MINISTERO DELLA SALUTE – DECRETO 19 ottobre 2018

Elenco annuale, aggiornato al 30 settembre 2018, delle imprese
autorizzate alla fabbricazione, impiego e commercio all'ingrosso di
sostanze stupefacenti e psicotrope e delle imprese titolari di
licenza per le sostanze classificate nella categoria 1 dei precursori
di droghe. (18A07056)

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Cozzolino: "Tidei pensi alla Perla"

CIVITAVECCHIA – Il maltempo è ancora in corso ma il peggio sembra passato. I venti di tempesta dei giorni scorsi hanno comunque lasciato strascichi tra le infrastrutture ma anche tra i politici locali.
Iniziamo dalle infrastrutture. La conta dei danni è presto fatta dai vigili del fuoco. Oltre alla Marina decine sono i cornicioni e gli alberi che hanno avuto bisogno dell’intervento degli uomini della Bonifazi. I Vigili del Fuoco sono intervenuti  anche in soccorso dei colleghi di Marino. Uno sforzo che ha reso necessari doppi turni per tutto il giorno e la notte. Il coordinamento è partito da Roma e ha permesso alle infrastrutture ferroviarie e stradali di non collassare. «La costante presenza di decine di tecnici e operatori di vigilanza sulle strade -. Hanno elogiato i consiglieri dell’Area Metropolitana Manunta e De Vito – hanno portato a interventi tempestivi ed evitato ulteriori danni e una conseguente rapida riapertura delle strade». Sotto il profilo politico gli attacchi di Tidei a Cozzolino non sono passati inosservati. Il Sindaco ha postato sulla sua pagina Facebook un commento al vetriolo, condito da un foto montaggio di Pietro Tidei in versione roditore. Secondo il primo cittadino il sindaco di Santa Marinella non avrebbe ancora digerito la sconfitta elettorale del 2014. «Non riesco proprio a capire come faccia il Sindaco di Santa Marinella a trovare il tempo di dare la sua non richiesta opinione sui fatti e avvenimenti della città di Civitavecchia” attacca il grillino che ricorda a Tidei la sfiducia, la sconfitta elettorale e soprattutto le dimissioni da consigliere comunale. Invitando quindi Tidei a non pensare più a Civitavecchia. «Andando sui contenuti – riprende il Sindaco -, ricordo all’ex Sindaco che questa amministrazione ha firmato un protocollo di intesa con l’Autorità Portuale: nell’accordo la città avrebbe dovuto percepire 1,5 milioni di euro ogni anno per migliorare la sinergia porto-città e 500.000 euro ogni anno avrebbero dovuto essere destinati ad opere pubbliche congiuntamente pattuite. La barriera soffolta era in cima alla lista delle nostre priorità, ma Tidei padre, sempre aggiornato sulle cronache civitavecchiesi, sicuramente saprà che il presidente Di Majo ha effettuato una precisa scelta politica, quella di non onorare l’accordo». 
La conclusione del post (poi girato ai giornali) è una frecciata al sindaco di Santa Marinella che aveva accusato di incuria Cozzolino: «A breve Piazza della Vita sarà manutenuta. Tidei padre se ne faccia una ragione: Civitavecchia non fa per lui».

 

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''Canile, Pasquini dia spiegazioni''

ALLUMIERE – Il gruppo politico collinare ‘’Allumiere Futura’’, a fronte del fatto che il Comune di Civitavecchia ha annunciato di voler creare un proprio canile nel territorio della cittadina marittima, chiede spiegazioni urgenti all’amministrazione comunale circa il progetto del Comune di Allumiere del canile comprensoriale, chiede «spiegazioni urgenti alla giunta Pasquini». «Dopo le dichiarazioni lette sui quotidiani locali dell’assessore Manuedda del Comune di Civitavecchia, ci viene spontaneo sollevare alcuni quesiti per cercare chiarezza sul canile comprensoriale dei comuni di Allumiere, Tolfa e Civitavecchia visto che  – scrivono da Allumiere Futura –  le dichiarazioni fatte dal sindaco Antonio Pasquini in consiglio comunale e in commissione Uso e Assetto del Territorio  non sono in linea con le dichiarazioni sulla stampa dell’amministratore pentastellato civitavecchiese. Nel consiglio comunale del 20 settembre scorso al punto 5 è stata inserita all’ordine del giorno l’approvazione del  progetto del canile comprensoriale e noi con il nostro consigliere Giovanni Sgamma abbiamo sollevato alcune criticità sul terreno dove il canile stesso deve essere costruito, trovando il segretario comunale abbastanza perplesso sul progetto stesso; abbiamo anche sottolineato che, ancora una volta, “Mamma” Enel provvede a finanziare progetti e qualcuno dopo aver dichiarato qualche anno fa che i soldi  erano sporchi, oggi  approva il progetto e gestisce i circa 320mila euro annui dell’accordo con i Comuni ed i 48.800 euro delle festività estive. Ci dica il signor sindaco se le dichiarazioni dell’assessore Manuedda corrispondono alla realtà dei fatti. Se è vero, come mai il sindaco non era aggiornato sulla questione? Ci aspettiamo più risposte ai cittadini e meno slogan dall’amministrazione Pasquini e crediamo sia opportuno un incontro con gli amministratori della città di Civitavecchia così da non dover avere la situazione chiara del canile tramite stampa».   

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Da ottobre niente acqua a chi non è in regola

LADISPOLI – Niente acqua dal primo ottobre a chi nonostante i solleciti di pagamento ricevuti dalla Flavia Servizi continua a non regolarizzare la propria posizione. A parlare chiaro è l'amministratore della partecipata del Comune, Federico Paris: «Ribadiamo che è intenzione della Flavia Servizi verificare ogni singolo caso di morosità, escluse le situazioni di palese indigenza, per tutti coloro che fanno i furbi è pronta la cessazione del servizio i primi giorni di ottobre se non si metteranno immediatamente in regola con i pagamenti. E' veramente assurdo che ci siano persone che, pur avendone la possibilità, si rifiutano da tempo di pagare le bollette dell'acqua. Invitiamo tutti gli utenti morosi a mettersi rapidamente in regola».

Ad oggi, sui 2mila avvisi di pagamento inoltrati dagli uffici comunali ai morosi, quasi la metà ha deciso di mettersi subito in regola. Alcuni hanno scelto la rateizzazione del debito. «Abbiamo recuperato circa 160mila euro di bollette dell'acqua non pagate a Ladispoli negli ultimi anni. Il dato – ha detto Paris – è aggiornato a metà settembre, altre decine di migliaia di euro, circa 65mila da recuperare in 5 rate mensili, sono state rateizzate agli utenti accorsi a regolarizzare la propria posizione per evitare il distacco del servizio idrico». Il buco da colmare è di circa un milione di euro. Ancora pochi giorni per saldare il debito con la Flavia Servizi e poi, dunque, si passerà alle maniere forti. «Parte dei cittadini – ha detto Paris – hanno compreso il messaggio, del resto è assurdo non pagare un servizio ritenuto efficiente e funzionale, totalmente pubblico, a costi accessibili. Cogliamo l'occasione per ringraziare gli uffici della Flavia Servizi che da tempo lavorano sodo per ricostruire tutta la situazione del settore idrico e hanno ottenuto eccellenti risultati. Un ringraziamento in particolare – ha concluso Paris – al Direttore Generale, l'avvocato Antonio Carbone, per il grande impegno profuso in questo progetto».i

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Portuali-Enel: � rottura

CIVITAVECCHIA – Niente di buono sul fronte della vertenza legata allo scarico del carbone. Il tavolo in Regione convocato per questo pomeriggio non ha portato esiti positivi, tutt’altro. Nessun accordo, nessun passo in avanti, nè tantomeno una soluzione in grado di riportare la pace nello scalo. Anzi, al momento è rottura tra portuali ed Enel con la società che, a quanto pare, nonostante l’ultima lettera inviata da Molo Vespucci, sarebbe intenzionata a proseguire sulla strada del bando per l’affidamento del servizio, senza modificare nulla. Considerata la situazione e le posizioni delle parti in causa, il tavolo rimane aperto, aggiornato a domani mattina. 

Intanto un gruppo di portuali e di lavoratori della Minosse si sono portati fuori i cancelli della centrale Enel di Tvn. (SEGUE) 

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Scarico del carbone: l'Adsp mette in discussione il bando

CIVITAVECCHIA – L’Autorità di Sistema Portuale, a tempo quasi scaduto ormai, entra in gioco e rimette tutte le carte in tavola. La vertenza legata allo scarico del carbone, infatti, ha preso una piega differente. E questo a seguito della lettera inviata lunedì sera da parte di Molo Vespucci e diretta ad Enel, a poche ore dal tavolo interassessorile convocato in Regione Lazio per il primo pomeriggio di ieri. Una lettera con la quale, di fatto, l’Authority mette in discussione i punti fondamentali del bando per l’affidamento del servizio fino ad oggi svolto direttamente dalla società Minosse. Da un lato è pendente un ricorso al Tar al quale si è appellata Minosse – con l’udienza fissata il 21 novembre – e con Molo Vespucci che si è costituita in giudizio, contro interessata come ente vigilante sulle operazioni portuali. Una costituzione che oggi suona particolare, alla luce proprio della lettera inviata ad Enel nella quale si definisce ‘‘non coerente e contraddittorio’’ il fatto di aver esteso la partecipazione al bando alle imprese titolari dell’autorizzazione allo svolgimento dei servizi portuali ex art.16 «atteso che il bando stesso – si legge – ne esclude di fatto la partecipazione considerato il requisito dell’esperienza quinquennale nelle attività operative general cargo e bulk carrier che rientrano nelle operazioni portuali». E ancora dubbi sui requisiti finanziari e sulla possibilità del raggruppamento temporaneo, oltre che l’assenza delle operazioni per la pulizia delle stive. Enel ha quindi chiesto chiarimenti all’ente, con il tavolo che è stato aggiornato, probabilmente a domani pomeriggio.

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Vertenza Cfft, Rampelli scrive al Ministro

CIVITAVECCHIA – La vertenza relativa alla movimentazione dei container e, più in generale, la gestione dell’Autorità di Sistema Portuale del Mar Tirreno Centro Settentrionale arrivano all’attenzione del Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Danilo Toninelli. È stato infatti il parlamentare di Fratelli d’Italia e vicepresidente della Camera Fabio Rampelli a presentare un’interrogazione a risposta scritta per chiedere “quali urgenti iniziative di competenza intenda attuare per garantire che la Cfft, azienda leader nel settore, possa proseguire il proprio lavoro, e se non ritenga opportuno attuare ogni utile iniziativa in grado di assicurare un piano regolatore portuale adeguato e aggiornato sulla base dello sviluppo portuale attuale e delle attività in essere sul territorio portuale”. L’onorevole Rampelli fa sue le preoccupazioni seguite all’ordinanza del presidente Di Majo che vieta di fatto lo scarico dei container di frutta direttamente alla banchina 24, quella agroalimentare, imponendo la movimentazione alla 25, quella container, gestita da Rtc. “L’applicazione dell’ordinanza – si legge nel testo dell’interrogazione – avrebbe effetti devastanti sul porto di Civitavecchia, distruggendone l’economia e colpendo duramente le imprese che, fino ad oggi, hanno investito e garantito occupazione (le vertenze Royal Bus, Port Mobility e Cfft costituiscono la prova più lampante, unitamente alla gestione del contenzioso con Total Erg, relativamente alle tariffe per lo scarico e movimentazione di idrocarburi nel porto di Civitavecchia, che espone l’Adsp di Civitavecchia al rischio di dissesto finanziario). In tal modo si arrecherebbe un grave danno ad una attività condotta fino ad oggi con grande professionalità e con investimenti milionari, a solo beneficio della Rtc, società concessionaria della banchina 25, che fino ad oggi ha disatteso gli impegni alla base della concessione ottenuta”. E Rampelli ricorda i numeri di Cfft, che nel 2017 ha movimentato oltre 200mila tonnellate di frutta, operando “negli interessi del porto di Civitavecchia, affinché abbia pieno sviluppo e per favorire, con le proprie attività – ha aggiunto – sia l’occupazione locale, che l’intero indotto dell’economia portuale da essa attivato. Ad oggi, Cfft è la realtà aziendale con maggior sviluppo occupazionale del porto, attirando il maggior numero di traffici commerciali ed investendo negli anni il maggior numero di capitali sul territorio, risultando essere – conclude l’interrogazione – una primaria risorsa economica per la collettività”. E mentre sul tema portuale si attende anche la risposta dello stesso ministro Toninelli all’interrogazione presentata lo scorso aprile dal senatore di Forza Italia Gaetano Quagliariello, che aveva preso spunto dal contenzioso milionario tra Molo Vespucci e Total Erg, criticando aspramente l’operato del presidente Di Majo, per quanto riguarda la vertenza Cfft si continua a lavorare a Molo Vespucci.

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Dimissioni Mencarini, un contratto di governo per indurre il sindaco ad un ripensamento

TARQUINIA – Una giornata importante, quella di oggi, nella quale si potrebbe sciogliere il nodo sul futuro dell’amministrazione Mencarini. Almeno questo auspicano i componenti della coalizione di governo che ieri si sono parlati a lungo per valutare se sussistono ancora i margini per andare avanti nell’azione politica a favore della città. Nel corso di un incontro fiume, iniziato la mattina e poi aggiornato il pomeriggio, i componenti della maggioranza hanno cercato di studiare il modo migliore per chiedere al sindaco un ripensamento.

Un’impresa difficile, considerata la determinazione con la quale il primo cittadino Mencarini ha ribadito la volontà di lasciare la guida della città. Ma la sua compagine ha deciso di non mollare, e in un clima di unità d’intenti ha avviato un percorso di mediazione. Allo studio, ieri, una richiesta, né umorale e né affettiva; ma una proposta concreta, una sorta di ‘’patto di governo’’ sul quale basare l’azione amministrativa futura. Il sindaco Mencarini proprio stamane è atteso in Comune dove dovrebbe svolgersi un incontro con le forze di coalizione.

Il clima tra i gruppi di maggioranza ieri era infatti improntato alla determinazione e alla mediazione. All’angolo le divergenze; l’obiettivo è far tornare il sindaco sui suoi passi. Che, tradotto in termini semplici, significherebbe trovare la quadra su come portare avanti i principali progetti per la città. «Se il problema è politico, stiamo ragionando per risolvere il problema politico», hanno commentato alcuni componenti della maggioranza. 

“Prendiamo atto – hanno scritto poi in una nota ufficiale dei gruppi consiliari di Idea Sviluppo, Rinnova, Pietro Mencarini Sindaco, Solo per Tarquinia – della scelta del Sindaco di presentare le dimissioni. Rigettiamo qualsiasi tentativo di strumentalizzazione da parte di chi forse ha voluto o vorrà approfittare politicamente di questa situazione così come solo i più abili “avvoltoi” sanno fare. Leggiamo notizie non corrispondenti alla realtà dei fatti con l’intento di fare esclusivo “gossip politico”. Le forze politiche che compongono la maggioranza sono pronte, in maniera serena e unitaria, a sottoscrivere un atto di fiducia verso il Sindaco affinché possa ritornare sui suoi passi. L’iter burocratico, a fronte delle dimissioni, prevede il passaggio obbligatorio in consiglio comunale e in quella sede gli rinnoveremo la nostra fiducia anche con un documento programmatico che riteniamo indispensabile per l’eventuale e auspicato prosieguo dell’amministra- zione». Se l’obiettivo sarà centrato, lo si potrebbe sa- pere già nella giornata di oggi, nel corso della quale il primo cittadino dovrebbe anche dialogare con il prefetto. In ogni caso continueranno a scorrere i 21 giorni di tempo, nei quali il sindaco potrà rivedere la propria decisione. Se nulla dovesse cambiare il 23 settembre le dimissioni diventeranno efficaci, aprendo l’iter che porterà all’ indizione di nuove elezioni.

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Dimissioni Mencarini: gruppi al lavoro per ''un contratto di governo''

TARQUINIA –  Una giornata importante, quella di domani, nella quale si potrebbe sciogliere il nodo sul futuro dell’amministrazione Mencarini. 
Almeno questo auspicano i componenti della coalizione di maggioranza che oggi si sono parlati a lungo per valutare se sussistono ancora i margini per andare avanti nell’azione politica a favore della città.
Nel corso di un incontro fiume, iniziato la mattina e poi aggiornato il pomeriggio,  i componenti della maggioranza hanno cercato di studiare il  modo migliore per chiedere al sindaco un ripensamento. 
Un’impresa difficile, considerata la determinazione con la quale il primo cittadino Mencarini ha ribadito la volontà di lasciare la guida della città. Ma la sua compagine ha deciso di non mollare, e in un clima di unità d’intenti ha avviato un percorso di mediazione costruttiva.
Allo studio una richiesta, né umorale e né affettiva; ma una proposta concreta, una sorta di ‘’patto di governo’’ sul quale basare l’azione amministrativa futura.
All’angolo le divergenze: l’obiettivo è far tornare il sindaco sui suoi passi. 
Che, tradotto in termini semplici, significherebbe  trovare la quadra su come portare avanti i principali progetti per la città.  «Se il problema è politico, stiamo ragionando per risolvere il problema politico», spiegano alcuni componenti della maggioranza.
 

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AGENZIA ITALIANA DEL FARMACO – COMUNICATO

Proroga della commercializzazione di lotti con confezionamento non
aggiornato del medicinale per uso umano «Fevarin». (18A05416)

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