Omicidio stradale, minimo della pena per l’incidente di un anno fa 

TARQUINIA – Nel posto sbagliato al momento sbagliato. È quanto emerso l’altro giorno in udienza preliminare sul caso che ha visto imputato un tarquiniese accusato di omicidio stradale. 
L’imputato, difeso dall’avvocato Paolo Pirani, ha ottenuto il minimo della pena (12 mesi), con pena sospesa e non menzione grazie ad una serie di attenuanti ampiamente emerse in fase di indagini.
Il tarquiniese un anno fa, per una tragica fatalità, si è trovato ad investire un’anziana signora che stava attraversando la strada nei pressi della scuola elementare. La donna, straniera, è poi deceduta. 
A seguito del drammatico episodio si è aperto il processo per omicidio stradale. L’uomo viaggiava a bordo di una jeep Toyota sprovvista di assicurazione. 
Il giudice ha però riconosciuto tutte le attenuanti del caso quali elementi prevalenti, come per esempio il sole che in quel momento impediva la vista all’uomo. 
È vero che l’uomo ha avuto una condotta colposa, poiché si sarebbe dovuto fermare in quanto c’era il sole che lo abbagliava, tuttavia è stato anche riconosciuto che la colpa andava attenuata al punto tale da meritare il minimo della pena. L’uomo, infatti, aveva avuto una condotta lineare, fermandosi e prestando soccorso alla donna. Tutto ciò ha portato, per questo, il giudice a ritenere giusta la concessione dell’attenuante prevalente. 
Soddisfatto l’avvocato Paolo Pirani, da “questo procedimento emerge che il dato sull’omicidio stradale va distinto: non tutti gli omicidi stradali hanno la stessa rilevanza d’impatto anche di carattere sociale. Un conto è una persona che viene sottoposta ad un controllo e risulta positiva, sia all’alcol test sia alla sostanza tossicologica e che magari assume una condotta contraria dal punto di vista umano e temporale, non prestando soccorso e non fermandosi; un conto è una persona che, pur non avendo avuto una condotta adeguata, che quindi risulta colposa, si ferma e rispetta quelli che sono i canoni del buon comportamento: cioè fermarsi e prestare soccorso.  Tutto ciò mette in evidenza  che, pur essendo la norma di un impatto grave, perché trattasi di uno dei reati più gravi del nostro codice, il tribunale riconosce la meritevolezza delle attenuanti, al punto da prevedere una riduzione sensibile di pena».

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Outlet a Fiumaretta, le perplessit� del Pd

CIVITAVECCHIA – Come già ampiamente espresso dalla Confcommercio, anche il Pd torna ad avanzare alcune perplessità sull'outlet a Fiumaretta. E lo fa attraverso il segretario Germano Ferri che parla di "un'idea scellerata utile esclusivamente agli interessi di bilancio comunali e di chi, con tale struttura, ne trarrà profitto". Tutto questo a danno del commercio cittadino. 

"Un complesso voluto e progettato non tenendo minimamente in considerazione le obiezioni dei commercianti civitavecchiesi – ha infatti sottolineato – questo edificio infatti, con gli oltre 70 negozi previsti al suo interno, andrà di fatto ad ostacolare le attività lavorative dei nostri concittadini grazie alle quali sostengono le loro famiglie. Tra le tante perplessità relative alla struttura, mi chiedo come mai l'uscita dal porto dei croceristi sia di volta in volta stata spostata sempre più verso l'esterno della città, arrivando addirittura ad ideare ora un "Welcome centre" che catalizzerà la totalità del traffico turistico locale sempre più in espansione, costringendo quindi i turisti a prendere navette e pullman, private e comunali, per recarsi anche solo alla stazione locale, annullando qualsiasi possibilità che questi si fermino nei negozi di strada lungo un eventuale loro tragitto a piedi. È noto infatti che quando i turisti uscivano dal porto da Varco Fortezza, il commercio locale viveva un periodo più che positivo. Inoltre lo scalo portuale di Civitavecchia è stato eletto uno dei più belli in Italia, soprattutto per la presenza di importanti monumenti storici, tra cui il Forte Michelangelo. Mi chiedo quindi – ha concluso Ferri – il perché si voglia realizzare una struttura di ricezione turistica esterna alla città quando si potrebbe sfruttare e valorizzare quanto la città ha da offrire, mediante un progetto armonico che valorizzi Civitavecchia, aiutando quindi il commercio locale. Spero il Sindaco Cozzolino possa dare risposta a queste mie riflessioni, frutto di una sintesi delle obiezioni cittadine relative al progetto in previsione per Fiumaretta".

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Porto, traffici in crescita nel terzo trimestre

CIVITAVECCHIA – I dati elaborati dall’Ufficio Statistiche dell’Autorità di Sistema Portuale del Mar Tirreno Centro Settentrionale, per quanto concerne i primi nove mesi del 2018, confermano l’ulteriore crescita dei traffici del network nei settori crocieristico, RO-RO e container.

Per quanto riguarda il traffico crocieristico, Civitavecchia registra un incremento del 12% rispetto ai primi nove mesi dell’anno precedente ed un totale di 1.884.3454 crocieristi. Incremento che risulta ancor più significativo poichè determinato sia da un incremento dei crocieristi in transito (+12%) che da una crescita di quelli in c.d.  “turn around” (+11%).

Il traffico complessivo dei tre porti del network laziale si conferma ai livelli del 2017 con un totale di 12.660.299 tonnellate movimentate (-0,1%). Nello specifico, il traffico risulta in leggera crescita nel porto di Civitavecchia (+1,3%) e in quello di Fiumicino (+1%%); in flessione dell’11% nel porto di Gaeta.

La crescita del porto di Civitavecchia è trainata principalmente dal traffico di merci in colli che, nel complesso, aumenta di oltre il 10% (pari a 460 mila tonnellate in più rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente) grazie ad un ulteriore incremento del traffico di merce in container (+3%) e, soprattutto, delle merci trasportate in modalità RO-RO che crescono di oltre il 12%, con 460 mila tonnellate in più movimentate e 28 mila mezzi pesanti in più imbarcati e sbarcati. Anche in termini di contenitori T.E.U. l’incremento equivale a circa l’8% per 77.413 contenitori T.E.U. movimentati al 30 settembre 2018, di cui 21 vuoti e 56 mila pieni per quasi 700 mila tonnellate di merci trasportate.

Il traffico in aumento delle merci in colli e delle restanti rinfuse solide, – principalmente prodotti chimici (+45,6%) e prodotti metallurgici (+6%) –  compensa ampiamente l’ulteriore calo, dovuto a fattori esogeni, dei traffici legati al ciclo produttivo dell’Enel, in particolare carbone, cenere e gesso, che fanno registrare una perdita di circa 360 mila tonnellate.

Tra i prodotti metallurgici si conferma un’ulteriore crescita, di oltre il 47%, del traffico in esportazione di coils in acciaio,  ad ulteriore dimostrazione della ritrovata dinamicità delle acciaierie di Terni; cresce anche il traffico di fluorite (+9%). Tra i minerali grezzi, invece, aumenta di oltre il 25%  il traffico di argilla e si inserisce un nuovo traffico in esportazione: il rapillo vulcanico. 

Per quanto concerne il traffico di autovetture nuove esportate, risentendo in particolare dell’andamento del traffico delle auto FCA prodotte dallo stabilimento di Cassino, subisce una diminuzione rispetto allo stesso periodo del 2017 (segnatamente 45 mila autovetture rispetto alle circa 112 mila dell’anno precedente), mentre si registra un sensibile incremento del traffico di autovetture importate che passano da 109.550 a 118.644. Rilevante, invece, l’incremento della sottocategoria “mezzi pesanti” (+18,8%), per un totale di oltre 176 mila mezzi pesanti movimentati (circa 28 mila in più rispetto ai primi nove mesi del 2017).

Infine, in riferimento al traffico di prodotti petroliferi nel porto di Civitavecchia, continua la crescita, seppur minima (0,1%), in controtendenza con l’andamento negativo degli ultimi anni.

Per quanto riguarda lo scalo di Gaeta si registra una flessione del traffico complessivo, pari al 10,7%, determinata dalla contrazione di oltre l’8% del traffico di prodotti petroliferi (dovuta ai lavori di manutenzione del pontile petrolifero), ma soprattutto del traffico di merci solide (-18,8%). Tra le rinfuse solide, a fronte di una crescita del traffico di carbone (+45,8%), fertilizzanti (+211,6%) e prodotti metallurgici (+33% circa), si registra una contrazione generalizzata di tutte le altre tipologie merceologiche.

Infine, in crescita di circa l’1% il traffico di prodotti petroliferi nel porto di Fiumicino, pari a circa 2,6 milioni di tonnellate (+24 mila tonnellate rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente).

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Porto, Perello: ''Di Majo torni ai suoi amati convegni''

CIVITAVECCHIA – “Mi ha piacevolmente stupito che il presidente dell’Adsp Francesco Maria Di Majo, in questi giorni impegnassimo con numerosi e nevralgici dossier da cui potrebbe dipendere il futuro di numerosi lavoratori dello scalo e forse anche il suo permanere alla guida di Molo Vespucci, abbia voluto dedicare tempo ad una così articolata ed esaustiva replica al mio intervento da semplice consigliere comunale”.

Lo dichiara Daniele Perello in risposta alla replica del numero uno di Molo Vespucci dei giorni scorsi. Una lunga risposta “che non fa che confermare la mia convinzione – continua il consigliere comunale d’opposizione – per quanto si possa impegnare Di Majo è inadatto a ricoprire quell’incarico ed il governo Lega – M5S dovrebbe prendere una posizione in merito affinché non diventi responsabile insieme Pd, schieramento che ha nominato lo stesso presidente. Quello stesso Pd che oggi Di Majo vuole allontanare da sé nonostante sia la parte politica che lo ha nominato e nonostante il Presidente continui a partecipare ad iniziative elettorali dello stesso partito (ricordate Marietta Tidei e Zingaretti?) e a riunioni con esponenti politici (sempre dem) per organizzare liste e votanti in vista delle primarie”.

Perello spiega come si potrebbe rispondere che veniva fatto anche da alcuni dei predecessori di Di Majo ma sottolinea come comportamenti come questo siano stati nel tempo ampiamente criticati.

“Il sottoscritto – aggiunge il consigliere comunale –  come ben saprà, non ha mai partecipato a questi giochetti. Non ho nulla contro il presidente, sia chiaro. Anzi, penso sia anche un brav’uomo, ma non è caratteristica per amministrare uno scalo così importate. Sono enormi le falle dirigenziali – tuona Perello – dovute al fatto che il Presidente non sembrerebbe un  grande conoscitore del porto e della sua storia. Sull’accordo con il Comune – incalza – Di Majo rinvia tutto al Consiglio di Stato partendo dall’assunto che l’intesa non sia valida. Da consigliere comunale, peraltro di opposizione, non posso non rilevare come il Tar in primo grado abbia ritenuto sostanzialmente valido l’accordo e che Di Majo, anziché calarsi in un’ottica di leale collaborazione tra amministrazioni pubbliche, abbia presentato un ulteriore ricorso”.

Perello prosegue evidenziando come “sul dirottamento delle banane a Livorno l’operato di Di Majo, che ora si ritrova tra due fuochi, è sotto gli occhi di tutti. Io non insinuo nulla, ma ribadisco che un presidente debba compiere scelte importanti sulla base della sua ‘comprovata esperienza’’ nel settore della portualità. E a volte non credo che il presidente abbia fatto scelte nell’interesse del porto di Civitavecchia. Così come su Total Erg Di Majo sostiene che aumentare nuovamente la tassa, motivandola adeguatamente, avrebbe significato far perdere competitività al porto. Forse dimentica, o magari non sa, che sia Total Erg (oggi Italiana Petroli) che la stessa Enel anche volendo non potrebbero cambiare scalo di destinazione”.

Per quanto riguarda Enel secondo Perello la posizione di Di Majo è chiara: “Forse andrebbe illustrata con altrettanta chiarezza a Minosse e alla Compagnia Portuale poiché – dichiara il consigliere comunale – l'Autorità portuale si è comportata come Ponzio Pilato dinanzi alla vertenza del carbone. Anche qui, purtroppo, a rimetterci sono ancora una volta i lavoratori e le famiglie Civitavecchiesi”. 

Sulla Pas Perello dice di non aver mosso contestazioni ma di aver ripreso le notizie di stampa “su vari esposti che sono stati presentati: a decidere sulla validità delle risposte del Presidente non sarò certo io, ma a diverso titolo Anac e Procura della Repubblica e forse poi il Tribunale. Di certo, su Pas e Autorità Portuale e sul malcontento dei dipendenti  ho solo ripreso gli articoli stampa dei sindacati confederati  che hanno manifestato tutto il loro dissenso”. 

Per quanto riguarda le statistiche “credo che al Presidente non sarà sfuggito (magari faceva comodo ometterlo) che il segno positivo dei container era dovuto sostanzialmente al traffico della Cfft, ora fortemente a rischio, mentre per il traffico auto Fca – incalza Perello – la cancellazione e lo spostamento completo sono stati decisi dopo il suo arrivo a Civitavecchia per ovvie garanzie che sono venute meno. Prendo atto del fatto che il presidente consideri le mie critiche, così come quelle di tutte le altre parti politiche, immotivate ed infondate perché non considerano gli “innumerevoli risultati conseguiti” nei 2 anni della sua gestione. Forse sarò colpevole, insieme ad una intera città, di una grave forma di amnesia, ma non riesco proprio a ricordare quasi nulla di questi risultati conseguiti dal presidente Di Majo, se non quelli di aver vanificato gli sforzi compiuti dallo scalo negli anni e il sogno di qualche amministratore che ha sempre avuto un altra visione per questo porto. Su una cosa sono in sintonia con Di Majo – conclude Perello – su come “ci sia ora veramente bisogno di riportare serenità in questo porto il cui sviluppo deve essere da tutti sostenuto, da tutte le forze politiche locali e nazionali”. Per questo mi auguro che il presidente torni quanto prima ai suoi amati convegni ed alla sua attività precedente, auspicando che al suo posto venga nominata una figura nuova e non già vista, in grado di risolvere gli innumerevoli problemi creatisi o drammaticamente acuitisi in questi due anni”.

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Porto, Perello: ''Di Majo torni ai suoi amati convegni''

CIVITAVECCHIA – “Mi ha piacevolmente stupito che il presidente dell’Adsp Francesco Maria Di Majo, in questi giorni impegnassimo con numerosi e nevralgici dossier da cui potrebbe dipendere il futuro di numerosi lavoratori dello scalo e forse anche il suo permanere alla guida di Molo Vespucci, abbia voluto dedicare tempo ad una così articolata ed esaustiva replica al mio intervento da semplice consigliere comunale”.

Lo dichiara Daniele Perello in risposta alla replica del numero uno di Molo Vespucci dei giorni scorsi. Una lunga risposta “che non fa che confermare la mia convinzione – continua il consigliere comunale d’opposizione – per quanto si possa impegnare Di Majo è inadatto a ricoprire quell’incarico ed il governo Lega – M5S dovrebbe prendere una posizione in merito affinché non diventi responsabile insieme Pd, schieramento che ha nominato lo stesso presidente. Quello stesso Pd che oggi Di Majo vuole allontanare da sé nonostante sia la parte politica che lo ha nominato e nonostante il Presidente continui a partecipare ad iniziative elettorali dello stesso partito (ricordate Marietta Tidei e Zingaretti?) e a riunioni con esponenti politici (sempre dem) per organizzare liste e votanti in vista delle primarie”.

Perello spiega come si potrebbe rispondere che veniva fatto anche da alcuni dei predecessori di Di Majo ma sottolinea come comportamenti come questo siano stati nel tempo ampiamente criticati.

“Il sottoscritto – aggiunge il consigliere comunale –  come ben saprà, non ha mai partecipato a questi giochetti. Non ho nulla contro il presidente, sia chiaro. Anzi, penso sia anche un brav’uomo, ma non è caratteristica per amministrare uno scalo così importate. Sono enormi le falle dirigenziali – tuona Perello – dovute al fatto che il Presidente non sembrerebbe un  grande conoscitore del porto e della sua storia. Sull’accordo con il Comune – incalza – Di Majo rinvia tutto al Consiglio di Stato partendo dall’assunto che l’intesa non sia valida. Da consigliere comunale, peraltro di opposizione, non posso non rilevare come il Tar in primo grado abbia ritenuto sostanzialmente valido l’accordo e che Di Majo, anziché calarsi in un’ottica di leale collaborazione tra amministrazioni pubbliche, abbia presentato un ulteriore ricorso”.

Perello prosegue evidenziando come “sul dirottamento delle banane a Livorno l’operato di Di Majo, che ora si ritrova tra due fuochi, è sotto gli occhi di tutti. Io non insinuo nulla, ma ribadisco che un presidente debba compiere scelte importanti sulla base della sua ‘comprovata esperienza’’ nel settore della portualità. E a volte non credo che il presidente abbia fatto scelte nell’interesse del porto di Civitavecchia. Così come su Total Erg Di Majo sostiene che aumentare nuovamente la tassa, motivandola adeguatamente, avrebbe significato far perdere competitività al porto. Forse dimentica, o magari non sa, che sia Total Erg (oggi Italiana Petroli) che la stessa Enel anche volendo non potrebbero cambiare scalo di destinazione”.

Per quanto riguarda Enel secondo Perello la posizione di Di Majo è chiara: “Forse andrebbe illustrata con altrettanta chiarezza a Minosse e alla Compagnia Portuale poiché – dichiara il consigliere comunale – l'Autorità portuale si è comportata come Ponzio Pilato dinanzi alla vertenza del carbone. Anche qui, purtroppo, a rimetterci sono ancora una volta i lavoratori e le famiglie Civitavecchiesi”. 

Sulla Pas Perello dice di non aver mosso contestazioni ma di aver ripreso le notizie di stampa “su vari esposti che sono stati presentati: a decidere sulla validità delle risposte del Presidente non sarò certo io, ma a diverso titolo Anac e Procura della Repubblica e forse poi il Tribunale. Di certo, su Pas e Autorità Portuale e sul malcontento dei dipendenti  ho solo ripreso gli articoli stampa dei sindacati confederati  che hanno manifestato tutto il loro dissenso”. 

Per quanto riguarda le statistiche “credo che al Presidente non sarà sfuggito (magari faceva comodo ometterlo) che il segno positivo dei container era dovuto sostanzialmente al traffico della Cfft, ora fortemente a rischio, mentre per il traffico auto Fca – incalza Perello – la cancellazione e lo spostamento completo sono stati decisi dopo il suo arrivo a Civitavecchia per ovvie garanzie che sono venute meno. Prendo atto del fatto che il presidente consideri le mie critiche, così come quelle di tutte le altre parti politiche, immotivate ed infondate perché non considerano gli “innumerevoli risultati conseguiti” nei 2 anni della sua gestione. Forse sarò colpevole, insieme ad una intera città, di una grave forma di amnesia, ma non riesco proprio a ricordare quasi nulla di questi risultati conseguiti dal presidente Di Majo, se non quelli di aver vanificato gli sforzi compiuti dallo scalo negli anni e il sogno di qualche amministratore che ha sempre avuto un altra visione per questo porto. Su una cosa sono in sintonia con Di Majo – conclude Perello – su come “ci sia ora veramente bisogno di riportare serenità in questo porto il cui sviluppo deve essere da tutti sostenuto, da tutte le forze politiche locali e nazionali”. Per questo mi auguro che il presidente torni quanto prima ai suoi amati convegni ed alla sua attività precedente, auspicando che al suo posto venga nominata una figura nuova e non già vista, in grado di risolvere gli innumerevoli problemi creatisi o drammaticamente acuitisi in questi due anni”.

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Pyrgi Santa Severa: ancora una sconfitta di misura

Nel recupero della terza d’andata il Pyrgi Basket dsi arrende nella tana del Basket Cavese 93, che supera 63-61 i tirrenici. Non bastano agli uomini di coach Catinari le prime due frazioni concluse in vantaggio, 16-20 e 35-41, nella terza e quarta riescono fuori gli uomini di coach Bielli, 52-50 e 63-61, che portano a casa due punti importantissimi per la classifica, che li facendo balzare a ridosso delle battistrada del girone. Dopo cinque giornate il Pygi è settimo in graduatoria, due vinte e tre sconfitte finora, con l’incontro di sabato che la metterà di fronte a quel Montesacro capolista del girone A. Indubbiamente manca a questa squadra la proverbiale freddezza nei momenti clou, quella gestione della palla che forse poteva portare ad altri risultati nelle tre sconfitte subite. Il divario con le avversarie nelle tre sconfitte stagionali di -1 -2 e -4 ne è la prova.
«È stata una partita combattuta e maschia sul piano agonistico – dichiara coach Catinari – i risultati nei parziali  sono l’indubbia chiarezza su quello che è successo durante la gara. Sapevamo di affrontare una squadra forte e ci eravamo preparati a questa gara cercando di arginare le loro potenzialità. Sapevamo dei loro punti di riferimento in chiave marcature, ndr Leoni e Chialastri, e siamo riusciti a tenerli ampiamente a bada visti i loro parziali. Mi ero raccomandato di mantenere l’attenzione anche sugli altri, perchè abbassare la guardia avrebbe portato ad altri tipo di pericoli. Non ci siamo riusciti fino in fondo, vedi i 21 punti di Velluti. Paghiamo l’inesperienza di gestione nei momenti delicati che non affrontiamo con lucidità, questo è riferito sia alle gara in generale che ai momenti clou delle gare stesse. E’ chiaro che certe squadre non ti permettono queste titubanze, le paghi anche se in misura minima. C’è rammarico perchè giocandola alla pari potevamo portare i due punti in casa, soprattutto in prospettiva del prossimo incontro contro una della corazzate del girone, il Montesacro. Di certo non sarà facile, vista anche la loro rivalsa dopo la sconfitta casalinga subita nell’ultima in casa».
Parziali: 16-20, 35-41, 52-50.
Cavese: Bona 9, Marsili, Gatta ne, Leoni 13, Magistri 2, Paladini 6, Ruszczuk, Velluti 21, Baroni 4, Chialastri 2, Pasquazi 6. Coach: Bielli.
Pyrgi Santa Severa: Nanu 3, Mangiola 20, Antista 10, Kulovic, Cappelletti, Cimò 6, Galli 13, La Rocca 2, Britognolo, Treglia 7. Coach: Catinari.

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Pyrgi Santa Severa: ancora una sconfitta di misura

Nel recupero della terza d’andata il Pyrgi Basket dsi arrende nella tana del Basket Cavese 93, che supera 63-61 i tirrenici. Non bastano agli uomini di coach Catinari le prime due frazioni concluse in vantaggio, 16-20 e 35-41, nella terza e quarta riescono fuori gli uomini di coach Bielli, 52-50 e 63-61, che portano a casa due punti importantissimi per la classifica, che li facendo balzare a ridosso delle battistrada del girone. Dopo cinque giornate il Pygi è settimo in graduatoria, due vinte e tre sconfitte finora, con l’incontro di sabato che la metterà di fronte a quel Montesacro capolista del girone A. Indubbiamente manca a questa squadra la proverbiale freddezza nei momenti clou, quella gestione della palla che forse poteva portare ad altri risultati nelle tre sconfitte subite. Il divario con le avversarie nelle tre sconfitte stagionali di -1 -2 e -4 ne è la prova.
«È stata una partita combattuta e maschia sul piano agonistico – dichiara coach Catinari – i risultati nei parziali  sono l’indubbia chiarezza su quello che è successo durante la gara. Sapevamo di affrontare una squadra forte e ci eravamo preparati a questa gara cercando di arginare le loro potenzialità. Sapevamo dei loro punti di riferimento in chiave marcature, ndr Leoni e Chialastri, e siamo riusciti a tenerli ampiamente a bada visti i loro parziali. Mi ero raccomandato di mantenere l’attenzione anche sugli altri, perchè abbassare la guardia avrebbe portato ad altri tipo di pericoli. Non ci siamo riusciti fino in fondo, vedi i 21 punti di Velluti. Paghiamo l’inesperienza di gestione nei momenti delicati che non affrontiamo con lucidità, questo è riferito sia alle gara in generale che ai momenti clou delle gare stesse. E’ chiaro che certe squadre non ti permettono queste titubanze, le paghi anche se in misura minima. C’è rammarico perchè giocandola alla pari potevamo portare i due punti in casa, soprattutto in prospettiva del prossimo incontro contro una della corazzate del girone, il Montesacro. Di certo non sarà facile, vista anche la loro rivalsa dopo la sconfitta casalinga subita nell’ultima in casa».
Parziali: 16-20, 35-41, 52-50.
Cavese: Bona 9, Marsili, Gatta ne, Leoni 13, Magistri 2, Paladini 6, Ruszczuk, Velluti 21, Baroni 4, Chialastri 2, Pasquazi 6. Coach: Bielli.
Pyrgi Santa Severa: Nanu 3, Mangiola 20, Antista 10, Kulovic, Cappelletti, Cimò 6, Galli 13, La Rocca 2, Britognolo, Treglia 7. Coach: Catinari.

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Csp, Ugl: ''Restituisca la giornata e rispetti gli impegni''

CIVITAVECCHIA – “La Csp persevera nel comportamento antisindacale. Restituisca da subito la giornata trattenuta a Tutti i lavoratori e rispetti gli impegni assunti dal Sindaco per gli “ex Italcementi”. Categorica la responsabile confederale Ugl Civitavecchia sede Utl di Roma Fabiana Attig che torna ad incalzare la Civitavecchia servizi pubblici. Secondo la sindacalista, infatti le condizioni “sono radicalmente mutate nell’ultimo anno e mezzo in spregio alle esigenze che portarono alla firma dell’accordo del maggio 2017. La riduzione della retribuzione – tuona Attig – non può più trovare applicazione soprattutto perché la società ha provveduto arbitrariamente alla modifica di profili professionali, in totale assenze di logiche di confronto e di condivisione. Assistiamo a proclami politici da parte del Sindaco Cozzolino, di nuove assunzioni per il servizio di raccolta differenziata, senza alcuna smentita pubblica da parte della stessa Csp. L’azienda ha sempre sostenuto di avere esuberi e lo stesso De Leva supportato da uno stuolo di consulenti profumatamente pagati, ne ha fatto uno strumento di trattativa durante il passaggio tra la Holding Hcs e Csp. Oggi apprendiamo sempre fuori dalle relazioni industriali, che tali esuberi non ci sono più. Forse per giustificare in futuro molto prossimo, magari a ridosso delle elezioni, le tanto sbandierate assunzioni del porta a porta. Bene l’Ugl ne è felicissima anzi auspica che tutto ciò si possa realizzare, anche da subito. A patto che il Sindaco e i suoi vari delegati alle partecipate mantengano fede agli accordi. Come quello del 2015 che Cozzolino ha sottoscritto in Regione Lazio.  Un impegno – prosegue Attig – che vede l’assunzione dei 20 lavoratori della Italcementi all’interno della Csp. Sarebbe un atto dovuto da parte del Sindaco, dopo la presa in giro propinata agli stessi lavoratori della loro mancata ricollocazione, nella mascherata bonifica ambientale dell’ex cementificio, che ha visto l’impiego di una società di Trento che ha utilizzato tutto personale del nord”.

Altro problema è il fatto che attualmente sono al lavoro persone “che hanno raggiunto da tempo i requisiti per la pensione ed ai quali non viene risolto il contratto di lavoro, come previsto dalla Legge, parliamo di dipendenti nati nel 1952 e 1953, che dovrebbero essere già in quiescenza da mesi (se non anni). Nonostante – continua dura Attig – questo enorme risparmio a portata di mano, l’azienda continua nella sua azione arbitraria di sperequazione di trattamento tra i dipendenti. Aumento delle ore ma non tra tutti i dipendenti aventi diritto, trattenimento della giornata di retribuzioni in alcuni casi anche due non in maniera omogenea”.

Una situazione che non può continuare secondo la sindacalista. “L’Ugl diffida la Csp a risolvere unilateralmente i contratti di chi ha raggiunto il trattamento pensionistico (sui 67enni e sui 65enni con 41 anni di contributi non ci sono dubbi) e a ripristinare, a seguito dei risparmi, la normale retribuzione a tutti gli altri dipendenti esclusi dalle decisioni arbitrarie della società a partire dalla prossima mensilità di (novembre 2018).

I lavoratori, ormai, hanno fatto ampiamente la loro parte di sacrificio negli ultimi 18 mesi, così come previsto dall’accordo del maggio 2017. Cosa che – conclude Attig – francamente non si può dire da parte della Csp SRL, che ha totalmente disatteso quanto previsto dall’accordo stesso”.

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''Canile, basiti dal comportamento di Civitavecchia''

ALLUMIERE – Rete dei Cittadini e Socialisti di Allumiere ribadiscono l’importanza di realizzare il canile ad Allumiere «A tutt’oggi, il progetto del canile è, forse, la prima risposta occupazionale del paese e che, pertanto, dovrebbe trovare la condivisione di tutti» e si dicono basiti dal comportamento del Comune di Civitavecchia e dal comunicato del gruppo di Allumiere Futura. «Pensavamo fosse inutile intervenire nel dibattito sul canile in quando consideravamo e consideriamo esaustiva la risposta del sindaco Pasquini all’assessore di Civitavecchia Manuedda – scrivono dal direttivo della Rete dei Cittadini e del Partito Socialista Italiano – mi meraviglia, invece, l’intervento  di Allumiere Futura che, improvvisamente, dimenticata la discussione in Consiglio Comunale, cavalcando la posizione dell’assessore civitavecchiese che, naturalmente, persegue gli interessi della sua città, ritorna sul problema rimettendo in discussione il progetto. Non intendiamo entrare nel merito della posizione dell’assessore del Comune di Civitavecchia al quale ha risposto molto dettagliatamente il consigliere di opposizione Massimiliano Grasso evidenziandone l’opacità, i tempi decisamente lunghissimi (non c’è nemmeno il progetto) e la prossima scadenza elettorale che, forse, sta alla base dell’intervento di Manuedda. Viene da chiedersi come mai dopo cinque anni del nulla sul canile improvvisamente la maggioranza grillina di Civitavecchia lo riscopre. E’, forse, un maldestro tentativo di recuperare il rapporto con le associazioni animaliste?» Rete e Socialisti proseguono poi: «A noi preme sottolineare che il progetto del canile, la cui procedura di approvazione è in fase avanzatissima e in grado di soddisfare tra breve le esigenze comprensoriali, indipendentemente dalla posizione civitavecchiese, lo riteniamo valido e meritevole di fiducia. Tanto più che il progetto è stato ampiamente dibattuto sia in commissione che in consiglio comunale. Pertanto, ci saremmo aspettati da parte di Allumiere futura, una dura presa di posizione contro il Comune di Civitavecchia che non solo non mantiene gli impegni presi, ma intende sperperare denaro pubblico per un servizio già esistente e un appoggio incondizionato al sindaco Pasquini che sta portando a compimento l’iter amministrativo del progetto. Oltretutto, ricordiamo che il terreno, essendo pubblico, evita speculazioni e cospicue spese. Altrettanto, ricordiamo che il comune di Allumiere e la stessa Università agraria si sono messi a disposizione soprattutto per risolvere e problemi del comune di Civitavecchia che in questi anni non ha mai preso in considerazione tale problematica.

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Al Manganello il primo polo di formazione della Prociv

CERVETERI – Come già ampiamente riportato dalle colonne di questo giornale, arriva il comunicato ufficiale che annuncia l’apertura del primo polo di formazione della Protezione Civile di Cerveteri, coordinato dal funzionario Renato Bisegni. Da giorni i volontari dellla Prociv, sono impegnati in una accurata e approfondita pulizia nel sentiero di Lawrence e nel tratto di strada prospicente di via del Lavatore, la via che unisce il centro abitato di Cerveteri con via della Circonvallazione. 
«La bonifica dell’area – ha dichiarato l’assessora alle Politiche ambientali  – è propedeutica alla riapertura non solo del Sentiero di Lawrence, ma anche dei locali presenti, dove prima era ubicato il Centro di Solidarietà Cerveteri. Lì, infatti, a breve aprirà il primo Polo di Formazione della Protezione Civile di Cerveteri, un luogo che rappresenterà un punto di riferimento per il mondo del volontariato. Grazie alla professionalità e al lavoro infaticabile di Renato Bisegni, verranno organizzati corsi di formazione, campi scuola e tante iniziative di prevenzione che vedranno protagonisti soprattutto i ragazzi e le ragazze di Cerveteri. In questo modo, dunque, non solo la Protezione Civile potrà disporre di una nuova sede, più ampia e funzionale, ma rappresenterà per loro anche un punto strategico di controllo su una delle aree più ricche di storia della nostra Città quale la Valle del Manganello».
«La nostra Protezione Civile – ha detto il sindaco Pascucci – rappresenta un punto di riferimento per Cerveteri. Sempre presenti, disponibili, ma soprattutto competenti e professionali in ogni settore. Non c’è giorno, non c’è evento, in cui il loro apporto alla collettività non risulti essere prezioso. Con questa nuova sede, ci poniamo l’obiettivo, grazie soprattutto alla capacità di coinvolgere così tante persone di elevare la capacità di sviluppo della Protezione Civile nel nostro paese».

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