IL COMMENTO AL VANGELO. ''Voi non sapete ciò che domandate''

di Don Ivan Leto

Questo terzo annuncio della passione, come i precedenti, denuncia l’incapacità dei discepoli di comprendere il messaggio di Gesù, il senso ultimo della sua missione e del discepolato. Giacomo e Giovanni mostrano di non comprendere neanche la portata della loro stessa richiesta («Concedici di sedere nella tua gloria») proiettandosi piuttosto in una prospettiva premiale allorquando si avvererà il regno messianico. Eppure, Giacomo e Giovanni erano stati tra i primi a seguire Gesù; avevano lasciato tutto, facendo una scelta radicale di vita; ma solo alla luce della passione e resurrezione di Cristo sarà possibile comprendere. Ora essi si rivolgono a Gesù con la richiesta di sedere nella gloria alla sua destra e alla sua sinistra, ritenendo la loro posizione di discepoli della prima ora, di potersi arrogare il diritto di prelazione. La risposta di Gesù non si lascia attendere e destruttura in maniera totale il pensiero e il linguaggio dei due discepoli, marcando una distanza abissale tra il suo e il loro punto di vista: «Voi non sapete ciò che domandate», è la risposta data. «Potete bere il calice che io bevo, o ricevere il battesimo con cui io sono battezzato?» È questa la pietra di scandalo ancora impossibile da capire. La “gloria”, non secondo gli uomini ma secondo Dio, significa “bere il calice”, versare il sangue. Ma a quelle parole pronunciate da Gesù essi si rivelano sordi. Marco, che scrive questo vangelo negli anni 70, rilegge gli eventi alla luce della morte e resurrezione del Signore, nonché del martirio cui i discepoli erano poi andati incontro; se al momento essi non comprendono cosa significhi la “gloria” del “bere il calice”, la loro successiva testimonianza di discepoli del Cristo morto e risorto li porrà nella condizione di farlo, dando la vita per lui. Gesù è il Figlio, venuto per fare la volontà del Padre; non può stabilire chi potrà sedere alla destra o alla sinistra: ciò tocca solo al Padre. Nella seconda parte del brano si dice che «gli altri discepoli si sdegnarono con Giacomo e Giovanni». Anch’essi incapaci di comprendere la portata del messaggio di Gesù, si erano poco prima interrogati su chi fosse il più grande non riuscendo i loro occhi a vedere altro se non una questione di preferenze, priorità, privilegi. Gesù smonta, ribaltandola, tale mentalità. Colui che segue Gesù, il discepolo, viva secondo una dimensione sconosciuta al mondo. Nel mondo, infatti, chi è a capo comanda, ma nel regno di Dio, regnare, essere a capo, significa servire. Lui, il Maestro, colui che, seguito e applaudito dalle folle fino al suo ultimo ingresso a Gerusalemme, si avvia ora a testimoniare il suo essere ultimo degli ultimi. In una vita in cui le relazioni spesso si basano su opportunismi legati all’ottenimento di privilegi e di potere, la comunità cristiana è chiamata a fare memoria del messaggio di salvezza di Cristo allontanando da sé ogni autoreferenzialità, comprendendo che servire il fratello significa rinunciare ad ogni tentativo di manipolazione per soggiogarlo alla propria volontà o interesse.

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Gli Snipers tengono un tempo prima di crollare sotto i colpi dei campioni d’Italia

Esordio positivo per gli Snipers TecnoAlt che sul campo dei campioni di Italia (da 7 anni consecutivi) del Milano Quanta cede per 15-3. Ma il punteggio non deve ingannare: i civitavecchiesi hanno disputato un primo tempo da applausi, giocando per larghi tratti alla pari contro la corazzata milanese e fino a metà frazione il punteggio era sul 2-2. Solo nel finale di tempo, grazie anche ad alcune penalità dubbie, i padroni di casa, indiscutibilmente di qualità superiore, allungano fino al 6-3. Nella ripresa il Milano allunga subito nel punteggio: da li in poi ampio spazio ai giovani di entrambe le squadre ed il match termina 15-3 con il Quanta che sfoggia tutta la sua classe. 
Sulla partita si è espresso Manuel Fabrizi: «Il primo impatto con la massima serie è durissimo per chiunque, lo è stato particolarmente per noi a cui è toccato Milano, indiscutibilmente la formazione che esprime il miglior gioco da anni. Abbiamo approcciato alla partita molto bene nonostante la differenza abissale di esperienza. Posso dire che anche se molto duro è stato divertente confrontarsi con ragazzi del loro talento. Fiero comunque dei miei compagni, anche dei più piccoli che sono riusciti ad avere spazio nel finale».
Il tabellino: Stefano Loffredo, Eugenia Pompanin; Manuel Fabrizi (1), Ravi Mercuri (1), Stefano Cocino (1), Gianmarco Novelli, Riccardo Valentini, Luca ed Elia Tranquilli, Simone Pontecorvi, Federico Parmegiani, Ciro Zaccaria, Marco Stefani, Davide Ceccotti, Mattia Padovan.

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Sir Biss domina la Garmin Marine Riva per Tutti

Alle 8:12:09 di ieri mattina Giuliano Perego, al timone del suo Sydney 39 Sir Biss, ha tagliato per primo la linea d’arrivo della Garmin Marine Riva per Tutti 2018. Alla faccia del Principe Giovanni e dei suoi insulti (parliamo del cartoon della Disney ovviamente) Sir Biss si è riscattato prendendo in pieno il ruolo di protagonista riservato a Robin Hood e vincendo con un distacco abissale. A bordo con lui Vitaliano Tore, Costantino Brachini, Francesco Gozzini e Marco Morosi. (Agg. 11/4 ore 17.31 SEGUE)

I NUNMERI DELLA REGATA DI SIR BISS – Sir Biss ha impiegato un giorno, 13 ore, 27 minuti e 9 secondi per percorrere le 218 miglia del percorso Riva di Traiano/Ventotene/Riva di Traiano, navigando complessivamente per 235 miglia effettive. (Agg. 11/4 ore 17.53 SEGUE)

LE ALTRE IMBARCAZIONI CHE LOTTANO PER IL PODIO – Dietro di lui un abisso di tempo e mare separa gli altri concorrenti. Al secondo posto si trova Lolifast, il pur velocissimo Sun Fast 3600 di Davide Paioletti, ancora in acqua a 25 miglia dall’arrivo, seguito a 4.2 miglia da Guardamago, il Sun Odyssey 42i Performance di Massimo Piparo e Luca Gialdroni, che sta lottando per conservare la prima posizione in IRC 2. (Agg. 11/4 ore 18.21)

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