Il Pd di Tarquinia al lavoro per riaprire ''la stagione del costruire''

TARQUINIA – Nell’incontro del PD, circolo di Tarquinia, che si è svolto martedì pomeriggio all’Alberata Dante Alighieri, in una sala gremita di gente, il partito democratico ha rinnovato il proprio impegno per un nuovo piano di sviluppo della città.  “L’amministrazione di centrodestra – dice il segretario Armando Palmini –  ha spinto l’affidabilità della politica oltre i confini della realtà e oltre i limiti della sopportazione. Il dibattito ha evidenziato tutte le criticità, le omissioni, le figuracce di questi ultimi interminabili mesi di governo cittadino ma sopra tutto, ha messo in luce una grande voglia di tornare nel più breve tempo possibile, alla politica del fare, ideare, progettare, realizzare, per il bene di Tarquinia”.

All’assemblea erano presenti alcuni ex alleati dell’amministrazione a guida Pd, come Giancarlo Capitani e altri esponenti di forze politiche che, dice Palmini “desiderano fortemente lavorare affinché si riapra la stagione del costruire e si chiuda definitivamente quella dell’immobilismo e del silenzio”.

“Non sono mancati – spiega il segretario del Pd –  moti di solidarietà, perfino di umana simpatia, nei confronti del Sindaco dimissionario Pietro Mencarini al quale va riconosciuto il merito di non aver tardato un solo istante a prendere atto di una situazione politicamente e dal punto di vista amministrativo, catastrofica”. “E’ un buon inizio, ma solo un inizio; – dice Palmini –  i numerosi partecipanti, di comune accordo, hanno manifestato la loro determinazione a riunirsi nuovamente entro la prima metà del mese di ottobre, in una assemblea degli iscritti, per gettare più solide basi progettuali: un programma condiviso con la cittadinanza per riprendere il cammino sulla strada delle alleanze, dello sviluppo e della crescita produttiva. La consapevolezza della difficoltà della sfida, in un momento particolarmente delicato per il partito, ne accresce il valore anziché sminuirlo, e altrettanto fa l’umiltà di chiedere aiuto, impegno e sostegno, a tutti i cittadini e agli uomini onesti della struttura sociale”.

 

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«Aria irrespirabile tutte le sere»

LADISPOLI – Puntuale quasi come un orologio. E' l'odore acre che quasi ogni sera, da diversi anni ormai, colpisce i cittadini del quartiere Miami. Che qualcosa bruci nell'aria risulti alquanto evidente ai residenti della zona. E che questo qualcosa possa essere nocivo per la salute degli stessi risulta altrettanto evidente dal cattivo odore che emana: quasi come fosse della plastica (nei migliori dei casi) a bruciare. Purtroppo, ado ggi, le segnalazioni effettuate alle Forze dell'Ordine (Carabinieri e Polizia locale) non hanno sortito alcun effetto. Non si è infatti ancora riusciti a capire da dove questi odori acri arrivino e soprattutto chi li produca e perché. Tanto che ora il Comitato di Quartiere Miami, come anticipato già nei giorni scorsi, ha presentato un esposto alla Procura della Repubblica chiedendo un suo intervento «per cercare di verificare, nei tempi e nei modi più opportuni – si legge nel documento – (p. es: tramite ispezioni sui sistemi di controllo tracciabilità dei rifiuti e/o sulle bolle di accompagnamento merci, mappature termodinamiche aeree, centraline di rilevazione e analisi qualità dell'aria, etc.) se nelle aree circostanti il quartiere possano esserci attività illecite di privati e/o imprese (artigianali, industriali, agricole) al fine di tutelare e prevenire ogni possibile ripercussione alla salute delle famiglie interessate da questi spiacevoli episodi».
Nell'esposto il Comitato di quartiere cerca di ripercorrere un po' la storia di quanto si ritrova ad affrontare, definendo la situazione, a causa della frequenza con cui si ripete,«una situazione non più sostenibile e tollerabile in quanto a causa di potenziale e immediato pericolo per la salute degli abitanti della zona».«Ci si riferisce in particolare – si legge nell'esposto – al fatto che ormai negli ultimi giorni, praticamente tutte le sere, solitamente all'imbrunire e dal tramonto in poi, l'aria diventa quasi irrespirabile a causa di odori acri assimilabili a gomma/plastica bruciata e/o solventi, prodotti chimici». Inutile denunciare poi la situazione sui giornali nella speranza che gli autori del disagio vi pongano la parola fine. I fumi e i cattivi odori persistono. «Conseguentemente all'aver recepito numerose segnalazioni da parte dei residenti – prosegue il Comitato nell'esposto – e viste le difficoltà nel poter dare soluzione a questi accadimenti, è stata sollecitata l'iniziativa di far presente la gravità della situazione alle autorità comunali tramite apposita raccolta firme». Ora “l'ultima speranza” per risolvere definitivamente il problema: che la Procura scopra cosa accade al tramonto nei pressi del quartiere Miami e mettervi la parola fine.

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Manager in fuga dal porto

CIVITAVECCHIA – Manager e grand commis di Stato in fuga dal porto di Civitavecchia. A Molo Vespucci, infatti, in pochi giorni sono arrivate già due lettere di dimissioni da parte di nomi altisonanti del sistema portuale. 
Il primo a lasciare l’incarico di componente dell’Organismo Indipendente di Valutazione dell’Adsp è stato Claudio Gorelli, che secondo i bene informati aveva già annunciato la propria intenzione di chiamarsi fuori ad inizio estate. 

Il vero e proprio fulmine a ciel sereno è invece arrivato ieri sulla testa del comunque imperturbabile Francesco Maria Di Majo: a salutare, dopo appena 3 mesi dalla nomina ad amministratore unico della PAS (incarico accettato comunque dopo una lunga riflessione) è stato Andrea Rigoni. Il motivo che abbia spinto Rigoni a mollare tutto non è chiaro, ma secondo i bene informati la situazione economico finanziaria della società partecipata al 100% dall’Authority, che ha chiuso i bilanci in perdita per due anni di fila e – a settembre inoltrato – potrebbe apprestarsi ad avere in rosso anche il 2018 (fatto che per legge comporterebbe lo scioglimento della società), potrebbe aver indotto Rigoni a fare dietrofront prima di doversi assumere responsabilità di carattere amministrativo e contabile. Evidentemente il manager avrà valutato di non avere sufficienti margini di manovra per raddrizzare il timone, aumentando i ricavi (viste le note difficoltà di bilancio del socio unico Adsp) o riducendo i costi: il solo direttore tecnico Vincenzo Conte pesa oltre 200mila euro sui conti dell’azienda, molto più dello stesso amministratore unico da cui dipende. 

Altrettanto blindati, al momento, i motivi che hanno indotto Gorelli ad andarsene. Il potentissimo capo della segreteria tecnica di Gianni Letta a Palazzo Chigi, consigliere della Corte dei Conti, era stato il relatore del rapporto che contribuì a ‘‘silurare’’ Pasqualino Monti. 
Proprio l’aver controllato l’ente nei 3 anni precedenti fece nascere dei dubbi su una presunta incompatibilità di Gorelli ad assumere l’incarico dall’ente stesso. 
Gorelli, da sempre in eccellenti rapporti con l’ex presidente di Molo Vespucci Gianni Moscherini, arrivò a Molo Vespucci accompagnato dal grande tessitore di trame in nome e per conto di Di Maio, Ivan Magrì, che ora dovrà mettersi nuovamente al lavoro per rimpiazzare i due dimissionari eccellenti, che potrebbero presto essere seguiti da altri.

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Mensa alla Melone, Agresti: ''Anche per la CIR locali non idonei''

LADISPOLI  – Torna alla carica il dirigente scolastico della Corrado Melone, Riccardo Agresti. Ancora al centro della polemica con l'assessore alla Pubblica istruzione Lucia Cordeschi, ci sono i locali mensa della scuola. Quelli realizzati dall'amministrazione per "liberare" il polifunzionale, attiguo all'istituto e che fino allo scorso anno veniva utilizzato come mensa (oltre che luogo per spettacoli) proprio dalla Melone. 

"A seguito dell’intervista rilasciata dall’assessore Cordeschi a “Centromareradio”, sabato mattina scorso, duole essere costretti a contestare e conseguentemente “sbugiardare” l’esimia assessora che a volte non sa nulla, mentre a volte sa cose che nessuno conosce. Quale delle due situazioni sia estremamente improbabile lo lascio al giudizio del lettore, ma proprio perché, come diceva Socrate, si sa solo di non sapere, riporterò solo i dati di fatto in riscontro alle stravaganti e spesso contraddittorie affermazioni dell’assessora, frasi che riporto citando a memoria.
Assessora: “La popolazione scolastica di Ladispoli è cresciuta”, se è vero, perché sta consentendo che in altre Scuole vi siano o vi saranno aule vuote (ad esempio le aule attualmente utilizzate per ospitare i bambini di via Rapallo i cui lavori di ristrutturazione finiranno entro Natale)?
Assessora: “Chi ci ha preceduto non ha pensato la mensa”, se è vero, come spiega la presenza della sala polifunzionale che è, appunto, multi funzione con priorità mensa scolastica?
Assessora: “La ASL ha fornito parere negativo alla polifunzionale come mensa”, se è vero, come spiega l’esistenza dei documenti diffusi a tutti i genitori dai quali si evince che la mensa può coesistere con attività serali ma, se non sanificata, debba essere usata solo come mensa scolastica?
Assessora: “Esiste il parere favorevole all’uso dei nuovi locali da parte dei VVFF”, se è vero, come mai invece di fare un sopralluogo lunedì mattina, i VVFF non hanno risposto che abbiamo già il loro parere?
Assessora: “Risulta rispettato il parametro di Legge per l’affollamento previsto per la mensa”, se è vero, come mai un tecnico (architetto), il Responsabile per la sicurezza, la prevenzione e la protezione di bambini e dei lavoratori afferma il contrario su un documento ufficiale?
Assessora: “La risposta visiva dei locali è diversa, non è un rettangolo ma i tavoli entrano tutti”, se è vero che tavoli e sedie sono entrati tutti nel nuovo locale, il problema è che devono entrarci fisicamente circa 100 persone alla volta e la disposizione dei tavoli non permette una rapida evacuazione del locale.
Assessora: “Non si deve sempre parlare de PTOF della Melone”, mi domando quale sia il problema della trasparenza del nostro Istituto: se le altre Scuole realizzano volantini pubblicitari per attirare iscrizioni, perché la Melone non può parlare semplicemente dei fatti e di ciò che realmente offre? D’altronde i genitori devono avere libertà di scelta e quindi è un loro diritto conoscere per avere l’opportunità di valutare e scegliere a ragion veduta.
Assessora: “I genitori devono avere libertà di iscrizione”, esattamente ciò che affermiamo e se le iscrizioni superano la capienza dell’edificio, è il Comune che deve recuperare i locali per garantire la soddisfazione delle richieste dei genitori, ad esempio pretendendo i locali inutilizzati dalle altre Scuole o effettuando un corretto dimensionamento degli Istituti.
Assessora: “Esiste un decreto legge che ho mostrato ad Agresti che limita il numero di iscrizioni”, probabilmente l’assessora mi ha sognato e nel sogno ha stilato un decreto legge che non esiste. In ogni caso questo fatto contraddirebbe ciò che ha appena affermato: se la “Melone” deve rinunciare alle iscrizioni che vi arrivano, come sarebbe garantita la libertà di scelta dei genitori che gradiscono la nostra offerta formativa?
Assessora: “Non si deve parlare solo della Melone e del suo PTOF, tutte le Scuola lo hanno uguale”, credo che questa sia la risposta alla mia domanda precedente: se i genitori non conoscono ciò che le Scuole di Ladispoli realmente offrono, allora possono essere dirottati verso Scuole che non offrono altrettanto e la stessa assessora mostra di non conoscere le grandi differenze presenti fra una Scuola e l’altra.
Assessora: “Il Comune collabora, però fino a un certo punto, non può esaudire tutte le richieste di Agresti”, forse l’assessora dimentica che le richieste sono per i bambini e non per il dirigente. Io non chiedo benzina per la mia auto, né un aumento dello stipendio (come hanno fatto gli assessori) né altro per me, ma solo ciò che possa garantire il bene dei bambini, cittadini di Ladispoli.
Assessora: “Ho risposto no alle richieste di arredo di Agresti, ma comunque le abbiamo esaudite”, francamente non credo che chiedere banchi e sedie per i bambini sia una richiesta da non esaudire, comunque quando ricevetti la risposta negativa dell’assessora non feci una piega, avevamo già programmato di mandare le classi senza arredi a fare lezione nella sala consiliare.
Assessora: “Le Scuole lasciano arredi nuovi alle intemperie, compresa la Melone”, ora se avessimo avuto gli arredi nuovi (negati a luglio, e ricevuti solo la scorsa settimana) non li avremmo richiesti, non ce ne avrebbero dati altri la scorsa settimana, non li avremmo lasciati alle intemperie, evidentemente l’assessora ci confonde con altre scuole, alla Melone non abbiamo “arredi nuovi” da lasciare alle intemperie. Non li abbiamo punto!
Assessora: “Le aule ci sono tutte per tutti”, certamente non grazie al suo lavoro che è solito svolgere senza chiedere né confrontarsi perché “io sono l’assessore e decido io” (sic!), ma grazie all’aiuto del Sindaco. Se non fosse intervenuto confrontandosi con la Scuola per conoscere le problematiche, le nostre tre classi che l’assessora ha fatto spostare dalla Livatino per lasciare vuote le aule (che saranno usate da chi?) sarebbero andate a fare lezione in sala consiliare.
Assessora: “I genitori hanno solo una parte delle informazioni che il Comune ha”, “Il Comune conosce altre verità”, “la sala polifunzionale ha problemi strutturali”, “La ASL ha vietato un uso promiscuo”, “La CIR avrebbe dovuto igienizzare la sala dopo l’uso serale”, “La sala polifunzionale sarà usata solo come teatro perché gli uffici appositi lo hanno stabilito”, effettivamente nessuna di queste frasi trova riscontro fra i documenti a disposizione della Scuola o comunque dei cittadini, non vorrei che si tratti di uno dei famosi sogni dell’assessora. Restiamo in attesa di poter vedere questi fantomatici documenti, che una seria amministrazione avrebbe dovuto mettere immediatamente a disposizione invece di permettere l’uso della sala polifunzionale. Se questi documenti su problemo strutturali esistono veramente, la cosa sarebbe gravissima perché significherebbe che il Sindaco ha messo a rischio la salute dei bambini e dei lavoratori della Melone!
Assessora: “La sala sarà disponibile per spettacoli e laboratori mattutini per tutte le scuole di Ladispoli”, ma allora i problemi strutturali ci sono o no? L’assessora dimentica però un piccolo particolare, la sala polifunzionale non è sua proprietà e la struttura è disponibile per il Comune (come lo è la palestra) solo dopo il termine delle lezioni dell’Istituto dove è ubicato, per cui nessuno può mettervi piede senza l’autorizzazione del dirigente scolastico. Ora è vero che personalmente non avrò alcun problema a cedere i locali per i bambini di altre Scuole (per me i bambini hanno tutti gli stessi diritti), ma è anche vero che non mi risulta che le altre Scuole (e non per le recite di fine anno) in questi anni abbiano mai avuto necessità di locali come la sala polifunzionale. Nemmeno quando la sala consiliare (concessaci senza problemi dal Sindaco Paliotta) ospitò personalità ragguardevoli, nessuna classe, eccetto che dalla Melone, ha mai partecipato (anche a causa delle distanze delle rispettive sedi). Nel ribadire che personalmente autorizzerò l’ingresso di qualsiasi classe entro il recinto della Melone, non vorrei che l’assessora stia pensando di sprecare altri soldi dei cittadini per bypassarmi e recintare la sala polifunzionale per metterla fuori dagli spazi di mia competenza e responsabilità.
Assessora: “Ho chiesto io alla CIR di dare i panini per il pic nic”, forse l’assessora non sa ciò di cui io sono perfettamente a conoscenza ovvero che la stessa CIR ritiene inidonei i locali da lei fatti realizzare con i soldi pubblici e che la CIR non avrebbe fornito alcun pasto lunedì se non avesse saputo che i docenti avevano deciso, a loro volta, di non far entrare alcun bambino nei locali adibiti a mensa portandoli a consumare un panino all’aperto; forse l’assessora non sa che da un accordo di venerdì pomeriggio la CIR ha concesso i pranzi al sacco che i nostri alunni consumeranno all’aperto sotto la sorveglianza dei docenti, altrimenti la Scuola avrebbe dovuto chiudere le lezioni alle ore 13.00 senza avere potuto avvisare alcuno.
Assessora: “Martedì i bambini mangeranno a mensa”, poiché non credo che l’assessora non abbia minima coscienza della realtà che dovrebbe gestire, posso ipotizzare che abbia la bacchetta magica e martedì sarò a mensa a mangiare con i bambini.
Assessora: “Faremo una pseudo protesta al MIUR”, probabilmente, anzi sicuramente, ho compreso male: l’assessora andrà al MIUR insieme ad altri a fingere una manifestazione?
Devo avere capito male!"

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Dimissioni, Mencarini lapidario: ''Il dado è tratto''

TARQUINIA – È andato in Comune, si è intrattenuto con qualche amico, ha parlato con il segretario generale, con il prefetto, ma dei consiglieri di maggioranza dice di «non voler sapere più nulla». «Potevano pensarci prima». Forse esagera o forse dice il vero ancora sull’onda degli eventi, certo è che ad oggi il sindaco di Tarquinia Mencarini, si mostra lapidario e convinto delle dimissioni.  Ieri, nel giorno dell’auspicata intesa, ha infatti lasciato trasparire tutta la sua determinazione verso una chiusura definitiva.
«Il dado è tratto. Tra venti giorni io me ne vado e arriverà il commissario. – ha scandito – Loro lo sapevano che il giorno in cui mi sarei stancato più del solito mi sarei dimesso». 
Irremovibile nel non voler spiegare nello specifico le motivazioni alla base delle dimissioni, il sindaco Mencarini si trincera dietro il solo comunicato e le «ragioni politiche».
«È per rispetto della città che me ne vado. – dice – Tutti i gruppi di questa maggioranza hanno colpe; ognuno le proprie. Io mi sono stancato e quindi basta così. Non potendo governare è inutile che sto in Comune a perdere tempo. Io non faccio il domatore. Nel comunicato che ho diffuso ho riportato tutto quello che c’è da dire». Chiusura totale anche verso l’ipotesi di accogliere un contratto di governo e verso la manifestata fiducia nell’operato del sindaco da parte della sua squadra. «Quello che scrivono oggi i consiglieri di maggioranza non conta più niente. Ormai è tardi», sottolinea in tono di rimprovero. 
Sul fatto di lasciare una città senza una guida, a soli 14 mesi dall’elezione, Mencarini è altrettanto ferreo: «La responsabilità di quello che accadrà in futuro non può essere addebitata al sindaco, ma è di tutti gli amministratori». I giorni intanto scorrono e il margine per un ripensamento forse resta ancora nelle mani dei gruppi di maggioranza e sulla loro capacità di essere adeguatamente  convincenti.

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Dimissioni Mencarini, Areasx: “Sancita la totale inconcludenza dell’azione amministrativa”

TARQUINIA – “APPRENDIAMO CON VERO  DISPIACERE DELLE DIMISSIONI DEL SINDACO PIETRO MENCARINI”. Areasx, svolta a sinistra, commenta le dimissioni del sindaco di Tarquinia Pietro Mencarini.

“PERCHè SCINDERE LE FACCENDE PERSONALI DA QUELLE POLITICHE è UN DOVERE PRIMA DI TUTTO CIVICO E POI ETICO. – afferma il gruppo che fa capo a Piero Rosati –  TUTTAVIA CI SORPRENDE LEGGERE  CHE LE MOTIVAZIONI DELLE DIMISSIONI, PRIMA CHE PERSONALI, SONO STATE POLITICHE. NELLA NOTA SI LEGGE FORTE E CHIARO CHE, LA TOTALE DISARMONIA CHE REGNA ALL'INTERNO DI QUESTA PSEUDO MAGGIORANZA, LO SPINGE A RASSEGNARE LE DIMISSIONI. MAI  ABBIAMO ASSISTITO A  MODO PEGGIORE PER CONCLUDERE UNA  ESPERIENZA POLITICA E AMMINISTRATIVA”.

“PER NOI DI AREASX, A SANCIRNE IL TOTALE FALLIMENTO è STATA IN PRIMIS  LA TOTALE  INCONCLUDENZA  NELL'AZIONE AMMINISTRATIVA. NULLA DI QUANTO PROMESSO IN CAMPAGNA ELETTORALE HA VISTO LUCE. NON UN PROGETTO, NON VI è STATO IL TANTO PROPAGANDATO  RILANCIO TURISTICO, I NUMERI DELLE PRESENZE AL LIDO STANNO Lì, IMPIETOSI A TESTIMONIARNE IL RISULTATO. NULLA SUL FRONTE DEL LAVORO E DELLO SVILUPPO DEL PAESE. LA TOTALE ASSENZA DI PROGGETTUALITA', SONO LA TESTIMONIANZA INESORABILE  DEL FALLIMENTO”. 

“NULLA SUL FRONTE DEGLI INGENTI FINANZIAMENTI EUROPEI AI QUALI SI POTEVA ACCEDERE – prosegue Areasx – TANTE FESTE, VERO, CHE ABBIAMO PAGATO NOI CITTADINI MENTRE I NOSTRI FIGLI LANGUONO NELLA DISOCCUPAZIONE. PIANO PARCHEGGI QUELLO SCONOSCIUTO INSIEME AL PARCO ARCHEOLOGICO E AL PIANO REGOLATORE GENERALE. E COME UN BRODO CHE LANGUE E IL PEGGIO AFFIORA, ALLA UNIVERSITA AGRARIA, NON SI RIESCE AD AVERE UN BILANCIO AMMINISTRATIVO DA APRILE. DA SEI MESI L'ENTE NON RIESCE  PARTORIRE UNO STRACCIO DI  BILANCIO, STRUMENTO INDISPENSABILE, OLTRE CHE ADEMPIMENTO OBBLIGATORIO DI LEGGE.IN COMPENSO CI SONO STATI AUMENTI  DELL'ACQUA INDISCRIMINATI PER GLI UTENTI DEGLI ORTI, CERTO QUELLO RIESCE BENE A TUTTI NONOSTANTE LE CHIACCHIERE DA CAMPAGNA ELETTORALE”.

“CREDO SIA ARRIVATO IL MOMENTO CHE SI RICHIEDA ALLA REGIONE UN COMMISSARIAMENTO STRAORDINARIO PER PORRE FINE ANCHE A QUESTA INUTILE QUANTO INCONCLUDENTE PARODIA DI UNA VERA AMMINISTRAZIONE. CIRCA POI LA QUERELLE, OGGETTO DI AFFAIRE SCANDALISTICO DURANTE LA CAMPAGNA ELETTORALE SULLA  TALETE, RICORDATE? NON ABBIAMO PIU AVUTO NOTIZIA. IL BELLO DELLA PROPAGANDA! NON ABBISOGNA DI ATTI CONCRETI. POTREMMO CONTINUARE PER MILLE RIGHE  AD ELENCARE QUANTO è STATO PROMESSO E NON FATTO PRIMA DELLE ELEZIONI”.

“OGGI IL SINDACO CI DICE CHE LA COLPA è DA RICERCARE NEGLI INTERESSI DI BOTTEGA E DI AMBIZIONI PERSONALI  DI GRUPPI CONSIGLIARI IN SENO ALLA MAGGIORANZA. – conclude Areasx-  E PER QUESTO RITIENE, PER RISPETTO AL SUO PAESE, DI DOVERSI DIMETTERE, MAI DIMISSIONI FURONO COSI BENEDETTE. PRENDIAMO ATTO DELLA SUA CORRETTEZZA E, FORSE, VERO AMORE PER TARQUINIA. MA ALTRETTANTO, CHE IL VERO CAMBIAMENTO CHE MERITA QUESTO PAESE ANCORA  A DA VENIRE. UN SALUTO SINCERO PIETRO, NELLA SPERANZA CHE QUESTE NUOVE ELEZIONI ALL'ORIZZONTE, FACCIANO UN BEL PO’ DI PIAZZA PULITA”.

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L’Atletico Tirrena scalda i motori

Tutto pronto e tante novità per la nuova stagione sportiva per il club gialloblu dell’ Asd Atletico Tirrena Civitavecchia. 
Lunedì prossimo sarà il giorno del raduno con l’inizio della preparazione per le girl di mister Olimpia Santoro, un roster totalmente rinnovato eccezione fatta per le fedelissime dalla scorsa stagione, tante new entry e tanti ritorni di nomi importanti alla corte di patron Ermanno Muneroni, che dichiara: «Questa stagione per noi sarà l’esame di maturità per le tante compagini allestite al femminile, a partire dalla prima squadra, dove sarà vietato sbagliare dentro e fuori dal campo, non ammetterò comportamenti che non siano consoni con il nostro pensiero e valori di società sportiva, i tanti nostri sforzi economici, fisici e mentali non possono essere che ripagati con la loro serietà, professionalità e attaccamento a questa maglia, che a oggi ci vede protagonisti e unica realtà di questo movimento al femminile della città». 
Il numero uno dell’Atletico Tirrena traccia poi l’obiettivo stagionale: «Con i tanti nomi nuovi, una su tutte Arlena La Rosa (nella foto), giocatrice di spessore, con tanti campionati disputati nella massima categoria nazionale, capitan Martina Maurelli e le compagne tutte avranno il compito e l’obiettivo di puntare al salto di categoria, traguardo che tarda ad arrivare da molte stagioni vissute comunque da protagonisti. Il nostro lo stiamo facendo, mi aspetto altrettanto da loro in campionato». 
Muneroni, infine, parla anche delle giovani: «Gli altri roster allestiti sono i tre gruppi Under 13, 15, 17, anche qui tanti nomi nuovi e ritorni importanti, lo staff tecnico allestito, avrà il compito di prepararle già da questa stagione con l’obiettivo di fare bene  nei rispettivi campionati e in prospettiva futura di essere il serbatoio della prima squadra».

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Bedegoni e Balzarotti trionfano agli Europei endurance

Ancora un’entusiasmante domenica messa agli archivi per la Mtb Santa Marinella-Cicli Montanini che ha lasciato ancora il segno nel fuoristrada sia in Italia che all’estero. L’impegno di maggior rilievo è stato il campionato europeo endurance della 12 Ore a Monaco di Baviera in Germania dove il colore verdefluo ha brillato grazie all’ennesima ed ottima performance di Lorenzo Bedegoni e Ilaria Balzarotti. 
Una coppia ben collaudata che in più di un’occasione ha sempre centrato il massimo risultato ed anche in terra tedesca ha fatto altrettanto, al termine di un’impresa dove i due bikers si sono autogestiti alla perfezione. Dalla Germania al Veneto per un altro trionfo in coppia quello firmato da Gianfranco Mariuzzo e Michele Feltre a segno nella Pedalonga sulle montagne del Comelico. Una competizione particolare dove i due bikers santamarinellesi hanno dovuto pedalare sempre vicini e senza accumulare troppo distacco. Scegliendo il percorso granfondo, il loro sforzo è stato premiato con il settimo posto assoluto e la vittoria nella speciale classifica over 100 (in base alla somma della loro età). Nel Lazio era in programma a Montefiascone la granfondo dell’Est Est Est, prova del circuito Maremma Tosco Laziale. L’edizione 2018 presentava la novità del percorso marathon dove si è distinto ottimamente Diego Antimi con un terzo posto di categoria master 1, mentre gli altri compagni di squadra hanno optato per la tradizionale granfondo con l’ottavo posto di Marco Becattini tra i master 4, il secondo di Borgi e il terzo di Angelo Ciancarini tra i master 6. Unica appendice su strada con Pierluigi Stefanini di scena a Grosseto al Gran Premio Red White dove ha colto il 18°posto assoluto e il terzo di categoria tra i gentlemen 1.

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Cpc preoccupata per il futuro occupazionale

CIVITAVECCHIA – «Non si stanno perdendo 600 posti di lavoro, ma si sta perdendo la possibilità di dare un futuro a questa città. E di questo il sindaco deve risponderne». È chiaro il presidente della Compagnia portuale Enrico Luciani. Non ci sta a far passare come violenti i lavoratori che venerdì mattina si sono portati all’aula Calamatta durante il consiglio comunale. «Volevamo avere un confronto con il Sindaco e con il consigliere Fortunato dopo la decisione – ha spiegato Luciani – di sospendere senza reale motivo il tavolo istituzionale del lavoro. Confronto al quale, volutamente, si sono sottratti».

Come ha scritto anche l’assessore Alessandra Lecis in uno dei tanti post su Facebook, «il sindaco non aveva nessuna intenzione di assistere a questa pupazzata». «Ha detto che non ci avrebbe concesso questo palcoscenico – ha aggiunto Luciani – questa è la vera violenza, girare le spalle alla città e al lavoro». Lavoro che oggi è al centro dell’attenzione. Perché le vertenze aperte sono tante. E preoccupanti. Soprattutto perché legate a quella che è l’unica realtà che, negli ultimi anni, è riuscita a garantire occupazione.

La questione della Cfft e dello scarico dei container è l’ultima in ordine di tempo. La Chiquita minaccia di lasciare lo scalo. Ormai è chiaro. Anzi, vuole risposte e certezze entro il 10 agosto. Perché se è vero che l’ordinanza del presidente Francesco Maria Di Majo indica il 15 settembre come data per riportare lo scarico dei container solo ed esclusivamente al terminal della Rtc, è altrettanto vero che il viaggio di una bananiera dura circa 20 giorni. E quindi almeno un mese prima Chiquita vuole sapere se potrà o meno attraccare al porto di Civitavecchia o se dovrà modificare la rotta, definitivamente. E questo produrrà un effetto dirompente nello scalo. «Se le navi lasceranno il porto – ha aggiunto Luciani – Cfft sarà costretta a licenziare, e così anche la Cpc e altre imprese. Ma non preoccupa solo questo. Preoccupa il fatto che simili atteggiamenti e decisioni minano le basi per costruire un futuro occupazionale, per dare risposte in termini di lavoro e sviluppo ad una città martoriata. Volevamo dire questo al sindaco, chiedendogli di riaprire il tavolo del lavoro, necessario proprio per affrontare le vertenze. Si perdono posti di lavoro senza crearne di nuovi. Cozzolino chieda scusa quindi ai lavoratori, per aver abbandonato l’aula senza motivo. Riattivi il tavolo e si dimetta per incapacità davanti ad una città senza prospettiva: in questi quattro anni non si è visto nulla a favore del lavoro, dell’occupazione e dello sviluppo». 

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