Depuratore Ostilia, Città Metropolitana: «Nessuna autorizzazione allo scarico»

di TONI MORETTI

CERVETERI – I consiglieri di opposizione Aldo De Angelis e Salvatore Orsomando, avendo dei dubbi circa la regolarità della procedura del riavvio del depuratore di Campo di Mare dopo l’avvenuto adeguamento manutentivo, operato dal comune in danno della società Ostilia che ne è proprietaria, producono  una richiesta avente per oggetto la  copia degli atti relativa alla autorizzazione allo scarico e/o certificazione similare rilasciata al Comune di Cerveteri per  l’avvenuto avvio del depuratore privato di Campo di  Mare. 
Il IV Dipartimento, Servizio 2  ‘‘Tutela Acque e Risorse Idriche’’  di Città Metropolitana, a firma del dirigente dottoressa Maria Zagari, così riscontra: «Si comunica che alla data odierna, lo scrivente servizio non ha rilasciato nessuna autorizzazione al comune di Cerveteri per lo scarico di acque reflue provenienti dal depuratore in oggetto, che è stato riavviato dal comune di Cerveteri con ordinanza contingibile e urgente per l’eliminazione dei rischi e la tutela della salute pubblica».
Il dirigente del Servizio sottolinea l’obbligo dell’unitarietà della gestione del servizio idrico integrato come stabilito dalla legge regionale, ed in questo caso il servizio dovrebbe essere affidato all’Acea Ato2. C’è da chiedersi allora, come mai questo corto circuito di competenze col depuratore di Campo di Mare?. All’Acea Ato2 spetta la gestione del servizio idrico integrato, e avrebbe dovuto prendere in carico tutto quanto esiste nel territorio di Cerveteri  relativo a reti idriche e fognarie, compresi i depuratori. 
Ma Acea, prende in carico dal comune, non certo da un privato, e l’anomalia è che a Campo di Mare, sia l’acquedotto che le reti fognarie, compreso il depuratore, sono di proprietà della società Ostilia che fino ad oggi non ha ottemperato alla manutenzione degli impianti, tanto che a Campo di Mare sta saltando tutto, e che non da segnali di voler provvedere. 
Il comune, a tutela della salute pubblica, interviene in danno, e bene fa, ma se non riesce a dare in carico all’Acea le reti e il depuratore perché non sono sue, perché non le acquisisce come ha fatto in forma solo temporanea per poter accedere al depuratore e ripararlo? 
A questo punto, si chiede sgomento De Angelis: «Sarà forse che così facendo si comprometterebbe il valore di una società già decotta che il comune e questa amministrazione di maggioranza sta tentando di salvare ad ogni costo con continue regalie che stanno sotto gli occhi di tutti? Forse se si provvedesse alle acquisizioni si aprirebbe un fronte che potrebbe prevedere anche l’acquisizione del lungomare, per esempio, e tanto altro ancora».

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La Caritas e il mondo degli invisibili

LADISPOLI – Morti di stenti, per malattine perfettamente curabili, di solitudine. Morti in giovane età senza aver conosciuto i veri piaceri della vita. Una vita fatta di amore, amicizia, solidarietà reciproca. E' il mondo in cui vivono gli “invisibili”, quegli uomini e quelle donne ai margini della società che spesso per costrizione si ritrovano a non avere un tetto sulla testa. Non solo stranieri ma anche italiani. Persone rimaste sole al mondo, che nella vita hanno avuto sfortuna e che non sono riusciti a risollevarsi. «Pensate di essere partiti dal vostro Paese dove eravate riusciti a mettere da parte un gruzzolo per poter vivere. Pensate di aver voluto intraprendere questo viaggio per poter stare meglio recandoti in un Paese economicamente e socialmente più evoluto del vostro. Quando arrivi però incappi in svariate difficoltà: dall'alloggio, ai problemi relazionali fino ad arrivare a quelli occupazionali. Vai avanti per un paio d'anni e poi succede qualcosa, un evento. Non puoi tornare nel tuo Paese per vergogna (hai fallito) o perché per intraprendere questo viaggio ti sei indebitato e devi dei soldi che non hai a qualcuno. Sei da solo. Ti butti giù. Sei una persona fragile e allora inizi a bere. Non hai le risorse (famiglia, soldi, …) per risollevarti …». A raccontare la storia è Monica Puolo, responsabile del Centro "Santi Mario, Marta e figli" di Ladispoli. Un gioco di immaginazione utilizzato per cercare di dare a tutti la possibilità di mettersi nei panni di chi oggi, purtroppo una casa non ce l'ha e allora tenta di trovare un rifugio, almeno notturno, nei luoghi dimenticati della città. Non una storia per giustificare un'occupazione illecita dei luoghi, ma per cercare di comprendere cosa c'è dietro. Tante storie, tante situazioni, tutte diverse l'una dell'altra che però alla fine tendono a convergere tutte in un'unica direzione: l'essere senza fissa dimora. La Caritas fa quel che può con i suoi volontari impegnati 365 giorni all'anno nella cura di chi ha bisogno. A chi si rivolge al centro i volontari garantiscono un pasto completo al giorno e la possibilità di usare la doccia due volte a settimana. Ma il lavoro non finisce qui: queste persone vengono accolte, ascoltate, indirizzate ad altre strutture in caso di problemi specifici. Il tutto sotto la stretta osservanza di regole ferreee che garantiscono vita serena a tutti. Ma la “catena di montaggio” non è completa: una volta sfamati e lavati i senzatetto purtroppo, la notte, sono costretti a tornare in strada, alla ricerca di un rifugio di fortuna dove trascorrere la notte. A mancare, a Ladispoli (come in altre città presenti sul territorio) è un dormitorio (che potrebbe essere gestito dall'amministrazione, o da privati o affidato al terzo settore). Anche in questo caso si incentiverebbe un comportamento virtuoso perché proprio come nella frequentazione dei luoghi del Centro, anche questi luoghi sarebbero soggetti a delle regole ferree per potervi riposare. Non solo: in questo modo si avrebbe la possibilità di monitorare ancora più a fondo il fenomeno “clochard” andando a censire, seppur non in maniera totale (c'è chi non avrà mai il “coraggio” di chiedere aiuto, magari per vergogna) i senzatetto che insistono su un determinato comune.

Una situazione, figlia di una condizione socio economica che da anni sta causando notevoli problemi di sopravvivenza a tanti stranieri, italiani, giovani, anziani senza alcuna distinzione. A dimostrarlo sono gli “ospiti” accolti dal Centro “Santi Mario, Marta e figli”. A rivolgersi ai volontari, anche solo per un pasto, sono anche anziani, con pensioni minime che purtroppo non riescono ad arrivare a fine mese. E allora, per poter mettere insieme la colazione e la cena, far fronte agli impegni economici mensili (le tasse ad esempio, o le visite mediche) e allo stesso tempo riuscire a mantenere il proprio domicilio, decidono di rivolgersi alla Caritas che con amore, solidarietà, fratellanza e rispetto tende silenziosamente la sua mano a chi ne fa richiesta ogni giorno, per 365 giorni l'anno.

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Tidei: ''Il dissesto sembra inevitabile''

SANTA MARINELLA – «Nessuna novità all’orizzonte, la nostra amministrazione comunale si troverà davanti la difficilissima situazione finanziaria nella quale l’amministrazione che mi ha preceduto ha lasciato al città».  A dirlo è il neo sindaco Pietro Tidei che ieri mattina ha incontrato il commissario prefettizio. «Dopo mesi di giravolte – continua Tidei – il commissario straordinario Enza Caporale mi ha consegnato la relazione dei funzionari, ai quali aveva affidato l’incarico di trovare una strada percorribile e sana per evitare scelte drammatiche alla nuova amministrazione comunale, e ricadute generali sulla società cittadina. La relazione è chiarissima, la via della dichiarazione di pre dissesto è impercorribile». Nella relazione infatti si legge che «lo squilibrio è di portata tale che sembrano precluse le possibilità di portare in equilibrio il bilancio di previsione, anche laddove, l’Ente, aumentasse le aliquote e le tariffe dei tributi, pur accedendo al fondo di rotazione, questo ripianerebbe solo le passività del bilancio senza procurare le risorse necessarie alle normali attività». La relazione si conclude con una frase lapidaria, dove si legge che «gli scriventi ritengono che debbano essere valutate dall’organo di revisione le eventuali residue possibilità di ricorso alla procedura di riequilibrio finanziario pluriennale a fronte delle più evidenti considerazioni a sostegno della dichiarazione di dissesto finanziario». 
«Quindi – spiega Tidei – il giorno della sua uscita di scena, la dottoressa Caporale cala l’asso sul tavolo e si lava le mani lasciando la città ai suoi problemi. La nostra amministrazione sarà costretta quindi, con ogni probabilità, a partire dal prossimo mese a dichiarare il dissesto finanziario, una bancarotta della quale dovremo ringraziare sentitamente il sindaco Roberto Bacheca e la sua congrega. Una pesantissima eredità che ci viene lasciata e che, di fatto, condizionerà l’azione di risanamento che abbiamo programmato, legandoci le mani. Domani (oggi per chi legge), ci sarà l’insediamento ufficiale dell’amministrazione comunale e dovremo iniziare a lavorare proprio sull’enorme voragine di debiti ed incuria lasciataci in eredità».

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Tarquinia, Paola Monti riconsegna le deleghe nelle mani del sindaco

TARQUINIA – Paola Monti riconsegna le deleghe nelle mani del sindaco. A riferirlo è la stessa consigliera in quota Idea Sviluppo: “Sabato mattina ho riconsegnato i miei incarichi del verde pubblico e dell' arredo urbano che il Sindaco mi aveva affidato. – spiega la Monti – La mia decisione é dovuta a problemi familiari e lavorativi, e non come si sussurra per problemi alla maggioranza; rimarrò consigliere senza incarichi nella lista Idea Sviluppo che mi ha dato la possibilità di essere eletta. Lascio agli altri il giudizio sul mio operato, ma ci tengo a precisare che ho svolto il mio incarico con tenacia, umiltà, correttezza e sempre con profondo senso di legalità. Vorrei ringraziare l' Assessore Sposetti per la sua disponibilità ed il supporto offertomi durante il mio mandato. Insieme a lei e ai dirigenti stavamo concludendo, per poi passare alle varie commissioni, il regolamento del Verde pubblico, il regolamento sull'arredo urbano e quello sull' adozione delle aiuole. Infine ringrazio i Dirigenti e tutti i dipendenti Comunali, in particolare quelli dei miei settori di riferimento.  Il loro lavoro è una vera risorsa per la nostra comunità”.

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Tarquinia, Paola Monti riconsegna le deleghe al verde

TARQUINIA – Paola Monti riconsegna le deleghe nelle mani del sindaco. A riferirlo è la stessa consigliera in quota Idea Sviluppo: “Sabato mattina ho riconsegnato i miei incarichi del verde pubblico e dell' arredo urbano che il Sindaco mi aveva affidato. – spiega la Monti – La mia decisione é dovuta a problemi familiari e lavorativi, e non come si sussurra per problemi alla maggioranza; rimarrò consigliere senza incarichi nella lista Idea Sviluppo che mi ha dato la possibilità di essere eletta. Lascio agli altri il giudizio sul mio operato, ma ci tengo a precisare che ho svolto il mio incarico con tenacia, umiltà, correttezza e sempre con profondo senso di legalità. Vorrei ringraziare l' Assessore Sposetti per la sua disponibilità ed il supporto offertomi durante il mio mandato. Insieme a lei e ai dirigenti stavamo concludendo, per poi passare alle varie commissioni, il regolamento del Verde pubblico, il regolamento sull'arredo urbano e quello sull' adozione delle aiuole. Infine ringrazio i Dirigenti e tutti i dipendenti Comunali, in particolare quelli dei miei settori di riferimento.  Il loro lavoro è una vera risorsa per la nostra comunità”.

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Cpc2005, numeri record

Un’annata straordinaria per la Scuola Calcio “Manuele Blasi”. L’incremento dei bambini nell’ultimo triennio, con la punta di centodieci iscrizioni quest’anno, ha superato le più rosee aspettative. C’è solo tanto lavoro e dedizione dietro tutto questo, null’altro. Di quei voli pindarici letti  e portati alla ribalta altrove non ne abbiamo bisogno. Ovvero non servono per attirare bambini, con le selezioni delle squadre professionistiche che arrivano anche qui e danno l’opportunità a qualche ragazzo di emigrare  calcisticamente nel calcio dei sogni. (Agg. ore 17,04 SEGUE)

Quest’anno Roma e Lazio stanno scegliendo dalla nostra scuola Calcio alcuni talenti per insegnare loro il calcio, con delle strutture economicamente superiori alle nostre e che sono sintomo inconfutabile di crescita individuale per i bambini. Non se ne è fatto un vanto da mostrare, qui si insegna il gioco sottile tra lo sport e la vita sociale con il rispetto delle regole. Sappiamo bene di aver affidato i nostri bambini a degli istruttori preparati e riconosciuti dalla Figc, questo è il biglietto da visita di chi siamo e  di quello che facciamo. Il responsabile unico della scuola calcio Pino De Fazi ne disegna il quadro, senza smancerie ne predominanza tra una categoria e l’altra. «È stata un’annata splendida – dichiara Pino De Fazi -, e che ancora per alcune categorie non volge al termine. Il Pulcino d’ Oro sta mettendo in mostra i progressi calcistici di  alcune nostre compagini, e si spera di bissare, almeno in una categoria, la vittoria della passata stagione. Da noi però contano poco i risultati, sembrerà strano a vederla dal di fuori ma è cosi. (Agg. ore 18,06 SEGUE)

Quello che conta dopo un’infinità di tornei giocati in tutto il Lazio e di tante partite di campionato, è che i bambini fondamentalmente si divertano col sorriso sulle labbra. Poi di pari passo c’è la crescita calcistica. Per tutto questo devo fare un ringraziamento a tutti i nostri allenatori, senza di loro l’organizzazione societaria servirebbe a poco. Indistintamente tutte le categorie sono cresciute, ottenendo riconoscimenti sul loro avanzamento calcistico nei vari tornei. Una stagione intensa che ha avuto il culmine per i nostri bambini con la festa dello sport indetta dalla FIGC. Ci ha visto presenti allo stadio Olimpico come unica società della nostra città, li su quel manto erboso grandi e piccini hanno vissuto per un giorno la magia di uno stadio.  Non ci fermiamo e a giorni inizia la  programmazione della prossima stagione. La stagione 2018/2019  è già iniziata». (Agg. ore 20,06)

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Un'altra estate senza stabilimenti

CIVITAVECCHIA – “Sindaco, vergognati. Ci hai tolto pure il Pirgo. Cittadini indignati”. È lo striscione apparso domenica mattina sulla passerella del Pirgo. Perché si sta chiudendo anche giugno e dello stabilimento balneare neanche l’ombra. E così sarà per tutta la stagione, anche alla Marina, dove è presente soltanto la Handy Beach che dovrebbe aprire ufficialmente tra domani e giovedì. Per il resto il deserto. Come è stato anche lo scorso anno, con il Pirgo affidato comunque in extremis. Uno scenario desolante, sia per i cittadini che vorrebbero usufruire dell’unico tratto di mare in centro città, sia per i tanti crocieristi che quotidianamente sbarcano in porto.

Marina, Pirgo e Piazza Betlemme sono state oggetto di un bando per una concessione di sei anni; ma la conferenza dei servizi si è chiusa con il parere negativo soltanto della Soprintendenza che ha di fatto bloccato l’iter di affidamento. Già a febbraio gli imprenditori che avevano partecipato, proponendo progetti e prevedendo ingenti investimenti – solo per il Pirgo si parla di 250mila euro – erano stati informati della decisione della Soprintendenza, con il Pincio che aveva poi deciso successivamente di annullare in autotutela la procedura. Con l’impegno, però, di trovare una soluzione almeno per quest’anno, per garantire i servizi di assistenza bagnanti e noleggio delle attrezzature. Ma ad oggi ancora nulla. E anche se la situazione si riuscisse a sbloccare domani, per gli imprenditori ci sarebbero non poche difficoltà. Anche solo quella di riuscire a trovare bagnini disponibili, considerando che tutti gli stabilimenti e piscine in zona hanno già iniziato l’attività. Gli stessi imprenditori stanno anche valutando l’ipotesi di presentare ricorso e comunque far valere le proprie ragioni attraverso un’iniziativa comune. “Anche perché – ha spiegato Mario Benedetti, che da anni si occupa di gestire la spiaggia del Pirgo – di tempo per cercare di trovare una soluzione ce n’è stato, ma l’amministrazione non è riuscita a gestire questa situazione, magari attraverso un’autorizzazione temporanea, lavorando poi per quella pluriennale a partire dalla prossima stagione. Così invece si sono messi in difficoltà gli imprenditori e i cittadini stessi”. Con il Pirgo che, nel frattempo, è lasciato a se stesso, tra sporcizia ed incuria.

“Per quanto riguarda i bandi pluriennali gli uffici del Comune stanno collaborando con la massima disponibilità con gli altri enti coinvolti per trovare una soluzione comune – aveva dichiarato a fine maggio l’assessore Enzo D’Antò –  l'obiettivo è rendere le spiagge fruibili ed erogare servizi: in base a ciò che scaturirà dalla conferenza dei servizi prenderemo le decisioni adeguate al raggiungimento di questo obiettivo”.  Eppure, ad oggi, non si vedono passi avanti. E difficilmente anche quest’anno i civitavecchiesi potranno usufruire delle loro spiagge centrali.

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Pd: ''Fioravanti si dimetta''

LADISPOLI – "Il Sindaco chieda le dimissioni di Fioravanti". La richiesta arriva dal Partito democratico di Ladispoli dopo la vicenda giudiziaria che vede coinvolto il consigliere e delegato all'urbanistica e al project financing Fioravanti. "Il Consigliere Fioravanti sarebbe imputato dalla procura di Civitavecchia a seguito di una truffa in danno a un commerciante effettuata mediante la falsificazione dei bollettini postali per il pagamento delle tasse dovute all’amministrazione comunale per il rilascio di un permesso. Fatto ancor più grave è che il Consigliere con la richiesta di messa in prova abbia di fatto ammesso le sue responsabilità per evitare la condanna, ritenuta cosi probabile da spingere la difesa ad avvalersi di uno degli strumenti alternativi di estinzione del reato previsto dal nostro ordinamento". Per i dem dunque "le responsabilità del Consigliere Fioravanti appaiono quindi chiare e prive di ogni dubbio, come appare chiaro che il consigliere il quale ricopre anche la delega per l’edilizia pubblica e il project financing, oltre alla truffa ai danni di un commerciante abbia commesso anche un danno erariale all’amministrazione comunale ed alla cittadinanza da lui stesso rappresentata. Alla luce dei fatti è quindi inequivocabile l’incompatibilità tra il Consigliere e l’incarico a lui affidato dall’amministrazione del Sindaco Grando per temi che sono affini a quelli per cui ha richiesto la messa in prova ai servizi sociali". Da qui la richiesta del Partito democratico di "dimissioni immediate" di Fioravanti "dalla carica di consigliere e da tutte le deleghe a lui affidate per l’acclarata e manifesta incompatibilità con il suo ruolo l quale va detto deve essere esercitato con disciplina ed onore come prevede la nostra Costituzione. Chiediamo inoltre che si proceda immediatamente ad una verifica delle domande di concessione richieste dal Consigliere al fine di scongiurare ulteriori danni alle case erariali. Per questi motivi, il Circolo del Partito Democratico chiede al Sindaco Grando – concludono i dem – il quale rappresenta l'amministrazione comunale che è parte offesa nello stesso reato, di procedere alla richiesta immediata di dimissioni in considerazione dell'evidente danno erariale ed in difesa dei diritti dei cittadini che onestamente versano le tasse e hanno diritto ad un amministrazione imparziale. Augurandoci che nel corso dei controlli non emergano ulteriori fatti simili in danno alla cittadinanza".

"CASO FIORAVANTI", IL MOVIMENTO CIVICO LADISPOLI CITTA': "IL SINDACO COSA INTENDE FARE?"Ad intervenire sulla vicenda è anche il Movimento civico Ladispoli Città che parla di "notizie inquietanti" e che mostrano "uno stato di cose preoccupante". "Il livello morale – spiegano – si sta spingendo così oltre da rendere la cosa pubblicau una sorta di 'comica', in cui però, non c'è proprio niente da ridere. La richiesta di messa in prova ai servizi sociali, avanzata dagli avvocati dell’imputato Fioravanti (consigliere comunale eletto nelle liste di Noi con Salvini e passato poi al gruppo Noi con Ladispoli), oltre ad evocare un caso alla 'berlsusconi de noantri', rivela un’esplicita ammissione di colpevolezza sulla quale, pur rimanendo garantisti, non possiamo sorvolare. In termini di opportunità e in termini di necessità della città. Come riconosciuto da tutta la stampa, noi abbiamo fatto parte di un’amministrazione attraversata da alcuni procedimenti giudiziari, quasi tutti archiviati prima di trasformarsi in processi e nessuno dei quali giunto neanche alla fase dibattimentale. Certo, la chiusura senza processo o condanna di una vicenda giudiziaria mediaticamente rilevante ha sempre meno presa sui lettori ma, ciò che stupisce, è la facilità con cui molti degli attuali amministratori abbiano cercato in passato di 'sbattere il mostro in prima pagina'. Gli stessi che, oggi – proseguono dal Movimento civico Ladispoli Città – fanno registrare un assordante silenzio su questa ed altre vicende che, per la gravità amministrativa o morale che le connotano, sono state già oggetto di articoli e uscite pubbliche del nostro gruppo".

E il movimento civico chiama in causa il primo cittadino: "Cosa intende fare il Sindaco di fronte a fatti di così grave entità? Vuole soprassedere sul #casoFioravanti come ha fatto con il #casoFalasca, esponendo ulteriormente la sua coalizione all’ennesima brutta figura, marcando una inaffidabilità e una sfiducia che iniziano a diffondersi largamente anche nell’opinione pubblica? Oppure ritiene, come noi, che il Comune di Ladispoli sia parte lesa all’interno di questa vicenda e deciderà quindi per la costituzione in parte civile all’interno del procedimento che interessa il consigliere Fioravanti? 
Inoltre, il Sindaco ritiene – così come crediamo noi – che si renda necessaria una verifica su tutti gli atti che Fioravanti (da professionista e da amministratore con delega proprio al medesimo settore) ha – e ha avuto – con il Comune stesso?  L’accusa, come apprendiamo dalla stampa, è di truffa e contraffazione e, riportando la questione sul terreno della pubblica amministrazione, in caso di condanna definitiva, si configurerebbe una reale sottrazione di risorse pubbliche. Dopo essere stati abituati alla celerità di risposta del Sindaco Grando su stampa e social riguardo alcune questioni – come ad esempio le difficoltà della formazione dell’ultimo governo (con novanta giorni di stallo), dobbiamo ritenere il suo silenzio su questa vicenda come un chiaro segnale? Il Sindaco definisce tutto quel che sta accadendo come normale amministrazione? Noi crediamo che questa storia – proseguono ancora – così come le precedenti, rischi di far deflagrare la città, rendendo molto pesante l’azione sempre meno credibile di questa amministrazione; togliendo reali prospettive di crescita a Ladispoli. Mentre continuiamo con costanza e umiltà a costruire l’alternativa a questo caos, rimaniamo in paziente attesa di una risposta alle vecchie e alle nuove domande. Ma il tempo della demagogia e dei racconti falsi, caro Sindaco Grando, è giunto al termine. Indipendentemente dalla sua volontà".

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Il gioco del calcio per combattere il bullismo

S. MARINELLA – Un progetto per combattere il bullismo. L’iniziativa è stata ideata dall’Istituto Comprensivo di Piazzale della Gioventù con il gruppo di tifosi organizzati “Bella Gente Gate 51”.

L’evento è inserito in un più ampio progetto di attività messe a punto dalla scuola, per favorire sane dinamiche di gruppo tra gli studenti. Contando sulla grande capacità che ha il gioco del calcio quale attività ricreativa ed associativa, i docenti impegnati hanno perseguito l’obiettivo di utilizzare questo sport per favorire socializzazione e integrazione.

«Si è osservato – dicono gli organizzatori – che condividendo emozioni, i ragazzi che hanno disputato il torneo ed assistito a diverse gare di serie A della Lazio allo stadio Olimpico, sono riusciti a superare difficoltà di relazione ed a sentirsi parte di una comunità profondamente unita e solidale. L’empatia generatasi in dette occasioni ha permesso agli educatori di canalizzare in modo divertente e virtuoso tante sane energie giovanili. Insieme ai citati eventi sportivi ed in collaborazione con gli studenti del corpo di ballo Bella Gente, gli atleti hanno anche partecipato a diverse iniziative di solidarietà organizzate dal Gruppo Bella Gente Gate 51. Queste occasioni hanno stimolato la nascita di nuove amicizie e la promozione di relazioni positive».

Nel torneo sono stati coinvolti anche studenti con particolari fragilità e diversamente abili.

«Riguardo al bullismo – spiegano gli insegnanti – si è tentato di prevenire tale fenomeno responsabilizzando, tra i partecipanti, quelli più dotati tecnicamente scelti come capitani, è stato loro affidato il compito non solo di dare un ordine al gioco in campo, ma anche e soprattutto di incoraggiare e far crescere tecnicamente i compagni di squadra meno esperti e di vegliare attentamente affinché fosse impedito ogni possibile atto di sopraffazione o derisione a loro danno».

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Sedici istituti scolastici in rete per la legalità

TARQUINIA – Primo anniversario per la ‘‘Rete di scuole “Falcone”. Ben 16 scuole superiori dell’Alto Lazio che nel 2017 si sono unite nella Rete di scuole per la Legalità “Giovanni Falcone” lunedì hanno festeggiato il 1° anno di attività nel segno dell’educazione alla legalità e alla cittadinanza attiva. Capofila l’IIS Cardarelli di Tarquinia. Alla cerimonia erano presenti le autorità comunali e le forze dell’ordine. «Partendo da Civitavecchia e da molti comuni del viterbese, anche con l’ausilio di mezzi messi a disposizione dalla Rete, circa 200 studenti sono convenuti a Tarquinia, per un evento che è stato vissuto con gioia, con commozione e che ha mostrato una scuola in presa diretta sull’attualità, attiva e presente come risorsa di fronte ai grandi problemi del nostro paese», riferisce la coordinatrice del progetto professoressa Cinzia Brandi. A dare il benvenuto, la dirigente dell’IIS Cardarelli Laura Piroli: «Benvenuti alla prima festa della legalità della rete di Scuole “Giovanni Falcone”,  – ha detto la preside – siamo qui, perché il 23 maggio 1992 l’Italia si è fermata incredula, uno sgomento dovuto ad una crudeltà inammissibile. A Capaci  si uccise brutalmente, ma quel giorno fu anche il giorno della nascita della “consapevolezza’’. Ricordiamo oggi ciò che la Rete ha fatto e sta facendo: i campi di lavoro di Corleone, le conferenze con note personalità che contrastano il fenomeno mafioso, seminari con la presenza delle forze dell’ordine, incontri con i magistrati».  Al Cinema Etrusco, le rappresentanze di studenti e docenti si sono avvicendate sul palco, per condividere i progetti  e video e materiali prodotti. Tre eccezionali poi  testimonianze  di ospiti provenienti dalla Sicilia: Irene e Gioacchina Napoli, due delle tre sorelle imprenditrici agricole di Mezzojuso, che da 11 anni subiscono i soprusi e le vessazioni della cosiddetta Mafia dei Pascoli, che provoca la distruzione dei loro raccolti facendoli calpestare da cavalli o vacche, per indurre i proprietari a vendere il fondo agricolo. La vicenda di queste donne è apparsa sulle reti nazionali. La vicenda di queste donne, iniziata alla morte del loro padre, comincia a cambiare adesso che i mezzi di comunicazione, la stampa a livello nazionale ed internazionale e, soprattutto, la televisione (Le Iene, Non è l’arena di Massimo Giletti) si sono interessati del caso. Dal loro racconto, drammatico ma appassionato, emerge la dignità con cui si stanno opponendo al ricatto mafioso e la loro determinazione ad andare fino in fondo senza paure». L’altro ospite, Maurizio Pascucci, socio fondatore della “Coop. Lavoro e non solo” di Corleone che ha in gestione le terre confiscate ai mafiosi(meta dei campi di lavoro a cui partecipano da alcuni anni i ragazzi del Cardarelli e di altre scuole della zona); attuale Presidente dell’Ass. Fior di Corleone, consorzio di produttori che aderiscono ad un disciplinare molto rigoroso in termini di legalità del lavoro, della produzione, assistente parlamentare in commissione Antimafia e commissione Giustizia ha raccontato la dura lotta di chi ha trovato strade concrete e percorribili per sottrarre l’economia di un territorio, come il nostro a vocazione agricola e turistica, all’illegalità e all’acquiescenza al potere mafioso. La dirigente scolastica Laura Piroli ha poi voluto sottolineare: «Il 23 maggio 2016, all’Istituto “Vincenzo Cardarelli” di Tarquinia, la nostra scuola, è stato affidato il codice d’udienza di Giovanni Falcone, con l’intento di creare occasioni di riflessione sul tema della legalità e innescare azioni educative forti. Noi abbiamo voluto onorare la presenza del codice, proponendo ad altre scuole di realizzare qualcosa di concreto, che rimanesse nel tempo. È così che è nata, il 27 aprile del 2017 la ‘‘Rete di scuole per la legalità Giovanni Falcone” alla presenza di Attilio Bolzoni e Michele Prestipino. Un’idea semplice per un progetto ambizioso: lavorare insieme, per avere una maggiore incisività su tutti gli alunni del nostro territorio. Siamo diventati una realtà: siamo 16 istituti sia della provincia di Viterbo che di quella di Roma e ci siamo dati una struttura operativa snella ed efficace, coordinata magistralmente dalla proff.ssa Cinzia Brandi che con il suo entusiasmo da anni studia e propone nella nostra scuola e per la Rete attività di promozione della legalità, ricordiamo l’incontro con Tiberio Bentivoglio, tutte le volte che siamo andati a Roma, grazie anche all’Osservatorio per la Legalità della Regio Lazio, ricordiamo l’incontro con Tina Montinaro. Desidero sottolineare un altro aspetto, che ho desiderato inserire nel nostro statuto: ogni anno la direzione della rete passerà di scuola in scuola per garantire il pieno coinvolgimento di tutti e assicurarci la longevità dell’iniziativa. A settembre il Cardarelli passerà questo testimone ad un altro Istituto perché ogni scuola della Rete ha introdotto stabilmente l’educazione alla legalità nei Piani dell’Offerta Formativa, nella consapevolezza dell’importanza strategica che essa riveste per la formazione degli studenti». «Siamo stati onorati – continua Laura Piroli –  di avere con noi Maurizio Pascucci, socio fondatore della Coop. Lavoro e non solo di Corleone (dove facciamo i campi), che ha in gestione le terre confiscate ai mafiosi; ideatore del progetto Arci Toscana; attuale Presidente dell’Ass. Fior di Corleone, consorzio di produttori che aderiscono ad un disciplinare molto rigoroso in termini di legalità del lavoro, della produzione ,Assistente parlamentare in Commissione Antimafia e Commissione Giustizia”. La dirigente scolastica ha poi ringraziato: le autorità presenti, il consigliere regionale Silvia Blasi, il capitano della Finanza Antonio Petti, il vicequestore Zampaglione, il vicepresidente Comitato soci Coop “Etruria” Ivana Arcangeli, il consiglio di istituto del Cardarelli, il vicesindaco del Comune di Tarquinia Martina Tosoni «che ci testimoniano con la presenza la validità di questo ambizioso progetto». «Ringraziamo Gerome sia per la sua disponibilità che  per la sua partecipazione ad ogni iniziativa che la scuola gli propone – ha anche detto la preside –  Ringraziamo il comitato soci della coop di Tarquinia e il prof Gennaro Ambrosio che con la loro generosità hanno consentito l’allestimento del picnic. Un ringraziamento speciale a tutti gli studenti del Laboratorio della Legalità del Cardarelli, registi di questa manifestazione, loro, come tutti voi, sono dei portabandiera del “si può fare” e hanno lavorato tanto e a tutti i membri del CAG».  A conclusione, il picnic a cura del prof. Gennaro Ambrosio dell’ Ist. Alberghiero di Montalto con i prodotti dei soci “Etruria” di Unicoop Tirreno. Ringraziati tutti dirigenti scolastici, i DSGA, le segreterie e tutti i professori «che con il proprio lavoro: contatti, gestioni amministrative, rendicontazioni ed altro, rendono possibili simili manifestazioni».

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