulle pile ed accumulatori”.
Questi i dati nel dettaglio. Nel 2017 Cobat si riconferma primo Sistema di raccolta e di riciclo di pile e accumulatori in Italia con il 49,3% dell’immesso al consumo di accumulatori industriali e per veicoli e il 26,8% in quello delle pile e degli accumulatori portatili. Nel settore degli accumulatori al piombo, il Consorzio ha raccolto nel 2017 oltre 117 mila tonnellate in tutta Italia.
Le Regioni che registrano il maggiore incremento dei quantitativi di raccolta sono Umbria (+33%), Piemonte-Val d’Aosta (+23%) e Lazio (+12). In termini assoluti, Lombardia, Veneto e Campania raggiungono i migliori risultati rispettivamente con oltre 22 mila e più di 12 mila tonnellate per le ultime due Regioni.
In termini assoluti sono Lombardia, Veneto e Lazio le regioni più virtuose, rispettivamente con oltre 505, 277 e 135 tonnellate, mentre per quanto riguarda la variazione percentuale rispetto al 2016 emergono su tutte Calabria (+277%), Sardegna (+253%) e Campania (+202%).
Il 2017 ha rappresentato per Cobat un anno significativo nella gestione dei RAEE, con quasi 16 mil di tonnellate raccolte, grazie agli oltre 1.300 punti di raccolta in tutta Italia. Significativa la raccolta dei RAEE professionali, svolta direttamente dal Consorzio attraverso i Punti Cobat presso i clienti dei propri Soci, passata da 161 tonnellate nel 2016 a 1.360 tonnellate nel 2017.
Anche nel 2017, Cobat ha ottenuto il formale riconoscimento da parte del Comitato per la Gestione degli presso ACI, per la gestione degli PFU prodotti dal settore dell’autodemolizione. Il quantitativo gestito dal Consorzio ha superato le 1.800 tonnellate, corrispondente a un incremento del 10% rispetto al 2016.
Cobat monitora e rendiconta periodicamente l’impatto ambientale delle attività svolte in assoluta sintonia rispetto alla propria mission ambientale. Il Consorzio elabora ogni anno un indice dei km percorsi per la raccolta di ogni singola tonnellata di rifiuto gestita: nel 2017 sono stati oltre 1 milione e 800 mila i km percorsi con un risparmio di emissioni di gas inquinanti di più del 57% rispetto all’anno precedente.
Questo decremento è giustificato dal notevole miglioramento del parco automezzi della rete logistica a cui si affida Cobat: rispetto ad appena 4 anni fa, le categorie Euro 0, Euro 1, Euro 2, Euro 3, Euro 4 hanno subito una forte diminuzione mentre è cresciuta la categoria Euro 5 ed è stata inserita la categoria Euro 6 (assente nel 2016), la quale con il suo 23% risulta essere la più presente dopo la categoria Euro 5 con il 27%.
Oltre 1.200 Produttori e Importatori di pile e accumulatori, apparecchiature elettriche ed elettroniche, moduli fotovoltaici e pneumatici hanno affidato a Cobat la responsabilità della gestione del fine vita dei propri prodotti, con un immesso al consumo pari a più di 219 mila tonnellate. La forza del Sistema Cobat risiede nel proprio staff, composto da 20 risorse, e in un’efficiente struttura consortile che, attraverso una propria rete di aziende di raccolta e di stoccaggio, i 72 Punti Cobat, e 24 Impianti di trattamento e riciclo specializzati nel recupero di materia, gestisce l’intera filiera del rifiuto.
MORANDI (COBAT): FUTURO GOVERNO ASCOLTI OPERATORI AMBIENTALI
“Ogni volta, da 30 anni, andiamo avanti per capire i bisogni dei nostri soci e del Paese dal punto di vista ambientale. Vogliamo continuare così, capire cosa servirà alle azienda italiane per rispettare le normale ambientali e quelle buone pratiche per realizzare quello sviluppo sostenibile di cui tutti parliamo, ma di cui difficilmente ci occupiamo tutti i giorni”. Lo spiega Giancarlo Morandi, presidente di Cobat alla presentazione del Rapporto annuale illustrato a Roma che cade in occasione del 30esimo compleanno del Consorzio.
“Lavoriamo su tutto il territorio italiano– aggiunge Morandi- e molte aziende industriali sono spesso localizzate al nord. Eppure abbiamo uffici a Roma, perché l’interlocuzione con parlamento e governo è estremamente importante”.
Al futuro governo il presidente Cobat ricorda che “una legge o un decreto sbagliato fanno più danni di tanti comportamenti sbagliati dal punto di vista ambientale. Abbiamo dunque bisogno che il futuro governo, o i futuri ministeri dell’Economia o dell’Ambiente, decidano di ascoltare gli operatori ambientali del settore tutte le volte che si deve fare un provvedimento”.
CIAFANI (LEGAMBIENTE): COBAT CAMPIONE ECONOMIA CIRCOLARE
“Cobat è uno dei campioni dell’economia circolare, abbiamo già censito questa realtà lo scorso anno al parlamento europeo quando raccontammo le esperienze straordinarie che l’Italia puo’ vantare. Qui si possono fare cose straordinarie malgrado l’Italia, dove ci sono ostacoli che non dovrebbero esistere, che creano problemi a chi sa fare cose straordinarie senza spendere energie e risorse per ovviare ad autorizzazioni che non arrivano mai, decreti che il ministero non emana o che vanno troppo velocemente perche’ servono solo ad una parte del Paese”. Così Stefano Ciafani, Presidente Nazionale Legambiente, intervenuto alla presentazione del Rapporto annuale Cobat, illustrato a Roma.
Per Ciafani è dunque necessario rimuovere “gli ostacoli non tecnologici, sono una zavorra per l’economia circolare. Qui sappiamo fare cose che nemmeno in Germania sanno fare, quindi dobbiamo semplificare la vita”.
MICILLO (M5S): PORTE APERTE PER CHI USA E RICICLA COME COBAT
“Aziende e consorzi come Cobat che parlano di economia circolare, e che fanno dell’uso e del riciclo di materiale la loro filosofia, possono trovare solo porte aperte e collaborazione con noi”. Lo dice Salvatore Micillo, Membro della VIII Commissione Ambiente, Territorio e Lavori Pubblici della Camera dei Deputati, intervenuto alla presentazione del Rapporto annuale Cobat, illustrato a Roma.
Micillo auspica un cambio di passo “rispetto agli scorsi decreti ministeriali in cui si parlava di inceneritori. Noi invece crediamo che l’economia circolare vada su un’altra filiera, su un riprogettare oggetti in maniera diversa. Dobbiamo capire che quello è il sistema che da qui ai prossimi cento anni che sarà padrone dei sistemi economici”, conclude Micillo.

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Marangone: il restyling pu� attendere

CIVITAVECCHIA – Parte da lontano l’idea della riqualificazione della spiaggia del Marangone, all’ingresso sud di Civitavecchia, e di quella del Piccolo Paradiso. Eppure, ad oggi, non si è riusciti ancora a portare a buon fine l’iniziativa. Anzi, si rischia anche il definanziamento dell’opera, alla quale la Regione Lazio è pronta da tempo a contribuire con il 90% della spesa, e in particolare quindi con 80mila euro per il primo lotto e poco più di 75mila per l’altro. Il progetto parte nel 2012, con la corrispondenza tra Pincio e Regione che si intensifica nel 2014.

La Pisana ha più volte sollecitato il Comune, infatti, alla trasmissione della progettazione esecutiva dei lavori di riqualificazione del Marangone, attraverso tre note protocollate ed altrettante inviate tramite posta elettronica. Ma nulla. A febbraio 2017 la stessa Regione ha richiesto la trasmissione della documentazione tecnico-amministrativa riferita alla progettazione esecutiva-cantierabile delle opere, completa di copia di tutti i previsti pareri , nulla osta ed autorizzazioni rilasciate dalle autorità competenti, compresa la verifica di assoggettabilità alla valutazione di impatto ambientale. Proprio per poter espletare questa procedura, il mese successivo il Pincio ha quindi fatto richiesta di sospendere il procedimento di definanziamento.

È trascorso ancora un anno, ma nulla sembra essersi mosso. Tanto che da Roma, a fine febbraio, arriva la comunicazione dell’avvio del procedimento di definanziamento: in ballo ci sono 150mila euro. E così a marzo il Pincio ha chiesto una proroga del termine per la presentazione della progettazione esecutiva dei lavori fino al 31 dicembre prossimo, anche perchè dovrà attivare nuovamente la procedura Via secondo le nuove disposizioni impartite con il decreto legislativo 104/2017. L’intervento è stato inserito nell’annualità 2018 del Piano delle Opere Pubbliche, con il Comune che lo considera strategicoper ottimizzare l’accoglienza turistica balneare e la fruibilità ai disabili. Il Comune si è anche impegnato ad assumere a proprio carico ogni eventuale maggiore onere derivante sia dal ritardo nella realizzazione dei lavori sia dall’eventuale ritardo nel trasferimento delle quote di anticipo del contributo da parte della Regione. I civitavecchiesi dovranno quindi attendere almeno fino alla prossima estate, se non si presenteranno altri ostacoli, per poter vedere l’area finalmente riqualificata.     

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Fiumicino, i Giovanissimi diventano regionali

Si conclude con la vittoria del campionato la splendida cavalcata dei Giovanissimi provinciali classe 2004 del Fiumicino (nella foto). I rossoblu si guadagnano la categoria Regionale conducendo un girone dall’inizio alla fine e con una media punti paurosa: su 25 partite ben 23 vittorie, 1 solo pareggio ed una sola sconfitta. 105 gol fatti e solamente 12 subiti: insomma una vera e propria schiacciasassi. La vittoria del campionato (con una giornata d’anticipo) è arrivata questo weekend grazie alla vittoria per 2-0 contro il Real Tre Fontane e cosi, visti i 6 punti di vantaggio sulla seconda Pian Due Torri, Frasca e compagni hanno potuto festeggiare una settimana prima. Proprio Gabriele Frasca è uno dei ragazzi che più si è messo in mostra durante questa stagione con ben 39 reti messe a segno: solamente tre in meno al momento dell’attuale capocannoniere Matteo Vaudi (Pian Due Torri). Ma a tutti va dato un plauso, dal primo all’ultimo. E chi meglio dell’allenatore Giuseppe Dionisi poteva raccontare le sensazioni provate e i risultati conseguiti. 
«La partita contro il Real Tre Fontane è stata senza storia: bastava un punto per vincere il campionato però siamo riusciti a vincerla per 2-0, sprecando diverse occasioni anche se la gara non è mai stata in discussione. Per quel che riguarda il campionato, i ragazzi se lo sono proprio meritato: siamo stati in testa sin dall’inizio tranne che per la parentesi sfortunata (partita giocata senza i due portieri) col pian due torri. Per il resto abbiamo strameritato di vincere il campionato, i ragazzi sono cresciuti e dalla prima partita fino all’ultima hanno sempre giocato a calcio, dimostrando di essere pronti per fare il salto di categoria il prossimo anno. È davvero un ottimo gruppo e con qualche innesto mirato riusciremo a dire la nostra anche nel campionato regionale». 
Si ferma alla semifinale la galoppata della Juniores primavera, che veniva ormai da molte vittorie consecutive. Sciupata così la possibilità di giocare la finale per il titolo regionale, questo sabato. La gara contro il Don Orione è stata piuttosto equilibrata e nel risultato si poteva fare qualcosa in più. Gli ospiti, però, sono sembrati subito all’altezza della situazione con sicuramente il loro attaccante centrale come elemento migliore. Primo Tempo – Nella prima frazione di gioco il Don Orione si rende pericoloso per due volte, ma la formazione ospite non si dimostra precisa sotto porta. Quattro, invece, sono le chence per il Fiumicino: due non si concretizzano per poca precisione e una viene sventata grazie ad un grande intervento del portiere. L’ultima in ordine cronologico è una posizione di Ranieri insidiosissima che si stava insaccando a portiere battuto: un difensore, però, salva in scivolata d’esterno riuscendo a mettere fuori il pallone. Secondo Tempo – Nei secondi 45 minuti il Fiumicino pecca un po’ di convinzione, essendo forte che forse sarebbe bastato anche il pareggio per passare. Dopo 5’ viene espuslo Rei per proteste e così i rossoblu disputano ben 40 minuti in dieci. Buona, però, la prova fino al 70’: il mister inseriesce Pelaez e Centi (rientrante dopo un lungo infortunio). Le occasioni, però, non arrivano ma anzi arriva il gol per il Don Orione che nel secondo tempo sembrava tutt’altro che proiettato in avanti. Gli ospiti, infatti, non creano nessuna azione da gol fino allo 0-1 che deriva da un rinvio troppo corto di Torre. Un difensore di testa intercetta e lo proietta verso l’area del Fiumicino dove lo stesso estremo difensore esce ma rimane a metà strada: si inserisce un attaccante del Don Orione che con un pallonetto riesce a beffarlo. I padroni di casa si gettano in avanti e al 90’ arriva un’enorme chance. Una palla messa bene in mezzo arriva sui piedi di Petacchini che si presenta da solo davanti al portiere: è un rigore in movimento ma il giocatore di casa invece che provare la conclusione semplice di interno piede va di collo, facendo schizzare la sfera in alto. Sul contropiede il Don Orione segna lo 0-2. 
Rimane comunque un campionato vinto per la Juniores primavera, con una buona esperienza per i ragazzi che caratterizzeranno l’Elite del prossimo anno. 

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