Discoteca Ancona: sette indagati tra proprietari e gestori oltre al minore. Altri due fermi per droga, spunta la pista della banda di rapinatori

Indagato anche il minore che avrebbe spruzzato lo spray nel locale di Corinaldo. L’ipotesi di una gang di rapinatori coetanei. Fermata una coppia, nel mirino dei pm anche i bodyguard. Salvini: «Arrestare chi abusa dello spray anche se minore»

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Bambin Gesù, sale la preoccupazione 

S. MARINELLA – Da giorni circolano voci alquanto preoccupanti circa la possibilità che la sede cittadina dell’ospedale pediatrico del Bambin Gesù venga chiuso. A registrare queste sconvolgenti notizie tra gli altri è stato il blog Word in Press che ha registrato centinaia di messaggi di protesta inviati dai cittadini, anch’essi in ansia per la sorte del nosocomio pediatrico. «Che qualcosa non vada – si legge nel sito informativo – che stia cambiando l’assetto complessivo della struttura sanitaria della sede di Santa Marinella dell’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù, se ne sono accorti per primi gli utenti. Le prestazioni diagnostiche e specialistiche sono riservate ai soli pazienti più piccoli. Gli specialisti visitano ormai per lo più a Palidoro ed anche la diagnostica, fatta eccezione per i prelievi, è stata ridotta di molto nel tipo di esame e nella frequenza di esecuzione, limitata al lunedì ed al giovedì. A Roma, bocche cucite, ma pare che il progetto complessivo porti ad una razionalizzazione generalizzata dei centri dell’istituto di cura e ricerca, concentrando gli sforzi anche di natura economica sul complesso di Palidoro che presto si arricchirà di un altro grande padiglione dove potrebbe essere collocato anche il reparto di Santa Marinella, quello inaugurato poco più di una decina di anni fa». 
«Esiste una forte preoccupazione anche tra il personale – sottolinea Word  in Press – che non ha informazioni adeguate ma in alcuni settori vede ridursi le ore settimanali di impiego. Un’ulteriore riduzione della gamma delle prestazioni e degli orari di apertura della struttura sarebbe un grave colpo per la cittadinanza, soprattutto per le fasce deboli della popolazione che sarebbero costrette ad emigrare per ottenere prestazioni sanitarie di qualità, come ha sempre distribuito la struttura, forte dell’elevata professionalità del proprio personale a tutti i livelli e di una scelta aziendale rivolta all’utenza in senso generale». «Una grave preoccupazione investe anche il destino dell’area su cui insite il complesso sanitario – conclude il blog – un lotto di grandi dimensioni con annessa spiaggia e pontile che è separato dal lungomare che lo attraversa e lo taglia. Nei tempi passati si mormorava di una sua eventuale destinazione turistica ma ogni volta i fatti hanno fortunatamente smentito le illazioni, per il benessere complessivo della popolazione locale. Popolazione che è già stata messa alla prova con la riorganizzazione del soccorso su ambulanza».

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Il treno non si ferma per una dimenticanza

LADISPOLI – Una dimenticanza. E' questo il motivo per il quale il treno regionale veloce 2341 proveniente da Pisa centrale e diretto a Roma Termini non ha fermato a Ladispoli. A chiarire la vicenda è stata proprio Trenitalia che però ha voluto anche sottolineare come episodi del genere non devono accadere. Un errore del macchinista per il quale da Trenitalia chiedono scusa ai viaggiatori.

A raccontare il fatto era stata una pendolare in attesa alla stazione di LAdispoli insieme ad altri viaggiatori che hanno sentito sì gi altoparlanti annunciare in arrivo al binario 3 il regionale veloce "incriminato" ma non sono potuti salire sul treno perché questi non si è fermato in stazione. Una volta accortosi della dimenticanza, il convoglio è stato fatto fermare a Maccarese dove i pendolari che sarebbero dovuti scendere a Ladispoli sono potuti tornare indietro con il regionale 12254. "La sicurezza dei viaggiatori – tengono a precisare da Trenitalia – non è stata però mai messa in pericolo perché i sistemi che controllano la circolazione hanno rilevato il passaggio del treno e seguito la marcia del convoglio". Per quanto riguarda il macchinista "distratto" è stato invece avviato l'iter disciplinare previsto dal contratto di lavoro. 

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Natale, Mecozzi: Ancora nessun addobbo a Civitavecchia

CIVITAVECCHIA – Ancora nessun addobbo natalizio a Civitavecchia a solo pochi giorni dalle feste. A lanciare l’allarme è il consigliere comunale del Polo democratico Mirko Mecozzi che torna ad attaccare l’amministrazione a Cinque stelle parlando di una città ridotta ad essere “un fanalino di coda sociale. Lo è per la disoccupazione – tuona il consigliere d’opposizione – per la qualità dell'aria, per le malattie respiratorie, per la mortalità da malattie tumorali, per la qualità dei servizi quali l'acqua, il decoro urbano, la viabilità  e chi più ne ha più ne metta”. 

Un elenco delle molte criticità di Civitavecchia a cui, secondo Mecozzi, vanno ad aggiungersi gli addobbi natalizi. Mancano pochi giorni al Natale e la città non è ancora stata addobbata.     

“Si rammenta che gli addobbi natalizi – continua Mecozzi – da sempre hanno rappresentato e continueranno a rappresentare un messaggio  di amore e serenità tra i popoli del mondo ed è compito di chi amministra vestire gli abiti di messaggeri di pace. Un messaggio che a Civitavecchia tarda ad arrivare – tuona – tra l' indifferenza di chi in questi giorni si sta preoccupando di individuare, tra le proprie fila pentastellate, chi meglio potrà rivestire la carica di Sindaco alle prossime amministrative”. 

Mecozzi spiega come la gente sia in attesa del Natale, soprattutto i bambini, e “di vedere le strade illuminate a festa, le canzoni natalizie riempire l'aria di suoni festosi, i commercianti esporre i loro prodotti in vetrine addobbate, ma questi – conclude il consigliere d’opposizione – sono sogni di altri tempi e non saranno certo quattro lucette appese negli ultimi giorni antecedenti il Natale, si parla del 14 Dicembre, a far si che Civitavecchia indossi il suo abito natalizio”.

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Trasversale: rassicurazioni dal Governo

CIVITAVECCHIA – "Durante la discussione della Legge di Bilancio, è stato accolto l’ordine del giorno a mia firma e di altri colleghi del gruppo di Fratelli d'Italia Camera che impegna il Governo a completare la trasversale Orte-Civitavecchia, accelerandone la conclusione e soprattutto scongiurando la perdita del finanziamento". Lo ha dichiarato, con soddisfazione, il deputato Mauro Rotelli che già nelle scorse settimane aveva interrogato il ministro delle infrastrutture sul completamento dell’infrastruttura, spendendosi in diversi convegni sul territorio, per sottolineare come, oggi più che mai, sia necessario accelerare. Giovedì intanto verrà inaugurato il tratto che da Cinelli conduce a Monteromano. Mancano quindi gli ultimi 18 chilometri, strategici, fino a Civitavecchia: tratto che, con i suoi 9 viadotti, è stato contestato dagli ambientalisti. Ma occorre trovare una soluzione.

Nell’emendamento si riconosce che ''Civitavecchia è diventato uno dei principali hub commerciali del Mediterraneo ed è anche il primo scalo crocieristico d’Europa, mentre Orte rappresenta lo snodo per collegarsi alla rete autostradale ma anche a quella ferroviaria dell’alta velocità. Bloccare il completamento della trasversale significherebbe condannare il territorio del viterbese al definitivo isolamento, considerando che negli ultimi decenni non sono stati realizzati né il raddoppio della Cassia-Nord, né il raddoppio della ferrovia Roma- Viterbo''.

L’emendamento impegna quindi il Governo ''a valutare la necessità di portare a completamento la realizzazione della trasversale, imprimendo una immediata e decisiva accelerazione al completamento della stessa e scongiurando la perdita del finanziamento di 472 milioni''.

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Avaria alla nave Grimaldi: odissea per i passeggeri

CIVITAVECCHIA – Un viaggio infinito, quasi un'odissea, per circa 390 passeggeri della Cruise Roma della Grimaldi Lines che avevano programmato la vacanza in Spagna e che dopo una giornata passata in nave devono ancora raggiungere il porto di Barcellona. Partiti da Porto Torres sabato mattina alle 7.15 sarebbero dovuti sbarcare nello scalo catalano 12 ore dopo, forse con qualche ritardo a causa del maltempo sul Mediterraneo occidentale, spazzato dal forte Maestrale. E invece, condizioni meteo-marine permettendo, arriveranno a destinazione questa mattina, dopo circa 45 ore sul traghetto. O meglio su due traghetti.

La prima nave, infatti – quella che ha lasciato sabato gli ormeggi a Porto Torres – è rimasta ferma a Civitavecchia. Una tappa intermedia non prevista, ma necessaria. A causa di un'avaria all'asse dell'elica sinistra il traghetto, infatti, si è fermato a circa un miglio dal porto del nord Sardegna. Il comandante della nave passeggeri ha segnalato il problema alla Capitaneria di porto e ha atteso che i tecnici di bordo verificassero l'entità del guasto. A metà serata, quando l'elica ha ripreso a funzionare a dovere, ci si è messo di mezzo il maestrale. Sconsigliato tentare la traversata con un guasto appena riparato e sul quale la Grimaldi vuole fare ulteriori accertamenti tecnici. Da qui la decisione drastica: puntare la prua verso Civitavecchia da dove i 390 passeggeri avrebbero potuto reimbarcarsi alla volta della Spagna sulla "gemella" della Cruise Roma, la Cruise Barcelona. Qualche malumore tra i viaggiatori che però la compagnia ha assistito anche attraverso la somministrazione dei vari pasti durante le ore passate a bordo. Solo alcuni dei 390 passeggeri, una volta sbarcati a Civitavecchia hanno scelto di non proseguire il viaggio.

Tutti gli altri sono saliti sull'altro traghetto che però, ha dovuto attendere che il maltempo concedesse una tregua, prima di prendere il mare. Nel frattempo i tecnici della Grimaldi stanno ispezionando da cima a fondo il traghetto rimasto in banchina a Civitavecchia per capire cosa sia accaduto. 

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Snc, inizia il tour ligure

di MARCO GRANDE

La serie A2 di pallanuoto si appresta a tornare in acqua nella giornata di domani  per il terzo turno del campionato; la Snc di Marco Pagliarini cerca il riscatto dopo la deludente sconfitta casalinga subita sabato scorso dal Como Nuoto, che di fatto annulla le note positive viste nel corso del primo match di  Ancona, in cui i rossocelesti avevano espugnato, a detta di molti esperti, uno dei campi più ostici del girone.
Tutto da rifare, dunque, per la società di Viale Lazio, attesa lle 14 nella piscina di Bogliasco dalla formazione della Sportiva Sturla, reduce dal convincente successo per 9 a 7 in casa del fanalino di coda Brescia Waterpolo.La compagine civitavecchiese con quella genovese, però, vantano gli stessi punti in classifica, ma registrano allo stesso tempo un diverso inizio di campionato, con i laziali vincenti all’esordio e con lo Sportivo Surla che ha subito la debacle interna contro il Torino proprio due settimane fa. Mister Pagliarini potrà contare sull’esperienza, ma soprattutto sulla vena realizzativa del suo pupillo nonché dell’ elemento più rappresentativo del gruppo, ovvero capitan Romiti. Il 35enne, mattatore indiiscusso nel match di Ancona e autore di una delle sette marcature dei suoi nella gara di sabato scorso, non ha di certo intenzione di fermarsi e vuole trascinare il team di patron D’Ottavio verso una vittoria che gli darebbe morale e fiducia nei propri mezzi. Dall’ altro lato, però, la formazione civitavecchiese dovrà cercare di marcare il più possibile Dainese, uno dei giocatori di maggior rilevanza, che ha già segnato per quattro volte. Chi ha contribuito per la causa rossoceleste nella partita contro la squadra lombarda è stato senza ombra di dubbio Marco Minisini (nella foto in alto): il 24enne ha espresso il suo parere circa questo inizio di campionato dalla doppia faccia della medaglia dei suoi compagni, i quali hanno conosciuto sia la gioia per la vittoria che il gusto amaro della sconfitta.
«Il match interno contro il Como è stato preso sotto gamba – esordisce l’attaccante –  e quest’anno non possiamo permetterci il lusso di affrontare le partite in questo modo, visto che concorriamo dopo tempo nel raggruppamento del Nord. Abbiamo affrontato il terzo quarto di gara da squadra spenta e quasi priva di motivazioni; solamente nel quarto parziale di gioco ci siamo svegliati, recuperando e portando il match sul 7 a 7».
Circa il goal  che lo ha sbloccato dal punto di vista realizzativo, invece, si dichiara contento ma specifica allo stesso tempo di non voler scendere in acqua tanto per la marcatura, quanto per l’obiettivo di mettere in condizione gli altri compagni di apparire più frequentemente sul tabellino dei marcatori. Poi passa a parlare della leadership della sua guida tecnica, esaltata e considerata un punto di riferimento per tutto il gruppo: «Lo stadio del nuoto può essere gremito di persone e registrare il tutto esaurito – afferma il 24enne- ma l’unica voce che ascolto insieme ai miei compagni è proprio quella del mister,l’unica in grado di farci estraniare da tutto il resto». Infine rivogle un pensiero agli immediati avversari da affrontare: «Non conosciamo lo Sturla – conclude – che, come tutte le squadre della Liguria, sarà agguerrita e tosta ma indipendentemente da questo ce la possiamo giocare contro qualsiasi avversario. Nessuno può mettere i piedi in testa a un gruppo come il nostro che ha tanta voglia di spaccare».
Parole chiare e concise, quelle di Minisini, che portano verso un unico denominatore comune: il riscatto. Solo il campo determinerà il verdetto di una partita il cui esito appare tutt’altro che scontato.

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Due Eurofighter dietro il boato di mercoledì

CIVITAVECCHIA – Sarebbero stati due Eurofighter del IV stormo di Grosseto a provocare il boato sentito forte e chiaro in tutto il litorale nella giornata di mercoledì. Inizialmente si era pensato ad un terremoto, ma l'ipotesi è stata subito scartata dallo stesso istituto nazionale di geofisica e vulcanologia. 

A quanto pare, invece, come confermato dall'Aeronautica Militare, si tratta dei due aerei inviati ad identificare un velivolo Pilatus PC12 di nazionalità keniota che non rispondeva alle chiamate radar, decollato da Buochs (Svizzera) e diretto in Grecia.  I due caccia intercettori hanno raggiunto l’aereo keniota dopo pochi minuti dal decollo. Una volta accertato visivamente che non ci fossero condizioni di emergenza, i due F-2000 hanno fatto rientro alla base. La missione operativa è stata attivata a seguito dell’ordine di “scramble” pervenuto dal Caoc (Combined Air Operation Center) di Torrejon, ente Nato responsabile per la sorveglianza dei cieli di quell’area e si è svolta sotto il controllo delle sale operative del sistema di sorveglianza e difesa aerea dell’Aeronautica Militare.

Aeronautica Militare che assicura la sorveglianza dello spazio aereo nazionale 365 giorni all’anno, 24 ore su 24, con un sistema di difesa che è integrato, anche in tempo di pace, con quello degli altri Paesi appartenenti alla NATO. Il servizio è garantito – per la parte sorveglianza, identificazione e controllo – dall’11° Gruppo Difesa Aerea Milssilistica Integrata (DAMI) di Poggio Renatico (Fe) e dal 22° Gruppo Radar di Licola (Na), mentre l’intervento in volo è assicurato dal 4° Stormo di Grosseto, dal 36° Stormo di Gioia del Colle e dal 37° Stormo di Trapani Birgi, tutti equipaggiati con velivoli caccia Eurofighter.

Una seconda ipotesi collegherebbe il boato alla megaesercitazione Mangusta. 

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