Cerveteri si iscrive all’anagrafe antifascista

di TONI MORETTI

CERVETERI – Quando durante il consiglio comunale di giovedì scorso si è arrivati al punto delle mozioni, ad un certo punto la maggioranza, nell’espressione del vice presidente del consiglio e consigliere comunale Anna Maria Costantini, porta a discussione la mozione, poi approvata, che impegni il comune ad iscriversi all’anagrafe antifascista adottando la Carta di Stazzema, condividendo così quanto enunciato e stabilito nel comune di Sant’Anna di Stazzema quando si costituì  il Parco Nazionale della Pace. 
Sinceramente occorre dire che si condivide e si apprezzano le motivazioni che hanno spinto i firmatari della mozione chiedendo che il comune intero, con la sua approvazione si definisse antifascista fino a certificarlo attraverso l’iscrizione ad un’anagrafe ad acta. Poi con laica razionalità, si riflette  su quanto timore riesce ancora ad incutere questa nostra parte scura se si avverte il bisogno di certificarne il contrario. 
Il fascismo, oggi ancor più che nel tempo in cui vigeva, è stato spacciato come movimento politico che vedeva strumentalmente le sue origini dalla rivolta degli agrari insidiati dai socialisti che volevano portar via loro le terre e si affidarono proprio ad un socialista, come si vede non è astrusa la teoria dei ricorsi storici, approfittando della sua personale sete di potere, per affermare l’estensione di quanto di più primordiale possa esserci in natura come istinto. Quello della forza, che permette la sopraffazione e quindi lo sfruttamento dell’uomo sull’uomo attraverso un indiscriminato uso di un potere che andava a sostituire quello che Dio dava al Re. 
Ogni atto, fosse terrore, tortura, persecuzione, eliminazione fisica stessa, era giustificato per imporre quel sistema che garantiva un predominio che derivava semplicemente dal bisogno di un modo di pensare e di essere e quindi da una cultura. Trovare il modo di massificare questo pensiero, ha portato a guerre di protezione di confini e di razze, innaturali, in quanto occupiamo un globo composto da terra e da acqua, elementi indispensabili alla sopravvivenza di una sola specie, quella umana e,  in virtù di questo principio, quindi di tutti. Ha portato a discriminazioni, a delle mistificazioni che hanno cambiato il significato delle parole tanto da legittimare il furto derivato dallo sfruttamento,  come profitto e l’ammazzare per togliersi di torno chi ti è scomodo come atto di difesa  di un territorio, orinato agli angoli per segnarne i confini, come si usa nel mondo animale. 
Allora, chi così non è e fa parte della parte illuminata della mela, ha proprio bisogno di certificarlo? O al contrario ha bisogno di esprimerlo con azioni contrastanti, diverse, opposte ai loro metodi, imponendo la loro cultura, che vede nella tolleranza, nella solidarietà nell’inclusione, nell’equità, l’estensione del proprio modo d’essere? Non sarebbe meglio non cadere nella tentazione e di evitare, in posti di comando, di sposare autoritarismo e metodi irrispettosi verso quella democrazia tante volte citata nella mozione perché la linea di confine è quasi invisibile. 
Durante la discussione della mozione è il consigliere del PD Juri Marini che sottolinea  all’assemblea: «Questo atto sembra da parte della maggioranza voler esercitare in una forma illiberale quel ruolo di censori come espresso nei momenti altrettanto bui da coloro che oggi vengono definiti Sinistrati».

Leggi articolo completo

###BANNER_ADS###

Scarico del carbone, Grasso: "Finora da altri troppo silenzio, spero che da ieri si cambi per tutti"

CIVITAVECCHIA -"La sospensione della gara dell'Enel per lo scarico del carbone e dello sciopero dei portuali, per migliorare le clausole sociali di salvaguardia dell'occupazione costituiscono un buon risultato raggiunto dal tavolo istituzionale per il lavoro, che era poi quanto auspicato alla vigilia da liste civiche, Forza Italia e Fratelli d'Italia". Lo ha dichiarato il capogruppo della Svolta Massimiliano Grasso. 

"Ora però mi aspetto che la mobilitazione di ieri per la preoccupazione per il futuro dei camalli, che in realtà comunque avrebbero il loro lavoro assicurato e tutelato dalla legge, e per i dipendenti di Minosse, impresa che per il 70% è di proprietà di imprenditori non certo locali – ha aggiunto – si registri per tutte quelle situazioni in cui il lavoro delle imprese locali è a rischio. Ciò purtroppo non è finora avvenuto per l'Ater e per altre stazioni appaltanti del territorio e per ultimo, recentemente, per la stessa Enel, quando un importante appalto di servizi in precedenza aggiudicato ad una impresa locale è stato vinto da una azienda pugliese. Il reddito prodotto da Enel e dagli altri soggetti pubblici e privati che operano e fanno utili a Civitavecchia deve rimanere ed essere speso sul territorio. Vale, giustamente, per la Compagnia Portuale e le imprese portuali, così come deve valere per tutta l'imprenditoria locale, che deve sentirsi altrettanto garantita dalle istituzioni, anche se non scende in piazza con le proprie maestranze. Purtroppo, non mi pare di ricordare che nel recente passato qualcuno, oltre al sottoscritto e pochissimi altri, sia intervenuto, da destra a sinistra, con la stessa veemenza dimostrata ieri da chi si è schierato con forza a difesa degli interessi in campo. Noi, quella stessa forza la mettiamo – sempre – a sostegno del lavoro e dell'impresa civitavecchiesi. E la metteremo – ha concluso – quando saremo al governo della città, per impedire ad Enel e a chiunque altro di continuare nel suo "divide et impera" al massimo ribasso, a danno della comunità locale".

Leggi articolo completo

###BANNER_ADS###

Migranti morti nel Mediterraneo: veglia ecumenica ai Santi Martiri Giapponesi

CIVITAVECCHIA – Una preghiera ecumenica per le vittime dei viaggi verso l'Europa e l'invocazione per le comunità cristiane affinché siano sempre più aperte e accoglienti verso i fratelli che arrivano in fuga da guerre e povertà. È questo il significato della veglia "Morire di speranza" che la Comunità di sant'Egidio promuove in collaborazione con la Diocesi di Civitavecchia-Tarquinia, le Chiese Evangeliche Battiste e la Chiesa Ortodossa Rumena.

La preghiera si svolgerà 12 luglio alle 18.30 presso la parrocchia dei Santi Martiri Giapponesi di Civitavecchia. Saranno presenti tanti cittadini immigrati che stabilmente vivono nel territorio della diocesi e una delegazione di rifugiati che sono venuti recentemente in Italia dalla Siria e dall'Eritrea nel contesto del progetto dei corridoi umanitari che la Comunità di sant'Egidio ha promosso e organizzato in collaborazione con Conferenza Episcopale Italiana, la Chiesa Valdese e la Federazione delle Chiese Evangeliche.

Alla veglia seguirà una processione sul mare per deporre una corona di fiori in memoria delle vittime dei naufragi alla quale parteciperà una delegazione della Guardia Costiera di Civitavecchia in rappresentanza degli equipaggi che hanno partecipato a numerose operazioni di salvataggio in mare.

La celebrazione sarà presieduta da monsignor Riccardo Mensuali della Comunità di sant'Egidio di Roma e concelebrata dal parroco padre Eusebio Gonzalez Hernandez. Saranno presenti il pastore Italo Benedetti della Chiesa Evangelica Battista e padre Giovanni Dimulescu, della Chiesa Ortodossa Rumena.

Dal 1988 sono morte lungo le frontiere dell'Europa oltre 36.000 persone. Nel 2017 sono stati 3.139 i migranti morti nel Mediterraneo mentre tentavano di raggiungere il vecchio continente via mare, con una media di quasi 10 morti al giorno. E il 2018 purtroppo si mostra altrettanto agghiacciante: da gennaio ad oggi risultano morte più di 1.200 persone.

La preghiera “Morire di speranza”, che da 13 anni la Comunità di Sant'Egidio propone nei vari Paesi europei e che a Civitavecchia si svolge per la quinta volta, è promossa per non dimenticare la speranza di tante persone e la sofferenza di chi cerca protezione in Europa; per non rassegnarsi o assuefarsi alle tragedie ma impegnarsi per un mondo più umano e giusto. I promotori desiderano inoltre chiedere ai governi, ai legislatori e all'Unione Europea di porre in essere ogni sforzo per proteggere i profughi e salvaguardare la vita e la dignità dei migranti. Aprire vie legali per chi ha diritto di chiedere asilo, attivare programmi adeguati di reinsediamento per i rifugiati e stabilire quote d’ingresso per i lavoratori stranieri sono misure non derogabili per governare il complesso fenomeno delle migrazioni e rendere le nostre società più inclusive e per questo sicure.

 

Leggi articolo completo

###BANNER_ADS###

Donati un monitor multiparametrico e piastre pediatrice alle Prociv di Ladispoli

LADISPOLI – Proprio come promesso, arrivano i "rinforzi" per la Protezione civile La Fenice e la Protezione civile comunale di Ladispoli. Il presidente della Podistica Alsium Ladispoli, Lucio Leopardo, e i suoi consiglieri hanno consegnato proprio oggi un monitori multiparametrico, d'ausilio al defibrillatore, al nucleo Protezione civile La Fenice, e delle piastre pediatriche alla Protezione civile di Ladispoli. Il dono è stato frutto, come ricordato dal presidente Lucio Leopardo, del ricavato della gara podistica competitiva Corri al Castellaccio dei Monteroni di Ladispoli, memorial Biagio Tabacchini, così come pubblicizzato durante l'organizzazione della gara e come più volte dichiarato dallo stesso Leopardo nelle sedi competenti. "Colgo l'occasione per ringraziare nuovamente tutti i sostenitori che hanno creduto in noi – ha detto il presidente della Asd Podistica Alsium Ladispoli – e ci hanno consentito di realizzare, più che una manifestazione sportiva agonistica, una festa del Castellaccio in ricordo del nostro concittadino scomparso e cosa altrettanto importante l'acquisto di uno strumento utile alla comunità di Ladispoli".

Leggi articolo completo

###BANNER_ADS###

Non rispettato il capitolato dei bus

CIVITAVECCHIA – Il flop che ha inficiato anche la prima vera ‘‘inaugurazione’’ con tanto di fascia tricolore del sindaco Cozzolino in ultima analisi è stato dovuto a ragioni ‘‘ideologiche’’ del tandem grillino-ambientalista Manuedda-Pantanelli, che hanno posto il veto su ogni diverso tipo di alimentazione diverso dal metano. E’ quanto emerge da una più attenta ricostruzione dell’iter che ha portato a commissionare ad Enel l’acquisto di autobus a metano, anziché normali ‘‘Euro6’’ a gasolio, magari con mezzi elttrici di dimensioni minori per i soli percorsi del centro storico.
Nonostante il capitolato tecnico di Argo (oggi Csp) fosse chiaro e prevedesse mezzi da 8 metri di lunghezzi, accanto a 3-4 autobus da 10 metri ed alle navette porto-stazione da 12  metri, la scelta del metano ha costretto ad acquistare obbligatoriamente 10 mezzi da 10,40  metri che sono inutilizzabili, con i percorsi attuali, su circa la metà delle linee.

Enel, che ha dovuto sostenere il costo nell’ambito delle prescrizioni VIA per la riconversione a carbone di Tvn, ha commissionato ad Iveco i 12 mezzi per un importo complessivo di circa 3 milioni di euro, dato che i mezzi a metano costano tra il 20% ed  il 30% in più dei normali bus a gasolio di cui con la stessa cifra se ne sarebbero potuti acquistare un paio in più. E, particolare di non poco conto, la misura minima dei mezzi a metano è di 10 metri e 40. 
Scartato l’elettrico per i costi di gestione delle batterie, perché – ci si chiederà – non ricorrere allora ad un mix di mezzi o alla normale alimentazione a gasolio, che avrebbe consentito di variare a piacimento le dimensioni degli autobus? 

Perché il verde Manuedda ha affermato che il gasolio, nonostante i nuovi dispositivi della classe ‘‘Euro6’’ per l’abbattimento delle emissioni, produce comunque particolato e polveri sottili. Poco importa che si sarebbe trattato di una decina di mezzi sulle migliaia che ogni giorno transitano in città.
Il risultato è che dalla linea A da domani sarà tolto il capolinea al Marangone (dopo l’episodio dell’altro giorno in cui un bus nuovo, che peraltro non era neppure stato messo su quella linea, è rimasto bloccato davanti al casale e l’autista ha dovuto chiedere aiuto a dei colleghi dell’autoparco per bloccare il traffico sul’Aurelia ed uscire in retromarcia). La linea B non sarà percorribile dai nuovi mezzi, almeno finché non saranno istituiti il senso unico su via Izzi ed alcuni divieti di sosta. Mentre per la D sarà obbligatorio mantenere i vecchi mezzi più corti, non essendo possibile manovrare con due metri e mezzo in più di lunghezza.

Quindi i problemi esistono per almeno 3 delle 7 linee di tpl, senza contare gli altri disagi gestionali legati al rifornimento dei mezzi a metano: mentre per il gasolio Csp è autonoma, avendo una cisterna all’autoparco, per il metano esiste un solo distributore in città. L’alternativa più vicina sarebbe a Tarquinia. E rifornire un mezzo a gas richiede circa 40 minuti, contro i 10 minuti per un pieno di gasolio.
Quindi la notizia dell’arrivo dei nuovi mezzi per il trasporto pubblico locale è senza dubbio una buona notizia, vista anche la ormai indecente situazione della flotta di Csp. Non altrettanto bene si può dire di come l’amministrazione Cozzolino, con i suoi vari D’Antò, Manuedda e Pantanelli, abbia dimostrato di fare e ponderare le proprie scelte.                          

Leggi articolo completo

###BANNER_ADS###

Tarquinia, “Un poster per la pace”: premiati i vincitori

TARQUINIA – Anche questo anno , presso l’ IC “Ettore Sacconi” sez. Dasti, si è svolta la premiazione dei ragazzi  che hanno partecipato al Concorso Lions International “ Un poster per la Pace”. Principale organizzatore e promotore di tale evento è il Prof. Cesare Aloisi che come socio Club ha particolarmente a cuore i giovani e le loro attitudini artistico-culturali. Insieme  al costante impegno e competenza della Prof. Luciana Bui , che ringraziamo per la sua annuale collaborazione ,fa si che ogni anno possa realizzarsi con successo quello che oramai per i ragazzi della scuola è diventato un appuntamento costante , all’insegna della pace e della tolleranza.

Alla presenza della Dirigente Dilva Boem, di alcuni docenti, di numerosi alunni e di alcuni soci Lions, sono state premiate dal Presidente Lions  Antonio Sili ,quale  prima  classificata Marzia Mancinelli della 3° C e come seconda Federica Ligi della 3aL ,  entrambe con buoni per l’acquisto di libri e alle quali sono stati consegnati anche gli attestati di partecipazione  e alcuni gadget offerti dal Club. Agli altri 8 ragazzi segnalati dalla commissione  per i loro bellissimi lavori svolti sono stati distribuiti libri e attestati.

Il Presidente del Lions  Club di Tarquinia e la Dirigente scolasticasi sono complimentati per il lavoro svolto dagli studenti ,che li ha stimolati a tradurre  il loro concetto di pace  e tolleranza su carta, attraverso bellissimi disegni ,esortandoli poi al rispetto reciproco e sensibilizzandoli  contro ogni tipo di violenza .E’ importante  mantenere vive tali manifestazioni, che devono essere di sostegno ai giovani e alle loro famiglie nell’iter educativo che la scuola segue, affinchè  i ragazzi crescano con sani principi e allontanino da loro ogni di tipo di volontà di sopruso e violenza verso il prossimo.

Con l’occasione, il Lions  Club di Tarquinia presenti  anche in rappresentanza di tutti i soci, la Prof. ssa R. Ranucci ,la Dott. ssaL. Voccia  e il Prof. C. Aloisi, ha anche offerto all’ IC “E. Sacconi”un contributo economico a sostegno del progetto di “Musicoterapia” che la Scuola,attraverso il costante impegno e competenza didattico-educativa della docente Prof. ssa Laura Riccini, porta avanti da anni con grandi sacrifici e con scarse risorse, autofinanziandosi , al fine di sostenere tanti ragazzi affetti da gravi disabilità nel loro percorso di apprendimento scolastico.

Tale progetto fa parte dei molti che in questo anno i soci di Tarquinia hanno promosso e portato a termine, da sempre sensibili verso tutto ciò che riguarda la salute e la formazione dei più giovani.

In conclusione tutti i Soci del Club ringraziano di cuore Antonio Sili , che in questi giorni si appresta a lasciare dopo un anno intenso e proficuo, la Presidenza al socio Avv. Paolo Pirani, al quale vanno tanti in bocca al lupo per il lavoro che dovrà svolgere in futuro,sicuramente altrettanto ricco di iniziative ,sempre a favore degli altri secondo il motto che contraddistingue i Lions : “We Serve”.

 

Leggi articolo completo

###BANNER_ADS###

Andrea Castello e il record dei 33 centri consecutivi

Andrea Castello, classe 1991, ventisette anni ancora da compiere, forte e pregiato mancino dal tiro micidiale con trascorsi alla Lazio, Anzio e da quattro anni alla Snc Enel Civitavecchia. Un profilo di tanto rispetto per un pezzo da novanta della società di patron Roberto D’Ottavio. La calottina rossoceleste numero dieci ha concluso la stagione con un record che nessuno mai finora aveva ottenuto: segnare in ogni gara. Castello l’ha fatto splendidamente nelle 22 partite della regular season mettendo a referto nelle prime 11 giornate ben 19 centri, mentre nel ritorno ha fatto altrettanto sfondando la porta per altre 14 volte, tutte firme importanti che l’hanno portato alla realizzazione di un totale di 33 gol stagionali; sigilli che gli hanno permesso il tredicesimo piazzamento nella classica generale dei marcatori del girone sud e la quarta posizione di bomber per quanto riguarda la sua squadra dopo il capocannoniere Checchini (48), Bogdanovic (47) e Romiti (35). Per lui spiccano ben 2 triplette stagionali, una a girone: la prima in casa contro il Tgroup Arechi e la seconda a Napoli con la Cesport, altrettante sono state le doppiette con le due reti rifilate a Roma con l’Arvalia e in casa col Pescara, per terminare poi con un loop di gol che nessuno mai si può dimenticare, ossia le sei segnature di giornata nella sfida esterna con la Roma Nuoto del 16 dicembre scorso quando ci fu la straordinaria vittoria per 13-14. Statistiche impressionanti per un ottimo risultato dovuto all’infinito sacrifico e dedizione che Andrea sin da piccolo ha messo, oltre alla continua carica  dei tifosi del PalaGalli che immancabilmente ogni sabato sostenevano il mancino, a partire dall’incoraggiamento di papà Giulio sempre presente sugli spalti, per terminare con i numerosi piccoli talenti rossocelesti delle categorie under. Un primato che rispecchia il talento e le potenzialità di un mancino di classe che con la sua costanza e professionalità ha sempre saputo come distinguersi. Adesso l’obiettivo rimane andare a segno nelle gare playoff con il Quinto, per chiudere in bellezza e mettere la ciliegina sulla torta a questa eccezionale egemonia raggiunta dal mancino Andrea Castello.
 

Leggi articolo completo

###BANNER_ADS###

Marini: «Annullate in autotutela la gara»

di TONI MORETTI

CERVETERI – Naturalmente c’è grande attesa per il consiglio comunale del 31 maggio, visto come una specie di resa dei conti tra un sindaco visto tanto disinvoltamente impegnato nella promozione sul territorio nazionale della sua ultima fatica politica, l’Italia in comune, quanto altrettanto disinvoltamente distaccato dalla sorte di quanto in due mandati ha prodotto e verso la dirittura d’arrivo, lasciato in mano, a parere non certo sussurrata dalle opposizioni, ad un gruppo  di persone armati di tanta buona volontà ma di certo non dotati dei guizzi creativi e della capacità di coinvolgimento e di raccoglitore di consenso del capo.  Abbiamo visto che il consigliere Juri Marini, incurante della provvisorietà del suo stesso partito, quello democratico, che si è distinto per la sua presa di posizione degna del miglior Ponzio Pilato per quanto riguarda la sistemazione delle sue questioni interne che certamente hanno influito in negativo sulla deblache dei consensi raccolti alle ultime amministrative, forte comunque di essere stato eletto e trovandosi gioco forza come unico rappresentante del PD in consiglio comunale, esercita il suo ruolo di oppositore senza condizioni o condizionamenti dalle forze del centro destra anch’esse all’opposizione ed incalza sindaco e amministrazione con un’arma lecita quanto democratica, che non trascende in esposti e o denunce ma semplicemente interrogando e chiedendo risposte, orali, immediate che possono produrre un certo imbarazzo, quando sono su temi controversi o dirette a manovre o atti  che inducono ad insinuare dei dubbi che spaziano dalla incapacità amministrativa alla troppa capacità di saper interpretare copioni in uso nella vecchia politica, e il dubbio, si sa, penetra lentamente come una lama che conduce ad una lenta agonia.  Il 31 prossimo, Juri Marini, terra impegnato l’intero consiglio ad ascoltare e riflettere su sei interrogazioni e quattro interpellanze e la giunta ed il sindaco, se non troveranno, come altre volte hanno fatto il modo di sviarle, a rispondere nella maniera più convincente per il consiglio, ma ciò che conta, per gli elettori, il popolo. Uno degli argomenti sui quali si basa una delle  interrogazioni, è sul bando per la costruzione del nuovo cimitero comunale da realizzarsi in project financing con l’intervento di una società privata.
Apre così il documento: «Vista la documentazione relativa al bando per la costruzione del quinto cimitero comunale, da cui sembrano emergere incongruenze e aspetti poco chiari; Considerato che i termini di scadenza del bando non sono ancora scaduti e che in ogni caso l’Amministrazione mantiene il diritto di revoca in autotutela; Si interroga il Sindaco per sapere:   – Chi, e secondo quali criteri, abbia giudicato ottimale la localizzazione dell’intervento, che si sviluppa su un’area di forma non omogenea, stranamente allungata, la cui parte più ampia e quindi presumibilmente più comoda per l’eventuale edificazione, confina con un fosso, risultando con ciò non interamente sfruttabile;
– Se sia possibile avere copia della nota del Comune del 4/11/2015, indirizzata alla Sara 94 Srl, in cui si chiedeva alla società di abbassare le tariffe dei loculi da porre a base di gara, in cambio del rinnovo delle concessioni trentennali per 3.004 utenze negli altri cimiteri comunali;
– Per quale motivo il valore dei 3.004 rinnovi di concessioni, quantificato dalla Sara 94 Srl in 2.228.968 euro risulti calcolato sulla base del costo di costruzione dei loculi (ossia 742 euro, come da progetto preliminare) e non del valore delle concessioni stesse (ossia 1.674 euro), dal momento che, trattandosi di rinnovi, si presume che i loculi siano già esistenti e non debbano essere costruiti ex-novo;
– Per quale motivo tale cifra non sia inclusa nel piano economico e finanziario asseverato dalla Società Arcadia 888;
– Se, nello specifico dei 3.004 rinnovi delle concessioni in scadenza negli altri cimiteri comunali affidati alla Sara 94 Srl, siano inclusi, a vantaggio della stessa ditta, anche i servizi di esumazione e/o estumulazione e in caso affermativo, perché tali valori non siano stati calcolati né nel disciplinare redatto dall’Amministrazione né nel piano economico e finanziario della ditta promotrice. Più in generale, si chiede di sapere se i prezzi posti a base di gara varranno solo per i servizi svolti dalla ditta aggiudicatrice nel nuovo cimitero(facendo emergere in questo modo una discriminazione fra cittadini), oppure saranno estesi a tutti i cimiteri e affidati alla stessa ditta, con ciò producendo un danno economico alla Società partecipata del Comune e quindi indirettamente per le casse comunali, che si chiede di quantificare;
– Se non ritenga che il presunto errore nel calcolo del valore dei 3.004 rinnovi di concessioni, l’assenza di informazioni circa il relativo servizio di esumazione/estumulazione, nonché il mancato riscontro di detti valori nel piano economico e finanziario asseverato, possano rappresentare dei vizi del bando in grado di fuorviare potenzialmente i concorrenti alla gara;
– Se sia consapevole che il costo per i servizi di esumazione ed estumulazione, come da disciplinare di gara, ha subito un incremento esorbitante negli ultimi anni, passando dai 20 euro del 2013, ai 350 euro del 2016, fino all’ulteriore aumento previsto dal bando in oggetto, che propone un costo a base di gara di circa 1600 euro (ossia quasi il 500% in più);
– Se non ritenga opportuno, a tutela degli interessi del Comune e dei cittadini, annullare la gara al fine di approfondire meglio le questioni sopra evidenziate».
Come si vede, interrogazione basata su fatti concreti dalla quale emergerebbe che il cimitero sarà costruito su un pezzo di terreno non tutto sfruttabile vista la vicinanza al fosso e non si parla della mancanza di collegamenti coi mezzi pubblici, tutti da inventare e degli incrementi repentini di valore che il terreno ha avuto con i ripetuti cambi di mano, mano mano che gli atti concretizzavano la certezza del suo utilizzo.  Quanto e da chi voluti i presunti errori di valutazione di calcolo finalizzati ad accrescere l’utile finale del privato che potrebbe portare ad un annullamento della gara in autotutela. E se ciò si fosse costretti a fare? Un’altra figuraccia come le strisce blu? Sarà ancora colpa degli uffici in fase di ristrutturazione e di adeguamento? E il dubbio continua a svilupparsi, a prender forma e ad irrobustirsi.

 

Leggi articolo completo

###BANNER_ADS###

''Casse comunali, la Magistratura dovrà fare chiarezza''

SANTA MARINELLA – A seguito della riunione tra il Commissario prefettizio e tutti i candidati sindaco per la regolamentazione delle attività di propaganda elettorale, il leader della lista del M5S Francesco Settanni ha chiesto espressamente al rappresentante governativo quale è l’effettiva situazione del bilancio. “La situazione finanziaria della nostra città – dice Settanni – è molto grave e sarà rendicontata dal Commissario prefettizio con una chiusura di bilancio pari ad un debito di circa 14 milioni di euro. Alcuni gruppi politici ritengono che l’unica soluzione sia quella di dichiarare il pre dissesto od il dissesto. Le cause di tale bancarotta sono imputabili ad altrettanto gravi responsabilità afferenti ad una serie di concause, carenza di controllo politico, inefficienza amministrativa della macchina comunale, pressapochismo gestionale. Per quanto riguarda il pre dissesto od il dissesto, ci teniamo a chiarire che, fosse anche l’unica cosa possibile, questa per noi sarà l’ultima soluzione che intendiamo prendere in considerazione, poichè l’adozione di tale provvedimento comporterebbe l’aumento al massimo di tutte le aliquote fiscali. Per giunta, nonostante sia stato appositamente chiesto dal Prefetto, il Commissario prefettizio ha dichiarato di non procedere alla programmazione finanziaria per il corrente anno. Ciò significa che la nuova amministrazione non troverà alcuna programmazione finanziaria per l’anno corrente e si troverà, quindi, in un semestre già inoltrato a navigare a vista in un mare denso di nebbia. Insomma si tratta di una situazione veramente disastrosa derivante da anni di malgoverno e gravi inefficienze, a cui nessuno ha mai voluto rimediare. A questo punto ci chiediamo come la precedente amministrazione abbia fatto a depositare un bilancio in pareggio, stando così le cose? Crediamo che sarà necessario approfondire e chiarire fatti e cause di questo enorme debito, mettendo sotto la lente di ingrandimento l’operato degli ultimi anni, anche facendo intervenire la magistratura contabile e, ove necessario, anche quella ordinaria per l’ipotesi di falso».

Leggi articolo completo

###BANNER_ADS###

Maltrattamenti, la maestra patteggia

TARQUINIA – Patteggiamento con la pena sospesa.  Potrà finalmente andare in pensione a settembre e dimenticare tutta questa brutta storia, la maestra accusata, dopo 40 anni di brillante carriera,  di maltrattamenti nei confronti di bambini di 3 e 4 anni frequentanti la scuola materna di Tarquinia presso la quale insegnava. 
Una vicenda che ha segnato profondamente la città etrusca e la stessa insegnante che a pochi mesi dalla pensione si è trovata a dover rispondere di pesanti accuse. Si chiude così un processo scaturito dalle indagini condotte dalla Guardia di Finanza di Tarquinia su coordinamento della Procura di Civitavecchia, pm Alessandra D’Amore. Martedì in udienza, in sostituzione della D’Amore, era presenta la dottoressa Zavatto.
La maestra, difesa dagli avvocati Pier Salvatore Maruccio e Giancarlo Piras, ha optato per il patteggiamento alla luce del precario stato di salute nel quale è precipitata a seguito della vicenda. 
«Non si tratta pertanto di un’ammissione di colpa – chiariscono i due legali – ma di una scelta processuale dettata da ragioni principalmente umane che inevitabilmente sono connesse con quelle processuali». 
«Le vicende processuali – spiega l’avvocato Pier Salvatore Maruccio –  non possono essere considerate  separate e distinte dalle vicende umane. Ogni vicenda processuale può essere letta in vari modi e questo anche e soprattutto indipendentemente da quelle che sono le sentenze. Perché al di là di ogni cosa, bisogna comunque avere rispetto di quelle che sono le situazioni umane che sono a monte. La nostra assistita, indipendentemente da quelle che potevano essere certamente le nostre idee e le nostre opinioni, è stata fortemente debilitata da questa vicenda. L’ha sofferta in ragione di due considerazioni, che sono quella esplicitamente umana e quella altrettanto importante che è professionale. Non dobbiamo dimenticare che questa signora ha insegnato per anni e si trova a 65 anni alle soglie di una pensione maturata nel tempo con grande dignità, così come noi l’abbiamo vissuta e l’abbiamo vista; e anche in virtù delle idee e delle opinioni  delle persone che hanno telefonato e hanno manifestato la loro solidarietà». «Improvvisamente – aggiunge Maruccio – scoprire in una persona come qualcosa di assolutamente negativo è stato qualcosa di estremamente drammatico. Per cui noi siamo e continueremo ad essere vicini alla signora sia sul piano personale sia in ragione di quello che evidentemente ha sempre dato alla scuola e ai bambini; e questo non va e non può essere trascurato. Diversamente, daremmo una lettura di parte e una lettura che mal si concilia con la storia delle persone».
«È stata una scelta processuale  legata anche allo stato fisico della donna che da ottobre non esce di casa. – rimarca l’avvocato Giancarlo Piras – Abbiamo scelto di mettere un punto. Dal nostro punto di vista vogliamo scindere la scelta processuale dai fatti stessi. Questa vicenda peraltro era stata ridimensionata già dal tribunale del Riesame». 
Come si ricorderà, si parlò di schiaffi, strattoni e tirate d’orecchie nei confronti di bambini di 3 e 4 anni. 
E ancora urla e rimproveri che secondo l’accusa alcuni piccoli alunni avrebbero subito. La maestra che in tanti anni di insegnamento non aveva mai dato segnali i comportamenti inadeguati, era stata per questo accusata di maltrattamenti aggravati. Il provvedimento di sospensione dall’insegnamento e della misura cautelare personale interdittiva è stato ordinato dalla Procura di Civitavecchia a fine gennaio 2018  ma i fatti contestati riguardavano lo scorso anno con indagini avviate dalla Guardia di Finanza di Tarquinia nel marzo 2017.
Tre mesi di indagini, partite proprio dalla segnalazione di alcuni genitori, culminate a maggio 2017, quando sono scattate le intercettazioni ambientali e le videoriprese disposte dall’autorità giudiziaria. Un mese di riprese, dalle 8 del mattino alle 14 che, secondo l’accusa, «avevano «permesso di confermare come la maestra avesse usato violenze fisiche e psicologiche nei confronti dei piccoli alunni». 

Leggi articolo completo

###BANNER_ADS###