Mtb Santa Marinella: quattro podi tra mountain bike e strada

Prosegue l’intensa attività su più campi gara d’Italia della Mtb Santa Marinella-Cicli Montanini tra fuoristrada e strada.
A Torre di Mosto, in Veneto, ottima prestazione del team di scena al Trofeo Ducale di cross country dove Manuel Piva e Gianfranco Mariuzzo hanno ottenuto la prima posizione rispettivamente tra i master 2 e i master 5, autori di una gara sopra le righe e ad altissimi livelli mentre Michele Feltre si è classificato quinto tra i master 6.
Ancora in Veneto si è svolta la 3 Epic Tre Cime di Lavaredo ad Auronzo di Cadore, l’evento epico nel cuore delle Dolomiti che ha visto alla partenza Giuseppe Girardi che ha terminato la propria fatica nel percorso marathon di 65 chilometri con 1600 metri di dislivello in 5 ore e 7 minuti, entrando nella top 5 di categoria master 7.
In Puglia alla Mediofondo del Bosco di Bitonto, brillante prestazione di Domenico Abruzzese, secondo di categoria tra gli élite, e Michele Diaferia al tredicesimo posto tra gli élite master sport mentre Sandro Costa ha preso parte a Canino alla Cross Country dell’Ulivo terminando la gara in seconda posizione tra i master 6.
Al Trofeo Città di Orte, il ritorno alle competizioni su strada per Diego Antimi è stato premiato con l’ottenimento della prima posizione tra i master 1 mentre il compagno di squadra Pierluigi Stefanini non è andato oltre la settima posizione tra i master 5.

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TRIBUNALE DI LOCRI

Notifiche per pubblici proclami – Estratto del ricorso per usucapione
speciale per la piccola proprieta' rurale ex art. 1159-bis e della L.
346/76 ex art. 3 – Tribunale di Locri proc. RG 1033/2018

(TX18ABA9458 )

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Di Maio: «Facciamo un po’ di debito per abbassare le tasse»

Il vicepremier in visita in Cina torna sulla manovra: «Non sforeremo il tetto del 3% ma attingeremo al deficit per migliorare la qualità della vita dei cittadini»

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Manager in fuga dal porto

CIVITAVECCHIA – Manager e grand commis di Stato in fuga dal porto di Civitavecchia. A Molo Vespucci, infatti, in pochi giorni sono arrivate già due lettere di dimissioni da parte di nomi altisonanti del sistema portuale. 
Il primo a lasciare l’incarico di componente dell’Organismo Indipendente di Valutazione dell’Adsp è stato Claudio Gorelli, che secondo i bene informati aveva già annunciato la propria intenzione di chiamarsi fuori ad inizio estate. 

Il vero e proprio fulmine a ciel sereno è invece arrivato ieri sulla testa del comunque imperturbabile Francesco Maria Di Majo: a salutare, dopo appena 3 mesi dalla nomina ad amministratore unico della PAS (incarico accettato comunque dopo una lunga riflessione) è stato Andrea Rigoni. Il motivo che abbia spinto Rigoni a mollare tutto non è chiaro, ma secondo i bene informati la situazione economico finanziaria della società partecipata al 100% dall’Authority, che ha chiuso i bilanci in perdita per due anni di fila e – a settembre inoltrato – potrebbe apprestarsi ad avere in rosso anche il 2018 (fatto che per legge comporterebbe lo scioglimento della società), potrebbe aver indotto Rigoni a fare dietrofront prima di doversi assumere responsabilità di carattere amministrativo e contabile. Evidentemente il manager avrà valutato di non avere sufficienti margini di manovra per raddrizzare il timone, aumentando i ricavi (viste le note difficoltà di bilancio del socio unico Adsp) o riducendo i costi: il solo direttore tecnico Vincenzo Conte pesa oltre 200mila euro sui conti dell’azienda, molto più dello stesso amministratore unico da cui dipende. 

Altrettanto blindati, al momento, i motivi che hanno indotto Gorelli ad andarsene. Il potentissimo capo della segreteria tecnica di Gianni Letta a Palazzo Chigi, consigliere della Corte dei Conti, era stato il relatore del rapporto che contribuì a ‘‘silurare’’ Pasqualino Monti. 
Proprio l’aver controllato l’ente nei 3 anni precedenti fece nascere dei dubbi su una presunta incompatibilità di Gorelli ad assumere l’incarico dall’ente stesso. 
Gorelli, da sempre in eccellenti rapporti con l’ex presidente di Molo Vespucci Gianni Moscherini, arrivò a Molo Vespucci accompagnato dal grande tessitore di trame in nome e per conto di Di Maio, Ivan Magrì, che ora dovrà mettersi nuovamente al lavoro per rimpiazzare i due dimissionari eccellenti, che potrebbero presto essere seguiti da altri.

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Csl Soccer, dentro o fuori

di MATTEO CECCACCI

Non saranno ammessi errori, distrazioni e tantomeno ingenuità che potrebbero ritorcersi contro.
L’intento della Csl Soccer è vincere a tutti i costi, evitando di non finire nella rete dei Pescatori Ostia. I ragazzi di mister Daniele Fracassa alle 15.30 scenderanno sul sintentico del Flavio Gagliardini nel ritorno dei preliminari di Coppa Italia per sfidare i lidensi e dare il tutto per tutto fino all’ultimo minuto di gioco per cercare di passare il turno e accedere ai trentaduesimi di finale. I civitavecchiesi ripartiranno dall’1-0 in favore dei gialloverdi, maturato due settimane fa a Ostia sul terreno di gioco del Ludovichetti, campo in terra che aveva letteralmente creato molte difficoltà ai rossoblu negandogli numerosi contropiedi e azioni importanti. I tirrenici, per evitare supplementari ed eventuali rigori, dovranno obbligatoriamente vincere con due reti di scarto, mentre con il risultato di 1-0 si aprirebbero i 30’ aggiuntivi. Riguardo la formazione, il tecnico Fracassa probabilmente schiererà il 4-3-3, facendo giocare fin dall’inizio alcuni giovani che stanno trovando poco spazio in campionato: De Fazi e Castagnola. Indisponibili il centrocampista Gianluca Barzellotti e l’attaccante Emanuele Siani che dovrebbe rientrare domenica 7 ottobre nella trasferta con l’Acquapendente. A commentare il pre gara il forte difensore rossoblu classe ‘90 Luca Bresciani, decisivo nella sfida con l’Urbe: «Ci teniamo moltissimo alla Coppa Italia e faremo di tutto per vincere e passare il turno: bisognerà giocare con quella cattiveria che ci è mancata all’andata. Riguardo il mio primo gol sono felice, è arrivato quando l’Urbe stava attaccando. Per il resto abbiamo una rosa molto forte».

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Cala la mortalità infantile, ma ancora ogni 5 secondi muore un bambino

Nel 2017 nel mondo sono morti 6,3 milioni di bambini sotto i 15 anni, ma nel 1990 erano il doppio. In Italia in 27 anni il tasso di mortalità neonatale è sceso di tre volte

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Ladispoli, stadio off limits. Spettatori al sole cocente e scarsa sicurezza.

LADISPOLI – Dopo 13 anni la Us Ladispoli è tornata in serie D. Certo, non con il risultato che ci si attendeva (1-4 per gli avversari), ma l’Avellino è una squadra blasonata, di categoria superiore con una rosa formidabile e calciatori del calibro di Sforzini (tanti gol in serie B). Lo spettacolo comunque c’è stato. E questa è una nota molto positiva per l’ambiente calcio, per la Us Ladispoli dopo la cavalcata avvincente dello scorso anno in Eccellenza. Cosa invece non ha funzionato ieri, come del resto prevedibile alla vigilia, è la questione legata all’impiantistica dello stadio Angelo Sale. Una struttura realizzata neanche due anni fa e che presenta delle lacune evidenti. A cominciare dalla tribuna senza coperture. I tifosi sono stati costretti a vedere la partita di calcio sotto il sole cocente. Alcuni hanno abbandonato il match anzitempo. “Peccato davvero, un Ladispoli in serie D contro questo Avellino non me lo volevo perdere, ma l’afa non fa bene al mio cuore. Ho speso anche 10 euro per il biglietto”, è la lamentela di un anziano residente. Fosse solamente il caldo il problema (in caso di acquazzone la gente abbandonerà i posti e chi rimborserà i biglietti?). La capienza è in cima alla lista. Tribuna così piccola che è stata interamente occupata dai tifosi avellinesi, giunti in 500 dalla Campania, che si sono messi a sedere nella parte degli ultrà ladispolani, rimasti incredibilmente fuori dall’Angelo Sale. Se il clima non si è surriscaldato si deve proprio alla condotta dei tifosi rossoblu che non hanno creato ulteriori tensioni. Terzo nodo da risolvere: la sicurezza. Al triplice fischio finale gli spettatori ladispolani sono stati costretti dalle forze dell’ordine a rimanere dentro lo stadio attendendo l’uscita dei “lupi” di Avellino, ma ormai centinaia di tifosi si erano riversate nel piazzale davanti ai cancelli. Alla fine carabinieri e polizia hanno aperto il cancello per evitare disordini. Non meno importante l’aspetto della viabilità. Migliaia di persone nei parcheggi davanti allo stadio e nella via dell’Area artigianale, con bambini che hanno rischiato di finire sotto le auto. Uno scenario complessivo non da serie D sicuramente (ma neanche da Terza Categoria), aldilà di quello che è accaduto poi sul rettangolo verde dove l’Avellino ha battuto per 1-4 i padroni di casa di mister Bosco che comunque erano stati in grado di riaprire il match con una punizione magistrale di Cardella in chiusura di primo tempo. Nella ripresa i verde bianchi si sono portati sull’1-3 calando definitivamente il poker in contropiede a 15 minuti dalla fine.
 

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UNIVERSITA' DI GENOVA – CONCORSO (scad. 3 ottobre 2018)

Riapertura dei termini per la presentazione delle domande di
partecipazione alla procedura di selezione per la copertura di un
posto di ricercatore a tempo determinato, di durata triennale,
settore concorsuale 06/F4 – Malattie apparato locomotore e medicina
fisica e riabilitativa, presso la Scuola di scienze mediche e
farmaceutiche, Dipartimento di scienze chirurgiche e diagnostiche
integrate.
(18E09154)

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UNIVERSITA' DI GENOVA – CONCORSO (scad. 18 ottobre 2018)

Procedura di selezione pubblica, per titoli ed esami, per la
copertura di un posto categoria D, a tempo indeterminato e pieno,
area tecnica, tecnico-scientifica ed elaborazione dati per le
esigenze del Dipartimento di scienze della terra, dell'ambiente e
della vita, prioritariamente riservata a favore dei volontari delle
Forze armate ai sensi dell'art. 1014, commi 3 e 4 e dell'art. 678,
comma 9, del decreto legislativo n. 66/2010.
(18E09221)

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UNIVERSITA' DI GENOVA – CONCORSO (scad. 18 ottobre 2018)

Procedura di selezione, per titoli ed esami, per la copertura di un
posto categoria D, a tempo indeterminato e pieno, area tecnica,
tecnico-scientifica ed elaborazione dati per le esigenze del Centro
di eccellenza per lo studio dei meccanismi molecolari di
comunicazione tra cellule dalla ricerca di base alla clinica,
prioritariamente riservata a favore dei volontari delle Forze
armate ai sensi dell'art. 1014, commi 3 e 4 e dell'art. 678, comma
9, del decreto legislativo n. 66/2010.
(18E09220)

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