''I sedici posti in meno sono un dato di fatto''

TARQUINIA – Il direttivo di Fratelli d’Italia di Tarquinia torna sulla questione della chiusura del reparto di degenza breve di Chirurgia presso l’ospedale di Tarquinia che, di fatto, ha ridotto di 16 i posti letto. «A seguito delle varie dichiarazioni successive  al nostro comunicato del 16 luglio, in merito alla chiusura di un reparto di degenza di Chirurgia dell’Ospedale di Tarquinia, vorremmo innanzitutto precisare che era nostro intento esclusivamente lanciare l’allarme senza voler puntare il dito contro nessuno, soprattutto contro gli infermieri. – dicono da FdI – Abbiamo riportato in quell’occasione quanto ci è stato riferito al punto informazioni, ossia: ‘‘Chiuso per ora fino alla fine del mese per mandare il personale in ferie’’. Cogliamo quindi l’occasione per ringraziare proprio loro che, insieme anche ai dottori e a tutto il personale, spesso suppliscono alle varie criticità del nostro ospedale, con la loro competenza e il loro atteggiamento».  «Vorremmo  – aggiungono da Fratelli d’Italia – poi dire al primario, dottor Pellicciotti, anche facente funzione di direttore sanitario che non ci sentiamo affatto rassicurati dalle sue parole, che anzi esse stesse confermano quanto da noi denunciato, qualora ce ne fosse bisogno davanti alla porta del reparto chiuso a chiave. Il dottore infatti parla di accorpamento con un altro reparto, il che vuol dire farne di due uno, e il risultato è 16 posti letto in meno, e ciò è un dato di fatto. Pellicciotti afferma poi che «tutti i livelli essenziali di assistenza vengono normalmente garantiti», ebbene ribadiamo ancor più a gran voce che questo periodo non è quello giusto per «livelli essenziali» anzi andrebbero implementati, con la grande massa di villeggianti presenti nelle zone di Tarquinia e limitrofe, con l’aggravante della chiusura della Guardia Medica del Lido».  «Circa poi la sua affermazione che ciò succede tutti gli anni, – sottolinea FdI – abbiamo certezza che ciò non corrisponda al vero. Riguardo invece alla comunicazione del Sindaco Mencarini ci auguriamo che la sua azione non si limiti alla lettera scritta all’Asl. Abbiamo anche letto con stupore le dichiarazioni di Mazzola, stupore tale da farci credere si trattasse di un incredibile caso di omonimia. Ci sembrava impossibile leggere ‘‘Zingaretti vieni a fare un giro al nostro ospedale’’, oppure ‘‘il sindaco Mencarini può intervenire in quanto massima autorità sanitaria locale’’ e credere che fosse lo stesso Mazzola del Pd che ha fatto il sindaco negli ultimi 10 anni, periodo in cui il nostro ospedale è stato distrutto dalla politica del suo compagno di partito Zingaretti, presidente della Regione Lazio. Ci sembrava quantomeno strano che Mazzola avesse bisogno di invitare il suo compagno Zingaretti a Tarquinia tramite titoloni su giornali che probabilmente il Presidente della Regione neanche leggerà; Mazzola si è da poco candidato come consigliere regionale proprio in lista con Zingaretti, non sarebbe stata più logica ed efficace una telefonata?! Comunque, dato che dopo ormai una settimana abbiamo ricevuto solo «chiacchiere», visto che quella porta è ancora chiusa a chiave e quei 16 posti letto non sono disponibili, continueremo nel mantenere alta l’attenzione sul problema, e a fare tutto ciò sia nelle nostre possibilità. Sulla salute dei cittadini non si scherza, non si tergiversa.  Speriamo, per concludere, che prima delle prossime elezioni regionali gli elettori che non lo sanno, comprendano che la Sanità è di totale pertinenza regionale, e che il bilancio della Regione è per la maggior parte dedicato alla Sanità, così da votare con consapevolezza e bocciare chi è responsabile di tutti i problemi di tutti gli ospedali di questa regione».

Leggi articolo completo

###BANNER_ADS###

Rampelli su Cfft: ''L'autorità portuale revochi l'ordinanza. A rischio decine di posti di lavoro''

ROMA – Sul caso Cfft intervengono anche i vertici della Camera dei Deputati. Il vicepresidente Fabio Rampelli, membro di Fdi, attacca e dichiara: "Apprendiamo che il presidente dell’Autorità Portuale di Civitavecchia dal 15 settembre, attraverso un’ordinanza, è pronto a vietare la movimentazione dei container della frutta alla banchina 23 e 24 del medesimo porto. Un provvedimento che di fatto estromette dal mercato quelle aziende che lavorano attivamente, tra cui la società Cfft Spa presente sul territorio da oltre dieci anni e oggi leader nel comparto legato al traffico agroalimentare di prodotti ortofrutticoli, settore che storicamente rappresenta uno dei capisaldi dell’economia portuale laziale. L’ordinanza emessa rischia quindi di mettere in ginocchio il tessuto imprenditoriale e occupazionale".

Sempre Rampelli ha sottolineato che "solo all’interno della società Cfft prestano servizio circa 65 dipendenti. Dopo il danno, però, sarebbe ancor più grave se vi fosse la beffa, perché sembrerebbe che tale atto ingiustificato finisca per beneficiare un’altra azienda che fino a oggi avrebbe disatteso gli impegni alla base della concessione. Dal presidente dell’Autorità Portuale di Civitavecchia ci aspettiamo la tutela e promozione delle imprese sane che portano sviluppo e nessun accanimento. Ci auguriamo che l’ordinanza sia revocata e, a ogni buon fine, ho presentato un’interrogazione parlamentare per fare chiarezza sulla vicenda”.

 

Leggi articolo completo

###BANNER_ADS###

L'Agraria di Tarquinia a rischio dissesto

TARQUINIA – L’Università Agraria di Tarquinia rischia il dissesto  finanziario. A lanciare l’allarme è il gruppo di idea Sviluppo che torna a parlare del bilancio. “Un bilancio consuntivo – dicono dal movimento che fa capo a Pietro Serafini – che per legge avrebbe dovuto essere approvato per aprile, ad oggi non è stato portato nemmeno all’attenzione della commissione. Somme accantonate e crediti di dubbia esigibilità renderanno il consuntivo in disavanzo, generando una situazione critica mai verificatasi negli ultimi venti anni”. «Ma la cosa ancor più gravosa, – dicono da Idea Sviluppo – sono i debiti fuori bilancio che non riescono ad essere onorati con una progettualità programmata. Il presidente ed il suo direttivo  dovrebbero portare al vaglio del consiglio delle soluzioni mirate al recupero delle insolvenze al fine di salvare l’Università Agraria di Tarquinia, ma di questo ancora nulla”.
“Ora, vediamo se per il bilancio  consuntivo i nostri colleghi saranno disposti ad approvare la documentazione senza opportuna discussione come per il bilancio tecnico – dicono da idea Sviluppo lanciando una provocazione -La situazione finanziaria dell’Università Agraria è precaria e continuando così si potrebbe rischiare un dissesto che metterebbe in seria difficoltà l’ente stesso». «Ad oggi  – concludono – sembra che l’unica soluzione per risanare la situazione debitoria, sia quella più dolorosa, ossia alienare parte del patrimonio. Discutibile la soluzione di acquisire un mutuo visto che, quasi sicuramente, provocherebbe un ulteriore  indebitamento e conseguente innalzamento della spesa corrente che oggi è già al limite. Tutto questo si poteva fare in sinergia, cercando di coinvolgere tecnici disposti a studiare la risoluzione del problema, ma il presidente vuole continuare a percorrere la strada a senso unico senza il minimo confronto. Aspettiamo il bilancio consuntivo per trarre ulteriori considerazioni».

Leggi articolo completo

###BANNER_ADS###

Cerveteri si iscrive all’anagrafe antifascista

di TONI MORETTI

CERVETERI – Quando durante il consiglio comunale di giovedì scorso si è arrivati al punto delle mozioni, ad un certo punto la maggioranza, nell’espressione del vice presidente del consiglio e consigliere comunale Anna Maria Costantini, porta a discussione la mozione, poi approvata, che impegni il comune ad iscriversi all’anagrafe antifascista adottando la Carta di Stazzema, condividendo così quanto enunciato e stabilito nel comune di Sant’Anna di Stazzema quando si costituì  il Parco Nazionale della Pace. 
Sinceramente occorre dire che si condivide e si apprezzano le motivazioni che hanno spinto i firmatari della mozione chiedendo che il comune intero, con la sua approvazione si definisse antifascista fino a certificarlo attraverso l’iscrizione ad un’anagrafe ad acta. Poi con laica razionalità, si riflette  su quanto timore riesce ancora ad incutere questa nostra parte scura se si avverte il bisogno di certificarne il contrario. 
Il fascismo, oggi ancor più che nel tempo in cui vigeva, è stato spacciato come movimento politico che vedeva strumentalmente le sue origini dalla rivolta degli agrari insidiati dai socialisti che volevano portar via loro le terre e si affidarono proprio ad un socialista, come si vede non è astrusa la teoria dei ricorsi storici, approfittando della sua personale sete di potere, per affermare l’estensione di quanto di più primordiale possa esserci in natura come istinto. Quello della forza, che permette la sopraffazione e quindi lo sfruttamento dell’uomo sull’uomo attraverso un indiscriminato uso di un potere che andava a sostituire quello che Dio dava al Re. 
Ogni atto, fosse terrore, tortura, persecuzione, eliminazione fisica stessa, era giustificato per imporre quel sistema che garantiva un predominio che derivava semplicemente dal bisogno di un modo di pensare e di essere e quindi da una cultura. Trovare il modo di massificare questo pensiero, ha portato a guerre di protezione di confini e di razze, innaturali, in quanto occupiamo un globo composto da terra e da acqua, elementi indispensabili alla sopravvivenza di una sola specie, quella umana e,  in virtù di questo principio, quindi di tutti. Ha portato a discriminazioni, a delle mistificazioni che hanno cambiato il significato delle parole tanto da legittimare il furto derivato dallo sfruttamento,  come profitto e l’ammazzare per togliersi di torno chi ti è scomodo come atto di difesa  di un territorio, orinato agli angoli per segnarne i confini, come si usa nel mondo animale. 
Allora, chi così non è e fa parte della parte illuminata della mela, ha proprio bisogno di certificarlo? O al contrario ha bisogno di esprimerlo con azioni contrastanti, diverse, opposte ai loro metodi, imponendo la loro cultura, che vede nella tolleranza, nella solidarietà nell’inclusione, nell’equità, l’estensione del proprio modo d’essere? Non sarebbe meglio non cadere nella tentazione e di evitare, in posti di comando, di sposare autoritarismo e metodi irrispettosi verso quella democrazia tante volte citata nella mozione perché la linea di confine è quasi invisibile. 
Durante la discussione della mozione è il consigliere del PD Juri Marini che sottolinea  all’assemblea: «Questo atto sembra da parte della maggioranza voler esercitare in una forma illiberale quel ruolo di censori come espresso nei momenti altrettanto bui da coloro che oggi vengono definiti Sinistrati».

Leggi articolo completo

###BANNER_ADS###

Santa Marinella, Marongiu presidente del consiglio. Minghella assessore esterno

SANTA MARINELLA – Si è trasformato in una vera e propria requisitoria contro l’ex giunta Bacheca, il primo consiglio comunale dell’era Pietro Tidei. Di fronte ad oltre 500 persone, il neo sindaco ha attaccato duramente la vecchia maggioranza, tacciandola di aver mandato la città al disastro.
 La seduta non ha avuto il consueto inizio in quanto, il lettore Cd che avrebbe dovuto diffondere l’inno di Mameli, non ha funzionato per cui, dopo un primo momento di imbarazzo, a togliere le castagne dal fuoco alla neo amministrazione ci ha pensato il pubblico che in coro ha intonato l’inno nazionale.

Subito dopo la presentazione dei neo consiglieri, si è passati all’elezione, tra qualche mugugno e le proteste delle minoranze, del presidente del consiglio comunale che, secondo quanto dichiarato da Tidei ancor prima della vittoria, sarebbe stata ad appannaggio delle minoranze.

Sul nome di Roberto Marongiu, però, non tutti i membri delle opposizioni hanno condiviso questa scelta. «Apprezziamo la decisione del sindaco – ha commentato il rappresentante della lista Il Paese che Vorrei Casella – ma essendo questa minoranza alquanto composita, seppur riconosciamo che Marongiu ha esperienza, non lo votiamo perché la presidenza non può essere assegnata ad un ex consigliere della giunta Bacheca che ha portato questa città allo sfascio e poi perché crediamo giusto che venga dato ad una donna».

Casella però non aveva calcolato che in minoranza non c’è nessun rappresentante del gentil sesso e su questo Tidei ha ironizzato molto. «Noi abbiamo una maggioranza formata dal 50% di donne – ha affermato il sindaco – mentre voi non siete stati capaci di eleggerne nemmeno una». Dunque, si è passati all’elezione del presidente secondo le indicazioni della maggioranza dove Marongiu ha registrato dieci preferenze. Meglio è andata invece al vice presidente (sempre delle opposizioni e cioè Lorenzo Casella) che ha ottenuto 13 voti. All’atto di comunicare i nomi degli assessori, il sindaco ha voluto fare una panoramica su ciò che ha scoperto in queste due settimane da primo cittadino non risparmiando critiche alla vecchia amministrazione.

«Purtroppo siamo in pieno dissesto finanziario – ha annunciato il sindaco – e di questo dobbiamo ringraziare la giunta Bacheca. In cinque anni hanno creato un buco finanziario di 14 milioni di euro che noi dovremo colmare aumentando le tasse e abbassando i costi della macchina amministrativa». Dunque sono stati nominati assessori, Andrea Bianchi del Pd (oltre che vice sindaco), Stefania Nardangeli del Pd, Renzo Barbazza della lista Santa Marinella Bene Comune, Emanuele Minghella (assessore esterno ed ex delegato al bilancio della giunta Bacheca) e Ivana Della Portella (assessore alla Cultura), anch’essa assessore esterno e docente universitaria.   

VIDEO

Leggi articolo completo

###BANNER_ADS###

Marongiu presidente del consiglio. Minghella assessore esterno

SANTA MARINELLA – Si è trasformato in una vera e propria requisitoria contro l’ex giunta Bacheca, il primo consiglio comunale dell’era Pietro Tidei. Di fronte ad oltre 500 persone, il neo sindaco ha attaccato duramente la vecchia maggioranza, tacciandola di aver mandato la città al disastro.
 La seduta non ha avuto il consueto inizio in quanto, il lettore Cd che avrebbe dovuto diffondere l’inno di Mameli, non ha funzionato per cui, dopo un primo momento di imbarazzo, a togliere le castagne dal fuoco alla neo amministrazione ci ha pensato il pubblico che in coro ha intonato l’inno nazionale.

Subito dopo la presentazione dei neo consiglieri, si è passati all’elezione, tra qualche mugugno e le proteste delle minoranze, del presidente del consiglio comunale che, secondo quanto dichiarato da Tidei ancor prima della vittoria, sarebbe stata ad appannaggio delle minoranze.

Sul nome di Roberto Marongiu, però, non tutti i membri delle opposizioni hanno condiviso questa scelta. «Apprezziamo la decisione del sindaco – ha commentato il rappresentante della lista Il Paese che Vorrei Casella – ma essendo questa minoranza alquanto composita, seppur riconosciamo che Marongiu ha esperienza, non lo votiamo perché la presidenza non può essere assegnata ad un ex consigliere della giunta Bacheca che ha portato questa città allo sfascio e poi perché crediamo giusto che venga dato ad una donna».

Casella però non aveva calcolato che in minoranza non c’è nessun rappresentante del gentil sesso e su questo Tidei ha ironizzato molto. «Noi abbiamo una maggioranza formata dal 50% di donne – ha affermato il sindaco – mentre voi non siete stati capaci di eleggerne nemmeno una». Dunque, si è passati all’elezione del presidente secondo le indicazioni della maggioranza dove Marongiu ha registrato dieci preferenze. Meglio è andata invece al vice presidente (sempre delle opposizioni e cioè Lorenzo Casella) che ha ottenuto 13 voti. All’atto di comunicare i nomi degli assessori, il sindaco ha voluto fare una panoramica su ciò che ha scoperto in queste due settimane da primo cittadino non risparmiando critiche alla vecchia amministrazione.

«Purtroppo siamo in pieno dissesto finanziario – ha annunciato il sindaco – e di questo dobbiamo ringraziare la giunta Bacheca. In cinque anni hanno creato un buco finanziario di 14 milioni di euro che noi dovremo colmare aumentando le tasse e abbassando i costi della macchina amministrativa». Dunque sono stati nominati assessori, Andrea Bianchi del Pd (oltre che vice sindaco), Stefania Nardangeli del Pd, Renzo Barbazza della lista Santa Marinella Bene Comune, Emanuele Minghella (assessore esterno ed ex delegato al bilancio della giunta Bacheca) e Ivana Della Portella (assessore alla Cultura), anch’essa assessore esterno e docente universitaria.   

Leggi articolo completo

###BANNER_ADS###

Memorial De Angelis-Folliero: un insieme di emozioni e sentimenti

Ogni stagione del Pyrgi, ormai da 7 anni, ha un luogo dove finire le proprie energie sia organizzative che sportive. Il torneo di basket Memorial De Angelis-Folliero allo storico campetto di Santa Marinella, per questa edizione ancor di più ristrutturato e tirato a lucido con una fresca verniciature blu come il colore del mare in cui si affaccia.
Tutti interventi sempre made in Pyrgi, con autofinanziamenti e manovalanza volontaria dell’infinito gruppo di affezionati alla società.
 La finalissima del torneo disputata domenica 1 luglio , assistita da una cornice affollatissima di pubblico, è stata vinta dalla squadra Hornsleth dei coach Ludovisi-Fois e gli amici di Ladispoli che ha sconfitto di misura i giovani del Pyrgi della Workout allenati dal personal trainer Lorenzo Selis.
Così si chiude anche questa settima edizione del torneo, con la consegna dei premi ai vincitori e targhe alla famiglia De Angelis (presenti tutte le sere)  in memoria di Davide e della famiglia Folliero in memoria di Giovanni.
La società del Basket Pyrgi consegna nuovamente il campetto rinnovato e pronto per essere impiegato da tutti i giovani residenti e non che vorranno trascorrere il loro tempo giocando a Basket o anche solamente aggregandosi in un luogo pulito e sicuro. 

Leggi articolo completo

###BANNER_ADS###

Scarico del carbone, Perello (la Svolta): "Gravissimo quanto sta accadendo"

CIVITAVECCHIA – "Gravissimo quanto sta facendo Enel sulla questione del bando di gara per il carico e scarico del carbone". Si dice preoccupato il consigliere de la Svolta Daniele Perello. "Per la prima volta Enel prova a fare in porto la stessa operazione compiuta in città con le ditte locali – ha aggiunto – per anni Enel, tra commissariamenti e politica di stallo, ha fatto da padrona portando le ditte locali all'estinzione. Oggi ancor peggio prova a compiere i suoi interessi a ribasso anche presso i lavori portuali, con  il totale silenzio da parte dell'amministrazione comunale e degli enti che dovrebbero controllare il servizio come l'autorità portuale .Mettere a gara il servizio senza tutelare la legge 84/94 , senza tutelare i lavoratori (considerati nel punteggio di gara con un voto basso e ben reale ) è del tutto imbarazzante". 

Quanto sta accadendo, secondo il consigliere di opposizione, rischia di mettere fine alla pace sociale da anni presente in porto. "Spero ed auspico che la situazione – ha concluso – sia ancora risolvibile e che le logiche di personalismo vengano messe da parte. Di sicuro saremo qua ,anche trasversalmente, a tutelare ogni interesse dei cittadini di questa città".

Leggi articolo completo

###BANNER_ADS###

Ferri (Pd): "Targa system, che fine fanno i soldi delle multe"

CIVITAVECCHIA – "Che fine fanno i soldi delle multe e, più in generale, delle tasse pagate dai cittadini?". È questa la domanda che si pone il segretario del Pd Germano Ferri, prendendo spunto dall'avvio, a partire da oggi e per tutto il mese di luglio, di una massiccia campagna di controllo da parte della Polizia locale con autovelox e targa system. "Si prevede una pioggia di multe per tutti i civitavecchiesi – ha sottolineato Ferri – ormai da tempo il principale problema dell'amministrazione comunale sembra essere il bilancio che si vuole sanare tagliando ogni sorta di servizio per il cittadino e, soprattutto, aspirando dalle tasche di tutti noi quanto più possibile. La citata imminente campagna di multe in programma si applicherà in una cittadina dove si subisce un palese degrado ambientale, culturale e sociale in cui la popolazione è soggetta ad una tassazione fra le più alte in Italia, a fronte però di un’insopportabile carenza di servizi. Un luogo dove nulla si muove sui principali problemi: l’Enel, le Terme, l’italcementi, il porto, la valorizzazione delle risorse del territorio, una città ferma che nell’immobilismo arretra ogni giorno di più. In un contesto simile quindi, sembra che l’unica preoccupazione degli amministratori sia quella di fare cassa, utilizzando anche simili metodi vessatori e coatti. A mio giudizio una simile azione – ha aggiunto  non rappresenta di fatto una priorità. Sia chiaro, questo non vuole essere un invito al disordine nella circolazione, ma un richiamo ad agire secondo un ordine di priorità che un’amministrazione dovrebbe avere relativamente ad i problemi della città che gestisce. Non si può solo chiedere, bisogna anche dare e saper dare ai cittadini e, invece che multare la sosta selvaggia, un buon sindaco si dovrebbe adoperare per risolvere il grave problema della mancanza di parcheggi in città, oltre che le ben note difficoltà relative alla viabilità locale". 

Da qui la domanda su che fine facciano i soldi dei cittadini, "dove vadano a finire tutte le tasse che paghiamo e con tale iniziativa me lo domando ancor di più. Di fatto i 39 milioni di disavanzo della nostra città sono stati spalmati nei prossimi 30 anni, massimo periodo consentito dalla legge – ha concluso Ferri – facendo si che Cozzolino e la sua giunta al termine del loro mandato avranno coperto circa un decimo del debito emerso con la nuova contabilità, lasciando in eredità la quota mancante ai nostri figli e nipoti. Con i soldi presi tra tasse, multe e tagli dei servizi quindi, l'amministrazione cosa ci fa?". 

Leggi articolo completo

###BANNER_ADS###