Paesaggi sensibili 2018: domenica passeggiata nella valle del Mignone

TARQUINIA – Un evento straordinario, in collaborazione con le altre associazioni e i comitati del territorio, impegnati nella difesa e nella valorizzazione della Valle del Mignone. È quanto ha organizzato la sezione Etruria di Tarquinia di Italia Nostra per la campagna ‘’Paesaggi sensibili’’ edizione 2018. Un evento sportivo e naturalistico previsto per domenica 21 ottobre con una “passeggiata nella valle del Mignone”. Con la campagna nazionale “Paesaggi sensibili”, Italia Nostra porta infatti gli italiani alla scoperta del patrimonio naturale, culturale e artistico che rischia di scomparire. Un appuntamento che culminerà alle 17 con la presentazione delle iniziative a difesa della valle del Mignone dal cosiddetto ‘’tracciato verde’’ per il completamento della trasversale Orte-Civitavecchia ss675.
La storia è quella della superstrada Orte-Civitavecchia che, nel suo tratto finale, dovrebbe essere localizzata, dall’Anas, nella Valle del fiume Mignone, sito protetto da rigidissimi vincoli naturalistici, di estrema fragilità idrogeologica e sede di un habitat introvabile altrove per ricchezza di fauna selvatica e flora di pregio.
Il tracciato verde per il completamento della SS 675 è stato approvato nonostante due pareri negativi della Commissione tecnica di Via, del Ministero dell’Ambiente, che ha definito l’opera “immitigabile”. La presidenza del Consiglio dei ministri ha scavalcato il ministero competente e ha deliberato a favore dell’opera.
“Una decisione solo politica – affermano dalla sezione Etruria –  che non tiene conto della tutela ambientale e che andrebbe a distruggere un’area protetta della rete Natura 2000”. All’appuntamento di domenica sono state invitate le associazioni ambientaliste firmatarie del ricorso al Tar del Lazio: Lipu, Wwf, Grig, Forum ambientalista e tutti i privati cittadini e aziende che vogliono salvare la valle. La partecipazione è libera e gratuita. Consigliate scarpe da trekking. Per partecipare si può prenotare indicando il numero di persone- telefonando o inviando un sms al 3389801847, oppure inviando un’email a etruria@italianostra.org.
Il programma prevede: alle 9 il raduno presso l’agriturismo ‘’Campodimarta’’, località Montericcio, mentre alle 9,30 circa, è prevista la partenza per la passeggiata nella Valle del Mignone, lunga circa 10 km, con passaggio sul ponte medioevale, visita alle mole del Mignone, con guado del fiume. Alle 13 è previsto l’arrivo e il pranzo presso b&b ‘’villa naumanni’’ (a base di prodotti locali). Il programma, per chi vuole prosegue alle 15, con ritorno verso agriturismo ‘’Campodimarta’’. Alle 17 presentazione delle iniziative a difesa della valle del Mignone dal cosiddetto ‘’tracciato verde’’ per il completamento della trasversale Orte-Civitavecchia ss675. 
 

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Fumi delle navi, Menditto esulta senza un perchè

CIVITAVECCHIA – Il Movimento 5 Stelle esulta per un’azione di lotta all’inquinamento e lo fa chiamando in causa altri Comuni. L’assessore all’Ambiente Alessandro Manuedda ovviamente tace e al suo posto ancora una volta parla il presidente del consiglio comunale Dario Menditto:  « Ho appreso con piacere che oggi anche il Consiglio Comunale di Napoli ha approvato, per giunta all’unanimità, un ordine del giorno con il quale si associa al Consiglio Comunale di Civitavecchia e lo sostiene nella sua richiesta al governo di promuovere l’istituzione di un’Area di Controllo delle Emissioni navali (ECA) nel Mediterraneo». Non è uno scherzo, è tutto scritto nero su bianco. Menditto esulta per l’approvazione a Napoli di un ordine del giorno che mira a richiedere al Governo (alla pari di Civitavecchia) l’istituzione di un’Area di Controllo delle Emissioni navali. «Ad oggi – prosegue il presidente del consiglio comunale – lo stesso provvedimento è stato discusso e votato in diverse città portuali, tra cui Bari, Ravenna, Taranto, Ancona, Piombino, Villa San Giovanni, Portoferraio, Savona e La Spezia». Parliamo ovviamente di città portuali, che ancora puntano tutto su un osservatorio per il controllo mediante VTS (Vessel Traffic Sistem) come nel caso di Piombino, che azzardano un trasferimento del traffico pesante come nel caso di Villa San Giovanni, che elaborano in proprio delle misure di controllo e riduzione delle emissioni come nel caso di Portoferrario. Città che ambiscono a sofisticati software per il controllo degli inquinanti, che hanno cittadini coraggiosi in grado di denunciare una nave e addirittura il 112 come a La Spezia, città come Ravenna alla perenne ricerca di provvedimenti antismog. Menditto mette sullo stesso piano Civitavecchia e Ancona, città in cui l’Associazione italiana navale presenta un progetto pilota per la riduzione degli inquinanti mediante convogliatori ai fumaioli, chiama in causa Taranto, che lotta con tutte le sue forze contro la contaminazione dei terreni e delle acque dei moli, per non parlare di Savona che da quattro anni punta sui catalizzatori. E a Civitavecchia cosa è stato fatto per contrastare l’inquinamento delle navi? L’accordo volontario. Proprio così: una stretta di mano con una manciata di armatori e il problema secondo l’amministrazione grillina è risolto. Lo stesso sindaco Antonio Cozzolino, abile in cinque anni a rivedere le sue posizioni ambientaliste, a luglio 2016 chiedeva alla Capitaneria di porto un’ordinanza finalizzata alla riduzione delle emissioni derivanti dai traffici portuali ricalcando il modello Napoli, per poi correggere il tiro circa due anni dopo. Lo scorso giugno, infatti, rispondendo a legittime richieste dell’Associazione 048, il Sindaco dichiarò: «Abbiamo tentato la strada di un’ordinanza come quella di Napoli che però, allo studio, si è rivelato un provvedimento di difficile attuazione e molto scenografico. Stante l’attuale normativa (inesistente) la strada dell’accordo volontario resta, su questo aspetto, la via più efficace». Dunque, la strada dell’ordinanza secondo il M5S sarebbe scenografica e di difficile attuazione, mentre l’accordo volontario rappresenterebbe un successone con il quale neppure l’altro accordo, quello dei due milioni raggiunto a nome della città di Civitavecchia con l’Autorità portuale qualche tempo fa, sarebbe in grado di competere. In quest’ultimo caso Civitavecchia dal porto non ha ancora visto un centesimo, per quanto riguarda invece la riduzione degli inquinanti nello scalo siamo a livelli di volontariato. 
La verità è che in quasi cinque anni la situazione dell’inquinamento a Civitavecchia non è migliorata per niente, anzi. E tutto questo nonostante la presenza al governo cittadino dei professionisti dell’ambiente, abili a strillare solo quando la poltrona viene occupata dagli avversari politici. Nessun passo in avanti sul fronte delle centrali, in zona Italcementi nonostante i proclami  non si muove niente. Però Manuedda ha preparato i fuochi d’artificio di fine mandato: la raccolta differenziata. Che intanto, rispetto all’era Tidei è addirittura calata sensibilmente. 

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Incendio sventato al Bosco di Palo, Grando si appella ai cittadini

LADISPOLI – Una cicca di sigaretta o un vero e proprio intento di dare alle fiamme il polmone verde della città. Solo per una mera fortuna, il Bosco di Palo è stato salvato dalle fiamme. L'episodio è successo ieri nel primo pomeriggio. Ad accorgersi di quanto accaduto un volontario che proprio in quel momento si trovava in zona per la pulizia dell'area e che ha notato del fumo. Per fortuna il tempestivo intervento ha evitato il peggio. Sul posto, allertati, si sono precipiati il sindaco Alessandro Grando, la Polizia Locale e alcuni volontari della Prociv per mettere in sicurezza la zona. «Qualche irresponsabile – ha denunciato Grando – ha tentato di dare alle fiamme il bosco di Palo Laziale, solo grazie all’intervento di alcune persone è stato dato l’allarme prima che accadesse il disastro. E’ un atto gravissimo che ci induce a chiedere la collaborazione di tutti i cittadini di Ladispoli per difendere il nostro territorio».
«Nella giornata di ieri  – ha denunciato Grando – ignoti teppisti hanno tentato di appiccare il fuoco all’interno del bosco di Palo Laziale con il chiaro intento di distruggere l’oasi verde di Ladispoli che già lo scorso anno era stata attaccata dai piromani. Per fortuna il loro tentativo è stato sventato e le fiamme sono state domate. E’ un’azione vigliacca che conferma come sia necessario tenere gli occhi bene aperti per impedire ai teppisti di causare danni pesantissimi.
Da tempo l’Amministrazione comunale e le Forze dell’Ordine, con il prezioso ausilio della Protezione civile e delle associazioni ambientaliste, stanno vigilando assiduamente ma è necessaria la collaborazione di tutti i cittadini, ai quali lanciamo un appello. Tutti coloro che possono – ha detto il primo cittadino – sono invitati a sostenere a titolo di volontariato le iniziative di controllo e sorveglianza del territorio. Chiediamo ai cittadini di tenere gli occhi aperti, di sacrificare qualche ora del tempo libero per proteggere Ladispoli, segnalando immediatamente alle Forze dell’Ordine ogni movimento sospetto». E per facilitare la richiesta di adesioni, l'amministrazione sta predisponendo a palazzo Falcone un apposito ufficio che raccoglierà tutte le iscrizioni dei cittadini che «desiderano collaborare con l’amministrazione comunale per vigilare sui nostri tesori ambientali, naturali ed archeologici. E’ il momento di rimboccarsi le maniche, nel bosco di Palo Laziale che abbiamo recentemente riaperto ai visitatori sono già stati commessi vari atti di teppismo contro gli arredi, le panchine e le altre strutture a disposizione dei cittadini. Tutti insieme – ha concluso Grando – possiamo difendere la nostra città da questi barbari».

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Tarquinia, notte Bianca della biodiversità: oltre 300 presenze alla prima edizione

TARQUINIA – La Riserva Naturale Statale “Saline di Tarquinia”, ha ospitato l'evento denominato "La Notte bianca della biodiversità" realizzato dal Reparto Carabinieri per la Biodiversità di Roma, attraverso il locale Nucleo che durante tutto l’anno tutela il sito, habitat importantissimo per il ripopolamento animale.

Sabato scorso, quindi, dalle ore 21 e fino alle ore 23 e 30, oltre 300 persone hanno avuto l’occasione pressoché unica di vivere la Riserva in notturna, godendo di un’apertura straordinaria alla scoperta della Natura, dei suoi rumori, dei suoi profumi.

Scopo della manifestazione è stato quello di promuovere l'osservazione e lo studio della fauna notturna locale e favorire la conoscenza e divulgazione delle Riserve Naturali e delle attività che in esse si svolgono

La preziosa collaborazione di alcuni astrofili ha fatto sì che i tanti partecipanti (tra i quali numerose famiglie) abbiano potuto ammirare stelle e costellazioni, in un’atmosfera incantevole, in una notte di luna nuova, senza luci artificiali e senza rumori.

I visitatori, lungo un percorso appositamente creato all’interno del vecchio impianto di produzione del sale, accompagnati da Carabinieri Forestali esperti nell’educazione ambientale, hanno avuto modo di abbandonare per qualche ora la confusione della vita quotidiana per immergersi nella Natura, scoprire la storia delle Saline e vivere un’esperienza particolare e significativa legata alla riscoperta delle proprie emozioni e dei propri sensi.  

Un evento speciale, dove, col favore della tenebre, per i partecipanti è stato possibile, almeno per una notte, riappropriarsi della ricchezza misteriosa della vita notturna degli ecosistemi e diventarne parte.

Una serata per innamorati della natura, che dovrà contribuire alla creazione di coscienze autenticamente ambientaliste ed alla nascita di uno spontaneo rispetto degli ecosistemi: solo così, conoscendo l’importanza della biodiversità e della conservazione degli equilibri ecologici, si avrà una efficace prevenzione dei comportamenti negativi a danno della Natura e l’inizio di cicli comportamentali virtuosi verso di essa, elemento fondante di tutta la vita sul nostro Pianeta.

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Ladispoli, una discarica a cielo aperto

LADISPOLI – Mobili, carrelli della spesa pieni di cianfrusaglie, sacchetti di rifiuti indifferenziati, bottiglie di plastica e di vetro, carte e cartone. L'intero territorio comunale preso di mira dagli incivili. Quelli che di caricarsi tutto in auto per andare a conferire correttamente all'isola ecologica non ci pensano affatto, quelli troppo pigri, forse, per pensare di differenziare correttamente i rifiuti e posizionarli nei mastelli assegnati dalla ditta incaricata del servizio di igiene urbana il giorno in cui l'amministrazione comunale decise di intraprendere la strada del porta a porta. Approfittando del buio della notte, della poca gente presente in determinati luoghi della città c'è chi continua imperterrito ad abbandonare rifiuti. In pieno centro cittadino, nelle zone periferiche, nelle frazioni di campagna poco frequentate. Ogni posto sembra essere quello adatto per sbarazzarsi degli oggetti indesiderati. Situazioni di degrado costantemente segnalate e denunciate dai ladispolani, quelli virtuosi e anche da quelli stanchi di ritrovarsi sommersi dai rifiuti. Anche nei pressi delle proprje abitazioni. Non va meglio nemmeno sulle spiagge libere, sopratuttto quelle più marginali, poco frequentate dai bagnanti, ma spesso utilizzate da chi ama godersi una bella passeggiata in riva al mare. Anche qui di rifiuti (nonostante l'impegno di Assobalneari e Ribomar nella pulizia giornaliera delle spiagge) non ne mancano. Come nel caso del lembo di spiaggia che porta al castello Odescalchi. Degrado chiama degrado. Questo i cittadini lo sanno bene e lo sa bene anche l'amministrazione comunale che poco prima dell'estate ha dato il via a una nuova app, facilmente scaricabile sul proprio telefonino, che consente a ogni singolo cittadino, previa iscrizione all'applicazione EcoPoint, di segnalare, tramite posizione Gps e fotografie, i rifiuti abbandonati sul territorio. Un modo come un altro per sensibilizzare i cittadini al rispetto dell'ambiente, del luogo in cui si vive. E sebbene in molti hanno risposto positivamente alla novità, segnalando costantemente e quotidianamente la presenza di discariche abusive sul territorio, allo stesso tempo, queste, sembrano non finire mai. Segno che ancora molto va fatto nella sensibilizzazione da parte delle istituzioni nei confronti dei cittadini, per invogliarli e spronarli sempre di più al rispetto delle regole. Regole che se non rispettate possono portare, qualora l'incivile venga individuato, anche a ingenti sanzioni amministrative da parte degli enti preposti. E mentre c'è chi continua a infischiarsene delle regole, continua l'incessante controllo del territorio da parte delle associazioni ambientaliste che, proprio come fa la ditta incaricata (quando viene raggiunta da segnalazioni) si occupa di ripulire il territorio dalla sporcizia lasciata da altri.

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''Aurelia bis subito in sicurezza''

TARQUINIA – I comitati di Tarquinia tornano a chiedere la messa in sicurezza dell’Aurelia bis. L’occasione nasce per rispondere alle esternazione del deputato viterbese, Mauro Rotelli, che nei giorni scorsi ha rappresentato l’importanza strategica della trasversale Orte-Civitavecchia e la necessità del suo completamento.
“In Italia ci sono vecchie grandi opere incompiute che diventano fondamentali solo sui giornali ed in prossimità delle elezioni, – dicono Marzia Marzoli, presidente di Italia Nostra sezione Etruria; Simona Ricotti, responsabile nazionale Energia del Forum Ambientalista e Nicola Bonaiuto, portavoce del Comitato per il diritto alla mobilità –  e che periodicamente ravvivano i fan della trasversale a tutti i costi. Il politico di turno di oggi si chiama Mauro Rotelli e come tanti altri bisognosi di protagonismo a basso costo si presenta, dichiara: “la SS 675 va completata, urgentemente”… si ma lui, che pur risulta eletto sul territorio del Viterbese, dove è stato fino ad ora? Il completamento, afferma, è inserito tra le opere strategiche, di fondamentale importanza per lo sviluppo infrastrutturale dei trasporti del paese. Suona come uno spot ad un appalto tanto atteso da molti, null’altro, perché se fosse stata urgente come infrastruttura, avrebbe anche dovuto dire, per onestà intellettuale, che da oltre 40 anni, un susseguirsi di amministrazioni locali e nazionali di ogni colore hanno tenuto in vita un collegamento su un’arteria come la SS 1bis assolutamente indegno di una viabilità importante, con una strada mal gestita, pessimamente mantenuta e in tanti tratti pericolosa. E invece di questo aspetto, come tanti suoi colleghi illuminati e fulminati solo dal finanziamento a rischio di 472 milioni di euro, non se ne è mai interessato nessuno, lasciando il collegamento in questione abbandonato per decenni anche con elevati rischi per la sicurezza, anch’essa a lungo ignorata”.
Rotelli, asserisce poi che,” l’area portuale al centro dell’attenzione è uno dei principali hub del Mediterraneo e primo scalo crocieristico in Europa”, “vero, – replicano i comitati – ma ciò non ha niente a che fare con la vocazione di hub merci a cui incessantemente si fa riferimento per sostenere il completamento dell’opera e che appare oramai – dati portuali alla mano –  tristemente tramontata. La verità è che dopo 40 anni tutta la necessità di fare una superstrada non c’è più, c’è quella, irrealizzata seppur urgente, di connettere il territorio, con strade già esistenti ma adeguate, messe in sicurezza e con un programma certo di manutenzione nel tempo che ne consenta un uso appropriato sia per i ridotti traffici merci che per la mobilità locale e turistica”.
“Dopo troppi  anni – affermano i comitati locali – ancora oggi la SS1 Bis è un’arteria pericolosa e maltenuta, come ammette candidamente la stessa Anas, nei suoi documenti ma come nessuno dei politici in passerella sostenitori del mega finanziamento per la trasversale non si è mai impegnato a denunciare. La realtà impone che si proceda urgentemente ad una messa in sicurezza del tratto esistente compreso tra Monteromano e Tarquinia, dopo il necessario aggiramento di Monteromano, evitando di passare per la vallata del Mignone che distruggerebbe un ecosistema intatto e custodito come tale da centinaia di anni dai suoi residenti”. “Per dovere di completezza, – concludono  –  infine,  il nostro  Rotelli omette di ricordare come a dare il primo «niet» al tracciato verde, è stato infatti il Ministero dell’Ambiente che per ben due volte ha bocciato il tracciato progettato da Anas nella Vallata del Mignone e che l’intera procedura di approvazione è stata normata da quella famigerata «Legge Obiettivo» madre di tante altre grandi opere incompiute o sotto l’esame delle magistrature, ed oggi finalmente abrogata, che dallo stesso presidente dell’autorità anticorruzione Raffaele Cantone è stata definita come, “legge, potenzialmente criminogena». Inoltre occorre sempre ricordare come il Tar del Lazio, nel fissare a dicembre 2018 l’udienza di merito del ricorso promosso dalle associazioni ambientaliste e dai comitati locali, dai residenti, contro la localizzazione della SS675 nella Valle del Mignone, abbia affermato come “le esigenze della parte ricorrente siano apprezzabili favorevolmente e tutelabili adeguatamente con la sollecita definizione del giudizio nel merito”. Ma i sostenitori della superstrada a tutti i costi, chissà perché, questi elementi di chiarezza non li citano mai. Si preferisce evocare presunti libri dei sogni e di progresso da offrire in pasto ad un elettorato che però sempre più punisce la vecchia politica dei mestieranti, sempre pronti a cambiare le regole, quando queste danno loro torto o a ignorare le leggi quando queste non riflettono i loro interessi. Di sciagurato per ora abbiamo solo il tracciato verde e i suoi sostenitori, di sostenibile abbiamo la possibilità di una messa in sicurezza della SS1bis negli ultimi 10 km dopo l’aggiramento di Monteromano. Noi lottiamo per questo e per la salvezza della Valle del Mignone”.
 

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Monumento naturale, il Comitato ‘‘2 ottobre’’ chiede garanzie per la tutela dell’area delle Sabbie nere

S. MARINELLA – In occasione dell’inaugurazione del nuovo sistema di illuminazione del castello di Santa Severa, il presidente Nicola Zingaretti ha ribadito l’importanza del Monumento Naturale di Pyrgi istituito nel dicembre del 2017. Le associazioni ambientaliste e i professionisti che fanno parte del “Comitato 2 ottobre” hanno chiesto notizie, tramite una lettera al direttore della Direzione Ambiente della Regione Lazio il dottor Vito Consoli e al Commissario Prefettizio Enza Caporale, a riguardo del proseguimento dell’iter istitutivo del monumento, soprattutto in merito la redazione del regolamento di attuazione e del coinvolgimento delle realtà locali nella stesura dello stesso. «Alle porte della stagione balneare – dicono dal Comitato 2 ottobre – la spiaggia delle sabbie nere, come gli altri anni, sarà utilizzata come stabilimento balneare, con occupazione di zone di parcheggio dell’area retrodunale, affitto di lettini e ombrelloni, vendita di bibite e quant’altro. Alla luce dei danni documentati, si auspica che la riserva naturale di Macchiatonda sia chiamata, come lo stesso decreto istitutivo afferma, a vigilare affinché non avvengano illeciti nell’area. Le elezioni comunali e l’insediamento della nuova giunta, hanno comportato anche da parte degli organi comunali, un’assenza di attenzione sul problema. Il Comitato 2 Ottobre si rende disponibile affinché si giunga presto alla redazione del regolamento, alla tabellazione dell’area e all’eventuale piano di gestione».

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Enel, il Pd pensa al dopo carbone

CIVITAVECCHIA – Una mozione urgente per istituire un tavolo permanente che impegni l’Enel a discutere il futuro della centrale di Torrevaldaliga Nord alla luce delle tempistiche previste dagli adeguamenti delle emissioni di CO2 previste dai trattati internazionali, dalle direttive nazionali e dagli stessi obiettivi strategici dell’azienda. Un tavolo che possa includere, oltre alla minoranza, le rappresentanze sindacali e delle imprese, le organizzazioni ambientaliste e le altre rappresentanze sociali che possono fornire un contributo utile al confronto con l’Enel, coinvolgendo nell’ottica della visione di uno sviluppo a lungo termine e di nuove direttrici per la sinergia del nostro territorio. È quella presentata dai consiglieri del Pd Marco Piendibene, Rita Stella, Marco Di Gennaro e Mirko Mecozzi in considerazione delle ultime direttive approvate dal governo Gentiloni, contenute nel piano di “Strategia Energetica Nazionale 2017”, che prevedono di conseguire, entro il 2025, l’obiettivo di azzerare la produzione di energia elettrica derivante dalla combustione di carbone.

Del "dopo carbone" si parla da anni, anche se in realtà per Civitavecchia non ci sono ancora date certe. "Il crescente apporto delle energie rinnovabili rende attuabile la strada tracciata dal precedente governo di centrosinistra verso la decarbonizzazione totale dove si prevede di raggiungere, rispetto al 1990, una diminuzione delle emissioni del 39% al 2030 e del 63% al 2050 – si legge nella mozione del gruppo consigliare del Pd – anche l’Amministratore Delegato di Enel, Francesco Starace, ha dichiarato che Enel Green Power è in grado di installare 2.500 Megawatt di rinnovabili all’anno e che con questi tassi di sostituzione, Enel sarà in grado di raggiungere il target di zero emissioni di Co2 con 10 anni di anticipo rispetto all’obiettivo dell’Accordo di Parigi sui cambiamenti climatici. Lo stesso manager ha fatto riferimento a recenti studi di settore che mostrano come ormai sia più conveniente costruire un impianto rinnovabile piuttosto che mantenerne in esercizio uno convenzionale già ammortizzato. L’impianto termoelettrico di Torrevaldaliga nord, costituito da tre gruppi da 660 Megawatt alimentati a carbone, per una potenza complessiva installata di 1.980 Megawatt, rientra naturalmente nel piano di prossime dismissioni previste dall’Accordo di Parigi del 2015, dal piano di Strategia Energetica Nazionale del 2017 e dagli stessi obiettivi di Enel S.p.A".

Secondo il Pd è necessario affrontare per tempo una situazione che richiede una “exit strategy” per evitare ulteriori crisi in un settore, quello elettrico e del connesso indotto, "già provato dalla graduale riorganizzazione delle aziende elettriche presenti sul nostro territorio, con politiche economiche principalmente finalizzate al massimo risparmio. La pregressa convenzione con l’Enel del 2008 – hanno ricordato – che prevedeva, tra l’altro, investimenti nel settore delle energie rinnovabili per un importo di 300 milioni di euro con ricadute economiche per il nostro territorio calcolate in 80 milioni di euro. Il rapporto instaurato dall’attuale Amministrazione a guida 5 stelle con i vertici Enel, a cui si deve una nuova interpretazione data alla convenzione per la quale si definisce “attualizzazione” la revisione di tale accordo". A detta dei consiglieri ciò che era attuale nel dicembre 2015 al momento dell’attualizzazione, non può più essere considerato attuale nel 2018 "anche in considerazione – hanno concluso – delle tematiche sopra esposte e che una eventuale riapertura di un negoziato con Enel può portare molteplici vantaggi alla nostra comunità".

 

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‘‘Il Paese che vorrei’’ ricorda le battaglie ambientaliste

S. MARINELLA – Anche facebook propone il ricordo di una delle tante battaglie promosse da “Il Paese che Vorrei”. Due anni fa insieme a tante altre associazioni, il movimento civico fu uno dei soggetti che animarono il comitato di cittadini contro l’ossidatore e si fece diretto promotore delle mozioni per dire no all’installazione nel Centro di Santa Lucia, approvate all’unanimità sia nel Comune di Santa Marinella che di Cerveteri. Nello stesso periodo, diede vita al Comitato No Triv che al referendum del 2016 ottenne a livello cittadino l’84% dei consensi a favore dello stop alle trivellazioni in mare. «Se a tutto questo aggiungiamo le numerose iniziative a difesa del verde pubblico – dicono i dirigenti del movimento – prima tra tutte la mozione per la difesa degli alberi e il verde pubblico, con la quale si impegnava l’amministrazione alla piantumazione di nuovi alberi e a riformare il regolamento comunale, le numerose partecipazioni alla marcia per il clima organizzata dall’associazione Le Voci, le piantumazioni di nuovi alberi in diverse zone della città, il profilo ambientalista del Paese che Vorrei è evidente».

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Polpette killer: gatti morti in viale Garibaldi

ALLUMIERE – Polpette avvelenate ad Allumiere. In questi giorni gli allumieraschi sono rimasti basiti e affranti di fronte alla morte per avvelenamento. I soliti ignoti hanno sparpagliato polpette avvelenate e così nella centralissima viale Garibaldi sono stati ritrovati i tre felini senza vita. Dalla schiuma in bocca e dai pezzi di carne trovati in giro lungo il viale si segnala presenza di bocconi avvelenati e quindi si allerta la popolazione a prestare la massima attenzioni. Il pericolo non è solo per gli animali domestici che potrebbero ingerire questi bocconi di carne avvelenata, ma anche per i bambini che potrebbero toccare queste polpette ed essere quindi intossicati. Parole di condanna espresse da tanti cittadini e dalle associazioni ambientaliste. Sui social c’è stato ieri un tam tam di questa notizia proprio per evitare che altri animali perdano la vita. Intanto gli operatori ecologici hanno spazzato la strada e al momento sembrando non esserci più resti, ma le autorità competenti invitano tutti alla prudenza anche perché chi ha sparso su viale Garibaldi le polpette velenose possa farlo in altre zone. 
Rom. Mos.

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