Cerveteri, il Pd cerca se stesso

di TONI MORETTI

CERVETERI – Il Partito Democratico, difficile capire cosa ne è rimasto, anche a Cerveteri scalda i motori per quelle che domenica prossima saranno le primarie per eleggere il nuovo segretario regionale. Voci dicono che sperano di fare in tempo ad indirle perché il lavorio fatto di preparazione di bilance e bilancini operati dietro le quinte, frutto sempre come è tradizione di compromessi non sempre graditi al palato di alcuni e di salti della quaglia dell’ultima ora, sembra che a qualcuno nella regione siano risultati tanto indigesti da aver già ricorso alla commissione di garanzia nazionale. Per poter svolgere quindi questa “democratica gara”, bisognerà ancora attendere il risultato di un solido compromesso finale che soddisfi tutte le ambizioni di quei “Capi Bastone” che investendo risorse esistenti per i più scaltri e in promesse per simpatici “consumalingue boccaloni”, stanno girando la regione da nord a sud per tenere saldi i gruppi di “muovi gregge” capaci di transumare più pecore possibili verso appetibili finti nuovi prati. Finti perché le sementi sono sempre le stesse. Le primarie, si sa alle quali possono partecipare anche i non iscritti al partito e che eleggeranno in forma diretta il futuro segretario regionale del partito, si è deciso, sembra che su questo si sia trovato un accordo, di farle in luoghi che non sono i circoli locali. Il senso di novità è così più visibile se mai dovesse essercene bisogno. A Cerveteri non ci sin è preoccupati poi tanto di dare una dignitosa sistemazione al circolo e non si parla certo della rinfrescata ai muri ma del ripristino della legittimazione delle carice, ancora oggetto di contesa tra un gruppo arroccato all’interno che tenta di fare il tempo come gli pare, con un consigliere comunale all’opposizione nonostante si sappia che un assessore e lo stesso vicesindaco lavorano alla Regione Lazio presso figure che fanno riferimento a quello che sulla carta è il più quotato dei candidati alla segreteria regionale che non vuole vincere ma vuole stravincere. A Bruno Astorre. Infatti, Senatore della Repubblica che ancora regge a sostenere a livello nazionale Nicola Zingaretti il quale è in qualche modo “inciuciato” anche il sindaco Pascucci, si contrappone Juri Marini, il consigliere PD che sta all’opposizione sostenendo il deputato Claudio Mancini. E non si è parlato delle posizioni di padri e figlie. Ma si, in fondo chi si vuole togliere lo sfizio di votare o di votare contro qualcuno se lo può togliere domenica prossima con solo due euro.

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