Mauro Maccarini trovato senza vita a Monte Romano

CIVITAVECCHIA – È stato trovato senza vita Mauro Maccarini, il medico civitavecchiese scomparso il 2 dicembre scorso dall'ospedale Belcolle di Viterbo. Lo psichiatra era ricoverato nella struttura quando ha deciso di allontanarsi, senza dare però più alcuna notizia di sè, neanche ai familiari. La sorella e i genitori avevano subito lanciato l'appello, ripreso anche dalla trasmissione televisiva "Chi l'ha visto?", denunciandone la scomparsa ai carabinieri.   

Il corpo del 48enne sarebbe stato trovato in un torrente nelle campagne di Monte Romano. A dare l'allarme un cacciatore che si trovava nella zona. Sul posto carabinieri e Vigili del fuoco. (SEGUE)

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Registro tumori, Pap: ''Parlarne a ridosso della campagna elettorale è sconcertante''

CIVITAVECCHIA – “Parlare di registro tumori solo a ridosso della campagna elettorale è sconcertante e rivela lo spessore politico di chi evidentemente ama la propaganda spicciola e non ha alcuna intenzione di risolvere i problemi esistenti”.

Sulla mancata pubblicazione del Registro tumori interviene anche Potere al popolo Civitavecchia, dopo il botta e risposta dei giorni scorsi tra il sindaco Cozzolino, con il supporto del consigliere alla Pisana Porrello, e la Regione.

“Il registro dei tumori doveva essere online da tempo ed i suoi dati resi pubblici già da tre anni. Il presidente Zingaretti – continuano da Pap – lo annunciò molto tempo fa insieme al provvedimento di giunta che lo istituiva. Da quel momento però le dichiarazioni trionfalistiche e le promesse altisonanti hanno lasciato spazio al silenzio, all'omissione e all'omertà. Questo vero e proprio affronto alla popolazione civitavecchiese pare sia stato addirittura in grado di risvegliare nelle ultime ore – tuonano dal partito – il sindaco Cozzolino da quel letargo istituzionale che lo ha reso immobile e passivo di fronte a tutte le criticità ambientali del nostro territorio. Finalmente, ora che il suo mandato sta per concludersi, anche Cozzolino si è ricordato di questo importantissimo strumento di monitoraggio che doveva già essere a disposizione di medici, amministratori e cittadini. A questi due rappresentanti istituzionali vorremmo ricordare che il registro dei tumori è una cosa seria e la drammatica condizione ambientale che ormai da anni vivono i cittadini del territorio di Civitavecchia non consente a nessuna forza politica di poter parlare a sproposito, se non altro – incalzano – per una questione di rispetto nei confronti di chi sulla propria pelle ha vissuto e sta vivendo gli effetti nefasti che certi scandali ambientali – resi possibili da una politica da sempre debole, ingorda e asservita ai potenti di turno –  continuano a determinare”.

Duro Pap che punta il dito: “Non esiste oggi in campo alcuno schieramento politico in grado di poter affermare senza essere smentito di non avere sulla coscienza almeno una fonte inquinante. I cittadini di questo territorio – continuano dal partito – hanno il diritto di conoscere il loro stato di salute e da parte nostra non possiamo che rivolgere agli organi competenti l’invito a pubblicare il prima possibile i dati del registro tumori. Siamo pronti ad alzare il tiro, ad inchiodare i responsabili di ritardi ed omissioni alle loro responsabilità.  Allo stesso modo invitiamo quei politici “buoni per tutte le stagioni” e quelli che “improvvisamente hanno smesso di gridare” a scegliere un terreno diverso sul quale misurare la loro inconsistenza politica. La salute dei cittadini – concludono dal partito – va difesa con azioni politiche incisive, non certo utilizzata per inopportuni e offensivi teatrini di bassa lega".

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Registro dei tumori, Cozzolino: ''Zingaretti provveda alla pubblicazione al più presto''

CIVITAVECCHIA – “Il registro dei tumori nel Lazio avrebbe dovuto essere on line e attivo entro il 31 dicembre 2015. Questo stabilisce una legge della Regione Lazio, approvata dalla Giunta Zingaretti, che non era mancata di auto complimentarsi sul tema”. Duro intervento del sindaco Antonio Cozzolino che ricorda come, ad oggi, non ve ne sia alcuna traccia.

“Come Sindaco ho inviato una richiesta di spiegazioni al Dep e per ottenere riscontro (a distanza di due mesi) ho dovuto sollecitare più volte. In particolar modo – continua Cozzolino – un passaggio della risposta è a mio avviso inaccettabile "…Stiamo inoltre realizzando- cita –  una piattaforma online che raccoglie indicatori di Stato di Salute della popolazione residente nel Lazio che conterrà anche i dati sull'incidenza di tumori e che sarà pronta nei prossimi mesi…". A marzo 2018, in sede di riunione in Regione per parlare di osservatorio ambientale, i rappresentanti del Dep ci avevano assicurato che la pubblicazione del registro sarebbe stata imminente”.

Cozzolino non ci sta e punta il dito contro il governatore Zingaretti che “dovrebbe smetterla di prendere in giro gli abitanti del Lazio e provvedere al più presto al rispetto della legge da loro stessi promulgata e che i cittadini della nostra Regione – conclude – ed in particolar modo della nostra città, aspettano da ormai 3 anni.

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Primarie Pd, non si placano le polemiche

CIVITAVECCHIA – Non si placano i commenti al risultato delle elezioni primarie regionali del Partito democratico che hanno visto la vittoria di Astorre su Mancini. 
Dopo Marietta Tidei e Valentino Carluccio questa volta è Mirko Mecozzi a prendere parola: «In vista delle prossime elezioni amministrative crediamo che il risultato delle primarie consegni un quadro di sostanziale equilibrio fra le forze in campo, ragion per cui auspichiamo che si possa aprire una serena e costruttiva discussione sul futuro della città che evidentemente non potrà passare attraverso alcuna forma di imposizione di candidature precostituite e di vecchi accordi, bensì attraverso il merito, il rinnovamento e la valorizzazione delle figure dirigenti nell’interesse della città». Non la pensano in questa maniera Stefano Giannini e Claudia Feuli (che non si è schierata nel corso della disputa regionale). I due dem, accoppiati nella corsa elettorale alle ultime amministrative,  sottolineano la vittoria di Astorre e si stupiscono delle parole di Marietta Tidei che nei giorni scorsi aveva criticato l’impegno degli ex Sel di  Luciani nella corsa alle  primarie Pd: «E’ un area che è sempre stata fondamentale per il centrosinistra in questa città a partire da quando nel 2012 contribuì all’elezione del sindaco Pietro Tidei, passando per l’elezione della allora deputata Marietta Tidei con le parlamentarie del Pd per arrivare all’elezione di Nicola Zingaretti che ha voluto un’ampia coalizione che si è dimostrata poi la sua forza. Stupisce leggere l’articolo di Marietta Tidei che ha più il sapore dello sfogo che non un intervento di un consigliere regionale che rappresenta questo territorio. Il fatto che la competizione l’abbia vista sfavorita in quanto capolista della mozione Mancini non dovrebbe essere vista come una sconfitta personale ma come un confronto tra mozioni congressuali che hanno ottenuto entrambe un grande consenso». In sintesi Giannini e la Feuli riportano in versione ufficiale la schermaglia avvenuta su Facebook in cui proprio Marietta Tidei. Da una parte Tidei che ripeteva il concetto della vittoria frutto di altri (con tanto di foro ritraente volti noti della Cpc) dall’altra Giannini che sottolineava come quelle stesse persone l’avessero votata in altri contesti.

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''Nei casi di frode cittadini sempre più indifesi''

SANTA MARINELLA – Continua la battaglia del consigliere comunale del M5S Francesco Settanni per difendere i diritti dei cittadini, tartassati da società di servizio e indifesi verso chi non rispetta i contratti stipulati. «In questa economia globalizzata – spiega Settanni – il cittadino necessariamente, per vivere, è costretto ad interagire con un mercato di prodotti e servizi costituito da soggetti ed operatori sempre più aggressivi, spregiudicati e potenti per via della possibilità loro concessa di concentrare poteri che vanno anche al di là del solo potere economico commerciale. Il cittadino è quindi sempre più indifeso in caso di frode, truffa, lesione dei propri diritti e pregiudizi a lui arrecati a volta a causa dell’esigenza di dover accedere all’acquisto di prodotti e servizi, o anche semplicemente disorientato di fronte alla eccessiva varietà delle offerte che il mercato propone o magari incapace di leggere tra le righe di un contratto che gli viene presentato. Per fornire all’amministrazione comunale, l’opportunità di ampliare il ventaglio e la qualità dei servizi offerti ai cittadini, visto che tale servizio a costo zero per il Comune non è svolto in forma pubblica sul territorio municipale da alcuna associazione, abbiamo pensato, per questo, di proporre all’amministrazione comunale una mozione affinchè anche il nostro Comune, così come già fatto da altri Comuni, possa dimostrare la propria vicinanza alla comunità nel venire incontro ai cittadini per la trattazione delle problematiche suindicate, con il supporto di una associazione come il Codacons,  leader nello specifico settore della tutela e difesa di utenti e consumatori”. Mozione che è stata accolta favorevolmente dall’intero consiglio comunale.

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La Confcommercio boccia l'outlet a Fiumaretta

CIVITAVECCHIA – La Confcommercio boccia sonoramente l'outlet di Fiumaretta. E lo fa alla luce dell'incontro avuto nei giorni scorsi con l'amministrazione comunale che, su richiesta, ha messo a disposizione dell'associazione la documentazione relativa al progetto. Documentazione che, una volta vagliata e studiata dai tecnici, ha portato la Confcommercio a criticare aspramente la scelta dei Cinque Stelle. Martedì scorso, infatti, si è riunito il direttivo dell'associazione che ha contestato duramente l’opera auspicando che si possa aprire, attraverso l’indispensabile coinvolgimento delle associazioni di categoria, un confronto che possa portare ad un ripensamento circa l’intero progetto.

Il direttivo innanzitutto stigmatizza il comportamento tenuto dall’amministrazione "che deliberatamente – hanno spiegato – ha sempre omesso qualsiasi forma di concertazione con le associazioni dei commercianti sul progetto Outlet. Oltretutto manca la necessaria chiarezza in quanto dalle notizie ufficiali diffuse, in un primo momento, si era parlato espressamente di attività dedicate ai soli passeggeri in stile aeroporto, mentre, al contrario, oggi si parla di attività aperte al pubblico indistintamente. Manca una adeguata informazione in ordine alle attività che si andranno ad inserire a questo punto nel circuito del commercio cittadino e del comprensorio, situazione che sta determinando lo stato di agitazione di molti commercianti. Ancor più grave il fatto che non vi sia alcuna proposta tesa ad incentivare il commercio in città e la previsione di un piano organico integrato del commercio e della viabilità che indichi chiaramente le prospettive di sviluppo e di crescita per il settore. Il progetto così come presentato risulta essere una iniziativa estemporanea a spot, come le Terme ed Italcementi, non inserito in una progettualità di sistema ben definita ed integrata nel tessuto cittadino".

Secondo la Confcommercio l’unica certezza è che l’amministrazione sta ponendo in atto "una vera e propria strategia di affossamento delle attività commerciali cittadine – hanno aggiunto – attraverso la realizzazione di una serie di opere infrastrutturali quali il Welcome Center a largo della Pace, il progetto di stazione ferroviaria di collegamento per i croceristi a via Pacinotti nei pressi del vecchi deposito Rfi e l’outlet a Fiumaretta".

A tutto questo la Confcommercio si è opposta in modo deciso, soprattutto perché "la politica dei centri commerciali ha ormai fallito ed in tutto il mondo – hanno sottolineato – vengono abbandonate queste forme di aggregazione del commercio, mentre a Civitavecchia si prefigura una mera speculazione edilizia per fini di bilancio a spese dei commercianti e di tutta la città. Noi riteniamo invece che andrebbe valorizzata la vocazione turistica della città sulla spinta che potrebbe derivare dal recupero del Forte Michelangelo, della terrazza Guglielmi e dalla prossima dismissione della centrale a carbone nel 2025. Il centro cittadino ed il waterfront con tutte le attività in base alle strategie dell’amministrazione comunale saranno incredibilmente penalizzati e defenestrati dalla cartina dei croceristi e degli equipaggi che non avranno più alcun motivo di affacciarsi in città. Onestamente ci aspettavamo qualcosa di diverso rispetto ai soliti triti e ritriti studi di fattibilità in stile vecchia politica per giustificare una scelta, seppure legittima dell’amministrazione, ma strategicamente sbagliata, dannosa e che si rivelerà fallimentare. È evidente lo stato confusionale di chi propone la chiusura dei centri commerciali la domenica ma nel contempo progetta la costruzione di altri centri commerciali".

Da qui la richiesta all'amministrazione comunale, "affinché dica chiaramente e senza fraintendimenti se intende coinvolgere tutte le associazioni di categoria al fine di ascoltare e recepire le istanze dei commercianti in un vero progetto armonico in grado di tutelare e sviluppare – hanno concluso dalla Confcommercio – le potenzialità della città. Se così fosse, come auspichiamo, nello spirito di collaborazione che ha sempre improntato l’associazione, saremo pronti a fare la nostra parte".

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''Si attesti la reale pericolosità degli alberi''

SANTA MARINELLA – La lista civica Il Paese che Vorrei interviene in merito al ventilato abbattimento di alcuni pini presenti in piazza Trieste. “Questa piazza – dicono i responsabili della lista – rappresenta un elemento importante della città anche in virtù della presenza delle sue alberature che, immerse nello scenario architettonico, convivono con i frequentatori della piazza offrendo godibilità ambientale e benessere. Oggi, sulla base di una relazione fondata su un’indagine visiva priva di ogni elemento di dettaglio sulle criticità e sui conseguenti indici di rischio, l’amministrazione vorrebbe procedere al loro abbattimento. Ci preme sottolineare che non abbiamo posizioni preconcette nei confronti dell’abbattimento, quindi chiediamo che il Comune affronti questo problema applicando le stesse regole che impone per l’abbattimento di alberature private. Cosa deve fare un cittadino che ritiene pericoloso un suo albero per procedere all’abbattimento? Deve far eseguire una relazione basata su indagini strumentali per attestare la reale pericolosità dell’albero, deve dichiarare nella relazione tecnica quale albero intende mettere a dimora in sostituzione di quello che si accinge ad abbattere, deve sostituire l’albero abbattuto con quello che ha indicato. Chiedere che l’amministrazione si comporti allo stesso modo con cui prevede che si comportino i cittadini, non ci sembra pretendere troppo. La relazione elaborata dall’agronoma incaricata dal Comune, non rileva alcuna malattia degli alberi e, nel suggerirne l’eliminazione, non si avvale di alcuna rilevazione strumentale. Diverse tecniche potrebbero essere utilizzate per consentire di misurare, e non solo ipotizzare, la reale stabilità dell’albero e quindi la sua eventuale pericolosità». «Se per salvaguardare la sicurezza dei cittadini sarà necessario abbattere alcuni pini – dicono dal Paese che Vorrei – chiediamo tre semplici cose. Che questa decisione venga presa a fronte di dati che attestino il reale pericolo, che la relazione individui la specie di alberi da mettere a dimora in sostituzione dei pini da abbattere, che contestualmente all’abbattimento vengano impiantati altri alberi per ripristinare le condizioni di godibilità della piazza. L’eventuale abbattimento costituisce una perdita di valore per la collettività e il regolamento comunale impone che questo danno sia quantomeno mitigato dall’immediata nuova piantumazione». «Queste considerazioni – conclude la nota – scaturiscono da una sensibilità ambientale e un amore nei confronti del nostro territorio che speriamo siano condivisi dall’amministrazione, il loro accoglimento costituirebbe l’esempio del corretto comportamento che il Comune ha il dovere di dare ai suoi cittadini sul tema della tutela dell’ambiente, dei beni comuni e del patrimonio collettivo».

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''Si attesti la reale pericolosità degli alberi''

SANTA MARINELLA – La lista civica Il Paese che Vorrei interviene in merito al ventilato abbattimento di alcuni pini presenti in piazza Trieste. “Questa piazza – dicono i responsabili della lista – rappresenta un elemento importante della città anche in virtù della presenza delle sue alberature che, immerse nello scenario architettonico, convivono con i frequentatori della piazza offrendo godibilità ambientale e benessere. Oggi, sulla base di una relazione fondata su un’indagine visiva priva di ogni elemento di dettaglio sulle criticità e sui conseguenti indici di rischio, l’amministrazione vorrebbe procedere al loro abbattimento. Ci preme sottolineare che non abbiamo posizioni preconcette nei confronti dell’abbattimento, quindi chiediamo che il Comune affronti questo problema applicando le stesse regole che impone per l’abbattimento di alberature private. Cosa deve fare un cittadino che ritiene pericoloso un suo albero per procedere all’abbattimento? Deve far eseguire una relazione basata su indagini strumentali per attestare la reale pericolosità dell’albero, deve dichiarare nella relazione tecnica quale albero intende mettere a dimora in sostituzione di quello che si accinge ad abbattere, deve sostituire l’albero abbattuto con quello che ha indicato. Chiedere che l’amministrazione si comporti allo stesso modo con cui prevede che si comportino i cittadini, non ci sembra pretendere troppo. La relazione elaborata dall’agronoma incaricata dal Comune, non rileva alcuna malattia degli alberi e, nel suggerirne l’eliminazione, non si avvale di alcuna rilevazione strumentale. Diverse tecniche potrebbero essere utilizzate per consentire di misurare, e non solo ipotizzare, la reale stabilità dell’albero e quindi la sua eventuale pericolosità». «Se per salvaguardare la sicurezza dei cittadini sarà necessario abbattere alcuni pini – dicono dal Paese che Vorrei – chiediamo tre semplici cose. Che questa decisione venga presa a fronte di dati che attestino il reale pericolo, che la relazione individui la specie di alberi da mettere a dimora in sostituzione dei pini da abbattere, che contestualmente all’abbattimento vengano impiantati altri alberi per ripristinare le condizioni di godibilità della piazza. L’eventuale abbattimento costituisce una perdita di valore per la collettività e il regolamento comunale impone che questo danno sia quantomeno mitigato dall’immediata nuova piantumazione». «Queste considerazioni – conclude la nota – scaturiscono da una sensibilità ambientale e un amore nei confronti del nostro territorio che speriamo siano condivisi dall’amministrazione, il loro accoglimento costituirebbe l’esempio del corretto comportamento che il Comune ha il dovere di dare ai suoi cittadini sul tema della tutela dell’ambiente, dei beni comuni e del patrimonio collettivo».

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