Acqua, Mecozzi all’attacco

CIVITAVECCHIA – “Una crisi idrica che attanaglia diverse aree della città ormai in pianta stabile e la cosa peggiore è che il Sindaco Cozzolino continua a dire che questo anno la fornitura è doppia rispetto allo scorso anno e quindi non si capisce cosa determina questa situazione insostenibile per migliaia di cittadini. Ad aggravare la situazione ci si è messa un’ordinanza  di non portabilità tuttora vigente che non ne consente l'uso se non attraverso degli accorgimenti sanciti dalla ASL. Appare chiaro quali e quante siano le responsabilità del fatto e l'Amministrazione non ne è affatto esclusa perché il Sindaco Cozzolino è e resta il maggior responsabile della tutela della salute pubblica ed è lui che deve intervenire con tutti i mezzi che ha a disposizione per obbligare ACEA a porre fine a questa vicenda dai lati oscuri”. 

È critico il consigliere di opposizione Mirko Mecozzi, alla luce dei numerosi disagi vissuti dai cittadini. E ricorda che “Il Sindaco di Cerveteri Pascucci è riuscito a far aumentare da Acea la portata idrica per Campo di Mare dando soluzione – ha spiegato – ad una questione analoga a Civitavecchia, con l'unica differenza che lui ci è riuscito e Cozzolino ancora no. Acea adotta la medesima tattica dello scorso anno riducendo al lumicino le portate idriche nel fine settimana, perché deve garantire un afflusso idrico superiore alle utenze litoranea a Nord di Roma che proprio nel fine settimana vedono duplicare i cittadini che si affollano sulle spiagge romane e tutto a danno dei civitavecchiesi che riescono a respirare, si fa per dire, solo nei giorni infrasettimanali. Anche le manovre suggerite dai tecnici comunali, sempre che siamo messe in atto – ha aggiunto – hanno dato risultati deludenti ed allora ci si chiede, se le portate sono doppie rispetto allo scorso anno, che fine faccia l'acqua immessa in rete anche perché mi sembra di osservare che le perdite idriche al momento sono abbastanza contenute rispetto al recente passato. Il giochino di dare la responsabilità agli altri non regge più, le risposte serie il cittadino le pretende dal suo Sindaco, quello che hanno votato affinché guidasse la città in un percorso di crescita e non certo di involuzione, cosa invece che sta sotto gli occhi di tutti. Appare chiaro proprio agli occhi di tutti, che in questi ormai quasi 5 anni di mandato non è stato creato un sol posto di lavoro, si è invece incrementato, la disoccupazione, l'incertezza del futuro delle aziende storiche, il commercio in crisi, gli esercizi commerciali chiusi, le periferie abbandonate, la crisi idrica, l'acqua non potabile, le strade dissestate, i cimiteri esauriti, il verde pubblico malcurato, il trasporto pubblico mediocre, la qualità dell'aria mediocre/pessima, la mortalità ai primi posti a livello nazionale e chi più ne ha più ne metta. Un quadro desolante – ha concluso Mecozzi – che fa di questa Amministrazione, nonostante i buoni propositi, forse, una delle peggiori che la storia di Civitavecchia ricordi e pensare che solo pochi anni fa è stata considerata quella della svolta e del cambiamento, peccato però che lo abbia fatto soltanto in negativo”. 

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Sant’Agostino: disagi in paradiso

VIDEO TARQUINIA – Sant’Agostino, il ‘’piccolo paradiso’’ situato lungo la costa viterbese al confine con Civitavecchia, è ancora un lembo di terra dimenticato e privo di servizi. 
Grido d’allarme del comitato ‘’Le Villette’’ per voce del suo presidente Bruno Vannini, che chiede lo sblocco dei numerosi progetti predisposti dall’amministrazione Mencarini e non ancora realizzati. Progetti e iter ancora al palo – «nonostante la volontà politica di produrre migliorie» -, che di fatto ingessano lo sviluppo dell’area.
Le idee e le possibili soluzioni a diversi problemi giacciono sulle scrivanie degli uffici comunali, mentre gli oltre duecento proprietari delle case del borgo, e i tantissimi turisti e bagnanti (molti dei quali civitavecchiesi), sono costretti a far fronte ogni giorno ai numerosi disagi legati alla scarsa fruibilità di uno dei luoghi più belli del litorale.
Le criticità sono molteplici, dall’assenza di accessi pubblici a mare per bagnanti e mezzi, alla carenza assoluta di parcheggi. Per non parlare della mancanza di servizi per disabili e di pulizia approfondita delle spiagge. Oltre a strade ancora senza nome e numeri civici e l’inaccessibilità per i disabili.
Spiagge, pochi servizi, scarsa pulizia. “A Sant’Agostino da anni stiamo chiedendo i servizi primari, finora adempiuti solo in parte – spiega Vannini – La spiaggia è trattata in maniera non etica, con il rischio di andare incontro a carenze igieniche. Le normative regionali prevedono che in una spiaggia balneabile, specie con un centro urbano intorno, si effettui la pulizia giornalmente e questo viene fatto – dice Vannini – poi però prevede anche che, da luglio ad agosto, si passi almeno tre volte a settimana con i mezzi.  Dovrebbero essere previsti anche maggiori controlli per la sicurezza, perché la spiaggia è molto frequentata da bambini e famiglie: ma tutto ciò non avviene”. “In base  alla normativa regionale 19 del 2016 – afferma inoltre Vannini – si prevede poi  che sulle spiagge libere balneabili ci siano anche dei bagni pubblici; servizi igienici anche per portatori di handicap. Ma qui non c’è nulla” .
I privati e la pulizia della spiaggia all’attenzione della Finanza. C’è anche un caso finito all’attenzione della Guardia di Finanza. “I privati – segnala Vannini – hanno raschiato la spiaggia accumulando i rifiuti che poi sono stati accatastati su una duna. Abbiamo chiesto se c’era il permesso. Né il Comune né altri risulta abbiano rilasciato autorizzazioni. Ho denunciato il fatto su un verbale della finanza, ma ad oggi nessuno è venuto a vedere cosa sia stato lasciato lì sotto”. 
L’assenza di accessi a mare. “Nell’ultimo anno ci sono stati diversi contatti con il Comune di Tarquinia, per quanto riguarda la pulizia della spiaggia, importantissima per noi, purtroppo però non abbiamo gli accessi a mare, un altro grave problema. – spiega Vannini – Non abbiamo cioè un passaggio alla spiaggia adeguato ai mezzi di pulizia. Questo problema risale agli anni ’70. Il Comune di Tarquinia all’epoca aveva identificato anche dove doveva essere realizzato il passaggio a mare. Con il via alla lottizzazione questo passaggio è stato chiuso dai privati, così ora il Comune si trova in difficoltà ad effettuare la pulizia della spiaggia e l’unica possibilità ad oggi è quella di far passare il mezzo dal varco del vicino stabilimento balneare”.  L’unico accesso al mare, nella zona delle villette, è quindi ancora oggi un passaggio stretto e ripido con scalini irregolari e senza appoggi. Un passaggio molto difficoltoso: per anziani e disabili quasi improponibile. “La spiaggia è esclusivamente frequentata da famiglie, bambini e anziani quindi urge un passaggio idoneo. – afferma Vannini – Passare dallo stabilimento significa passare su un’area privata e non pubblica, quindi non può essere considerata una soluzione. Il Comune ha intimato i gestori di lasciare aperto il varco, 24 ore su 24, ma ciò non avviene perché la chiave è nella disponibilità della ditta delle pulizie. Così nei fatti  non è garantita la fruibilità ai portatori d’handicap; e l’area è irraggiungibile per un’ambulanza che dovesse avere bisogno di accedere dopo le 19,30 perché il cancello è chiuso. Noi vogliamo che venga aperto un varco pubblico, come previsto nella lottizzazione. Abbiamo l’identificazione del passo, inserito nell’ordinanza comunale del  ’77”.
Strade e numeri civici. “Un’altra situazione da segnalare è l’assenza dei numeri civici – spiega il presidente del comitato Le Villette – Il Comune si sta interessando, ma la procedura non va avanti. Per noi si tratta di un aspetto molto importante perché attraverso i numeri civici si identificano le case e ciò consente un maggiore ordine pubblico. Alcune vie non sono ancora nominate e non si sa nemmeno se siano private o pubbliche. Ad esempio c’è via Ugo Neri chiamata così da alcuni residenti, ma non è accatastata e non risulta al Comune. Noi abbiamo chiesto di cambiare la denominazione della via principale con la dicitura: via Fontanella di Sant’Agostino perché nel 1300 qui esisteva un agglomerato agostiniano frequentato dai fedeli e si credeva che l’acqua che proveniva da una sorgente vicina fosse miracolosa. Chiediamo pertanto una denominazione della strada che sia significativa”. 
Niente servizi per i disabili. Sant’Agostino è off limits per i disabili. Emblematico il caso del signor Dino Rizzo: “Io non ho la possibilità di scendere in spiaggia da solo: non mi hanno infatti messo il corrimano che ho richiesto. Sono affetto da parecchi mali: polineuropatia agli arti inferiori, Parkinson e cardiopatia. Per arrivare al mare sono costretto a chiedere aiuto agli amici e diverse volte sono anche caduto. E non solo. Ho chiesto un parcheggio garantito sotto casa, con un apposito stallo per disabili, ma non ho avuto la possibilità di vederlo realizzato. Ho un verbale della commissione medica che attesta l’invalidità al 100% ma ancora io questo stallo non sono riuscito ad averlo. Così una mattina ho deciso di disegnarmelo da solo sull’asfalto, ma chiaramente non essendo valido nessuno lo rispetta. In tutta la zona di Sant’Agostino non esiste uno stallo per invalidi”. Ed ancora: “La mia strada è senza luce, senza numero civico e senza nome. Dieci giorni fa ho dovuto chiamare l’ambulanza perché non  mi sentivo bene e ha impiegato diverso tempo per capire dove doveva arrivare; fortunatamente i miei amici sono usciti in strada a dare indicazioni”. 
Le priorità per i proprietari delle case. Precisa la segnalazione di una donna, Adalgisa Maria Caliendi: “Sant’Agostino è una piccola insenatura incantevole tra Civitavecchia e Tarquinia, apprezzabile dal punto di vista naturalistico e paesaggistico con cui ho un legame affettivo trasmesso nel tempo a figli e nipoti, ma qui ci sono tanti problemi irrisolti che si trascinano negli anni. Il primo è la mancanza di passaggi a mare pubblici e fruibili agevolmente da persone e mezzi di soccorso; poi la lista è lunga: carenza di parcheggi; scarsa pulizia della spiaggia e della strada; acqua che spesso scarseggia; eccessiva presenza di persone rispetto alla ricettività che offre il tratto di arenile; assenza di controllo delle forze dell’ordine sulla spiaggia stessa e sulle attività permesse e praticate. Non uniformità nel far rispettare leggi e decreti da parte degli enti preposti quali Comune, Guardia di finanza e Guardia costiera. Non c’è sinergia tra gli organi di controllo”.
Niente parcheggi. “Il fine settimana la località di Sant’Agostino si riempie in ogni angolo – segnala Vannini – ma non ci sono parcheggi. Noi abbiamo una strada catalogata a doppio senso ma non c’è adeguato spazio, poiché non essendo nell’area presenti dei parcheggi, i turisti sostano lungo la carreggiata e si creano veri e propri ingorghi che rendono impossibile anche il passaggio alle ambulanze. Chiediamo con urgenza la realizzazione di parcheggi, soprattutto per i proprietari delle case. Anche su questo, la politica comunale si è attivata, però poi gli uffici competenti sembrano  non riuscire ad identificare il luogo dove poter realizzare questi benedetti parcheggi”.
Gli uffici comunali. “La nuova amministrazione come programma ha inserito interventi su Sant’Agostino ma i risultati si allungano – conclude Vannini – Sindaco e assessori, immediatamente dopo l’insediamento, si sono attivati: il problema sembra essere legato ai vari settori amministrativi comunali e non sappiamo il perché. L’attuale amministrazione Mencarini dal punto di vista politico è stata molto attenta al problema della zona, lo stop ai progetti sembra arrivare dai responsabili dei vari settori. Ci auguriamo che questi puntelli vengano rimossi così da trasformare finalmente Sant’Agostino in un luogo di sogno, quale è e merita di essere”.

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''Ma dove vai biondina in bicicletta'' stasera al Festival della Musica

TOLFA – Prosegue a Tolfa il Festival della Musica promosso dall’associazione musicale Giuseppe Verdi di Tolfa. L’associazione collinare  in collaborazione con il Comune sta dando vita al partecipatissimo ‘‘Festival della Musica e Sagra della Grigliata’’ che proseguirà fino al 15 agosto nella splendida cornice della Villa Comunale dove si stanno susseguendo e si susseguiranno ancora concerti, spettacoli, live music, spettacoli teatrali. Molto amato lo stand enogastronomico dove è possibile degustare ottime grigliate miste di carne genuina locale, acquacotta, beghe all’amatriciana, insalata, patate fritte e frittelle di San Giuseppe; il tutto con fiumi di vino locale e birra alla spina: questo il menu fino a domani. Il 15, invece, il menù prevede solo grigliata. Per info e prenotazioni 3298126866 o 3497776245. È gradita la prenotazione. Da mezzanotte per tutte le serate saranno distribuiti cornetti caldi ottimi piatti della tradizione tolfetana. Stasera il Festival proseguirà oggi alle 18 con l’ensemble di flauti diretti dalla professoressa Luigina Sestili; dalle 21 in poi grande spettacolo musicale del duo Saladini-Manovelli ‘‘Ma dove vai biondina in bicicletta’’ una storia d’amore in musica e parole. Protagonista la canzone della Roma degli anni ‘40 – ‘44. È una storia d’amore tra Anita e Cesare sullo sfondo della grande storia di quegli anni. Gli altri musicisti sono: Mauro Ferrari, Fabio Pizzardi, Emanuele Tienforti e Marco Guidolotti. Ospite d’onore il maestro Mogol. Saladini e Manovelli in questa serata di beneficenza faranno un omaggio alla memoria dell’avvocato Vincenzo Cacciaglia. Patron Antonio Pacchiarotti e i suoi sono oggi in fermento per offrire oggi una serata indimenticabile e per mettere a punto gli ultimi ritocchi in vista del grande concorso canoro ‘’Cantando sotto la Rocca’’ che si terrà domani sera. Questo Festival è giunto ormai alla sua X edizione ed è organizzato in 3 categorie: 6-11 anni (12 non compiuti); 12-17 anni (18 non compiuti); over 18. Sarà premiato il primo di ogni categoria e poi il primo in assoluto. Sarà presente una commissione artistica che valuterà le varie proposte e deciderà i vincitori. I partecipanti di questa finale del concorso tolfetano saranno 17. Cantando Sotto la Rocca da anni fa parte del calendario del Festival della Musica promosso dall’associazione Giuseppe Verdi in collaborazione con l’amministrazione comunale. Questo concorso è ormai un appuntamento fisso dell’estate e sono tanti i cantanti che chiedono di partecipare; di tanti partecipanti solo alcuni hanno raggiunto la finale di domani sera. Al concorso partecipano cantanti solisti, duo o trio, che presentano un brano edito anche in lingua straniera.

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Brescia: bimbo morto per un batterio killer, il gemello migliora

I neonati infettati in ospedale, in cinque ancora ricoverati. Il primario: stiamo cercando il focolaio

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Caso Cfft, Iarlori (FdI): ''Di Majo dovrebbe dimettersi''

CIVITAVECCHIA – «Dopo tutti questi disastri l’avvocato Di Majo dovrebbe fare soltanto una cosa: dimettersi».

Lo dichiara Paolo Iarlori, componente dell’assemblea nazionale di Fratelli d’Italia e portavoce del circolo territoriale ‘‘Giorgio Almirante’’ di Civitavecchia che interviene sulla situazione critica del porto e, in particolare, sul caso Cfft dopo la proroga all’ordinanza di soli 45 giorni.

«Ancora una volta il presidente della Adsp Francesco Maria Di Majo riesce ad adottare una decisione completamente sbagliata – prosegue Iarlori – che scontenta tutti e rischia di vanificare il lavoro del tavolo regionale e gli sforzi di Cfft e Rtc di trovare una soluzione alla vertenza causata dalla precedente ordinanza dello stesso Di Majo.  Sarebbe stato sufficiente concedere una proroga al 31 dicembre, come suggerito anche da tutti i partecipanti al tavolo regionale, ma è più forte di lui: deve per forza fare danno. Dal momento che non gli riesce proprio di farne una giusta e, quindi, molto difficilmente si dimetterà, auspico – continua duro l’esponente FdI – che il Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti prenda l’iniziativa e lo sollevi dall’incarico, liberando Molo Vespucci dalla nociva presenza di un manager cosi inadeguato. Con la speranza che nel frattempo il nostro scalo non subisca ulteriori conseguenze negative, perdendo il traffico container di primari operatori internazionali, che certamente – conclude – non accoglieranno bene il clima di assoluta incertezza che si respira nello scalo portuale».

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Cordella in cerca di un nuovo incarico

CIVITAVECCHIA – Era nell’aria già da qualche mese. Ed il suo ‘‘guardarsi intorno’’ si è concretizzato nei giorni scorsi. Il segretario generale del Pincio, Caterina Cordella, ha infatti inviato una lettera alla nuova amministrazione di Anzio, dicendosi disponibile a ricoprire lo stesso incarico in quel comune. Evidentemente la poltrona del Pincio inizia a starle un po’ stretta, o meglio scomoda. I continui dissapori con i rappresentanti sindacali e con i dipendenti stessi,  i problemi della macchina comunale e, in ultimo, le segnalazioni sul suo operato e gli incarichi attribuiti arrivati fino all’Anac potrebbero averla spinta, infatti, a tentare la strada già battuta da altri dirigenti articolo 110, nominati proprio dal sindaco Cozzolino ad inizio mandato. Pierluigi Carugno, trasferitosi ad Acquasanta Terme, e poi il responsabile dei Servizi Finanziari Riccardo Rapalli, arrivato primo nella graduatoria finale per la selezione pubblica di un dirigente di area economico finanziaria presso il comune di Marino. In questo caso però il bando è stato ritirato e Rapalli ancora siede al Pincio. Per Cordella la situazione è differente, si tratta del segretario generale, figura di riferimento e di fiducia per un sindaco e per la sua amministrazione. E la sua posizione è finita all’Anac alla quale ha scritto il capogruppo de la Svolta Massimiliano Grasso, sottolineando una illegittima attribuzione degli incarichi. Secondo il consigliere Cordella non potrebbe rivestire, ad esempio, il ruolo di Responsabile della Prevenzione della Corruzione e quello di responsabile dell’Ufficio Procedimenti Disciplinari, e ci sarebbe inoltre un conflitto di interessi con la direzione dell’Ufficio Contratti. Nessuna irregolarità, secondo il Sindaco, che ha confermato le proprie scelte, nell’ottica di un efficientamento della macchina amministrativa. Ma a poco meno di un anno dalla scadenza del mandato, in vista delle prossime elezioni, il segretario generale guarda già oltre e cerca un nuovo ufficio.   

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Crisi idrica: parte la raccolta firme

CIVITAVECCHIA – Boccelle, via Apollodoro, viale matteotti, piazzale Torraca, via Buonarroti, San Liborio. Sono solo alcune delle zone da dove arrivano segnalazioni per la mancanza d'acqua. Rubinetti a secco da giorni in alcuni casi, in altri quartieri, invece, l'acqua scompare nel tardo pomeriggio per tornare la mattina. Disagi che si moltiplicano, senza che vi sia una soluzione. L'acqua manca. E anche il Pincio, dopo settimane di solleciti da parte dei cittadini, ha deciso di intervenire scrivendo formalmente ad Acea e chiedendo di trovare un modo per risolvere queste criticità. 

Nel frattempo i cittadini non stanno con le mani in mano. E come promesso il mese scorso quando è stato costituito il comitato spontaneo contro la carenza idrica – apolitico ma aperto a tutti i contributi possibili – oggi si parte con la raccolta firme. Nella lettera di accompagnamento viene evidenziata "un'interruzione continua, costante e reiterata nel tempo – si legge – dell'erogazione di acqua per uso domestico ed igienico in vaste aree di Civitavecchia. Situazione venutasi a creare in modo allarmante soprattutto durante il periodo estivo, ma che è perdurata, peggiorando ad oggi". COme spiegato dal presidente e dal suo vice, rispettivamente Daniele Di Sante e Cinzia Luciano, l'obiettivo è quello di risolvere il grave problema, chiedendo con un esposto alla Procura della Repubblica "di voler accertare la sussistenza di eventuali responsabilità sull'accaduto – si legge ancora ipotizzando i reati di interruzione di pubblico servizio – al fine di applicare le dovute, quanto necessarie, sanzioni penali. In un paese normale l'esposto sarebbe dovuto partire dal Sindaco che sta subendo in maniera pesante i disagi legati prima alla presunta siccità, poi dal malfunzionamento dei vari acquedotti Acea-Oriolo che stanno diminuendo la portata dell'acqua. Purtroppo così non è stato e quindi – chiude la lettera – per impedire che la negazione di un diritto passasse inosservata abbiamo deciso cge lo scriveremo di nostro pugno". 

Nel frattempo i quartieri di Campo dell'Oro, San Gordiano e Boccelle devono fare i conti anche con la non potabilità dell'acqua, in base all'ordinanza emessa dal Pincio dopo le analisi eseguite dalla Asl sulle fontanelle pubbliche dei quartieri. In attesa dei risultati delle nuove verifiche, con Acea che è intervenuta per riportare la situazione nei limiti di legge, l'ordinanza rimane ancora in vigore.   

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Ladispoli, arrivano i cestini per la differenziata ma gli incivili restano

LADISPOLI – Niente da fare a Ladispoli. Alcune "vecchie" abitudini non tendono affatto a sparire, nonostante la buona volontà degli amministratori comunali. Da tempo i cittadini lamentavano la presenza di cestini per la raccolta differenziata sul lungomare e in altri punti strategici, come ad esempio i giardini pubblici. Un appello che alla fine ha trovato ascolto tra gli amministratori di palazzo Falcone. I cestini già nei giorni scorsi sono iniziati ad apparire. Prima proprio sul lungomare in prossimità delle spiagge maggiormente frequentate dai bagnanti, come gli arenili liberi di via San Remo, poi lungo viale Italia dove i cestini dell'indifferenziata sono stati sostituiti con i nuovi per la differenziata. Ma nonostante questo, c'è chi continua a ostinarsi a gettare i propri rifiuti per terra. Come accade nei giardini pubblici di via Claudia. I nuovi secchi della differenziata sono stati ideati e pensati per evitare che al loro interno potessero essere conferite buste di indifferenziato, come successo fino a pochissimi giorni fa. E così, ora quegli stessi sacchi ora vengono abbandonati lungo i giardinetti, ironia della sorte, anche nei pressi dei nuovi cestini. Segno che certe abitudini, negative ovviamente, difficilmente tramontano da un giorno all'altro. Segno di inciviltà da parte di ancora oggi di differenziare proprio non ne vuole sapere, danneggiando così anche quei cittadini che ormai da anni si impegnano nella raccolta porta a porta, smistano correttamente i propri rifiuti e vorrebbero vedere una città più pulita. Da qui l'appello più volte lanciato di incrementare i pattugliamenti nelle zone più a "rischio", anche con uomini della Polizia locale magari in borghese, che possano beccare sul fatto l'incivile e sanzionarlo pesantemente nella speranza che almeno alla vista di una multa salata il comportamento incivile si trasformi in civiltà e rispetto delle regole.

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Port Mobility, approvato il Piano dei servizi: allarme momentaneamente rientrato

CIVITAVECCHIA – Firmato il decreto relativo al ‘‘Piano dei Servizi 2018’’ presentato da Port Mobility e l’allarme rientra ma la situazione rimane tesa. Una tregua momentanea ma in porto la tensione è palpabile. Le vertenze si accumulano e  lo scalo continua a soffrire. Un problema simile a quello dello scorso aprile quando per la società non era stato ancora rilasciato il Cig, codice necessario per le operazioni di pagamento. Anche il quel caso l’allarme era rientrato dopo la minaccia di sciopero che aveva velocizzato le operazioni di Molo Vespucci.

Una firma seguita dalla promessa che la scadenza del 31 maggio sarebbe stata prorogata al 31 dicembre. Siamo al 10 agosto e non c’è il decreto. Il numero uno di Port Mobility Edgardo Azzopardi comunica ai sindacati le sue difficoltà nel pagare gli stipendi. Le sigle si allarmano, poi in tarda mattinata arriva la comunicazione: la firma c’è, è stata emessa nella tarda serata di giovedì.

«Serve una programmazione pluriennale – ha tuonato Alessandro Borgioni segretario generale della Filt Cgil – altrimenti avremo sempre delle fibrillazioni che prima o poi porteranno al rischio di scioperi». Dello stesso avviso Fabiana Attig, responsabile Ugl Civitavecchia, che aggiunge: «Sicuramente a settembre avvieremo tutte le procedure necessarie perché in questo modo è difficile andare avanti». Soluzioni tampone e tardive ma il problema resta: il porto al momento è una bomba ad orologeria.

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«Al mare tutti insieme, e lo rifaremo ancora»: i 23 colleghi inseparabili

Il viaggio a Tenerife regalato dall’azienda, per i 30 anni della società, ai dipendenti e ai loro familiari (in tutto 39 persone): sei giorni in un resort all inclusive alle Canarie

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