Di Majo: "Accuse immotivate ed infondate"

CIVITAVECCHIA – "Ieri è stato pubblicato su uno dei quotidiani più importanti di Civitavecchia la Provincia e sul quotidiano telematico Civonline.it un lungo articolo di un consigliere comunale di Civitavecchia, sig. Perello in cui viene presa di mira la gestione dell’AdSP, enucleando quelle che a suo parere sono le criticità che avrebbero caratterizzato il mio mandato. Sento il dovere, non solo per proteggere la mia dignità e reputazione, ma anche quella di tutti i funzionari dell’ente, chiedendo diritto di replica a queste infondate critiche". 

Una lunga lettera, quella del presidente dell'Adsp Francesco Maria di Majo, per replicare alle dichiarazioni di Daniele Perello, punto per punto.

"Nell’intervento del consigliere Perello si è parlato di “un‘amministrazione dell’ente politicizzata” e che il Presidente dell’ente avrebbe sostituito il Capo Ufficio Stampa, Massimiliano Grasso (ovvero il fondatore di Civonline), perché quest’ultimo “consigliere comunale non della stessa parte politica di di Majo”. Premesso che il sottoscritto non appartiene a nessuna “parte politica”, ebbene se Grasso fosse stato spostato effettivamente per motivi politici, è curioso che ciò sia avvenuto ben dopo circa 15 mesi dall’inizio del mio mandato. Preciso, inoltre, che a capo dell’ufficio promozione e stampa vi è un dirigente dell’ente e non il funzionario a cui fa riferimento il consigliere Perello.

Leggo poi, sempre dall’articolo di Civonline, che il consigliere Perello ha dichiarato che “il presidente di Majo nonostante l'ente abbia in cassa accantonati, come risulta dal bilancio, oltre 40 milioni di euro, si è rifiutato per motivi politici, di pagare all'amministrazione M5S del Comune di Civitavecchia i 2 milioni annui previsti dal protocollo d'intesa sottoscritto dal precedente Presidente". Ebbene, forse il consigliere Perello – ha aggiunto – non si è ben documentato o è stato mal informato, sul fatto che questa amministrazione, sulla base di un parere dell’Avvocatura di Stato (richiesto dal sottoscritto ad inizio del suo mandato, dato che dopo qualche giorno dal mio insediamento mi sono visto recapitare una diffida di pagamento del Comune per circa 5 milioni di Euro), non ha provveduto al pagamento della predetta somma sulla base dell’assunto che l’accordo di collaborazione (firmato non da me, bensì da Pasqualino Monti nel luglio 2015), che prevede l’elargizione di un contributo in favore del Comune per 2 milioni all’anno per ben 10 anni (a fronte di un asserito impatto dei crocieristi sulla città) è inefficace o invalido. E se questa tesi dell’avvocatura (a difesa degli interessi dell’ente) sia effettivamente corretta lo deciderà il Consiglio di Stato il prossimo anno (Consiglio di Stato che ha comunque accolto, il mese scorso, la richiesta di sospensiva dell’ente avverso il pagamento di 2 milioni di Euro). Ciò nonostante questo ente ha sin da subito intrapreso diversi contatti con il Comune al fine di addivenire ad un nuovo accordo che prevedesse l’individuazione di determinati interventi utili per la città e per il porto.
Il consigliere Perello insinua, inoltre, che il sottoscritto abbia in qualche modo partecipato al “dirottamento” delle banane Chiquita a Livorno scegliendo un dirigente livornese nella commissione interistituzionale.  Credo che questa insinuazione sia talmente campata in aria che non meriti neppure di essere commentata. 
Perello sostiene poi che sussiste “il rischio concreto di esporre l’ente a numerosi contenziosi derivanti da cause del lavoro già annunciate da numerosi dipendenti dell’Adsp a causa delle successive riorganizzazioni interne dell’ente, condotte in diversi casi senza il preventivo accordo con le organizzazioni sindacali”. Ricordo al consigliere Perello, che nel caso di riorganizzazione interne dell’ente, il vertice è tenuto ad informare e consultare le organizzazioni sindacali, e non viene prevista dal contratto collettivo la concertazione. In ogni caso l’ente ha avuto diversi incontri ed interlocuzioni con le organizzazioni sindacali prima di varare la predetta riorganizzazione (che ha comportato anche una ordinaria rotazione, dopo circa 12 anni, del personale di alcuni uffici) ed ha anche accolto diverse proposte di modifica presentate da tali organizzazioni sindacali (talune delle quali hanno anche formalmente aderito allo schema finale di riorganizzazione dell’ente).
Viene addebitato alla “gestione di Majo” anche il ritiro del gruppo Gavio dalla Darsena Energetica Grandi Masse (DEGM).  Ebbene il gruppo Gavio ha deciso di abbandonare il progetto della DEGM da diverso tempo ma è solo con questa amministrazione che si è avviata e dichiarata la decadenza della relativa concessione riottenendo anche la riconsegna delle aree. Gavio ha avviato un arbitrato avanzando una pretesa di restituzione dei canoni dal 2006 al 2016 (circa 15 milioni) e di circa ulteriori 15 milioni di Euro per supposte opere realizzate che andrebbero a beneficio dell’ente. Tali pretese sono state tutte contestate da questo ente in sede arbitrale. Ma ciò che più conta oggi è che le aree verranno presto rimesse sul mercato e quindi rese operative affinché il porto di Civitavecchia possa finalmente essere dotato di una banchina petrolifera e di una importante banchina per le merci alla rinfusa nonché di un importante bacino di carenaggio per la cantieristica navale".

Di Majo interviene poi sulla vicenda Total Erg (oggi Italiana Petroli), "che, lo si ripete ancora una volta, nasce diversi anni fa e riguarda l’impugnativa di alcuni decreti sulla tassa e sovrattassa adottati dalla “gestione Monti” e i cui contenziosi si sono trascinati fino alla “gestione di Majo”. Il commissario ad acta – ha spiegato – è stato nominato perché non è stato possibile accertare con esattezza le somme da restituire (in base all’incremento della sovratassa) e che erano state riscosse, per conto dell’ente, dalle Dogane, in virtù del Decreto n.209 del 2014, poi dichiarato illegittimo con Decreto del Presidente della Repubblica.  Ricordo al consigliere Perello che la sovrattassa è una tassa che può (ma non deve) essere imposta dall’amministrazione portuale a carico delle merci imbarcate o sbarcate a copertura dei costi sostenuti per le opere infrastrutturali nei porti. Ciò è stato fatto da questa amministrazione, ma solo a seguito  di una lunga e complessa istruttoria (illustrata in seno all’Organismo di Partenariato e approvata dal Comitato di Gestione) insieme all’introduzione di nuovi incrementi delle tasse portuali che comunque, complessivamente, hanno ridotto il carico tributario nei porti, rendendoli così più competitivi, riducendo altresì la differenza del carico tributario con gli altri porti italiani (negli anni passati Civitavecchia ha avuto uno dei regimi di tassazione tra i più elevati nel panorama della portualità italiana). Chiedo, dunque, a Perello, se è ancora convinto che la cosa giusta da fare, come ha affermato, sarebbe stata quella di aumentare ulteriormente le tasse! Così da far perdere sì traffici a questo scalo.
Il consigliere Perello mi o ci (dato che io rappresento un ente in cui lavorano più di 100 persone) contesta un supposto "mancato intervento su Enel", consentendo alla Spa elettrica "in contrasto con quanto disposto dalla Legge 84/94, di bandire una gara pubblica per l’individuazione dell’impresa portuale da adibire alle operazioni di scarico del carbone, consentendo ad Enel – ha aggiunto -di trarne un risparmio dal ribasso di asta, a danno delle imprese e dell’occupazione locale”. Sul mancato intervento di questa amministrazione, basta vedere chi ha partecipato ai numerosi incontri per capire che l’ente non si è mai sottratta nell’affrontare questa vicenda. Sul resto chiedo al Sig. Perello di indicarmi la norma della legge 84/94 che impedirebbe all’Enel di bandire una gara pubblica. Forse avrebbe dovuto ricordare piuttosto che l’ambito portuale, in cui ENEL svolge la propria attività, è un ambito chiuso in cui le operazioni portuali possono essere esercitate previa autorizzazione di questo ente (autorizzazioni che sono limitate).  In sostanza chiunque verrà prescelto dall’Enel avrà necessità, per poter operare, di ottenere tale autorizzazione. E tutto ciò è stato ben chiarito da questa amministrazione ai rappresentanti dell’Enel.
Sulle contestazioni mosse dal consigliere Perello sulla Pas e in merito all’asserita incompatibilità dell’incarico del dott. Vincenzo Conte quale amministratore ad interim e quale direttore generale, ho già chiarito in un precedente comunicato stampa che tale incompatibilità non sussiste essendo egli non dipendente di questa amministrazione; peraltro l’incarico di amministratore (non retribuito e limitato all’ordinaria amministrazione, come precisato nel nulla osta dato dalla sua amministrazione di appartenenza, è limitato al tempo necessario per selezionare un nuovo amministratore.

Infine, il consigliere Perello parla di “calo complessivo dei traffici del porto di Civitavecchia registrato nel 2017”. Invito Perello a consultare meglio i dati statistici dell’ente e vedrà che tutti i traffici riportano il segno + nell’anno 2017 e ciò anche nel primo semestre del 2018 (con una forte crescita del traffico RO-RO), con solo poche eccezioni, tra cui il traffico di carbone dell’ENEL (ma spero che non si voglia imputare all’ente la responsabilità circa le scelte dell’ENEL di variare il livello di produttività della centrale)  e quello delle autovetture in esportazione. A tale ultimo riguardo corrisponde a verità che il traffico delle autovetture FCA si è spostato (peraltro da più di un anno) a Gioia Tauro, ma vorrei nuovamente ricordare che tale decisione è stata assunta ad inizio del 2016 (prima quindi del mio mandato) ovvero allorché il gruppo Grimaldi ha deciso di assumere una partecipazione in quel porto (basta vedere gli articoli sul giornale dell’epoca).

"Ho sentito il dovere, come sopra indicato, di replicare alle sopra indicate contestazioni – ha ribadito il presidente Di Majo – e di cercare di interrompere questo flusso unilaterale di immotivate ed infondate accuse che vengono ripetutamente mosse al sottoscritto e all’ente che mi onoro di rappresentare. Tali accuse, che non possono essere definite critiche, appaiono volte unicamente ad offrire un quadro distorto della gestione dell’ente, senza minimamente considerare gli innumerevoli risultati conseguiti negli ultimi quasi 2 anni dalla sua istituzione. Rinvio a qualche settimana (ovvero al passaggio dei 2 anni della “mia gestione” dell’ente) una illustrazione, quindi, degli innumerevoli ed importanti risultati conseguiti da questo ente, grazie allo sforzo di più di 100 funzionari e dirigenti che quotidianamente lavorano per l’amministrazione e lo sviluppo dei tre porti del network laziale (Civitavecchia, Fiumicino e Gaeta). Risultati che ho illustrato già qualche giorno fa nel corso di un’audizione presso una Commissione della Regione Lazio che è durata un intero pomeriggio e che sono stati tutti riportati nel Piano Operativo Triennale 2018-2020 e nella recente revisione annuale, consultabile sul sito dell’AdSP. Mi limito, comunque, qui a segnalare (relativamente al solo porto di Civitavecchia) alcuni dati concernenti le opere realizzate o avviate: procedura di gara per le nuove opere infrastrutturali (costruzione di un nuovo pontile nella darsena traghetti che collegherà ulteriormente Civitavecchia a Barcellona e che è stato anche oggetto di un contributo dell’Unione Europea e che usufruirà di parte di un finanziamento BEI  di ben 195 milioni, approvato il mese scorso da tale Banca); smantellamento e ripristino del molo ex ferrovie dello Stato; realizzazione ad opera del concessionario Rct del più grande terminal crocieristico d’Italia (inaugurato lo scorso 18 maggio); risistemazione e ripristino del muro paraonde della diga foranea da parte dell’AdSP; prossimo avvio degli interventi di realizzazione e di adeguamento tecnologico dei collegamenti ferroviari nel porto etc. Tutti questi interventi sono stati realizzati nonostante che questa nuova amministrazione, sin dall’inizio,  abbia dovuto dedicare una gran parte delle proprie  risorse ad affrontare complessi contenziosi, generati nel corso delle passate amministrazioni oppure sorti nel corso di questa amministrazione ma derivanti da atti o fatti di anni passati (ad esempio, oltre ai citati casi Total Erg e Gavio, ricordo il mega contenzioso con Fincosit derivante dall’appalto per la realizzazione della darsena traghetti negli anni 2013-2015; i contenziosi con Rtc e Cfft  etc.)".

E aggiunge come oggi "ci sia ora veramente bisogno di riportare serenità in questo porto il cui sviluppo deve essere da tutti sostenuto, da tutte le forze politiche locali e nazionali, perché solo rilanciando l’economia di questo porto e dei porti di Fiumicino e Gaeta, verrà rilanciata anche l’occupazione; e questa città non si merita di avere uno dei più alti tassi di disoccupazione del Lazio. Ieri ho incontrato nel mio ufficio i rappresentanti di una società internazionale – ha concluso – che ha appena fatto un investimento di circa 20 milioni di euro per poter avviare un’attività di cantieristica navale importante in questo porto e ci hanno rappresentato investimenti, a tale fine, per circa 130 milioni di euro con decine e decine di nuovi posto di lavoro. Ebbene, credo che sia interesse davvero di tutti che questo porto possa avere altri investimenti così importanti e che possa diventare uno dei principali porti italiani; i presupposti tecnico-economici ed amministrativi per riuscirci – se tutto il cluster portuale e la città è coesa a tal fine – ci sono".

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COMUNE DI MILANO – CONCORSO (scad. 9 dicembre 2018)

Procedura di selezione, per esami, per la formazione di una
graduatoria per la copertura di collaboratore dei servizi
amministrativi, categoria B, a tempo determinato, per esigenze
esclusivamente temporanee e/o eccezionali.
(18E11297)

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COMUNE DI REGGIO EMILIA – CONCORSO (scad. 6 dicembre 2018)

Concorso pubblico, per esami, per la copertura di tre posti di
gestore processi amministrativi, categoria C, a tempo pieno, di cui
un posto riservato ai militari delle Forze armate.
(18E11011)

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Vertenza Cfft: il Tar rimanda la decisione a giugno

CIVITAVECCHIA – Alla fine, nella vertenza legata allo scarico dei container in porto, non è bastata neanche la decisione del Tar del Lazio a sbrogliare la matassa. Perché alla fine i giudici amministrativi non hanno concesso la sospensiva, così come richiesto da Civitavecchia Fruit Forest Terminal, ma hanno rimandato la decisione nel merito, fissando l'udienza per giugno prossimo, proprio per "la complessità della materia del contendere", come si legge nel dispositivo. 

Di fatto, quindi, tocca di nuovo all'Autorità di Sistema Portuale decidere come portare avanti la partita. Il Tar, infatti, ha riconosciuto "da un lato, le esigenze di piena e redditizia esplicazione della propria attività imprenditoriale, da parte della società ricorrente nell’area oggetto di concessione e, dall’altro – si legge ancora – le altrettanto comprensibili esigenze dell’Autorità di Sistema Portuale di assicurare l’ordinato svolgersi delle eterogenee operazioni e attività previste nell’ambito portuale, tenendo conto degli interessi di tutte le categorie soggettive coinvolte oltre che della concessionaria controinteressata Roma Terminal Container". E soprattutto ha fatto riferimento al comma 10 dell'art. 55, ritenendo apprezzabili favorevolmente e tutelabili adeguatamente con la sollecita definizione del giudizio nel merito le esigenze del ricorrente.  

Sotto "accusa" l'ordinanza del 13 luglio scorso con la quale il presidente Francesco Maria di Majo aveva deciso che l'imbarco e lo sbarco dei container, anche quelli della frutta, doveva avvenire solo alla banchina 25, quella gestita da Rtc, fino a quanto non verrà realizzata l'area di cui alla Darsena Energia Grandi Masse. SI era susseguite due proroghe, con l'Adsp che, in attesa del pronunciamento del Tar, aveva sospeso l'efficacia dell'ordinanza scaduta martedì scorso, il giorno prima dell'udienza. La sospensiva non sarebbe stata concessa anche perché, di fatto, il presunto danno nei confronti di Cfft – rappresentato dalla perdita di clienti pronti a scegliere altri porti – non si è concretizzato, proprio in virtù dell'effetto delle proroghe dell'Authority. "Alla fine il Tar, pur non concedendo la sospensiva – hanno spiegato i vertici della società italo belga – ha ritenuto validi gli interessi di Cfft e, quindi, delle imprese portuali in generale. Ed ha fornito una lettura positiva, che va nella direzione di quella tutela del lavoro e del porto stesso che abbiamo sempre messo davanti a tutto. Vogliamo continuare ad operare, e vogliamo continuare a farlo per il bene dello scalo, a tutela della sua immagine e della sua produttività". 

Adesso, quindi, bisognerà capire quali saranno le intenzioni di Molo Vespucci. Se deciderà di far entrare in vigore l'ordinanza del 13 luglio, facendo sì che le operazioni vengano svolte esclusivamente alla banchina 25, se la modificherà, se procederà invece con la concessione di una nuova proroga in attesa del pronunciamento nel merito del Tar. La decisione verrà presa comunque nelle prossime ore. E a quel punto si potrà capire che direzione prenderà la vertenza.    

 

 

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UNIONE MONTANA DEI COMUNI DEL MUGELLO DI BORGO SAN LORENZO – CONCORSO (scad. 22 novembre 2018)

Concorso pubblico, per esami, per la copertura di un posto di
specialista servizi amministrativi e giuridici, categoria D.
(18E10500)

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MINISTERO DELL'ECONOMIA E DELLE FINANZE – DIARIO

Rinvio del diario e del luogo di svolgimento della prova preselettiva
del concorso pubblico, per esami, per l'assunzione a tempo
indeterminato di ottanta unita' di personale, caratterizzate da
specifiche professionalita', con il profilo di collaboratore
amministrativo con orientamento giuridico nell'ambito dei servizi
amministrativi trasversali (Codice concorso 06), da inquadrare
nella terza area funzionale, fascia retributiva F1, e da destinare
agli uffici centrali e/o territoriali.
(18E10621)

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Tidei: Conti 2018 stabilizzati con la spending review, ma resta  la ferita aperta lasciata dal dissesto

SANTA MARINELLA – "Non può esistere una polemica sul dissesto se non strumentale". Parola del sindaco di Santa Marinella Pietro Tidei che torna a prendere la parola sulla questione economica del Comune di Santa Marinella.

E’ vero i conti sono stati rapidamente stabilizzati e il Comune è riuscito a rimettersi in piedi pagando il 60%  dei fornitori e riportando i ritardi nei limiti fisiologici. Ma questo significa solo che abbiamo lavorato bene e parecchio. Avevamo una montagna di debiti da una parte e una quantità di furbi e furbetti. E  non mancava qualche avvoltoio che si aggirava attorno ai conti comunali abituato a cibarsi dei resti. Al momento della dichiarazione del dissesto, il Comune aveva appena  pagato dieci milioni di fatture (su disposizione del Commissario) andando “in rosso” sul conto di tesoreria per 6 milioni. Oltre a 6 milioni di debiti verso banche, l’amministrazione ha ereditato 8,6 milioni di fatture da pagare di 525 fornitori. Riassumendo si tratta di un debito accertato di 14,6 milioni che, con il dissesto, verranno gestiti dai Commissari".
Il Comune aveva i soldi per far fronte a 14,6 milioni di debiti arretrati?
"Ci vuole poco per capire che la risposta è assolutamente ''no''. Basta dare uno sguardo alle entrate: dei 24 milioni totali, 7 vanno allo Stato come contributo di solidarietà, 5,5 sono la Tari che copre i servizi di gestione dei rifiuti, 5,5 sono le spese di personale, 500 mila euro sono destinati al progetto Sprar. A conti fatti restano poco più di 5 milioni  l’anno con cui pagare le rate dei mutui (400 mila euro l’anno), i fornitori e tutta  la gestione ordinaria, ovvero le manutenzioni, le utenze e i servizi".
Quindi 5,5 milioni per garantire i servizi essenziali alla vita di Santa Marinella. come potevano bastare per pagare 14,5 milioni di debiti arretrati?
"In quei 5,5 milioni devono entrare tutte le spese per i servizi essenziali e quindi non era ipotizzabile nemmeno un piano straordinario di rientro. Di qui il dissesto e per conseguenza  l’aumento di tutte le imposte e dei servizi a richiesta,  come previste dalle legge, ma anche una vigorosa spending review che ha portato a immediati tagli per 2,7 milioni e proseguirà nel 2019.
I tagli non hanno riguardato le specie sociali e anche l’impatto sulle tariffe è stato minimizzato attraverso la ricontrattazione delle condizioni con i fornitori e, come è accaduto per gli scolabus, salvaguardando la fascia sociale di esenzione che è il 30 per cento dell’utenza".
E gli evasori?

"Sono partiti o stanno per partire più di 4 milioni di cartelle esattoriali e per la prima volta è avviata  di riscossione coattiva (pignoramenti) e i fermi amministrativi. Si tratta di IMU, Tari, ma anche di multe relative agli anni precedenti e quindi si tratta di entrate che vanno alla gestione commissariale per diminuire i debiti".

Qual è oggi la situazione dei conti?
"Attraverso la manovra conseguente al Dissesto i conti del 2018 possono dirsi stabilizzati: il Comune ha pagato 6.5 milioni di fatture relative al 2018 e ne restano ad oggi 2,7 da pagare con una previsione di spesa per il fine anno di circa 7 milioni a cui è preparato a far fronte. Ci prepariamo ad un pesante  2019 che si aprirà con un debito verso banche di 4,5 milioni la ferita aperta che il Dissesto ha lasciato sui conti del Comune".

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COMUNE DI BUSSOLENGO – CONCORSO (scad. 15 novembre 2018)

Conferimento di un incarico dirigenziale a tempo pieno e determinato
per l'area servizi amministrativi

(18E10211)

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Evasione, a Santa Marinella si punta al recupero di quasi 5 milioni

SANTA MARINELLA – La nuova amministrazione comunale ha deciso di dare il via al progetto “Lotta all’allergia fiscale”, cioè recuperare qualcosa come 4,8 milioni di euro evasi negli ultimi cinque anni. 
A beneficiare di questa valanga di denaro che entro breve tempo entrerà nelle casse comunali, non sarà l’attuale maggioranza, ma andrà tra le risorse gestite dalla commissione straordinaria di liquidazione che si è insediata al Comune un paio di giorni fa. 
L’amministrazione dunque, ha dato via libera alla società Municipia, l’azienda che ha in appalto il recupero delle tasse evase, l’invio immediato di circa mille cartelle esattoriale ogni mese, per un totale, come dicevamo, di 4,8 milioni. 
Si tratta di 2,8 milioni di accertamenti e di due milioni di ingiunzioni e fermi amministrativi. Riguardano principalmente Imu, igiene urbana e inflazioni al codice della strada, relative agli anni fino al 2016. La procedura, oltre al pagamento immediato, prevede la rateizzazione in 24 mesi. 
“In dieci anni è passato il concetto di impunità fiscale – dice il sindaco Tidei – in qualche caso di immunità tacitamente offerta agli amici degli amici. Ora bisogna guarire in fretta dall’allergia fiscale e questo cambio di passo metterà alla prova il grado di maturità della comunità cittadina”. 
“Le famiglie in regola – continua il primo cittadino – subiscono già le altre misure rese necessarie dal dissesto, come l’aumento dell’Irpef al massimo e le nuove tariffe dei servizi e per questo la lotta all’evasione è un fattore cruciale di credibilità per questa amministrazione, tanto più che il risultato non figurerà in bilancio, ma andrà tra le risorse gestite dalla commissione straordinaria di liquidazione». 
«Alla base – dunque – conclude Tidei  – c’è solo un elementare principio di equità fiscale, prima gli evasori poi gli altri”. 
Tra nuovi accertamenti e riscossione coattiva si tratta di 3,5 milioni di Imu, oltre un milione di igiene urbana e di 312 mila euro d’infrazioni al codice della strada non pagate.

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