Anche Fare Verde ha sottoscritto il manifesto di intenti relativo al contratto del lago

TARQUINIA – Anche l’associazione ambientalista Fare Verde, rappresentata dal presidente regionale Silvano Olmi, ha firmato il manifesto d’intenti relativo al Contratto del Lago di Bolsena, del Fiume Marta e della Costa tirrenica di Tarquinia. La sottoscrizione è avvenuta martedì 11 dicembre 2018, alle ore 10, nella sala del consiglio provinciale di Viterbo, nell’ambito del convegno dal titolo: “Salvaguardare il proprio patrimonio idrico e ambientale. Non una sfida, ma un impegno del territorio”.

Il rappresentante di Fare Verde ha posto l’accento sulla necessità di intervenire sui depuratori e effettuare un controllo degli affluenti del fiume Marta. Inoltre, ha ringraziato Pietro Nocchi presidente della Provincia di Viterbo, Luciano Dottarelli del Club per l’Unesco Viterbo Tuscia e la coordinatrice Rossana Giannarini.

“Un fatto importante è che stiamo discutendo dell’inquinamento del lago e del fiume a dicembre e non in prossimità della stagione balneare  – ha dichiarato Silvano Olmi, presidente regionale di Fare Verde – occorre intervenire al più presto sui depuratori e effettuare un controllo serrato su tutti i corsi d’acqua che alimentano il fiume Marta. Per fare questo occorrono fondi e la Regione Lazio deve intervenire con mezzi economici adeguati. Il lago di Bolsena, il fiume Marta e il mare tarquiniese sono beni di tutti – ha concluso Olmi – devono essere salvaguardati, non solo perché fanno parte dell’ambiente naturale ma anche per tutelare la salute pubblica e salvaguardare le attività economiche e balneari.”

 

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Anche Fare Verde ha sottoscritto il manifesto di intenti relativo al contratto del lago

TARQUINIA – Anche l’associazione ambientalista Fare Verde, rappresentata dal presidente regionale Silvano Olmi, ha firmato il manifesto d’intenti relativo al Contratto del Lago di Bolsena, del Fiume Marta e della Costa tirrenica di Tarquinia. La sottoscrizione è avvenuta martedì 11 dicembre 2018, alle ore 10, nella sala del consiglio provinciale di Viterbo, nell’ambito del convegno dal titolo: “Salvaguardare il proprio patrimonio idrico e ambientale. Non una sfida, ma un impegno del territorio”.

Il rappresentante di Fare Verde ha posto l’accento sulla necessità di intervenire sui depuratori e effettuare un controllo degli affluenti del fiume Marta. Inoltre, ha ringraziato Pietro Nocchi presidente della Provincia di Viterbo, Luciano Dottarelli del Club per l’Unesco Viterbo Tuscia e la coordinatrice Rossana Giannarini.

“Un fatto importante è che stiamo discutendo dell’inquinamento del lago e del fiume a dicembre e non in prossimità della stagione balneare  – ha dichiarato Silvano Olmi, presidente regionale di Fare Verde – occorre intervenire al più presto sui depuratori e effettuare un controllo serrato su tutti i corsi d’acqua che alimentano il fiume Marta. Per fare questo occorrono fondi e la Regione Lazio deve intervenire con mezzi economici adeguati. Il lago di Bolsena, il fiume Marta e il mare tarquiniese sono beni di tutti – ha concluso Olmi – devono essere salvaguardati, non solo perché fanno parte dell’ambiente naturale ma anche per tutelare la salute pubblica e salvaguardare le attività economiche e balneari.”

 

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Una cena per salvare la Valle del  Mignone

TARQUINIA – Una iniziativa di Solidarietà per salvare la Valle del Mignone. È quanto organizzano i comitati ambientalisti del territorio in vista della discussione, il prossimo 19 dicembre del ricorso presso il Tar del Lazio, sottoscritto dalle associazioni ambientaliste nazionali di Italia Nostra, Lipu, WWF, GRIG (Gruppo di intervento giuridico) e Forum Ambientalista, unitamente a tanti cittadini, e ai titolari di aziende agricole, contro il provvedimento deliberato dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri, che il 1° dicembre 2017 ha concesso la compatibilità ambientale al progetto preliminare di Anas, il cosiddetto “tracciato verde”, che prevede il completamento della trasversale Orte Civitavecchia, nell’ultimo tratto Monte Romano-Civitavecchia, composta da 9 viadotti, 1 galleria e 2 svincoli, nell’area integra della Valle del Mignone.
“La localizzazione dell’opera in un’area protetta dalla direttiva europea – affermano gli ambientalisti –  è una delle principali ragioni per cui questo progetto preliminare ha ricevuto parere negativo dalla Commissione Tecnica di VIA del Ministero dell’Ambiente, che non ha quindi concesso la compatibilità ambientale e che ha definito l’opera sostanzialmente “immitigabile” e “insostenibile”. 
Nel confermare la soddisfazione nel vederci affiancati in questa battaglia dalle maggiori associazioni ambientaliste italiane che si sono impegnate a sostenerci, vogliamo informare la cittadinanza che c’è ancora bisogno della solidarietà di tutti, perché il Cipe, con delibera 2 del 28 febbraio 2018 ha deliberato sul progetto preliminare rendendo necessario impugnare anche questo atto al Tar, con la necessità di provvedere ad ulteriori spese legali. È per questo motivo che invitiamo la cittadinanza alla cena di sottoscrizione a cui saremo felici di riservare un posto, affinché ognuno possa contribuire a questa causa con la vostra solidarietà”.
“Invitiamo i cittadini a sostenerci, – aggiungono i comitati – prenotando un posto per la cena organizzata presso l’agriturismo Campo di Marta, località Montericcio, il giorno 29 Novembre dalle ore 19,30 con un menù realizzato grazie ai prodotti locali offerti dai produttori della Farnesiana e della Valle del Mignone. Il resoconto della raccolta, così come i versamenti raccolti sul conto tramite iban, saranno resi pubblici alla fine della cena”.
All’appuntamento saranno presenti le associazione ambientaliste, i firmatari del ricorso, i cittadini e i residenti, impegnati nella difesa della Valle del Mignone; l’organizzazione sarà curata dai volontari delle associazioni, dei comitati e dai cittadini che hanno sottoscritto il ricorso al Tar. 
“Intendiamo ribadire con molta chiarezza che le alternative al tracciato verde ci sono e che non si può in nessun caso rischiare la scomparsa di un territorio così prezioso solo in nome dei costi ma che bisogna sempre considerarne il valore, compreso quello di trasmetterlo integro alle future generazioni. Invitiamo tutta la politica impegnata nella difesa del territorio a partecipare”. 
Oggi il Comitato per il diritto alla mobilità di Tarquinia, la Sezione Etruria di  Italia Nostra o.n.l.u.s saranno a piazza Cavour per mostrare ancora una volta il percorso del tracciato verde, “il perché sarà distruttivo per la valle del Mignone e perché non sarà assolutamente utile alla città di Tarquinia che non avrà alcuno svincolo per poter utilizzare una superstrada che invece ne devasterà il territorio. L’appuntamento è  dalle 15 alle 17. Per chi non potrà partecipare alla cena, è possibile contribuire con una donazione tramite l’IBAN: IT80U36081051382544747
54481 intestato a Nicola Buonaiuto, causale: Salviamo la Valle del Mignone Per prenotare la cena: Tel. 338 9801847 – 333 8059708 – 393 9305408 perilbeneditarquinia@gmail.com – www.perilbeneditarquinia.it”.
 

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Paesaggi sensibili 2018: domenica passeggiata nella valle del Mignone

TARQUINIA – Un evento straordinario, in collaborazione con le altre associazioni e i comitati del territorio, impegnati nella difesa e nella valorizzazione della Valle del Mignone. È quanto ha organizzato la sezione Etruria di Tarquinia di Italia Nostra per la campagna ‘’Paesaggi sensibili’’ edizione 2018. Un evento sportivo e naturalistico previsto per domenica 21 ottobre con una “passeggiata nella valle del Mignone”. Con la campagna nazionale “Paesaggi sensibili”, Italia Nostra porta infatti gli italiani alla scoperta del patrimonio naturale, culturale e artistico che rischia di scomparire. Un appuntamento che culminerà alle 17 con la presentazione delle iniziative a difesa della valle del Mignone dal cosiddetto ‘’tracciato verde’’ per il completamento della trasversale Orte-Civitavecchia ss675.
La storia è quella della superstrada Orte-Civitavecchia che, nel suo tratto finale, dovrebbe essere localizzata, dall’Anas, nella Valle del fiume Mignone, sito protetto da rigidissimi vincoli naturalistici, di estrema fragilità idrogeologica e sede di un habitat introvabile altrove per ricchezza di fauna selvatica e flora di pregio.
Il tracciato verde per il completamento della SS 675 è stato approvato nonostante due pareri negativi della Commissione tecnica di Via, del Ministero dell’Ambiente, che ha definito l’opera “immitigabile”. La presidenza del Consiglio dei ministri ha scavalcato il ministero competente e ha deliberato a favore dell’opera.
“Una decisione solo politica – affermano dalla sezione Etruria –  che non tiene conto della tutela ambientale e che andrebbe a distruggere un’area protetta della rete Natura 2000”. All’appuntamento di domenica sono state invitate le associazioni ambientaliste firmatarie del ricorso al Tar del Lazio: Lipu, Wwf, Grig, Forum ambientalista e tutti i privati cittadini e aziende che vogliono salvare la valle. La partecipazione è libera e gratuita. Consigliate scarpe da trekking. Per partecipare si può prenotare indicando il numero di persone- telefonando o inviando un sms al 3389801847, oppure inviando un’email a etruria@italianostra.org.
Il programma prevede: alle 9 il raduno presso l’agriturismo ‘’Campodimarta’’, località Montericcio, mentre alle 9,30 circa, è prevista la partenza per la passeggiata nella Valle del Mignone, lunga circa 10 km, con passaggio sul ponte medioevale, visita alle mole del Mignone, con guado del fiume. Alle 13 è previsto l’arrivo e il pranzo presso b&b ‘’villa naumanni’’ (a base di prodotti locali). Il programma, per chi vuole prosegue alle 15, con ritorno verso agriturismo ‘’Campodimarta’’. Alle 17 presentazione delle iniziative a difesa della valle del Mignone dal cosiddetto ‘’tracciato verde’’ per il completamento della trasversale Orte-Civitavecchia ss675. 
 

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Aia Regione Lazio: no definitivo alla centrale a biogas/biometano

TARQUINIA – Le associazioni “Bio Ambiente”, “Forum Ambientalista”, i cittadini ed i proprietari dei terreni collocati nelle vicinanze dell’area di  Tarquinia località Olivastro, nella quale la società Consorzio Pellicano avrebbe voluto realizzare un impianto classificato industria insalubre di prima classe(centrale biogas) per la produzione anaerobica di metano dai rifiuti organici, rendono noto "con grandissima soddisfazione", che la Regione Lazio ha definitivamente bocciato il progetto.

In particolare, con la determinazione 13 agosto 2018 n. G10396, pubblicata sul Bollettino Ufficiale della Regione Lazio del 30 agosto 2018, la Direzione Politiche Ambientali e Ciclo dei Rifiuti, preso atto dei pareri negativi del Sindaco, del Comune di Tarquinia, della Provincia di Viterbo, di ARPA Lazio e delle osservazioni inviate dai soggetti interessati – tra cui l’Associazione Bio Ambiente, Forum Ambientalista ed i proprietari dei terreni limitrofi – ha rigettato l’istanza di autorizzazione integrata ambientale (AIA) finalizzata alla realizzazione dell’impianto. 

"Si tratta di una straordinaria vittoria per le Associazioni Bio Ambiente e Forum Ambientalista, – commentano – che hanno partecipato fin dal 2014 attivamente ed assiduamente – con l’assistenza dell’Avv. Michele Greco, esperto in diritto dell’ambiente – al procedimento amministrativo, denunciando le molteplici e insostenibili criticità dell’impianto. Non in ultimo si vuole ringraziare l’importante ed incisiva collaborazione dell’ Avv. Roberta Sacco, sempre pronta alla difesa delle tematiche ambientali".

L’Associazione Bio Ambiente, per il tramite del proprio Presidente Dr. Gian Piero Baldi Medico ISDE (Associaz.Internazionale Medici per l’Ambiente) e Forum Ambientalista, nella persona di Simona Ricotti, Responsabile nazionale del Settore energia, "ringraziano tutti i propri sostenitori e garantiscono che continueranno a battersi per la salvaguardia della salute e del territorio, oltre che per il rispetto di principi di legalità e giustizia".

 

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''Puntiamo sul miglioramento della differenziata''

ALLUMIERE – «Vogliamo puntare seriamente su un forte miglioramento della raccolta differenziata»: ad esprimersi così il consigliere comunale di maggioranza con delega all’Ambiente Carlo Cammilletti che sottolinea: «Il nostro primo anno di amministrazione ci è servito per conoscere e approfondire alcune situazioni, in particolare il settore dei rifiuti. Allumiere, dopo essere partito col ‘‘porta a porta’’ diversi anni fa, necessita di fare un passo avanti per migliorare il servizio e le percentuali di rifiuti differenziati: ragioni queste che ci spingono ad agire. Abbiamo in programma non poche novità ma ne parleremo quando saremo entrati nella fase esecutiva dei progetti». Da settembre in poi si svolgeranno alcune iniziative volte a migliorare la differenziata e a confrontarsi coi cittadini per raccogliere consigli per migliorare il servizio; inoltre ci saranno giornate per l’ambiente e altre iniziative per sensibilizzare sul tema dei rifiuti e del rispetto dell’ambiente. «Nelle zone centrali del paese abbiamo installato nuovi cestini per la differenziata e altri per conferire deiezioni canine. Ovviamente è solo un primo piccolo passo che però necessita, oltre che dell’impegno dell’amministrazione e di chi gestisce i rifiuti, anche di tutti i cittadini per sfruttare al meglio questa possibilità. La nostra volontà è di installare gli stessi cestini in più zone del paese sia centrali che limitrofe. Contiamo ora, come è sempre stato, sull’educazione e il senso civico e ambientalista della nostra comunità per la buona riuscita dell’iniziativa».

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''Aurelia bis subito in sicurezza''

TARQUINIA – I comitati di Tarquinia tornano a chiedere la messa in sicurezza dell’Aurelia bis. L’occasione nasce per rispondere alle esternazione del deputato viterbese, Mauro Rotelli, che nei giorni scorsi ha rappresentato l’importanza strategica della trasversale Orte-Civitavecchia e la necessità del suo completamento.
“In Italia ci sono vecchie grandi opere incompiute che diventano fondamentali solo sui giornali ed in prossimità delle elezioni, – dicono Marzia Marzoli, presidente di Italia Nostra sezione Etruria; Simona Ricotti, responsabile nazionale Energia del Forum Ambientalista e Nicola Bonaiuto, portavoce del Comitato per il diritto alla mobilità –  e che periodicamente ravvivano i fan della trasversale a tutti i costi. Il politico di turno di oggi si chiama Mauro Rotelli e come tanti altri bisognosi di protagonismo a basso costo si presenta, dichiara: “la SS 675 va completata, urgentemente”… si ma lui, che pur risulta eletto sul territorio del Viterbese, dove è stato fino ad ora? Il completamento, afferma, è inserito tra le opere strategiche, di fondamentale importanza per lo sviluppo infrastrutturale dei trasporti del paese. Suona come uno spot ad un appalto tanto atteso da molti, null’altro, perché se fosse stata urgente come infrastruttura, avrebbe anche dovuto dire, per onestà intellettuale, che da oltre 40 anni, un susseguirsi di amministrazioni locali e nazionali di ogni colore hanno tenuto in vita un collegamento su un’arteria come la SS 1bis assolutamente indegno di una viabilità importante, con una strada mal gestita, pessimamente mantenuta e in tanti tratti pericolosa. E invece di questo aspetto, come tanti suoi colleghi illuminati e fulminati solo dal finanziamento a rischio di 472 milioni di euro, non se ne è mai interessato nessuno, lasciando il collegamento in questione abbandonato per decenni anche con elevati rischi per la sicurezza, anch’essa a lungo ignorata”.
Rotelli, asserisce poi che,” l’area portuale al centro dell’attenzione è uno dei principali hub del Mediterraneo e primo scalo crocieristico in Europa”, “vero, – replicano i comitati – ma ciò non ha niente a che fare con la vocazione di hub merci a cui incessantemente si fa riferimento per sostenere il completamento dell’opera e che appare oramai – dati portuali alla mano –  tristemente tramontata. La verità è che dopo 40 anni tutta la necessità di fare una superstrada non c’è più, c’è quella, irrealizzata seppur urgente, di connettere il territorio, con strade già esistenti ma adeguate, messe in sicurezza e con un programma certo di manutenzione nel tempo che ne consenta un uso appropriato sia per i ridotti traffici merci che per la mobilità locale e turistica”.
“Dopo troppi  anni – affermano i comitati locali – ancora oggi la SS1 Bis è un’arteria pericolosa e maltenuta, come ammette candidamente la stessa Anas, nei suoi documenti ma come nessuno dei politici in passerella sostenitori del mega finanziamento per la trasversale non si è mai impegnato a denunciare. La realtà impone che si proceda urgentemente ad una messa in sicurezza del tratto esistente compreso tra Monteromano e Tarquinia, dopo il necessario aggiramento di Monteromano, evitando di passare per la vallata del Mignone che distruggerebbe un ecosistema intatto e custodito come tale da centinaia di anni dai suoi residenti”. “Per dovere di completezza, – concludono  –  infine,  il nostro  Rotelli omette di ricordare come a dare il primo «niet» al tracciato verde, è stato infatti il Ministero dell’Ambiente che per ben due volte ha bocciato il tracciato progettato da Anas nella Vallata del Mignone e che l’intera procedura di approvazione è stata normata da quella famigerata «Legge Obiettivo» madre di tante altre grandi opere incompiute o sotto l’esame delle magistrature, ed oggi finalmente abrogata, che dallo stesso presidente dell’autorità anticorruzione Raffaele Cantone è stata definita come, “legge, potenzialmente criminogena». Inoltre occorre sempre ricordare come il Tar del Lazio, nel fissare a dicembre 2018 l’udienza di merito del ricorso promosso dalle associazioni ambientaliste e dai comitati locali, dai residenti, contro la localizzazione della SS675 nella Valle del Mignone, abbia affermato come “le esigenze della parte ricorrente siano apprezzabili favorevolmente e tutelabili adeguatamente con la sollecita definizione del giudizio nel merito”. Ma i sostenitori della superstrada a tutti i costi, chissà perché, questi elementi di chiarezza non li citano mai. Si preferisce evocare presunti libri dei sogni e di progresso da offrire in pasto ad un elettorato che però sempre più punisce la vecchia politica dei mestieranti, sempre pronti a cambiare le regole, quando queste danno loro torto o a ignorare le leggi quando queste non riflettono i loro interessi. Di sciagurato per ora abbiamo solo il tracciato verde e i suoi sostenitori, di sostenibile abbiamo la possibilità di una messa in sicurezza della SS1bis negli ultimi 10 km dopo l’aggiramento di Monteromano. Noi lottiamo per questo e per la salvezza della Valle del Mignone”.
 

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Silvano Olmi: ''A Tarquinia in prevalenza alla vescica e ai polmoni''

TARQUINIA – «Ho partecipato il 26 giugno scorso alla presentazione del Rapporto 2018 del registro tumori della nostra provincia, nella sala conferenze della Cittadella della Salute di Viterbo – dichiara Silvano Olmi, presidente regionale dell’associazione ambientalista Fare Verde – un evento importante per capire l’evoluzione delle patologie tumorali nella Tuscia per il periodo 2008-2012. I dati del quinquennio, illustrati con grande chiarezza dalla responsabile del registro Angelita Brustolin, sono decisamente allarmanti: ogni anno nella nostra provincia si contano più di duemila nuovi casi di tumore maligno. Di questi 1110 sono uomini e 918 donne. Il 5,5% della popolazione della Tuscia ogni anno si ammala di cancro e i decessi sono un migliaio». 
«A Tarquinia, la mia città, i tumori maligni prevalenti sono quelli che colpiscono la vescica e i polmoni – spiega Olmi –
Dalla lettura delle tabelle si evidenzia che la popolazione viterbese è particolarmente colpita da alcune tipologie di tumore. Nella popolazione maschile: 17% di tumori alla prostata, 16% al polmone, 14% al colon e 10% alla vescica. Tra le donne: 27% tumore alla mammella, 15%  al colon, 6% al polmone, 6% le leucemie».
«Un dato allarmante sul quale occorre aprire una seria e profonda riflessione – conclude Olmi – i cittadini della provincia di Viterbo subiscono da decenni l’inquinamento atmosferico delle centrali elettriche, l’acqua all’arsenico, il radon nelle abitazioni. Serve un deciso cambio di rotta: interventi per risanare e preservare l’ambiente naturale e maggiore prevenzione tra la popolazione viterbese, il 30% della quale decide di farsi curare in strutture ospedaliere romane o toscane».

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Multe salate a chi conferisce fuori orario

CIVITAVECCHIA – La questione rifiuti non sta in piedi. Tra compattatori rotti, mezzi poco adeguati messi su strada per rimpiazzarli e cassonetti di conseguenza tracimanti, la situazione si fa davvero difficile. Il civitavecchiese convinto che pagando una Tari altissima possano arrivare servizi di qualità è fuori pista: si continua a versare soldi a fronte del nulla o quasi. L’ambientalista Alessandro Manuedda in quattro anni non è stato capace di avviare la raccolta differenziata, con buon pace del sindaco Antonio Cozzolino che, entrato al Comune timidamente si è presto istituzionalizzato ed oggi, tra uno scaricabarile e l’altro, parla un politichese da prima Repubblica che mette i brividi. 
All’incapacità amministrativa del Movimento 5 Stelle i cui effetti dannosi in materia di rifiuti partono da Roma e arriva a Civitavecchia, si aggiungono le decisioni scellerate della Regione Lazio, che per uscire dalle corde del commissariamento autorizza il conferimento (a partire dal 1 luglio) dei ‘‘rifiuti speciali non pericolosi’’ di Aprilia presso la discarica Fosso Crepacuore di Civitavecchia. E i tre consiglieri di centrosinistra De Paolis, Tidei e Minnucci, anziché dire la loro a difesa del territorio, in perfetto stile grillino scaricano sulla Raggi che indubbiamente in questa storia ha notevoli responsabilità. Ma i rifiuti a Fosso Crepacuore arriveranno lo stesso. 
«Civitavecchia non può pagare le dispute romanocentriche tra Zingaretti e la Raggi – dichiara sulla questione il deputato Alessandro Battilocchio (FI) – mi sembra che sia ricominciato il balletto delle responsabilità. Il rischio che i rifiuti di Roma possano approdare a Civitavecchia – aggiunge il parlamentare – è reale, come dimostra la determina che autorizza a conferire una parte dei rifiuti della capitale nei comuni di Civitavecchia e Colleferro». 
Rincara la dose il grillino Devid Porrello: «L’atto della Tosini esegue la sentenza del Tar per scongiurare il commissariamento della Regione nella gestione dei rifiuti. Il provvedimento evidenzia non le colpe del Comune di Roma, ma le mancanze della Regione Lazio, come il non aver aggiornato il piano rifiuti fermo al 2012, lasciando tutto nel far west autorizzativo. È inaccettabile che l’ingegner Tosini (dirigente comunale durante la giunta guidata da Gino Saladini) – prosegue Porrello – abbia indicato la discarica di Civitavecchia, invaso non ancora attivo e autorizzato nel 2010 per il conferimento dei soli comuni di Civitavecchia, Tolfa e Allumiere, come discarica di servizio per l’Ato di Latina». Alza finalmente la voce anche il sindaco Cozzolino, che quando si stratta di attaccare la Regione non si lascia mai sfuggire l’occasione. «Insieme agli avvocati stiamo valutando la possibilità di fare ricorso – afferma da istituzionalizzato – perché dopo un intero mandato di assoluto nulla sul piano dei rifiuti, fra le tante una delle più grosse mancanze del Governo Zingaretti, la discarica di Civitavecchia non può essere indicata come un impianto strategico a livello regionale. Il sindaco ricorda la candidatura della Tosini con il Pd a sostengo di Tidei, ma non pensa minimamente a invitare alla mobilitazione i suoi cittadini. Anzi. Sempre in tema di rifiuti ai cittadini riserva la ciliegina sulla torta come ogni estate: un bel divieto di conferimento dei rifiuti dalle 6 del sabato alle 18 della domenica, pena una multa fino a 6000 euro. Il sacchetto della spazzatura può essere gettato dalle 18 alle 6 in cassonetti quasi sempre tracimanti. Benvenuti a Civitavecchia, terra di rifiuti e mala politica.

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