Il Cotral parte senza l’autista

di GIULIANA OLZAI

CERVETERI – Tragedia sfiorata ieri mattina attorno 9,45 quando un mezzo del trasporto pubblico della Cotral, in sosta in piazza Aldo Moro, per cause ancora in via di accertamento, ha iniziato la sua corsa senza controllo lungo via delle Mura Castellane, dove è situato il Parco delle Rimembranze, agevolato da una discesa sempre più accentuata. Il mezzo inizialmente impatta contro il muretto del Parco, situato a sinistra, sale in parte sul marciapiede prende due alberi di leccio tranciando enormi rami e un palo della luce che viene scardinato poi devia sulla destra prendendo delle auto in sosta per poi proseguire sulla sinistra tranciando altri grossi rami dagli alberi e contorcendo un altro palo della lune. A fermare la sua folle corsa una Opel Adam bianca, parcheggiata sulla sinistra. Inutile il disperato tentativo dell’autista dell’autobus, una donna, che scesa dal mezzo stava ferma  sulla piazza e accortasi di quando stava accadendo si è messa a correre per cercare di raggiungerlo e bloccarlo. Sul posto sopraggiungono immediatamente la Polizia Locale, l’Assovoce, i Vigili del Fuoco e gli operatori del 118.
Diversi i danni alle strutture e ad una decina di auto in sosta, ma fortunatamente non ci sono stati feriti. Sotto shock l’autista dell’autobus e la proprietaria della Opel, che solo casualmente per pochi secondi infatti non si è trovata all’interno della sua auto al momento dell’impatto. La prima, a seguito di un malore è stata ricoverata per controlli all’ospedale e la seconda molto scossa e disperata nel vedersi l’auto completamente distrutta è stata assistita sul posto dagli operatori sanitari presenti.
Allibito Salvatore Fadda proprietario della Total Erg, che mentre riforniva un’auto si è visto piombare l’autobus a qualche metro di distanza. Il mezzo infatti proseguendo la sua folle corsa a sinistra, si è poi  spostato sulla destra dopo aver saltato miracolosamente il distributore di carburante.    
Gli operai della Multiservizi subito all’opera per mettere in sicurezza quel palo della luce tranciato con tanto di fili elettrici scoperti per terra e liberare la strada invasa dai rami e dai tronchi degli alberi. La strada di via delle Mura Castellane è stata chiusa al traffico per diverse ore per consentire alla Polizia locale di effettuare tutti i rilievi di rito e poi la rimozione dei mezzi incidentati. Tra le prime ipotesi una distrazione o un guasto tecnico al sistema frenante. Si cercherà, tramite le immagini delle videocamere interne all’autobus, di ricostruire la vicenda per capire se il mezzo è stato lasciato a motore acceso o spento. Va detto che questi tipi di autobus hanno dei sistemi particolari, per cui anche se fosse stato lasciato in moto, c’è un blocco che non lo fa muovere con la porta aperta, che però dopo sei sette minuti si spegne automaticamente. Poi bisogna capire dove è stato parcheggiato nella piazza. Se l’autobus fosse parcheggiato all’interno degli spazi loro assegnati difficilmente può muoversi anche perché in quel punto è presente una gobbetta sulla piazza che gli avrebbe impedito di procedere. Se si parcheggia, invece, fuori dagli spazi quella gobbetta non c’è e quindi è più facile scendere lungo la via delle Mura Castellane. Però la responsabilità dell’autobus c’è tutta perché in ogni caso ha procurato ingenti danni e anche se esce fuori un problema di natura tecnica questo è un onere della prova da vedersi all’interno del Cotral. 

 

Leggi articolo completo

###BANNER_ADS###

Prociv: corso di sopravvivenza e orientamento

di TONI MORETTI

CERVETERI – I ragazzi, si conquistano se mantieni le promesse e non è venuto mena alla promessa fatta ai partecipanti dei due capi scuola tenuti questa estate nel parco dell’Istituto Mattei dalla Protezione Civile di Cerveteri. Durante la cena tenutasi alla fine del campo, alla presenza anche dei genitori dei ragazzi, galvanizzati da quanto i loro figli hanno dimostrato di aver appreso in quella sorte di saggio finale, Renato Bisegni, il responsabile, aveva promesso che nel corso dell’anno, quei ragazzi sarebbero stati chiamati ad altre esperienze formative e quel giorno è arrivato. Per la giornata di ieri e quella di oggi, il Nucleo comunale della Prociv  ha organizzato per quei ragazzi e per i loro genitori un corso di sopravvivenza base e di orientamento per essere preparati a superare, nel caso di ogni possibile ed improvvise evenienze le difficoltà derivanti dal trovarsi in un luogo sconosciuto e senza mezzi di fortuna. La località scelta è Macchia della Signora, una riserva naturale e zona boschiva di grande pregio che fa parte del territorio cerite.  Il corso durerà due giorni. Si dormirà nel sacco a pelo, riparati soltanto da teli apposti sugli alberi per difendersi dall’umidità. I servizi igienici saranno quelli offerti dalla natura, il fuoco, acceso con la pietra focaia, rimarrà acceso tutta la notte in quanto monteranno turni che ogni due ore provvederanno ad alimentarlo, il cibo sarà consumato al sacco. Bisogna dire che è stata veramente contagiosa questa ondata di operatività che è riuscita a trasmettere la Protezione civile tanto che anche i genitori hanno deciso di assoggettarsi agli istruttori Riccardo e Mario noti come inflessibili dispensatori quando sanzionano gli errori con punizioni, di decine di flessioni.
Due giorni quindi con formula H24 praticamente come una vera task force militare ma non è mancata per cena una ricca grigliata collettiva.

Leggi articolo completo

###BANNER_ADS###

Agresti a colloquio con l'Ufficio scolastico regionale

LADISPOLI – Dirigente scolastico della Corrado Melone a colloquio con l'Ufficio scolastico regionale. Oggetto: la polemica nata attorna ai locali mensa. L'incontro, che si è svolto mercoledì, è il frutto delle richieste effettuate dal sindaco di Ladispoli Alessandro Grando all'ufficio regionale dopo le numerose polemiche e attacchi all'amministrazione comunale, da parte del dirigente scolastico, sulla decisione degli amministratori di palazzo Falcone di spostare i locali mensa dal Polifunzionale, all'interno del plesso Fumaroli. Una decisione poco consona per la dirigenza scolastica, se fatta come inizialmente era prevista. Con un numero superiore di bambini, rispetto a quelli che poi, su indicazioni della Asl, stanno usufruendo degli spazi (circa 60 a fronte degli 80 iniziali) e con il Polifunzionale che invece sarebbe stato utilizzato solo per gli spettacoli teatrali, e non, messi in scena dagli istituti scolastici della città balneare e dalle compagnie teatrali. Una polemica nata prima dell'inizio dell'anno scolastico, con l'Assessore alla Pubblica Istruzione e il dirigente scolastico Agresti protagonisti di un acceso botta e risposta che inizialmente il primo cittadino aveva tentato di soffocare invitando le parti ad abbassare i toni. Così però non è stato con la diatriba riaccesa proprio il primo giorno di scuola con i genitori che chiedevano spiegazioni all'amministrazione comunale e il primo cittadino, dal canto suo, che ha difeso l'operato del suo Assessore, annunciando che l'amministrazione avrebbe proseguito nella strada intrapresa. Tante le parole volate da quel giorno con un botta e risposta incalzante tra amministrazione da una parte e dirigente scolastico dall'altro. Con al centro sempre e solo i nuovi locali mensa e la destinazione finale del Polifunzionale (che ad oggi viene utilizzato ancora come mensa scolastica per una parte dei ragazzi della Melone in attesa che il Comune individui e realizzi i nuovi locali mensa sempre all'interno dell'istituto scolastico così da garantire lo svolgimento di tre turni per il pranzo). A dirimere la controversia non è servito nemmeno l'ultimo incontro tra amministratori comunali e il preside che, anzi, ha portato il primo cittadino a chiedere ancora con più forza al Miur e all'Ufficio scolastico regionale di intervenire sulla vicenda a causa proprio del comportamento del dirigente Agresti. Il primo incontro c'è già stato. Il dirigente scolastico ha così potuto spiegare, carte alla mano, la sua versione dei fatti. Ora bisognerà aspettare per capire se l'Ufficio scolastico regionale intenderà procedere ulteriormente con delle verifiche in tal senso o se il colloquio di mercoledì sia stato sufficiente per poter prendere una posizione a tal proposito.

Leggi articolo completo

###BANNER_ADS###

Vigilantes minaccia insegnante, trasportata in ambulanza

LADISPOLI – Panico nella giornata di oggi alla Giovanni Paolo II di Ladispoli. Un vigilantes sarebbe entrato all'interno della scuola e avrebbe inveito contro una delle maestre in carico alla scuola, minacciandola. Nodo del contendere: delle considerazioni negative che la maestra avrebbe avuto nei confronti della moglie, facente parte del personale Ata in carico all'istituto scolastico. L'insegnante avrebbe anche avuto un malore scaturito dall'acceso diverbio, tanto da esser portata via in ambulanza e trasportata al Pit per le cure mediche del caso, con i bambini della sua classe rimasti "scoperti". Sul posto anche i Carabinieri della stazione di Ladispoli che stanno indagando sulla vicenda nel tentativo di far luce su quanto accaduto. 

Leggi articolo completo

###BANNER_ADS###

Giammaria: un quinto posto che vale oro

Un quinto posto che vale una vittoria ha coronato una delle gare più emozionanti della carriera di Raffaele Giammaria, impegnato nel weekend appena trascorso sul circuito di Barcellona per l’ultimo round della Blancpain GT Series Endurance Cup 2018.
Il pilota italiano è stato assoluto protagonista in pista ed ha concretizzato una prestazione esaltante al volante della Lamborghini Huracán GT3 #19 del Grasser Racing Team in equipaggio con Ezequiel Perez Companc (ARG) e Marco Mapelli (ITA), in una delle gare più imprevedibili ed emozionanti dell’intera stagione.
Il weekend non era partito sotto i migliori auspici per Giammaria, che dopo aver perfezionato il set-up della vettura nel corso delle sessioni del venerdì, ha dovuto fronteggiare una difficile qualifica. Dopo una positiva Q1, l’equipaggio non ha potuto sfruttare a dovere la Q2. 
In una sessione interrotta più volte con bandiera gialla e quindi con bandiera rossa, la Lamborghini Huracán GT3 #19 non è infatti riuscita a completare alcun giro lanciato. 
Il tempo finale delle qualifiche, ricavato dalla media delle tre prestazioni ottenute nelle tre sessioni, ha quindi visto Giammaria qualificarsi al cinquantesimo posto, in fondo allo schieramento.
Con queste premesse, la strategia di gara definita per l’ultimo appuntamento della stagione è stata votata all’attacco. Giammaria ha preso il volante nel primo stint ed ha subito messo in pista tutta la sua determinazione. Il grande feeling con la vettura di Sant’Agata Bolognese gli ha consentito nella prima mezz’ora di gara di recuperare ben ventidue posizioni grazie a spettacolari sorpassi che hanno sottolineato le sue doti di guida e hanno acceso l’entusiasmo degli spettatori in tribuna.
La rimonta è poi proseguita anche nei successivi due turni di guida, quando si sono alternati al volante i compagni di equipaggio Mapelli e Perez Companc, e al termine di una gara indimenticabile, Giammaria ha così chiuso con uno straordinario quinto posto, staccato di soli sette secondi dai vincitori come prima Lamborghini al traguardo, dopo aver recuperato ben quarantacinque posizioni in quella che resterà una prestazione indimeticabile.
Raffaele Giammaria: «È stata una gara emozionante, tutto è andato per il meglio e la vettura mi ha restituito un feeling incredibile. Il mio stint è stato esaltante, era chiaro che con quella posizione di partenza l’unica strategia possibile era la rimonta, ma per farlo in maniera efficace ho dovuto prendere anche alcuni rischi, cercando i sorpassi in ogni punto della pista. Ho guidato con determinazione, non mi sono mai risparmiato e ho dato sempre il 100%, un approccio che alla fine ha pagato. Ad essere realisti il podio era sicuramente a portata, ma non abbiamo potuto sfruttare le interruzioni con la safety car, entrata in pista quando oramai eravamo già ai box. Ciò non toglie che sia stato un weekend perfetto, uno dei più intensi della mia carriera sportiva, il modo migliore per chiudere una stagione che, soprattutto nella prima parte, è stata più complessa del previsto. Sono davvero orgoglioso di quello che abbiamo ottenuto a Barcellona, un risultato che restituisce una grande carica in vista dei prossimi impegni».

Leggi articolo completo

###BANNER_ADS###

Il Ladispoli espugna 3-2 il Paglialunga

Emozioni, una dopo l’altra: partita chiusa, riaperta, richiusa e riaperta di nuovo. Con arrembaggio finale e vittoria per il Ladispoli, la prima in stagione dopo la sconfitta contro l’Avellino della scorsa domenica. Nella seconda giornata di serie D il Ladispoli espugna 3-2 il Paglialunga, campo della Sff Atletico. Vince la squadra che è apparsa più stoica, determinata che ha creato di più e sempre più pericolosa, al netto delle distrazioni che hanno permesso i due gol che hanno acceso il match. Inizio di partita coraggioso per il Ladispoli, che spinge fin dai primi minuti con Bertino che prova il tiro-cross dalla sinistra, bravo Macci a deviare in corner. I rossoblu stanno pian piano prendendo in mano la partita, tanto da riuscire all’11’ a passare in vantaggio: bravissimo in questo caso Zucchi abile ad anticipare con la punta del piede l’estremo difensore dell’Atletico. Rossoblu che rischiano addirittura il doppio vantaggio con Cardella che intercetta al volo una punizione di Bertino, attento in questo caso Macci che blocca senza problemi. Al 22’ Santarelli viene atterrato nella metà campo ospite: Tornatore da calcio di punizione non sbaglia e manda in rete una palla splendida. Ristabilito l’equilibrio l’SFF Atletico alza i ritmi, sfortunato Campanella che stacca di testa a botta sicura, ma colpisce in pieno la traversa, il Ladispoli trema. Al break è 1-1, con la ripresa che è poi subito un ottovolante di emozioni, e col risultato che cambia meno di venti minuti dopo: recupero di De Fato in mezzo al campo, apertura per Bertino sulla fascia che porta palla e ritrova il centrocampista rossoblu che col destro a mezz’aria insacca l’1-2. Nel finale succede di tutto: al 39’ pareggia l’Atletico con Tortolano su calcio di rigore, ma immediata arriva la reazione degli ospiti, decisivo ancora il giovane Zucchi che, atterrato in area, si conquista il rigore del 3-2, trasformato poi dall’esperto Camilli che fissa così il risultato. 

Leggi articolo completo

###BANNER_ADS###

«Marcia indietro di chi arrogantemente pretende di comandare invece di governare»

LADISPOLI – Non si ferma il braccio di ferro tra amministrazione comunale e dirigenza scolastica della Corrado Melone. Braccio di ferro che rischia di trascinarsi anche dopo l'ottenimento da parte dell'amministrazione dei certificati Asl necessari ad aprire le porte della nuova mensa scolastica. Proprio ieri dopo lo scontro verbale, anche abbastanza acceso, tra amministrazione e alcuni genitori, con il dirigente scolastico dalla parte proprio dei genitori, e il monito lanciato dal sindaco Grando di tenere la politica fuori dalla scuola, ora a intervenire rispedendo al mittente le accuse di "politicizzazione" è proprio il dirigente scolastico Riccardo Agresti. «Accuse – ha detto Agresti – che avrebbe potuto benissimo fare anche l'ex sindaco Crescenzo Paliotta quando portai sul tavolo della sua scrivania una decina di arance marce servite a mensa ai bambini». 

Ma non finisce qui, per Agresti, la riapertura delle porte del Polifunzionale all'ora di pranzo, è una vittoria. Una vittoria ottenuta proprio dopo la protesta di ieri: «Confermo che la protesta dei genitori ha obbligato alla marcia indietro chi arrogantemente pretende di comandare invece di governare», ha scritto sul suo profilo Facebook dettando gli orari dei tre turni mensa per le classi dell'istituto comprensivo. 

Intanto, già nella tarda serata di ieri è arrivata la solidarietà nei confronti del sindaco Alessandro Grando, da parte del coordinatore locale di Noi con Salvini, Luca Quintavalle: «Condanniamo con fermezza l'aggressione verbale subita dal sindaco Alessandro Grando, vittima non tanto dell'ira di alcuni genitori ma di una velocissima escalation su alcune problematiche che affliggono uno dei quattro circoli didattici di Ladispoli. Siamo da sempre favorevoli ad un sano e costruttivo confronto e crediamo che alla nostra Comunità non servano capipopolo: invitiamo tutti ad un passo indietro affinchè si torni a lavorare per migliorare il futuro dei nostri figli. La propaganda politica dovrebbe rimaner fuori da certi ambienti: la scuola è innegabilmente uno di questi».

Leggi articolo completo

###BANNER_ADS###

Mensa Corrado Melone, è scontro tra Sindaco e genitori

LADISPOLI – «Agresti li fomenta e loro reagiscono così, vergogna». Inizio anno scolastico turbolento per l'amministrazione comunale e l'istituto Corrado Melone. Nodo del contendere: i locali mensa. Nessuno delle due parti sembra voler fare un passo indietro, tanto che questa mattina la cerimonia di apertura dell'anno scolastico si è trasformata in una vera e propria “rissa verbale” che, solo per un “miracolo” non si è trasformata in una rissa vera e propria. Che la situazione era sfuggita di mano lo si era capito già durante l'incontro, trasformatosi in vero e proprio scontro, al Polifunzionale. Da una parte Grando che spiegava come i locali erano a norma; dall'altra parte i genitori che hanno messo in luce i problemi: dai quadri elettrici in bella vista e pericolosi, alla volumetria della stanza, fino ad arrivare all'assenza di vie di fuga in caso di pericolo. Diverbio così acceso che ha visto l'uscita di scena del Sindaco che, abbandonato il Polifunzionale e la scuola vi ha fatto ritorno solo successivamente, con tecnici Asl al seguito arrivati a valutare la struttura per dare il loro ok all'utilizzo dei locali. Ok che al momento non sembra essere ancora arrivato, tanto che nell'attesa il dirigente scolastico è tornato a ribadire che «fin quando non ci sarà un certificato da parte della Asl e dei vigili del fuoco, nessuno mangerà lì dentro». E tanto è bastato a “riaccendere” i genitori e con loro anche la discussione nei confronti del Sindaco che per la seconda volta, accerchiato da genitori inferociti, ha abbandonato la scuola, non prima però di puntare il dito contro il dirigente scolastico. Colpa sua se la mensa potrebbe risultare ad oggi troppo piccola per contenere tutti i bambini:«A giugno – ha tuonato Grando – avevamo detto al preside di bloccare le iscrizioni a scuola, ma non l'ha fatto». E ancora: «Agresti li fomenta e loro reagiscono così, vergogna». Le sue ultime parole prima di abbandonare l'istituto scolastico lasciando dei genitori inferociti pronti a dare battaglia all'amministrazione comunale. C'è chi sta valutando la possibilità di portare da casa il pasto da far consumare ai propri figli, con il dirigente scolastico che avrebbe acconsentito a questa possibilità. Dimostrazione che anche dalla parte dell'istituto scolastico non c'è assoluta intenzione di tornare indietro sui propri passi. Intanto, “graziati” anche dal tempo, i bambini hanno pranzato, come annunciato la settimana scorsa, in giardino e all'aria aperta. E non è da escludersi che ciò si possa verificare anche nei prossimi giorni.

Leggi articolo completo

###BANNER_ADS###

«Federico, mi fai pena»

di GIULIANA OLZAI

CERVETERI – «Federico, mi fai pena, mi fai pena. Sono la mamma di Marco Vannini e mi stai facendo veramente pena». Così Marina Conte attacca Federico Ciontoli, figlio di Antonio Ciontoli e fratello di Martina (la fidanzata di Marco) nel corso della telefonata che la giornalista di Quarto Grado, Anna Boiardi ha effettuato al ragazzo e trasmessa nella puntata di venerdì scorso. «Ti voglio dire soltanto questo – continua mamma Marina – hai avuto più di tre anni per poter parlare con me e non l’hai mai fatto. Hai detto solo menzogne e continui a dire menzogne e ad arrampicarti sugli specchi. Che cosa mi hai detto quella sera al Pit? Mi hai detto semplicemente che a tuo padre mentre puliva la pistola gli è partito un colpo». Mamma Marina inizia così a riportare «il mare di menzogne» che gli sono state dette intercalando con «vi dovete vergognare». «Non siete venuti mai al cimitero a trovarlo, tua sorella si deve vergognare» insiste Marina.  «Mi dispiace veramente – risponde Federico – Ti ho detto quello che sapevo. Vediamoci, parliamone ma non con i giornalisti».  «Marina ti prego, ascoltami»  insiste Federico cercando di bloccare la foga di Marina che ricordava i fatti di quella tragica notte.  «La cosa che mi dà fastidio di più è che voi non avete mai usato una parola per mio figlio. E soprattutto, tu Federico, ti devi rendere conto che mio figlio si poteva salvare. E ce lo avrai per sempre sulla coscienza perché mio figlio si poteva salvare. Tu, tua madre, tua sorella e tuo padre non avete fatto niente per salvarlo», sbotta ancora mamma Marina.  
Un confronto acceso con mamma Marina che esplode e non lascia spazio alle risposte del ragazzo che cerca di giustificarsi dicendo: «Marina siamo stati schiacciati da qualcosa di grande». «Ti assicuro che io posso parlare con te – continua Federico – Probabilmente puoi capire cose che fino ad oggi non hai potuto capire. Voglio spiegare il motivo per il quale ho detto che c’è stata chiusura da parte vostra. Voglio solo spiegare che quello che è successo è stata qualcosa di grande per tutti». A quel punto Marina va su tutte le furie: «Di grande! Ma ti rendi conto quando parli di Marco cosa dici? Di grande per me e mio marito  Valerio».  
Federico sembra disponibile ad un incontro con Marina. «Ti spiegherò ogni minimo dettaglio, tutto quello che vorrai sapere. Marina, tutto quello che vorrai sapere» ripete più volte.  «Potrei avere l’opportunità di spiegarti qualcosa che ti fa capire che forse non è come pensi». «Probabilmente mancano dei tasselli per far si che quello che stiamo raccontando è reale”» Ma alla richiesta della giornalista di indicarne qualcuno, Federico si tira indietro: «Ci sarà il tempo per questo. Racconterò nei minimi dettagli alla madre di Marco, se manca qualcosa vi chiarirò anche a voi, ma non in questo momento», riferendosi alla possibilità di spiegare durante una trasmissione televisiva. 
La telefonata ha avuto seguito dopo che giorni fa Federico e Viola sono stati intercettati per strada dalla giornalista Chiara Ingrosso. I due hanno accusato la redazione di Quarto Grado di aver raccontato diverse menzogne e solo piccoli tasselli di verità. Da qui la telefonata della giornalista davanti alla mamma di Marco per chiedere spiegazioni sulle eventuali falsità che sono state dette nel programma.
L’avvocato Celestino Gnazi, legale di mamma Marina commenta così dopo la messa in onda del video:  «Mi ha stupito la loro arroganza. Se c’è uno che dice ‘’cavolate’’ è proprio questo ragazzo che forse è il regista di tutto. Nell’appello del pubblico ministero si elencano le ‘’cavolate’’ di Federico che addirittura induce, come un esperto regista, i familiari a mentire lo stesso giorno. Non pensano a Marco che è morto. Pensano a concertare una versione».  Massimo Picozzi: «In questa brevissima intervista raccolta e un po’ rubata non ho trovato nulla. Federico non ha detto assolutamente nulla, anzi ci ha anticipato che continuerà a non dire nulla. Nutro dei grossi dubbi che vorrà veramente incontrare la mamma di Marco e raccontare qualcosa». 
Grazia Longo: «Sono rimasta veramente esterrefatta dalla resistenza di questo ragazzo che ha continuato a dire il nulla. Ha continuato a dire parlano troppo, ci sono un mucchio di dettagli, la verità non è come la racconta Quarto Grado. E messo sotto pressione ma qual è la verità? Fornisci questi elementi, non è stato in grado di dire niente. Lo zero più assoluto. Veramente di una arroganza intellettuale e anche una cattiveria nei confronti di questa madre inaudita». 

 

Leggi articolo completo

###BANNER_ADS###

Tarquinia, torna a splendere la Tomba degli Scudi  

TARQUINIA – Rinasce la Tomba degli Scudi, gioiello artistico del IV secolo a. C. nella Necropoli etrusca dei Monterozzi di Tarquinia, sito nominato nel 2004 Patrimonio mondiale dell’umanità dall’Unesco insieme alla necropoli di Cerveteri.

I dipinti murali e le rare epigrafi in lingua etrusca che decorano questo importante sepolcro gentilizio di età ellenistica sono tornati a splendere grazie a un complesso restauro durato due anni, che ha interessato la camera centrale della sepoltura e che ha permesso di renderla periodicamente fruibile al pubblico, dopo decenni di chiusura.

Nel 2014 la tomba che celebra le virtù e il rango dei Velcha, raffigurando il momento della partenza del defunto verso l’oltretomba e il banchetto funebre cui partecipano idealmente tutti i membri della famiglia, è stata votata da 5.681 persone in occasione della settima edizione de ‘‘I Luoghi del Cuore’’, il censimento dei luoghi italiani da non dimenticare promosso dal FAI – Fondo Ambiente Italiano in collaborazione con Intesa Sanpaolo. 
Un gesto d’amore collettivo che ha acceso i riflettori su questo luogo dal valore speciale per la comprensione della cultura e della lingua etrusche ma che versava da anni in precario stato di conservazione, tanto da essere inaccessibile. Grazie ai tanti voti ricevuti dal Fai a favore della Tomba degli Scudi, infatti, la Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per l’area metropolitana di Roma, la provincia di Viterbo e l’Etruria Meridionale, sotto la cui tutela ricade il bene, ha potuto partecipare al bando per la selezione degli interventi che la Fondazione promuove dopo ogni edizione del censimento e ricevere un contributo ‘‘I Luoghi del Cuore’’ di 24.500 euro per il restauro della camera centrale, bisognosa di cure. Le sue pareti riccamente dipinte presentavano numerose problematiche legate soprattutto all’alterazione del delicato equilibrio climatico: l’intonaco, molto friabile, tendeva a staccarsi dalla parete, su tutta la superficie erano presenti patine bianche di diversa natura e consistenza – in buona parte veli di carbonato di calcio prodotti da diversi tipi di batteri – oltre a chiazze di umidità e a diffuse macchie nere dovute ad alcune specie di funghi.

L’intervento di restauro.Il restauro – cominciato nell’estate 2016 e realizzato da Maria Cristina Tomassetti e Chiara Arrighi sotto la supervisione della Soprintendenza – ha permesso di salvare l’apparato pittorico ancora esistente della camera centrale della tomba e di riportare alla luce figure, iscrizioni e dettagli mai visti prima. L’intervento è stato realizzato con la modalità del “cantiere aperto”: la tomba è stata infatti resa fruibile al pubblico in corso d’opera grazie ad alcune visite guidate straordinarie a cura della Delegazione FAI di Viterbo per raccontare le fasi del recupero e le tecniche utilizzate. I lavori sono iniziati con un trattamento biocida a tomba sigillata, volto a eliminare le colonie di microrganismi presenti. Si è poi proceduto alla pulitura, al consolidamento dell’intonaco e al fissaggio della pellicola pittorica, a cui è seguita l’integrazione delle molte zone ormai prive di pittura, attraverso stuccature accurate e puntuali con cui è stato possibile perseguire una finalità conservativa e, allo stesso tempo, restituire leggibilità alle scene dipinte. Sono stati infine rimossi i vecchi componenti del primo impianto elettrico e, con essi, gli elementi in legno e i riempimenti in cemento messi in opera per fissarli. In corso di restauro particolare attenzione è stata inoltre riservata al mantenimento del delicato microclima della tomba, riducendo al minimo il numero di operatori presenti ogni giorno, tenendo chiusa la porta di ingresso e utilizzando tute impermeabili e corpi illuminanti a Led per non produrre un aumento della temperatura. 
L’intervento, che ha interessato le quattro pareti della camera centrale della Tomba – raccontato attraverso un video storytelling affidato dal FAI ai due documentaristi Gustav Hofer e Luca Ragazzi – è stato reso possibile grazie al contributo I Luoghi del Cuore e al cofinanziamento della Soprintendenza, a cui si sono aggiunti altri piccoli contributi ricevuti da partner locali: Isam srl, Ditech srl, Pottino & Pottino Avvocati Associati, Enza Zaden Italia srl, Lyons Club Tarquinia. Inoltre Skylab ha curato un progetto di comunicazione multimediale, ancora in fase di sviluppo.

Prossimi passi. Concluso il recupero della camera centrale – che è l’ambiente più importante della tomba – per completare il restauro della sepoltura rimangono da fare altri lavori sul soffitto, sulla camera di fondo – quella decorata con gli scudi da cui la tomba prende il nome – e sui due piccoli ambienti laterali, privi di decorazioni. L’auspicio è che l’intervento realizzato grazie al contributo I Luoghi del Cuore e reso possibile grazie alla collaborazione virtuosa tra pubblico e privato rappresenti un traino per il reperimento di altri fondi, anche tramite il portale Art Bonus. Nel frattempo, la collaborazione tra FAI e Soprintendenza continuerà nell’ottica di permettere periodicamente la fruizione pubblica di questo luogo eccezionale (le prossime aperture – a cura della Delegazione FAI di Viterbo – sono in programma per domenica 30 settembre e sabato 27 ottobre), ma situato al di fuori del perimetro di visita della Necropoli dei Monterozzi.  Inoltre, il Comune di Tarquinia ha stanziato un contributo destinato a una pubblicazione sulla Tomba degli Scudi e sui restauri, attualmente in fase di preparazione.  Il Comune di Tarquinia si è anche impegnato a garantire lo sfalcio della vegetazione intorno alla Tomba, contribuendo in tal modo a rendere possibili le future aperture del bene al pubblico.
 

Leggi articolo completo

###BANNER_ADS###