Camassa: «Commissione mista per verificare i carichi di lavoro»

di TONI MORETTI 

CERVETERI – Come stabilito, ieri mattina, intorno alle 10 circa, cominciano a radunarsi sotto il portone di quello che è stato l’ex palazzetto del consiglio comunale a Piazza Risorgimento, oggi sede dell’ufficio del sindaco e della sala Giunta, nonché di alti funzionari del comune, operatori ecologici della Camassa e della ASV, le due società che in ATI, gestiscono il servizio della raccolta dei rifiuti e provvedono al decoro urbano della città. Ben presto, circa una trentina,  si stringono intorno ai loro rappresentanti sindacali in attesa che una loro delegazione venisse chiamata per partecipare all’incontro convenuto con l’azienda e l’amministrazione comunale.  Quindi, nonostante il comunicato dell’ufficio stampa del comune avesse minimizzato quanto sarebbe avvenuto tralasciando di annunciare l’incontro con l’amministrazione e annunciando soltanto una assemblea sindacale, ieri mattina si scopre poi che la presenza copiosa degli operatori faceva da presidio e da supporto alla delegazione che avrebbe materialmente partecipato all’incontro, come nella migliore tradizione sindacale. Come era da immaginarsi, sul tavolo della discussione è stato subito lanciato il disagio delle maestranze per quanto riguarda  la carenza del personale in forza e di quelle persone che vengono utilizzate al bisogno, per periodi più o meno brevi utilizzando anche società interinali.  Quello che si è studiato oggi con l’amministrazione e l’azienda è un percorso di stabilizzazione lavorativo di queste persone che sono padri di famiglia, alle quali vengono chiesti sacrifici attraverso carichi di lavoro eccessivi e turnazioni pesanti. Si è parlato infatti anche della richiesta di turni notturni. Per tutto il carico di lavoro stabilito come necessario, il ruolo dell’amministrazione comunale come ha dichiarato al telefono il sindaco Pascucci: "Non può essere risolutivo ma di esercitare una forma di supporto, con tutte le maestranze, come d’altronde abbiamo sempre fatto, di quelle aziende che hanno vinto appalti con l’ente. Lo abbiamo fatto col trasporto pubblico, quando sono emerse delle criticità, lo facciamo da tempo con la Camassa e continueremo a farlo". Sta di fatto che se nell’arco della stagione estiva non si realizzerà, seguendo il percorso concordato con l’azienda, la stabilizzazione, ai primi di settembre si scenderà in sciopero.  Questo è quanto dichiarano i responsabili sindacali della  Cgil  Funzione Pubblica Nunzi, Fanelli e Meroldi  che sottolineano  anche quanto sia importante il ruolo della concordata commissione mista che esplorerà i percorsi delle attività e prenderà atto dei carichi di lavoro delle maestranze.  Pascucci dal canto suo: «Lo sciopero è un diritto dei lavoratori e se ritengono che siano stati lesi dei loro diritti, io sciopero con loro».  

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