Adsp: Di Majo disponibile al confronto

CIVITAVECCHIA – Il presidente dell'Autorità di sistema portuale Francesco Maria Di Majo questa volta rompe il silenzio. Evidentemente non sono passati inosservati gli ultimi interventi dei consiglieri comunali che hanno criticato diversi aspetti relativi alla gestione dell'ente e ai rapporti con il Pincio. Tanto che il numero uno di Molo Vespucci, rispondendo alle diverse sollecitazioni e contestazioni giunte, si è detto disponibile ad illustrare nelle prossime settimane, qualora venisse invitato al Consiglio Comunale, le motivazioni alla base dell'avvio dell'iter di un adeguamento tecnico fnzionale sulla banchina 26, criticato proprio dagli esponenti politici.  

"Si è anche disponibili – ha spiegato Di Majo – ad illustrare i contenuti dell'ultimo accordo sottoscritto con l'Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Meridionale che è stato sottoposto all'attenzione del Comitato di Gestione e il cui obiettivo principale è quello di rafforzare il ruolo di Civitavecchia come gateway per intercettare i traffici intermodali che, dall'ovest dell'Europa, devono raggiungere il centro-sud dell'Italia e/o la penisola balcanica e la Grecia e viceversa".

 

Ed i vertici dell'Ente interviene anche in merito alle contestazioni mosse riguardo l’appello al Consiglio di Stato presentato recentemente da Molo Vespucci, con il patrocinio dell'Avvocatura di Stato, contro la sentenza del Tar Lazio per il versamento dei 2 milioni di euro nelle casse del Pincio per l'accordo del 2015. "Un atto dovuto a tutela degli interessi erariali dell'ente e riguarda un contenzioso che è scaturito da un'ordinanza di ingiunzione che il Comune di Civitavecchia – hanno spiegato – ha notificato al presidente di Majo a poche settimane dall'inizio del suo mandato nonostante che quest'ultimo avesse, da subito, manifestato la disponibilità (tuttora peraltro confermata) a voler negoziare un nuovo accordo di collaborazione che avesse un contenuto più chiaro e articolato (e sottoscritto da un Presidente con pieni poteri), a differenza di quello sottoscritto nel luglio 2015 (che prevede peraltro un gravoso impegno finanziario per questo ente pari a 20 milioni di euro in 10 anni), oggetto dell’attuale contenzioso".  

Infine, per quanto riguarda i contenziosi con la Total Erg (oggi Italiana Petroli), l'Adsp precisa che "riguardano i decreti su tasse portuali e sovratasse risalenti agli anni 2013-2014 e rispetto ai quali – ha concluso Di Majo – questa nuova amministrazione ha agito mettendo in campo tutti gli strumenti legali per tutelare gli interessi dell'ente avviando anche un tentativo di accordo stragiudiziale il cui contenuto è stato portato all'attenzione del Comitato di Gestione che ha conferito un preciso mandato al Presidente di questa AdSP, con le trattative per raggiungere tale accordo che sono tuttora in corso". 

 

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